Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
Tragedia, ieri sera, a Santa Maria a Vico, in provincia di Caserta. Un bambino di 12 anni è stato investito ed ucciso mentre era in sella alla sua bicicletta. Paolo Zimbardi, residente della frazione Capodiconca di Arienzo (Caserta) stava ritornando a casa quando, in via Nazionale Appia, nei pressi del supermercato Lidl, la Fiat condotta da un 30enne di Arienzo, lo ha travolto. È stata allertata l'ambulanza del 118 dell'ospedale di Caserta ma quando i soccorritori hanno raggiunto il luogo dell'incidente per il minorenne non c'è stato nulla da fare. La sua salma è stata trasportata al reparto di Medicina Legale dell'Ospedale Civile di Caserta. I carabinieri della locale compagnia stanno indagando sull'esatta dinamica dell'incidente, l'autista è stato sottoposto all'alcoltest.
Il bambino prende un brutto voto a scuola e il patrigno lo costringe a fare una doccia bollente. Ha costretto il bambino di appena 7 anni, il figlio della sua fidanzata a mettersi sotto il getto della doccia così bollente che gli ha ustionato il cuoio capelluto. John Terrell, 27 anni, è stato accusato di percosse ed è ora sotto processo. L'uomo sarebbe andato su tutte le furie dopo aver scoperto che il bambino aveva preso un brutto voto, così lo ha prima picchiato e poi lo ha messo sotto la doccia nella loro casa in Texas. Il bambino ha riportato gravi ustioni sul cuoio capelluto e su parte del corpo, ma è stato portato in ospedale solo dopo 2 giorni dall'aggressione. Il compagno della mamma è accusato di percosse, mentre la donna di favoreggiamento, visto che non ha immediatamente soccorso il figlio, come riporta il Sun. La donna ha provato a difendere se stessa e il compagno, dicendo che si è trattato di un incidente, che il piccolo sarebbe finito sotto la doccia per sbaglio accidentalmente.
Il bambino prende un brutto voto a scuola e il patrigno lo costringe a fare una doccia bollente. Ha costretto il bambino di appena 7 anni, il figlio della sua fidanzata a mettersi sotto il getto della doccia così bollente che gli ha ustionato il cuoio capelluto. John Terrell, 27 anni, è stato accusato di percosse ed è ora sotto processo. L'uomo sarebbe andato su tutte le furie dopo aver scoperto che il bambino aveva preso un brutto voto, così lo ha prima picchiato e poi lo ha messo sotto la doccia nella loro casa in Texas. Il bambino ha riportato gravi ustioni sul cuoio capelluto e su parte del corpo, ma è stato portato in ospedale solo dopo 2 giorni dall'aggressione. Il compagno della mamma è accusato di percosse, mentre la donna di favoreggiamento, visto che non ha immediatamente soccorso il figlio, come riporta il Sun La donna ha provato a difendere se stessa e il compagno, dicendo che si è trattato di un incidente, che il piccolo sarebbe finito sotto la doccia per sbaglio accidentalmente.
Due escursionisti sono morti, dopo essere scivolati, probabilmente sul ghiaccio, sulla Majella in località Rava del Ferro. L'elicottero dei vigili del fuoco e quello del 118 di stanza a L'Aquila, con a bordo due tecnici di elisoccorso del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, sono intervenuti per il recupero dei corpi. A lanciare l'allarme sono stati altri due escursionisti, rimasti illesi. Una squadra di tecnici del Soccorso Alpino, a piedi, sta inoltre supportando nella discesa la parte restante della comitiva. Uno dei due morti sarebbe della provincia di Frosinone. Le due vittime sono Gianpiero Brasile, 58 anni, originario di Lanciano (Chieti), e Antonio Muscedere, 55, originario di Sora e residente a Posta Fibreno (Frosinone). I due, morti sul colpo, erano insieme ad altre quattro persone. L'incidente è avvenuto in località Rava del Ferro, a 2.500 metri di quota, nel territorio comunale di Sant'Eufemia a Maiella (Pescara), all'interno del Parco nazionale della Majella. Il primo è precipitato in un dirupo scivolando su una lastra di ghiaccio, il secondo è caduto, scivolando a sua volta, nel tentativo di soccorrerlo. Così, l'escursione in montagna in una zona piuttosto impervia della Maiella, nel Pescarese, si è trasformata in una tragedia.
