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primo piano e anteprima

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA LORIS, SUL CELLULARE DI VERONICA, TRAFFICO DATI MISTERIOSO NELLE ORE DEL DELITTO

16 Dicembre 2014, 13:01pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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10484944 267305636773102 494429539358328247 n INSERITO DA ANGELA CECERE

SANTA CAMERINA (Ragusa) - La madre è in carcere, i filmati che la smentiscono sono una montagna, eppure l'omicidio di Loris Stival resta un rompicapo. La Procura di Ragusa continua a chiedersi come Veronica Panarello abbia potuto fare tutto da sola: strangolare il suo Loris con una fascetta «stringicavo», legargli i polsi con quello stesso tipo di fascetta, trasportarlo per le scale dal terzo piano a terra, fino alla Polo nera nel garage, e poi gettarlo nel canale di scolo del Mulino Vecchio. Lei, così esile, cinquanta chili o poco più: come ha fatto? Pura, maledetta fortuna, o anche meditato calcolo - ma in questo caso dovremmo attribuirle capacità criminali di molto superiori alla media -, fatto sta che nessuna telecamera inquadra altre sagome che non siano riconducibili, in fasi diverse, a lei, al figlio Loris e all'altro figlio più piccolo Diego, di tre anni. Fatto sta che nessun tabulato telefonico, nessuna intercettazione rivelano contatti della giovane donna quella mattina, se non con il marito Davide, con parenti stretti, con le solite amiche. Ma è davvero possibile - volendo seguire il filo della Procura - che a delitto commesso non l'abbia aiutata nessuno? IN RETE Alla disperata ricerca di un quadro completo, gli investigatori s'erano concentrati sulla possibilità che la donna, in quei momenti, non abbia usato una messaggeria tradizionale, telefonica, ma altre applicazioni, più difficilmente intercettabili, tipo WhatsApp. Ora s'apre un altro squarcio, però, e viene sempre dal suo telefonino. La Polizia postale di Catania, che lo sta analizzando, ha scoperto che fra le otto e mezza e le dieci di sabato 29 novembre - fra quando, cioè, Loris rientra in casa e quando Veronica arriva al suo corso di cucina a Donnafugata - quel telefonino fa registrare un «traffico dati» assolutamente inusuale, anzi abnorme, di quasi 45 minuti. Nei momenti in cui Loris veniva ucciso e in cui la donna - stando allo scenario dell'accusa - avrebbe chiesto e ottenuto aiuto, quel samsung è quasi costantemente collegato a Internet e la connessione risulta «stabile», senza sbalzi cioè, tanto da far pensare che abbia utilizzato applicazioni diverse da quella di WhatsApp, che ben altri sbalzi avrebbe fatto registrare fra un messaggio e l'altro. Resta francamente difficile immaginare che in quegli stessi, frenetici momenti - il primo sopralluogo al Mulino Vecchio, il rientro in casa dove c'è Loris, il ritorno al Mulino Vecchio, sempre seguita dalle telecamere - Veronica Panarello abbia usato il suo cellulare per un aggiornamento del software magari, o per scaricare musica, o per collegarsi a un sito di video. La Polizia postale ci sta provando, ma non è sicuro che riesca a ricostruire esattamente quei 45 minuti di connessione a Internet. Sarebbe tutto più semplice se non ci fosse il buco nero del garage. Veronica ci piazza la sua Polo in posizione di partenza alle 8.48, poi va ad aprirlo dall'interno, passando per il portone di casa perché non ha le chiavi, perché - lo rivelerà il marito Davide in un'intercettazione - sono quelle del mazzo consegnato a Loris per rientrare, un quarto d'ora prima. Ma nessuna telecamera arriva fin dentro il garage, solo un incrocio di filmati permette di dedurre che la Polo ci è entrata davvero. La domanda rimane cosi senza risposta: poteva esserci qualcuno con lei, magari alle 9.23 quando riparte, quando Loris è stato già ucciso IL CACCIATORE Poi resta Fidone, Orazio Fidone, il cacciatore di Santa Croce, il pensionato dell'Enel che quel pomeriggio trovò il corpo di Loris nel canale di scolo. Il gip lo scagiona completamente, non c'è ombra di dubbio: parla per lui il gps della sua Suzuki quella mattina, ne ricostruisce ogni movimento. Risulta più difficile credergli, invece, quando sostiene che al Mulino Vecchio ci andò a colpo sicuro, quasi posseduto da un presentimento. Se invece gli fosse arrivata un'imbeccata, magari involontaria? Ecco, se solo si riuscisse a sapere chi gliel'ha data, forse sarebbe questa anche la traccia buona per venirne a capo. Per scoprire chi Veronica ha chiamato in aiuto.

