Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Furto di corrente da 50mila euro a Qualiano, arrestato giovane commerciante. Salvatore Minopoli dovrà rispondere a questo reato dopo che i carabinieri della stazione locale stazione scoprivano che la sua attività di vendita di prodotti surgelati fosse alimentata da un allaccio abusivo alla rete elettrica. Dal 2019 le celle frigorifere del locale non generavano consumi perché allacciate senza il filtro di un contatore. INTERNAPOLI
INSERITO DA MORENA MOTTA Non c'è l'ha fatta Patrizia Petrone, la 64enne, titolare della Antica Pizzeria Gianni e Genny di piazza Mazzini. La donna era stata vittima di una rapina in via Salvator Rosa il 17 luglio del 2021. Mentre viaggiava su uno scooter guidato da una parente, due giovani di 19 e 16 anni si affiancarono in sella ad un altro motorino, con l'intento di rapinare le due donne del loro veicolo. Patrizia cadde sull'asfalto, ferendosi gravemente alla testa. Ricoverata al Cardarelli, fu poi trasferita all'Ospedale del Mare, dove per 7 mesi ha lottato per la vita. Purtroppo, stamattina si è arresa. I funerali si terranno domani, venerdì 25 febbraio 2022, alle ore 10,30 nella chiesa della Cesarea. Sulla vicenda è intervenuto il consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli, di Europa Verde: “In primo grado condannato a solo 7 anni il 19enne.Chiediamo pene molto più severe quando ci sarà il secondo grado di giudizio”.
Borrelli: "Servono condanne più severe"
“La Squadra mobile di Napoli – ricorda Borrelli – eseguì pochi giorni dopo due decreti di fermo emessi dalla Procura di Napoli e dalla Procura presso il Tribunale per i minorenni di Napoli rispettivamente nei confronti di un 19enne con precedenti di polizia, e di un 16enne. Le indagini, condotte attraverso l'analisi dei sistemi di videosorveglianza, gli accertamenti sulle targhe rilevate e l'ascolto di testimoni, consentirono di risalire ai responsabili, nonché di trovare e sequestrare il veicolo e l'arma, rivelatasi una pistola replica priva di tappo rosso, utilizzati per commettere il delitto. Il 19enne fu portato nel carcere di Poggioreale mentre il 16enne fu portato al centro di prima accoglienza dei Colli Aminei".
“Patrizia Petrone – conclude Borrelli – non si è ripresa più da quella notte. La famiglia si era rivolta a noi per lanciare un grido di dolore e giustizia affinché la pena fosse proporzionata al reato commesso. Noi chiediamo il massimo della severità nel secondo grado di giudizio contro questi delinquenti che hanno rovinato la vita a una famiglia di persone lavoratrici e oneste. 7 anni sono troppo pochi per la vita di una persona”.
INSERITO DA ANGELA CECERE Il provvedimento Napoli. Ci sono persone che per motivi diversi entrano ed escono dal carcere. Altri che invece nonostante i benefici riconosciuti dalla Legge non riescono proprio a stare a casa. E’ la storia di un 40enne già noto alle forze dell’ordine che recentemente ha visto spesso le caserme dei carabinieri. Era la notte del 10 dicembre scorso quando i carabinieri della compagnia Vomero arrestarono 3 ladri di marmitte e tra questi c’era il 40enne. I militari li bloccarono mentre erano a via caldieri impegnati a tagliare il catalizzatore di un’auto. Ad attenderli un rito per “direttissima” e per il 48enne la sottoposizione agli arresti domiciliari. Sono le 23 del 27 dicembre e nell’aria ancora il clima natalizio. Una gazzella del nucleo radiomobile di napoli percorre via cornelio e lì trovano l’uomo che giorni prima era stato fermato dai colleghi al Vomero. Stava passeggiando nonostante fosse stato sottoposto agli arresti domiciliari e per lui le manette scattarono prima della mezzanotte. Ora l’ultimo episodio che vede gli stessi protagonisti ed anche il reato li accomuna, l’evasione. I militari del nucleo radiomobile setacciano le vele di Scampia e a via Labriola notano una vecchia conoscenza. Il 48enne passeggia nei pressi della vela gialla ma la misura degli arresti domiciliari impone che sia a casa. I carabinieri lo arrestano e lui sa già di dover affrontare un giudizio speranzoso di tornare nel suo appartamento quanto prima. Questa volta però l’epilogo cambia. Il tribunale di Napoli la pensa diversamente dall’uomo e decide prima della commissione dell’ultima evasione. I carabinieri, infatti, mentre scrivono il verbale dell’ennesimo arresto notano che sul 40enne pende un ordinanza di aggravamento per una serie di violazioni alla misura restrittiva a cui era sottoposto. Arrestato,l'uomo è stato trasferito non a casa questa volta ma presso il carcere di Napoli-Poggioreale a disposizione dell’autorità giudiziaria.
