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news italia e dal mondo

SEZIONE SICILIA NEWS Acqua, a Palermo si torna alla gestione pubblica

5 Aprile 2013, 11:52am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/campania/media/foto/2013/04/05/acqua--180x140.jpg?v=20130405121134

 

378476 2965150531479 1343120727 33169004 728182695 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Si concretizza uno degli impegni assunti in campagna elettorale da Orlando PALERMO – La gestione dell'acqua a Palermo sarà di nuovo pubblica. Così uno degli impegni assunti in campagna elettorale da Leoluca Orlando si concretizza. L'amministrazione comunale, dopo il varo di una apposita delibera di giunta, ha avviato il processo di "ri-pubblicizzazione" mettendo in moto il procedimento di trasformazione dell'Amap, l'attuale azienda di diritto privato che gestisce il servizio idrico, in un'«azienda speciale di diritto pubblico, improntata a criteri di economicità, efficienza e trasparenza». Un atto importante per la giunta Orlando sia dal punto di vista simbolico, visto il precedente dei referendum sull'acqua pubblica, che sul piano dei contenuti. BENE ESSENZIALE - «È acclarato – fanno sapere dalla giunta - che l’acqua è un bene essenziale ed insostituibile per la vita, e pertanto, la disponibilità e l’accesso all’acqua potabile, nonché all’acqua necessaria al soddisfacimento dei bisogni collettivi, costituiscono un diritto inviolabile che può, a giusto titolo, essere individuato fra quelli tutelati all’articolo 2 della Costituzione». Una scelta dettata ma soprattutto motivata anche dalle pronunce del Parlamento Europeo e dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite che «hanno affermato la non assoggettabilità delle risorse idriche alle logiche di mercato interno, ribadendo, peraltro, il diritto di accesso all’acqua quale diritto fondamentale di ogni persona», sia sul piano ambientale, ricordando che «l’acqua è un bene tendente ad esaurirsi, pur essendo rinnovabile e da ciò discende la necessità di un uso responsabile, consapevole, affinché possa essere reso disponibile per le generazioni future». ORLANDO - Per la Giunta è necessario che «l'Amministrazione comunale si faccia garante del principio dell'accesso all'acqua per tutti e che siano quindi posti in essere i conseguenti interventi di natura amministrativa». «Quello che compiamo – spiega il sindaco Leoluca Orlando - è un passo importante per sancire due principi cardine dell'azione amministrativa della nostra Giunta: il primo è che il volere dei cittadini espresso con il referendum del 2011 è volere sovrano e va rispettato a tutti i livelli istituzionali; il secondo principio è quello intrinseco nell'atto che oggi abbiamo approvato e cioè che l'acqua va riconosciuta, valorizzata e tutelata come bene comune e l'accesso all'acqua va garantito come diritto fondamentale non sottoposto alle leggi del mercato. In questo senso avevo assunto un impegno preciso con gli elettori; impegno che oggi si avvia a compimento col confronto che avremo in Consiglio comunale». Fonte Italpress

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

05 AORILE 2013

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PUGLIA CALABRIA NEWS LECCE Piano città entra nella fase operativa A Lecce un investimento di 8,3 milioni

5 Aprile 2013, 11:45am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/campania/media/foto/2013/04/05/le.jpg?v=20130405122457

 

378476 2965150531479 1343120727 33169004 728182695 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Tra le opere in progetto nel capoluogo salentino la ristrutturazione dell'ex monastero degli Agostiniani LECCE - Dopo la selezione delle proposte di riqualificazione urbana il Piano città entra nella sua fase operativa con il concreto e immediato avvio dei cantieri e dei lavori. Sono stati, infatti, firmati i primi tre «Contratti di Valorizzazione Urbana» atti con i quali le Amministrazioni locali hanno individuato, nel dettaglio, gli interventi da realizzare e hanno assunto l'impegno tecnico-finanziario per la loro esecuzione. Ad annunciarlo è il ministero delle Infrastrutture e Trasporti in una nota. Tra i primi contratti rientra la città di Lecce (poi anche L'Aquila e Potenza) che a breve termine potrà ottenere i fondi e provvedere alle gare per l'assegnazione degli appalti necessari per dare corso al previsto processo di rigenerazione e riqualificazione urbana. IL PROGETTO A LECCE - Nel capoluogo salentino con un investimento di 8,3 milioni di euro, si completerà la ristrutturazione dell'ex monastero degli Agostiniani (con il recupero dell'edificio satellite e la sistemazione dell'area esterna a parco pubblico attrezzato) oltre alla realizzazione del ponte su Via del Ninfeo, per garantire il passaggio dei veicoli da e per la stazione ferroviaria. Nel ribadire la grande velocita' con la quale le amministrazioni sono riuscite a dare risposte concrete nell'attuale difficile situazione economica, il Vice Ministro per le Infrastrutture e i Trasporti Mario Ciaccia sottolinea che «i finanziamenti destinati al Piano città (per un totale di 318 milioni di euro) saranno in grado di movimentare complessivamente 4,4 miliardi di euro di investimenti nelle aree urbane, relativi sia a fondi pubblici che a investimenti privati. Il Piano città - conclude Ciaccia - ha intercettato un bisogno diffuso di rigenerazione urbana e favorirà l'apertura di nuovi cantieri: per questo merita di essere rifinanziato dal prossimo governo e di essere posto tra le priorità per favorire opportunità di sviluppo».