LEGGO.IT

16.12.2014.

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Pakistan: attaccata scuola, 120 morti, è strage di bambini. Talebani: 'Devono soffrire come noi'

16 Dicembre 2014, 12:24pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Strage in una scuola militare in Pakistan © EPA

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Le vittime dell'attacco talebano alla scuola pubblica militare di Peshawar sono salite a 120, secondo quanto riferisce la tv "all news" Express News. Secondo la stessa emittente, mentre continua uno scontro a fuoco, pochi minuti fa si sono sentite altre nuove esplosioni all'interno dell'edificio. "Abbiamo scelto con attenzione l'obiettivo da colpire con il nostro attentato. Il governo sta prendendo di mira le nostre famiglie e le nostre donne. Vogliamo che provino lo stesso dolore". Cosi' il portavoce dei talebani pachistani, Mohammed Umar Khorasani, ha rivendicato l'attentato. Il governatore della provincia di Khyber Pakhtunkhwa, Pervez Khattak, ha decretato tre giorni di lutto nella provincia, annunciando che il premier Nawaz Sharif ha lasciato Islamabad per Peshawar per prendere in mano il coordinamento delle operazioni. I feriti ricoverati sono 83. Sessanta cadaveri si trovano nell'Ospedale militare della città ed il resto nel Lady reading Hospital. Il governatore provinciale ha infine elevato ad otto-dieci il numero dei militanti che hanno attaccato la Scuola pubblica militare. Renzi: 'Orrore inconcepibile, mondo reagisca' - "Bambini, bambini uccisi, bambini uccisi a scuola. Inconcepibile. Il mondo deve reagire all'orrore".ANSA

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA HOUSTON BIMBO DI 11 MESI RITROVATO SANO E SALVO: LA MADRE UCCISA E MESSA IN FRIGO

15 Dicembre 2014, 16:21pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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10484944 267305636773102 494429539358328247 n INSERITO DA ANGELA CECERE

HOUSTON - Incredibile quanto avvenuto a Houston (Stati Uniti). Un bimbo di 11 mesi, Achilles Lambert, è stato ritrovato sano e salvo, in Messico: suo padre, Patrick Lambert, 38 anni, dopo aver accoltellato e ucciso la madre del piccolo, la 27enne Anastacia Oalikhena Lambert, e aver inserito il cadavere nel frigorifero di casa, si è dato alla fuga per non essere rintracciato. Ha portato con sè il piccolo Achilles che, fortunatamente, non ha subìto alcun danno. La polizia ha avuto molte difficoltà a rintracciare il padre, perchè non sapevano che tipo di veicolo stesse guidando per portare a termine la sua fuga. Sembra che, già nei mesi scorsi, la donna avesse chiamato le forze dell'ordine perchè suo marito la stava minacciando con un coltello: dopo l'intervento della polizia, però, la situazione era tornata sotto controllo.

LEGGO.IT

15.12.2014.

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA LORIS, CACCIA AL COMPLICE DI MAMMA VERONICA: "QUALCUNO L'HA AIUTATA A UCCIDERE IL BIMBO"

15 Dicembre 2014, 16:15pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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10484944 267305636773102 494429539358328247 n INSERITO DA ANGELA CECERE

