Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA ANGELA CECERE L'incidente è avvenuto domenica 3 settembre. Insieme a lui c'era anche la sorella più piccola, che si è salvata Dopo Brandizzo, un'altra vittima sui binari. Francesco Paradiso, 27 anni, è stato ucciso da un treno in corsa. A differenza dei cinque operai morti sulla Milano-Torino, non stava lavorando. La tragedia si è consumata durante la festa patronale di Amantea, in Calabria. Il giovane si era avvicinato ai binari per avere un punto di osservazione dei fuochi d'artificio speciale. Quella scelta, però, gli è costata la vita. Morto durante i fuochi d'artificio Francesco Paradiso si trovava insieme ad altre persone, tra cui la sorella più piccola, nella stazione ferroviaria Campora San Giovanni-Serra Ajello, quando è arrivato il treno che l'ha ucciso. L'incidente sarebbe avvenuto poco dopo la mezzanotte, dopo il concerto di Adriano Pappalardo. L’intervento dei soccorsi è stato immediato, ma la vittima sarebbe morta sul colpo.
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Circa il 40% dei casi di demenza previsti nel mondo fino al 2050 potrebbe essere ritardato o evitato intervenendo sui principali fattori di rischio. Serve tuttavia che i governi si impegnino maggiormente nel finanziare la ricerca sui principali fattori di rischio per la demenza e le strategie di contrasto alla loro diffusione. È l'appello lanciato in occasione del XII Mese Mondiale Alzheimer, che inizia oggi, da parte della Federazione Alzheimer Italia e di Alzheimer's Disease International. "L'Italia, aderendo nel 2017 al Piano di azione globale dell'Organizzazione Mondiale della Sanità sulla risposta di salute pubblica alla demenza, si è impegnata a dare priorità alla riduzione del rischio", afferma la presidente della Federazione Alzheimer Italia Katia Pinto. "Un aspetto che non è sufficientemente considerato nel nostro Piano Nazionale Demenze, che, oltretutto, potrebbe a breve rimanere di nuovo senza fondi: lo stanziamento economico previsto con la legge di Bilancio del 2021 si esaurirà infatti nei prossimi mesi. Per questo chiediamo con forza al Governo di garantire nuovi fondi al Piano", conclude Pinto. I principali fattori di rischio per la demenza sono l'inattività fisica, il fumo, il consumo di alcol, le lesioni alla testa, i contatti sociali poco frequenti, l'obesità, l'ipertensione, il diabete, la depressione, i disturbi dell'udito, scarsi livelli di istruzione e l'inquinamento. "Investire nella riduzione del rischio è un punto chiave, in assenza di un trattamento o di una cura, per prevenire il maggior numero possibile di casi di demenza", aggiunge Paola Barbarino, Ceo di Alzheimer's Disease International. "Dobbiamo garantire che i cittadini in tutto il mondo siano consapevoli di quali sono le strategie attuabili, a tutte le età, e abbiano accesso alle informazioni, ai consigli e ai servizi di supporto necessari". ANSA
INSERITO DA MIKI PAPPACODA l Dc9 dell'Itavia precipitato vicino a Ustica il 27 giugno 1980 è stato abbattuto da un missile francese. Lo sostiene, in un'intervista a Repubblica, l'ex premier Giuliano Amato. "Era scattato un piano per colpire l'aereo sul quale volava Gheddafi - racconta - ma il leader libico sfuggì alla trappola perché avvertito da Craxi. Adesso l'Eliseo può lavare l'onta che pesa su Parigi". "Dopo quarant'anni le vittime innocenti di Ustica non hanno avuto giustizia. Perché continuare a nascondere la verità? È arrivato il momento di gettare luce su un terribile segreto di Stato. Potrebbe farlo Macron. E potrebbe farlo la Nato. Chi sa ora parli: avrebbe grandi meriti verso le famiglie delle vittime e verso la Storia", afferma Amato nell'intervista, sottolineando che "la versione più credibile è quella della responsabilità dell'aeronautica francese, con la complicità degli americani. Si voleva fare la pelle a Gheddafi, in volo su un Mig della sua aviazione. Il piano prevedeva di simulare una esercitazione della Nato, una messa in scena che avrebbe permesso di spacciare l'attentato come incidente involontario". "Nessun atto riguardante la tragedia del DC9 è coperto da segreto di Stato e nel corso dei decenni è stato svolto dall'autorità giudiziaria e dalle Commissioni parlamentari di inchiesta un lungo lavoro". Lo afferma la premier Giorgia Meloni, commentando l'intervista di Giuliano Amato al quotidiano la Repubblica sulla strage di Ustica. Per approfondire '"Le affermazioni di Giuliano Amato sulla strage di Ustica aprono, dopo quarant'anni, scenari veramente inquietanti che impongono il giusto riconoscimento di quegli organi dello Stato che fin dall'inizio cercarono di ricostruire la verità dell'accaduto e le relative responsabilità. Tra questi mi pare doveroso ricordare Paolo Borsellino, a capo della Procura della Repubblica di Marsala". È quanto dichiara il vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura, Fabio Pinelli che annuncia: "condividerò con l'intero Consiglio Superiore di valutare l'opportunità di avanzare alla Procura della Repubblica di Marsala la richiesta di rendere accessibili tutti gli atti del procedimento di potenziale interesse di quell'inchiesta". "Borsellino - prosegue il vicepresidente del Csm - portò avanti, con la consueta e riconosciuta capacità professionale e rettitudine morale, una delicatissima attività di indagine scontrandosi sovente con reticenze e depistaggi. Basti ricordare la vicenda sul radar di Marsala, come ricostruito meritevolmente dal compianto giornalista Andrea Purgatori". "Per tali ragioni, condividerò con l'intero Consiglio Superiore di valutare l'opportunità di avanzare alla Procura della Repubblica di Marsala la richiesta di rendere accessibili tutti gli atti del procedimento di potenziale interesse di quell'inchiesta, nonché il compendio documentale delle iniziative portate avanti dal dottor Borsellino all'epoca. Tutto ciò, non solo per dare memoria ancora una volta dello straordinario contributo nell'interesse dello Stato da parte di Paolo Borsellino, ma anche per un dovere di carattere morale nei confronti dei familiari delle vittime, di vedere finalmente riconosciuto il diritto alla ricostruzione - per quanto possibile - della verità storica della tragedia di Ustica", ha concluso Pinelli. Gheddafi fu avvertito del pericolo' dice Amato. La replica di Bobo Craxi "Gheddafi - prosegue Amato - fu avvertito del pericolo e non salì sul suo aereo. E il missile sganciato contro il Mig finì per colpire il Dc9. L'ipotesi più accreditata è che quel missile sia stato lanciato da un caccia francese". "Da principio i militari si erano chiusi in un silenzio blindato, ostacolando le indagini. E quando da sottosegretario ebbi un ruolo in questa vicenda, nel 1986, cominciai a ricevere le visite dei generali che mi volevano convincere della tesi della bomba. Capivo che c'era una verità che andava schermata. E la nostra aeronautica era schierata in difesa della menzogna". "Avrei saputo più tardi, ma senza averne prova - dichiara ancora - che era stato Craxi ad avvertire Gheddafi. Non aveva interesse che venisse fuori: sarebbe stato incolpato di infedeltà alla Nato e di spionaggio". "Non era del tutto irragionevole che i generali, per