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motori e auto d'epoca

MOTORI E AUTO D'EPOCA Mercedes GLS, a New York debutta il grande Suv. L'ammiraglia a ruote alte ipertecnologica

20 Aprile 2019, 10:01am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.overblog.it

La nuova Mercedes GLS

INSERITO DA ANTONIO MOLINO NEW YORK - Una vera Classe S con le ruote alte. Del resto lo dice il nome che ha adottato dal 2015: GLS, con la S preceduta da due lettere che in casa Mercedes vogliono dire fuoristrada e auto a ruote alte. Dopo la presentazione della GLE, ora è il suo turno e lo ha fatto al Salone di New York ribadendo la sua identità americana, non solo nelle dimensioni, ma soprattutto per il fatto che, come la sorella più piccola, viene costruita sul suolo statunitense e nello stesso stabilimento di Tuscaloosa, nello stato dell’Alabama. A 6 o 7 posti, tutti elettrici. La nuova GLS è lunga 5.207 mm (+77), larga 1.956 mm (+22) e ha un passo di 3.135 mm (+60 mm). L’aerodinamica è migliorata (cx da 0,35 a 0,32) e anche l’abitabilità con i due sedili della terza fila in grado di ospitare persone con altezza fino a 1,94 metri la possibilità di avere l’abitacolo a 7 posti o 6. Sono elettrici tutti i sedili e anche i sistemi di abbattimento nonché la regolazione del piano del vano di carico che può arrivare fino a 2.400 litri. Per chi siede dietro ci sono un climatizzatore a 5 zone, il sistema di intrattenimento con due schermi a sfioramento da 11,6 pollici e un tablet di controllo da 7 pollici con tanto di docking station oltre che alla ricarica con prese USB e piastre wireless. Ogni faro 112 Led. Come sulla GLE, la strumentazione è formata da due schermi allineati da 12,3 pollici racchiusi dietro un unico pannello di vetro ed è completabile con l’head-up display. Il sistema MBUX ad intelligenza artificiale, oltre che ai comandi tattili e vocali, ne accetta anche alcuni gestuali. Al vertice anche la dotazione di sicurezza che interagiscono persino con il sistema di navigazione rallentando preventivamente la vettura in prossimità di incroci, rotonde o punti critici. Il cruise control adattivo ha la funzione stop&go che riavvia la vettura da sola entro 60 secondi e i fari sono a matrice con 112 led l’uno per un fascio a regolazione dinamica che arriva fino a 650 metri senza mai abbagliare. La firma luminosa a 3 linee richiama quella della Classe S. Sospensioni “ibride”. La nuova GLS ha di serie le sospensioni pneumatiche che variano l’altezza in funzione della velocità e anche di 50 mm da fermo per facilitare le operazioni di carico e di accesso, ma può avere le E-Active Body Control, un sistema elettro-idropneumatico che vede le buche in anticipo, ammorbidendo gli ammortizzatori, inclina la vettura in curva come una moto e permette una regolazione istantanea dell’altezza di ogni ruota attraverso semplici cursori. Il sistema ha inoltre una funzione che permette di liberarsi da situazioni critiche facendo letteralmente dimenare e ballare l’auto. E per finire, il sistema permette di trasformare gli scuotimenti delle ruote in energia per il sistema ibrido “mild” a 48 Volt. V8 “mild” o diesel Euro6d. A questo proposito, c’è il debutto di questo tipo di elettrificazione su un motore V8, un 4 litri biturbo da 489 cv e 700 nm spalleggiato da un elettrico da 16 kW e 250 Nm integrato nel volano. Il cambio è automatico a 9 rapporti, con possibilità di avere il riduttore, e la trazione integrale con ripartizione della coppia attraverso una frizione multidisco regolata elettronicamente. Per l’Europa ci sarà ovviamente il diesel ed è il 6 cilindri in linea 2.9 biturbo da 286 cv e 600 Nm o da 330 cv e 700 Nm, entrambi con un consumo dichiarato di 7,6-7,9 litri/100 km (201-208 g/km di CO2) ed omologati già Euro6d – dunque già pronti per tutte le auto di nuova omologazione dal I gennaio 2020 e tutte quelle immatricolate dal 2021 – grazie ad un doppio sistema SCR. Il tasto “autolavaggio”. Da segnalare inoltre il debutto della funzione “autolavaggio”. Premendo un apposito pulsante, l’auto solleva al massimo le sospensioni, così che anche le ruote rientrano leggermente e c’è il massimo dello spazio per pulire meglio i passaruota. Inoltre i retrovisori si ripiegano, i finestrini e il tetto si richiudono, viene bloccato il sensore pioggia, inserito il ricircolo dell’aria e il sistema di visione perimetrico per controllare al meglio tutt’intorno alla vettura. Tutte le impostazioni temporanee vengono annullate non appena l’auto supera di nuovo i 20 km/h.

