Overblog Tutti i blog Blog migliori Lifestyle
Segui questo blog Administration + Create my blog
MENU
Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo www.mikivettica.over-blog.it

news italia e dal mondo

SARDEGNA NEWS Una nuova verità sulla fine di Dettori Inchiesta per omicidio sulla morte del colonnello Marcucci: investigava sulle confidenze fatte dal maresciallo di Pattada

1 Aprile 2013, 09:21am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it


 

 

 

 

 

 

 

421449 341488462636967 1517554003 nINSERITO DA MARCELLA SOTGIA SASSARI Si è aperto uno spiraglio. Una piccola, ma preziosa speranza di verità. La magistratura di Massa ripercorrerà i 26 anni di dubbi e di tormenti dei familiari del maresciallo dell'Aeronautica militare Mario Alberto Dettori, di Pattada, trovato impiccato a un albero il 30 marzo 1987, vicino al greto del fiume Ombrone, nel Grossettano. Dettori aveva solo 38 anni.

La procura della Repubblica di Massa, dopo un esposto presentato dall'associazione Rita Atria, ha infatti deciso di aprire un fascicolo sull’incidente aereo nel quale, il 2 febbraio 1992 a Campocecina, perse la vita l’ex colonnello dell’Aeronautica Alessandro Marcucci. L’ipotesi di reato è quella di omicidio. «Non è un atto dovuto - ha detto il procuratore Aldo Giubilaro - ma la convinzione che nelle precedenti indagini ci sono elementi incongruenti e contraddittori tutti da verificare».

Ma che cosa lega Marcucci a Dettori, perché la riapertura delle indagini su quello stranissimo incidente aereo può riscrivere anche la storia del “suicidio impossibile” di Mario Alberto Dettori? Sandro Marcucci era un ufficiale brillante e capace. Aveva aderito al movimento che si era costituito all’interno delle forze armate per “democratizzare” l’universo chiuso delle stellette. Ma era soprattutto un uomo che stava indagando con discrezione sulla strage di Ustica insieme all’amico e collega Mario Ciancarella. La loro fonte, l’uomo che li aveva contattati, insinuando il terribile sospetto che il Dc9 Itavia Bologna-Palermo il 27 giugno 1980 non fosse precipitato per un cedimento strutturale, ma nei cieli di Ustica si fosse trovato al centro di uno scenario di guerra, abbattuto da un missile aria-aria. Dettori era radarista nella base di Poggio Ballone, vicino a Grosseto, ed era di turno la sera del 27 giugno di 33 anni fa. Vide quindi tutto. Per lui quei punti luminosi sugli schermi che saettavano intorno al Dc9 non avevano segreti. Quando la mattina dopo tornò a casa, era agitatissimo. Con la moglie e la cognata si fece sfuggire solo alcune frasi che però facevano intuire il dramma di un uomo perbene che sentiva un segreto spaventoso devastargli la coscienza. «Tornò a casa stravolto. Alberto aveva visto tutto sul radar e aveva dato l’allarme. Qualcuno lo picchiò e gli disse "fatti i cazzi tuoi"». È questo il ricordo ancora vivo di quella tragica mattina del 28 giugno del 1980 della cognata di Dettori, Sandra Pacifici. E la stessa mattina, alla moglie, Dettori disse: «Stanotte è successo un casino, qui finiscono tutti in galera. Siamo stati a un passo dalla guerra».

Ma quel segreto era troppo grande per restare sepolto nella sua memoria. Era un qualcosa che lo indignava e lo corrodeva dentro. Mario Alberto Dettori tre giorno dopo telefonò allora al capitano Mario Ciancarella. Lo aveva conosciuto qualche anno prima a una riunione dei “militari democratici” e nutriva una grande fiducia in lui.