tenere al sicuro il segreto, si guardassero bene dal condividerlo con i politici", prosegue, e la politica, da parte sua, "non aveva convenienza a sapere fino in fondo. In ogni modo la verità risultava scomoda. Ed era meglio lasciarla sepolta". Tra fedeltà alla Costituzione e fedeltà alla Nato, sostiene Amato, è prevalsa la seconda: "Un apparato costituito da esponenti militari ha negato ripetutamente la verità. Tutte queste persone hanno coperto il delitto per una ragion di Stato. Non giustifico e tuttavia comprendo le spinte che portarono all'occultamento della verità, ma 40 anni dopo è difficile da capire. Mi chiedo perché Macron, anche anagraficamente estraneo alla tragedia - conclude Amato - non voglia togliere l'onta che pesa sulla Francia. O dimostrando che questa tesi è infondata oppure porgendo le scuse più profonde all'Italia e alle famiglie delle vittime in nome del suo governo". "É già scritto anche sui libri di Storia che mio padre avvertì Gheddafi che lo avrebbero bombardato. Ma nel 1986": così Bobo Craxi ha sottolineato su Twitter dopo le parole dell'ex premier Giuliano Amato sulla strage di Ustica del 1980. Secondo Amato, fu infatti Bettino Craxi ad avvisare Gheddafi del pericolo di essere bombardato se fosse salito in aereo e il missile sganciato finì contro il DC9 causando la morte di 81 persone. Nessun commento dall'Eliseo. Il ministero degli esteri.' A disposizione se Roma lo chiederà' "Non abbiamo commenti da fare": così risponde il servizio stampa dell'Eliseo questa mattina alla richiesta di un commento all'intervista dell'ex presidente del Consiglio, Giuliano Amato, in cui si ribadiscono le responsabilità francesi nel disastro di Ustica e si chiede che il presidente Emmanuel Macron presenti le scuse della Francia. "Su questa tragedia la Francia ha fornito ogni elemento in suo possesso ogni volta che le è stato chiesto": lo fa sapere oggi il Quai d'Orsay, sollecitato dopo la pubblicazione dell'intervista all'ex presidente del Consiglio Giuliano Amato sul disastro di Ustica. Il ministero aggiunge che ogni informazione è stata fornita "soprattutto nel quadro delle inchieste condotte dalla giustizia italiana. Restiamo ovviamente a disposizione per lavorare con l'Italia se ce lo chiederà". Donselli (Copasir): 'Da sempre chiediamo la desecretazione degli atti' "Quello che facciamo al Copasir è segreto e non mi permetterei mai di rivelarlo. Amato ha detto delle cose importanti. Noi da sempre chiediamo la desecretazione di tutti gli atti e le pagine non chiare di quegli anni. Amato dice delle cose, in passato ha detto l'esatto opposto". Lo afferma Giovanni Donzelli, vice presidente del Copasir e responsabile organizzazione di Fdi a margine della kermesse dei Conservatori e Riformisti a Reggio Calabria. "Ci chiediamo - prosegue Donzelli - perchè Amato oggi dica queste cose, lo spiegherà per bene e spiegherà anche perchè in passato ha detto altre cose, ma ben venga quando le persone parlano è una buona notizia e quando ciascuno dice la sua verità è una buona notizia. Il problema è quando le persone stanno in silenzio".ANSA
INSERITO DA MIKI PAPPACODA La giovane vittima dello stupro a Palermo torna a parlare. Nel nuovo sfogo si lamenta contro chi inventa storie, anche sui social network, sul suo conto: «Mi fate troppo schifo. “Io la conoscò”, ma chi ca..o vi conosce. Vi vantate di cose che non avete mai fatto con me. Non mi farei problemi a dire che sia così, perché alla fine non è un delitto. Ma sentire la gente che inventa le cose mi fa uscire pazza. Che schifo. Quante denunce di diffamazione volete per smetterla?», ha replicato la giovane, smentendo chi sostiene di aver avuto una relazione con lei. La ragazza palermitana di 19 anni, che ha denunciato sette giovani di averla stuprata in gruppo lo scorso 7 luglio al Foro italico di Palermo, pochi giorni fa è stata trasferita in una comunità protetta fuori dalla Sicilia. LEGGO.IT
