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primo piano e anteprima

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA PORTATO ALLE 2 DI NOTTE SU UNA SPIAGGIA LONTANA 15 KM Ucciso bambino di 9 mesi, la madre confessa: «L’ho affogato al largo»

12 Dicembre 2014, 09:43am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

10309172 267302893440043 4937791116188659039 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA La 40enne russa, in vacanza con un amico: «Era malato come mia madre», fermata per omicidio aggravato. Temeva che il piccolo fosse schizofrenicoLa 40enne russa, in vacanza con un amico: «Era malato come mia madre», fermata per omicidio aggravato. Temeva che il piccolo fosse schizofrenico.

Un bambino di 9 mesi, in Liguria con la madre, russa, e un connazionale, è scomparso da un albergo di Bordighera (Imperia) nella notte tra mercoledì e giovedì. In serata l’atroce verità: è stato affogato al largo di una spiaggia di Sanremo dalla sua stessa mamma, la 40enne moscovita Natalia Sotnikova, che temeva fosse malato di schizofrenia, come sua madre. Il corpicino del bimbo, Semyon, non è ancora stato ritrovato.La donna è stata sottoposta a fermo, accusata di omicidio volontario, aggravato con la crudeltà. Dalle stanze della procura è stata trasferita in auto fino alla sezione femminile del carcere d'Imperia.

 

«Ho nuotato fino al largo»

Ad accorgersi della scomparsa del piccolo l'uomo, un amico della donna, che viaggiava con loro: alle 2 di notte la donna, la 40enne Natalia Sotnikova, è uscita con Semyon dal lussuoso Grand Hotel del Mare, è salita sulla lussuosa Bmw blu notte noleggiata a Ginevra, ha percorso una ventina di chilometri ed è arrivata sulla scogliera di Bussana. Al suo rientro, alle 4, del bambino non c’era più traccia. L’amico se n’è accorto, però, solo al mattino. La donna ha spiegato in un primo tempo di averlo lasciato sugli scogli, poi di averlo gettato in mare. In serata la confessione «Sono stata io - ha detto - L’ho portato al largo a nuoto, con il marsupio, poi l’ho annegato».

 

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La scomparsa e le prime ricerche

Appena resosi conto dell’accaduto l’amico di Sotnikova aveva sporto denuncia ai carabinieri, e le ricerche erano iniziate a Bussana, una frazione di Sanremo, in particolare lungo la spiaggia e gli scogli di Cala degli Orsi. In azione sommozzatori di carabinieri e vigili del fuoco, allertate anche le autorità francesi, dato che il confine di Ventimiglia non è lontano e le correnti marine, in quel punto, sono molto forti. Le ricerche del corpicino di Semyon sono state interrotte con l’arrivo del buio e riprenderanno venerdì mattina.

 

 

 

 

 

 

La madre in Procura

In un primo momento la madre, portata in Procura per essere interrogata, aveva confermato di essersi recata a Bussana con il bambino ma, sotto choc, di non ricordare cosa fosse accaduto dopo. Poi aveva iniziato a offrire dettagli, giudicati confusi dagli inquirenti: prima avrebbe gettato il bambino in mare, poi lo avrebbe lasciato sugli scogli, poi sarebbe entrata in acqua con lui abbandonandolo al largo insieme a tutto il marsupio. Sotnikova è stata trattenuta in procura per tutto il pomeriggio, e poi è stata trasferita a Pontedecimo in attesa dell’interrogatorio di convalida.

 

L'ombra della depressione post-partum

Ma chi è Natalia Sotnikova? Russa, moscovita, si dice esser stata la moglie di uno dei grandi ricchi dell'ex Unione sovietica. Da lui avrebbe avuto Semyon. Dopo il parto, la depressione, tanto che Natalia scriveva qualche tempo fa in un post di esser stanca, di aver bisogno di una vacanza. Vacanza che è iniziata a Mosca, da qui a Francoforte e poi Ginevra, infine a Bordighera, nell'Ottocento luogo d'elezione delle vacanze dei nobili russi, in un hotel di lusso. Cosa è successo, dopo una settimana di vacanza, è ancora tutto da chiarire.

