Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA ANGELA CECERE Circa 20 persone si sono date appuntamento e hanno iniziato un corpo a corpo con armi da taglio. I feriti hanno lasciato una scia di sangue Una rissa tra stranieri a Treviso, ed un uomo di 45 anni è morto nella notte in seguito alle ferite riportate. Nel quartiere Fiera è scoppiato uno scontro tra uomini dell'area balcanica, principalmente romeni e kosovari, circa 20 persone munite di coltelli ed armi da taglio, sono rimaste coinvolte nella rissa, nove ferite, alcune in modo grave. La vittima, era originaria del Kosovo. «Scene da mattatoio», è stato il commento di un testimone che ha assistito alla brutalità ed all'escalation di violenza. Furie scatenate Dalla ricostruzione degli inquirenti, si presume che le due bande si siano date appuntamento in quella zona, presumibilmente per un regolamento di conti. I due gruppi sono scesi dai furgoni brandendo mazze, coltelli, pronti per un corpo a corpo. Il 45enne, infatti, è morto dopo aver ricevuto calci, pugni, coltellate e bastonate. Alcuni feriti, sono riusciti a fuggire dal luogo della terribile violenza, lasciando dietro di loro una scia di sangue. Filmati della rissa Ora gli inquirenti si stanno concentrando sulle immagini riprese dai sistemi di videosorveglianza di un bar, vicino al luogo della rissa, e di un condominio, per ricostruire la dinamica del ferimento mortale. Nel frattempo il sindaco della città, Mario Conte, commenta in modo preoccupato, quanto accaduto. «Quello che è successo è un episodio grave e preoccupante...ma questa violenza non appartiene alla nostra città, non è nel nostro Dna».
INSERITO DA MIKI PAPPACODA La sentenza choc in sede civile del Tribunale dell'Aquila riferita al crollo di uno stabile: «Colpa anche delle vittime» di Redazione web Terremoto, la sentenza choc: «Le vittime dovevano scappare da casa». È una colpa, per le vittime sotto le macerie del crollo, non essere usciti di casa dopo due scosse di terremoto molto forti che seguivano uno sciame sismico che durava da mesi: è un passaggio della sentenza in sede civile del Tribunale dell'Aquila riferita al crollo di uno stabile in centro del capoluogo abruzzese nel sisma del 6 aprile 2009 in cui morirono 24 persone sulle 309 complessive. Sentenza choc: «Colpa anche delle vittime» Condanna sì al risarcimento, ma solo parziale, dunque, perché una porzione della colpa, per quanto accaduto, è da attribuire alle stesse vittime. Il Tribunale civile dell'Aquila, giudice Monica Croci, ha accolto la richiesta di risarcimento avanzata dai familiari di alcune vittime per il crollo del palazzo di Via Campo di Fossa a L'Aquila, avvenuto nel terremoto del 6 aprile 2009. Persero la vita in 29 Costruzione di sei piani sotto cui persero la vita in 29. Il giudice ha condannato a risarcire il costruttore dell'edificio e i suoi eredi e i ministeri chiamati in causa, ossia Infrastrutture e Interno. La colpa degli eredi, per quanto avvenuto, dice il giudice è del 40%; i ministeri, per le omissioni di Genio Civile e Prefettura, debbono rispondere per un 15 per cento ciascuno. E Il 30% di colpa rimanente? È delle stesse vittime. Secondo il giudice «è fondata l'eccezione di concorso di colpa delle vittime, costituendo obiettivamente una condotta incauta quella di trattenersi a dormire nonostante il notorio verificarsi di due scosse nella serata del
«Sentenza assurda»
«Una sentenza - commenta inferocita l'avvocato Maria Grazia Piccinini, di Lanciano (Ch), madre di Ilaria Rambaldi, studentessa universitaria di Ingegneria deceduta in Via Campo di Fossa - che appare assurda, a voler esser buoni. Scopro, dopo aver atteso quasi 14 anni, che a L'Aquila erano tutti aspiranti...suicidi... Una vergogna infinita attribuire colpe alle vittime, -continua l'avvocato, che è anche presidente dell'Associazione 'Ilaria Rambaldi Onlus'- perché significa non conoscere la storia di quel sisma e gli eventi che hanno preceduto il disastro. Una ricostruzione fantasiosa, con concetti precostituiti. Erano le 3.32 dove doveva stare mia figlia, se non a dormire? A L'Aquila, dopo le prime scosse, tutti sono rientrati a casa. Non c'era un allarme, non c'era un campo dove potersi rifugiare, non c'era nulla... Dove sarebbe dovuta andare mia figlia? Inaudito. Ma faremo ricorso».