INSERITO DA ANGELA CECERE I quattro presunti responsabili hanno 14, 15, 16 e 18 anni e sono stati arrestati: ma ancora non è chiaro come sia stata uccisa la giovane Quattro adolescenti sono stati accusati dell'omicidio di una ragazza di 14 anni, uccisa a colpi di arma da fuoco all'interno di una casa di Valdosta, negli Stati Uniti. La polizia ha risposto ad una chiamata di emergenza al 911 ed è intervenuta in una casa dove all'interno ha rinvenuto il corpo senza vita della 14enne. Cosa è accaduto Secondo le autorità, un ragazzo della stessa età della vittima, è ritenuto tra i respnsabili della morte della coetanea e per questo è stato accusato di omicidio di secondo grado, crudeltà e falsificazione di prove. Un altro giovane, di 18 anni, identificato come Jayden McCutchin, insieme ad un ragazzo di 16 anni e una ragazza di 15 anni, sono gli altri tre adolescenti accusati di aver preso parte all'omicidio come complici del crimine, per il quale sono accusati anche di possesso di armi. Arma scaricata La polizia è convinta che prima del delitto la vittima si trovasse in camera da letto con i quattro adolescenti, alla presenza di due pistole; una delle due armi è stata usata contro la giovane e subito dopo i 4 presunti responsabili sono fuggiti dalla scena del crimine. Tutti in carcere McCutchin, il più grande dei 4 e due degli adolescenti sono stati trovati vicino alla casa dove è avvenuto l'incidente, mentre il ragazzo di 14 anni è stato trovato nella sua residenza. “Questi giovani avevano armi da fuoco senza sapere come maneggiarle, e il risultato è che una giovane donna ha perso la vita" le parole di un portavoce della polizia locale. Il 18enne è stato portato nel carcere della contea di Lowndes, mentre i tre minorenni sono stati trasportati in un centro di detenzione giovanile.
INSERITO DA ANGELA CECERE L'asta del Fantacalcio finisce in tragedia. Un ragazzo di 15 anni è stato accoltellato nella serata di ieri, prima della mezzanotte, in via Eduardo Scarpetta, nel quartiere Ponticelli di Napoli. E a scatenare il bagno di sangue è stata proprio una lite relativa al gioco. Calolziocorte, accoltellato dal branco in stazione: 23enne muore sotto gli occhi della mamma Accoltellato all’addome in pieno centro a Milano: è ricoverato in gravi condizioni Accoltellato all'asta del Frantacalcio Secondo quanto riferito da Il Mattino, il giovane è stato prima condotto nella struttura sanitaria del posto, Villa Betania, e poi nell'Ospedale del Mare dove le sue condizioni sono al vaglio dei sanitari e sembra che rischi l'amputazione di una gamba. Gli investigatori della Squadra Mobile, coordinata dal primo dirigente Alfredo Fabbrocini, hanno individuato il movente dell'accoltellamento e un sospettato che è stato condotto negli uffici della Questura. Il ragazzo è stato accoltellato al culmine di una lite scoppiata durante l'asta per il fantacalcio.
INSERITO DA ANGELA CECERE Ha perso il controllo del suo scooter finendo contro un palo dell'illuminazione. È successo la notte scorsa lungo corso Messina, a Giarre, in provincia di Catania. Per il 17enne in sella sono stati inutili i soccorsi, morto a causa del violento impatto. Sul posto i carabinieri impegnati nella ricostruzione della dinamica. Nell'incidente non risultano altri mezzi coinvolti.