 

 

 

 

 

Le immagini delle videocamere

Le telecamere utilizzate come primo strumento di indagine mostravano la donna uscire nella notte con il bimbo in braccio e rientrare senza. I due russi da una settimana alloggiavano in una suite con stanze separate, cosa che ha impedito che l’amico si accorgesse subito della scomparsa di Semyon.

CORRIERE DELLA SERA

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Fulmine colpisce in pieno giocatore durante la partita: ecco il video shock VIDEO

11 Dicembre 2014, 11:25am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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10309172 267302893440043 4937791116188659039 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODAIl fatto è accaduto in Perù dove il calciatore ventunenne Joao Contreras, della squadra Sport Aguila, è stato centrato ieri da una scarica elettrica all'inizio del secondo tempo della semifinale di Copa Perù. Il giocatore è vivo per miracolo, ma le sue condizioni sono ancora giudicate gravi.Il video è davvero da brivido: il giocatore si accascia a terra e si teme il peggio, tanto che si erano diffuse inizialmente notizie del decesso, rivelatesi fortunatamente infondate. L'impatto della scarica elettrica ha ferito anche un altro giocatore ed il guardalinee, ma in modo ben più lieve.

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Loris, la mamma Veronica al marito: «Non mi abbandonare, sono innocente»

11 Dicembre 2014, 09:22am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

10309172 267302893440043 4937791116188659039 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA ROMA - «Non mi abbandonare, sono innocente» e «Mi mancano i miei figli, Loris e il più piccolo, che è solo a casa», lo ha detto, lo ha ribadito Veronica Panarello per bocca del suo legale, Francesco Villardita, che ieri l'ha incontrata nel carcere di Catania.

Qui la donna è in stato di fermo - sulla cui conferma il gip dovrà decidere ad ore - con l'accusa di omicidio aggravato e occultamento di cadavere. Che abbia ucciso lei il figlioletto Loris di 8 anni, strangolandolo con una fascetta da elettricista e gettandolo in un fosso di scolo, lo crede la procura di Ragusa i cui investigatori hanno messo insieme un gran numero di indizi, a comiciare dalle immagini delle videocamere che confuterebbero ogni racconto fatto dalla donna di quella tragica mattina del 29 novembre.

«La signora è prostrata, ma innocente e determinata ad andare avanti per dimostrarlo. Le ho detto di non piangere, perché deve essere lucida per difendersi» conclude Villardita. Davide Stival, il padre di Loris, ha dato un lungo resoconto della sua tragedia ieri, in tivù, a Quarto Grado: «Stiamo insieme da dieci anni, non ho visto comportamenti strani» ha detto.

Delle prove-regina, i video che mostrano Veronica tornare a casa compatibilmente conl'assassinio di Loris e, poi, in auto vicino al fosso, è dubbioso: «Dai filmati si riescono a vedere le sagome, le riconosco, ma nel ritorno non saprei dire». E ieri, tra i video in esame, ne è sbucato uno dove si vedrebbe chiaramente Veronica uscire dal garage di casa; una prova a favore dell'accusa. Davide è certo però che: «Chi è stato è stato, deve pagare».

Gli investigatori starebbero lavorando anche alla pista di una seconda persona, un comlice o qualcuno che Veronica voglia coprire. Ne è convinta anche la madre della donna, che continua a ribadire però: «Mia figlia è sempre stata strana e violenta fin da piccola».

di Stefania Cigarini  IL MATTINO.IT

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Omicidio Loris, prima notte in carcereper mamma Veronica: «Voglio stare sola» In cella di isolamento e sorvegliata nel penitenziario Catania

10 Dicembre 2014, 10:28am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

10309172 267302893440043 4937791116188659039 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA CATANIA- Prima notte in carcere, in una cella di isolamento e sorvegliata per problemi di sicurezza nell’ala femminile del penitenziario di Catania, come da protocollo, per Veronica Panarello, la 26enne accusata di avere ucciso il figlio Loris di 8 anni a Santa Croce Camerina. Al suo arrivo, martedì sera, è stata fortemente contestata da detenuti dell’istituto che hanno fischiato e urlato contro di lei «assassina, devi morire». La donna avrebbe detto agli agenti penitenziari: «adesso voglio stare sola».