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Francesco Mazzega, condannato a 30 anni per la morte diNadia Orlando, si èsuicidato. L'uomo, 38 anni, è stato trovato morto impiccato ieri sera poco dopo le 22 nel giardino della sua abitazione di Muzzana, in Friuli, dove era agliarresti domiciliari. Venerdì in appello era stata confermata la condanna a 30 anni.
Nadia Orlando è stata soffocata la sera del 31 luglio 2017 a poca distanza da casa, aveva 21 anni. Mazzegavagò con il cadavere in auto per tutta la notte. La ragazza voleva porre fine alla loro relazione.
Francesco Mazzega, ieri in aula in aula presso la Corte d'assise di Appello di Trieste, era agli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico nell'abitazione dei genitori a Muzzana del Turgnano (Udine) dal 26 settembre 2017.
«Non merito perdono. Ho paura anche a chiederlo, vista la gravità di quanto fatto». È il senso del concetto espresso daFrancesco Mazzegain una dichiarazione spontanea resa prima che la Corte d'Assise d'Appello di Trieste si ritirasse in camera di consiglio per decidere se confermare o riformare la sentenza di condanna pronunciata in primo grado nei suoi confronti dal Gup del tribunale di Udine. Nelle dichiarazioni, Mazzega - assistito dagli avvocati Federico Carnelutti e Mariapia Maier - aveva ribadito alcuni concetti già espressi proprio davanti al giudice di primo grado: non si capacitava di quanto ha fatto e non sapeva come possa essere accaduto. L'uomo aveva aggiunto di non riuscire nemmeno a sentir pronunciare più il suo nome, ora associato a un fatto tanto grave.
Per la famiglia di Nadia Orlando, secondo quanto riferito dal loro legale, l'avvocato Fabio Gasparini, si trattava di «dichiarazioni abbastanza generiche, frasi di circostanza ancora del tutto insufficienti perché non spiegano i fatti».
INSERITO DA MORENA MOTTA Denunciataper avertentato di avvelenare le sue bambineviene scagionata. Marina Addati, 32anni di Napoli, è statascagionata dalle accuse di avvelenamentodelle figlie di 3 mesi e 3 anni perché dalle indagini è emerso che le piccole potrebberosoffrire di una mutazione geneticache non consente loro di espellere i farmaci.
La donna, dunque, avrebbe somministrato loro le giuste dosi di farmaco e nel modo corretto, ma i loro corpi non avrebbero espulso, come accade normalmente, il farmaco, creando un accumulo che ha causato l'intossicazione. La figlia di 3 mesi fu portata all'ospedale Santobono di Napoli, le sue condizioni erano gravi, tanto che andò in coma. I medici trovarono un livello altissimo di un farmaco nel suo sangue, anche se la terapia di cui aveva parlato la donna era finita da un mese.
Era il 2015, scattarono subito i sospetti di avvelenamento e la donna fu segnalata. Quando nel 2017 la mamma si recò in ospedale con la figlia più grande che aveva gli stessi sintomi di avvelenamento, furono fatti test approfonditi e nel corpo della bambina di 3 anni i medici trovano benzodiazepine. Marina è stata arrestata, ha passato 34 mesi in carcere, ha perso la podestà genitoriale, le due bambine sono state affidate a una comuità protetta e la terza figlia, che aveva avuto da poco al momento dell'arresto, non ha mai conosciuto sua madre.
