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primo piano e anteprima

PRIMO PIANO E ANTEEPRIMA Scuole chiuse e didattica a distanzaNuova ordinanza del governatore De Luca dopo l’impennata di contagi in Campania,, stop anche a feste e cibo da asporto dopo le 21

15 Ottobre 2020, 19:04pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

PRIMO PIANO E ANTEEPRIMA  Scuole chiuse e didattica a distanzaNuova ordinanza del governatore De Luca dopo l’impennata di contagi in Campania,, stop anche a feste e cibo da asporto dopo le 21

di Michele Pappacoda Nuova ordinanza del Presidente Vincenzo De Luca dopo l’impennata di contagi in Campania che ha superato per la prima volta quota mille, ulteriori misure di contenimento e prevenzione del contagio da Covid-19.In relazione alla situazione epidemiologica esistente, sono state adottate misure rigorose con il doppio obiettivo di limitare al massimo le circostanze di assembramenti pericolosi in ogni ambito, privato e pubblico, e con l’obiettivo di ridurre al massimo la mobilità difficilmente controllabile. Queste le principali misure adottate: -Per il livello di contagio altissimo registrato anche nelle famiglie e derivante da contatti nel mondo scolastico, nelle scuole primarie e secondarie sono sospese le attività didattiche ed educative in presenza dal 16 al 30 ottobre. -Sono sospese le attività didattiche e di verifica in presenza nelle Università, fatta eccezione per quelle relative agli studenti del primo anno. -Sono vietate le feste, anche conseguenti a cerimonie, civili o religiose, in luoghi pubblici, aperti pubblico e privati, al chiuso o all’aperto, con invitati estranei al nucleo familiare convivente. -Sono sospese le attività di circoli ludici e ricreativi. -E’ fatta raccomandazione agli Enti e Uffici competenti di differenziare gli orari di servizio giornaliero del personale in presenza. -A tutti gli esercizi di ristorazione è fatto divieto di vendita con asporto dalle ore 21. Resta consentito il delivery senza limiti di orario. Tali misure si aggiungono a quelle già disposte nelle recenti precedenti ordinanze, a cominciare dall’obbligo di indossare la mascherina deciso due settimane fa.

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Conte: 'Non manderemo la polizia a casa, ma serve responsabilità'

14 Ottobre 2020, 08:24am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Coronavirus in Italy, Conte: ''we aim to avoid lockdown and protect economy'' © ANSA