SANTA CROCE CAMERINA (Ragusa) - Non c'è traccia, in tutta l'ordinanza che conferma il carcere per Veronica Panarello, di una figura di complice. Ha agito lei e lei sola, sostiene l'accusa, nei 36 minuti in cui è rimasta in casa con Loris, suo figlio. Una convinzione quasi blindata, che poggia non solo sui filmati delle telecamere, ma anche sugli interrogatori dei vicini, sugli incroci di altre testimonianze, su una ricostruzione di tutto quel che accadde in via Garibaldi perfino successiva all'allarme dato per la scomparsa del bambino. Ma tutto questo non toglie che con il passare dei giorni si sia fatta strada fra gli investigatori anche un'altra convinzione: che qualcuno, fuori di quella casa, a delitto già commesso, l'abbia aiutata. L'avremmo potuta ricavare, questa convinzione, anche leggendo bene tra le righe, l'altra mattina, il comunicato ufficiale del procuratore di Ragusa Carmelo Petralia e del sostituto Marco Rota: «Le indagini continuano incessanti al fine di acquisire tutti i possibili ed ulteriori elementi di ricostruzione e valutazione della vicenda». LA TELEFONATA I tabulati si sono rivelati un flop, questo lo dice anche l'ordinanza. Di interessante, anzi di agghiacciante, c'è solo la telefonata delle 9.01 di Davide Stival a sua moglie Veronica: «Mi ha risposto che era tutto a posto, che aveva accompagnato i bambini a scuola...». Ma per il resto, solo telefonate di routine. Eppure riesce francamente incredibile, anche due settimane dopo, immaginare che Veronica abbia fatto tutto da sola: strangolato Loris, trascinato il corpo nel garage e trasportato fino al Mulino Vecchio. Chi è apparso sulla scena? Il primo sospetto è che abbia usato una messaggeria molto più complicata da intercettare, non quella dei semplici messaggini. Tipo WhatsApp, per dirne una. E gli esperti di Carabinieri e Polizia ci stanno lavorando. Poi c'è sempre il suo tablet, non solo il computer sequestrato in casa, e anche su quello stanno lavorando. Restano a fuoco gli orari fissati dalle telecamere, soprattutto quei famosi sei minuti in più inspiegabilmente impiegati dalla sua Polo nera fra le 9.27 e le 9.39. Il gip Maggioni lo ritiene un arco di tempo sufficiente per andare e gettare il corpo di Loris nel canale di scolo. Chi continua a indagare, lo ritiene sufficiente anche perché Veronica abbia chiesto e ricevuto aiuto. LE IMPRONTE C'è un accertamento che potrebbe tagliare la testa al toro. Un accertamento sulle impronte di scarpa trovate sull'erba del Mulino Vecchio. «Erba calpestata», riferisce il cacciatore Orazio Fidone per giustificare i suoi sospetti, per spiegare come fosse andato quasi a colpo sicuro nel ritrovare il corpo senza vita del bambino. Calpestata da chi? Se ci sono impronte di Veronica fa poca differenza, ci andò anche nel pomeriggio a riconoscere il corpo. Ma se fossero di inequivocabile misura maschile? Resta solo da aggiungere che in questa faticosa ricerca della completa verità le telecamere si rifiutano di fornire altri aiuti. Raccontano al minuto spaccato i movimenti della Polo nera di questa mamma accusata di aver ucciso il figlio, fino a inchiodarla due volte dalle parti del Mulino Vecchio, ma non potranno mai dirci se altre persone, in qualche momento di quella mattina, siano state in auto con lei. E così, meglio non farsi illusioni. Non c'e traccia nell'ordinanza, per chiudere il quadro, neppure del concetto di premeditazione. Nonostante, proprio dalle pagine del giudice Maggioni, sia venuta fuori la notizia che Veronica Panarello, la mattina del 29 novembre, è stata con la sua Polo nera al Mulino Vecchio non una ma addirittura due volte. La prima fra le 8.33 e le 8.35, quando Loris era in casa, con il piccolo Diego in macchina ancora da accompagnare all'asilo. A fare che? A compiere quale tipo di sopralluogo? E quando la giovane donna rientra in casa alle 8.49, invece di parcheggiare l'auto sulla strada, la guida verso il garage, e poi dentro il garage. Farà mettere a verbale il marito Davide: «Lei lo faceva raramente e solamente quando pioveva, o nel caso in cui non trova parcheggio dei dintorni». Quella mattina, invece, c'erano un sacco di posti liberi, tanto da far dire durante un'intercettazione a Giovanna, la zia di Davide: «Erano tutte cose studiate...era tutto premeditato». Le indagini continuano davvero, si vedrà.

LEGGO.IT

15.12.2014.

