Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA ANGELA CECERE NAPOLI, Volevano rubare il denaro contenuto nella cassa automatica di un distributore automatico e per questo hanno fatto esplodere un ordigno. E' accaduto verso le 5.30 tra Barra e Ponticelli, alla periferia di Napoli. E' all'alba che i carabinieri della compagnia di Poggioreale sono intervenuti in un distributore di carburanti a via Della Villa Romana per la segnalazione di un forte boato. Da una prima sommaria ricostruzione ancora da verificare pare che ignoti abbiano fatto esplodere un ordigno artigianale per aprire la cassa. Indagini sono in corso. Sul posto anche i carabinieri artificieri, la sezione rilievi del comando provinciale di Napoli e i militari della stazione Ponticelli
INSERITO DA ANGELA CECERE Napoli. Femminicidi, in mille alla fiaccolata per Giulia «Rafforzare la rete dei centri contro la violenza» Mentre il Governo varava la nuova stretta sui reati di violenza sulle donne a Napoli è sceso in piazza il popolo delle donne e degli uomini (pochi in verità) di Napoli e Campania per dire basta alla mattanza delle donne. Al grido di "Il maschio violento non è malato, è solo figlio del patriarcato" ieri in piazza del Plebiscito i manifestanti si sono riuniti per dire no alla violenza in memoria di Giulia Tramontano e di tutte le vittime di femminicidio. Presenti molte associazioni, istituzioni, sindacati e familiari di donne morte per mano di uomini violenti come Adriana, mamma di Stefania Formicola, uccisa dal marito nel 2018. Ad organizzare l'iniziativa la Consulta regionale per la condizione della donna presieduta dalòla giornalista Ilaria Perrelli: "Siamo qui per confermare e testimoniare la forza dell’azione delle donne ma anche perché riteniamo che la repressione da sola non basti, c’è bisogno di affrontare il problema dal punto di vista culturale". Il Comune di Napoli è pronto a indire una giornata di lutto cittadino e nel frattempo si lavora per mettere a sistema la rete di centri antiviolenza del territorio "Che sono tanti e lavorano bene ma hanno bisogno di continuità - sottolinea l'assessore Emanuele Ferrante - Per circa due anni le attività si sono svolte a singhiozzo, poi siamo intervenuti e stiamo lavorando per mettere in sinergia tutti i punti di ascolto e intervento. Ma è necessario che il Governo metta a bilancio risorse più cospicue e si faccia una programmazione a lungo termine, perché da soli i comuni non possono farcela" «Tutte le volte che una donna prova a sottrarsi alle relazioni di potere viene ammazzata e il modo in cui viene studiata la modalità della sua soppressione dipende semplicemente dalla fantasia patriarcale del soppressore di turno - prosegue la Ferrante - Ai nostri Cav abbiamo due accessi al giorno, ma la situazione è molto più drammatica". Tra i partecipanti don Tonino Palmese ed Enrico Tedesco, presidente e segretario generale della Fondazione Polis, Patrizia Palumbo, presidente dell’associazione Dream Team di Scampia, i segretari generali di Uil Giovanni Sgambati, della Cisl Doriana Buonavita e della Cgil Cinzia Massa. Nel cerchio rosso con la moglie Anna Maria Carloni anche l'ex sindaco Antonio Bassolino che sottolinea: "Il problema non è delle donne, ma degli uomini. E' necessario che siano innanzitutto gli uomini a mettere in discussione il loro modo di relazionarsi con le donne".