La mamma di una studentessa 25enne morta: «Da dove esce il concorso di colpa?»
«È una sentenza che ci ha meravigliato: ma da dove è venuto questo concorso di colpa? Persino la Cassazione ha confermato la condanna per uno dei componente della Commissione Grandi Rischi». È il commento all'Ansa dell'avvocatoMaria Grazia Piccinini, madre diIlaria Rambaldi, 25enne studentessa morta il 6 aprile 2009 all'Aquila nel crollo della casa di Via Campo di Fossa.
«Come si può oggi dire che i ragazzi dovessero stare fuori quando tutti ricordano certe rassicurazioni? - prosegue la mamma di Ilaria - Sconcerta poi che questo giudice che ha già fatto sentenze di risarcimento per il sisma si ricordi di questa cosa solo ora».
INSERITO DA ANGELA CECERE Stava tagliando un albero quando è stato travolto dalla stessa pianta. E' morto così un uomo di 77 anni. La tragedia è avvenuta intorno alle 16 in un campo al confine tra Offlaga e Manerbio nella Bassa Bresciana. A lanciare l'allarme alcuni passanti che hanno chiamato i soccorsi. L'uomo però è deceduto sul colpo.
INSERITO DA ANGELA CECERE L'uomo è accusato di lesioni: gli inquirenti sono convinti che l'appartamento sia stato ripulito della droga Un bimbo di appena 18 mesi in overdose da eroina. L'aveva ingerita nell'appartamento dei suoi genitori, a Sassari, provenienti dalla Nigeria. Solo l'intervento tempestivo dei medici del reparto di Pediatria e di Neuropsichiatria infantile dell'Aou, ha reso possibile il miracolo e salvargli la vita. Per il padre del bambino, un 30enne residente nel quartiere di Cappuccini, è iniziato il processo, nei suoi confronti l'accusa è solo di lesioni, perché quando fu perquisito l'appartamento della coppia, dell'eroina non c'era alcuna traccia, ma fu rinvenuta solo marijuana. Tornato in famiglia Dopo le cure il bimbo ha vissuto in una comunità protetta insieme alla madre, e solo da un mese è tornato a vivere anche con il padre. Ma gli inquirenti continuano a credere che dopo l'incidente, l'appartamento sia stato ripulito della droga pesante, per non incorrere in un reato più grave. I genitori, infatti, erano stati interrogati dagli investigatori, a cui avevano detto che il figlio aveva raccolto da terra la bustina di eroina mentre giocava in un parco di Sassari. Quella versione, però, sembrava artefatta, poco credibile agli esperti della polizia. L’ipotesi più avvalorata è quella della droga ingerita in casa.
INSERITO DA ANGELA CECERE Un terribile incidente nella notte tra sabato e domenica sullo svincolo dell’autostrada A24 Roma-Teramo Due ragazze sono morte in un terribile incidente avvenuto nella notte tra sabato e domenica sullo svincolo dell’autostrada A24 Roma-Teramo. Sono state centrate in pieno da un'auto pirata: l'impatto tremendo è costato la vita a due ragazze del Belgio, Jessy Dewildeman, 24 anni, e Wibe Bijls, 26 anni. Erano originarie del comune belga di Menen nella provincia fiamminga delle Fiandre Occidentali. Lo spaventoso incidente è avvenuto in prossima dello svincolo di Tor Cervara sul tratto urbano dell’A24. Le due giovani turiste sono state investite e uccise da un’auto pirata che le ha travolte dopo che erano scese da un vettura Ncc per soccorrere due automobilisti che avevano avuto un incidente poco prima. Indagini in corso da parte della polizia stradale per rintracciare l'investitore.
