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news italia e dal mondo

TOSCANA NEWS LIVORNO Sono la vittima 141» Campagna choc sul Moby Prince

20 Maggio 2013, 11:51am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Il presidente del Comitato ha aperto un’iniziativa in Rete per chiedere una commissione d’inchiesta sull'incidente. In pochi giorni un centinaio di persone ci hanno già messo la faccia LIVORNO. Gavina Bianco ha 22 anni e si è sentita morire prima di nascere. È lei una delle vittime numero 141 del Moby Prince. Perché la sera del 10 aprile 1991 «ho perso mio padre senza averlo mai conosciuto, perché mia madre mi ha dovuto crescere senza suo marito, perché lotterò fino al mio ultimo giorno pur di sapere chi lo ha ucciso». Accanto a Gavina ci sono i nomi di Francesco, Dario, Benedetta, Filippo, Silvia, Luana, Silvano, Antonio e Walter. In tutto, per ora, sono oltre un centinaio e si sentono tutti la vittima numero 141 della strage e chiedono «verità e giustizia». Scrivono da Livorno, ma non solo. Dalla Sardegna, da Pescara, Grosseto, dalla provincia di Ascoli Piceno. Hanno «gridato» il loro sdegno mettendoci la faccia e aderendo alla campagna choc #iosono141, una sorta di Spoon River multimediale per chi è rimasto vivo ma si sente morto. L’iniziativa è stata lanciata il 5 maggio scorso da Loris Rispoli, presidente del Comitato per le vittime del Moby, a distanza di tre anni dal giorno in cui la Procura di Livorno ha archiviato l’inchiesta bis sull’incidente. «Ho scelto di aprire la campagna in questa data - racconta nella pagina di presentazione - per segnalare a chi la credeva conclusa che questa storia si chiuderà con l’unico finale possibile: verità e giustizia. Fino ad allora io e molti altri continueremo ad essere al fianco dei familiari delle vittime in questa lotta civile che, come ho imparato a scoprire, non coinvolge solo loro. L’obiettivo - prosegue - è quello di smuovere la società civile, raccogliere più adesioni possibili e presentarle in Parlamento affinché venga aperta una commissione d’inchiesta che faccia luce su quanto è accaduto nella rada di Livorno ventidue anni fa». Per aderire è necessario andare sul sito http://iosono141.veritaprivatadelmobyprince.com e seguire le istruzioni.

IL TIRRENO

20.05.2013.

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TOSCANA NEWS Imprenditore edile suicida a Massa

20 Maggio 2013, 11:42am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Trovato morto in un capannone industriale- MASSA (MASSA CARRARA), Un uomo di 53 anni é stato trovato morto stamani in un capannone a Massa. Dai primi accertamenti l'uomo, un piccolo imprenditore edile, si sarebbe tolto la vita impiccandosi a una trave del capannone. Al momento non sarebbero stati ritrovati biglietti che spiegano il suo gesto. A dare l'allarme, secondo quanto appreso, è stato un geometra che aveva appuntamento con l'imprenditore nel capannone, di proprietà di un centro commerciale per il quale il 53enne avrebbe lavorato. 

ANSA

20.05.2013.

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SEZIONE SICILIA NEWS Campagna Save the Children a Palermo

20 Maggio 2013, 11:29am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.ansa.it/webimages/section_210/2013/5/20/4fd1aa80256daba2f7cb8ff196d30444.jpg

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Volontari a Piazza Politeama espongono sagome bambini  PALERMO,  Anche Palermo ha aderito alla campagna nazionale "Allarme Infanzia" lanciata da Save The Children, al via da oggi fino al 5 giugno per denunciare il deficit di futuro delle giovani generazioni. I volontari dell'associazione, con indosso maglie rosse e verdi, si sono radunati in piazza Politeama per esporre gigantografie con sagome a grandezza naturale di bambini con scritto "Mi hanno rubato la mensa a scuola, mi stanno rubando l'aria pulita. Mi stanno rubando il futuro ma nessuno mi sente".

ANSA

20.05.2013.