INSERITO DA ANGELA CECERE La seegnalazione Napoli. "Il grave episodio che si è registrato ieri sera, intorno alle 18:30, nei tratti non pedonalizzati tra via Luca Giordano e via Scarlatti rappresenta purtroppo l'ennesima conferma non solo dell'indisciplina di alcuni automobilisti ma anche delle gravi carenze nella necessaria vigilanza urbana, che sovente comportano la paralisi del traffico nel quartiere collinare del Vomero - afferma Gennaro Capodanno, presidente del comitato Valori collinari, già presidente della circoscrizione Vomero -. La presenza di un'autovettura in sosta in seconda fila ha comportato l'impossibilità per un autobus della linea 181 di poter proseguire, paralizzando il traffico in zona. Da qui è scaturito il grave episodio, riportato dalle cronache odierne, con la rottura di uno dei finestrini laterali dell'autobus." Un episodio gravissimo avvenuto alla presenza di tantissime persone che in quel momento si trovavano in strada ma anche sull'autobus danneggiato. La situazione è tornata alla normalità solo dopo che finalmente sul posto sono arrivati gli agenti della polizia di stato. "Purtroppo - puntualizza Capodanno - il quartiere Vomero paga la carenza di vigilanza urbana, specialmente in alcune strade, tra i quali sicuramente i tratti non pedonalizzati di via Scarlatti e di via Luca Giordano dove ogni giorno gli autobus delle linee dell’Anm rischiano di rimanere bloccati e comunque trovano notevoli difficoltà nel transito per la presenza costante di autoveicoli fermi in seconda fila che riducono la carreggiata a un budello. A testimonianza il dato che pure stamattina, nel tratto di via Scarlatti tra via Luca Giordano e via Mattia Preti, dove ieri si è verificato il grave episodio, c'era una lunga fila di autoveicoli parcheggiati in seconda fila, in aperto dispregio alle norme del codice della strada, peraltro bloccando i veicoli regolarmente parcheggiati. In verità - sottolinea Capodanno - i vigili urbani che si vedono in servizio per strada in questo periodo appaiono decisamente insufficienti. Laddove lo shopping al Vomero, adesso che sono arrivate le belle giornate, richiama tantissime persone, molte delle quali raggiungono il quartiere con le proprie autovetture. Non trovando posto nelle strisce blu, gli autoveicoli vengono sovente lasciati in seconda fila, anche a ragione della mancanza di aree pubbliche per il parcheggio, andando ancor più a congestionare la già caotica situazione. A questo punto le strade da percorrere per migliorare in immediato la viabilità nell'ambito dell'area collinare sono due – propone Capodanno -. Da un lato il potenziamento, però con una migliore organizzazione del servizio, dell’organico della locale sezione dei caschi bianchi, con la presenza costante di vigili urbani segnatamente in tutti i punti nevralgici della viabilità, peraltro ben noti, dall'altro la revisione dell’attuale dispositivo di traffico, dal momento che quello vigente si è rivelato nel tempo del tutto insufficiente a risolvere i problemi di congestione, aggravati dalla mancanza di parcheggi pubblici e dalle tariffe orarie, salite alle stelle, applicate dai pochi parcheggi privati presenti al Vomero." Al riguardo Capodanno sollecita il sindaco Manfredi e gli assessori alla mobilità e alla polizia municipale, Cosenza e De Iesu, a intervenire in tempi rapidi per la soluzione dei non più procrastinabili problemi di viabilità e traffico, ma anche del conseguente inquinamento atmosferico, presenti nell'area collinare della città.