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Il premier riepiloga le misure di contenimento nel nuovo Dpcm. 'Stop alle feste se non legate ai matrimonio'. Una panoramica generale sugli interventi da mettere in campo: è l'oggetto del primo incontro del premier, Giuseppe Conte, con i capi-delegazione, il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri e i responsabili economici dei partiti di maggioranza. Il vertice è in corso da circa due ore e si starebbero esaminando i macro-capitoli della legge di Bilancio, a partire da un nuovo pacchetto di aiuti anche per il 2021 per i settori più in difficoltà e dalle misure per proseguire con la riduzione delle tasse. Ancora non sarebbe, quindi, il momento del dettaglio dei singoli interventi che includeranno l'introduzione dell'assegno universale per i figli, come confermato da Gualtieri prima e dal premier in serata. Lo strumento di sostegno alle famiglie dovrebbe partire attorno alla metà del prossimo anno per dare tempo al governo di scrivere i decreti attuativi una volta che il Senato avrà dato, probabilmente entro novembre, il via libera definitivo alla legge delega che lo istituisce. La curva sta risalendo lo vediamo negli ultimi giorni in tutta l'Ue sta risalendo. Non ci possiamo permettere distrazioni e abbassare il livello di attenzione e concentrazione".Lo afferma il premier Giuseppe Conte nel corso di una conferenza stampa a palazzo Chigi. Le nuove regole" anti contagio "comporteranno sacrifici ulteriori ma siamo convinti che rispettando queste misure potremo adeguatamente affrontare questa nuova fase. Il nostro obiettivo è molto chiaro: evitare di far ripiombare il Paese in un lockdown generalizzato. L'economia sta ricominciando a correre, per tutelare l'economia e insieme la salute dobbiamo rispettare queste regole" sottolinea il premier "Dobbiamo migliorare i comportamenti anche in abitazioni private, l'evoluzione della curva si è innalzata soprattutto per dinamiche in ambito famigliare e amicale. Dobbiamo indossare mascherine se ci si avvicina a persone fragili, se si ricevono ospiti e vi invitiamo a limitare il numero di ospiti non più di sei e di non svolgere feste e party in casa, sono situazioni di insidie pericolose". Così Giuseppe Conte. "I locali chiuderanno alle 24: dalle 21 si potrà solo consumare ai tavoli e non si potrà più consumare fuori per evitare assembramenti. Discoteche e sale da ballo il governo non le ha mai aperte: resteranno chiuse. Nei locali pubblici non saranno più consentite feste a meno che non siano connesse a cerimonie come matrimoni o battesimi e anche in questi casi con il limite di trenta partecipanti". Lo dice il premier Giuseppe Conte in un punto stampa a Palazzo Chigi. "Non saranno consentite partite calcetto e di basket che tanto ci piacciono, non sarà consentito lo sport da contatto amatoriale mentre proseguirà per le società professionistiche e dilettantistiche che rispettano le linee guida" precisa. Il presidente del consiglio conferma poi la disponibilità verso le opposizioni poi che Non è vero che non abbiamo accolto le obiezioni" e verso "l'opposizione c'è la massima disponibilità a condividere". Così il premier Giuseppe Conte che ha aggiunto: "a breve tornerò in Parlamento per dettagliare le prospettive sulla pandemia" e sul Recovery plan. "La nostra linea di azione è sempre la stessa: seguire e monitorare costantemente la curva, monitorare e studiare i dati e poi adottare le misure nel segno dell'adeguatezza e proporzionalità. Misure molto più restrittive sarebbero sproporzionate e rischierebbero di non essere rispettate. Ci impegniamo a non adottare misure più severe di quelle necessarie e tenere sotto controllo la curva. Sono misure mirate analizzando tutti i dati". Infine la scuola. "Le cose vanno abbastanza bene, lo diciamo incrociando le dita mentre l'evoluzione peggiore è nell'ambito delle relazioni amicali e familiari. Vogliamo scongiurare un lookdown generalizzato, dobbiamo rispettare le regole e muoverci in modo fiducioso". 'Non ci sono i presupposti per le lezioni a distanza' "Cosa significa torsione della democrazia? Noi abbiamo fatto tutto quello che è necessario fare compatibilmente con la Costituzione per far fronte a una pandemia, noi abbiamo il dovere prioritario di tutelare la vita e la salute dei cittadini oltre a evitare che l'economia vada a rotoli. Le nostre misure sono nel segno dell'adeguatezza e della proporzionalità"dice il premier. ANSA

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Coronavirus: quasi 6mila casi in un giorno, 41 le vittime. Schizzano le terapie intensive L'allarme dei medici ospedalieri

14 Ottobre 2020, 08:12am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Personale sanitario all'interno del reparto di Terapia intensiva Covid19 del Policlinico Militare Celio di Roma © ANSA

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Tornano a salire i contagi da Covid in Italia: nelle ultime 24 ore si sono registrati 5.901 nuovi casi, contro i 4.619 di lunedì, con 112.544 tamponi, circa 27mila più di lunedì. Il totale dei contagiati, comprese vittime e guariti, sale a 365.467. In leggero aumento anche l'incremento delle vittime: 41 in un giorno, mentre lunedì erano 39, per un totale di 36.246.

Conte: 'Niente polizia in casa, ma serve più responsabilità'

Schizza l'aumento dei pazienti ricoverati in terapia intensiva: in sole 24 ore ci sono 62 pazienti in più in rianimazione per un totale di 514 (lunedì erano 452). Dal bollettino del ministero della Salute emerge anche che è stata superata la soglia dei 5mila ricoverati nei reparti ordinari: sono 5.076, 255 più di lunedì. Gli attualmente positivi sono 87.193, con un incremento rispetto a domenica di 4.429: di questi 81.603 sono in isolamento domiciliare (+4.112). I dimessi e guariti, infine, sono 242.028, con un incremento di 1.428. 

