Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA ANGELA CECERE NAPOLI, "Mi saluti la cosa più bella che ha Napoli: i napoletani". Così Papa Francesco si è congedato dall'assessora all'Istruzione e alle Famiglie del Comune di Napoli, Maura Striano, intervenuta in Vaticano all'incontro per la celebrazione del decimo anniversario della Pontificia Scholas Occurrentes alla quale il Comune di Napoli ha scelto di aderire come partner del Progetto "Scholas Cittadinanza - Napoli Città Educativa" con una delibera approvata dalla Giunta. Nel corso dell'incontro il Santo Padre ha dialogato con le comunità di Scholas, sulla sorte nel mondo e salutato 'con gioia' la notizia dell'ingresso della Città di Napoli tra i partner dell'iniziativa. Scholas Occurrentes è un'organizzazione di diritto pontificio presente in una rete di 190 paesi per promuovere una cultura dell'incontro tra i giovani. Il progetto cardine di Scholas Occurrentes è "Scholas Cittadinanza", realizzato per la prima volta a Buenos Aires nel 2001 coinvolgendo, da allora, oltre 15mila studenti in più di 22 Paesi. "L'obiettivo generale del programma - ha spiegato Striano - è quello di promuovere una cultura dell'incontro tra i giovani ed incoraggiare un'educazione ispirata alla convivenza pacifica, ai valori civici ed alla partecipazione civica attiva. Questi principi possono rappresentare una misura utile per il contrasto alla dispersione scolastica, al degrado sociale, culturale ed economico, oltre che per promuovere e sostenere il valore della cittadinanza attiva come bene educativo". Fra le azioni previste dal progetto, un'indagine sui problemi che i giovani stessi identificano come rilevanti per la loro comunità ed un processo di ricerca-azione finalizzato a presentare i risultati alle autorità e alla comunità educativa per trovare insieme soluzioni adeguate. La popolazione target del progetto è costituita dai giovani studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado di Napoli e, in particolare, è prevista la partecipazione di 300/400 giovani individuati dai dirigenti degli istituti scolastici partecipanti situati in diversi quartieri della città, sia pubblici che privati, religiosi e laici, e a diverso indirizzo (artistico, tecnico, scientifico o umanistico).
INSERITO DA ANGELA CECERE Sant'Anastasia. Anche un minore di 17 anni è stato sottoposto a fermo nell'ambito delle indagini sul ferimento di un'intera famiglia, nella serata di ieri a Sant'Anastasia, in provincia di Napoli. Il ragazzo è ritenuto il complice del 19enne già sottoposto allo stesso provvedimento nel pomeriggio di oggi. I reati contestati sono tentato omicidio e porto illegale di arma in concorso. Le indagini, condotte dai carabinieri della Compagnia di Castello di Cisterna, sono state coordinate dai magistrati della Direzione distrettuale antimafia di Napoli e dalla procura presso il tribunale per i Minorenni. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il 17enne era in compagnia di Emanuele C., intorno alle 23 in piazza Ammiraglio Carlo Cattaneo, in sella a uno scooter in movimento quando avrebbero esploso almeno dieci colpi d'arma da fuoco dove erano presenti cittadini e avventori di alcuni bar e gelaterie. Le armi utilizzate, un revolver e un mitra, sono state dapprima ostentate dai due giovani con atteggiamento aggressivo e poi utilizzate in un successivo passaggio a bordo dello scooter sparando verso la piazza. Durante la sparatoria nel bar c'era una festa per bambiniEra in corso un festa a cui stavano partecipando una decina di bambini di 12 anni nel bar-gelateria di Sant'Anastasia contro il quale hanno sparato una raffica di proiettili due giovani, in sella a uno scooter, entrambi ora sottoposti a fermo con l'accusa di tentato omicidio e porto illegale di arma in concorso. Nel raid sono rimasti lievemente feriti due coniugi mentre la loro figlia, di 10 anni, colpita alla testa, è stata operata due volte e adesso è ricoverata in prognosi riservata nell'ospedale Santobono di NAPOLI.