 

 

 

  • DI NICOLA DESIDERIO IL MATTINO

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MOTORI E AUTO D'EPOCA Cayenne Coupé, la Porsche che mancava. Il Suv sportivo con ancora più grinta

23 Marzo 2019, 11:50am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.overblog.it

La nuova Porsche Cayenne Coupè

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA STOCCARDA – La Cayenne Coupé era la Porsche che mancava. Chi aveva inventato il Suv sportivo si era infatti fatto anticipare da altri marchi tedeschi con l’idea del Suv coupè e ora il marchio di Zuffenhausen colma questa lacuna dopo aver appena presentato l’ennesimo bilancio record con 256.255 unità vendute (+4,5%), ricavi per 25,8 miliardi (+10%) e un utile di 4,3 mld (+4%).

 

 

La Cayenne Coupé è lunga 4,93 metri, un cm in più della “normale”, ma è più bassa di 20 mm e più larga di 18 mm. Gli elementi estetici fondamentali sono la forma della finestratura, che ricorda quella di 911 e Panamera, quella del tetto che termina con un spoiler mobile che si aggiunge a quello al termine del tetto. Fuoriesce a 90 km/h di 135 mm, migliorando la penetrazione aerodinamica e aumentando la deportanza. Le prese sul frontale sono leggermente diverse, ma il resto parla un linguaggio inequivocabile. Le modifiche all’abitacolo vedono l’adozione di sedili anteriori sportivi con poggiatesta integrati e sedile posteriore con due posti separati e seduta ribassata di 30 mm per offrire sensazioni più sportive e recuperare un po’ di spazio per la testa. Ha perso la funzionalità di scorrere longitudinalmente e qualche litro di capienza: da 770-1.710 litri si passa a 625-1.540 litri. Identica invece la plancia, con la strumentazione digitale, l’head display, il grande schermo al centro e il tunnel in nero lucido che custodisce annegati parecchi comandi aptici.
 

 

Novità invece riguarda il tetto che è in vetro panoramico o in look carbonio, ottenibile insieme a pacchetti estetici per l’esterno e l’abitacolo. Così come la Cayenne normale, si possono avere i freni normali con dischi in ghisa, quelli rivestiti in carburo di tungsteno che mantengono un aspetto argento e riconoscibili dalle pinze bianche, infine quelli carboceramici con le pinze gialle. L’assetto prevede le sospensioni sono pneumatiche tricamera a controllo elettronico, il controllo attivo del rollio e le 4 ruote sterzanti. Il cambio è automatico a convertitore di coppia con 8 rapporti mentre i due motori al lancio sono il V6 3 litri turbo da 340 cv (243 km/h, 0-100 km/h in 6 secondi netti in abbinamento con il pacchetto Sport Chrono) e il V8 4 litri biturbo della “Turbo” da 550 cv (286 km/h, 0-100 km/h in 3,9 s.). Non confermato, ma alquanto probabile, l’arrivo della S con il V6 2.9 biturbo da 440 cv e di almeno una ibrida plug-in. La Cayenne Coupé sarà in consegna dal prossimo maggio ad un listino che parte da 86.692 euro mentre la Turbo è quotata a 151.230.

NICOLA DESIDERIO IL MATTINO

 

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MOTORI E AUTO D'EPOCA Nuova Evoque, la baby Range stupisce ancora: ibrida, ecologica e con il cofano “invisibile”