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SEZIONE SICILIA NEWS PALERMO Cinque bambini vivranno grazie a Gianluca: ecco le loro storie

20 Maggio 2013, 11:18am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/campania/media/foto/2013/05/20/gianluca_big--620x420.jpg

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Il dramma del piccolo di 7 anni ucciso dal papà poliziotto La mamma ha autorizzato l'espianto dei suoi organi Dalla tragedia di Gianluca alla speranza. La scelta coraggiosa della madre del bambino palermitano di 7 anni ucciso dal padre poliziotto, che poi si è suicidato, ha permesso 5 trapianti che hanno dato speranza ad altrettante famiglie. «Il mio angioletto salverà tante vite», aveva detto la madre di Gianluca fuori della sala operatoria dove i medici stavano prelevando gli organi del suo bambino. Dopo, la corsa contro il tempo. Il cuore è stato impiantato all'ospedale Sant'Orsola Malpighi di Bologna su un bambino di 8 anni. Il fegato agli Ospedali Riuniti di Bergamo per un bambino di 4 anni. I polmoni sono stati trapiantati a Padova su un 15enne con fibrosi cistica. Un rene è arrivato al Bambin Gesù di Roma, l'altro all'ospedale infantile di Torino. Ecco le storie TRE ANNI DI ATTESA CON L'INCUBO DIALISI di Riccardo Bruno Aveva dieci anni quando è stato messo in lista d'attesa per il trapianto di un rene. Ne sono passati tre e ieri, alle sei del pomeriggio, è iniziata l'operazione all'ospedale Regina Margherita di Torino. Due ore in sala operatoria per una ragazzino della provincia di Biella in dialisi per l'ostruzione dell'uretere. A eseguire l'intervento l'equipe del dottor Piero Bretto, arrivato dalle Molinette, a cui si sono aggiunte le due urologhe pediatriche che hanno completato l'intervento. «Trapiantare un rene non è come il cuore, il fegato o i polmoni — spiega il dottor Bretto — Non ti ridà una vita nuova, ma sicuramente ne migliora di molto la qualità». La vita in dialisi, soprattutto per un tredicenne, è un esistenza con tante limitazioni, a libertà ridotta. Quella delle Molinette è una struttura rodata. Ogni anno vengono eseguiti circa 130 trapianti su adulti, sei/sette su minorenni. In undici anni sono stati 61 le bambine e bambini operati. «Le tecniche e i nuovi farmaci antirigetto — aggiunge il chirurgo — garantiscono un esisto molto favorevole. Sono pazienti che dopo la convalescenza iniziano a condurre una vita perfettamente normale». Quanto all'operazione di ieri, il dottor Bretto dice di essere stato sorpreso dall'aver trovato «un rene molto grosso, quasi da adulto, anche se il donatore aveva appena sette anni. E non va mai dimenticato, che all'origine di ogni trapianto c'è una tragedia. Soprattutto in un caso come questo». Poliziotto suicida, la polizia scientifica I POLMONI «DIVORATI» SOSTITUITI IN CINQUE OREdi Riccardo Bruno È rimasto per cinque ore sotto i ferri. Ma adesso, assicura Federico Rea, alla guida della Chirurgia toracica dell'Ospedale di Padova, questo quindicenne che da sette mesi aspettava il trapianto dei polmoni potrà condurre una vita normale. Era affetto da fibrosi cistica, storia e sofferenze simili a molti altri minorenni malati come lui. Una vita esposta a continue infezioni, che spesso portano all'insufficienza respiratoria. L'unica speranza era appunto un trapianto. E due sere fa la tragedia di Palermo ha aperto la speranza in una famiglia nel Veneto. Il professor Rea alla fine dell'intervento è soddisfatto ma ci tiene a garantire uno schermo inviolabile per il suo giovane paziente. «L'unica cosa da sottolineare in un caso come questo — dice il chirurgo — è che c'è stata una madre eccezionale che ha deciso di donare gli organi del proprio piccolo figlio. Quanto al minore ricevente è giusto dire il meno possibile. È una regola d'oro che non smetto mai di ripetere. A volte si innestato meccanismi psicologici che possono essere molto negativi». Il quindicenne è un ragazzino fortunato. Solo a Padova sono una settantina, tra adulti e bambini, in lista d'attesa. E ogni anno vengono effettuati poco più che una ventina di trapianti. «Con i progressi fatti in questo campo — conclude Rea — nei casi di fibrosi cistica il successo è notevole. Dopo 5 anni, vive il 75 per cento dei trapiantati. E ho avuto pazienti che dopo l'operazione hanno iniziato a fare alpinismo o attività subacquea». L'ASILO, LA CHEMIO ORA IL FEGATO NUOVO di Fabio Paravisi Ha solo quattro anni e da ieri può sperare in una vita diversa. È il bimbo al quale è stato trapiantato, all'ospedale «Giovanni XXIII» di Bergamo, il fegato di Gianluca. Nato in Italia da genitori immigrati e residente in Lombardia, soffre di una neoplasia per la quale sta effettuando dei cicli di chemioterapia. Era in lista per un trapianto di fegato da sole tre settimane, ma il caso era particolarmente urgente perché, in situazioni come la sua, il trapianto è solo uno degli step del protocollo terapeutico e deve essere eseguito entro un mese dalla fine della chemioterapia. Il prelievo del fegato è stato eseguito nella tarda serata di sabato a Palermo dai chirurghi Domenico Pinelli e Marco Platto. L'organo è stato poi trasportato a Bergamo nel corso della notte mentre l'équipe medica guidata dai chirurghi Michele Colledan