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

05 APRILE 2013

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PUGLIA CALABRIA BARI Agguato a pochi passi dal mercato ucciso Giacomo Caracciolese VIDEO

5 Aprile 2013, 11:35am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://images.corrieredelmezzogiorno.corriereobjects.it/campania/media/foto/2013/04/05/bari_sparatoria--401x175.JPG?v=201304051047

 

378476 2965150531479 1343120727 33169004 728182695 nINSERITO DA ANGELA CECERE

La vittima aveva 32 anni, sorvegliato speciale Il delitto segna l'inizio di una nuova guerra di mala BARI - Omicidio questa mattina intorno alle 9 e 30 a pochi passi dalle bancarelle del mercato in via Dei Mille con angolo via de Napoli, cuore del quartiere San Pasquale. Nell'agguato è stato assassinato Giacomo Caracciolese, 32 anni, sorvegliato speciale con obbligo di soggiorno. Sul posto sono intervenute pattuglie della polizia, vigili urbani e un'ambulanza che ha soccorso una donna colta da malore per lo choc. LA DINAMICA - Da una prima ricostruzione dei fatti, sembra che i sicari a volto scoperto arrivati in sella ad una potente motocicletta, abbiano sparato una pioggia di proiettili: da chiarire se sia stata usata una pistola o una mitraglietta. La vittima stava camminando a piedi e abitava ad un isolato di distanza dal luogo in cui è stata uccisa. Il padre è stato uno dei primi ad accorrere sul posto perché ha una bancarella di frutta e verdura al mercato di via dei Mille. Sul posto alla spicciolata sono arrivati anche gli altri familiari del 32enne che continuano a urlare vendetta: «Assassini, la pagherete». La zona è stata transennata e la strada chiusa al traffico per consentire i rilievi della polizia scientifica. LA VITTIMA - Per gli investigatori Caracciolese era il presunto boss del rione San Pasquale in guerra con la cosca dei Diomede. Il 32enne è sospettato di avere avuto un ruolo in diverse azioni criminali e anche omicidi: era il principale sospettato dell'omicidio di Alessandro Marzio, un ragazzo di 21 anni freddato nel 2011 con 10 colpi di pistola sempre al rione San Pasquale. Fu coinvolto nell’omicidio di Orazio Porro avvenuto il 25 marzo del 2009 sempre nella stessa zona e successivamente assolto dalla Corte di Assise per non aver commesso il reato. La Procura (la pm Elisabetta Pugliese aveva chiesto la condanna a trent'anni) invece, aveva individuato proprio in lui il killer del pregiudicato Porro, ex boss del quartiere, poi diventato collaboratore di giustizia. IL MOVENTE - Il delitto di Giacomo Caracciolese apre nuovi scenari al rione San Pasquale e, con ogni probabilità, segna l'inizio di una nuova guerra di mala con il clan Diomede. Una guerra che negli ultimi cinque anni è stata segnata da omicidi (avvenuti quasi sempre in pieno giorno tra la gente) e ferimenti tra le due cosche per il predominio del territorio e il controllo dei traffici illegali. Droga ed estorsioni innanzitutto. IL SINDACO DI BARI CHIEDE INCONTRO CON MINISTRO CANCELLIERI - «L’omicidio di Giacomo Caracciolese, che appare collegato al traffico di sostanze stupefacenti nel quartiere San Pasquale ed è probabilmente connesso con precedenti fatti di sangue avvenuti nello stesso quartiere - dice Michele Emiliano - conferma le preoccupazioni che ho più volte manifestato negli ultimi anni in ordine al riaccendersi del sistema della criminalità organizzata barese, che torna sulla scena più moderna, feroce e spietata che mai. Il consumo di sostanze stupefacenti, in particolare cocaina, si mantiene elevato nonostante la profonda crisi economica, e le numerose scarcerazioni degli esponenti delle principali famiglie della camorra barese determinano un quadro che deve trovare una risposta forte e inequivocabile da parte di tutte le istituzioni. È doveroso dunque incoraggiare e ringraziare le Forze dell’ordine e la Magistratura chiamate ancora una volta, nonostante l’insufficienza degli organici, a costituire il primo baluardo nei confronti della ripresa di questi fenomeni. Per non lasciarle sole è dunque necessario che il Governo della Repubblica e il Consiglio Superiore della Magistratura agiscano con rapidità per rafforzare il controllo del territorio e per assicurare ai reparti investigativi, e alle Forze dell’ordine in generale, le risorse economiche, umane e materiali per poter svolgere appieno il loro lavoro. Per questa ragione chiederò un incontro immediato al ministro dell’Interno Cancellieri per poter spiegare meglio le condizioni nelle quali le Forze dell’ordine sono chiamate ad operare. Chiederò inoltre ai sindacati di Polizia di segnalarmi il loro punto di vista e al Prefetto di convocare il Comitato d’ordine e sicurezza pubblica, in modo che possa presentare al ministro un quadro completo della situazione. Ma anche le istituzioni locali e i partiti devono fare la loro parte: il silenzio assordante circa il rinnovato ruolo che la mafia barese ha assunto sul territorio cittadino favorisce il rafforzamento del nostro avversario. Sminuire, omettere, svilire le denunce di chi ha il dovere e il coraggio di chiamare le cose con il loro nome corrisponde a un sostanziale fiancheggiamento. E in vista delle prossime elezioni comunali non dobbiamo consentire alle cosche di infiltrarsi nelle istituzioni. A tal fine - conclude il sindaco - convocherò tutti i segretari cittadini di ogni schieramento per chiedere loro supporto, partecipazione e suggerimenti per affrontare questo difficile momento con l’unico intento di mantenere unita la città, senza distinzione di orientamento politico, nel contrasto alle organizzazioni mafiose».