23 Marzo 2019, 11:33am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.overblog.it

La nuova Evoque

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA ATENE - Quando, nel 2010, venne presentata la prima Evoque, si percepì netto il senso di una rivoluzione avviata dai tradizionalisti inglesi titolari del marchio Range Rover, quello dei fuoristrada di lusso capaci di portarti a una festa di gala in abito scuro o lungo i sentieri accidentati dell’offroad più estremo: l’Evoque era infatti la prima Range di dimensioni compatte (è lunga 4,37 metri) e il primo Suv di aspetto realmente sportivo, con tetto basso e inclinato, vetrature e lunotto sottili, in stile coupé, con prestazioni molto vicine a quelle di un’auto tradizionale, per niente condizionate dalla guida alta. E infatti quasi 800.000 unità vendute in 9 anni (l’80% esportate fuori dal Regno Unito) e 217 premi raccolti nel mondo ne hanno decretato il successo. Migliorare tutto ciò realizzando qualcosa che andasse oltre un banale restyling non era dunque impresa facile, tutt’altro. Ma, grazie anche a un investimento di ben un miliardo di sterline, i maestri inglesi ce l’hanno fatta.Appena lanciata anche in Italia, la nuova Evoque assomiglia molto alla prima, ma nasce su un nuovo pianale in acciaio e alluminio (PTA, acronimo di Premium Transverse Architetture), è stata leggermente rinnovata nello stile e profondamente nei contenuti, e presenta valori aggiunti di assoluto rilievo: è infatti costruita, equipaggiata e motorizzata con l’obiettivo di contenere le emissioni nocive, a cominciare dal ricorso al mild-hybrid 48V, cui si aggiungerà presto anche il plug-in (abbinato ad un nuovo motore tre cilindri 1,5 litri).Se a tutto ciò si sommano i criteri costruttivi adottati in fabbrica (il gruppo Jaguar-Land Rover è certificato come “carbon neutral”) e l’impiego di materiali ecologici per gli interni, a scapito persino delle tradizionali pelli pregiate da sempre associate al marchio Range Rover, si avrà chiaro il quadro di un progetto che ha fatto dell’eco compatibilità un autentico must. Esternamente il model year 2019 si segnala per quello che Gerry McGovern (capo dello stile di Land Rover) ha definito “l’approccio riduzionista del design che riparte dalla semplicità”. Una semplicità tuttavia impreziosita dal profilo coupé, caratterizzato dall’angolo del tetto e dalla linea di cintura inclinata, per non dire delle spalle pronunciate e dei possenti archi passaruota che, soprattutto con i cerchi da 21 pollici, contribuiscono a creare un forte impatto visivo. I fari a LED Matrix super sottili valorizzano la raffinata grafica dei gruppi ottici anteriori e posteriori, mentre le maniglie a filo (tipiche delle auto sportive votate alla ricerca della migliore aerodinamica) si integrano – come sulla Velar - nelle linee morbide e scultoree delle fiancate. Alla definizione del design ha contribuito anche l’italiano Massimo Frascella, che nel gruppo Jaguar-Land Rover è responsabile dello stile esterno. “L’importante – ha detto Frascella – era salvaguardare le proporzioni compatte dell’Evoque, perciò le abbiamo mantenute molto simili alle originali, conservando gli sbalzi corti, ma allungando il passo per ottenere una maggiore praticità”. Inutile dire che la maggiore distanza tra i due assali assicura un comfort ulteriormente migliorato a beneficio dei passeggeri seduti dietro, ai quali vengono assegnati 21 mm in più e anche maggiore spazio per i piedi sotto i sedili anteriori. La capacità del bagagliaio è aumentata del 10% (591 litri), ma con la seconda fila di sedili ripiegata può raggiungere 1.383 litri. Quanto al posto guida e al sedile passeggero, risultano perfetti negli allestimenti più ricchi, che godono delle regolazioni elettriche, anche lombari (assenti su alcune versioni).

SERGIO TROISE IL MATTINO 

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MOTORI E AUTO D'EPOCA Alfa Romeo Alfetta Gt - La sportiva da famiglia

