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salerno e provincia news

SALERNO E PROVINCIA NEWS SALERNO, ARRESTATO UNO STALKER

25 Luglio 2013, 11:46am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.tvoggisalerno.it/Upload/carabinieri_auto_01.jpg

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Nel corso della notte i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Salerno hanno tratto in arresto in flagranza per il reato di atti persecutori P.M. 47enne pregiudicato di Salerno. L'intervento dei militari è scaturito da una richesta d'aiuto che la vittima, una donna 45enne salernitana ha rivolto ai Carabinieri contattando il numero d'emergenza 112. Giunti presso l'abitazione della donna sita nel quartiere Mariconda, i militari hanno sorpreso sul pianerottolo P.M., che un tempo era legato alla vittima da una relazione sentimentale finita ormai da alcuni mesi. Sulla porta, a conferma di quanto dichiarato dalla donna, segni di calci e di pugni; la donna, inoltre, riferiva che ormai già da tempo era vittima di continue molestie telefoniche e minacce, oltre che di pedinamenti, tanto da essere ormai costretta a non uscire da sola di casa, motivo per cui alcuni mesi fa la donna aveva già sporto denuncia alle Forze dell'Ordine. Nel corso degli accertamenti presso l'abitazione del P.M. veniva rinvenuto e sequestrato un taser, di cui il P.M. avrebbe minacciato di fare uso. Alla luce di quanto accertato, il P.M. è stato tratto in arresto e tradotto presso la Casa Circondariale di Salerno Fuorni a disposizione dell'Autorità Giudiziaria di Salerno.

TVOGGI-SALERNO

25.07.2013.

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SALERNO E PROVINCIA NEWS SALERNO Mariconda, in città dominano le archistar ma il rione-dormitorio è fermo agli anni '60