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

05 APRILE 2013

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NEWS ITALIA E DAL MONDO ROMA IDI, TRE ARRESTI: ANCHE DECAMINADA. "HA RUBATO 4 MILIONI DI EURO DALLE CASSE"

4 Aprile 2013, 12:26pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.leggo.it/LeggoNews/PANORAMA/20130404_decaminada.jpg

 

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ROMA - Con l'accusa di aver effettuato fatture false e un'appropriazione indebita per circa 14 milioni di euro è stato arrestato a Roma padre Franco Decaminada, consigliere delegato dell'Idi fino al dicembre 2011. Insieme a lui, ai domiciliari, la Guardia di Finanza di Roma, ha arrestato anche due imprenditori. Gli imprenditori arrestati su disposizione del gip di Roma sono Domenico Temperini e Antonio Nicolella. Sono tutti accusati di appropriazione indebita ed emissione di fatture false. "HA RUBATO 4 MILIONI" Si aggira intorno ai 4 milioni di euro la somma che padre Franco Decaminada avrebbe distratto dalle casse dell'Idi. È quanto accertato dagli uomini del nucleo di polizia di Tributaria della Guardia di Finanza di Roma nell'ambito dell'operazione «Todo Modo» che ha portato anche all'arresto di altri due imprenditori. «Sono state ricostruite operazioni di prelevamento di denaro contante dalle casse dell'Idi - scrive in una nota la Gdf -, presso il cui ufficio economato confluivano quotidianamente gli incassi giornalieri dell'intero comparto Idi-Sanità». A titolo «di asseriti e non documentati 'rimborsi spesè o, più frequentemente, addirittura senza alcuna formale giustificazione: Padre Decaminada risulta essersi appropriato di oltre 2,1 milioni di euro», mentre Temperini ha effettuato prelievi non giustificati per oltre 250 mila euro. Decaminada, in totale, ha accumulato circa 4 milioni di euro: almeno 2,1 milioni li ha prelevati direttamente, in contanti, dalle casse della Provincia Italiana ed altri 1,8 milioni gli sono giunti da una serie di società «che ne hanno schermato la reale destinazione con una serie di fatture false emesse da un'altra società, rappresentata dal responsabile pro tempore del settore commerciale dell'Idi». SEQUESTRATO IMMOBILE IN TOSCANA La guardia di Finanza del comando provinciale di Roma, che stamani ha eseguito gli arresti di padre Franco De Caminada, che ha ottenuto i domiciliari, e di due imprenditori, ha sequestrato un immobile in Toscana, acquisito - secondo quanto si è appreso - con fondi distratti dall'Istituto dermatologico italiano. Da questa mattina sono in corso anche 14 perquisizioni sia a Roma sia in altre città.