9 Marzo 2019, 09:14am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.overblog.it

Scritto da: Vanny Mossa All’inizio degli anni 70’ si è assistito a un graduale rinnovamento delle vetture del marchio Alfa Romeo, infatti seppure la pur valida Giulia faceva ancora il suo lavoro, c’era l’aria di rinnovamento specialmente nella gamma medio-alta. Infatti nel 1972 arrivò l’Alfetta berlina portando al debutto, alcune soluzioni tecniche collaudate precedentemente nelle competizioni. Non parlerò dell’Alfetta ma mi soffermerò su una sua derivata. Negli anni 70’ la gente cominciava a volere dalle auto sportive non solo le prestazioni assolute e la leggerezza ma anche una comodità e confort di una normale berlina da famiglia. Quindi venne commissionato di realizzare un’auto sportiva, con queste caratteristiche fondamentali. L’auto venne commissionata ormai a un genio dello stile automobilistico italiano ovvero dalla matita di Giorgetto Giugiaro. Lo stile designato a questa nuova vettura proponeva sempre un aspetto cuneiforme con carrozzeria a linea tronca con un andamento a contrasto tra linee squadrate ma anche tondeggianti, una forma che avrebbe fatto scuola nelle successive produzioni. L’auto chiamata Alfetta Gt venne presentata nel 1974. Descriviamo la parte che riguarda l’esterno a partire dal frontale: gli stilemi ovviamente sono quelli delle alfa del periodo; domina quindi il musetto affusolato con i quattro fari tondi circolari incastonati nel disegno del cofano che nella parte centrale da forma alla griglia del radiatore di colore nero dove ovviamente è posizionato lo scudetto del marchio Alfa Romeo cromato con una serie di listelli orizzontali. Poco più sotto in direzione dei fari sono posizionati gli indicatori di direzione che hanno un motivo originale a forma di freccia smussata incastrata in un rilievo cromato. Il paraurti ha uno stile semplice, ha solo un bordo gommato all’interno e il tutto termina con un accenno di spoiler verniciato nero opaco. Il cofano presenta delle leggere nervature che fanno sembrare più in rilievo la parte centrale; infine a livello del parabrezza sono sistemate due prese d’aria. La linea laterale è la parte più personale dell’auto e viene presentata in questo modo: l’auto presenta lo stile tipico cuneiforme con frontale basso con elementi sia squadrati come le nervature sulla fiancata ma anche elementi tondeggianti come i passaruota bombati, la portiera è abbastanza larga quindi permette un facile accesso all’abitacolo e presenta una bella maniglia di apertura in metallo incastrata nella portiera e una nervatura in basso contribuisce a dare slancio alla fiancata. La vetratura è abbastanza ampia con parabrezza e lunotto molto inclinati e presenta varie parti caratterizzate da spigoli sia partendo dall’anteriore che dal posteriore e presenta una profilatura in metallo, una cosa curiosa è che su questa prima serie anche i vetri posteriori sono discendenti. Arrivando verso il posteriore la coda spiovente termina con una troncatura, un particolare che rende l’auto molto personale rispetto alla concorrenza che usava ancora stilemi convenzionali. Il tutto poi termina con una incisione sul lato posteriore destro con la scritta stilizzata GT. Il tutto è abbinato a dei bellissimi cerchi i così detti “Mille Righe”. Al posteriore invece abbiamo: il lunotto molto ampio che scende quasi a filo del cofano bagagli quest’ultimo funge anche come accenno di spoiler e sopra di esso sono posizionati il logo alfa e le scritte identificative dell’auto in corsivo. La fanaleria a un motivo originale a elementi poligonali separati ovvero sopra abbiamo le luci di posizione e degli stop e sotto le frecce e le luci di retromarcia e hanno il contornato in rilievo cromato; il vano portatarga è tra la fanaleria; il paraurti come l’anteriore è in metallo con un inserto gommato. Un altro particolare originale è il terminale di scarico in posizione centrale come d’altronde la maggior parte delle derivanti dall’Alfetta. Arriviamo agli interni qui ritroviamo delle soluzioni inusuali ma che danno anche qui un tocco di originalità. Infatti abbiamo una plancia particolare per iniziare dal lato guida abbiamo partendo da sinistra una griglia di aerazione orientabile di forma circolare, varie predisposizioni per indicatori aggiuntivi a seconda dei mercati e sotto di essi posizionati lo spannavetri e la leva dell’aria; il volante è un bel tre razze con corona in finta pelle con il pulsante del clacson centrale e dietro di esso le classiche tre leve del devioluci in comune su tutti i modelli del periodo. Ma la cosa particolare è la strumentazione a elementi separati! Infatti davanti al pilota in un elemento squadrato è presente il solo contagiri, il resto della strumentazione invece è posizionato al centro plancia in un elemento squadrato più grande infatti troviamo racchiusi il grande tachimetro e accanto l’indicatori sempre a lancetta della temperatura dell’olio, il livello del carburante e la temperatura del motore oltre ovviamente a varie spie luminose. Poco più in giù abbiamo i comandi della ventilazione e climatizzazione dell’abitacolo, seguito più in basso dal mobiletto della radio che prosegue fino alla leva del cambio dove è presente la cuffia in pelle. Nella parte davanti al passeggero è presente un comodo cassetto porta oggetti e un ripiano nella parte più sotto. Anche davanti il passeggero è presente una griglia di aerazione sempre di forma circolare. La tappezzeria e gli elementi interni erano davvero ben curati e potevano avere rivestimenti interni in panno o in pelle. I pannelli porta presentano dei comodi braccioli e delle tasche porta oggetti; le maniglie dei finestrini hanno dei dettagli in metallo e poi abbiamo un curioso pomello per regolare gli specchietti. I sedili sono delle vere e proprie poltroncine ovviamente con uno stile incentrato alla sportività quindi dal contenimento adeguato. Da apprezzare anche la possibilità di effettuare regolazioni sia al sedile che al volante per trovare la giusta postura di guida. Per quanto riguarda la meccanica troviamo ovviamente la stessa tecnica usata dalla berlina ovvero: quindi abbiamo lo schema transaxle cioè motore anteriore, cambio e differenziale in blocco al retrotreno; anche la frizione è al posteriore. Inoltre, le sospensioni anteriori presentano quadrilateri e molle con barra di torsione incernierate sul triangolo inferiore; posteriormente è presente un assale rigido De Dion con due bracci convergenti non articolati e un sistema a parallelogramma di Watt per l'ancoraggio trasversale. L'impianto frenante a doppio circuito è a quattro dischi, con quelli posteriori sospesi accanto al gruppo cambio-differenziale. Il propulsore scelto per equipaggiare la nuova sportiva fu sempre il bialbero 4 cilindri in linea da 1779 cc che veniva montato sull'Alfetta berlina: 122 cv a 5500 giri/minuto con una coppia massima di 17 Kgm a 4400 giri/minuto. Con queste caratteristiche l’auto era in grado di sfiorare una velocità massima di 195 km/h. Come sensazioni di guida durante un test su strada effettuato da Quattroruote e affidata nelle mani di Emerson Fittipaldi Il pilota rimase favorevolmente impressionato dalla sua doppia personalità di vettura quasi da famiglia ma allo stesso tempo di coupé sportiva. Quest'Alfa venne giudicata dal pilota brasiliano neutra o leggermente sottosterzante nelle curve pianeggianti o in salita, con un accenno al sovrasterzo in quelle in discesa a causa del trasferimento di carico verso l'avantreno. Fittipaldi ebbe invece qualche perplessità nel valutare cambio e sterzo: il primo venne all'epoca criticato anche da molti clienti per via dell'escursione troppo lunga della leva e per un livello migliorabile di precisione e manovrabilità, ma c'è  da dire che comunque venne giudicata in modo molto positivo la scalatura dei rapporti; il secondo avrebbe meritato di essere più diretto, un problema che secondo lo stesso Fittipaldi si sarebbe potuto facilmente risolvere montando un volante di diametro inferiore. Anche stavolta aggiungo un video per rendere al meglio le caratteristiche. Ovviamente anche questa Alfa Romeo spero di poterla recensire più nei dettagli quando avrò l’opportunità di provarne qualcuna. Al momento è tutto e mi raccomando continuate a seguirmi!