"Rispetto a marzo-aprile, quando il nuovo coronavirus aveva colpito soprattutto la Lombardia e alcune regioni del Nord, la grande differenza è che ora il contagio è presente in tutto il Paese". Lo ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza, nella trasmissione "Di Martedì" de La 7. "Nessuna regione può sentirsi libera e incolume da rischi", ha aggiunto, perché la curva epidemica "sta crescendo in tutta Italia". Si lavora, ha proseguito, "per evitare le misure più drastiche, dobbiamo lavorare per sfruttare il vantaggio che abbiamo rispetto ad altri Paesi". L'andamento dei casi nelle prossime settimane, ha rilevato Speranza, "dipenderà dalle misure che adotteranno governo e regioni e dai comportamenti delle persone".

L'ALLARME DEI MEDICI OSPEDALIERI - Con i numeri attuali della pandemia da Covid-19 "gli ospedali italiani potranno reggere almeno per 5 mesi ed al momento la situazione è gestibile, ma se dovessimo assistere ad un aumento esponenziale dei casi come sta accadendo in altri Paesi come la Francia allora il sistema ospedaliero avrebbe una tenuta di non oltre 2 mesi". Lo afferma all'ANSA Carlo Palermo, il segretario del maggiore dei sindacati dei medici ospedalieri italiani, l'Anaao-Assomed.

   Se si passasse dai circa 5mila casi di contagio giornalieri agli oltre 10mila come in Francia, rileva, "si rischia il crollo della prima trincea ospedaliera anti-Covid, perchè gli ospedali non sono pronti a far fronte ad un'epidemia esponenziale". "Già ora - avverte - si iniziano a registrare delle criticità, a partire dal personale sanitario carente e dalle strutture che non sempre garantiscono percorsi differenziati". 

ANAS

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Il nodo del trasporto pubblico Oggi incontro tra Regioni e governo Speranza, 'il contagio e' in tutto il paese'. La scuola non chiude

14 Ottobre 2020, 08:05am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Studenti alle fermate del bus a Milano © ANSA

INSERITO DA MIKI PAPPACODA All'indomani del varo del nuovo dpcm le Regioni sollevano preoccupazioni per la gestione del trasporto pubblico, che deve conciliare salute pubblica ed efficienza del servizio. Oggi riunione preliminare al ministero dei Trasporti, poi la Conferenza delle Regioni farà le sue valutazioni. Il ministro della Salute Speranza sottolinea che, a differenza della prima ondata, "ora il contagio è in tutto il Paese" e richiede soluzioni condivise. Le Regioni spingono anche sulla didattica a distanza per decongestionare i trasporti, ma Conte sostiene Azzolina: "le scuole rimangano aperte". Possibili nuove misure sui trasporti prima della scadenza del nuovo dpcm. ANSA

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Arrestata Lady Vaticano: “Ha intascato 500 mila euro destinati a liberare ostaggi”

14 Ottobre 2020, 07:55am

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MORENA MOTTA Cecilia Marogna in manette a Milano su ordine della Santa Sede. Vicina al cardinal Becciu, millantava l'impegno in missioni umanitarie.È sera quando la Guardia di finanza bussa alla porta di una casa nel centro di Milano. Cecilia Marogna è in compagnia di un amico e non si aspetta di finire in manette, ma le Fiamme gialle seguono i suoi movimenti da molti giorni e le notificano un provvedimento di cattura internazionale emesso dai promotori di giustizia della Città del Vaticano, diramato lunedì tramite l’Interpol. L’accusa per lei è la stessa che papa Francesco ha rivolto al ca... DI MASSIMILIANO COCCIA E FLORIANA BULFON LA REPUBBLICA

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Sgarbi in diretta Radio Italia ► “Fanno schifo! Sfruttano i morti per speculare su vaccini e mascherine”