e Michela Guizzetti si stava preparando. L'intervento è durato cinque ore e mezza: si tratta di un tipo di operazione molto complessa perché richiede contemporaneamente competenze pediatriche, oncologiche, epatologiche e chirurgiche. I medici hanno iniziato ad operare alle 6.30 e hanno terminato attorno alle 12. Il paziente si trova ricoverato nel reparto di Terapia intensiva pediatrica. L'ospedale di Bergamo ha effettuato negli ultimi 15 anni oltre 500 trapianti di fegato (di cui 25 pediatrici nell'ultimo anno), numero che lo pone tra i primi cinque centri ospedalieri in Europa. LA TELEFONATA NELLA NOTTE: «C'È UN RENE PER MARCO» di Margherita De Bac I suoi reni non funzionavano più e il piccolo Marco (ma non è il suo vero nome, protetto dal più stretto riserbo) faceva sempre più fatica a rinunciare alla vita «normale» di un bambino sano. Fatta di giochi e partite a pallone con gli amici. I invece le sue giornate erano diverse. Specie negli ultimi tempi trascorrevano tra visite in ospedale, controlli, farmaci e lo spauracchio della dialisi. Tutto per colpa di una malattia congenita, diagnosticata alla nascita. Una malformazione delle vie urinarie che si era aggravata fino al punto da rendere inefficaci le altre terapie. Unica soluzione indicata dai medici, il trapianto di rene. E così lo scorso settembre Marco, dieci anni, che abita in provincia di Salerno, è stato messo in lista per ricevere un nuovo organo al Bambin Gesù. I genitori si erano rassegnati a una lunga attesa. Invece sabato notte una telefonata: «Andate a Roma, forse potrà essere operato». Regalo di Gianluca, ucciso dal papà poliziotto a Palermo. Il sistema dei trapianti pediatrici italiano è un modello per i Paesi europei. L'assegnazione è centralizzata e avviene in modo automatico in base alle caratteristiche del donatore e del ricevente. Uno dei due reni di Gianluca doveva andare a un piccolo paziente di Padova che, con analisi più approfondite, si è rivelato non compatibile. Il destino ha voluto che l'opportunità di guarire e di tornare a giocare a pallone toccasse al bambino di Salerno. L'intervento ieri pomeriggio, coordinato dal dottor Nicola Capozza. È andato tutto bene. LUCA VIVEVA CHIUSO IN REPARTO CON UN «CARRELLINO» AL POSTO DEL CUORE di Francesco Alberti Appena medici e infermieri hanno saputo che un nuovo cuore era in arrivo, hanno sgomberato in fretta e furia la stanzetta del padiglione 25 dell'ospedale Sant'Orsola Malpighi nella quale Luca, 9 anni, affetto da una grave cardiomiopatia dilatativa che mina la funzionalità cardiaca, ha vissuto, giocato e studiato dal marzo 2012 grazie a un cuore artificiale esterno («Berlin Heart»), che, collegato con una cannula a un ventricolo, lo ha seguito su un carrellino, come un angelo custode, durante le sue lunghe giornate nei corridoi di un reparto divenuto per lui e per i suoi genitori (papà Ciro, operaio; mamma Stefania e il gemello Mirko) una sorta di seconda casa. In poche ore, sabato pomeriggio, la stanzetta di Luca ha cambiato faccia, è stata completamente sterilizzata, mentre da Palermo un'équipe del reparto di cardiochirurgia pediatrica del Policlinico trasportava a Bologna il cuore di un altro bambino, Gianluca, 8 anni ancora da compiere, morto dopo 24 ore di agonia per mano del padre poliziotto, Ivan Irrera, 38 anni, che, prima di suicidarsi, è entrato nella sua camera da letto, sparandogli nel sonno a bruciapelo. Orrore e speranza. Buio e luce. Luca, il bimbo ricoverato a Bologna, era il primo di una lista che attendeva dagli ospedali di mezza Europa un cuore compatibile con il suo. Gianluca, il quasi coetaneo assassinato dal padre, vivrà invece nello sguardo e nei respiri di quei 5 bambini che, per volontà della mamma Antonella Cocuzza («il mio angioletto salverà tante vite»), hanno ricevuto, oltre al cuore, polmoni, reni e fegato. A Bologna era già l'alba avanzata, ieri, quando la squadra di cardiochirurgia pediatrica, guidata dal direttore Gaetano Gargiulo, è uscita dalla sala operatoria dove è stato effettuato il trapianto a Luca. Un intervento lungo e delicato, dai mille rischi e comprensibilmente coperto dal massimo riserbo. Si sa solo che il bambino è ricoverato in terapia intensiva e che, sotto il profilo tecnico, l'operazione è riuscita. Giorni decisivi lo attendono ora. Lo stesso direttore Gargiulo, come riporta Marina Amaduzzi sul Corriere di Bologna, commentando la vitalità e il dinamismo con i quali Luca ha vissuto quest'anno in reparto, giocando con gli altri piccoli pazienti e andando regolarmente a scuola (un'ora e mezza dal lunedì al venerdì, seguito da due maestre), aveva anticipato: «I primi giorni dopo il trapianto sono complessi, non starà tanto bene…». Una corsa a tappe, tutte in salita. Il traguardo è il ritorno di Luca nella sua casa di Terni. La lasciò più di un anno fa per quella che doveva essere una visita di controllo per un soffio al cuore. Ma a Firenze, appena lo videro, lo spedirono in gran fretta al Sant'Orsola, dove l'équipe del professor Gargiulo e quella di cardiologia pediatrica diretta da Marco Bonvicini, dopo un iniziale trattamento farmacologico, optarono per il cuore artificiale. Ora la grande occasione. Come dicono da queste parti, «tieni botta, Luca».