Così oggi ricorda quella telefonata Ciancarella che, dopo essere stato radiato dall’Arma azzurra, fa il libraio: «Dettori era agitato. Mi disse subito: “Siamo stati noi a tirarlo giù, capitano, siamo stati noi. Parlava del Dc9 dell’Itavia finito nel mare di Ustica con 81 persone a bordo. Alle mie domande rispose: “Ho paura, capitano, non posso dirle altro al telefono. Qui ci fanno la pelle».

Ma tre settimane dopo, quando venne ritrovato il Mig 23 libico sui monti della Sila, Dettori richiamò Ciancarella. Questa volta era calmo, lucido. «Mi disse che la storia del Mig era una puttanata - dice Ciancarella -. Poi mi diede tre spunti sui quali indagare: comandante, si guardi gli orari degli atterraggi dei jet militari la sera del 27 giugno, i missili a guida radar e quelli a testata inerte. Poi non lo sentii più».Ciancarella parlò con l’amico Marcucci che, sfruttando le sue conoscenze, cominciò anche lui a indagare sui segreti di Ustica. Un giorno disse a Marcucci che il Mig libico trovato sulla Sila era decollato dalla base italiana di Pratica di Mare e di conoscere due militari che sapevano tutto ed erano disposti a parlare con il magistrato che conduceva l’inchiesta.

Dettori fu trovato impiccato nel marzo del 1987 e Marcucci morì in uno stranissimo incidente aereo in Toscana nel ’92.

DI PIETRO MANNIRONI LA NUOVA SARDEGNA

Leggi i commenti

SARDEGNA NEWS SASSARI Pasqua povera a tavola, la crisi frena la spesa

1 Aprile 2013, 09:18am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it


 

 

 

 

 

 

421449 341488462636967 1517554003 nINSERITO DA MARCELLA SOTGIA SASSARI. Fedeli alle tradizioni ma attenti al portafoglio. L’agnello non mancherà nelle tavole pasquali dei sardi. Ma invece della “bestia” intera in bellavista, ci saranno dei più economici “quarti”. Colpa della crisi che costringe le famiglie a modificare, spesso radicalmente, le abitudini alimentari. Più della cifra mensile prudentemente pianificata le famiglie non possono permettersi di spendere. E a questo proposito è curioso notare come alla cassa dei supermercati, sempre più spesso, si usino i contanti invece del bancomat o delle carte di credito. Come dire: abbiamo deciso di spendere un tot di euri settimanali, mettiamo la cifra in un cassetto e spendiamo solo quella, non possiamo permetterci di farci prendere dalle tentazioni. Per cui la “plastic money” si lascia a casa e non si sbaglia.

«In generale la spesa alimentare delle famiglie è diminuita in valore – conferma Rinaldo Carta, vice presidente nazionale della catena Sisa – e la spesa mensile del non food supera quella del food. Diminuiscono anche le presenze degli utenti al supermarket. Chi prima faceva tre visite settimanali, spendendo, poniamo, 10 euro per volta, ora viene solo due volte, spendendo 13 euro per volta. Alla fine della settimana invece di spendere 30 euro, se ne sono spesi 26».

Ma non basta. Un’abitudine che sta prendendo piede in molti centri è quello che riguarda il pane. Alla fine della giornata il pane invenduto viene ritirato dal fornaio che lo ha fornito al centro commerciale. Prima quel pane raffermo veniva trasformato e rivenduto come pane grattugiato. Ora molti fornai vendono il pane del giorno prima a 1 euro al chilo (meno di un terzo del prezzo del pane fresco).

Ma torniamo agli agnelli. Già, quanti agnelli si producono nella nostra isola? Uno più, uno meno siamo intorno al milione e duecentomila capi, la stessa quantità dello scorso anno. Con una differenza: aumentano il numero dei capi con certificazione di tutela “Agnello di Sardegna Igp”. «Nel 2010 erano 78 mila – dice Battista Cualbu, allevatore e presidente regionale di Coldiretti – nel 2012 gli agnelli sardi Igp erano 320 mila. Certo, siamo a un quarto rispetto alla produzione complessiva della Sardegna. Ma la quantità è in grande aumento, anche se la cifra ufficiale deve essere data da Laore, l’ente certificatore regionale. Tra l’altro devo dire che questa lentezza burocratica penalizza gli allevatori nella riscossione dei premi previsti dalle norme europee».