INSERITO DA ANGELA CECERE Cirio: "Una tragedia immane, enorme dolore" «Incidente sulla ferrovia a Brandizzo. Una tragedia immane, un dolore enorme. Mi sto recando sul posto». Così, su Facebook, il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, dopo la morte di cinque operai travolti da un treno in transito mentre lavoravano sui binari. La circolazione ferroviaria è ancora sospesa La circolazione ferroviaria è ancora sospesa tra Settimo e Chivasso, nel Torinese, dopo l'incidente che, nella notte, alla stazione di Brandizzo, è costato la vita a cinque operai. Per la mattinata, sulla linea convenzionale interessata dalla sospensione, risultano soppressi 16 treni regionali mentre altri 12 sono limitati o parzialmente sostituiti con autobus. Trenitalia avvisa sul proprio sito: «I treni intercity e regionali possono subire ritardi, cancellazioni, limitazioni di percorso e sostituzioni con bus». Coinvolte le linee Torino-Milano, Torino-Aosta, Chivasso-Pinerolo, Chivasso-Alessandria e Biella-Torino Lingotto. La circolazione riprenderà appena termineranno gli accertamenti dell'autorità giudiziaria. Le 5 vittime hanno tra i 22 e i 52 anni Le 5 vittime, identificate nella notte, avevano un'eta compresa tra i 22 e i 52 anni e lavoravano per una ditta di Borgo Vercelli. Sul luogo dell'incidente anche i tecnici di Spresal e Asl oltre ai vigili del fuoco. Al momento la circolazione ferroviaria è sospesa. Il treno che ha investito gli operai era diretto a Torino. Video La dinamica: il treno a 160 km/h Il treno, come riferiscono i carabinieri, viaggiava a 160 chilometri all'ora e gli operai stavano eseguendo dei lavori di sostituzione di alcuni metri di binari vicino alla stazione, quando è passato il convoglio tecnico, trasportando una dozzina di vagoni da Alessandria verso Torino. «Rfi esprime profondo dolore di fronte a quanto accaduto e porge il proprio cordoglio e la vicinanza ai familiari degli operai deceduti» si legge in una nota della Rete ferroviaria italiana (Rfi), in cui viene spiegato che «erano in corso interventi di manutenzione da parte di una ditta appaltatrice esterna» e che «un treno non in servizio commerciale ha investito alcuni operai. La dinamica di quanto accaduto - viene precisato - è al vaglio delle autorità competenti e di Rete ferroviaria italiana». Sul luogo dell'incidente sono al lavoro la polizia ferroviaria e i carabinieri della vicina Chivasso, coordinati dalla Procura di Ivrea, per cui è presente la pm Giulia Nicodemi. Per i soccorsi si sono mobilitati ambulanze e vigili del fuoco. Il macchinista sotto choc Sono illesi e non feriti, come invece detto in precedenza, gli altri due operai che erano al lavoro sui binari con i cinque colleghi travolti e uccisi da un treno a Brandizzo, nel Torinese. Si trovavano infatti a breve distanza dal binario dov'è transitato il convoglio, che li ha soltanto sfiorati. Le conseguenze per loro sarebbero quindi soltanto quelle di un ovvio enorme spavento. Al momento è ancora in corso l'identificazione delle vittime e la ditta per cui stavano lavorando risulta di Borgovercelli (Vercelli). Il conducente del convoglio, in evidente stato di choc, è stato visitato da un'ambulanza e mandato a casa. Nella cabina di guida, a quanto si apprende, erano in due. In corso rilievi e recupero delle salme In corso i rilievi per l'incidente in cui intorno a mezzanotte sono morti cinque operai che erano al lavoro sui binari. Il treno che ha colpito gli operai, con una dozzina di vagoni, è fermo sul luogo dell'incidente, a circa un chilometro dalla stazione in direzione Torino, dove il macchinista è riuscito ad arrestarlo. Sono ancora in corso i rilievi e il recupero delle salme, alla presenza della pm Giulia Nicodemi. Tragedia nel Torinese. Un treno regionale ha investito e ucciso cinque operai che erano al lavoro sui binari. L'incidente è avvenuto, come riferiscono i Carabinieri, poco dopo la mezzanotte nei dintorni della stazione ferroviaria di Brandizzo. Il treno viaggiava a 160 chilometri all'ora e le cinque. Gli operai erano al lavoro per una ditta che stava eseguendo dei lavori di sostituzione di alcuni metri di binari vicino alla stazione e il treno era un convoglio tecnico, che stava trasportando dei vagoni da Alessandria verso Torino, sulla linea convenzionale Torino-Milano.