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

20.05.2013

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PUGLIA CALABRIA NEWS Appalti informatici, tre arresti «Gara dell'Amet condizionata»

20 Maggio 2013, 11:11am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/campania/media/foto/2013/05/20/amet--180x140.jpg?v=20130520102253

 

431868 4638154988107 1754703600 nINSERITO DA ANNA DI DOMENICO

Ai domiciliari un funzionario, un consulente esterno e il rappresentante dell’azienda coinvolta TRANI - Turbata libertà di scelta del contraente in una gara pubblica è l'accusa contestata dalla procura di Trani a tre persone, finite questa mattina ai domiciliari. Nel mirino della polizia e del pm Giuseppe Maralfa c'è l’appalto del sistema informativo necessario a gestire la distribuzione dell’energia elettrica dell’Amet, società a totale controllo del Comune di Trani. I NOMI - Ai domiciliari - su ordinanza del gip del tribunale di Trani, Francesco Zecchillo - sono finiti Ivo Moretto (40 anni andriese), responsabile sviluppo mercato elettrico dell’Amet; Nicola De Fano (57 anni barese), consulente della società comunale, e Massimo Vannucci (61 anni di Grosseto), ingegnere e socio della Terranova srl di Firenze. L'AFFARE - Al centro dell’inchiesta c’è la gara bandita nel 2011 dall’Amet spa per dotarsi di un nuovo sistema informativo per la gestione delle utenze e delle vendite di corrente elettrica. Solo che il bando, preparato dalla Terranova di Firenze, è risultato identico a quello della Sel di Bolzano. Il file, pubblicato sul portale web dell'Amet, riportava persino il nome dell'autrice. Erano però diversi gli importi: 725mila euro per quello di Trani, a fronte dei soli 370mila di Bolzano. Secondo quanto accertato dalla polizia di Trani qualcuno, all’interno della società fiorentina, aveva fornito il bando, poi bloccato dalla dirigenza Amet. Tutto sarebbe avvenuto grazie a Massimo Vannucci della Terranova, che avrebbe agito in accordo con l funzionario dell’Amet Moretto e il consulente De Fano. Nel fascicolo figurano altri due indagati a piede libero.