 

MOTORI E AUTO D'EPOCA Alfa Romeo Alfetta Gt - La sportiva da famiglia
MOTORI E AUTO D'EPOCA Alfa Romeo Alfetta Gt - La sportiva da famiglia
MOTORI E AUTO D'EPOCA Alfa Romeo Alfetta Gt - La sportiva da famiglia
MOTORI E AUTO D'EPOCA Alfa Romeo Alfetta Gt - La sportiva da famiglia
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MOTORI E AUTO D'EPOCA Alfa Romeo Alfetta Gt - La sportiva da famiglia

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MOTORI E AUTO D'EPOCA Maserati a Ginevra con il super Suv Levante Trofeo Launch Edition

2 Marzo 2019, 11:39am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.overblog.it

MOTORI E AUTO D'EPOCA Maserati a Ginevra con il super Suv Levante Trofeo Launch Edition

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA MODENA - Nell’ormai lontano 2014 la Maserati presentò a Ginevra il concept dell’Alfieri, Gran Turismo del futuro di cui si sono perse le tracce per qualche tempo, finché non è arrivato l’annuncio tanto atteso: la sportiva dedicata a uno dei fondatori della mitica Casa modenese, Alfieri Maserati, verrà prodotta a Modena a partire dal 2020 e arriverà sul mercato con le carte in regola per collocarsi al top della categoria, con soluzioni stilistiche e tecniche di assoluta avanguardia, compresa l’opzione elettrica. Nelle more – secondo attendibili indiscrezioni – potrebbe arriva anche una “Maseratina” realizzata sulla base dell’Alfa 4C, ma con motore 6 cilindri.
 

 

 

In attesa della fatidica svolta, Maserati si presenta all’89° Salone di Ginevra con i già noti Model Year 2019 di Ghibli e Quattroporte (declinate negli allestimenti GranLusso e GranSport) e con il Levante Trofeo Launch Edition, versione speciale a tiratura limitata (100 unità) del super Suv spinto dal motore V8 biturbo 3,8 litri da 580 cv/730 Nm prodotto nello stabilimento Ferrari di Maranello e capace di prestazioni da supercar (300 km/h e 0-100 in 4,1 secondi).

Il Suv Levante Trofeo Launch Edition sarà disponibile, oltre che in un elegante colore blu, anche con due vistosissime verniciature, rossa e gialla. Gli interni sono caratterizzati da sedili sportivi in pelle naturale pieno fiore di colore nero e da inserti in carbonio. Per il resto, la serie speciale Launch Edition non si discosta dalla già nota Levante Trofeo, che dopo varie anteprime in giro per il mondo, soprattutto aldilà dell’oceano, è ora pronta a debuttare sul mercato europeo con le carte in regola per ben figurare tra i Suv più prestazionali del mondo.

A tal proposito vale la pena ricordare che, oltre al super motore da 580 cavalli, uno dei più potenti mai adottati da una Maserati stradale, il Suv del Tridente può contare sulla trazione integrale intelligente Q4, sull’ottimo cambio automatico ZF a 8 rapporti e su tecnologie che consentono di aggiungere alle modalità di guida Normal, ICE, Sport e Off Road, anche la modalità Corsa con funzionalità Launch Control, che esalta il carattere sportivo del Suv: la nuova opzione migliora infatti le risposte del motore e apre le valvole di scarico in accelerazione, oltre a garantire cambiate più rapide, un assetto più basso delle sospensioni pneumatiche, uno smorzamento più sportivo del sistema Skyhook e un’impostazione ottimizzata della trazione integrale intelligente Q4.

In casa Maserati, inoltre, assicurano che in modalità Corsa aumenta al massimo il piacere di guida grazie alla migliore interazione con l’Electronic Stability Program (ESP) e con il controllo della trazione. Se a questo si aggiungono il sofisticato sistema delle sospensioni (a quadrilatero con doppio braccio oscillante all’anteriore e multilink a cinque bracci al posteriore) e la distribuzione dei pesi 50:50, si avrà chiaro il quadro di un Suv decisamente fuori dal coro, capace di esaltare il piacere di guida come un’auto sportiva.

Se non bastasse, il Suv Levante Trofeo è la prima Maserati della storia a essere equipaggiata con cerchi in alluminio forgiato da 22”, sui quali sono montati i nuovi pneumatici di serie SportContact 6, frutto della collaborazione con Continental. Secondo le informazioni fornite dalla Casa, “grazie a questi nuovi pneumatici ultra sportivi la Maserati più potente attualmente in produzione può vantare un comportamento stradale eccellente ed equilibrato, oltre a straordinarie prestazioni in curva”.
 