INSERITO DA ANGELA CECERE Immagini girate durante le operazioni. Tra i video anche quelli della sontuosa villa di una delle persone raggiunte dal provvedimento... Napoli. I carabinieri del nucleo Investigativo di Napoli e di Castello di Cisterna ed i finanziari del gruppo di Giugliano in Campania hanno eseguito, con il contributo delle rispettive componenti aeree, un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal gip del tribunale di Napoli su richiesta dei magistrati della locale direzione distrettuale antimafia, nei confronti di 19 persone (di cui 3 già detenute), gravemente indiziate, a vario titolo, dei reati di associazione di tipo mafioso, estorsione, violazioni alla normativa sulle armi e sugli stupefacenti e tentato omicidio (tutti aggravati dalle finalità di agevolazione del clan). Le indagini hanno consentito di: documentare, a Villaricca, la perdurante operatività di un clan, storicamente rientrante (con quello Nuvoletta di Marano di Napoli e dei Casalesi) nel cartello camorristico denominato Nuova famiglia, collegato all’ala corleonese dell’associazione di tipo mafiosa denominata Cosa Nostra e militarmente contrapposto a quello denominato nuova camorra organizzata (capeggiata dal defunto Raffaele Cutolo), ricostruire la struttura del clan, stabilmente articolato in due distinti gruppi, l’uno facente capo alla famiglia Ferrara e l’altro a quella Cacciapuoti, identificandone vertici - tutti raggiunti dal provvedimento restrittivo - e parte degli affiliati (l’organico del clan, per come è emerso delle indagini, si attesta su 50 unità, alle quali in caso di detenzione spetterebbe “stipendio” e copertura delle spese legali), individuare in quella la frangia a vocazione spiccatamente imprenditoriale (in particolare, nel settore dell’edilizia, della ristorazione, degli idrocarburi e della commercializzazione di generi alimentari), confermare lo stabile interesse della criminalità organizzata verso il settore degli idorcarburi, accertare che il clan - che comunque trae parte delle proprie risorse dal traffico di stupefacenti - ha inteso preservare il territorio da attività ed attenzioni attraverso l’imposizione di un divieto di spaccio a Villaricca, acclarare 9 ipotesi estorsive, in prevalenza a danno di imprenditori operanti nel settore dell’edilizia, di titolari di palestre e di sale giochi (in quest’ultimo caso, il titolare era tenuto a corrispondere € 70 per ciascun apparato presente in sala), tenuti a versare somme per importi variabili (all’incirca da 1.500 a 5.000 euro al mese) e destinate ad alimentare la cassa comune, riscontrare il coinvolgimento dei vertici del clan nella latitanza di Eduardo Contini, capo dell’omonimo clan che, unitamente a quelli denominati Licciardi e Mallardo, rientra nel cartello camorristico denominato Alleanza di Secondigliano e si contrappone a quello dei Mazzarella, acquisire elementi in ordine al tentato omicidio commesso da esponente del gruppo Mauriello, articolazione legata ai Ferrara, in danno di esponente dei Cacciapuoti. Contestualmente sarà data esecuzione a un decreto di sequestro preventivo emesso in via d’urgenza, avente ad oggetto società operanti nel settore immobiliare, edile, degli idrocarburi, della caffetteria e della ristorazione nonché della vendita di generi alimentari, emesso nei confronti degli esponenti di vertice della frangia Ferrara, perché costituite reimpiegando gli ingenti proventi delle attività del sodalizio mafioso. Il provvedimento eseguito è una misura cautelare, disposta in sede di indagini preliminari, avverso la quale sono ammessi mezzi di impugnazione, e i destinatari della stessa sono persone sottoposte alle indagini e, come tali, presunte innocenti fino a sentenza definitiva.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Pomigliano d'Arco. "A Pomigliano c’è un chiaro ed evidente problema di sicurezza e controllo del territorio. Martedì sera, con l’esplosione di un ordigno intorno alle 19.30, che ha distrutto un’auto e danneggiato una palazzina, si è sfiorata la strage - afferma Valeria Ciarambino, Vicepresidente del Consiglio regionale della Campania e componente del Gruppo Misto - Poche settimane fa ho incontrato il Comandante provinciale dei carabinieri e prima di lui il Prefetto di Napoli. A loro ho descritto la situazione che si vive nella mia città e la percezione di insicurezza che è sempre più diffusa tra i cittadini, chiedendo controlli maggiori delle forze dell’ordine e l’incremento del personale nella caserma dell’Arma". "Questo ennesimo vile episodio di criminalità rafforza ancor di più quanto già affermato: Pomigliano ha un serio problema di sicurezza, i miei concittadini hanno paura, serve rafforzare il presidio del territorio soprattutto nei fine settimana, quando migliaia di giovani si riversano in città. Al contempo occorre potenziare la videosorveglianza in città, per la quale a livello nazionale sono stanziati fondi dedicati. Ne parlerò in un prossimo incontro col sindaco neoeletto" conclude Valeria Ciarambino. OTTOPAGINE