INSERITO DA ANGELA CECERE NAPOLI, Raid vandalico contro un centro vaccinale ad Afragola, nel Napoletano: la scorsa notte ignoti hanno forzato la porta della struttura e, introdottisi all'interno, hanno lasciato spalancata la porta del frigorifero in cui erano custodite 350 fiale. Oggi alle 13, quando la struttura è stata aperta, i responsabili hanno constatato l'accaduto e non hanno potuto fare altro che gettare via le dosi (da ogni fiale si sarebbero ricavate almeno sei dosi). Il centro è stato comunque subito rifornito dalla Asl Napoli 2 Nord, e ora le attività vi si stanno svolgendo regolarmente. L'episodio si è verificato nel centro LuMo di Afragola, in via Ugo La Malfa, la struttura dove finora è stato somministrato il maggior numero di vaccini (circa 200mila) nel territorio della Asl Napoli 2 Nord. I vandali non hanno asportato nulla né provocato altri danni: la loro azione è stata rivolta esclusivamente a rendere inservibili i vaccini conservati in frigorifero. L'accaduto è stato denunciato ai Carabinieri che hanno avviato le indagini per risalire ai responsabili.
INSERITO DA ANGELA CECERE Napoli. Sono quasi le 19 e siamo a Piazza Garibaldi, sull’area pedonale poco distante da un albergo e a due passi dalla stazione dei treni. Una giovane pendolare, ha 19 anni, sta passeggiando e intanto “messaggia” con il proprio smartphone. L’occasione è troppo propizia per un uomo poco distante che ha preso di mira la ragazza. Si avvicina e le strappa il telefono per poi fuggire. Un furto con strappo facile e pulito per un 41enne di casalnuovo di Napoli già noto. Peccato per lui che il reato viene visto in diretta dai carabinieri della stazione Napoli Borgoloreto che erano lì. Gli intimano di fermarsi ma l’uomo tenta la fuga. Inseguito, dopo circa 200 metri viene bloccato. Arrestato, è in attesa di giudizio. Per la 19enne solo tanta paura con lo smartphone che le è stato restituito.