 

 

Nello stand del Palexpo ginevrino verranno presentate anche le novità proposte dal partner Ermenegildo Zegna per gli allestimenti interni (in arrivo un nuovo materiale denominato Pelletessuta) e, per non trascurare il dna sportivo del marchio, ci sarà anche una GranTurismo MC (acronimo di Maserati Corse), per la prima volta con colore esterno grigio lava, in abbinamento agli interni in carbonio. Segretissima, invece, è una novità che verrà svelata all’ultimo momento: non un’auto di serie, ma un esemplare unico realizzato per soddisfare la richiesta di un cliente.

Da anni impegnata sul versante delle personalizzazioni, Maserati presenta a Ginevra anche un’altra iniziativa mirata alla soddisfazione del cliente e alla valorizzazione dell’italianità del marchio. Oltre allo storico partner Ermenegildo Zegna, la casa del Tridente ospita dunque, nello stand del Palexpo ginevrino, altre due aziende leader nel proprio settore: Giorgetti, celebre nel mondo per la lavorazione del legno per arredi e oggetti dal design unico, e De Castelli, leader nel trattamento dei metalli per la produzione di complementi d’arredo, superfici e progetti custom. “Un modo – informa la Casa - per raccontare la continua ricerca di eccellenza, stile e unicità tipiche del Made in Italy, e dunque di Maserati”.

DI SERGIO TROISE IL MATTINO 

 

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MOTORI E AUTO D'EPOCA Blocco auto diesel, montando l'impianto a Gpl si potrà circolare

2 Marzo 2019, 11:31am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.overblog.it

MOTORI E AUTO D'EPOCA Blocco auto diesel, montando l'impianto a Gpl si potrà circolare

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Niente panico, la soluzione c’è e permetterà di viaggiare ovunque, risparmiando e inquinando meno. È la risposta che migliaia di automobilisti vorrebbero sentirsi dire per scongiurare il fermo delle proprie auto dotate di motori diesel euro 3 nelle regioni del Nord Italia. Il blocco è la conseguenza dell'entrata in vigore delle misure anti-smog previste dal “Nuovo accordo per la qualità dell’aria nel bacino padano”, frutto dell’accordo tra il Ministero dell’Ambiente e le regioni Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna e Veneto. Le nuove norme prevedono limitazioni alla circolazione per le auto con motorizzazioni benzina e diesel più vecchie, dunque più inquinanti.

Ma quale sarebbe questa soluzione? È semplice, si tratta di integrare il “carburante” del veicolo Diesel con un impianto Gpl collaudato e omologato. Dunque montare il kit per la doppia alimentazione Gpl/diesel o benzina. Le regole del blocco del traffico sono, come spesso accade nel nostro paese, di incerta interpretazione: per esempio Milano è una di quella città che accetta i veicoli alimentati con doppia alimentazione Gpl/diesel che possono  transitare in Area C pagando il ticket.

Insomma c'è la possibilità di trasformare tutti i veicoli con motore diesel (da euro 0 a euro 6) in carburazione mix diesel e Gpl perché è un motore che non può essere trasformato totalmente a Gpl. Una nuova condizione che abbatte notevolmente i PM10, fino al 60% in meno del particolato e questo si traduce anche in minori costi di gestione. E’ fondamentale sapere che non vengono apportate modifiche al motore del veicolo che mantiene inalterata la sua struttura e le proprie caratteristiche originali. Sono solo installati gli iniettori. L’inserimento del gpl è regolato da una centralina elettronica che quantifica in real time il corretto dosaggio dei due carburanti. Con questa tecnologia si ottiene una combustione migliore, meno inquinante che riduce le emissioni di idrocarburi all’origine. C’è poi un altro aspetto incoraggiante, l'aumento conseguenziale dell'e autonomia data la presenza di due serbatoi. Esiste però una forte limitazione, non è un’operazione conveniente se fatta su un’auto di piccola cilindrata, in sostanza al di sotto dei 1800 cc non è conveniente perché si fanno pochi chilometri ed il prezzo non è proprio economico.

Il costo? La spesa per una trasformazione media è intorno ai 2.500 euro, poi dipende da vari fattori se si tratta di un’auto o un veicolo commerciale più le spese di collaudo.

 DI SAMUELE PIFFERI IL MATTINO

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MOTORI E AUTO D'EPOCA Alfa Romeo Alfa Sud Ti 1973' Storia e caratteristiche

25 Febbraio 2019, 21:23pm

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.overblog.it

Scritto da: Vanny Mossa

Alfa Romeo Sud Ti

 

Tra le berline sportive Italiane di medie dimensioni le così dette Hot Hatch nel periodo degli anni 70 tra le mie preferite non poteva che non figurare la Sud Ti 1.3.

Quest'auto all'inizio aveva poche concorrenti in questo genere era già presente in Italia la Fiat 128 berlina 2p Rally è stata come dire la capostipite prima del boom di quegli anni che prevedeva auto strettamente derivanti dalle classiche berline magari a due porte le quali con qualche tocco di personalizzazione in chiave sportiva sia nell’estetica, sia nel motore che sull’assetto; poteva essere l’ideale per chi cercava un’auto dalle caratteristiche sportive ma sfruttabile anche durante tutta la settimana cosa che una coupè non poteva offrire, un segmento che pian piano si sarebbe sviluppato all’estero in particolare con l’arrivo della Golf Gti. L'auto nelle versioni più borghesi fu subito gradita dal pubblico anche se esteticamente era abbastanza anonima aveva come qualità che la ponevano al vertice del segmento in particolare per le sue doti stradali accentuate in questo caso nella nuova versione sportiva che descriverò a breve. Dunque la prima serie della Sud Ti venne presentata già nel 1973.