25 Luglio 2013, 11:35am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Mariconda

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Case popolari senza ascensore, vita grama per anziani e disabili SALERNO - Quando a Salerno comincia la vita, qui cala il coprifuoco: i negozi abbassano le saracinesche e la gente si rintana in casa. Non c'è un cinema, non c'è un teatro, l'unico luogo di aggregazione è la parrocchia, Maria SS. del Rosario di Pompei, affidata da dicembre ad un sacerdote volenteroso, don Angelo Barra. La rivoluzione urbanistica e culturale del sindaco Vincenzo De Luca si è fermata alle porte di Mariconda, quartiere dormitorio dove stenterete a trovare traccia di un'edilizia di qualità. Anzi, nella zona di espansione ad oriente della fascia metropolitana il tempo sembra essersi come fermato, cristallizzato all'inizio degli anni Sessanta quando si scomodò da Roma l'allora presidente del Consiglio Amintore Fanfani per tagliare il nastro dei primi grandi complessi abitativi dell'Ina Casa e del Genio Civile. Laddove c'erano terre coltivate a ortaggi, grano e frutteto furono costruite le case popolari destinate agli alluvionati del 1954 costretti ad abbandonare le proprie abitazioni del centro storico, nella parte occidentale della città. Così di emergenza in emergenza, Mariconda, che si chiama così per il torrente dello stesso nome ma anche perchè quelle terre erano appartenute alla nobile e antica famiglia del ceppo dei Mariconda, ha continuato ad essere una città nella città, una sorta di piccola repubblica indipendente di cui i politici si ricordano solo in periodo di campagna elettorale. LA SENTINELLA DI QUARTIERE - Anche Antonio Bracciante, lavoratore del porto in pensione, abitava al rione Fornelle, nel cuore antico di Salerno, e fu sfollato dopo la disastrosa alluvione del 1954. A Mariconda è stato presidente della circoscrizione comunale che abbraccia tutta la zona orientale dal 2006 al 2011, fino a quando cioè le municipalità sono rimaste in vita. Però il senso civico, lo spirito di servizio gli sono rimasti attaccati addosso e così ogni giorno inforca la bicicletta e fa, senza che nessuno gliel'abbia mai chiesto, la sentinella del quartiere. Collaboratore «a titolo gratuito» dei servizi sociali del Comune e cintura nera di karate, è titolare da trent'anni di una palestra dove insegna ai ragazzi a vivere secondo le regole della lealtà sportiva. Ma non paragonatelo a Gianni Maddaloni e al suo impegno per Scampia, lui non vuole essere «niente e nessuno», aiuta solo chi realmente è in difficoltà. «Negli anni '70 - inizia a raccontare - Mariconda era peggio del Bronx, tristemente nota per la cronaca nera. Lo vedete quel palazzo là? Al quarto piano un giovane uccise due ragazze: si calò dal tetto e fece una strage per gelosia. E vi ricordate di Stefania Muraro? No? La bambina di sei anni ammazzata da un pedofilo, all'epoca il fatto fece grande scalpore». Nella villa comunale dedicata a Ciro Bracciante, il fratello di Antonio vittima della malasanità nel 1990, c'è una fontana intitolata proprio alla piccola Stefania. Già, la villa. È stato il segno, insieme al Parco del Mercatello, un immenso polmone verde inaugurato negli anni '90 dal presidente Oscar Luigi Scalfaro, del passaggio positivo e propositivo del sindaco De Luca. Oggi purtroppo è spesso vandalizzata e quell'ampia pedana in cemento rimasta desolatamente al centro testimonia il fallimento di qualsiasi insediamento di attività di ristoro. «Dagli anni '60 fino alla fine degli anni '80 - riprende Bracciante - del rione nessuno si è fregato, qui ognuno viveva seguendo la propria legge e lo spaccio di droga aveva toccato livelli da record. Dagli anni '90, grazie al sindaco Vincenzo Giordano e poi a De Luca, il quartiere è stato stravolto completamente e man mano la microdeliquenza si è notevolmente affievolita». Oddio, ogni tanto qualche brutto episodio ancora succede. Proprio Bracciante tempo fa affrontò e mise in fuga un delinquente armato che stava aggredendo due vecchiette. «Il quartiere siamo noi - dice l'ex presidente di circoscrizione - bisogna uscire dall'omertà, io quel tipo con la pistola l'ho denunciato e fatto condannare». L'ABBANDONO - Accanto alla villa Bracciante, in via Raffaele Mauri, lo stradone centrale, c'è quel che rimane di un centro commerciale che, nelle intenzioni di chi lo progettò, doveva rappresentare il cuore pulsante del commercio locale. Otto negozi ma solo uno occupato, da un fruttivendolo. Da quasi trent'anni. «Venite a vedere che schifo - dice Leonardo D'Amati, il fruttivendolo - qui hanno scassato pure il gabinetto. Eppure basterebbe che il Comune facesse un bando per la gestione dei locali ed evitare questo squallore. Ma il problema è un altro: questi spazi non sono stati mai accatastati». Altra strada, altro edificio inutilizzato: via Martir Luther King. Qui qualcuno ha fatto un sogno: che riapra la scuola materna «Mariele Ventre» inaugurata una ventina d'anni fa. «Per il comune è pericolante - osserva Bracciante - ma da dieci anni qui non è caduto manco un mattone. Quella invece (e ci indica un rudere adiacente) la chiamano la casa dei fantasmi, è completamente diroccata e prima o poi cade addosso a qualcuno». Da un'automobile scende un signore in t-shirt e pantaloncini , si chiama Francesco Elia: «Non sappiamo più a chi rivolgerci, qui fanno i lanci di sacchetti della spazzatura dalle auto e se vi permettete di dire qualcosa vi minacciano pure. Abbiamo speso 180 mila euro per ristrutturare il nostro fabbricato e non possiamo portare nessuno qui perchè ci vergogniamo. Ma perchè il comune non mette una telecamera, pure falsa, sarebbe già un deterrente?». Una centrale elettrica in attività e un palazzone enorme, ben diverso dalle case popolari anni '60, privo delle necessarie opere di urbanizzazione, completano la cartolina del posto. Ancora due piccole grandi storie prima di andar via: Peppino Giannatiempo ha una figlia disabile di 40 anni che soffre in silenzio, a casa: le palazzine che furono costruite dopo l'alluvione non sono dotate di ascensore, impossibile quindi poter fare uscire decine di anziani e disabili. E poi Nicola Esposito, sfrattato da una casa Iacp, che dorme da due anni in un furgone. Storie di umana rassegnazione che mal si addicono ad una città dalla prospettiva europea. Gabriele Bojano

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

25.07.2013.