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

20.05.2013

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PUGLIA CALABRIA NEWS Agguato con il mitra a Bari Tre uccisi nella faida tra clan

20 Maggio 2013, 10:58am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/campania/media/foto/2013/05/20/aggiato2--180x140.JPG?v=20130520104224

 

431868 4638154988107 1754703600 nINSERITO DA ANNA DI DOMENICO

Scattata la trappola per il figlio di un boss e due amici Un mese fa fu ammazzato un sorvegliato speciale BARI - L'agguato mafioso di ieri mattina a Bari conta tre morti. Ma il bilancio poteva essere ancor più grave perché i sicari hanno sparato in pieno giorno tra la gente con una mitraglietta e una pistola calibro 9. Il bersaglio era il figlio di un noto boss barese, ma sono stati colpiti anche i suoi due amici. Bari è piombata nel terrore poco prima dell'una: i killer sono entrati in azione nel quartiere San Paolo, periferia della città, nell'affollatissima piazzetta di via Piemonte, e hanno sparato a raffica decine di pallottole. Davanti ad un bar c'erano Vitantonio Fiore, 22 anni, figlio del boss Pinuccio, morto immediatamente nonostante indossasse il giubbotto antiproiettile, e poi ancora Claudio Fanelli e Antonio Romito, entrambi di 30 anni, già noti alle forze dell'ordine, deceduti in ospedale nel corso della giornata. Una strage spietata organizzata per colpire Fiore ritenuto forse responsabile di un altro omicidio, accaduto a Bari un mese fa, e maturato in ambienti criminali baresi dediti alle estorsioni e allo spaccio di droghe. E, come in quel delitto, anche ieri si è sparato tra la folla in angolo popoloso del quartiere dove c'erano bambini piccoli con i genitori, gruppi di ragazzini e anziani fermi a chiacchierare davanti ai negozi aperti. Il luogo dell'agguato Il rumore violento e improvviso del kalashnikov ha gettato tutti nel panico e ognuno ha cercato un riparo di fortuna dalla pioggia di fuoco. Minuti di terrore. Poi le sirene di ambulanze, polizia e carabinieri. Le indagini sono affidate agli investigatori della squadra mobile diretti da Luigi Rinella, che durante i rilievi hanno raccolto una trentina di bossoli. In serata gli inquirenti hanno eseguito un paio di stub nei confronti di due sospettati, mentre vanno avanti le audizioni di pregiudicati e di pochissimi testimoni per ricostruire la dinamica dell'agguato e tracciare un identikit dei sicari. Anche se potrebbero aver agito con caschi integrali. Vitantonio Fiore era stato arrestato nel 2011 con l'accusa di detenzione illegale di armi e di sostanze stupefacenti, il padre Giuseppe Fiore, 49 anni, è in carcere dove sta scontando una condanna definitiva a 25 anni per un duplice omicidio avvenuto nel '91. Il sindaco di Bari, Michele Emiliano ha lanciato un appello al ministro dell'Interno Angelino Alfano «a convocare immediatamente un comitato nazionale per l'ordine e la sicurezza pubblica». E sulla sua pagina Facebook scrive: «L'impotenza dello Stato di fronte ad eventi criminosi annunciati provoca rabbiose reazioni in tutti coloro che nelle forze di polizia nella magistratura e tra i cittadini resistono all'illegalità a mani nude. Le prepotenze quotidiane vengono subite da coloro che pagano le tasse senza lamentarsi come sconfitte. Noi dunque vogliamo fermamente che fatti come quelli accaduti a Bari, e in altre località italiane, non avvengano più senza una adeguata reazione da parte dello Stato».

(da Corriere della Sera)

20.05.2013.