Descriviamola a partire dagli esterni: la prima cosa che saltava subito all'occhio era la carrozzeria ora con due sole porte. Il frontale ridisegnato con i fari sostituiti da elementi circolari e la mascherina con il classico scudetto Alfa cromato e con griglia verniciata di nero con un piccolo baffetto sottostante come sfogo dell’aria; stilemi già presenti sulle sportive di alta gamma Alfa Romeo come la Montreal. Gli indicatori di direzione venivano spostati sui paraurti i quali ora presentavano anche dei rostri gommati e inoltre per completare l'allestimento sportivo esterno veniva aggiunta una lama spoiler in tinta carrozzeria. La linea laterale invece l’andamento è cuneiforme si parte dal basso frontale, con le due portiere abbastanza larghe, con la finestratura slanciata verso il posteriore e che termina con una forma di C curva dove all’estremo è sistemata una presa d’aria in plastica nera, e la vista laterale finisce con l’accenno di spoiler posteriore; infine abbiamo le nuove ruote con pneumatici maggiorati e cerchioni dal disegno sportivo. Nella parte posteriore invece abbiamo: una bella coda spiovente con un lunotto abbastanza ampio, subito sotto abbiamo un alettone in gomma posizionato, sul cofano bagagliaio su cui alloggia anche lo stemma Alfa Romeo, i fanali hanno una forma originale a forma di lettera D al contrario, con sotto di essi posizionati dei piccoli cartarinfrangenti; ovviamente anche al posteriore il paraurti presenta dei rostri gommati; di bella presenza anche il terminale di scarico tondo cromato.  Per quanto riguarda l'interno invece: abbiamo a prima vista un volante a tre razze forate, strumentazione completa con contagiri, una serie di indicatori a centro plancia e sedili dalla profilatura sportiva; poche modifiche a rendere più sportivo l'abitacolo già ben caratterizzato nei modelli più classici. Il motore invece presentava queste caratteristiche: il 1186 originario grazie al rapporto di compressione aumentato, un diverso incrocio delle valvole e l'adozione di un carburatore doppio corpo verticale arriva a sviluppare 68cv e la velocità massima di 161. Su strada venivano elogiati in modo particolare la progressione e brillantezza tipica del motore boxer, dal suo tipico timbro di voce e dal comportamento in curva sempre sincero ed efficace grazie allo schema sospensioni e telastica raffinati che le consentiva una stabilità perfetta. Spero al più presto di saggiarne le caratteristiche anche da passeggero! Arrivederci alla prossima auto con un video dedicato all'epoca!Alfa Sud 1.3 Ti

MOTORI E AUTO D'EPOCA Alfa Romeo Alfa Sud Ti 1973' Storia e caratteristiche
MOTORI E AUTO D'EPOCA Alfa Romeo Alfa Sud Ti 1973' Storia e caratteristiche
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MOTORI E AUTO D'EPOCA Con Formentor la spagnola Cupra si rafforza nei suv sportivi Modello inedito con motore ibrido 245 Cv, sul mercato nel 2020

23 Febbraio 2019, 11:14am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.overblog.it

MOTORI E AUTO D'EPOCA Con Formentor la spagnola Cupra si rafforza nei suv sportivi Modello inedito con motore ibrido 245 Cv, sul mercato nel 2020

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Seat festeggia il primo anniversario dalla creazione del brand Cupra con la presentazione di una concept molto vicina a un inedito modello di serie (che debutterà nel 2020) e con cui intende ''sorprendere il pubblico con la vettura più incredibile, dinamica e accattivante che abbia mai costruito''. In effetti il concept Cupra Formentor - che si colloca tra le hatchback prestazionali e i crossover e i suv tradizionali - apre il futuro della marca sportiva di Barcellona verso nuove fasce di mercato destinato a crescere esponenzialmente e con la potenzialità, come ha detto Wayne Griffiths, CEO e membro del CdA di Cupra, di supportare il raddoppio delle vendite entro i prossimi 3-5 anni.

Cupra Formentor - si legge nella nota dell'azienda - è la dimostrazione dell'ambizione, l'espressività e l'ispirazione intrinseche del marchio e rimarca la posizione di Cupra come brand tecnologico proiettato verso il futuro''. Formentor, che sarà presentato in anteprima al Salone di Ginevra, affiancherà dal prossimo anno il primo modello Cupra, derivato da Seat Ateca.

Progettato per farsi notare, Cupra Formentor impressiona per le forme scolpite - che ne enfatizzano gli attributi e ne esaltano la raffinatezza - e propone un look, inedito per il Gruppo spagnolo - di grande carattere in grado di trasmettere emozione. La carrozzeria di Formentor è ribassata, accentuando così l'impronta sportiva della vettura ed anche se l'enfasi visiva ricade sul posteriore, il disegno valorizza la lunghezza del cofano e le proporzioni dinamiche. A differenza della robustezza che caratterizza i suv tradizionali, il design di Cupra Formentor valorizza in modo importante la qualità degli esterni, un pregio ulteriormente rafforzato dalla soluzione luminosa 'infinita' del posteriori.