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SALERNO E PROVINCIA NEWS SALERNO «Scarano volò a New York col nipote del cardinale»

24 Luglio 2013, 11:44am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Monsignor Nunzio Scarano

 

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Dettagli sullo stile di vita di «monsignor 500» emergono dall'interrogatorio di Marcianò che tira in ballo Martino SALERNO — Chi decide sui dati richiesti dalle autorità giudiziarie? Chiedeva Massimiliano Marcianò a «monsignor 500» Nunzio Scarano quando l'ordine di arresto della procura di Roma era inimmaginabile per i protagonisti della storia fatta da ex 007, broker finanziari, sacerdote e un malloppo di 20 milioni di euro. L'Aif (Autorità di Informazione Finanziaria), risponde Scarano, che rassicura il suo amico di fiducia sulle operazioni economiche fatte sui suoi conti allo Ior. Il presidente dell'Aif, aggiunge l'ex funzionario dell'Apsa, ne avrebbe garantito la regolarità. La conversazione la rivela al pm di Salerno, Elena Guarino, e al comandante del nucleo di polizia tributaria della finanza, Antonio Mancazzo, Marcianò il 3 luglio scorso. E lo fa nello stesso verbale di sommarie informazioni in cui racconta di furgoni contenenti ortaggi e lingotti d'oro scaricati da Scarano al Vaticano, dei rapporti intimi con gli armatori D'Amico e di conto cointestato con uno dei tre allo Ior che però "monsignor 500" smentisce, della trattativa del sacerdote con un costruttore salernitano per acquistare un appartamento al Crescent e del nipote, Sergio Forte, che lo zio prete era riuscito ad inserire nella Soget, la società di recupero dei tributi municipali di cui si avvale il Comune di Salerno. Ma Marcianò mette al corrente i magistrati salernitani anche di un altro particolare che, probabilmente, con l'inchiesta non ha nulla a che vedere, ma che di certo la dice lunga sui rapporti altolocati di Scarano e sul suo modo di vivere. Quello che gli inquirenti romani e salernitani considerano l'uomo di fiducia del sacerdote, prima di finire in galera, racconta di un recente viaggio a New York fatto con Scarano. I due erano stati ospiti di Lilian Veron "che si sobbarcò tutte le spese". LE AMICIZIE - La donna conosceva Scarano "in quanto amica di Paolo Martino". Paolo Martino è il nipote del cardinale salernitano Renato Raffaele Martino, che in un'intervista al Corriere del Mezzogiorno ha detto di aver interrotto i rapporti con il sacerdote nel 2004 dopo che Scarano continuava a spacciarsi per suo nipote negli ambienti della Santa Sede. A Marcianò fu detto che quello a New York era un viaggio di lavoro, anche se poi l'impressione che ebbe l'accompagnatore di Scarano, e che ha riferito agli inquirenti salernitani, è che in realtà si trattava di un viaggio di piacere. L'attendibilità di Marcianò è un altro tassello che gli inquirenti stanno verificando. A. C.

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

24.07.2013.