INSERITO DA ANGELA CECERE Alcuni coetanei avrebbero lanciato il sasso in direzione del ragazzo che è stato colpito sulla testa e portato d'urgenza in ospedale. Le sue condizioni sono gravi Colpito con un sasso alla testa, durante l'ennesima rissa tra giovani della movida. Un ragazzo di 19 anni, di Modena, è ricoverato in gravi condizioni, in conseguenza della violenza esplosa sabato notte a Castellarano, nel modenese. Il 19enne è stato raggiunto da un sasso lanciato da suoi coetanei all’uscita di una discoteca, per motivi che i carabinieri stanno ancora accertando, ma è presumbile che sia la conseguenza di una discussione nata tra di loro Situazione grave «Un fatto terribile, assurdo che possano accadere cose del genere quando i nostri figli sono fuori per divertirsi», ha commentato la madre del 19enne a Reggionline, angosciata per la situazione del figlio, ricoverato in prognosi riservata all’ospedale di Baggiovara. Secondo il racconto della donna, suo figlio sarebbe stato aggredito da un gruppo di giovani che si trovavano all’esterno del locale, per motivi ancora non chiari, mentre sono stati i suoi stessi amici a soccorrerlo e portarlo all’ospedale di Sassuolo. I medici, appurata la gravità delle ferite, lo hanno trasferito al trauma center di Baggiovara dove è stato sottoposto ad un intervento chirurgico e ricoverato nel reparto di terapia intensiva. Al momento i familiari della vittima non hanno sporto denuncia per l'accaduto.
DI MIKI PAPPACODA Il 32enne era stato visto per l'ultima volta mercoledì 5 ottobre. Le ricerche sono durate un giorno Daniele Pittioni è morto. Il ragazzo di 32 anni, scomparso lo scorso 5 ottobre Orsaria di Premariacco (Udine), è stato ritrovato senza vita sabato pomeriggio, tra Buttrio e Manzano. Le ricerche, alle quali hanno lavorato le forze dell'ordine insieme ai vigili del fuoco e ai volontari della Protezione Civile, sono durate circa un giorno e si sono concluse nel peggiore dei modi. Cosa è successo Daniele Pittioni era stato visto per l'ultima volta mercoledì 5 ottobre. Dopo aver trascorso la serata con alcuni amici, si è allontanato in sella alla sua moto Harley Davidson e da allora non si avevano più sue notizie. Dopo due giorni di silenzio, i parenti, contattati dal datore di lavoro (lavorava in un'azienda del territorio nota per la produzione di mobili metallici), hanno denunciato la scomparsa del 32enne e sono cominciate le richerche, concluse sabato. Ritrovata anche la moto, rimasta per terra a bordo strada. Giallo sulla dinamica. Secondo i carabinieri, il giovane potrebbe essere stato vittima di un incidente stradale mentre tornava a casa. Nelle prossime ore gli inquirenti proveranno a chiarire la dinamica.