IL VIDEO - Intanto il suo legale mette in duscussione una delle prove alla base dell’accusa contro Veronica: «Ma chi ha detto che Loris è tornato a casa? Da quel filmato visionato con la mia assistita non si riconosce nessuno. E abbiamo anche prove testimoniali che dimostrano che il bambino è stato accompagnato a scuola», ha detto l’avvocato Francesco Villardita.

LA MADRE DI VERONICA - Ma ad avvalorare i sospetti degli inquirenti, oltre alle prove derivanti dai video, sarebbero state anche le parole della madre di Veronica, quelle intercettate, di una conversazione con l’altra figlia, in cui mettono in dubio la versione dei fatti fornita agli invetigatori dalla mamma di Loris, e quelle dette direttamente ai pm, che descrivono la figlia accusata dell’omicidio come «violenta e aggressiva fin da piccola», con le manie di persecuzione e il bisogno di inventare violenze e rapimenti pur di richiamare su di sé l’attenzione degli altri.

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

10 dicembre 2014

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Caso Loris Stival, madre fermata: l'accusa è omicidio e occultamento cadavere

9 Dicembre 2014, 11:03am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

In stato di fermo la madre di Loris © ANSA

10478020 267308300106169 3514890014662351654 nINSERITO DA ELSA COPPA Notte agitata per Veronica Panarello, la mamma di Loris, in una camera di sicurezza della Questura dove è stata portata la notte scorsa dopo essere stata fermata dalla Procura per omicidio volontario e occultamento del cadavere del figlio di otto anni. Guardata a vista da un'ispettrice della Polizia di Stato nella camera di sicurezza in cui si trova, la donna ha dormito poco e non ha proferito parola. Oggi alle 10,30 sarà nuovamente sentita, alla presenza del suo difensore, dai magistrati in Questura. "Non l'ho ucciso io, lui era il mio bambino": così Veronica si è difesa davanti ai magistrati della Procura di Ragusa dall'accusa di aver ucciso il figlio La donna ha ricostruito parte della sua vita e respinto tutte le contestazioni fattele dai pm. Passata la paura dell'orco che per nove giorni ha invaso Santa Croce Camerina, non c'è nessun sollievo davanti la scuola Falcone e Borsellino per la notizia del fermo per omicidio della mamma di Loris. Dopo giorni di indiscrezioni e ricostruzioni, adesso c'è una 'verità' che lascia "sconvolti e senza parole" alcuni dei genitori davanti alla scuola elementare che il piccolo frequentava. "E' davvero incredibile - afferma la mamma di una ragazzina - come può una madre uccidere così un figlio. Se fosse stata veramente lei è da sottoporre a perizia psichiatrica immediatamente". Gli alunni più grandi commentano anche loro stupiti la ricostruzione di giornali, televisioni e web: "non ci credo, mia madre non lo farebbe mai": afferma un ragazzino in tuta e giubbotto di colore scuro. Accanto a lui un suo compagno annuisce. Ancora c'è ancora poca voglia di parlare perché si vuole capire cosa è successo, ma soprattutto perché. Sarebbe proprio la macchina della mamma di Loris quella ripresa dalla telecamera dell'azienda agricola all'ingresso della strada che porta al Mulino Vecchio la mattina di sabato 29 novembre. La circostanza sarebbe emersa nel corso delle ulteriori analisi dei video da parte degli investigatori e sarebbe stata contestata alla donna nel corso dell'interrogatorio in procura. Nel rapporto degli investigatori di tre giorni fa, si parlava di un "auto di colore scuro" che passava "senza rallentare" davanti alla telecamera. Ma dalle analisi più approfondite, gli investigatori sarebbero riusciti ad ingrandire le immagini ed isolare il frame in chi si distinguerebbe la Polo nera di Veronica Panarello. MADRE FERMATA PER OMICIDIO AGGRAVATO (degli inviati Matteo Guidelli e Mimmo Trovato) - Omicidio volontario, aggravato dal legame di parentela, e occultamento di cadavere: dopo 6 ore di interrogatorio la procura di Ragusa ha emesso un provvedimento di fermo nei confronti di Veronica Stival, la mamma del piccolo Loris. Sarebbe stata dunque lei, secondo magistrati e investigatori di polizia e carabinieri, ad uccidere con una fascetta da elettricista stretta attorno al collo il figlio di 8 anni la mattina di sabato 29 novembre. E sarebbe stata sempre lei a gettare il corpicino nel canalone in contrada Mulino Vecchio, a meno di due chilometri di distanza dal centro di Santa Croce Camerina. Veronica avrebbe fatto quindi tutto da sola: nessun complice, nessun aiuto. Dopo nove giorni d'indagini serrate è arrivata la