I prezzi. Gli agnelli vivi vengono pagati 5 euro al chilo agli allevatori. Sul banco di vendita il prezzo finale si aggira, normalmente, sopra gli 8 euro al chilo. Questo, ovviamente, nel periodo di maggior consumo (Pasqua e Natale). Se la domanda è minore i prezzi calano (sia all’ingrosso che al dettaglio) di almeno un euro.

Come è possibile, allora, che in questo periodo, nell’isola, si trovi della carne d’agnello a meno di 8 euro? Due le risposte: o si tratta di offerte che funzionano come “prezzi civetta” per attirare i consumatori nei supermercati e centri commerciali, «oppure – dice Battista Cualbu – si tratta di agnelli che non solo non hanno la certificazione Igp ma non sono neanche sardi. Anche quest’anno, purtroppo, arrivano in Sardegna agnelli da fuori, spesso dall’Europa dell’Est, in prevalenza Romania e Bulgaria. Soprattutto in periodi come questo le autorità farebbero bene a intensificare i controlli per evitare che i consumatori sardi oltre a un danno economico possano avere anche altri tipi di problemi, come quelli della salute».

E a proposito di esportazioni è bene ricordare che permane, a causa della peste suina, il blocco dell’export dei porcetti e dei salumi sardi. Anche per questo molti dei suinetti in vendita, anche in questo periodo, nell’isola, vengono dalla Spagna e dall’Olanda. Per questo Coldiretti invita i consumatori a verificare la provenienza e la tracciabilità dei cibi che arrivano a tavola. Tra tante notizie negative, una positiva. Anche se con molte difficoltà, continua con successo l’export degli agnelli sardi verso la Spagna. Come tutti gli agnelli Igp hanno un peso compreso tra i 5 e gli 8 chili.

FONTE DI PASQUALE PORCU LA NUOVA SARDEGNA

Leggi i commenti

SARDEGNA NEWS Si sveglia in piena notte e c’è un uomo nel suo letto

1 Aprile 2013, 09:13am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it


 

 

 

 

 

 

421449 341488462636967 1517554003 nINSERITO DA MARCELLA SOTGIA SASSARI. L’ultima nottata è stata anche la più movimentata. Dramma sfiorato nel centro di accoglienza di via Duca degli Abruzzi, che nel gennaio scorso il Comune aveva messo a disposizione di cinque associazioni di volontariato cittadine perché offrissero un letto ai clochard sassaresi nelle gelide notti invernali.

L’altra notte nei locali sono intervenute le forze dell’ordine e una équipe del 118. È successo dopo che uno degli ospiti, un cardiopatico che da qualche notte trovava riparo nell’ex distretto militare di Sassari, è stato svegliato di soprassalto da un altro compagno che pare si fosse infilato nel suo letto con intenzioni inequivocabili. L’oggetto delle attenzioni particolari ha reagito scacciando il “visitatore”, ma si è spaventato moltissimo e ha avuto un malore. L’uomo è stato soccorso da una équipe del 118 che lo ha portato al pronto soccorso dell’ospedale Santissima Annunziata.

In via Duca degli Abruzzi è arrivata anche una pattuglia di carabinieri, chiamati dai due volontari che presidiavano il centro per aiutarli ad allontanare il clochard molestatore. L’uomo, un sassarese che da qualche anno ha deciso di vivere in strada, non voleva sentire ragioni e avrebbe anche aggredito fisicamente uno dei volontari, il quale non ha però voluto sporgere denuncia nei suoi confronti. Il movimentato episodio ha seminato agitazione tra gli ospiti che trascorrevano la notte nei locali. La calma è tornata solo dopo le due, quando il protagonista dell’episodio è stato convinto ad andarsene. Non era la prima volta che nel centro di accoglienza si verificavano problemi: qualche scazzottata e parole grosse.