LEGGO.IT

04 APRILE 2013

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NEWS ITALIA E DAL MONDO VARESE PREZZI DELLA BENZINA GONFIATI, INCHIESTA SULLE COMPAGNIE. IL PM: "I PIÙ ALTI D'EUROPA"

4 Aprile 2013, 12:21pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.leggo.it/LeggoNews/PANORAMA/20130404_prezzi-gonfiati.jpg

 

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VARESE - Le compagnie petrolifere Shell, Tamoil, Eni, Esso, Total Erg, Q8 e Api sono coinvolte in un'inchiesta della Guardia di Finanza e della procura di Varese sull'illecito aumento dei prezzi dei carburanti. I reati ipotizzati sono rialzo e ribasso fraudolento dei prezzi sul mercato, manovre speculative su merci e truffa. L'indagine, iniziata un anno fa in occasione del continuo rialzo dei prezzi della benzina, è scaturita da un esposto del Codacons e ha consentito di accertare l'esistenza di un rialzo ingiustificato da parte delle compagnie, attraverso una serie di manovre speculative. I militari del nucleo di polizia tributaria di Varese hanno prima ricostruito le dinamiche che concorrono alla formazione del prezzo dei prodotti petroliferi ed hanno esaminato la documentazione acquisita presso le compagnie e riguardante l'origine e l'andamento dei prezzi per ricostruire le variazioni in aumento e diminuzione nel periodo gennaio 2011 al marzo 2012. Per accertare i reati sono stati anche esaminati i documenti relativi alle istruttorie aperte dall'Authority per la Concorrenza e il Mercato e dal ministero dello Sviluppo economico. Nel corso dell'indagine si è inoltre proceduto al raffronto con i prezzi praticati negli altri paesi dell'Ue nello stesso periodo, rilevando prezzi medi in Italia maggiori della media. Gli accertamenti dei finanzieri hanno consentito di accertare che la causa principale dell'aumento dei prezzi è attribuibile al ruolo rilevante dei fondi di investimento in commodity (materia prime come petrolio, rame, argento, oro…) e gli ETF sul petrolio (fondi indicizzati quotati in borsa, in tempo reale, come semplici azioni) che, risultando fortemente influenzati da azioni speculative, da un lato hanno attratto investitori in grado di determinare un aumento del prezzo del petrolio pur restando estranei al suo mercato reale, e dall'altro hanno determinato un intervento speculativo da parte delle compagnie petrolifere attraverso operazioni finanziarie con strumenti di finanza derivata finalizzati al mantenimento di prezzi elevati sui mercati del greggio di loro proprietà ai fini di una definizione conveniente dei prezzi dei carburanti praticati alla pompa. "PREZZO PIU' ALTO D'EUROPA". Dalle indagini della Guardia di Finanza di Varese è emerso che il prezzo della benzina in Italia è il più alto d'Europa e il nostro Paese è seguito da Cipro e Malta. Lo ha spiegato il procuratore di Varese Maurizio Grigo a proposito dell'inchiesta riguardante sette compagnie petrolifere. INCHIESTA A ROMA E MILANO Il Gip del tribunale di Varese, a cui la procura si era rivolta con un'istanza di sequestro, ha riconosciuto l'esistenza dei reati di aumento fraudolento dei prezzi attraverso manovre speculative in danno degli utenti da parte degli organi di vertice delle compagnie petrolifere, ma ha disposto il trasferimento degli atti a Roma e Milano, dove sono le sedi legali delle stesse. "CLASS ACTION". «Dopo l'importante decisione del Tribunale di Varese, che ha chiesto alle Procure della Repubblica competenti di indagare sull'andamento dei prezzi dei carburanti, ravvedendo gravi indizi di reato, il Codacons lancia una class action alla quale possono aderire oltre 34 milioni di automobilisti italiani». È quanto si legge in una nota secondo cui «tutti coloro che negli ultimi 5 anni hanno fatto rifornimento di carburante presso i distributori delle compagnie petrolifere citate dal Gip di Varese (Shell, Tamoil, Eni, Esso, TotalErg, Kuwait Petroleum, Api) possono ora costituirsi parte offesa nel procedimento e avviare l'iter per ottenere un risarcimento in quanto soggetti danneggiati da reato - spiega il Codacons». Questo, rileva l'associazione, «perchè, una volta dimostrata l'alterazione anomala dei listini e l'esistenza di speculazioni atte a mantenere elevati i prezzi di benzina e gasolio, chiunque sia in grado di provare i rifornimenti potrà chiedere un risarcimento per il danno economico subito. Il Codacons fornirà dunque assistenza legale a tutti coloro che vorranno depositare querela di parte offesa: per aderire all'azione è sufficiente seguire le procedure pubblicate sul proprio sito».