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SALERNO E PROVINCIA NEWS SALERNO Claps, 102 pagine di motivazioni per spiegare la condanna di Restivo

24 Luglio 2013, 11:32am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Elisa Claps

 

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I giudici hanno depositato il fascicolo dopo la sentenza di appello a 30 anni per l’assassino della studentessa SALERNO – Danilo Restivo condannato anche in appello a 30 anni per l’omicidio di Elisa Claps. Il perché è spiegato nelle 102 pagine in cui i giudici illustrano le motivazioni della sentenza di condanna e depositate soltanto ora. Lo scorso 24 aprile, al tribunale di Salerno, Restivo per l'omicidio della studentessa potentina avvenuto il 12 settembre 1993 ha ricevuto una condanna che sostanzialmente ha confermato la sentenza di primo grado. LA SCOMPARSA - I giudici spiegano il motivo per cui l’uomo è stato condannato al massimo della pena: unico imputato, Restivo prese parte al processo di appello dichiarandosi innocente rivolgendo un appello per trovare il vero assassino di Elisa, ma ad ucciderla fu lui, lo stesso giorno della scomparsa. Una lunga storia, quella della Claps: il suo corpo è stato infatti ritrovato solo il 17 marzo 2010, 17 anni dopo la sparizione, nel sottotetto della chiesa della Santissima Trinità di Potenza dove Restivo secondo i giudici la uccise dopo aver tentato un approccio sessuale.

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

24.07.2013.

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SALERNO E PROVINCIA NEWS Addio ecomostri di Montecorice: giù

23 Luglio 2013, 11:24am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Vista con ecomostri

 

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Buonomo (Legambiente): azione che ci dà la forza di portare avanti nuove battaglie. Il sindaco: bella giornata MONTECORICE — Il primo dei 4 scheletri in cemento armato è andato giù ieri. Gli altri tre seguiranno la medesima sorte nei prossimi giorni. Ieri è iniziata la demolizione degli ecomostri realizzati alle Ripe Rosse, nel comune cilentano di Montecorice, dall'imprenditore Angelo Russo. Dopo 32 anni arriva dunque la parola fine per una vicenda emblematica, diventata un simbolo nazionale dell'aggressione del cemento al territorio. «Lì c'era una pineta», ricorda Giuseppe Tarallo, che è stato sindaco di Montecorice e presidente del Parco del Cilento e Vallo di Diano. «Nel 1981 Russo ottenne una licenza edilizia dal Comune, guidato all'epoca dal sindaco Greco, che mai avrebbe dovuto essere concessa. Si trattava, infatti, di un'area percorsa dal fuoco, di riserva integrale e che distava meno di 500 metri dal mare, limite imposto all'epoca dalla legge Porcelli». Iniziarono dunque i lavori e gli sbancamenti, proseguiti per anni, tra sequestri del cantiere, ricorsi al tar ed al tribunale del riesame. Ai primi due edifici, formalmente autorizzati, se ne aggiunsero poi altri due. «Nel 1998 — prosegue Tarallo — in qualità di sindaco dichiarai decaduta la licenza ed emisi ordinanza di abbattimento. Sottolineai, tra l'altro, che erano opere incondonabili». Il provvedimento fu impugnata da Russo al Tar ed al Consiglio di stato, con esito negativo. Ieri, finalmente, si sono messe in moto le ruspe.«La demolizione — sottolinea Pierpaolo Piccirilli, sindaco in carica a Montecorice — avviene adesso su iniziativa dello stesso Russo. Più volte, negli ultimi mesi, mi sono confrontato con lui, prospettandogli questa soluzione, che accelera i tempi e gli consente di risparmiare sui costi. È una bella giornata per chi ha a cuore le sorti del Cilento e crede in uno sviluppo che valorizzi le risorse del territorio e non ceda alla cementificazione». IL COMMENTO - Analogo il commento del presidente regionale di Legambiente, Michele Buonomo: «La demolizione degli ecomostri delle Ripe Rosse ci infonde allegria e forze per continuare la battaglia a difesa dei territori». Proprio a Montecorice è in atto un durissimo scontro tra l'amministrazione Piccirilli e Nusco immobiliare, la società di Mario Felice Nusco che ha in animo di costruire 116 appartamenti, negozi e locali vari in località San Nicola. Il progetto, che era l'incubo di Angelo Vassallo, sindaco della vicina Pollica assassinato in circostanze tuttora da chiarire il 5 settembre 2010, aveva già ottenuto il beneplacito della precedente giunta comunale, guidata dal sindaco Flavio Meola. A gennaio di quest'anno, invece, l'amministrazione Piccirilli ha deliberato lo stop alle ruspe, esprimendo parere sfavorevole al piano urbanistico attuativo che era stato proposto dal privato. IL PROVVEDIMENTO - Contro questo provvedimento Nusco ha presentato ricorso al tar, per una sospensiva. Il Tribunale amministrativo regionale, il 20 giugno, ha respinto l'istanza. La società non si è data per vinta ed ha presentato appello al Consiglio di stato, che potrebbe già pronunciarsi sulla richiesta di sospensiva il 30 luglio. Data importante, quest'ultima, per le sorti del piccolo Comune cilentano. Lo stesso giorno, infatti, il consiglio di stato esaminerà, salvo rinvii, anche il ricorso dei fratelli Ruggiero, imprenditori di Campagna, contro un provvedimento della giunta finalizzato ad impedire, in località Agnone, l'ennesimo complesso turistico: Melaro 2. Potrebbe sorgere non lontano dal complesso Melaro 1, quello realizzato da Ferlaino. Nel frattempo, sta per essere finalmente approvato il piano urbanistico comunale, dopo decenni di assenza in cui, a dettare le regole, in virtù di un piano di fabbricazione a maglie larghe, è stato il partito del cemento, sponsorizzato dai locali referenti politici. Fabrizio Geremicca