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Cultura e Spettacoli Le lettrici di Elle scelgono “Il linguaggio segreto dei fiori”

20 Maggio 2013, 08:19am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

903 464501636946579 1480330661 n (1)di Kulikova Ksenia

 

Il premio 2013 assegnato
a Vanessa Diffenbaugh

 

Le paura di Victoria, dal contatto fisico alle parole, ma soprattutto la paura di amare e lasciarsi amare. Timori e ansie che svaniscono nel suo giardino segreto nel parco pubblico di Portero Hill, a San Francisco.

Questo suo mondo segreto, questo suo rifugio raccontato nel libro “Il linguaggio segreto dei fiori” (Ed. Garzanti) hanno colpito nella mente e nei cuori delle lettrici del mensile Elle. È infatti andato al romanzo di Vanessa Diffenbaugh il

“Gran Premio delle Lettrici di Elle”, che verrà assegnato oggi alle ore 18.30, nella boutique Montblanc a Torino.

 

Giunto alla terza edizione, il premio viene assegnato dal Gran Giurì composto da 80 lettrici che lo hanno scelto tra 24 titoli in concorso, a conferma del fatto che la lettura non è in crisi e che esistono ancora grandi divoratrici di cultura e buone letture.

 

«Amazon, bontà sua, ci affianca già a premi blasonati come lo Strega, il Campiello, il Bancarella… Il Gran Premio delle Lettrici di Elle è giovanissimo - racconta Eugenio Gallavotti, vicedirettore di Elle Italia - , ma viene da lontano: ha lo stesso concept del Gran Premio istituito nel 1970 dall’edizione francese di Elle e che è diventato il premio letterario più importante in Francia dopo il Goncourt. Abbiamo la stessa ambizione e lo stesso entusiasmo che ci arriva dalla straordinaria partecipazione delle lettrici del nostro giornale: 2.750 candidature per far parte delle giurie, che hanno votato 72 romanzi in concorso, con 20 case editrici coinvolte. Lettrici che ci hanno inviato più di 2.600 recensioni dei romanzi letti, riletti e votati. Certo, puntiamo sulle donne. Perché leggono di più. Molto di più. E non credo, come si diceva una volta, che lo facciano perché hanno più tempo o per consolarsi dei loro uomini».  

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TOSCANA NEWS L'esodo amaranto e un sogno chiamato serie A Sale la febbre. Dalle 15 la diretta web su Tirreno.it

19 Maggio 2013, 12:11pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Partiti dieci pullman e un serpentone di auto. E in tantissimi saranno davanti al maxischermo allestito all’ippodromo Caprilli Il d-day è arrivato. Fine dell'attesa. Le code per acquistare i biglietti sono un ricordo. E' arrivato il momento degli ultimi riti scaramantici, dei sogni e delle preoccupazioni, del desiderio di gioire e del timore di dover chinare la testa. Ci siamo. E' arrivato il nostro momento. La storia del calcio amaranto ci chiama. Oltre 3000 al 'Braglia'. Ieri sera alle 19 si è chiusa la prevendita. Dei 3300 biglietti messi a disposizione dal Sassuolo Calcio, 3100 sono stati acquistati in città alla Tabaccheria Cioni e alla Vietu Viaggi di via Ricasoli che da ieri mattina era stata autorizzata a vendere i tagliandi più ricercati dell'anno. Gli altri sono stati polverizzati nelle rivendite di mezza Toscana. In pratica il settore riservato ai tifosi amaranto è esaurito. Per i soli possessori della tessera del tifoso oggi a Modena è disponibile una ulteriore scorta di duecento biglietti validi per il settore distinti. Se vengono venduti anche questi i livornesi a Modena saranno 3500: in minoranza rispetto ai supporters emiliani, ma pur sempre un numero importante. Il Livorno non sarà solo nell'arena modenese. Pullman amaranto. I primi a mettere la prua verso Modena sono stati i tre pullman del club Rondina e quello allestito dal giovane sportivo Samuele Messerini che sono partiti verso le 10 dallo stadio. Il ritrovo era sotto la gradinata Morosini.Poi sono partiti i tre pullman organizzati dai Club Magnozzi (2) e Stua (1) per gli altri tre dei 'sempre presenti' del Club Porto. In totale le corriere in marcia verso Modena sono 10 a cui dobbiamo aggiungere decine e decine di pullmini da 9 e da 20 posti. Lo stadio mobile è tornato. Maxischermo sì. Dopo un tira e molla durato un paio di giorni ieri è arrivata la notizia ufficiale: il maxischermo, riservato a chi rimane in città, sarà allestito all'Ippodromo Caprilli. Saranno molti gli sportivi che trepideranno davanti alle immagini provenienti dal 'Braglia' griffate Mediaset Premium. Il sabato degli ultras. Come anticipato all'inizio di questa settimana infinita i tifosi della Curva Nord non saranno presenti al 'Braglia'. Continua, quindi, anche nel giorno più importante la protesta degli ultras contro la tessera del tifoso. Questione di coerenza. Questi tifosi, che in settimana avevano caldeggiato la soluzione maxi-schermo, si ritrovano alle 11 sotto la curva Nord. Qui trascorreranno le ultime ore prima della partita. Poi si sposteranno all'ipprodromo. Diretta web su Trreno.it Per il Livorno e per i suoi tifosi e l’appuntamento di oggi è tutto da vivere live sul nostro sito www.iltirreno.it. In che modo? Con un ricca diretta multimediale, con la possibilità commentare direttamente dalla pagina web dedicata all’evento o con un messaggio su Twitter utilizzando #Livorno. Dalle 15 ci collegheremo con i nostri inviati dallo stadio Braglia, che racconteranno le attese, le speranze e l’euforia del popolo amaranto.Con l’avvicinarsi del fischio d’inizio, via alle anticipazioni sulle formazioni in campo, le impressioni degli ospiti presenti in tribuna e naturalmente il pensiero tecnico-tattico dei tifosi. Dalle 16,30 il calcio d’inizio della “finale” allo stadio Braglia: sul nostro sito la diretta minuto per minuto della gara con foto delle azioni e immagini dalla curva amaranto. Naturalmente vi daremo aggiornamenti in tempo reale anche dal Bentegodi, dove si gioca l’altra sfida-serie A tra Verona ed Empoli.