svolta. "Procederemo per cerchi concentrici, cercando di avvicinarci sempre più all'ultimo cerchio" aveva detto quattro giorni fa il procuratore di Ragusa Carmelo Petralia. E così hanno fatto gli investigatori e i magistrati, che ritengono ormai di avere a disposizione tutti gli elementi a sostegno della loro ipotesi. Nelle ultime 48 ore infatti si è lavorato per mettere in fila proprio questi elementi e poterli così contestare alla donna, il cui racconto è andato a sbattere con le verifiche e i riscontri fatti da polizia e carabinieri. Perché, ad esempio, Veronica ha detto che quella mattina Loris è andato a scuola quando invece una telecamera riprende il piccolo tornare a casa? Perché ha detto di essere arrivata con l'auto nei pressi della Falcone e Borsellino quando invece ben 4 telecamere non 'vedono' la Polo nera passare nell'orario indicato? E cosa è successo davvero in quei 36 minuti in cui è rimasta sola con Loris nell'appartamento di via Garibaldi? Ed infine, cosa ha fatto nei 6 minuti che ha 'perso' nei pressi della strada che porta al Mulino Vecchio? Tutte domande a cui la donna dovrà dare delle risposte. A partire già dalla mattinata, quando, dopo una notte in questura a Ragusa, tornerà di nuovo davanti al procuratore Carmelo Petralia e al sostituto Marco Roda. Per ora, però, Veronica non ha ammesso alcun ruolo nell'omicidio del figlio. Ha continuato a ribadire di essere uscita di casa e di aver portato il figlio a scuola. Dura, granitica, senza una sbavatura. "Questi sono omicidi che non si confessano" dice uno di quelli che ha partecipato all'interrogatorio. "La signora - ha sottolineato il suo avvocato Francesco Villardita al termine dell'interrogatorio - è indagata ma non è colpevole". Avrà tempo di fornire tutte le risposte, Veronica. A cominciare da una spiegazione plausibile alla questione delle fascette, un aspetto che molti non escludono possa essere una sorta di messaggio che la donna abbia voluto mandare. Quando le due maestre di Loris si sono presentate a casa della famiglia Stival per fare le condoglianze, lunedì scorso, Veronica ha infatti dato loro un mazzo di fascette di plastica, di quelle da elettricista, dicendo che il piccolo le aveva detto che sarebbero servite per dei lavoretti a scuola. Sorprese, entrambe le maestre hanno spiegato di non aver mai chiesto ai bambini di portare oggetti così pericolosi in classe. Ma le fascette che Veronica ha consegnato sono compatibili con quelle con cui è stato ucciso e legato il piccolo Loris. Che è morto tra le 9 e le 10.30, un orario compatibile con quei 36 minuti in cui i due sarebbero rimasti soli in casa. Per la procura è la mezz'ora in cui Loris viene ucciso. Poi Veronica lo avrebbe caricato in auto, passando dal garage, e lo avrebbe portato nel canalone a Mulino Vecchio. ORA LA PAROLA AL GIP - Dopo il fermo di Veronica Panarello per l'omicidio volontario aggravato del figlio Loris Stival e l'occultamento del cadavere, la posizione della donna passa ora all'esame del giudice per le indagini preliminari. Entro 48 ore dalla notifica del provvedimento, avvenuto questa notte, il pm dovrà chiedere al gip la convalida del fermo e, se ritiene, l'emissione di una misura cautelare. Nel caso della mamma del piccolo Loris, sembra scontato, data la gravità dei reati contestati (l'omicidio volontario aggravato è punito con l'ergastolo), che il pm chiederà la custodia cautelare in carcere. Ricevuta la richiesta, il giudice avrà altre 48 ore per fissare l'udienza di convalida. L'udienza si svolge in camera di consiglio con la partecipazione necessaria del difensore della persona fermata. Nel corso dell'udienza il pm indica i motivi del fermo e formula le richieste di misure cautelari. Il gip interroga la persona fermata e, conclusa l'udienza, può: - convalidare il fermo ed emettere un'ordinanza che dispone una misura cautelare; - convalidare il fermo ma non disporre una misura cautelare e, di conseguenza, liberare l'indagato; - non convalidare il fermo perché eseguito illegittimamente, ma disporre ugualmente una misura cautelare; - non convalidare il fermo ed ordinare la liberazione dell'indagato se non ravvisa gravi indizi di colpevolezza. Il fermo cessa comunque di avere efficacia se l'ordinanza di convalida non è pronunciata o depositata nelle 48 ore successive al momento in cui il fermato è posto a disposizione del giudice. Considerati i tempi fissati dal codice, è verosimile che la procedura per la convalida del fermo e l'eventuale adozione di una misura cautelare si esaurisca entro la fine della settimana. ANSA