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

23.07.2013.

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CAVA DE TIRRENI VIETRI NOCERA NEWS Raccolti 350 litri di oli vegetali esausti

23 Luglio 2013, 11:02am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Il Comune di Cava de’ Tirreni ha aderito come lo scorso anno alla campagna di raccolta degli oli vegetali esausti. Un progetto ambientalista che tende al recupero delle biomasse di scarto attraverso la loro raccolta e trasformazione in energia rinnovabile. Il recupero di sostanze vegetali di scarto (olio vegetale, potature urbane, manutenzione boschiva, scarti agricoli o zootecnici) è considerato dal nostro ordinamento come misura idonea per raggiungere gli obiettivi fissati per il 2020 dalla commissione Eu. I benefici sono numerosissimi: nuove opportunità di occupazione (la raccolta degli scarti vegetali permette di produrre materiali e coprodotti che potranno essere venduti sul mercato o restituito alla cittadinanza come si sta facendo in questi giorni all’isola ecologica del Comune, in via Angeloni, con la distribuzione gratuita di compost, prodotto dalla maturazione dell’umido raccolto in città)- riduzione del processo di decomposizione che trasforma le sostanze vegetali in metano (potente gas serra, 20 volte più inquinante della CO2) e conseguente diminuzione delle emissioni in atmosfera. L’iniziativa ha riscosso un ottimo successo di partecipazione della cittadinanza. Al gazebo, allestito dai dipendenti dell’ufficio Ambiente e dell’isola ecologica in piazza Duomo, si sono recati centinaia di cavesi per sversare nell’apposita tanica il loro olio vegetale usato. Raccolti alla fine della mattinata oltre 350 litri di olio. Simpatici e utilissimi gadget sono stati distribuiti a tutti i virtuosi cittadini: imbuti da poter avvitare su bottiglie in plastica da riciclare per la raccolta casalinga di olio esausto e piccole taniche. Soddisfatto l’assessore Fortunato Palumbo che ha seguito tutta l’operazione sin dal montaggio della postazione di piazza. «La risposta dei nostri concittadini è stata più che positiva. La cultura ambientalista che Cava dimostra in ogni occasione è più forte di qualche attacco che invece da alcuni arriva all’ambiente cittadino. Un piccolo gesto come quello di non buttare l’olio utilizzato in cucina può, invece, essere determinante per la salvaguardia del nostro habitat naturale. Da settembre ho predisposto una raccolta domiciliare nelle frazioni degli oli esausti».