INSERITO DA ANGELA CECERE NAPOLI, "Mi saluti la cosa più bella che ha Napoli: i napoletani". Così Papa Francesco si è congedato dall'assessora all'Istruzione e alle Famiglie del Comune di Napoli, Maura Striano, intervenuta in Vaticano all'incontro per la celebrazione del decimo anniversario della Pontificia Scholas Occurrentes alla quale il Comune di Napoli ha scelto di aderire come partner del Progetto "Scholas Cittadinanza - Napoli Città Educativa" con una delibera approvata dalla Giunta. Nel corso dell'incontro il Santo Padre ha dialogato con le comunità di Scholas, sulla sorte nel mondo e salutato 'con gioia' la notizia dell'ingresso della Città di Napoli tra i partner dell'iniziativa. Scholas Occurrentes è un'organizzazione di diritto pontificio presente in una rete di 190 paesi per promuovere una cultura dell'incontro tra i giovani. Il progetto cardine di Scholas Occurrentes è "Scholas Cittadinanza", realizzato per la prima volta a Buenos Aires nel 2001 coinvolgendo, da allora, oltre 15mila studenti in più di 22 Paesi. "L'obiettivo generale del programma - ha spiegato Striano - è quello di promuovere una cultura dell'incontro tra i giovani ed incoraggiare un'educazione ispirata alla convivenza pacifica, ai valori civici ed alla partecipazione civica attiva. Questi principi possono rappresentare una misura utile per il contrasto alla dispersione scolastica, al degrado sociale, culturale ed economico, oltre che per promuovere e sostenere il valore della cittadinanza attiva come bene educativo". Fra le azioni previste dal progetto, un'indagine sui problemi che i giovani stessi identificano come rilevanti per la loro comunità ed un processo di ricerca-azione finalizzato a presentare i risultati alle autorità e alla comunità educativa per trovare insieme soluzioni adeguate. La popolazione target del progetto è costituita dai giovani studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado di Napoli e, in particolare, è prevista la partecipazione di 300/400 giovani individuati dai dirigenti degli istituti scolastici partecipanti situati in diversi quartieri della città, sia pubblici che privati, religiosi e laici, e a diverso indirizzo (artistico, tecnico, scientifico o umanistico).
INSERITO DA ANGELA CECERE Sant'Anastasia. Anche un minore di 17 anni è stato sottoposto a fermo nell'ambito delle indagini sul ferimento di un'intera famiglia, nella serata di ieri a Sant'Anastasia, in provincia di Napoli. Il ragazzo è ritenuto il complice del 19enne già sottoposto allo stesso provvedimento nel pomeriggio di oggi. I reati contestati sono tentato omicidio e porto illegale di arma in concorso. Le indagini, condotte dai carabinieri della Compagnia di Castello di Cisterna, sono state coordinate dai magistrati della Direzione distrettuale antimafia di Napoli e dalla procura presso il tribunale per i Minorenni. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il 17enne era in compagnia di Emanuele C., intorno alle 23 in piazza Ammiraglio Carlo Cattaneo, in sella a uno scooter in movimento quando avrebbero esploso almeno dieci colpi d'arma da fuoco dove erano presenti cittadini e avventori di alcuni bar e gelaterie. Le armi utilizzate, un revolver e un mitra, sono state dapprima ostentate dai due giovani con atteggiamento aggressivo e poi utilizzate in un successivo passaggio a bordo dello scooter sparando verso la piazza. Durante la sparatoria nel bar c'era una festa per bambiniEra in corso un festa a cui stavano partecipando una decina di bambini di 12 anni nel bar-gelateria di Sant'Anastasia contro il quale hanno sparato una raffica di proiettili due giovani, in sella a uno scooter, entrambi ora sottoposti a fermo con l'accusa di tentato omicidio e porto illegale di arma in concorso. Nel raid sono rimasti lievemente feriti due coniugi mentre la loro figlia, di 10 anni, colpita alla testa, è stata operata due volte e adesso è ricoverata in prognosi riservata nell'ospedale Santobono di NAPOLI.