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Loris:cacciatore,lasciate in pace i miei ''Io sono pronto ad affrontare tutto se serve a far luce''

9 Dicembre 2014, 10:57am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 © ANSA

10478020 267308300106169 3514890014662351654 nINSERITO DA ELSA COPPA SANTA CROCE CAMERINA, "Io ho le spalle larghe e sono pronto ad affrontare tutto, se serve a fare luce sulla tragica morte del bambino, ma lasciate in pace la mia famiglia". Lo afferma Orazio Fidone, il 'cacciatore' che il 29 novembre scorso ha trovato il corpo di Loris Stival a Santa Croce Camerina. In piazza l'uomo non vuole commentare gli sviluppi dell'ultima ora del caso spiegando di "non sapere cosa sta succedendo".

ANSA

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Loris, la madre fermata per omicidio aggravato e occultamento di cadavere. Sentita per ore in procura, non ha confessato

9 Dicembre 2014, 09:43am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

 

 

 

 

 

10309172 267302893440043 4937791116188659039 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA Omicidio volontario, aggravato dal legame di parentela, e occultamento di cadavere: dopo 6 ore di interrogatorio la procura di Ragusa ha emesso un provvedimento di fermo nei confronti di Veronica Stival, la mamma del piccolo Loris. Sarebbe stata dunque lei, secondo magistrati e investigatori di polizia e carabinieri, ad uccidere con una fascetta da elettricista stretta attorno al collo il figlio di 8 anni la mattina di sabato 29 novembre. E sarebbe stata sempre lei a gettare il corpicino nel canalone in contrada Mulino Vecchio, a meno di due chilometri di distanza dal centro di Santa Croce Camerina. Veronica avrebbe fatto quindi tutto da sola: nessun complice, nessun aiuto.

