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news italia e dal mondo

NEWS ITALIA E DAL MONDO TRENTO Chiude la fidanzata 16enne in garage e la picchia: ventenne condannato

18 Maggio 2013, 10:08am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

227437 2003962587951 5671684 nINSERITO DA KATIA PERROTTA Il giovane aveva bevuto e si era arrabbiato per alcuni
commenti ironici di lei. Dovrà scontare un anno e otto mesi

TRENTO - Non gli erano piaciuti i commenti ironici della sua fidanzata e di un'amica di lei sul fatto che fosse disordinato, tanto da far scattare in lui una violenza folle, aiutata anche dall'alcol: così un ragazzo di 20 anni, originario del Marocco, ha chiuso nel garage e brutalmente picchiato minacciato la fidanzatina di 16 anni. I fatti risalgono al 25 febbraio 2012 e ieri il giovane è stato condannato a un anno e otto mesi di reclusione per violenza privata. Dopo il fatto il ventenne era stato denunciato dalla ragazza sotto choc, ora 17enne. La violenza si consumò in un garage di Piedicastello

Volevano appartarsi nel garage. Quella sera faceva freddo, la ragazza e il giovane si volevano appartare e scelsero il garage di casa di un'amica compiacente. Arrivati all'abitazione l'amica aprì il garage e poi i tre si misero a chiaccherare.

«Sei proprio disordinato». Le due ragazze fecero alcuni commenti ironici sul fatto che il marocchino fosse molto disordinato. E forse furono proprio questi commenti a scatenare la rabbia del giovane che aveva anche bevuto parecchio. 

Chiusa nel garage e pestata. Così, quando rimase solo con la fidanzata,la prese a sberle, ruppe una bottiglia di birra e minacciò di tagliarle la gola. La giovane era terrorizzata: non poteva uscire perché il marocchino aveva chiuso la porta basculante del garage, così prese il telefonino del marocchino e chiamò in aiuto l'amica. La giovane cercò di entrare nel garage, ma il marocchino teneva chiusa la porta, a quel punto l'adolescente telefonò alla polizia.

IL GAZZETTINO.IT

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NEWS ITALIA E DAL MONDO PADOVA Abusi sessuali sulle allieve: maestro di chitarra condannato a sei anni

18 Maggio 2013, 10:03am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

227437 2003962587951 5671684 nINSERITO DA KATIA PERROTTA Le vittime del 58enne musicista, ai domiciliari da 16 mesi,
erano di 13 e 14 anni: violenze in patronato dopo le lezioni.

PADOVA - L’insegnante di musica ha abusato di due allieve minori di sedici anni. Con una ha avuto anche rapporti completi. Lucio Monetti, cinquantottenne, insegnante di chitarra molto noto, residente nella cintura urbana di Padova, è stato condannato a sei anni di reclusione. Il giudice dell’udienza preliminare, Domenica Gambardella, gli ha "scontato" un terzo della pena per aver scelto il rito abbreviato. È la stessa condanna chiesta dal pubblico ministero Giorgio Falcone. La ragazzina che accusava l’imputato di aver subìto dei rapporti completi si è costituita parte civile con l’avvocato Carlo Bermone. Il giudice Gambardella ha condannato l’imputato a un risarcimento di 120mila euro. Lucio Monetti è agli arresti domiciliari dal 26 gennaio 2012.

Intercettazioni telefoniche. Il rappresentante dell’accusa ha portato davanti al giudice dell’udienza preliminare le intercettazioni telefoniche che scavavano una fossa tremenda all’imputato. I carabinieri hanno registrato alcune telefonate tra Monetti e le sue due allieve. E questo aveva permesso a fine gennaio 2012 al pubblico ministero Falcone di ottenere dal giudice delle indagini preliminari Vincenzo Sgubbi un’ordinanza degli arresti domiciliari per l’insegnante di musica. Era la fine di maggio 2011 quando una allieva tredicenne - ormai stanca di subire violenza sessuale dal chitarrista - si era confidata con un amico. Aveva anche paura di essere rimasta incinta e per questo aveva chiesto aiuto al medico di famiglia. I genitori avevano denunciato subito il fatto ai carabinieri. A quel punto la ragazzina si era aperta e aveva raccontato tutto. 