14 Ottobre 2020, 07:27am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Inserito da Michele Pappacoda Vittorio Sgarbi non ha fatto quelle sceneggiate a caso. Tante le volte in cui, chiamato in causa in aula, ha protestato in modo veemente venendo richiamato in più occasioni a causa della mascherina mal posta sul volto o totalmente rimossa.
Semplice ideologia no-mask o negazionismo? No, come dice il critico stesso a ‘Un Giorno Speciale’.
Tra i suoi ultimi viaggi c’è stata infatti l’Albania dove, come afferma ai microfoni di Francesco Vergovich, non ci sono gli obblighi a cui noi italiani (a maggior ragione dopo l’ultimo Dpcm del 7 ottobre) siamo sottoposti.

Meno mascherine, ma non più focolai: questo il particolare che fa notare Sgarbi, senza contare l’aspetto prettamente economico.
Una cifra spropositata di presidi medici vengono venduti giornalmente per quel che a tutti gli effetti è uno dei business più redditizi del momento, numeri alla mano.
Business di cui non si conosce la fine, e di cui non si conoscerà fino al momento del tanto agognato vaccino, che pure secondo Sgarbi ha assunto l’infausto ruolo di sostituito di Dio nelle speranze degli uomini.
Ecco il suo intervento a ‘Un Giorno Speciale’.

Un tempo la peste aveva tra le sue soluzioni la preghiera, l’uomo aveva speranza in un bene che ora viene completamente allontanato e Dio si chiama vaccino. Oggi Dio si chiama vaccino.

Quelli che hanno voluto speculare sul vaccino saranno contenti, così come quelli che fanno le mascherine: ogni giorno vengono acquistate trenta milioni di mascherine. E’ un affare colossale e nessuno ci pensa. La mascherina è talmente inutile che in Svezia, dove non la usano, ci sono meno morti che in Italia. In Albania che è un Paese apparentemente povero, non la usano. Non fanno terrorismo.

Ora ti fanno vedere situazioni drammatiche ma non gli ospedali, perché le persone arrivate in ospedale sono un numero assolutamente fisiologico. Si ingannano da soli, però da sei mesi fanno vedere soltanto situazioni drammatiche, elenchi di contagiati. Purtroppo hanno pochi morti e non riescono più a sfruttarli. Fanno schifo. Dio deve fulminarli.

Dal coronavirus si tende a guarire, la norma non è la morte. Non è la peste. Quelli che muoiono, lo fanno perché hanno avuto la sfiga di una carica più intensa, ma il 99,9% di loro hanno avuto patologie che sono state potenziate dal coronavirus.
Se uno va a vedere i morti sono tutti dai 79 anni in su: non c’è un solo morto tra i 10 e i 30 anni. E ce ne sono 4 in tutta la storia del coronavirus sotto i dieci anni, probabilmente perché avevano qualche disfunzione
“.

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Conte: l'ospedale di Taranto come il ponte di Genova, facciamo presto Governatore Emiliano: siamo in Puglia, ce la facciamo

12 Ottobre 2020, 10:50am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Giuseppe Conte a Taranto © ANSA

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA "È come per il ponte di Genova. Siamo qui per sostenervi. Bisogna fare presto. Dobbiamo fare in tempo, non esiste che in Italia ci vogliano 2 anni, 3 anni, 4 anni, 5 anni per un'opera". Lo ha detto a Taranto il premier Giuseppe Conte durante la cerimonia per la posa della prima pietra nel cantiere del nuovo ospedale San Cataldo. Il premier Conte, al termine della cerimonia, si è trattenuto brevemente con le maestranze impegnate nel cantiere per una foto di gruppo. "Ma qui - ha replicato il governatore pugliese Michele Emiliano, presente alla cerimonia - siamo in Puglia. Ce la facciamo". Il Raggruppamento Temporaneo di Imprese che eseguirà i lavori, capeggiato dalla Debar Costruzioni spa di Bari, con il Consorzio stabile COM, la CN Costruzioni Sp, la Edilco Srl, il Gruppo Mazzitelli e la Icoser, si è impegnato a consegnare l'opera in soli 399 giorni lavorativi (rispetto ai 1.245 posti come base di gara), impiegando tre turni giornalieri (uno notturno). ANSA