INSERITO DA ANGELA CECERE Nella mega struttura penitenziaria di Napoli-Secondigliano, la Polizia Penitenziaria, ha rinvenuto e sequestrato un gran numero di telefonini e droga a disposizione di detenuti della Sezione di alta sicurezza. Napoli. “Dal pomeriggio fino a notte è stata condotta una operazione di servizio per il rinvenimento di oggetti non consentiti e sostanze stupefacenti”, spiega Emilio Fattorello, segretario nazionale per la Campania del sindacato autonomo polizia penitenziaria. “Circa 40 poliziotti penitenziari hanno preso parte all'operazione, condotta nelle sei sezioni del reparto S3, ove sono ristretti circa 300 detenuti appartenenti al circuito alta sicurezza poiché soggetti facenti parte della criminalità organizzata. Il controllo, effettuato su persone e spazi, ha dato i suoi positivi risultati. Sono stati scoperti e sequestrati ben 60 cellulari di diversi modelli, tra micro apparecchi e smarphone, e 30 grammi di sostanza del tipo hascisc. L'operazione deriva da una intensa attività di intelligence dei baschi azzurri, coordinati dal direttore della struttura e dal comandante di polizia del reparto”. “La complessa operazione di servizio”, commenta anche il Sappe, “è stata compiuta con grande capacità professionale, senza alcun problema operativo ne reazioni da parte della popolazione detenuta. Tutto il materiale sequestrato ben occultato è stato rinvenuto in spazzi comuni in uso ai detenuti. L'istituto di Secondigliano negli ultimi tempi è stato sorvolato da numerosi droni e alcuni di essi intercettati con il loro carico anche di 10/15 cellulari destinati all'interno del carcere. Il Sappe Campania esprime vivo compiacimento per l'operazione condotta ed il risultato raggiunto”. Il segretario generale del Sappe Donato Capece ricorda che “la polizia penitenziaria è quotidianamente impegnata nell’attività di contrasto all’introduzione di telefoni cellulari ed alla diffusione della droga nei penitenziari per adulti e minori. Nonostante la previsione di reato prevista dal articolo 391 ter del codice penale di recente emanazione per l'ingresso e detenzione illecita di telefonini nelle carceri, con pene severe che vanno da 1 a 4 anni, il fenomeno non sembra ancora attenuarsi. Vanno adottate soluzioni drastiche, come la schermatura delle sezioni detentive e degli spazi nei quali sono presenti detenuti all’uso dei telefoni cellulari e degli smartphone: non è più accettabile e tollerabile scovare anche video e messaggi di detenuti in carcere nelle varie piattaforme social!”. Per il Sappe “è urgente e non più differibile trovare soluzioni al personale di polizia penitenziaria che opera, sotto organico e con mille difficoltà, nel carcere di Secondigliano e nonostante tutto garantisce al meglio i compiti di sicurezza”: per questo il primo sindacato della polizia auspica un intervento dei vertici dell’amministrazione penitenziaria.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Anche questo sabato mattina del 19 febbraio, i volontari si sono dedicati alla bonifica e alla raccolta rifiuti nei pressi del Parco dei Camaldoli di Napoli e in Piazzetta di Via Giordano Bruni a Marano. Napoli. Ricevuto in regalo da un cittadino che vuole dare il suo contributo, un decespugliatore che i volontari hanno utilizzato per togliere le erbacce secche. Inoltre si sono uniti nuovi volontari anche questo week-end, che vogliono dedicare un po’ del loro tempo libero a migliorare l’ambiente. Due ore ogni week-end e l’aspetto dei due luoghi curati dai volontari, è migliorato notevolmente. Il gruppo de La Via della Felicità è nato dopo che, Pascal Lemos, coordinatore dell’iniziativa, una notte si è svegliato a causa di una nebbia di fumo che è entrata in casa sua l’estate scorsa, nata dall’incendio di alcuni rifiuti. Questo ha scaturito in lui il desiderio di creare maggiore consapevolezza nei cittadini napoletani, di voler prendersi cura del proprio pianeta. Secondo i dati delle Nazioni Unite, ogni tre secondi il mondo perde tante foreste quante sarebbero necessarie a coprire un campo da football. Nel solo 2020 sono stati cancellati 4,2 milioni di ettari di foreste primarie essenziali per la tutela della biodiversità e per arginare i