Oltre alle violenze subite, la cosa sconcertante era il luogo dove era stata circuita. Durante le lezioni di chitarra in una stanza di un patronato di una parrocchia della cintura urbana. Il luogo era stato riempito di microfoni e le conversazioni tra Monetti e le sue allieve erano state intercettate. Anche le telefonate. Nel secondo caso che gli veniva contestato la vittima era una sua allieva, anche questa infrasedicenne. Disperata per le continue avance del maestro e incapace di reagire aveva scritto una struggente lettera di denuncia alla madre. Per raccontarle di quell’uomo che la toccava e la baciava. Aveva raccontato che una volta era stata trattenuta con la forza. La madre andò subito dai carabinieri. Gli ultimi fatti con questa ragazzina erano stati commessi alla fine del dicembre 2010. 

DI LINO LAVA IL GAZZETTINO.IT

 

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NEWS ITALIA E DAL MONDO TREVISO «Correte, mi sta picchiando»: mamma disperata denuncia il figlio di 16 anni

18 Maggio 2013, 09:58am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

227437 2003962587951 5671684 nINSERITO DA KATIA PERROTTA Il ragazzino le ha sferrato un pugno in pieno volto e non
era la prima volta: l'aveva maltrattata anche davanti al padre

 

TREVISO - Una brutta vicenda di disagio famigliare quella che vede protagonista un ragazzino ribelle e violento. L'altro ieri ai carabinieri di Fontanelle è arrivata la telefonata di una madre disperata che dopo l'ennesima aggressione si è decisa a denunciare il figlio sedicenne. Un gesto di coraggio, certamente doloroso per una mamma, ma altrettanto sicuramente fatto a fin di bene, per cercare di riportare sul giusto cammino quel figlio dal carattere difficile. Quando gli uomini dell'Arma sono arrivati a casa della donna, una 50enne di Mansuè, il ragazzino era ancora notevolmente agitato. In preda a un raptus di rabbia, ha sferrato un pugno in pieno viso alla madre. L'ennesimo gesto violento, l'ennesimo scatto d'ira. I carabinieri hanno cercato di tranquillizzarlo e riportarlo alla ragione, ma il 16enne non voleva saperne di calmarsi, nemmeno alla presenza degli uomini in divisa. Così i militari hanno richiesto l'intervento del 118. I sanitari, dopo aver medicato la donna, hanno portato il ragazzino all'ospedale di Oderzo dove è stato trattenuto per qualche ora presso il reparto psichiatrico. Una volta calmato, è stato dimesso. Non era la prima volta che il sedicenne si scagliava violentemente contro la madre. Lo aveva fatto altre volte anche in presenza del padre che aveva cercato di fermare il figlio. Un ragazzino dal carattere difficile, con notevoli problemi di rendimento a scuola. Più di una volta si è allontanato da casa, sfuggendo al controllo dei genitori, per poi tornare a casa spontaneamente. I carabinieri hanno avvertito i servizi sociali e valutata la situazione il ragazzino è stato affidato ad una coppia di parenti, in attesa di trovare una soluzione definitiva. Situazione che sarà valutata anche dal tribunale per i minori, dal momento che il 16enne è stato denunciato per violenza e lesioni. Per lui potrebbero aprirsi le porte di una comunità giovanile di recupero.

di Elisa Giraud IL GAZZETTINO.IT

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NEWS ITALIA E DAL MONDO PAURA IN GIAPPONE, SCOSSA DI MAGNITUDO 5,9 A LARGO DI FUKUSHIMA: "NESSUN RISCHIO TSUNAMI"

18 Maggio 2013, 09:53am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

TOKYO - Un sisma di magnitudo 5.9, secondo la stima preliminare dell'istituto geofisico giapponese e' stato registrato nel nordest del Giappone, al largo della prefettura di Fukushima. Non ci sarebbero rischi tsunami. Il forte terremoto si è verificato in Giappone alle 14.48 locali (le ore 7.48 in Italia). Secondo i media locali non risulterebbero al momento problemi alla centrale nucleare di Fukushima.

 

LEGGO.IT

18.05.2013.