Le associazioni che si sono fatte carico della gestione del dormitorio – Guardian Angel’s, Caritas, volontariato vincenziano, Alfa1 e Casa della fratermna solidarietà – spiegano che turbolenze e scontri sono normali quando metti insieme persone tanto diverse e poco propense ad accettare le regole. E in 61 notti, tante ne sono passate dall’apertura del centro comunale, nei locali ci sono stati oltre novecento pernottamenti. I 35 posti letto (che diventavano 40 nelle nottate più fredde) sono stati occupati da italiani, magrebini, romeni, tossicodipendenti. Uomini senza più una casa e una famiglia. I volontari hanno offerto a tutti la cena (nei giorni feriali venivano preparate dalla Caritas, la domenica e nei giorni festivi dalle vincenziane) e un letto caldo.

L’esperienza comunque è arrivata al capolinea.

Oggi, com’era previsto fin dalla sua apertura, il centro di accoglienza chiude i battenti. Le associazioni restituiranno le chiavi al Comune che destinerà ad altri usi l’ex distretto militare. Non si sa se e quando l’ente locale tornerà ad affrontare il problema della necessità di un centro stabile di accoglienza dei senza tetto. Le richieste di aiuto registrate nei due mesi durante i quali i locali di via Duca degli Abruzzi sono rimasti aperti dimostrano che in città l’emergenza esiste. La buona volontà delle decine di volontari che mettono il proprio tempo libero a disposizione degli emarginati è la risposta concreta di una città capace di accogliere, ma la disponibilità dei singoli non può bastare.

La collaborazione tra il Comune e i sodalizi che si occupano delle fasce sociali più deboli continua, con nuovi progetti e proposte che arrivano da chi conosce bene la situazione. I problemi dei senza tetto non finiscono con l’emergenza freddo, come sanno bene in Comune e nelle sedi delle associazioni di volontariato.

DI DANIELA SCANO FONTE LA NUOVA SARDEGNA

Leggi i commenti

CIOCIARIA NEWS Villa S. Lucia. Consiglio comunale: le dichiarazioni del sindaco

30 Marzo 2013, 11:59am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://ciociaria.ogginotizie.it/GUI/file_contenuti/538953_villa%20s%20l.jpg

 