INSERITO DA ANGELA CECERE Napoli. Una donna si è recata presso gli uffici del commissariato San Giovanni- Barra per denunciare che il giorno prima, mentre stava passeggiando in via Villa San Giovanni, era stata avvicinata da un’auto il cui conducente, dopo averla afferrata per un braccio, le aveva asportato la borsa facendola rovinare al suolo per poi darsi alla fuga. Indagini lampo della polizia e la svoltaLa stessa, dopo aver visionato un album fotografico ritraente le effigi di alcuni soggetti, ha ravvisato una corrispondenza con le fattezze del presunto autore della rapina. I poliziotti, grazie alle descrizioni fornite, hanno rintracciato in via Guidone il presunto rapinatore mentre era a bordo della stessa autovettura utilizzata per commettere il reato. Un 50enne napoletano con precedenti è stato sottoposto a fermo di polizia giudiziaria. in quanto gravemente indiziato per rapina e lesioni personali e gli sono state contestate tre violazioni del codice della strada per mancata esibizione dei documenti di circolazione, guida di veicolo già sottoposto a sequestro e mancata copertura assicurativa.
INSERITO DA ANGELA CECERE Napoli. Tra le poche cose che non tollera un medico che ha amore e rispetto per la sua professione è rimanere senza un'ipotesi diagnostica valida di fronte a un paziente che sta visitando. In realtà, secondo il metodo deduttivo proposto, alla stregua di quello sperimentale, dal grande clinico medico bolognese tra la fine dell'800 e gli inizi del '900, Augusto Murri, sarebbe auspicabile che le ipotesi formulate per ciascun paziente fossero nel maggior numero possibile, anche allo scopo di amplificare la fantasia e rendere la loro confutazione un esercizio utile e avvincente. È anche di questo che si è parlato in un convegno tenutosi a Sarnico (BG) in questo fine settimana. Il tema intorno a cui ruotavano queste e altre riflessioni era quello complesso, articolato e iperclassificato delle cefalee, molto caro al sottoscritto e la cui conoscenza e il cui approfondimento sono sempre più necessari a una moltitudine crescente di pazienti, spesso misconosciuti o abbandonati a loro stessi. L'evento scientifico lombardo faceva da viatico alla "Giornata del Mal di Testa" che si terrà su tutto il territorio nazionale il 27 maggio e che vedrà operatori sanitari esperti mettersi a disposizione dei pazienti per creare occasioni comuni di ascolto e confronto e accendere così una luce, si spera abbagliante e duratura, ma soprattutto ininterrotta, su un problema sanitario vasto come pochi ma anche come pochi (e incomprensibilmente) mal attenzionato e, di conseguenza, mal curato. Ricordo ancora un censimento che facemmo un po' di anni fa tra i medici di famiglia campani per capire quanti emicranici - solo una delle forme più diffuse di cefalea primaria e neanche la più frequente - stimavano di avere nella loro popolazione di pazienti. Ora, sapendo che la prevalenza di questa forma di dolore vasomotorio del cranio è stimata per quel campione essere di circa il 15% e riconoscendo a ciascun intervistato un numero medio di assistiti di 1500, ci aspettavamo che la risposta dei dottori della medicina di base fosse non inferiore alle 200 unità. E invece, con nostra grande sorpresa, la sentenza emessa nella maggior parte dei casi fu un numero inferiore a 10. Tutto il resto dei pazienti, che certo lamentavano questo disturbo, ma - era ormai certo - silenziosamente, che fine facevano? Chi li diagnosticava? Chi li curava? E con quali risultati? Nulla, il buio totale. Dietro quale paravento invisibile consumavano la loro pena inascoltata? Scriveva Lucio Anneo Seneca: "Lieve è il dolore che parla, il grande dolore è muto". Molti di quei malati non giungevano, e quel che è peggio non giungono ancora, alla valutazione clinica diretta di un medico, esperto o meno che sia. Altra cosa è riuscire a dire da quale forma di cefalea, tra le 100 e più a oggi classificate a livello mondiale, quei pazienti sono affetti. Affermazioni tuttora imperanti del tipo, "è un banale mal di testa, che vuoi che sia, prendi un antidolorifico e via!", non aiutano comunque