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA PARTO IN ACQUA, BATTERIO KILLER UCCIDE UN NEONATO: MORTO DOPO UN MESE DALLA NASCITA

14 Dicembre 2014, 12:04pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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10484944 267305636773102 494429539358328247 n INSERITO DA ANGELA CECERE

Muore di legionellosi a un solo mese di vita dopo aver contratto la malattia nella vasca in cui ha partorito la mamma. La forma mortale di polmonite è stata causata da dei batteri che probabilmente hanno prolificato nell'acqua calda. L'ospedale in cui è nato il piccolo, in Texas, sta portando avanti un'indagine per accertare l'origine del batterio. Questo è il primo caso negli Usa, anche se in Gran Bretagna e in Francia si sono già verificati casi simili. Il piccolo sembrava perfettamente sano alla nascita, ma dopo qualche giorno ha iniziato a stare male. La mamma ha portato il bambino in ospedale dove è stato ricoverato per 19 giorni prima di morire. Questo caso pone di nuovo in questione il parto in acqua, considerato, secondo i medici, molto in voga in quest'ultimo periodo ma anche più "rischioso", non tanto per il parto in sé quanto per le possibilità, come in questo caso, di contrarre batteri e infezioni.

LEGGO.IT

14.12.2024.

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Loris: il gip, la mamma tace perché è stata lei, ha indole malvagia Giudice: condotta cinica per infliggere sofferenza alla vittima