INSERITO DA ANGELA CECERE Morto a 32 anni in call davanti ai colleghi di lavoro. Lo hanno visto accasciarsi e perdere i sensi durante una videoconferenza di una grande azienda, cui partecipavano persone residenti in diverse zone dell'Italia. Sono state loro, due in particolare, dalla Campania e dal Veneto, a telefonare chiedendo aiuto, segnalando al personale della Sores quello che era accaduto. MALORE DURANTE LA CALL DI LAVORO: MORTO DAVANTI AI COLLEGHI Agli operatori di sala hanno riferito l'identità della persona colta da malore ma nessuno di loro era in grado di dare indicazioni rispetto all'abitazione o alla struttura dove si trovasse in quel momento. Con una veloce ricerca in anagrafica, è stata individuata l'ultima residenza ufficiale della persona colta da malore, nel Cividalese. Ed è da Cividale del Friuli che è stata inviata in pochi minuti una ambulanza. MORTO NELLA CALL DI LAVORO: SOCCORSI INUTILI A UDINE Giunto sul posto l'equipaggio ha compreso trattarsi dell'abitazione dei genitori e che la vittima di malore risiedeva, invece, in un altro paese, alle porte di Udine. A quel punto gli operatori della Sores hanno tempestivamente inviato una ambulanza da Udine, all'indirizzo indicato dai genitori (nel frattempo assistiti dal personale sanitario). All'arrivo, col supporto anche dei Vigili del Fuoco e di un parente per l'apertura della porta, il sanitari hanno fatto ingresso nell'abitazione, trovando il ragazzo, un 32enne, privo di sensi per il quale non c'è stato nulla da fare.
INSERITO DA ANGELA CECERE Il fidanzato 24enne della ragazza, che guidava senza patente, denunciato a piede libero L'auto che esce improvvisamente fuori strada e, dopo un volo di una decina di metri, finisce nel letto di un fiume. È morta così, a soli 28 anni, una aspirante attrice, che viaggiava sul sedile del passeggero a bordo dell'auto guidata dal fidanzato, un 24enne, che guidava senza patente. Per questo motivo, il giovane è ora nei guai. L'auto sbanda e finisce nel fiume, Beatriz muore a 28 anni La tragedia è avvenuta ieri pomeriggio nei pressi di Pontevedra, in Spagna. Beatriz Álvarez-Guerra, che dopo tanta gavetta tra teatro, serie tv, film e cortometraggi, stava diventando l'astro nascente del cinema spagnolo, è morta dopo che l'auto, guidata dal fidanzato 24enne, ha sbandato ed è finita nel fiume Almofrei de Cotobade. Residente a Madrid, la giovane attrice si trovava in compagnia del fidanzato in Galizia, quando per cause ancora da accertare, l'auto su cui viaggiavano è finita improvvisamente fuori strada in una zona caratterizzata da curve particolarmente pericolose. Lo riporta 20minutos.es. Il fidanzato nei guai: guidava senza patente Il fidanzato di Beatriz, la cui identità non è stata rivelata, era rimasto illeso ed è riuscito a uscire dall'abitacolo, ma non a salvare la ragazza. Disperato, il 24enne ha chiesto aiuto anche ad altri automobilisti, ma l'auto ha iniziato lentamente a sprofondare nell'acqua del fiume. Sul posto sono giunti prontamente i soccorsi, ma non hanno potuto far altro che recuperare il corpo della ragazza, ormai privo di vita. Dopo l'accaduto, il 24enne, anche lui residente a Madrid ma originario proprio della Galizia, è stato arrestato: la Guardia Civil ha infatti scoperto che non è in possesso della patente di guida. Interrogato, si è avvalso della facoltà di non rispondere ed è stato denunciato a piede libero per omicidio colposo e violazioni del Codice della strada.
INSERITO DA ANGELA CECERE Un grave malore ha colpito ieri sera, 5 ottobre, attorno alle 20, un bambino di 10 anni mentre stava viaggiando sul treno regionale proveniente da Venezia e diretto a Udine. La chiamata d'emergenza alla Sores Fvg è giunta mentre il convoglio stava attraversando il territorio del comune di Codroipo. Gli operatori della Struttura operativa regionale emergenza sanitaria hanno attivato immediatamente i soccorsi inviando alla stazione dei treni di Udine una autoambulanza e una automedica. Le equipe sanitarie, inviate in codice rosso, hanno preso in carico il bambino che è stato trasportato all'ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine in condizioni stabili. Sul posto la Polizia Ferroviaria.