PUGLIA CALABRIA NEWS BARI Violenza e tante armi, i miti degli aspiranti boss
INSERITO DA ANGELA CECERE
Nella tradizionale mappa dei clan baresi, avanzano nuovi gruppi, di scarso spessore ma pronti a tutto La scarica di colpi BARI - Pur se decimato dalle inchieste della magistratura è il clan Strisciuglio che a Bari e nell’hinterland continua a gestire le attività illegali: dal traffico di droga (attività che porta i maggiori introiti nelle casse criminali) e armi alle estorsioni per passare poi alle rapine. È una lotta continua, quella del clan Strisciuglio, contro le altre cosche della città per riuscire a gestire i quartieri sotto il proprio controllo e non esita a seminare per strada morti ammazzati per non perdere la supremazia assoluta sul territorio. L’influenza degli Striusciuglio (il boss storico Domenico Striusciuglio, detto Mimmo «la Luna», è detenuto) si estende al quartiere Libertà, San Girolamo, San Paolo, Enziteto, e in parte anche a Madonnella, a Bari Vecchia e San Pasquale. Oltre che nell’hinterland barese. Bari Vecchia, un tempo regno incontrastato dei Capriati è ora controllato per gran parte dagli affiliati agli Strisciuglio. Il luogo dell'agguato Il quartiere Japigia è il feudo invalicabile del boss Savino Parisi, dove non si muove una foglia senza il suo consenso, a Carrassi ci sono i Diomede, a San Pasquale il gruppo dei Caracciolese (anche se Giacomo Caracciolese è stato recentemente ucciso). A Ceglie e Carbonara ci sono i Di Cosola storici rivali dell’organizzazione criminale di Mimmo «la Luna». Ma la detenzione dei boss carismatici della criminalità barese (Strisciuglio, Capriati, Di Cosola e Parisi) e il conseguente indebolimento di altri gruppi ha favorito l’ascesa di clan emergenti fondati dagli affiliati più giovani con la smania del potere e la cui maggiore caratteristica è quella di uccidere per regolare qualsiasi questione. E lo fanno a qualsiasi ora del giorno, tra la gente, nei mercati rionali o, come è accaduto domenica mattina, in una piazzetta affollatissima dove una sventagliata di mitra ha gettato il quartiere nel panico. Tre morti. Ma poteva andare peggio. Ed è proprio l’efferatezza delle giovani leve (con uno spessore criminale molto basso) a preoccupare gli investigatori. Soprattutto perché questi giovani criminali possono contare su armi molto potenti. Dalle pistole calibro 9 alle mitragliette che usano con una facilità impressionante. Peralto una delle maggiori attività del clan baresi è proprio il traffico d’armi. Risale a qualche settimana fa l’operazione della squadra mobile di Bari che ha sgominato un traffico tra San Marino e Andria. Sette persone sono state arrestate. Un’inchiesta partita dopo la segnalazione della gendarmeria di San Marino relativa ad alcune esportazioni sospette di armi verso la Puglia. È così emerso che le armi, vendute illegalmente ed intestate a persone inesistenti, venivano spedite in Italia tramite un’agenzia con sede a Corato e consegnate a un imprenditore di Andria e a due suoi complici. È stata accertata l’importazione illegale di 247 armi tra il 2009 e 2011.
CORRIERE DEL MEZZOGIORNO
21.05.2013.
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