13 Dicembre 2014, 11:26am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

L'auto della mamma di Loris nel garage (foto dal decreto di fermo) © ANSA

10484944 267305636773102 494429539358328247 nINSERITO DA ANGELA CECERE Tace perché è stata lei. E' la spiegazione che il gip di Ragusa, Claudio Maggioni, dà al silenzio di Veronica Panarello, che avrebbe "mentito sulle fondamentali circostanze di avere accompagnato il figlio Loris a scuola il 29 novembre scorso. Per il giudice non è "ragionevole ritenere che di fronte alla tragica situazione di un figlio di 8 anni ucciso in un modo così brutale si rifiuti ostinatamente di raccontare la verità". Nell'ordinanza di convalida del fermo e di emissione di ordine di carcerazione il gip fornisce una spiegazione: la mamma di Loris lo fa "in quanto lei stessa è la responsabile del grave delitto". Il gip di Ragusa sottolinea la "cinica condotta tenuta" da Veronica Panarello e la "evidente volontà di volere infliggere alla vittima sofferenze" con "un'azione efferata, rivelatrice di un'indole malvagia e prima del più elementare senso d'umana pietà". Secondo il giudice, "dalla ricostruzione dei fatti" nei confronti della emerge un "quadro indiziario di rilevante gravità" per "l'omicidio del figlio Loris". Il gip sottolinea poi come "la mancanza di elementi per comprendere il movente del gravissimo gesto non assume rilevanza". L'emissione dell'ordinanza per la mamma del piccolo Loris, motiva Claudio Maggioni, è giustificata con un "fondato pericolo di fuga" della donna e per "l'estrema gravità del reato". Veronica Panarello, ricostruisce il gip, ha "avuto il tempo e l'occasione per uccidere il figlio strangolandolo, presumibilmente, con una fascetta stringicavo in plastica della "quale aveva disponibilità". Poi, aggiunge il giudice, ha "avuto tempo e occasione per gettare il corpo esamine del piccolo Loris nel canale di scolo dove è stato trovato" nel pomeriggio del 29 novembre scorso. Secondo il giudice oltre al pericolo di fuga, che giustifica la convalida del fermo, c'è anche quello che la Panarello possa "commettere gravi delitti della stessa specie per cui si procede". "Dopo la valutazione degli elementi di prova si può affermare con ragionevole probabilità" che Veronica Panarello, il 29 novembre scorso, "non ha accompagnato il figlio Loris a scuola" e che "è passata dal luogo dove è stato trovato il corpo del piccolo per due volte, alle 8:33 e alle 9:25, rimanendo circa sei minuti in quella zona nella seconda occasione", afferma il gip. Secondo il giudice sulle due situazioni, la donna "non ha fornito alcuna spiegazione, limitandosi a negarle puramente e semplicemente". Per il gip, da quanto emerge dalla visione di filmati prodotti agli atti dell'inchiesta dalla Procura di Ragusa, su dati raccolti da polizia e carabinieri, "l'orario del secondo passaggio dell'auto nella strada del Mulino Vecchio è compatibile con l'ora della morte del bambino, stimata dal medico legale tra le 9 e le 10". Il giudice sottolinea che Monica Panarello ha "negato decisamente di essersi mai recata sul luogo dove è stato trovato il corpo di Loris", sostenendo di non conoscerlo. Circostanza, rileva, "non corrispondente al vero e smentita da un'intercettazione tra la madre dell'indagata, Angela Anguzza, e sua sorella Antonella Panarello, da cui risulta, invece, che la donna andava sempre a prendere l'acqua con la mamma da una fontana che dista dal posto circa 50 metri". Per rientrare in casa quando la mamma lo lascia davanti il portone del condominio Loris usa la copia di chiavi che sua madre ha in auto. E' la ricostruzione dell'episodio fatta da Davide Stival, padre del bambino di 8 anni che, secondo l'accusa, sarebbe stato ucciso dalla madre, in una intercettazione agli atti del decreto di convalida del fermo della donna, firmato dal gip di Ragusa, Claudio Maggioni, per omicidio e occultamento di cadavere. Il padre è ascoltato da Polizia e Carabinieri, su disposizione della Procura, nella sua abitazione. Veronica Panarello, dopo avere lasciato rientrare nell'abitazione Loris e lasciato il figlio piccolo in una ludoteca, secondo quanto emerge dalle immagini riprese da una telecamera, parcheggia la sua Polo nera effettuando della "manovre in retromarcia per entrare nel garage di casa nonostante nel piazzale antistante vi sia un posto disponibile". La donna, rileva il Gip, "apre il garage dall'interno, non avendo con sé le chiavi e vi posteggia l'auto". Le chiavi di casa, "quelle che erano in macchina", dice Andrea Stival parlando con dei familiari, "sono state date a Loris". "Adesso questo qua mi viene in mente - aggiunge - perché lei ha un altro mazzo di chiavi dentro la macchina, dove ci sarà quella del garage". Il papà del bambino dà la sua lettura dell'accaduto: "siccome queste (le chiavi, ndr) erano attaccate alle chiavi alle macchina, lei non poteva partire... quindi gli ha dato quelle che erano" dentro la Polo. La copia delle chiavi di casa, spiega Davide Stival, la teneva di "scorta in auto". Loris le ha prese e "se ne è salito" a casa. "Quando lei è tornata - ricostruisce l'uomo - dovendo entrare nel garage non ha potuto aprire la porta, perché non aveva le chiavi: le aveva date a Loris...". ANSA 13.12.2014

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Bergamo. La mamma non ha soldi, neonato senza funerale da un mese. La Procura apre un'inchiesta per omicidio colposo

13 Dicembre 2014, 10:59am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

 

 

 

 

 

10309172 267302893440043 4937791116188659039 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA Bergamo. Una mamma di 29 anni che partorisce dopo un incidente stradale. Il suo bimbo, Yousef, che muore 15 ore dopo. E adesso quei 750 euro che impediscono alla donna, disoccupata, di dare una sepoltura al piccolino. Come anticipato dal quotidiano L’Eco di Bergamo, la giovane, marocchina residente a Cologne, nel Bresciano, incinta di 24 settimane, si era presentata all’ospedale di Calcinate con le contrazioni il 7 novembre scorso. Il giorno precedente era rimasta vittima di un incidente in un parcheggio. Sembrava niente di grave, tanto che tutto si era risolto con una constatazione amichevole e la donna era stata subito dimessa dallo stesso ospedale. A distanza di 24 ore, però, ha dato alla luce il bambino, che è stato poi trasferito in condizioni disperate al Papa Giovanni XXIII di Bergamo, dove è deceduto e dove da quasi un mese il suo corpicino è chiuso in una cella frigorifera. Servono 750 euro. Lei ha chiesto aiuto al Comune di Cologne, ma per i parametri Isee l’amministrazione non potrebbe erogarle più di 250 euro. Sulla morte di Yousef, intanto, la Procura di Bergamo ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo con 30 indagati tra medici e infermieri. (Corriere della Sera)

