Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA ANGELA CECERE Indagini in corso Napoli. I carabinieri della sezione operativa di Castello di Cisterna e quelli della stazione di Brusciano hanno arrestato per tentato omicidio e rissa un 17enne di Brusciano e denunciato per rissa il padre e lo zio di 44 e 42 anni. I 3 erano in Via Semmola dove è scoppiata un'accesa lite con un 29enne incensurato del posto. Ancora poco chiare le motivazioni. Durante la discussione poi sfociata in rissa a suon di calci e pugni, il più giovane ha estratto un coltello e tirato al 29enne una pugnalata al petto. Il ferito è stato trasportato al pronto soccorso della Clinica dei Fiori di Acerra e poi al Cardarelli di Napoli dove è tuttora ricoverato, cosciente e non in pericolo di vita. Le indagini, avviate immediatamente, hanno consentito di identificare e rintracciare i coinvolti. Il 17enne è finito in manette ed è ora presso il centro di prima accoglienza dei Colli Amine
INSERITO DA ANGELA CECERE Si indaga Napoli. Quando l’insegnante è entrata in aula non poteva credere ai suoi occhi. Alcune alunne - riferiscono i carabinieri - stavano giocando con due pistole in una scuola superiore di Soccavo a Napoli. La docente impaurita ha immediatamente allertato la preside e quest’ultima il 112. I carabinieri del nucleo radiomobile di Napoli sono intervenuti poco dopo e hanno recuperato le due armi, repliche di una Beretta 92. Erano senza tappo rosso e piombatura interna. Secondo quanto ricostruito, le pistole erano state portate per gioco in aula da uno degli alunni della classe. I suoi compagni, incuriositi, hanno iniziato a passarsele, tra selfie e video per i social. Sono state sequestrate. Accertamenti in corso per chiarire l’origine delle armi.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Banca Nazionale delle Terre Agricole, Cia Campania illustra la mappa dei 29 terreni censiti sul territorio regionale Napoli. “L’autosostentamento non deve essere solo energetico ma anche alimentare. Per questo rendere i territori capaci di garantire la sopravvivenza in termini di produzione è la vera rivoluzione verde, ma bisogna credere nell'elevato potenziale dell'agricoltura come metodo e strumento". Così il presidente di Cia Campania Alessandro Mastrocinque, per divulgare l'apertura della IV edizione della Banca Nazionale delle Terre Agricole, costituita da oltre 19.800 ettari, per un totale di 827 aziende agricole potenziali e un valore complessivo a base d'asta di quasi 312 mln di euro, da destinare ai nuovi interventi in favore dei giovani imprenditori agricoli. Le manifestazioni d'interesse per l'acquisto dei terreni possono essere presentate dal 7 marzo e fino alle 24.00 del 5 giugno 2022. In Campania la banca mappa 3 terreni in provincia di Avellino, 2 in provincia di Salerno, 4 a Napoli e 20 a Caserta. "Troppo pochi rispetto alle disponibilità di terreni incolti esistente" commenta Mastrocinque. "Alla luce della grave crisi di approvvigionamento delle materie prime, come mais e grano, abbiamo il dovere di affrontare un cambio di rotta e puntare all'autosostentamento. Sollecitiamo i comuni al censimento per ampliare la mappa della Banca delle Terre Ismea. Cia Campania conferma l'affiancamento per consulenze e know how" conclude di Gianni Vigoroso OTTOPAGINE
INSERITO DA MORENA MOTTA Aggredito alle spalle, con calci e pugni. Vittima a Napoli il segretario regionale della Fim Cisl, Giuseppe de Francesco. «Stava venendo in sede, via Stretto a Sant'Anna alle Paludi, ho sentito delle urla, sono sceso in strada e ho visto che era stato aggredito Francesco - riferisce Raffaele Apetino, segretario generale Fim Cisl Campania - è stato colpito alle spalle, sembra che avesse il volto coperto».
«L'aggressore non ha detto nulla né Francesco in questi giorni ha ricevuto minacce a quanto ne so. Ora è arrivata l'ambulanza e lo stiamo portano in ospedale. Abbiamo denunciato tutto alla polizia. È un atto vile», ha raccontato Apetino.