Dopo nove giorni d'indagini serrate è arrivata la svolta. "Procederemo per cerchi concentrici, cercando di avvicinarci sempre più all'ultimo cerchio" aveva detto quattro giorni fa il procuratore di Ragusa Carmelo Petralia. E così hanno fatto gli investigatori e i magistrati, che ritengono ormai di avere a disposizione tutti gli elementi a sostegno della loro ipotesi. Nelle ultime 48 ore infatti si è lavorato per mettere in fila proprio questi elementi e poterli così contestare alla donna, il cui racconto è andato a sbattere con le verifiche e i riscontri fatti da polizia e carabinieri. Perché, ad esempio, Veronica ha detto che quella mattina Loris è andato a scuola quando invece una telecamera riprende il piccolo tornare a casa? Perché ha detto di essere arrivata con l'auto nei pressi della Falcone e Borsellino quando invece ben 4 telecamere non 'vedono' la Polo nera passare nell'orario indicato? E cosa è successo davvero in quei 36 minuti in cui è rimasta sola con Loris nell'appartamento di via Garibaldi? Ed infine, cosa ha fatto nei 6 minuti che ha 'perso' nei pressi della strada che porta al Mulino Vecchio? Tutte domande a cui la donna dovrà dare delle risposte. A partire già dalla mattinata, quando, dopo una notte in questura a Ragusa, tornerà di nuovo davanti al procuratore Carmelo Petralia e al sostituto Marco Roda. Per ora, però, Veronica non ha ammesso alcun ruolo nell'omicidio del figlio. Ha continuato a ribadire di essere uscita di casa e di aver portato il figlio a scuola. Dura, granitica, senza una sbavatura. "Questi sono omicidi che non si confessano" dice uno di quelli che ha partecipato all'interrogatorio. "La signora - ha sottolineato il suo avvocato Francesco Villardita al termine dell'interrogatorio - è indagata ma non è colpevole". Avrà tempo di fornire tutte le risposte, Veronica. A cominciare da una spiegazione plausibile alla questione delle fascette, un aspetto che molti non escludono possa essere una sorta di messaggio che la donna abbia voluto mandare. Quando le due maestre di Loris si sono presentate a casa della famiglia Stival per fare le condoglianze, lunedì scorso, Veronica ha infatti dato loro un mazzo di fascette di plastica, di quelle da elettricista, dicendo che il piccolo le aveva detto che sarebbero servite per dei lavoretti a scuola. Sorprese, entrambe le maestre hanno spiegato di non aver mai chiesto ai bambini di portare oggetti così pericolosi in classe. Ma le fascette che Veronica ha consegnato sono compatibili con quelle con cui è stato ucciso e legato il piccolo Loris. Che è morto tra le 9 e le 10.30, un orario compatibile con quei 36 minuti in cui i due sarebbero rimasti soli in casa. Per la procura è la mezz'ora in cui Loris viene ucciso. Poi Veronica lo avrebbe caricato in auto, passando dal garage, e lo avrebbe portato nel canalone a Mulino Vecchio. (Ansa)

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA MORTO MANGO: IL CANTANTE COLTO DA INFARTO DURANTE UN CONCERTO. AVEVA 60 ANNI FOTO E VIDEO

8 Dicembre 2014, 11:43am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.leggo.it/MsgrNews/PANORAMA/20141208_c2_mango.jpg.pagespeed.ce.4NONlxmbSf.jpg

http://www.ilmessaggero.it/FotoGallery_IMG/HIGH/20141208_85531_mango-ol.jpg

http://www.ilmessaggero.it/FotoGallery_IMG/HIGH/20141208_85531_mango-ol3.jpg

http://www.ilmessaggero.it/FotoGallery_IMG/HIGH/20141208_85531_small_110311_130308_to190107sto_0043.jpg