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NEWS ITALIA E DAL MONDO ROMA, TURISTA FINLANDESE CADE DAL 2º PIANO DI UN ALBERGO IN CENTRO: MORTO

18 Maggio 2013, 09:45am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

ROMA - Un finlandese di 62 anni è morto dopo essere precipitato dal secondo piano di un albergo nel centro storico di Roma, finendo in strada. Il fatto è avvenuto questa mattina in Via Frattina e sul posto sono intervenuti i Carabinieri della stazione di S.Lorenzo in Lucina e del Nucleo investigativo che al momento non escludono nessuna ipotesi in merito alla dinamica dell'episodio, anche se quella più probabile sembra quella del suicidio.
A quanto ricostruito dai Carabinieri della stazione di S.Lorenzo in Lucina e del Nucleo investigativo, intervenuti sul posto, l'uomo si trovava in Italia in vacanza con altri tre finlandesi. I quattro avevano passato la notte a bere, poi lui era rientrato in albergo intorno alle tre mentre gli amici lo hanno raggiunto solo un'ora dopo. Questa mattina poi, il corpo senza vita del turista è stato scorto in strada da alcuni passanti che hanno chiamato il 112. I carabinieri, che al momento non escludono nessuna ipotesi, compreso il suicidio, stanno in queste ore ascoltando gli amici del 62enne. 

 

LEGGO.IT

18.05.2013.

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PUGLIA CALABRIA NEWS TARANTO Allarme sulla costa, sostanze a pelo d'acqua: scattano i controlli

18 Maggio 2013, 09:37am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/campania/media/foto/2013/05/18/chiazza--180x140.JPG?v=20130518100701

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Si tratta di «tunicanti», le indagini dell'Arpa Da Taranto a Campomarino, Capitaneria all'opera Una delle TARANTO - Vistose chiazze di colore brunastro e maleodoranti sono state segnalate lungo tutto il tratto orientale del litorale jonico tarantino. Numerose segnalazioni sono giunte in contemporanea nella mattinata di ieri, da Taranto-San Vito sino a Campomarino di Maruggio: Telefonate sono arrivate ai centralini della sala operativa della capitaneria di porto e della Guardia di Finanza marittima da parte di cittadini allarmati dalla visione dell’improvviso fenomeno. Il presunto inquinamento che si presentava a macchia di leopardo ad una cinquantina metri di distanza dalla riva e in alcuni punti anche fino alla costa, interessava un fronte di circa venti chilometri. La prima telefonata è partita da Torre Ovo, marina di Torricella, dove l’ambientalista Mimmo Carrieri, responsabile del settore ambiente ed ecologia dell’associazione «Caccia, pesca ambiente» di Taranto, ha documentato fotograficamente il fenomeno schiumoso che dalla scogliera della Torre Saracena si spingeva al largo. Allarme sulla costa Ad intervenire sul posto sono stati i militari della Guardia costiera partiti dal vicino distaccamento di Campomarino. Con le prime verifiche, i marinai con le stellette hanno potuto costatare che la sostanza presente non era di origine oleosa o chimica ma verosimilmente di natura organica. Sempre secondo questa prima ipotesi avanzata dagli specialisti, si tratterebbe di un’abnorme presenza di alcuni microrganismi misti ad alghe in putrefazione che in questo periodo dell’anno provocano la formazione di una sostanza schiumosa che emette cattivi odori conosciuta con il nome di «tunicanti marini». Questo prodotto della macerazione organica determina anche la morte di numerose meduse la cui presenza è stata effettivamente riscontrata ieri nel tratto di mare interessato. Per tutto il pomeriggio di ieri le unità navali della Capitaneria giunte anche da Taranto, hanno proseguito l’attività di monitoraggio lungo tutto il tratto di mare colpito dallo strano fenomeno. Il personale delle motovedette ha raccolto campioni di acqua di mare per le successive analisi di laboratorio da parte dell’Arpa di Taranto. I «tunicanti» sono, in sostanza, animali marini cosiddetti «filtratori» che si nutrono dei microrganismi aspirati attraverso il sifone inalante e quindi digeriti e assimilati durante il percorso all’interno del corpo dell’animale. Facilmente scambiali per meduse, la loro massiccia presenza era stata già segnalata nei giorni scorsi lungo la battigia di alcuni tratti di mare interessati dal fenomeno schiumoso di ieri. A differenza delle meduse, la specie marina dei «tunicanti» non provoca danni all’uomo neanche per contatto. Saranno comunque le analisi sui campioni prelevati a certificarne la natura e la loro innocuità nei confronti dell’essere umano e dell’ambiente marino. I laboratori dell’Arpa di Taranto dove sono destinati i prelievi comunicheranno il risultato direttamente al comando della Capitaneria di porto al più presto per le misure del caso.