LEGGO.IT

04 APRILE 2013

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CIOCIARIA NEWS Arce, un sequestro nell'operazione "Il medico dei pazzi"

4 Aprile 2013, 12:02pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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Finti pazzi per avere la pensione di invalidità. E' scattata in Campania ed è arrivata anche nella nostra provincia l'operazione "Il medico dei pazzi". La polizia di San Giorgio a Cremano, nel napoletano, ha scoperto una truffa all'Inps e denunciato otto persone, tra cui un uomo proprietario di un immobile nel comune di Arce. L'indagine delle forze dell'ordine è nata in seguito a un boom di invalidità civili per disturbi psichici registrate a San Sebastiano al Vesuvio e Massa di Somma, tutte in provincia di Napoli. Secondo quanto accertato, i falsi invalidi venivano convinti con pranzi gratis da un ristoratore sessantanovenne della zona, e dalla possibilità di intascare la pensione di invalidità in cambio di una indennità da versare all'organizzazione criminale. I dati emersi, hanno permesso di recuperare almeno in parte quanto truffato. Tra le denunce scattate, anche quella nei confronti di un uomo proprietario di un immobile ad Arce, sottoposto a sequestro.

CIOCIARIA NOTIZIE

04 APRILE 2013

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CIOCIARIA NEWS CASSINO Frode fiscale da oltre 8 milioni di euro: tre denunce nel cassinate

4 Aprile 2013, 11:56am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://ciociaria.ogginotizie.it/GUI/file_contenuti/542198_gdf%20piu%20auto.jpg

 

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Cassino - Due aziende del cassinate, operanti quali intermediarie per la commercializzazione di autovetture importate da altri paesi dell’U.E., sono rimaste completamente sconosciute al fisco per oltre 5 anni, occultando i propri risultati economici al fisco e sono state scoperte dalle Fiamme Gialle di Cassino. "Tali aziende - si legge in una nota della Guardia di Finanza - hanno svolto la propria attività omettendo i più elementari obblighi tributari ed in particolare non hanno istituito le scritture contabili e non hanno dichiarato gli ingenti ricavi derivanti dalla commercializzazione di autovetture nuove e usate provenienti, in larga parte, da altri paesi europei. L’operatività delle aziende - aggiungono - è stata ricostruita grazie alla collaborazione del collaterale organo tedesco che ha comunicato le cessioni intra-comunitarie effettuate nei confronti delle società italiane verificate, rivelatesi vere e proprie intermediarie tra i cedenti stranieri e gli acquirenti finali italiani. Le medesime indagini svolte nel territorio nazionale dalle Fiamme Gialle hanno permesso di accertare l’effettivo volume d’affari ascrivibile ai contribuenti ed i redditi nascosti al fisco". Al termine delle attività ispettive, la Guardia di Finanza di Cassino, ha proposto alla competente Agenzia delle Entrate di procedere con i recuperi a tassazione di oltre 8 milioni di euro, contestando violazioni all’Iva di oltre 3 milioni di euro ed ha denunciato alle Procure della Repubblica di Roma e Cassino tre persone, responsabili di reati tributari.