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Il Gip convalida il fermo di Veronica Panarello, la mamma del piccolo Loris

13 Dicembre 2014, 10:53am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

10309172 267302893440043 4937791116188659039 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA

 

Una "ricostruzione compatibile", con l'auto di Veronica Panarello che "passa per due volte nella strada del Mulino Vecchio", nella zona dove è poi trovato il corpo di Loris. Ma soprattutto "non si è trovata dove ha detto di essere, risultando altrove". Sono le presunte 'bugie' di Veronica Panarello a convincere il Gip di Ragusa, Claudio Maggioni, a convalidare il fermo e ad emettere un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per la mamma del bambino di 8 anni ucciso il 29 novembre scorso a Santa Croce Camerina. L'avrebbe strangolato con fascette di plastica e poi avrebbe buttato il corpo nel canalone accanto al Mulino Vecchio. Un passaggio, nella zona del luogo del ritrovamento, che lei ha sempre smentito, quella sulla strada poderale che lo fiancheggia. Ma che nell'ordinanza 'raddoppia': sono due i momenti in cui le telecamere di un'area di servizio e di un'azienda privata la inquadrano. La prima volta, intorno alle 08:30 e la seconda tra le 09:25 e le 09:36. In questa seconda ripresa manca 6 minuti dalle telecamere: un 'buco' video e temporale che, secondo i magistrati, potrebbe stato utile a andare nel canalone, gettare il corpo del figlio e andare via. 
Lei ha sempre negato, ma il Gip ha ritenuto attendibile la ricostruzione fatta dalla Procura di Ragusa, supportata dalle indagini di polizia e carabinieri. Sarebbe stata lei, dopo avere lasciato Loris a casa, che rientra nel palazzo senza salire in auto, ad accompagnare alla ludoteca il figlio più piccolo e poi tornata a casa a strangolare con una fascetta il bambino, portando il corpo nel luogo del ritrovamento. Si è recata quindi a Donnafugata per partecipare a un corso di cucina e infine va a scuola a 'fare finta' di prendere Loris, denunciandone la scomparsa. Per la Procura e il Gip resta oscuro il mistero, ma l'unica indiziata dell'omicidio, al momento, è soltanto lei. Veronica Panarello ancora non sa della decisione del Gip. Il suo legale, l'avvocato Francesco Villardita, la informerà domani, quando la incontrerà nel carcere di Catania dove è in custodia in isolamento. Sulla decisione del giudice il penalista è lapidario: "ne prendiamo atto, la studieremo e poi presenteremo ricorso al Tribunale del riesame di Catania", La battaglia legale è imperniata sul 'Grande fratello' di Santa Croce Camerina: telecamere, satelliti di Google Earth, intercettazioni e controlli sui tabulati telefonici. Un intreccio di dati e frame dalla quale dovrà venire fuori la verità. Per la Procura la linea è già chiara: "la donna ha mentito su spostamenti e orari, e ha mantenuto la stessa linea di condotta anche davanti alle contestazioni". Una tesi condivisa dal Gip. La difesa la chiama "coerenza e chiarezza". Una chiarezza, che secondo il legale di Veronica Panarello, mancherebbe nei filmati, piene di "ombre e sagome, con poche certezze". 
Il giorno del delitto è anche diventata una ricostruzione video realizzata dagli investigatori: trenta minuti che mettono assieme tutte le immagini delle telecamere che inquadrano la mattina del 29 novembre la Polo nera di Veronica. Almeno una ventina, secondo polizia e carabinieri, sarebbero di "ottima" definizione, con una visione chiara e dettagliata. Messe a confronto con quelle dei giorni precedenti al 'sabato maledetto' mostrerebbero la mamma di Loris cambiare strada, usare un percorso alternativo al consueto. E soprattutto non andare alla scuola di Loris e passare due volte nella zona del Mulino Vecchio, La Procura ha vagliato le 'bugie' di Veronica, ma anche certe sue improvvise 'aperture' a sorpresa: come quando consegnando le fascette bianche di plastica alle maestre di Loris due giorni dopo il ritrovamento del corpo. E' un elemento nuovo e la chiama in causa. Ma è lei a dare il via agli accertamenti che permetteranno di accertare causa ed effetto nell'omicidio del figlio: strangolato con fascette compatibili con quelle che lei aveva in casa. Si sgonfia invece il 'giallo' del cellulare segreto che Veronica avrebbe confessato alla sorella Antonella, dopo il delitto, di avere nascosto. Era in uso a un'amica 30enne alla quale la mamma di Loris lo aveva prestato, perché il suo si era rotto. E' la stessa 30enne a rivelare che nello smartphone "c'erano foto e video di Loris, e tutte le cose di cui una mamma è orgogliosa". L'apparato, consegnato a polizia e carabinieri, è stato già controllato e non è risultato contenere elementi utili alle indagini. 
Dalle prime perizie medico-legali, consegnate alla procura di Ragusa, esce intanto esclusa l'ipotesi di violenza sessuali sul bambino; Loris, a quanto risulta, non ne avrebbe subite né il giorno dell'omicidio, né in precedenza. Il delitto resta con temi ancora sospesi: primo tra tutti il movente. Incertezze che, forse, possono essere spiegate con la personalità della donna e il suo passato, tra delusioni affettive e tentativi di suicidi per chiedere attenzione. Ipotesi, ovviamente. Ma i magistrati vogliono fare chiarezza fino in fondo. Anche oggi, nel giorno dell'attesa della decisione del Gip, la Procura ha coordinato indagini e incontri investigativi, perché, spiegano, "l'inchiesta non si ferma con la decisione del Gip". (Ansa)