378476 2965150531479 1343120727 33169004 728182695 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Villa Santa Lucia - Si è tenuta, nel pomeriggio di giovedì 28 marzo, la seduta del Consiglio comunale di Villa Santa Lucia. Ad illustrarne le risultanze, il sindaco della cittadina del cassinate Antonio Iannarelli. “Ci sono molti aspetti sicuramente positivi da evidenziare circa l’ultima seduta del Consiglio comunale – ha spiegato il sindaco Iannarelli - In primo luogo è stata recepita, e fatta propria dall’assise, la petizione di firme del Comitato “Per il Bene Comune” avverso il rilascio delle autorizzazioni a favore della Vodafone Omnitel per l’installazione di un impianto SRB in località “S. Scolastica”. Un ulteriore strumento di pressione verso la società telefonica per farla recedere dall’intenzione di installare antenne nel nostro territorio. Sono convinto che la sinergia tra il comitato cittadino e l’amministrazione comunale, che nominerà un legale per affrontare nella sede idonea la problematica, possa contribuire al raggiungimento del comune obiettivo di impedire il posizionamento delle antenne, facendo ragionare l’azienda e convincendola a intraprendere strade alternative che salvaguardino insieme, sia gli interessi del gestore telefonico, ma soprattutto la salute della nostra comunità. Strade diverse, e mi riferisco a siti diversi per l’installazione, ci sono, dunque si può trattare e risolvere la questione. Secondo aspetto positivo riguarda il punto all’o.d.g sul rendiconto di gestione 2012. Abbiamo potuto illustrare i risultati di una gestione della cosa pubblica, in particolare delle casse comunali, sicuramente virtuosa. Non certo un giudizio di parte, ma, trattandosi di numeri, un risultato certificato dalle carte e dagli addetti finanziari e dal Revisore dei Conti. Per il 2012 l’avanzo applicato risultante dalla nostra gestione è pari a Euro 206.848.,01. A tale cifra vanno ad aggiungersi altri Euro 59.294,96, come disponibilità di cassa. Senza contare ulteriori Euro 100.000,00 in entrata per il fotovoltaico e utilizzati per non aumentare le tasse ai cittadini e per realizzare diverse opere ed interventi pubblici. E’ spiacevole che le minoranze non abbiano compreso l’importanza di tale punto per la gestione comunale e della cittadinanza, per il quale hanno votato contro e vista l’assenza della consigliera Anna Pelagalli tale punto è risultato infruttuoso (sei voti favorevoli e sei contrari), sicuramente tale punto sarà oggetto di un nuovo passaggio in consiglio comunale, considerato che è il conto consuntivo 2012 per legge deve essere approvato, e lo stesso non è suscettibile di modifiche da parte degli organi politici, si è pertanto persa solo un’occasione. Tale attenzione alla salvaguardia del bilancio, è stata determinata anche dall’aver acceso solo un mutuo di contro agli otto mutui accesi dalla precedente amministrazione ed è stata accompagnata da una costante e continua opera di sviluppo del paese, attraverso una quinquennale stagione di lavori pubblici che, di fatto, ha trasformato e migliorato urbanisticamente il paese. Ci siamo impegnati in una certosina opera di verifica dei residui di bilancio, mai attenzionati nel passato, che hanno permesso l’emergere di un tesoretto che abbiamo utilizzato per unire, insieme, crescita e servizi e mantenere in salute i conti pubblici. Infatti, compito di un’amministrazione capace e attenta alla propria comunità, è proprio quello di garantire questi due parametri: governare lo sviluppo, intervenendo con opere pubbliche, garantendo servizi, tutelando ambiente e attività produttive, il tutto con un occhio vigile al bilancio. Occhio vigile che significa utilizzare al meglio le risorse e non andare mai sotto la soglia di rischio per la tenuta finanziaria. Sottolineo questo aspetto, per ribadire che una pubblica amministrazione deve utilizzare i soldi che ha in bilancio per la propria comunità, non tenerli dormienti per incapacità di saperli spendere. Dico questo, perché è il dato che si evidenzia, spulciando i numeri degli ultimi rendiconti finanziari. Oltre ai dati 2012 già evidenziati, l’attuale amministrazione può vantare chiusure in attivo anche nel 2011, Euro 234.727,77; nel 2010, 276.376,56; nel 2009, 309.109,86 e nel 2008, 296.590,44. A questi risultati, va confrontato l’avanzo ereditato nel 2007, di 353.794,09. Paragonando i due momenti storici è facile concludere che ora si mantengono conti in ordine e si fanno opere pubbliche, prima non si era capaci di spendere ciò che si aveva in cassa. Proprio da questa incapacità, prendo spunto per evidenziare l’ultimo aspetto emerso nella seduta del Consiglio: la sterilità assoluta della minoranza, che ha sollevato questioni e polemiche speciose e inutili, su scuola, servizi, attività produttive, a cui è stato semplice replicare. Tutto quello che hanno lamentato, in realtà, è stato realizzato. Forse fanno finta di non vederlo, oppure vivono in una realtà parallela, quella stessa realtà che fa immaginare loro di potere vincere le elezioni. Ricordo loro, per destarli da questo sonno, il titolo di un film degli anni sessanta, “I sogni muoiono all’alba”. In questo caso, più che all’alba, moriranno al tramonto, quello del 27 maggio prossimo: dopo che saranno state aperte le urne e sarà chiaro il risultato elettorale stabilito dalla volontà popolare”.