«Questa mattina il nostro segretario regionale della Campania Fim Peppe Di Francesco è stato vigliaccamente aggredito alle spalle, e pestato da due sconosciuti a volto coperto non ancora identificati, mentre si recava al lavoro nella nostra sede sindacale a Napoli. Il grave pestaggio ai danni del nostro segretario regionale Peppe Di Francesco costituisce una gravissima intimidazione fisica ad uno dei sindacalisti più limpidi e capaci che abbiamo sul territorio campano». È quanto scrive, in una nota, il segretario generale Fim Cisl, Roberto Benaglia.
«Un atto vigliacco, che condanniamo fermamente e che intende creare un clima di paura di violenza in un territorio nel quale abbiamo bisogno di più sindacato, di più coesione sociale e di più interesse spassionato per lavoratori.», sottolinea. «Per questo non solo esprimiamo a Peppe Di Francesco tutta la nostra vicinanza e solidarietà ma di più - conclude - faremo quadrato con tutta la FIM napoletana e campana e respingeremo come organizzazione qualsiasi ulteriore tentativo di intimidazione. I responsabili vanno scovati subito, chiediamo alle forze dell'ordine di fare al più presto chiarezza su quanto accaduto».
PROPOSTO DA MARIA PAPPACODA Napoli. “Nel cuore della notte, intorno alle ore 4, un forte boato. Un’esplosione davanti al cancello della chiesa del Parco Verde di Caivano. Padre Maurizio Patriciello non dorme qui. Ma lui è il parroco di quella chiesa. Siamo tutti preoccupati. Da quando abbiamo alzato la voce in questa area Nord di Napoli, dando vita al comitato di liberazione dalla camorra che è nato proprio in questa chiesa, lo Stato sta dando risposte concrete nella battaglia per la legalità. Non è la prima volta che minacciano padre Maurizio. Anche il comandante della polizia municipale di Arzano, Biagio Chiariello, fa parte del nostro comitato, anche lui, ma per le indagini che conduce nel suo Comune, è stato minacciato di morte e oggi vive sotto protezione dello Stato. Sapevamo che accendendo i riflettori avremmo indebolito la camorra e la camorra cerca di reagire con le minacce. Noi siamo di più e andremo avanti in questa battaglia di liberazione dei nostri territori dalla malavita organizzata. Non ci fermeranno insulti e minacce. Siamo tutti padre Maurizio Patriciello”. Lo afferma in una nota il senatore Sandro Ruotolo del Gruppo Misto OTTOPAGINE
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Una guerra infinita. Quella combattuta nei vicoli del ‘ventre molle’ di Napoli, quella casbah che fu regno incontrastato dei Giuliano, cognome legato a doppio filo a Forcella e alle tensioni criminali che in tutti questi anni hanno dominato il quartiere. Ieri un nuovo capitolo di questa ‘saga’ intrisa di sangue e paura con la custodia cautelare in carcere disposta dalla Procura di Napoli per Domenico De Martino ‘a caciotta’ e Alessio Vicorito. Il gip ha invece disposto i domiciliari per Mario Giarnieri e Raffaele Cella mentre per Raffaele Giuliano l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Nelle oltre 170 pagine dell’ordinanza firmata dal gip Leda Rossetti c’è tutta la ricostruzione dello scontro tra gruppi rivali e dell’odio montante tra il gruppo riconducibile a De Martino e quello capeggiato invece da Giuliano junior.L’aggressione nel centro scommesse a Forcella contro lo zio del ras De Martino Una guerra caratterizzata da stese e pestaggi come quello che vide soccombere lo zio di De Martino, aggredito nell’Eurobet di via Pietro Colletta da Raffaele Giuliano e da Francesco Errichelli (che risulta indagato). L’uomo finì in ospedale dove fu poi sottoposto ad un delicato intervento chirurgico visto che dall’occhio destro non vedeva più. Ascoltato dagli inquirenti dichiarò di non aver riconosciuto i suoi aggressori spiegando di esser stato assalito alle spalle:«Sono