CIOCIARIA NOTIZIE

04 APRILE 2013

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TOSCANA NEWS Muore a 26 anni stroncato da una malattia

4 Aprile 2013, 11:52am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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Simone Casapieri era ricoverato nel reparto di Cure palliative. Era malato da anni ma non si era mai dato per vinto Se n'è andato a 26 anni, strappato alla vita da una grave malattia. Simone Casapieri è morto martedì pomeriggio nel reparto di Cure palliative in ospedale dove ha trascorso i suoi ultimi giorni, circondato dall'affetto dei suoi cari, distrutti dal dolore. Era nato il giorno di Ferragosto, quando avrebbe compiuto 27 anni. Studente di informatica, viveva con la famiglia in via Giotto 2 alla Leccia. Era malato da anni ma non si era mai dato per vinto, sorretto dal padre Marcello e dalla madre. La sua energia e la forza d'animo sono ben note ai parrocchiani della chiesa del Rosario in via Mangini dove il giovane faceva il catechista e dove ieri mattina è stata allestita la camera ardente. In tanti si sono recati in chiesa a salutarlo. Poi nel pomeriggio sono stati celebrati i funerali. Una cerimonia molto partecipata a cui hanno preso parte i familiari, i numerosi amici e compagni di studi oltre che i ragazzini a cui insegnava catechismo. Poi la salma è stata portata dalla Svs al cimitero della Purificazione. Simone era molto apprezzato per le sue doti umane.

IL TIRRENO

04 APRILE 203

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TOSCANA NEWS Detective su Facebook trova il branco che ha picchiato il fratello

4 Aprile 2013, 11:47am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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Tommaso Dell’Agnello, cestista di 22 anni, era stato picchiato in discoteca la notte del 20 gennaio scorso, ora i suoi aggressori sono finiti nel registro degli indagati Il fratello minore si è trasformato in un detective multimediale e attraverso Facebook è riuscito a dare un nome e un cognome a buona parte del branco che la notte del 20 gennaio ha aggredito in discoteca Tommaso Dell'Agnello, 22 anni giocatore del Basket Venturina, spaccandogli la mandibola e costringendolo a un delicato intervento chirurgico e a una lunga convalescenza che non è ancora finita. Come ha fatto? Prima ha sfogliato decine di fotografie che riguardavano la festa di quella sera poi, riconosciuti i protagonisti da alcune caratteristiche fisiche e trovati i nomi dei presunti colpevoli, è andato a cercare sui loro profili prove che potessero essere utili alle indagini. Così ha scoperto che uno degli aggressori aveva passato la notte in ospedale per le conseguenze di una sospetta ferita alla mano. In questi due mesi i carabinieri di Collesalvetti hanno condotto l'indagine coordinata dal pubblico ministero Massimo Mannucci. E nel registro degli indagati sarebbero già finiti alcuni dei protagonisti, tutti livornesi tra i venti e ventidue anni. L'accusa sarebbe quella di lesioni aggravate in concorso e si tratterebbe proprio del gruppo di tre, quattro ragazzi, rintracciati dal fratello della vittima attraverso le indagini su Facebook. «Per quaranta giorni - racconta oggi Tommaso - ho mangiato solo cibo liofilizzato e per questo ho perso nove chili, ma da quando mi hanno tolto i ferri dalla bocca e ho ripreso a masticare normalmente ho iniziato a riprendere peso. Adesso quello che vorrei fare è tornare a giocare a pallacanestro ma per questo dovrò aspettare la prossima stagione»

IL TIRRENO

04 APRILE 2013

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SEZIONE SICILIA NEWS CATANIA Uomo muore travolto da treno: è giallo Due ipotesi: suicidio o omicidio dopo lite

4 Aprile 2013, 11:41am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/campania/media/foto/2013/04/04/treno--180x140.jpg?v=20130404115449

 

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L'impatto fatale con la parte posteriore della motrice: il macchinista e il capotreno non si sono accorti di nulla CATANIA - È giallo sulla morte di un uomo di 74 anni, travolto in una stazione ferroviaria periferica di Catania da un treno diretto a Siracusa. Le ipotesi al vaglio della Procura della Repubblica di Catania sono due: un suicidio legato alla crisi economica, o un omicidio a seguito di una lite improvvisa. L'uomo era il titolare di un piccolo bar nella stazione di Bicocca. Non sono stati trovati messaggi d'addio. Secondo i primi rilievi, eseguiti dalla polizia ferroviaria, l'impatto sarebbe avvenuto, verso le 6.30, immediatamente dopo la partenza del convoglio, con la parte posteriore della motrice che è stata sequestrata a Siracusa, dove è regolarmente arrivata perché il macchinista e il capotreno non si sono accorti di nulla. INDAGINI - Gli investigatori stanno adesso cercando di ricostruire la personalità della vittima, interrogando amici, parenti e conoscenti e verificando le sue frequentazioni. Le indagini della polizia ferroviaria sono coordinate dal procuratore capo Giovanni Salvi e dal sostituto Salvatore Faro.

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

04 APRILE 2013

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