cambiamenti climatici. Nel secolo scorso sono state distrutte la metà delle zone umide del pianeta; il 50% delle barriere coralline sono sparite e, entro il 2050, ne potrebbero sparire fino al 90%. La distruzione degli ecosistemi sta privando il mondo dei pozzi di assorbimento del carbonio, come le foreste e le torbiere, in un momento in cui l’umanità può permetterselo di meno. Il degrado degli ecosistemi sta già mettendo a rischio il benessere di almeno 3,2 miliardi di persone – il 40% della popolazione mondiale. Il gruppo dei volontari sostiene il precetto 12 dell’omonima guida al buon senso La Via della Felicità, scritta dall’umanitario L. Ron Hubbard che disse: “Ci sono molte cose che le persone possono fare per aiutare a prendersi cura del pianeta. Si inizia con l’impegno personale. Si prosegue suggerendo agli altri di fare altrettanto. L’Uomo ha raggiunto la capacità potenziale di distruggere il pianeta. Ora deve essere portato al punto di essere in grado di salvarlo e di agire per farlo. Dopotutto è il posto in cui viviamo.” Per questo le iniziative dei volontari non si fermeranno e continueranno nei prossimi week-end. Chiunque volesse organizzare un’attività nella sua zona o volesse ricevere maggiori informazioni può scrivere a laviadellafelicitacampania@gmail.com .di Gianni Vigoroso OTTOPAGINE
INSERITO DA MORENA MOTTA Operazione alto impatto dell'Arma Napoli. Presidio dei carabinieri della compagnia di Torre Annunziata nella città oplontina e nei comuni limitrofi. Decine di militari impiegati nelle aree più sensibili con la collaborazione del reggimento campania, del nucleo ispettorato del lavoro e l’occhio elettronico in volo del nucleo elicotteristi di Pontecagnano. 132 le persone identificate, 47 le vetture passate al setaccio. In manette per resistenza a pubblico ufficiale un 48enne di San Giuseppe Vesuviano, agli arresti domiciliari nella sua abitazione di Terzigno. I carabinieri sono stati allertati perché dall’appartamento arrivavano grida e rumori forti. Quando hanno varcato la soglia, l'uomo stava spaccando i mobili di casa in preda all’agitazione. I militari hanno provato a calmarlo ma lui ha reagito spintonando anche loro. Arrestato, è stato ri-sottoposto ai domiciliari in attesa del giudizio con rito direttissimo. Numerosi i provvedimenti restrittivi eseguiti. Un 38enne di origini polacche ma residente nel comune di Striano, è finito in carcere in esecuzione di un ordine di aggravamento della detenzione domiciliare a cui era già sottoposto, emesso dall’Ufficio di Sorveglianza di Napoli. Aveva più volte violato le disposizioni imposte e gli è stata inflitta misura più grave. Ad una 72enne di Pompei, è stata applicata la detenzione domiciliare in ordine ad un provvedimento emesso dalla corte di appello di Napoli. Sconterà 1 anno per abusivismo edilizio. 1 anno anche per un 51enne, di Pompei. L’ufficio di sorveglianza di Salerno ha ritenuto che dovesse scontare 365 giorni di detenzione domiciliare per evasione. Appena 1 mese di reclusione per una 62enne del Parco Penniniello. Secondo la Procura di Torre Annunziata la donna è finita nel carcere di Pozzuoli per violazioni alle misure di prevenzione alle quali era sottoposta. Le porte del carcere femminile puteolano si sono aperte anche per una 61enne di Trecase. Sconterà, in esecuzione di un ordine emesso dalla Procura oplontina, 3 anni e 11 mesi di reclusione per reati contro il patrimonio e la pubblica fede. 1 anno e 4 mesi di reclusione per un 34enne di Boscotrecase. La Procura di Nocera Inferiore ne ha disposto la carcerazione per reati inerenti il traffico di stupefacenti. E ancora, un uomo di 51 anni, originario di Boscotrecase, dovrà espiare 2 anni e 6 mesi di reclusione per reati contro il patrimonio. A disporlo la Procura di Torre Annunziata. Anche Curcio è ora nel penitenziario napoletano. Non sono mancate le denunce. 2 persone sono state segnalate all’Autorità giudiziaria perché avevano realizzato nelle loro rispettive abitazioni allacci abusivi alla rete elettrica. Risponderanno di furto in considerazione di un ammanco stimato oltre i 10 mila euro Ha 60 anni l’uomo denunciato per violazione del divieto di avvicinamento alla ex coniuge. Nonostante la misura limitasse la sua libertà di movimento, il 60enne è stato sorpreso sotto l’abitazione della donna. Denunce e sanzioni salate per 4 imprenditori edili di Torre Annunziata. Avevano impiegato nei vari cantieri attivi in città 9 operai in barba alla normativa in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro. Per gli impresari oltre 50mila euro di multa e la sospensione dei cantieri. I controlli continueranno anche nei prossimi giorni. di Gianni Vigoroso OTTOPAGINE