FONTE CIOCIARIA NOTIZIE 

30 MARZO 2013

Leggi i commenti

TOSCANA NEWS LIVORNO Cavo teso sulla strada come una ghigliottina: ferito scooterista

30 Marzo 2013, 11:16am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://iltirreno.gelocal.it/polopoly_fs/1.6793568.1364631303!/image/image.jpg_gen/derivatives/landscape_250/image.jpg

 

378476 2965150531479 1343120727 33169004 728182695 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Giallo in via Roma: l’uomo ha raccontato di essersi trovato di fronte una corda ad un metro e mezzo d’altezza sull’asfalto LIVORNO. «Stavo percorrendo via Roma, verso piazza Attias con il mio scooter. Erano circa mezzanotte di giovedì quando all’altezza del negozio “Universo sport” mi sono trovato di fronte una specie di corda fissata da entrambi i lati della strada, sarà stata a circa un metro e mezzo da terra, era all’altezza della gola. Per fortuna andavo piano, altrimenti le conseguenze sarebbero state peggiori». È questo quello che ha raccontato alla polizia un livornese di una quarantina d’anni che l’altra sera ha chiamato il 113 raccontando la disavventura della quale era stato protagonista. Ieri mattina la denuncia contro ignoti è finita sulla scrivania del pubblico ministero Giuseppe Rizzo che l’ha letta, catalogandola sotto l’ipotesi di reato delle lesioni personali colpose e ha disposto ulteriori accertamenti. A cominciare dalle eventuali telecamere che ci sono tra via Roma e il primo tratto di via Cambini e che potrebbero aver immortalato alcune passaggi interessanti per risalire all’autore o più probabilmente agli autori di quello che sembra uno scherzo di cattivo gusto che poteva finire con lesioni molto più serie. Non è escluso che i responsabili, dopo aver fissato la corda sia voluto restare nei paraggi, magari nascosto dietro ai cassonetti della spazzatura, per assistere alle conseguenze del loro gesto. Anche per questo, molto probabilmente, nei prossimi giorni l’uomo che è stato vittima dello scherzo sarà ascoltato di nuovo e in maniera più approfondita dagli inquirenti. L’appello che arriva da chi indaga è semplice: «Visto che la strada è abbastanza trafficata, anche di notte, se qualcuno ha visto movimenti strani oppure se ha notato qualcuno mettere il cavo, è pregato di presentarsi per raccontare ciò che sa».

FONTE IL TIRRENO

30 MARZO 2013

Leggi i commenti

SEZIONE SICILIA NEWS PALERMO Blitz al cimitero, assenteismo «mortale» Mancano 22 dipendenti su 22

30 Marzo 2013, 11:08am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/campania/media/foto/2013/03/29/Leoluca-Orlando--140x180.jpg?v=20130329225152

 

378476 2965150531479 1343120727 33169004 728182695 nINSERITO DA ANGELA CECERE

È accaduto a Rotoli, il più grande di Palermo Il sindaco Leoluca Orlando: «Danno alla città» PALERMO - Quando l'assessore è arrivato al cimitero dei Rotoli, il più grande di Palermo, è rimasto di stucco: nessuno dei 22 addetti alla manutenzione del verde era al lavoro, eppure i turni erano chiari. Il sindaco Leoluca Orlando ha disposto subito una verifica. Ora rischiano sanzioni, anche il licenziamento. A sventare l'ammutinamento ingiustificato dei «pulizieri» è stato Luciano Abbonato, delega al Bilancio. «L'assessore - scrive in una nota il Comune - ha convocato sul posto i tre dirigenti responsabili dei diversi servizi coinvolti Cimiteri, Verde e Manutenzioni; hanno constatato l'effettiva assenza dei dipendenti, apparentemente del tutto ingiustificata». SOLO IN SEI - Dopo circa un'ora, 6 dipendenti su 22 si sono presentati affermando di «essere stati impegnati in altre attività di servizio». Il sindaco ha chiesto e subito ricevuto una relazione da Abbonato, e disposto una immediata verifica da parte degli uffici, cui ha chiesto «che per tutti i lavoratori che risultassero assenti o ritardatari senza giustificazione siano applicate le sanzioni previste dal contratto, senza alcuna attenuante». «Dieci anni di amministrazione assente - dice il sindaco Orlando - sembrano avere educato qualche lavoratore all'assenza e al non rispetto dei propri doveri verso la città e i cittadini. Anche loro dovranno capire e adattarsi al fatto che è cambiata la musica e che simili comportamenti non saranno tollerati». «Questi comportamenti - conclude il sindaco - creano un danno alla città e costituiscono un insulto alla professionalità e alla dedizione con cui la stragrande maggioranza dei dipendenti comunali svolge quotidianamente il proprio lavoro».