CAVAREPORTER

23.07.2013.

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SALERNO E PROVINCIA NEWS SALERNO Truffa con carte d’identità clonate Bottino da 300mila euro: sette arresti

22 Luglio 2013, 11:24am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Rubando i dati sensibili di persone totalmente ignare chiedevano e ottenevano finanziamenti SALERNO – Utilizzavano carte d’identità clonate per truffare società finanziarie: sette persone sono state arrestate nel Salernitano con l'accusa di aver intascato oltre 300 mila euro. I carabinieri della compagnia di Battipaglia (Salerno) hanno eseguito le misure cautelari ai domiciliari, emesse dal Gip del Tribunale di Salerno su richiesta della Procura, a Salerno, Battipaglia, Eboli e Capaccio. Il gruppo - secondo l'accusa - avrebbe chiesto e ottenuto finanziamenti, producendo documenti identificativi falsi. Non solo carte d'identità ma anche tessere sanitarie, buste paga, modelli Cud, ma di fatto assumendo l'identità di persone totalmente ignare dell'esistenza di una pratica di finanziamento a loro carico. LE INDAGINI - Le indagini sono state avviate nel settembre dello scorso anno dai militari della stazione di Montecorvino Rovella. Le accuse sono di associazione per delinquere, truffe ai danni di società finanziarie, uso di atti falsi, sostituzione di persona, ricettazione e riciclaggio. Le somme erogate dalle finanziarie venivano accreditate su conti correnti bancari e postali riconducibili agli indagati, che venivano accesi appositamente in vari istituti di credito, sempre con l'utilizzo di documenti falsi e a nome di soggetti inconsapevoli.

 sa.didomenico@gmail.com CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

22.07.2013.

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SALERNO E PROVINCIA NEWS SALERNO: INSEGUITI CON LA MOTO ED ACCOLTELLATI

21 Luglio 2013, 17:06pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.tvoggisalerno.it/Upload/carabinieri__sangue

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Inseguiti con le moto e accoltellati, alla schiena e a una mano, all'alba, a Salerno. Vittime dell'episodio sono due giovani, di 20 e 21 anni, che avevano trascorso la notte in discoteca e che stavano tornando a casa a bordo di uno scooter. Sono stati inseguiti da altri due giovani, a bordo di una moto, e una volta raggiunti sono stati feriti. Portati in ospedale sono stati medicati per ferite che guariranno in 15 e 8 giorni. Indagini dei carabinieri del Reparto Operativo di Salerno.

TVOGGI-SALERNO

21.07.2013.

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SALERNO E PROVINCIA NEWS SALERNO Il Tar respinge il ricorso di Esa Piazza della Libertà resta ferma