10484944 267305636773102 494429539358328247 n INSERITO DA ANGELA CECERE

Il cantante Mango è morto, stroncato da un infarto, alla fine di un concerto che stava tenendo al 'Pala Ercole' di Policoro, in provincia di Matera. L'artista, che aveva compiuto 60 anni il 6 novembre scorso, è stato soccorso e trasportato in ospedale, dove è giunto privo di vita.La salma di Mango è tuttora nell'ospedale di Policoro, dove sono giunti anche i suoi parenti, non soltanto da Lagonegro (Potenza), dove l'artista era nato il 6 novembre 1954. Il malore ha colpito Mango mentre stava cantando 'Oro', uno dei suoi brani più famosi, che era diventato anche la colonna sonora di uno spot pubblicitario altrettanto noto al grande pubblico.Molti fan, dopo che Mango (all'anagrafe, Giuseppe Mango) si è sentito male si sono trasferiti dalla sede del concerto all'ospedale; sui social network sono già molti i messaggi che ricordano il cantautore. Fra i molti suoi successi del cantante, anche il premio della critica ottenuto nel 1985 al Festival di Sanremo.

LEGGO.IT

08.12.2014.

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA E' morto il cantante Mango, infarto durante un concerto Aveva 60 anni, il malore lo ha colpito mentre stava cantando 'Oro', uno dei suoi brani più famosi VIDEO

8 Dicembre 2014, 10:21am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

© ANSA

10478020 267308300106169 3514890014662351654 nINSERITO DA ELSA COPPA Il cantante Mango è morto, stroncato da un infarto, alla fine del concerto che stava tenendo al 'Pala Ercole' di Policoro, in provincia di Matera. L'artista, che aveva compiuto 60 anni il 6 novembre scorso, è stato soccorso e trasportato in ospedale, dove è giunto privo di vita.

LA LOCANDINA DELL'ULTIMO CONCERTO

 


All'ospedale di Policoro sono giunti i parenti del cantante, non soltanto da Lagonegro (Potenza), dove Mango era nato il 6 novembre 1954.
 Il malore ha colpito Mango mentre stava cantando 'Oro', uno dei suoi brani più famosi, che era diventato anche la colonna sonora di uno spot pubblicitario altrettanto noto al grande pubblico. Molti fan, dopo che Mango (all'anagrafe, Giuseppe Mango) si è sentito male si sono trasferiti dalla sede del concerto all'ospedale; sui social network sono già molti i messaggi che ricordano il cantautore. Fra i molti suoi successi del cantante, anche il premio della critica ottenuto nel 1985 al Festival di Sanremo.

Sulla pagina ufficiale di Mango su Facebook, un commosso ricordo di chi lavorava con lui 

 
 
 

MANGO CANTA ORO

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA «Loris, la madre tentò il suicidio con una fascetta di plastica» VIDEO

7 Dicembre 2014, 11:16am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

10704156 539422756204599 8400415700225263454 nINSERITO DA ROSARIA ROMANO Ma allora é quasi certo che sia stata lei. Penso vittima della schizofrenia o altra patologia simile.

Il piccolo Loris è stato strangolato mentre aveva i polsi legati con una fascetta. A una settimana dal ritrovamento del corpo emergono le bugie della mamma Veronica Panarello. L'attenzione è ora concentrata su sei minuti di quel sabato. «Alle 9.27.08» la Polo nera di Veronica viene fissata dalla telecamera di una stazione di servizio all'uscita del paese e alle 9.36, nove minuti dopo, da un'altra telecamera, quasi dalla parte opposta di Santa Croce.I carabinieri hanno fatto il tragitto più volte in soli tre minuti. Perché quei sei minuti in più? A metà strada c’è il bivio che porta al Mulino Vecchio, dove Loris è stato trovato morto. Ieri Veronica avrebbe gridato dal balcone: «Sono innocente». Il marito la difende: «È speciale». Intanto il Corriere della Sera racconta un particolare: anni fa la madre del piccolo tentò il suicidio utilizzando una fascetta di plastica. IL MATTINO.IT

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