legato da vincoli di parentela con De Martino Pasquale detto “‘a’ caciotta” poiché ha contratto matrimonio con mia sorella. So che mio cognato ha avuti problemi con la giustizia ma di questo non me ne sono mai interessato. Conosco Raffaele Giuliano figlio di “‘o montone” poiché è del quartiere ma con lui non ho alcun rapporto. Come voi mi chiedete non so dirvi se sia stato lui ad aggredirmi poiché, come ho detto prima, sono stato colpito alle spalle e poi ho solo pensato a ripararmi». La vendetta di De Martino contro Giuliano junior La vendetta di De Martino non si è però fatta attendere e nel febbraio del 2018 Raffaele Giuliano (cugino omonimo di Raffaele) fu bloccato in strada e picchiato violentemente dal ras, indicato dalla Procura come vicino al gruppo Contini. Lo stesso Giuliano junior (figlio del collaboratore di giustizia Guglielmo) ascoltato dopo l’aggressione dichiarò:«Ho incontrato in strada delle persone che conosco, erano fermi vicino al chioschetto all’angolo con la via Pietro Colletta, questi si avvicinavano a me e mi riconoscevano subito, indicandomi come ,figlio di un pentito, difatti in dialetto napoletano mi dicevano “Tu si o figl ro nfam”, e mi colpivano violentemente con dei colpi al volto e al corpo, facendomi rovinare al suolo. Mi riprendevo e cercavo di scappare in direzione del Vico dei Travi, ove venivo raggiunto da tre degli autori dell’aggressione, sopraggiunti a bordo di due motocicli, che continuavano ad aggredirmi e nella circostanza rovinavamo al suolo, procurandomi altre ferite, in particolare al naso, procurandomi la fuoriuscita di sostanza ematica. Subito dopo gli aggressori si allontanavano in direzione di Forcella lasciandomi al suolo. Ho riconosciuto delle quattro persone solo due, Armando Tubelli e Mimmo De Martino».
INSERITO DA ANGELA CECERE Si indaga Napoli. Non si fermano i controlli dei carabinieri nella periferia occidentale di Napoli. i militari del nucleo operativo della compagnia di Bagnoli hanno rinvenuto una pistola Heckler e Koch GmbH Usp Expert automatica, con matricola abrasa, 8 proiettili cal. 45 nel serbatoio e 1 in canna. L’arma era in un’area abbandonata in Via Romolo e Remo. Nello stesso luogo anche 56,5 grami di marijuana e 14 di hashish. La pistola, di fabbricazione tedesca, sarà sottoposta ad accertamenti balistici e dattiloscopici per verificare se siano state utilizzate per fatti di sangue o intimidazione.
INSERITO DA ANGELA CECERE Minacce di morte al sindaco di Torre del Greco nel napoletano Torre del Greco. "Sono stato oggetto di una minaccia di morte recapitatani direttamente a casa, attraverso un biglietto anonimo". Con queste parole il sindaco di Torre del Greco, Giovanni Palomba, rende pubblico quanto ad egli accaduto. Una vicenda personale dai toni scabrosi, verificatasi nella mattinata di venerdì, per la quale il primo cittadino non ha esitato a produrre nella stessa mattinata di venerdì, formale denuncia presso gli organi di pubblica sicurezza e sulla quale, in queste ore, gli agenti del locale commissariato di Via Marconi, stanno svolgendo i dovuti accertamenti Ma anche una vicenda, relativamente alla quale il primo cittadino avrebbe voluto mantenere il riserbo totale, sino all'ennessima azione di aggressione verbale verificatasi nella giornata di ieri, all'ingresso della sede istituzionale di Palazzo Baronale, dove alla presenza di agenti di Polizia Municipale e di altri esponenti dell'amministrazione, è stato pesantemente offeso da una cittadina che non ha esitato a pronunciare una ulteriore minaccia di morte. "Resto sconcertato - continua il sindaco Palomba - di quanto sto subendo, ma sono pienamente sereno e fiducioso nell'egregio lavoro delle forze dell'ordine alle quali ho riferito e comunicato, sempre, in forma privata ogni azione ricevuta".