INSERITO DA ANGELA CECERE Napoli. Una donna si è recata presso gli uffici del commissariato San Giovanni- Barra per denunciare che il giorno prima, mentre stava passeggiando in via Villa San Giovanni, era stata avvicinata da un’auto il cui conducente, dopo averla afferrata per un braccio, le aveva asportato la borsa facendola rovinare al suolo per poi darsi alla fuga. Indagini lampo della polizia e la svoltaLa stessa, dopo aver visionato un album fotografico ritraente le effigi di alcuni soggetti, ha ravvisato una corrispondenza con le fattezze del presunto autore della rapina. I poliziotti, grazie alle descrizioni fornite, hanno rintracciato in via Guidone il presunto rapinatore mentre era a bordo della stessa autovettura utilizzata per commettere il reato. Un 50enne napoletano con precedenti è stato sottoposto a fermo di polizia giudiziaria. in quanto gravemente indiziato per rapina e lesioni personali e gli sono state contestate tre violazioni del codice della strada per mancata esibizione dei documenti di circolazione, guida di veicolo già sottoposto a sequestro e mancata copertura assicurativa.
INSERITO DA ANGELA CECERE Napoli. Tra le poche cose che non tollera un medico che ha amore e rispetto per la sua professione è rimanere senza un'ipotesi diagnostica valida di fronte a un paziente che sta visitando. In realtà, secondo il metodo deduttivo proposto, alla stregua di quello sperimentale, dal grande clinico medico bolognese tra la fine dell'800 e gli inizi del '900, Augusto Murri, sarebbe auspicabile che le ipotesi formulate per ciascun paziente fossero nel maggior numero possibile, anche allo scopo di amplificare la fantasia e rendere la loro confutazione un esercizio utile e avvincente. È anche di questo che si è parlato in un convegno tenutosi a Sarnico (BG) in questo fine settimana. Il tema intorno a cui ruotavano queste e altre riflessioni era quello complesso, articolato e iperclassificato delle cefalee, molto caro al sottoscritto e la cui conoscenza e il cui approfondimento sono sempre più necessari a una moltitudine crescente di pazienti, spesso misconosciuti o abbandonati a loro stessi. L'evento scientifico lombardo faceva da viatico alla "Giornata del Mal di Testa" che si terrà su tutto il territorio nazionale il 27 maggio e che vedrà operatori sanitari esperti mettersi a disposizione dei pazienti per creare occasioni comuni di ascolto e confronto e accendere così una luce, si spera abbagliante e duratura, ma soprattutto ininterrotta, su un problema sanitario vasto come pochi ma anche come pochi (e incomprensibilmente) mal attenzionato e, di conseguenza, mal curato. Ricordo ancora un censimento che facemmo un po' di anni fa tra i medici di famiglia campani per capire quanti emicranici - solo una delle forme più diffuse di cefalea primaria e neanche la più frequente - stimavano di avere nella loro popolazione di pazienti. Ora, sapendo che la prevalenza di questa forma di dolore vasomotorio del cranio è stimata per quel campione essere di circa il 15% e riconoscendo a ciascun intervistato un numero medio di assistiti di 1500, ci aspettavamo che la risposta dei dottori della medicina di base fosse non inferiore alle 200 unità. E invece, con nostra grande sorpresa, la sentenza emessa nella maggior parte dei casi fu un numero inferiore a 10. Tutto il resto dei pazienti, che certo lamentavano questo disturbo, ma - era ormai certo - silenziosamente, che fine facevano? Chi li diagnosticava? Chi li curava? E con quali risultati? Nulla, il buio totale. Dietro quale paravento invisibile consumavano la loro pena inascoltata? Scriveva Lucio Anneo Seneca: "Lieve è il dolore che parla, il grande dolore è muto". Molti di quei malati non giungevano, e quel che è peggio non giungono ancora, alla valutazione clinica diretta di un medico, esperto o meno che sia. Altra cosa è riuscire a dire da quale forma di cefalea, tra le 100 e più a oggi classificate a livello mondiale, quei pazienti sono affetti. Affermazioni tuttora imperanti del tipo, "è un banale mal di testa, che vuoi che sia, prendi un antidolorifico e via!", non aiutano comunque