a far luce sul problema e men che meno a prevenire complicanze, abusi farmacologici e cronicizzazioni. Resta una realtà sommersa ancora tutta da comprendere e gestire. Per fortuna che da qualche anno, grazie alle nuove (e costosissime) terapie che agiscono su quella molecola ritenuta da tutti l'effettrice primaria del mal di testa, il CGRP, si è potuto approcciare in modo finalmente nuovo il problema, prevenendo così evoluzioni tanto penose da risultare talora anche fatali. Resta il fatto che a causa degli alti costi (come detto) i pazienti trattati con questi straordinari farmaci siano in Italia solo una minima parte (circa 20.000) rispetto al milione di quelli potenzialmente eleggibili per quel trattamento. Ma tornando al problema della diagnosi, spesso assente, del tipo di cefalea che colpisce un po' alla volta o bruscamente, da tempo o solo da poco, un paziente, non si può non rilevare che ovemai egli giunga al cospetto di un medico non è infrequente che la diagnosi tipologica non venga effettuata o addirittura sia errata. Ciò in parte per la complessità del problema, in parte per la grande variabilità intra e interindividuale delle crisi e della loro conseguente risposta ai farmaci (e non solo), in parte per la scarsa conoscenza dei meccanismi etiopatogenetici che le sottendono e in parte, infine, per la mancanza di una gestione istituzionale e sociale - più affidata alla (comunque) insoddisfacente iniziativa "privata" - che finisce col lasciare sul campo una marea di costi diretti (di gestione della malattia) indiretti (da perdita di ore di lavoro) e una popolazione sempre più sofferente, povera e sola. E questo nonostante siamo il paese col maggior numero di centri cefalea al mondo per numero di abitanti, ma al cui (talvolta inutile) approdo possono occorrere anche anni di attesa. Ma perché continuiamo a non riuscire a gestire in modo efficiente e corretto un problema così vasto e penoso? La crescita ancora troppo lenta di una classe medica dirigenziale competente e la mancanza di percorsi formativi condivisi validati a livello ministeriale sono alcuni tra gli ostacoli posti al capilare ed efficiente governo della cefalea oggi in Italia. Non aiuta neanche un sistema classificativo internazionale che bada più alla malattia che al malato, tanto da rendere spesso impossibile la gestione completa e appagante di chi soffre, quantomeno in mani non esperte. Si riparta dal medico, puntando finalmente tutto sulla qualità del suo percorso formativo - e non su assegnazioni calate dall'alto di ruoli e competenze - e gli si lasci lo spazio, anche temporale, di coltivare quell'empatia e quella umiltà (a chi ne è capace) che non possono, ripeto non possono, essergli estranee. Il resto lo faccia lo Stato (se ne è in grado), ma faccia presto. Il tempo corre e anche gli ultimi eventi pandemici ci hanno consegnato una nuova marea montante di pazienti cefalalgici senza bussola che cercano risposte diagnostiche e terapeutiche esaustive, ma soprattutto altro e improrogabile ascolto, altra e improrogabile comprensione.
INSERITO DA ANGELA CECERE NAPOLI, Il tribunale del riesame di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) ha annullato il provvedimento di sequestro preventivo emesso dal gip presso il tribunale di Napoli nord disponendo il dissequestro di circa 48mila euro sequestrati lo scorso 21 aprile durante una perquisizione domiciliare in località Varcaturo di Giugliano in Campania, nell'hinterland a Nord di Napoli. La decisione è giunta a seguito dell'istanza di riesame presentata dall'avvocato Enrico Di Finizio, legale dei fratelli Ettore e Carla Caccavale, di 73 e 70 anni, arrestati quello stesso giorno e scarcerati il successivo 24 aprile dal gip di Napoli Nord Vera Iaselli al termine dell'udienza di convalida. Quel giorno a casa dei fratelli Caccavale vennero anche trovate una pistola calibro 38 a tamburo con 5 proiettili, risultata intestata a una persona deceduta nel 1986, e una semiautomatica modificata calibro 7,65 con 7 proiettili di cui uno in canna. Entrambe le armi invece insieme con le munizioni rimangono sotto sequestro.