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Covid: quarantena scende a 10 giorni. Escluso un nuovo lockdown. Jogging senza mascherina

12 Ottobre 2020, 10:45am

Pubblicato da Miki Pappacoda

© ANSA

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Speranza, costretti a stringere le maglie. Di Maio, entro fine anno le prime dosi di vaccino. Scende a 10 giorni la quarantena e per i positivi un solo tampone in uscita. E' quanto emerge dalla riunione del Cts di oggi. Jogging senza mascherina, sì se si fa l'attività motoria Tamponi molecolari ed antigenici potrebbero essere autorizzati per i 'contatti'. E' questo - secondo quanto apprende l'Ansa- l'altro aspetto sanitario esaminato nel corso della riunione del Cts. Tali tamponi potrebbero essere realizzati dai medici di famiglia e dai pediatri ove possibile. Gli asintomatici che non riescono a negativizzarsi, dopo 21 giorni avranno comunque concluso la quarantena e saranno 'liberi'. E' una delle misure approvate dal Cts che confluiranno in una circolare del ministero della Salute. Il protocollo definito prevede dieci giorni di quarantena e un tampone molecolare. Se l'esito è positivo, il soggetto dovrà effettuare altri 7 giorni di isolamento al termine del quale sottoporsi nuovamente al test. In caso di nuova positività, dovrà rimanere altri 4 giorni in quarantena e poi effettuare un ultimo tampone molecolare. Anche in caso di positività sarà comunque 'libero': studi internazionali, sottolineano dal Cts, affermano infatti che dopo 20 giorni la carica virale è talmente bassa che il soggetto non è più in grado di infettare. "Per il raggiungimento dell'obiettivo strategico connesso alla sostenibilità del sistema diagnostico dei casi di positività" al Covid, il Comitato tecnico scientifico "ritiene necessario il coinvolgimento anche dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta per il prezioso e fondamentale contributo che potranno assicurare nella esecuzione dei tamponi, al fine di sostenere in maniera essenziale il sistema sanitario nel Paese". Lo sottolinea lo stesso Cts in una nota. "Siamo costretti a stringere le maglie dopo settimane di misure che allargavano". Lo ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza da Fabio Fazio a 'Che tempo che fa' su Rai3. "Un cambio di marcia con interventi puntuali su alcune aree più a rischio per rimettere la curva sotto controllo e per non assumere misure più dure, e giocare d'anticipo". I contagi in Italia sono aumentati ma sono inferiori ad altri Paesi. In un giorno la Francia ha avuto +27mila contagi". Stop alle feste private e più controlli. Ci sono delle "cose essenziali ed altre no", ha spiegato Speranza. "Agiremo sugli assembramenti e sugli orari dei locali". Riferendosi ad alcune misure che lunedì saranno oggetto di confronto con le regioni per poi essere recepite nel nuovo Dpcm, Speranza ha annunciato anche interventi sugli sport dove non e' possibile usare mascherine o mantenere le distanze. Il 75% dei contagi avviene nelle relazioni familiari. "Si abbassa la guardia e ci si toglie la mascherina". Da qui la stretta sulle feste private, non solo tra giovani, e sugli assembramenti. Lo ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza da Fabio Fazio a 'Che tempo che fa' su Rai. Le nuove norme anti-Covid in arrivo sono "nazionali". Le Regioni avranno la possibilità di agire su norme più