Fonte Ansa

30 MARZO 2013

Leggi i commenti

PUGLIA CALABRIA NEWS TARANTO «Se condannano Cosima e Sabrina giuro che la faccio finita»

30 Marzo 2013, 10:50am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/campania/media/foto/2013/03/30/misseri--180x140.jpg?v=20130330101331

 

378476 2965150531479 1343120727 33169004 728182695 nINSERITO DA ANGELA CECERE

So già come fare. Ho una bottiglia in casa Loro mi mancano, soffro tanto di solitudine» Michele TARANTO - La residenza dei Misseri in Via Deledda è troppo grande per un uomo solo. Le ampie stanze con gli arredi che tradiscono l’assenza prolungata di una donna sono abitate da quasi due anni da Michele Misseri che lotta per un’impresa ardua: liberare dalla prigionia la moglie Cosima e la figlia Sabrina, accusate di avere ucciso la nipote Sarah Scazzi, e farsi arrestare per l’omicidio di Sarah Scazzi. Lui prefigura così l’esito finale del processo: «Alla fine - dice - ci saranno quattro innocenti in galera e un colpevole fuori e io a quel punto la farò finita». Ad essere condannate ingiustamente, secondo il contadino di Avetrana, saranno Sabrina e Cosima per l’omicidio e Carmine Misseri e Cosimo Cosma, fratello e nipote, per la soppressione del corpo della quindicenne uccisa. A quel punto cosa farà? «Aspetterò sino alla Cassazione e se anche lì non mi crederanno allora la farò finita, so già come devo ammazzarmi, ho ancora la bottiglietta in cantina. Non sopporterei ancora una vita di solitudine in questa casa. Questa per me non è più vita già adesso, figuriamoci dopo. Ho perso l’unico fratello che mi voleva bene, Salvatore, e con le famiglie dei miei fratelli e sorelle che vivono a Manduria ho chiuso ogni rapporto». Qui in paese ha delle frequentazioni? Degli amici? «Pochissimi, tutti mi scansano, dicono che dovrei marcire in galera ma io che ci posso fare se i magistrati non mi credono?» Se anche riuscirà a farsi arrestare, sua moglie e a sua figlia la perdoneranno mai? «Cosima si. Già quando veniva in carcere mi aveva perdonato. Sabrina non lo so. Forse come dice giustamente Valentina, l’altra mia figlia, lei mi perdonerà di tutto ma non di avere ucciso Sarah». Sua figlia Valentina le dà conforto? «Meno male che ho lei. Però per colpa della gente non ci vediamo perché lei vive a Roma e quando viene ad Avetrana evitiamo di incontrarci spesso perché dicono che è lei che mi manovra». Quanto le mancano sua figlia e sua moglie? «Mi mancano tanto, quando vado al processo le vedo di spalle, loro non si girano mai, solo qualche volta Sabrina mi ha lanciato degli sguardi veloci. Vorrei poterle abbracciare. Con il mio avvocato stiamo decidendo di chiedere un colloquio in carcere, però dopo la sentenza sennò dicono che mi suggeriscono cosa devo dire». Signor Misseri, come ha vissuto le ore e i giorni successivi all’uccisione di Sarah? «In quei giorni io stavo morendo, avevo deciso di avvelenarmi poi ho pensato che se l’avessi fatto nessuno avrebbe saputo la verità e il corpo di quell’angelo biondo sarebbe rimasto per sempre in quel pozzo. Nessuno mi capiva, piangevo, non mangiavo, dimagrivo, mi rifiutavo di vedere la televisione, ma nessuno si chiedeva cosa avessi. Sabrina qualche volta si è accorta che piangevo ma non è mai venuta a dirmi: papà ma che hai? Forse se me lo avessero chiesto avrei detto tutto a loro. La prima notte non ho dormito. Mi alzavo sempre da quella sdraio e uscivo fuori in giardino, poi rientravo e uscivo di nuovo. Volevo morire, stavo impazzendo, mi dicevo, ma cosa ho fatto? Possibile che è successo proprio a me? Volevo farmi scoprire ma non ci riuscivo, la vergogna era troppo forte per ciò che avevo fatto. Ero e sono da solo, sin da bambino lo sono stato. A sei anni mio padre mi ha dato alle masserie per lavorare. A otto anni poi quella brutta storia che non ho mai detto a nessuno, nemmeno a mia moglie. Sotto quell’albero sono stato legato e qualcuno, un parente di mio padre, mi ha fatto delle cose che non posso dire».