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Caso Loris Stival, madre piange davanti al Gip, non sono stata io Veronica Panarello ascoltata per oltre tre ore

12 Dicembre 2014, 10:47am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Loris Stival © ANSA

10309172 267302893440043 4937791116188659039 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA Signor giudice mi creda, non sono stata io". In lacrime, dopo quattro ore d'interrogatorio nel carcere di Catania, la mamma del piccolo Loris ribadisce per l'ennesima volta la sua versione. "Ho accompagnato mio figlio a scuola" è il mantra di Veronica Panarello davanti al gip Claudio Maggioni, che deciderà entro domani sera se confermare il fermo emesso dalla procura di Ragusa per omicidio volontario aggravato dalla crudeltà e occultamento di cadavere. Anche oggi dunque, per la terza volta in meno di una settimana, Veronica non si è spostata di un millimetro dalle sue posizioni. E a nulla è servito metterla davanti al fatto compiuto, mostrandole un vero e proprio 'film' realizzato la mattina di sabato 29 novembre grazie alle telecamere di Santa Croce Camerina, in cui la sua auto è ovunque tranne che dove dice la donna.

Magistrati e investigatori speravano che, davanti a quelle immagini che la smentiscono, la mamma di Loris potesse cambiare atteggiamento. E invece nulla. Al gip, in una saletta riservata del carcere di piazza Lanza, Veronica ha continuato a ripetere sempre la stessa cosa, mantenendo lo stesso atteggiamento tenuto anche in procura nella notte di lunedì e il giorno dopo in questura. Sguardo perso nel vuoto, voce bassa, parole sempre uguali. "Ha risposto a tutte le domande - ha detto il suo avvocato, Francesco Villardita - riconfermando integralmente la stessa versione dei fatti data in questi giorni agli inquirenti, non si è assolutamente contraddetta".

La video-ricostruzione realizzata dagli investigatori dura circa 30-40 minuti - ma per vederla in carcere c'è voluto oltre un'ora e mezza - ed è stata fatta mettendo assieme tutte le immagini delle telecamere che inquadrano la mattina di sabato 29 novembre l'auto di Veronica. Ce ne sono almeno una ventina definite "ottime" da chi indaga, con una risoluzione che consente una visione chiara e dettagliata. Partendo dai tracciati di Google Earth, polizia e carabinieri hanno sostituito le immagini provenienti dal satellite con quelle delle telecamere di Santa Croce Camerina: un lavoro che ha richiesto giorni ma che, una volta completato, ha consentito a chi indaga di avere chiaro il film di quella mattina. Veronica viene infatti 'pedinata' dalle telecamere per quasi un'ora e mezza, da poco dopo le 8.30 a pochi minuti prima delle 10. L'arco di tempo in cui Veronica dice, secondo gli investigatori, un sacco di bugie.