20 Luglio 2013, 11:50am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Al danno del crollo dello scorso anno si è aggiunta anche la beffa del provvedimento giudiziario SALERNO — Se non è un buon momento per la Esa costruzioni non lo è neanche per piazza della Libertà. Al danno del crollo dello scorso anno si è aggiunta anche la beffa del provvedimento giudiziario. Il Tar di Salerno ha infatti respinto l'istanza cautelare presentata dagli amministratori della ditta di Nocera Inferiore contro la risoluzione del contratto disposta dal Comune di Salerno a causa di alcune presunte anomalie relative all'interdittiva antimafia. Il ricorso portava la firma degli avvocati Lorenzo Lentini e Antonio Bifolco che, comunque, non si sono ancora arresi. La questione sarà portata fino al Consiglio di Stato, in attesa poi di ritornare a Salerno per lasciare ai giudici amministrativi di primo grado la decisione nel merito. Per ora, comunque, vale l'ultimo provvedimento e la decisione dei giudici è indirizzata inequivocabilmente a tenere la Esa fuori dall'appalto relativo ai lavori di posa in opera di pavimentazione e di rivestimento della piazza dove il sindaco Vincenzo De Luca ha più volte dichiarato di voler conservare l'urna con le proprie ceneri. È un anno almeno che la ditta di Enrico (consigliere comunale a Nocera Inferiore in area Pd) e Armando Esposito si trova in un vortice giudiziario-amministrativo che sembra non avere fine. Il nome della ditta rimbalza sulle pagine di cronaca quando finisce nelle perquisizioni del nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza di Salerno che indaga sul crac del pastificio Amato. La Esa avrebbe ricevuto oltre mezzo milione per demolire il tetto del vecchio opificio di via Picenza. Gli imprenditori di Nocera finiscono a processo con l'accusa di concorso in bancarotta fraudolenta insieme ad altre 26 persone coinvolte nel crac. Quella del fallimento Amato è solo la prima di una lunga serie di accertamenti trasversali. La finanza torna negli uffici della Esa per acquisire documenti relativi ai rapporti economici e contrattuali con il Comune di Salerno. L'amministrazione De Luca aveva infatti deliberato un aumento di spesa, di circa 7 milioni, a favore della ditta per lavori "imprevisti". Ma nonostante ciò nessuna frizione con Palazzo di Città era emersa: la Esa continuava a lavorare nel cantiere. Lavorava in una piccola parte del cantiere, perché frattanto il settore 2 era crollato e allora la procura aveva aperto una terza indagine che ha portato al "sequestro" della piazza, all'iscrizione di nove persone nel registro degli indagati e a un rimbalzo di responsabilità per il cedimento. È stata necessaria l'interdittiva antimafia della Prefettura e un presunto collegamento tra la ditta e Ciro Barba (assolto dall'accusa di camorra) per rompere definitivamente i rapporti con il Comune. Angela Cappetta

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

20.07.2013.

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Cava de Tirreni, Vietri Nocera News 6mila firme per salvare l’ospedale di Cava, pronta la petizione al ministro della Salute

20 Luglio 2013, 11:17am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.cavareporter.it/public/File/FotoBig/643_6milaospedale1.jpg

http://www.cavareporter.it/public/File/FotoBig/303_6milaospedale2(1).jpg

 

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In una conferenza stampa (tenuta ieri mattina al Comune, ndr) il partito della Rifondazione comunista di Cava ha manifestato tutta la soddisfazione e l'entusiasmo per il risultato raggiunto con la raccolta firme su una petizione al ministro della Salute per la salvezza dell'ospedale. Era presente, insieme al segretario della sezione locale Alfredo Senatore, al capogruppo Michele Mazzeo ed al segretario provinciale Loredana Marino, un folto gruppo di ragazzi militanti. Nei loro interventi Senatore, Mazzeo e Marino hanno espresso entusiasmo e soddisfazione per le seimila firme raccolte in meno di due mesi grazie soprattutto ai giovani del partito che si sono spesi senza risparmio, nei presidi presso l'ospedale e nei banchetti posti in vari punti della città. «E' un risultato molto importante del quale andiamo orgogliosi anche perchè, questa battaglia l'abbiamo fatta in mezzo a grandi difficoltà ed in presenza spesso di denigrazioni ed accuse di demagogia. Ma abbiamo fatto informazione spiegando ai cittadini come stavano le cose e chiedendo loro di tenere alta l'attenzione e li abbiamo incitati ad essere protagonisti in una battaglia giusta per la difesa del diritto alla salute. Questa per noi si chiama democrazia. Ed i cittadini di Cava hanno risposto con convinzione ed entusiasmo. La notizia che il decreto 49 sia stato “forzato” per altri ospedali ci dà una conferma ulteriore che la nostra battaglia non solo è giusta ma è destinata al successo se si eserciterà la giusta pressione su chi deve decidere. In occasione del prossimo Consiglio comunale chiederemo a tutti di condividere la nostra istanza. Intanto manifestiamo con entusiasmo la grande soddisfazione per il risultato di una battaglia che abbiamo sostenuto come partito ma che riguarda l'intera comunità». Alfredo Senatore, segretario della sezione di Cava Michele Mazzeo, capogruppo di Rifondazione comunista

CAVAREPORTER

20.07.2013

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