INSERITO DA ANGELA CECERE SAN GIORGIO A CREMANO (NAPOLI), Rapina ai danni di una farmacia a San Giorgio a Cremano (Napoli): ieri sera intorno alle 20 i Carabinieri della locale stazione sono intervenuti in via Gianturco dove, poco prima, due persone con casco integrale e armati di pistola, entrati in una farmacia, si sono impossessati dell'incasso per poi fuggire. I Carabinieri hanno acquisito le immagini dei sistemi di videosorveglianza.
INSERITO DA ANGELA CECERE Centro storico: somministra alcolici a minori. Locale chiuso per 15 giorni Napoli. Il questore di Napoli, su proposta della polizia municipale, dipartimento sicurezza servizio polizia locale, unità operativa tutela emergenze sociali e minori, nucleo di polizia giudiziaria di Napoli, ha disposto la sospensione per 15 giorni dell’attività di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande nei confronti di un bar a Napoli nella zona di Montecalvario. In particolare - si legge nella nota - lo scorso 11 febbraio, gli agenti della polizia locale avevano sorpreso all’uscita dell’esercizio due minori, di 16 e 17 anni, con due bicchieri di spritz acquistati nel bar. Gli operatori avevano accertato che il socio, nonché legale rappresentante dell’attività commerciale, aveva servito alle minori le bevande alcoliche senza richiedere il documento d’identità nonostante i caratteri somatici ne evidenziassero la minore età, pertanto l’avevano sanzionato amministrativamente per somministrazione di bevande alcooliche a minori; inoltre, l’uomo già a maggio del 2022 nonché lo scorso 11 marzo era stato sanzionato per lo stesso motivo. Il provvedimento è dunque finalizzato a scongiurare un concreto pericolo per l’ordine pubblico e per la sicurezza dei cittadini.
INSERITO DA ANGELA CECERE Casalnuovo di Napoli. I Carabinieri indagano su tre rapine avvenute ieri sera a Casalnuovo, in provincia di Napoli. La prima rapina è stata commessa alle 19.30 in via Nazionale delle Puglie, quando due persone, una delle quali armata di pistola, hanno sottratto a un passante un orologio di valore e 80 euro in contanti. Dieci minuti più tardi, sempre in via Nazionale delle Puglie, ancora due persone hanno rapinato un automobilista puntandogli contro un'arma e sottraendogli una collana d'oro. Intorno alla mezzanotte, in viale dei Tigli, la terza rapina: di nuovo due persone, con volto coperto da casco integrale, hanno puntato una pistola contro un minorenne, portandogli via un telefono cellulare. I Carabinieri della tenenza di Casalnuovo indagano per chiarire la dinamica e identificare le responsabili.