Marina però non c'entrava nulla. Le figlie sono infatti affette da unamalattiache ha causato loro un vero e proprioavvelenamento da medicine. La madre non ha mai fatto niente per mettere la loro vita in pericolo, né avrebbe le conoscenze mediche necessarie per avvelenare in quel modo le figlie. Ora la 32enne è tornata libera e chiede di poter riabbracciare le sue bambine. DI ALESSIA STRINATI LEGGO.IT
INSERITO DA MORENA MOTTA Come sta Sinisa Mihajlovic? Dopo 4 mesi di cure, questa mattina si è tenuta una conferenza stampa allo Stadio Dall'Ara di Bologna sulle condizioni di salute dell'allenatore serbo, che dalla scorsa estate sta lottando contro la leucemia.Nella sala stampa c'è stato un fuori programma con i calciatori che sono entrati per fare una sorpresa al loro allenatore, e capitan Dzemaili a dare il saluto di tutta la squadra: «Non dovevate essere in campo?», li accoglie con ironia Sinisa: «Fanno di tutto per non allenarsi». «Dire che ci sei mancato è poco, siamo stracontenti che sei tornato con noi. Volevamo starti vicino», le parole di Dzemaili.«In questi quattro mesi difficili ho conosciuto medici straordinari, infermieri che mi hanno curato, sopportato e supportato. So che ho un carattere forte, anche difficile», ha detto Mihajlovic fermandosi più volte per la commozione. «Chi meglio di loro - ha aggiunto facendo i nomi - può capire quanto sia difficile fisicamente e psicologicamente affrontare una cosa del genere. Voglio ringraziare tutti di cuore. Ho capito subito che ero nelle mani giuste».«In questi 4 mesi ho pianto e non ho più le lacrime. Mi sono rotto le palle di piangere», ha aggiunto l'ex allenatore di Sampdoria, Milan e Torino dopo che il primario di Ematologia, Michele Cavo, aveva detto che «le lacrime sono catartiche», commentando il momento di commozione che aveva appena avuto il tecnico.
CITA VASCO ROSSI: SONO ANCORA QUA Cita Vasco Rossi Sinisa Mihajlovic per spiegare il suo stato d'animo. «Io sono ancora qua. Questo per me è importante, non mollerò niente. Cercherò di essere ancora presente», ha detto nella conferenza stampa allo stadio Dall'Ara. Il tecnico serbo ha voluto ricordare anche la frase della canzone di Eros Ramazzotti che aveva postato la moglie quando è uscito dall'ospedale dopo l'ultimo ciclo di terapie, 'più bella cosa non c'è': «Era adatta. Rispecchiava tutto quel percorso e il risultato finale».
LA MOGLIE E I FIGLI «Ora mi godo ogni minuto della giornata. Tutto quello che prima consideravo normale ora me lo godo in un'altra maniera. Sembra una cosa da niente ma prendere una boccata d'aria è una cosa bellissima». Sono le parole commosse di Sinisa Mihajlovic spiegando il nuovo punto di vista con cui guarda alla vita dopo gli ultimi 4 mesi e mezzo passati a lottare contro la leucemia. «Un ringraziamento particolare, e il più sentito, va a mia moglie e ai miei figli. Mia moglie è stata tutti i giorni con me. Mi ha dimostrato di nuovo, anche se non ce n'era bisogno, che sono un uomo fortunato ad avere accanto una donna come lei. È l'unica persona che conosco che ha più palle di me. Ti amo», spiega commosso il tecnico serbo.
«Poi ringrazio i miei figli. Loro hanno accettato subito, fosse stato possibile, di offrirsi come donatori del midollo. Una enorme dimostrazione di amore verso di me. Ringrazio anche mio fratello e mia madre», conclude Mihajlovic. «Non mi sono mai sentito un eroe per quello che sto facendo. Solo un uomo, sì forte, con carattere, che non molla mai. Ma sempre un uomo con la sua fragilità». Racconta Mihajlovic, nella conferenza stampa al Dall'Ara. «E queste malattie non le puoi vincere solo con coraggio, servono le cure. Passare quattro mesi in una stanzetta senza prendere una boccata d'aria non è facile, è difficile, bisogna essere forti di testa. Paura? Ce l'ho anche io, è normale».