L'avvocato Villardita ha già annunciato che chiederà un incidente probatorio sulle telecamere, mentre non ha ancora deciso quale strategia adottare in merito ad una eventuale perizia psichiatrica. Nel corso dell'interrogatorio Veronica ha anche smentito di avere un secondo telefonino, di cui parla la sorella in un verbale. "Ho un solo cellulare e l'ho consegnato spontaneamente agli investigatori prima ancora di essere fermata". Ma soprattutto Veronica è tornata anche sulla questione delle fascette, dicendo di averle date alle maestre "per dare un contributo all'accertamento della verità". Un contributo assai curioso dato che il fatto che Loris fosse stato ucciso con delle fascette compatibili con quelle consegnate da Veronica, si è saputo soltanto tre giorni dopo la visita delle maestre.

Dunque, perché Veronica pensava di poter accertare la verità consegnando proprio quelle fascette quando nessuno, neanche i medici legali, sapevano che un oggetto come quello era proprio 'l'arma' del delitto? In attesa del pronunciamento del Gip, che potrebbe anche decidere di non convalidare il fermo per la mancanza del pericolo di fuga ed applicare contestualmente la custodia cautelare in carcere chiesta dalla procura (come ad esempio nel caso di Yara), gli investigatori proseguono nella ricerca di ulteriori riscontri agli elementi già raccolti.Delle risposte interessanti potrebbero arrivare dagli esami sull'auto di Veronica: tracce ematiche o di urina nel portabagagli, ad esempio, sarebbero difficili da spiegare se non con la presenza di Loris. Ma anche l'eventuale presenza sul fondo della Polo nera di residui del terriccio di contrada Mulino Vecchio obbligherebbe la donna a spiegare il perché di quella presenza, visto che ha sempre detto di non esser mai andata lì. Un altro elemento interessante sarebbe invece emerso dall'analisi dei tabulati e delle celle telefoniche: il cellulare di Veronica risulterebbe senza campo per una decina di minuti tra le 8.49 e le 9.25, vale a dire in quei 36 minuti in cui, secondo la ricostruzione della procura, viene ucciso Loris. L'ipotesi investigativa è che quei dieci minuti siano quelli trascorsi nel garage, per mettere il piccolo nell'auto e uscire senza esser vista da nessuno.

Di Veronica parla la sorella, Antonella: "Della morte di Loris mi ha colpito molto la frase che mia sorella mi ha detto: 'ora lo portano a casa', senza dire altro" e poi ha anche accusato nostra madre di "averlo preso lei il bambino". 'E' evidente che non c'è con la testa". "In un momento così difficile - ricorda - lei pensava a mandare via me e nostra madre e non al dramma che tutti in quel momento stavamo vivendo". Secondo Antonella sua sorella è stata "sempre la figlia prediletta dei genitori" e quando, nel 2004, si sono separati Veronica "è andata a vivere con Davide Stival" e da quel momento "non ha più voluto avere rapporti con mia madre" accusandola di "averla abbandonata"; invece, sostiene la sorella, "è stata lei a lasciare sola nostra mamma". Ma lei era "una madre affettuosa e presente con i suoi figli". Antonella Panarello ha confermato che la sua famiglia, quindi anche Veronica, in passato andava a rifornirsi di acqua dalla fonte non lontana dal Mulino Vecchio dove è stato trovato il corpo del bambino.

 

 

ANSA

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA LORIS, AL VAGLIO I DISPOSITIVI INFORMATICI

12 Dicembre 2014, 10:02am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

DI MICHELE PAPPACODA La Polizia sta passando al setaccio ogni strumento informatico di Veronica Panarello, la madre del piccolo Loris in carcere a Catania con l'accusa di averlo ucciso, e di Orazio Fidone, il cacciatore che sabato 29 novembre ritrovò il cadavere del bambino in un canalone a Santa Croce Camerina,Ragusa. Dalle indagini emergerebbe che la mamma avrebbe nascosto un telefonino in cui erano presenti le foto del figlio. Secondo la sorella della donna,Veronica lo avrebbe messo da parte per darlo a chi fosse in grado di salvarle su cd.

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