restrittive, ha detto Speranza, sottolineando che "non ci sono le condizioni per nessun lockdown nazionale per nessun territorio". "Dalle Regioni è stato acquistato il 70% in più dei vaccini antinfluenzali e il mio invito è di fare il vaccino".Lo ha detto il ministro della Salute rispondendo a una domanda sulla carenza di vaccini. "La campagna antinfluenzale - ha tenuto a sottolineare il ministro - sta partendo in anticipo in tutte le regioni". "In queste ultime ore abbiamo iniziato ad utilizzare anche i test antigenici che sono test più rapidi e che ci aiuteranno: 5mln sono in arrivo, verranno usati nelle scuole, stiamo lavorando per provare ad aprire anche l'opportunità di un utilizzo negli studi dei medici di medicina generale e questo potrebbe essere chiaramente un grande passo in avanti". E in merito alle code per i tamponi Speranza ha risposto: "In queste ore e' stato fatto un lavoro straordinario. Si raddoppieranno i drive-in nel Lazio a partire da domani, c'è un lavoro importante di rafforzamento della nostra rete territoriale". Sul piano dei reagenti "il problema è stato risolto dal commissario Arcuri già da diversi mesi. È chiaro che dobbiamo continuare a lavorare su questo terreno, a marzo e ad aprile si facevano circa 30mila tamponi ora siamo a 130mila al giorno". "Lo voglio dire chiaramente, l'Italia non può permettersi un nuovo lockdown, non se lo può permettere il sistema economico e quello commerciale". Lo dice il ministro degli Esteri Luigi Di Maio a 'Mezz'ora in più' su RaiTre. "Io posso dire una cosa. A febbraio non eravamo assolutamente preparati, non avevamo niente, neanche come filiera produttiva. Adesso abbiamo un Paese che può avere delle disfunzioni, ma si è attrezzato e ha dimostrato di saper affrontare l'emergenza. Questo è un Paese che non deve essere troppo duro con sé stesso. Le terapie intensive sono attrezzate", aggiunge Di Maio, sottolineando che nell'emergenza "io non dico che siamo all'ultimo miglio. Noi, grazie all'accordo con Oxford University, entro fine anno avremo le prime dosi del vaccino. E dobbiamo superare e dall'inizio dell'anno prossimo inizieremo le vaccinazioni", spiega Di Maio, secondo il quale "l'Italia non può permettersi un nuovo lockdown, non se lo può permettere il sistema economico e quello commerciale". "Oggi non ci sono le condizioni per tornare al lockdown, c'è bisogno di prendere tutti coscienza e farci carico di un necessario incremento di responsabilità". Lo dice a 'Mezz'ora in' su Rai 3 il Commissario per l'emergenza Domenico Arcuri citando un dato: "il 31 marzo c'erano in terapia intensiva 4.023 pazienti, ieri 10 ottobre ce n'erano 390". E' "il segno - sottolinea - della risposta che il sistema ha dato rispetto all'epidemia e negarla vuol dire che si è poco informati". Saranno i medici di base ad effettuare i test antigenici rapidi. Arcuri ha spiegato che ieri si è chiusa la gara per 5 milioni di test alla quale hanno partecipato 39 imprese. "Ci servirà qualche giorno per valutare le offerte ma entro una settimana, dieci giorni li acquisiremo - ha detto Arcuri - Molto velocemente metteremo in campo questi strumenti e lo faremo non solo per porti e aeroporti ma ci sarà anche un certo numero a disposizione dei medici di medicina generale". I test dunque, ha concluso, "arriveranno ai medici di base e sarà ancora più importante il lavoro che già stanno facendo". ANSA