PRIMARIO: SIAMO ANCORA IN FASE PRECOCE «Siamo ancora in una fase precoce. Abbiamo bisogno di tempo per cercare di capire la risposta finale» del paziente, «per monitorare Sinisa, le possibili complicanze». Così Michele Cavo, primario dell'Ematologia del policlinico Sant'Orsola di Bologna. Sinisa Mihajlovic, sottolinea Cavo, è stato circondato da «un affetto trasversale» che «gli ha dato forza». Ma «a dispetto di questo carattere estremamente robusto e vigoroso si è sempre fidato ciecamente di noi anche quando i 'no' gli stavano stretti».
«Sinisa mi ha chiesto di chiudere un cerchio aperto da 4 mesi. Legittimo dal suo punto di vista, ma per noi», medici, «il cerchio non è ancora chiuso». «Per ora -ha aggiunto Michele Cavo, primario di ematologia del Sant'orsola- siamo felici di averlo restituito in questa ottima forma a tutta la comunità, sia quella laica sia quella sportiva», ma il monitoraggio delle condizioni del paziente continuerà.
INSERITO DA MORENA MOTTA DopoLondra, ancora un attacco in Europa. Secondo quanto riportato dalla polizia olandese tre minorenni sono stati accoltellati aL'Aia, in Olanda. Su Twitter le forze dell'ordine precisano di essere«in contatto con le loro famiglie»e che i«tre ragazzi sono stati già dimessi dall'ospedale». L'aggressione è avvenuta all'uscita di un negozio in una delle vie centrali della città. Colpiti dei ragazzi che stavano facendo shopping durante ilBlack Friday.L'attentatore al momento sarebbe in fuga. Su Twitter la polizia ha fornito la descrizione di un uomo di carnagione scura di circa 45-50 anni che indossa una sciarpa e una tuta da jogging grigia. Non ci sarebbero al momento elementi che lascino emergere un movente terroristico ma un portavoce delle forze dell'ordine ha affermato che«tutti gli scenari sono ancora aperti». Contattata da Leggo, Silvia Girardi, una giovane italiana che studia a l'Aia, era sul posto al momento dell'attacco: «Hanno accoltellato tre uomini, cosi si dice- racconta - di fronte o dentro ad Hudson Bay a Spui, la principale via dei negozi dell'Aia. Dicono sia un uomo sulla quarantina, cappotto grigio, sciarpa, pantaloni neri, pelle leggermente scura». «Il centro è tutto bloccato: polizia, pompieri, ambulanze - ha aggiunto - una ragazza mi ha detto che un uomo è morto(notizia che poi è stata smentita, ndr.). All'inizio si parlava di sparatoria».
Una fonte "ben informata" - ha scritto il De Telegraaf - riferisce che le vittime sembrano essere state scelte a caso. Secondo la fonte, la situazione ricorda l'attacco sulla terrazza dell'Aia del maggio 2018, in cui furono uccise tre persone. L'attacco arriva a poche ore dall'attentato avvenuto sul London Bridge, a Londra, dove due persone sono morte a coltellate prima che l'aggressore venisse ucciso dalla polizia. Oltre alle vittime ci sarebbero almeno otto feriti. L'attentatore indossava un finto giubotto esplosivo.Solamentetre giorni fa, il 26 novembre,la polizia olandese ha arrestato due persone sospettate di pianificare un attacco terroristico di matrice jihadista. Secondo quanto riporta l'agenzia Anp, l'attacco prevedeva l'impiego di giubbotti esplosivi e almeno un'autobomba ed era previsto per la fine dell'anno. Non è chiaro quale fosse l'obiettivo dell'attentato. I due sospettati, di 20 e 34 anni, sono stati fermati lunedì rispettivamente all'Aia e nella vicina Zoetermeer. Nel corso delle perquisizioni non sono stati rinvenuti armi o esplosivi. Tuttavia, nascosti nella casa di uno dei due arrestati, gli investigatori hanno rinvenuto un'ascia e un pugnale.