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

18.05.2013.

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PUGLIA CALABRIA NEWS BARI Rissa al Cara, tre i feriti

18 Maggio 2013, 09:21am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/campania/media/foto/2013/05/18/CARA--180x140.jpg?v=20130518093754

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

con colpi di coltello - di cui una in modo grave - nel corso di una rissa avvenuta nel centro richiedenti asilo (Cara) di Bari nella tarda serata di ieri, per motivi in corso di accertamento, e che ha coinvolto un gruppo di cittadini di nazionalità afgana, irachena e pachistana. I FERITI - Il più grave dei tre feriti è stato ricoverato nell'ospedale San Paolo con una ferita da arma da taglio al torace, le altre due persone sono state trasportate dalle ambulanze del 118 al Policlinico e al Di Venere. Oltre alla polizia, sul posto sono intervenuti militari della guardia di finanza e dei carabinieri.

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

18.05.2013

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CILENTO NEWS Duplice omicidio Albanella, terza udienza: la moglie di Marsico al banco dei testimoni

18 Maggio 2013, 09:16am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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397292 104896189669319 1023336315 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA ALBANELLA. La testimonianza della moglie di Mario Cosimo Marsico (a sinistra nella foto), imputato insieme a Halimi Radouane (a destra) per il duplice delitto di Albanella, ha caratterizzato l’istruttoria dibattimentale del processo per l’omicidio di Armando Tomasino e Maria Francesca Lamberti, nel corso della terza udienza che si è tenuta, stamattina, in Corte d’Assise a Salerno. A sfilare davanti ai giudici cinque testimoni, tra i quali anche le due figlie della moglie di Marsico, che hanno risposto alle domande del pm della Procura salernitana, Maria Chiara Minerva, titolare dell’inchiesta insieme al pm Rosa Volpe, e degli avvocati della difesa. Un racconto dettagliato quello della donna e delle sue figlie che avrebbero confermato la presenza di Mario Cosimo Marsico, a Capaccio, per l’intero pomeriggio del 2 gennaio e soprattutto nel lasso temporale durante il quale si è consumato l’omicidio. Ripercorsi, passo dopo passo, tutti gli avvenimenti della giornata. Marsico e Halimi (assistiti rispettivamente dagli avvocati Vincenzo De Luca e Gerardo Cembalo e Vincenzo Luciano), sono accusati di omicidio premeditato con l’aggravante dei futili motivi e della crudeltà con la quale avrebbero infierito sulle loro vittime. Di fatto, il 45enne rigattiere capaccese si è sempre professato innocente dichiarando che, nel momento in cui avveniva l'efferato delitto, si trovava a chilometri di distanza dalla contrada Fravita, in giro per Capaccio o presso la sua abitazione in via Fornilli, dove viveva con la consorte. “Molte delle dichiarazioni rese oggi dalla moglie del mio assistito e dalle due figlie sono supportate da riscontri oggettivi ma c’è ancora altro da verificare”, ha spiegato il legale di Marsico, l’avv. De Luca, il quale, in fase istruttoria, aveva già richiesto l’acquisizione dei tabulati telefonici e delle immagini del sistema di videosorveglianza, attivo sul territorio comunale di Capaccio, per dimostrare che Marsico non avrebbe lasciato il comprensorio comunale quel fatidico pomeriggio in cui a Matinella di Albanella furono massacrati, con 72 coltellate i due coniugi rinvenuti solo a tarda sera senza vita nell’abitazione del rigattiere. Il processo potrebbe entrare nel vivo già alla prossima udienza, fissata per il 3 giugno, quando saranno ascoltati altri 8 testimoni. -

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Scritto da Anna Vairo

 

 

 

FONTE STILE TV http://www.stiletv.it/index.php/news/11925/Duplice_omicidio_Albanella_terza_udienza:

_la_moglie_di_Marsico_al_banco_dei_testimoni

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SEZIONE SICILIA NEWS Duplice delitto a Palermo, movente passionale L'autopsia: violenza inaudita contro la moglie

18 Maggio 2013, 08:57am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

omicidio suicidio 03

 

397292 104896189669319 1023336315 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA PALERMO. Era nuda Henryka Piechulska, 37 anni, la polacca uccisa ieri a Palermo, insieme alla coinquilina, la romena Mihaela Gavril, 35 anni, assassinata a colpi d'ascia. La Piechulska aveva un sacchetto di plastica in testa. Del duplice delitto, che ha contorni ancora tutti da chiarire, é sospettato il marito della romena, Gabril Dumitru che si sarebbe suicidato buttandosi sotto un treno dopo l'assassinio. La scoperta che la polacca sarebbe morta per prima complica ulteriormente la ricostruzione della dinamica del delitto che potrebbe essere stato commesso per motivi passionali.

DI ROSSELLA PUCCIO

FONTE http://www.gds.it/

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SEZIONE SICILIA NEWS PALERMO Misilmeri, spara al figlio e si suicida: bambino in fin di vita

18 Maggio 2013, 08:52am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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397292 104896189669319 1023336315 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA PALERMO. Tragedia a Misilmeri dove un poliziotto ha usato la sua pistola di ordinanza per sparare al figlio e poi puntarsela alla tempia suicidandosi con un colpo alla tempia. E' accaduto intorno alle 6, quando l'uomo è entrato nella stanza del piccolo e gli ha sparato in fronte. L'altra figlia, quattordicenne, la scorsa notte non ha dormito in casa.
E' l'ultimo dramma di una lunga serie. E' successo a Misilmeri, in provincia di Palermo, in una villetta di via P3, nella zona residenziale di Piano Stoppa, dove la famiglia al centro del dramma abitava tutto l'anno.
Protagonista Ivan Irrera, un poliziotto della squadra mobile di 38 anni. Il suo bambino, di 7 anni, è adesso ricoverato in gravissime condizioni all'ospedale Civico del capoluogo isolano: i medici stanno provando ogni via per salvarlo.
Indagini della polizia sono in corso per cercare di ricostruire la vicenda e scoprire le ragioni che hanno portato l'uomo a compiere il folle gesto.

LA MOGLIE IN CASA HA SENTITO GLI SPARI
Ha sentito l'esplosione di due colpi di pistola e si è precipitata nella stanza del figlio: è lì che ha visto il marito, Ivan Irrera, a terra morto. Solo dopo ha capito che il bambino di 7 anni, ancora nel suo lettino, era ferito alla testa e sanguinava.
Così la moglie dell'agente dell'Antirapine, che oggi si è suicidato a Misilmeri (Pa), ha raccontato agli investigatori la tragedia.
La coppia e i due figli oggi sarebbero dovuti andare a Milano per la comunione del figlio di parenti. Gli inquirenti stanno cercando di capire se il poliziotto, che tutti descrivono come
una persona serena ed equilibrata, si sia sparato colpendo per sbaglio il bambino o se abbia prima fatto fuoco su di lui e poi rivolto la pistola d'ordinanza contro se stesso. Secondo i primi accertamenti tempo fa l'uomo aveva avuto problemi economici che, però, aveva risolto vendendo la casa di Palermo in cui viveva e trasferendosi nella palazzina di proprietà dei genitori a Misilmeri. La causa del gesto, per gli amici e i familiari, è incomprensibile.

 

SI INDAGA ANCHE SUI DEBITI

La polizia sta interrogando Antonina Cucuzza, la moglie di Ivan Irrera, il poliziotto che oggi ha sparato al figlio, che è in gravissime condizioni, e poi si è suicidato. La donna ha sentito due spari dalla stanza da letto e si è precipitata nella camera del bambino di 8 anni trovando il marito morto e il piccolo ferito nel letto. Secondo la prima ricostruzione, che smentirebbe la tesi che l'agente si sia sparato colpendo per sbaglio il figlio, il poliziotto ha fatto fuoco sul figlio che dormiva e poi si è ucciso. Dalle indagini sarebbe emerso che Irrera aveva debiti.

FONTE http://www.gds.it/gds/edizioni-locali/palermo/dettaglio/articolo/gdsid/261530/

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