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Il 23enne, uno straniero originario del Burkina Faso che risiede in paese, sarebbe stato accoltellato da altri connazionali in gruppo Ucciso dal branco in stazione: omicidio a Calolziocorte in provincia di Lecco. Un ragazzo di 23 anni, Malcolm Darga Mazou, è stato accoltellato a morte. E' successo nel primo pomeriggio di oggi sulla banchina tra i binari 2 e 3. Il 23enne, uno straniero del Burkina Faso residente nel Lecchese, sarebbe stato accoltellato da altri connazionali in gruppo, che lo hanno circondato e aggredito, per poi colpirlo con numerosi fendenti a gambe e torace. Dopo averlo ferito lo hanno lasciato a terra e sono fuggiti. Alla scena ha assistito pure la mamma del ragazzo che era con lui in stazione. La dinamica dell'omicidio Il grave episodio attorno alle 14, nella banchina che separa il binario due dal tre. Ad aggredire l’uomo sono stati due uomini, che poi sono scappati. Colpito al torace, le condizioni del ferito sono subito apparse gravissime.Ad aggredirlo sono stati due uomini, forse anche loro africani e ora ricercati dai carabinieri e dalla polizia di Stato di Lecco. Lo hanno raggiunto sulla banchina che separa i binari due e tre e gli hanno sferrato - stando a una prima ricostruzione della polizia scientifica - prima una coltellata a una gamba. A quel punto Malcolm avrebbe tentato di divincolarsi e di scappare, ma è stato raggiunto con ulteriori fendenti - l'autopsia stabilirà di preciso quanti e quali mortali - che si sono rivelati per lui fatali. L'allarme della mamma La madre e altre persone presenti in stazione hanno subito chiesto aiuto: sul posto sono intervenuti i Volontari di Calolziocorte con l'ambulanza e poi i mezzi inviati dal 118. Le condizioni di Malcolm Darga Mazou sono parse subito molto gravi e pochi minuti dopo l'arrivo al pronto soccorso il ventitreenne è deceduto. Al vaglio degli inquirenti - coordinati dal sostituto procuratore di Lecco Chiara Di Francesco - ci sono le immagini delle telecamere della videosorveglianza dello scalo ferroviario, interne ed esterne. L'omicidio dovrebbe essere stato ripreso, così come i visi dei due aggressori. Resta anche da capire il movente di un agguato così cruento e orchestrato in pieno giorno e in un luogo affollato come una stazione ferroviaria: si sarebbe comunque trattato - trapela - di un'aggressione mirata per colpire il ventitreenne, forse per un regolamento di conti. Ma le indagini, così come la caccia ai due aggressori, sono solo all'inizio.
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Una donna di 28 anni è stata investita e uccisa da un autocarro mentre si trovava in bicicletta in viale Caldara nei pressi di piazza Medaglie d'Oro, in una zona del centro di Milano. Sul posto stanno indagando gli agenti della Polizia locale. Si tratta del quinto caso di ciclisti travolti da mezzi pesanti e uccisi nel 2023 nella città lombarda. L'incidente è avvenuto poco prima delle 10 all'altezza di piazza Medaglie d'Oro. Immediato l'intervento dei soccorritori del 118, che hanno potuto solo constatare il decesso della donna. L'autista dell'autocarro, un uomo di 54 anni, è stato soccorso e trasportato in codice giallo dall'ambulanza. Dalle prime evidenze risulterebbe che la ciclista sia stata travolta dal lato sinistro del mezzo pesante, quindi non quello interessato dal cosiddetto 'angolo cieco'. L'obbligo di rilevatore Da pochi giorni il Comune di Milano ha ufficializzato l'obbligo di circolazione dei mezzi pesanti, a partire dal 1 ottobre, con strumenti per la rilevazione di ciclisti e pedoni. La decisione è stata presa dopo i numerosi casi che si sono verificati negli ultimi mesi.