a far luce sul problema e men che meno a prevenire complicanze, abusi farmacologici e cronicizzazioni. Resta una realtà sommersa ancora tutta da comprendere e gestire. Per fortuna che da qualche anno, grazie alle nuove (e costosissime) terapie che agiscono su quella molecola ritenuta da tutti l'effettrice primaria del mal di testa, il CGRP, si è potuto approcciare in modo finalmente nuovo il problema, prevenendo così evoluzioni tanto penose da risultare talora anche fatali. Resta il fatto che a causa degli alti costi (come detto) i pazienti trattati con questi straordinari farmaci siano in Italia solo una minima parte (circa 20.000) rispetto al milione di quelli potenzialmente eleggibili per quel trattamento. Ma tornando al problema della diagnosi, spesso assente, del tipo di cefalea che colpisce un po' alla volta o bruscamente, da tempo o solo da poco, un paziente, non si può non rilevare che ovemai egli giunga al cospetto di un medico non è infrequente che la diagnosi tipologica non venga effettuata o addirittura sia errata. Ciò in parte per la complessità del problema, in parte per la grande variabilità intra e interindividuale delle crisi e della loro conseguente risposta ai farmaci (e non solo), in parte per la scarsa conoscenza dei meccanismi etiopatogenetici che le sottendono e in parte, infine, per la mancanza di una gestione istituzionale e sociale - più affidata alla (comunque) insoddisfacente iniziativa "privata" - che finisce col lasciare sul campo una marea di costi diretti (di gestione della malattia) indiretti (da perdita di ore di lavoro) e una popolazione sempre più sofferente, povera e sola. E questo nonostante siamo il paese col maggior numero di centri cefalea al mondo per numero di abitanti, ma al cui (talvolta inutile) approdo possono occorrere anche anni di attesa. Ma perché continuiamo a non riuscire a gestire in modo efficiente e corretto un problema così vasto e penoso? La crescita ancora troppo lenta di una classe medica dirigenziale competente e la mancanza di percorsi formativi condivisi validati a livello ministeriale sono alcuni tra gli ostacoli posti al capilare ed efficiente governo della cefalea oggi in Italia. Non aiuta neanche un sistema classificativo internazionale che bada più alla malattia che al malato, tanto da rendere spesso impossibile la gestione completa e appagante di chi soffre, quantomeno in mani non esperte. Si riparta dal medico, puntando finalmente tutto sulla qualità del suo percorso formativo - e non su assegnazioni calate dall'alto di ruoli e competenze - e gli si lasci lo spazio, anche temporale, di coltivare quell'empatia e quella umiltà (a chi ne è capace) che non possono, ripeto non possono, essergli estranee. Il resto lo faccia lo Stato (se ne è in grado), ma faccia presto. Il tempo corre e anche gli ultimi eventi pandemici ci hanno consegnato una nuova marea montante di pazienti cefalalgici senza bussola che cercano risposte diagnostiche e terapeutiche esaustive, ma soprattutto altro e improrogabile ascolto, altra e improrogabile comprensione.
INSERITO DA ANGELA CECERE NAPOLI, Il tribunale del riesame di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) ha annullato il provvedimento di sequestro preventivo emesso dal gip presso il tribunale di Napoli nord disponendo il dissequestro di circa 48mila euro sequestrati lo scorso 21 aprile durante una perquisizione domiciliare in località Varcaturo di Giugliano in Campania, nell'hinterland a Nord di Napoli. La decisione è giunta a seguito dell'istanza di riesame presentata dall'avvocato Enrico Di Finizio, legale dei fratelli Ettore e Carla Caccavale, di 73 e 70 anni, arrestati quello stesso giorno e scarcerati il successivo 24 aprile dal gip di Napoli Nord Vera Iaselli al termine dell'udienza di convalida. Quel giorno a casa dei fratelli Caccavale vennero anche trovate una pistola calibro 38 a tamburo con 5 proiettili, risultata intestata a una persona deceduta nel 1986, e una semiautomatica modificata calibro 7,65 con 7 proiettili di cui uno in canna. Entrambe le armi invece insieme con le munizioni rimangono sotto sequestro.