IL TIRRENO

19.05.2013.

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TOSCANA NEWS LIVORNO L’ex direttore di Porto 2000 cade e chiede i danni al Comune

19 Maggio 2013, 12:06pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Bruno Crocchi ha fatto causa all’amministrazione dopo essersi fatto male lo scorso anno in via della Madonna. «Ho ancora dolore alla spalla e alla caviglia» LIVORNO. L’ex direttore della Porto di Livorno 2000, Bruno Crocchi, ha chiesto i danni al Comune dopo essere caduto sul marciapiede. Lo dice l’atto numero 155 della giunta comunale, che pochi giorni fa ha deliberato di costituirsi in giudizio nella causa aperta dall’ex responsabile della società delle crociere, finito nella maxi inchiesta giudiziaria, tutt’ora in corso, che lo vede indagato per concorso in peculato. La caduta risale a circa un anno fa, ma il caso è arrivato sui banchi degli assessori di Palazzo Civico il 9 maggio. Come racconta lo stesso Crocchi, «ero uscito a cena con un amico e mentre camminavo sul marciapiede che porta da piazza Civica a via della Madonna, costeggiando la Pronvicia, sono caduto su un enorme masso». All’epoca Crocchi finì anche al pronto soccorso, dove si fece refertare. «Mi sono fatto male alla caviglia e alla spalla», ripete. Le procedure, come si specifica nella delibera della giunta, sono tutte nelle mani delle assicurazioni. «Ho chiesto qualche migliaio di euro di danni – taglia corto l’ex direttore – saranno gli assicuratori a quantificare

IL TIRRENO

19.05.2013.

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SEZIONE SICILIA NEWS PALERMO Per salvare cane cade dal terzo piano

19 Maggio 2013, 11:59am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.ansa.it/webimages/section_210/2013/5/11/e1763b0e3a076cfca333ee7588a1d728.jpg

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

25enne con lesioni a colonna vertebrale, ricoverato a Palermo   - MARINEO (PALERMO), Ha perduto l'equilibrio ed e' caduto dal terzo piano di una palazzina nel tentativo di evitare che il suo cane potesse precipitare da una terrazza ancora non definita. Protagonista della vicenda, avvenuta a Marineo, un 25enne che e' ricoverato con la prognosi riservata nell'ospedale Civico di Palermo. Il giovane, che sarebbe scivolato mentre inseguiva l'animale per evitare cadesse, ha riportato lesioni alla colonna vertebrale, ma per i medici non sarebbe in pericolo di vita.

ANSA

19.05.2013.

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