FONTE CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

30 MARZO 2013

Leggi i commenti

SEZIONE SICILIA NEWS Partori' in coma, riprende conoscenza Primario, passo avanti ma lontani da soluzione problema

29 Marzo 2013, 12:23pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it



 
Partori' in coma, riprende conoscenza397292 104896189669319 1023336315 n INSERITO DA MICHELE PAPPACODA - CATANIA, 29 MAR - Ha ripreso l'attivita' cognitiva, dopo che i medici hanno sospeso nei suoi confronti l'autosedazione, G.I., la donna di 33 anni che il 16 marzo scorso a Catania in coma aveva partorito una bambina, con taglio cesareo, nel reparto rianimazione dell'ospedale Garibaldi, dove era ricoverata per emorragia celebrale. La notizia e' pubblicata dal quotidiano 'La Sicilia'. ''Un passo avanti e' stato fatto - ha detto il primario Sergio Pintaudi - ma siamo ben lontani dalla soluzione del problema''.
ANSA

Leggi i commenti

PUGLIA E CALABRIA NEWS Ferrovie:sassi su binari,nessun ferito A Trani,danni a locomotiva. Analogo caso due giorni prima

29 Marzo 2013, 12:20pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it



 
Ferrovie:sassi su binari,nessun ferito397292 104896189669319 1023336315 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA  - TRANI,  - Due episodi di sassi sui binari si sono registrati in Puglia negli ultimi tre giorni - informa Trenitalia - con danni a una locomotiva per circa 2.300 euro e nessuna conseguenza per le persone. Un episodio e' avvenuto ieri in prossimita' della stazione di Trani. Sconosciuti hanno posto sassi tra le rotaie causando danni ad un convoglio regionale in transito. Un episodio analogo, sullo stesso tratto di linea, si era verificato due giorni prima al passaggio del treno regionale Foggia-Bari.
ANSA

Leggi i commenti

PUGLIA E CALABRIA NEWS Due delfini trovati morti in Calabria Da inizio anno recuperate 15 carcasse cetacei su costa tirrenica

29 Marzo 2013, 12:16pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it



 
Due delfini trovati morti in Calabria397292 104896189669319 1023336315 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA  - VIBO VALENTIA,  - Due carcasse di delfino della specie Stenella sono state trovate dalla guardia costiera sul litorale tirrenico di Curinga, nel catanzarese. Le autorita' sanitarie hanno prelevato alcuni organi per accertare la causa della morte. Nei giorni scorsi, infatti, un altro delfino del tipo Grampo grigio e' stato trovato morto. Complessivamente, dall'inizio dell'anno, sono stati 15 i cetacei morti, in prevalenza delfini, trovati sul versante tirrenico della Calabria.
ANSA

Leggi i commenti