INSERITO DA ANGELA CECERE NAPOLI, Estorsione aggravata dal metodo mafioso: è il reato che i carabinieri e la Direzione Distrettuale Antimafia contestano a Antonio Izzo, sottoposto a fermo, lo scorso 11 febbraio 2022. Secondo gli inquirenti, l'estorsione che viene contestata all'indagato, ritenuto legato al clan Longobardi-Beneduce, sarebbe stata commessa ai danni del titolare di un negozio di abbigliamento del centro della città flegrea. Lo scorso 15 febbraio il gip di Napoli ha emesso una misura cautelare in carcere nei confronti di Izzo, attualmente detenuto nell'istituto penitenziario di Secondigliano. L'attività investigativa è stata condotta dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA “Bisogna fermare questa strage, non se ne può più. Occorre persuadere queste donne che bisogna vaccinarsi”, dice il direttore della Terapia intensiva neonatale dell’ospedale NAPOLI – È una scia densa e drammatica, di urla strozzate dall’impotenza, quella che scandisce, purtroppo, la lunga contabilità dei decessi di giovani mamme non vaccinate e finite dal Covid. Una strage silenziosa che in Campania sta assumendo proporzioni inquietanti, come dicono gli stessi medici, lasciando ogni volta una eco di dolore implacabile: figli nati prematuri, altri a casa, ed un vuoto incolmabile negli affetti familiari. È accaduto ancora, purtroppo, ad una donna di 33 anni, residente a Napoli, mamma di un’altra bambina di 3 anni — spiegano i medici del Policlinico della Federico II — ricoverata in terapia intensiva dopo aver contratto il Covid. La neonata in Terapia Intensiva La sua seconda figlioletta, che non ha visto nascere, è nata di 33 settimane e di 1800 grammi. «È stata intubata appena nata — racconta con voce flebile e segnata dal dolore Francesco Raimondi, docente universitario di Pediatria e direttore della Terapia intensiva neonatale del policlinico Federico II — ed ora è in equilibrio clinico. Speravamo di dimetterla e di consegnarla alla mamma. Mamma che, purtroppo, non conoscerà mai. Bisogna fermare questa strage, non se ne può più. Occorre persuadere queste donne che bisogna vaccinarsi contro il Covid. Ciò che stiamo vedendo in questi mesi è terribile. Soprattutto in Campania si registra un numero di casi superiore alle altre regioni. Il mio reparto continua ad essere sovraffollato di neonati prematuri e figli di mamme Covid. Abbiamo lanciato un appello alcuni mesi fa alle istituzioni, ma ci aspettavamo un aiuto che, finora, non è pervenuto». Le altre mamme vittime del Covid A novembre scorso morì per Covid, due mesi dopo aver perso la sua seconda figlia nata prematura di 24 settimane, una mamma di 26 anni originaria di Montano Antilia, piccolo comune del Cilento. Nello stesso mese la medesima e tragica sorte toccò ad un’altra donna di 31 anni, incinta di due gemelli, non vaccinata e con il Covid: fu ricoverata per quasi un mese al Policlinico Federico II di Napoli. Fu sedata per dare alla luce i suoi due bambini, ma lei si spense dopo poco. Il marito, in un’intervista al Corriere del Mezzogiorno, disse: “Non avremmo dovuto ascoltare il ginecologo. Se potessi tornare indietro spingerei mia moglie a vaccinarsi”. A dicembre un’altra giovane di 29 anni, neanche lei vaccinata, di Sparanise, in provincia di Caserta, estetista di professione, fu stroncata dal Covid: aveva scoperto di aver contratto la malattia un mese prima, dopo aver partorito un bimbo nell’ospedale di Sessa Aurunca. All’inizio di gennaio un’altra vittima: una donna di 37 anni, residente a Villaricca, in provincia di Napoli. Anche lei ha lottato fino all’ultimo, ma non era vaccinata. Si chiamava Giusy. La mamma, disperata, urlò: «Non siamo contrari al vaccino, ma avevamo paura». GIANLUCA RUSSO IL MERIDIANO