INSERITO DA ANGELA CECERE NAPOLI, Un quadro di autore ignoto raffigurante una Madonna con bambino, ritenuta da sempre 'prodigiosa' e oggetto nei secoli di ex voto, fa ritorno dopo 215 anni nella sua 'casa', a Napoli, nella Chiesa di Santa Maria dei Miracoli, nel Rione Sanità a ridosso del Borgo Vergini. L'appuntamento è per sabato 20 maggio con lo 'svelamento' da parte del cardinale Crescenzio Sepe. Il quadro ora non si trova in verità molto lontano: è a poche centinaia di metri, nella Chiesa del Gesù delle Monache, alle spalle di Porta San Gennaro, ma la ricostruzione della travagliata storia del quadro, presumibilmente della seconda metà del Cinquecento, suscita emozione e curiosità. La scoperta del quadro originale della Madonna dei Miracoli e della sua attuale collocazione (dal 1818) si deve ad un 'detective' meticoloso e che racconta all'ANSA il suo viaggio: è Biagio Roscigno, 45enne, restauratore e scenografo presepiale, una laurea in Conservazione dei Beni Culturali, assecondato nelle sue intuizioni da un parroco visionario, il 43enne Valentino De Angelis alla guida della Chiesa dei Miracoli che da' il nome a tutta la zona. Roscigno, che abita di fronte alla chiesa, si rende conto che - per stile e materiale utilizzato - quello custodito nell'edificio religioso non può essere l'originale. Comincia così, in pieno lockdown, uno studio online e cartaceo; ricerca non facile. La chiesa (che dal 1616 prende il nome dal quadro) era in origine sotto la 'giurisdizione' dei francescani. Passo dopo passo, Roscigno accerta che l'immagine attuale - collocata al di sopra dell'altare maggiore - in realtà si sarebbe dovuta trovare nella seconda cappella di sinistra. "Tutte le guide antiche - dice l'esperto - parlano della presenza dell'immagine in chiesa fino agli inizi dell'Ottocento, poi più nulla. Ho cominciato quindi a mettere in relazione le vicende delle suore di clausura che dal 1675 'presenziano' chiesa e convento con la sorte del quadro". Si arriva così al decennio francese, "periodo nel quale con Giuseppe Bonaparte e Gioacchino Murat si attua la 'soppressione' di diversi conventi, maschili e femminili". "Il 16 gennaio 1808 le suore dei Miracoli vengono trasferite nel convento di Sant'Antonino a Port'Alba e probabilmente si portano dietro il quadro, quindi 215 anni fa" evidenzia il ricercatore. Roscigno prosegue la ricerca dell'immagine e accerta che il 16 febbraio 1818 le suore provenienti dalla Chiesa dei Miracoli, dopo la tappa intermedia di Sant'Antonino a Port'Alba, vengono portate nel convento di Gesù delle Monache. "La mia indagine si sposta lì e individuo un'immagine di Madonna con bambino" spiega. La ricerca storica si imbatte in una guida di Francesco Ceva Grimaldi del 1857 dove si danno indicazioni più precise sull'immagine e sul luogo. Non è finita. Roscigno legge dallo 'Zodiaco di Maria' del 1715 del frate domenicano Serafino Montorio la descrizione del quadro nel dettaglio con colori, misure e iconografia (incardinata nel segno dell'Ariete, un segno che contraddistingue diverse tappe di questa vicenda e lo stesso Roscigno). "Vado di persona nella Chiesa del Gesù delle Monache e mi rendo conto che il quadro originale della Madonna dei Miracoli è proprio quello" spiega lo studioso. Il resto della storia è costituito dalle tappe successive che portano al coinvolgimento di Curia, Fec (Fondo edifici di culto, proprietario della Chiesa dove si trova ora il quadro), Educandato Statale (proprietario dell'edificio religioso dei Miracoli), Soprintendenza. Un iter di verifiche e passaggi amministrativi durato due anni, conclusosi nelle settimane scorse e che sarà suggellato il 20 maggio, giorno fissato dal parroco come solennità dedicata alla Madonna dei Miracoli. Dice il dinamico Valentino De Angelis anche tifoso del Napoli tanto da far sistemare un grande scudetto sulla facciata della sua chiesa: "La ricerca di Biagio è come un segno della speranza, frutto di un lavoro scientifico fra fonti e archivi. Sembra una storia scritta da Dan Brown, nata dalla passione".
INSERITO DA ANGELA CECERE Nella tarda serata di ieri ad Acerra i carabinieri di Casalnuovo sono intervenuti in una pizzeria di via Perlasca per una rapina consumata. Poco prima due persone con volto travisato e armati di pistola e coltello si sono fatti consegnare l’incasso per poi fuggire. Indagini in corso.