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Covid, i tre scenari futuri in Italia: dalle restrizioni soft al lockdown. Il piano allo studio del Governo COSA PUO' SUCCEDERE

12 Ottobre 2020, 08:48am

Pubblicato da Miki Pappacoda

DI MICHELE PAPPACODA Covid in Italia, aumenti di contagi boom. Il Governo Conte è al lavoro su tre scenari e su ciò che avverrà o potrebbe avvenire nelle prossime settimane in Italia. Ad elaborarli è stato l'esecutivo con il Comitato tecnico-scientifico (Cts), in un documento riservato che sarebbe sul tavolo del governo. Si va da restrizioni soft fino a lockdown regionali. Il primo scenario giallo Prevede alcune delle misure che potrebbero essere messe in campo già lunedì con il prossimo dpcm. Questo scenario vede un indice Rt di poco sopra all’1, come avviene oggi in 13 Regioni. Il virus è considerato “gestibile”, gli ospedali riescono a fronteggiare l’emergenza senza particolari affanni. In questo caso si potrebbero prevedere degli stop alle attività su base oraria, come potrebbe avvenire per bar e palestre. E anche delle “zone rosse locali”. Covid, il secondo scenario: lockdown temporanei Definito arancione. Che si avrebbe con un aumento dei contagi e un Rt tra 1,25 e 1,5. In questo caso i rischi di tenuta per il sistema sanitario sarebbero concreti e si potrebbero prevedere chiusure tra Regioni o infraregionali. Con questo scenario si potrebbero bloccare alcune attività produttive considerate più a rischio e si potrebbero creare “zone rosse con lockdown temporanei”, magari di un paio di settimane o poco più. Per la scuola si chiederebbe di privilegiare la didattica a distanza e nel caso di lezioni di presenza si consiglierebbe l’uso della mascherina al banco. Il terzo scenario rosso: chiusure estese e lockdown regionali Scenario con una epidemia e con un indice Rt sopra l’1,5 e criticità “nella tenuta del sistema sanitario nel breve periodo”. Procedere alla chiusura di scuole e università e anche alla possibilità di un lockdown generalizzato, con estensione e durata da definire. L’ipotesi privilegiata potrebbe essere quella della chiusura di singole Regioni o di parti specifiche dell’Italia, tentando di evitare a tutti i costi una chiusura generalizzata.

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Nigeria: gli stupratori saranno castrati, i pedofili condannati a morte

11 Ottobre 2020, 10:17am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Nigeria: gli stupratori saranno castrati, i pedofili condannati a morte

INSERITO DA PRIMULA GALANTUCCI In seguito all’aumento vertiginoso di casi di stupro in Nigeria, lo stato di Kaduna ha passato una nuova legge. Gli stupratori affronteranno la castrazione fisica ed il carcere a vita, chi violenta bambini sotto i 14 anni rischia la condanna a morte. In seguito all’aumento vertiginoso di casi di stupro nel corso degli ultimi mesi in Nigeria, lo stato di Kaduna ha varato una nuova durissima legge per punire questo tipo di reati. Il governatore ha ufficialmente diramato la legge per punire chi si macchia del reato di stupro e di pedofilia che prevede che chiunque violenti un bambino al di sotto dei 14 anni si troverà ad affrontare la pena di morte, mentre per lo stupro di una persona adulta la punizione sarà la castrazione fisica. La legge prevede anche la rimozione delle tube di Falloppio nelle donne in caso di stupro di minore di 14 anni. In precedenza gli stupratori affrontavano fino ad un massimo di 21 anni di carcere, mentre chi violentava minori poteva essere condannato al carcere a vita. Il governatore dello Stato Nasir Ahmad el-Rufai ha ammesso che queste misure drastiche sono state messe in atto per cercare di proteggere i bambini e le donne da questo tipo di crimine, che è in preoccupante aumento. I casi denunciati di violenza sessuale in Nigeria hanno avuto un enorme incremento durante i mesi di restrizioni relative al Covid-19, con i gruppi di difesa dei diritti delle donne che hanno richiesto a gran voce punizioni più dure nei confronti degli stupratori. La situazione è così grave che lo scorso giugno in un forum tra i vari stati della Nigeria è stata dichiarato lo Stato di Emergenza proprio in seguito all’aumento di violenze sessuali nei confronti delle donne. Il fenomeno è così dilagante che secondo uno studio dell’Unicef, il 25% delle femmine ed il 10% dei maschi in Nigeria è vittima di violenze sessuali prima dei 18 anni. La legge introdotta in Kaduna è quella con le condanne più dure rispetto agli altri stati in Nigeria, il paese più popoloso dell’Africa.

FONTE https://news.fidelityhouse.eu/esteri/nigeria-gli-stupratori-saranno-castrati-i-pedofili-condannati-a-morte-488339.html?fbclid=IwAR2eJW87nTwUUTxaYURBaVi7S-J3yA0JRzmS0t--Z-WlJTcfBbzQNMgkuiI

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