INSERITO DA ANGELA CECERE Occorre fare presto... Napoli. Per chi opera nel mondo della scuola, il benessere da trasferire ai nostri bambini e ragazzi consiste nell’acquisizione di quell’insieme di competenze che portano alla conoscenza, alla consapevolezza, alle, abilità ed al valore della diversità e dell’inclusione, elementi chiave alla base della formazione dell'uomo, del cittadino e del lavoratore. La drammatica situazione in cui si sono venuti a trovare ormai da quasi due settimane i professori, i maestri e gli studenti ucraini, ci fa comprendere quanto tutto sia estremamente fluido, pronto a sgretolarsi da un momento all’altro, soppiantando l’importanza della cultura e di ogni stimolazione socioculturale. Dopo il Covid 19 che, ancora imperversa, non avremmo mai immaginato che ci saremmo potuti trovare davanti ad una guerra cinica e devastante che ha colpito l’intera popolazione dell’Ucraina, e spazzato via all’istante il percorso benessere, di milioni di minori, catapultando i fragili ed i deboli in un incubo terribile. Ma l’aiuto umanitario è quanto mai urgente e necessario, almeno per alleviare il dramma e testimoniare agli occhi dei bambini che un’altra umanità è possibile. Valentina Ercolino, nella qualità di presidente della sezione Confapi scuole paritarie della Campania, lancia un appello agli iscritti della confederazione, agli amici e ai tanti colleghi delle scuole paritarie di Napoli e dell’intera regione Campania: “Negli ultimi giorni stanno entrando in Italia, amici, congiunti e parenti ucraini che si ricongiungono ai loro cari che da anni lavorano da noi come baby sitter, badanti, estetiste, operai e collaboratori e o collaboratrici domestiche. Parlo della nostra comunità ucraina - a Napoli e in Campania la più numerosa in Italia - composta da bambini, adolescenti, mamme, nonne, e chiedo ai colleghi di aprire le porte delle loro scuole per accogliere gratuitamente, anche in un numero minimo, bambini e ragazzi in fuga dal loro Paese. Questo gesto sortirebbe un duplice effetto: quello di dare una parvenza di normalità a questi minori, e quello di liberare le mamme e le nonne in modo che possano adoperarsi per trovare lavoro, sapendo che i figli e nipoti sono a scuola e in un luogo sicuro. Solo così potremo sentirci partecipi e solidali in un momento storico di buio fittissimo, e generare una reazione positiva a catena. Save the children ha indicato che proprio i bambini ed i ragazzi sono i più esposti e vulnerabili, vittime di violenze fisiche e mentali e di soprusi. Per chi svolge una funzione pubblica come la nostra, educando ed istruendo, c’è il dovere morale di sostenere e proteggere i soggetti fragili, coloro che si trovano ad essere anche fortunati perché sono riusciti, finanche sotto le bombe, a giungere nel nostro Paese, per se comunque hanno dovuto lasciare i loro padri, fratelli, nonni, le loro città e la routine di vita che scandiva i giorni ed i tempi. Non si è mai pronti ad affrontare i tragici eventi, così come è accaduto per il Covid e né tantomeno per una guerra, ma solo ascoltando le coscienze e nel condividere insieme possiamo essere un esercito di spiriti buoni.”
INSERITO DA ANGELA CECERE Svolta nelle indagini Napoli. I carabinieri della compagnia di Pozzuoli hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione di misura di custodia cautelare degli arresti domiciliari emessa dal gip del tribunale di Napoli su richiesta della locale procura della repubblica VII sezione nei confronti di un 30enne gravemente indiziato di aver commesso cinque distinte truffe ai danni di anziani.Le indagini, condotte dai carabinieri della stazione di Pozzuoli, diretti dalla procura della repubblica di Napoli, sono state avviate nel settembre del 2021 in seguito alla presentazione di una querela per truffa sporta da una donna di 82 anni. Cinque gli episodi per i quali sono stati acquisiti gravi indizi di colpevolezza nei confronti dell’indagato, il quale, mediante artifici e raggiri consistiti nel contattare telefonicamente le anziane vittime fingendosi il nipote, paventando situazioni di difficoltà in cui versavano parenti o conoscenti, si sarebbe presentato successivamente presso le abitazioni delle malcapitate per farsi consegnare denaro e monili in oro: in totale circa 20.000 euro in contanti e gioielli per un valore complessivo di qualche decina di migliaia di euro.