TRENTINARA (SALERNO) – Tragedia quella che si è consumata questa mattina a Trentinara in provincia di Salerno, dove in seguito ad un incendio divampato all’interno di un’abitazione, è morta una donna anziana di 87 anni. Le fiamme si sarebbero sprigionate da una stufa e, nel giro di pochissimo tempo, hanno provocato il rogo al primo piano dell’abitazione. Sul posto, secondo quanto riportano fonti locali, sono giunti i vigili del fuoco e le ambulanze che, purtroppo, non hanno potuto fare altro che confermare il decesso della donna per le gravi ustioni riportate sul corpo. Il marito, rimasto intossicato, è stato trasportato d’urgenza all’ospedale “Santa Maria della Speranza” per le cure del caso. Dolore nel piccolo paese salernitano dove la coppia è molto conosciuta.
Ci stiamo avviando a grandi passi alWEEKENDche segnerà non solo il passaggio tra la fine di novembre e l'inizio di dicembre, ma anche tra la conclusionedell'autunno e l'inizio dell'inverno meteorologico. Insomma, un fine settimana piuttosto importante sul fronte stagionale.
Dal punto di vistameteo, la situazione è tornata abbastanza stabile dopo lafuria scatenata del maltempoche nei giorni scorsi ha letteralmenteflagellato l'Italia.Ci sarebbero dunque tutti i presupposti per sperare in unsabato e domenicatranquilli e invece, dal vicino Atlantico, si avvicinerà una nuovaPERTURBAZIONEche interesserà alcuni angoli del nostro Paese, proprio nella giornata diDomenica. Vediamo allora nel dettaglio doveservirà l'ombrelloe dove si potrà godere invece di unmeteopiù gradevole.
La giornata migliore delWEEKENDsarà senza dubbio quella disabatoquando l'Italia sarà avvolta da un'atmosfera quieta, pronta a regalare alle nostre terre inzuppate alcune preziose ore di sole. Le uniche minacce saranno rappresentate dai banchi dinebbiache si potranno formare, soprattuttonottetempoe nelle prime ore delmattino,inVal Padanae nelle aree interne delCentro,in particolare inToscanae inUmbria.
Per il resto la giornata scorrerà via quasi tranquilla fino a sera anche se daltardo pomeriggiocompariranno i primi emissari dell'annunciataperturbazioneattesa perdomenica. AlNordovest,infatti, entro la serata ilcielo si farà più minacciosoe sui rilievi piemontesi potrebbero anche verificarsi le prime deboli precipitazioni.
Ladomenicasarà dunque caratterizzata da unpeggioramentoche già dal mattino causeràpiogge e rovescisu gran parte delNordovest,con il ritorno dellanevesul rispettivo comparto alpino intorno ai900 metri di quota. Col passare delle ore i fenomeni si estenderanno anche al resto delNord,raggiungendo inoltre molte aree dellaToscana edell'Umbria,fino alLazio settentrionale. Attenzione ai settori centrali e dilevante della Liguriaeall'estremo Nordestdove per alcune ore, specie in serata e nel corso della notte successiva, potrebbero verificarsipiogge a tratti anche intenseenevicatesui rilievi alpini sopra i1100/1200metri conabbondanti accumulisull'areadolomitica più orientale.
Tempo invece abbastanza tranquillo al Sud e sul versante adriatico delCentro.
Laperturbazionein seguito si muoverà lentamente verso levante, in particolare nella prima parte dilunedì,causando un inizio disettimanaancora all'insegna di un tempo molto instabile soprattutto alNordest e al Centro.