Il crossover Formentor monta un propulsore tra i più avanzati, in quanto è composto da un sistema ibrido plug-in progettato per soddisfare le odierne e future esigenze in fatto di prestazioni ed efficienza, avviando al tempo stesso l'elettrificazione del marchio. Grazie al cambio DSG a doppia frizione, i 245 Cv erogati vengono trasmessi alle ruote senza interruzione, mentre la regolazione adattiva dell'assetto (DCC), il differenziale autobloccante e lo sterzo progressivo, permettono di ottimizzare la dinamica di marcia indipendentemente dalle condizioni della strada e dallo stile di guida. La batteria di grandi dimensioni integrata consente a Cupra Formentor di percorrere fino a 50 km in modalità esclusivamente elettrica nel nuovo ciclo WLTP (equivalenti a una percorrenza di circa 70 km nel ciclo NEDC).

Nel suo primo anno di vita, il brand Cupra del Gruppo Seat ha dimostrato il suo potenziale registrando un +40% delle vendite rispetto all'anno precedente, con 14.400 unità immatricolate nel 2018. ''i risultati - ha detto Griffiths - stanno andando ben oltre le nostre aspettative. Desideriamo portare avanti il consolidamento di questo marchio speciale, che sta conquistando i più esigenti appassionati di automobili.

Adesso è arrivato il momento di mettere le ali a Cupra''. ANSA 

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MOTORI E AUTO D'EPOCA Salone di Ginevra 2019, pronta la 89ma edizione In programma dal 7 al 17 marzo 2019. Presidente Turrettini, 'un successo anche grazie agli italiani'

23 Febbraio 2019, 11:08am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.overblog.it

MOTORI E AUTO D'EPOCA Salone di Ginevra 2019, pronta la 89ma edizione In programma dal 7 al 17 marzo 2019. Presidente Turrettini, 'un successo anche grazie agli italiani'

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Lo 'stato maggiore' del Salone Internazionale dell'Auto di Ginevra ha presentato a Milano l'89ma edizione di questo importante evento, di fatto l'unico motor show europeo con cadenza annuale e forse l'unico anche a fronteggiare con minime perdite una situazione globale negativa. Come hanno sottolineato oggi André Hefti, il direttore generale uscente della fondazione che organizza il Salone (sarà sostituito dal primo luglio da Olivier Rihs) e il presidente del GIMS Maurice Turrettini, le poche defezioni - legate soprattutto a strategie che legano la presenza ai Saloni solo quando ci sono rilevanti novità da comunicare - sono ampiamente compensate in questa edizione da 30 nuovi espositori tra cui anche costruttori provenienti da Russia e Cina.

Saranno presenti al Salone di Ginevra 2019 diversi espositori svizzeri, come il costruttore di piccoli veicoli elettrici Kyburz Sswitzerland, il celebre specialista in auto sportive e in veicoli 'creativi' Rinspeed oppure il debuttante Pich Automotive, che lega un celebre nome del mondo dell'auto (l'azienda è di uno dei figli di Ferdinand Piech, ex numero uno del Gruppo Volkswagen) al progetto per una nuova sportiva ''Il nostro entusiasmo per il salone è più grande che mai - ha detto Turrettini - Quasi tutti i marchi importanti sono presenti anche quest'anno a Ginevra, un fatto che per altri Saloni internazionali non è così scontato. A proposito di ciò, da un'indagine condotta da Autovista Group, una società anglo-svizzera di servizi per il mondo dell'auto, colloca (alla domanda ''qual è stato l'evento più importante nel 2019'') il Salone Internazionale dell'Auto di Ginevra al primo posto negli eventi dedicati alll'automotive, seguito da IAA di Francoforte e dal CES di Las Vegas''.

Il top management del Salone di Ginevra ha ricordato che per soddisfare anche i moltissimi visitatori che non desiderano soltanto scoprire i modelli più recenti ma che sono anche appassionati di auto storiche, è stata organizzata quest'anno un'esposizione speciale in occasione del 70mo annivesario del marchio Abarth, dove si potranno ammirare oltre 20 esemplari di questa celebre Casa italiana. ''Benché il Salone dell'Auto di Ginevra sia fondamentalmente un classico evento espositivo automobilistico - ha ribadito Turrettini - che è molto apprezzato proprio per questo, non dobbiamo dimenticare di confrontarci anche con il futuro, in particolare con il mondo digitale''. E alludendo al possibili sviluppi 'virtualiì ha detto: ''L'obiettivo è permettere ad un numero sempre maggiore di persone di poter visitare il Salone anche in forme diverse.

Vorremmo trovare una strada per attirare un nuovo genere di visitatori: coloro che sono interessati agli sviluppi tecnologici piuttosto che alle auto, oppure le persone che vengono al Salone per informarsi sulle nuove forme delle mobilità''. Ricordando che il meccanismo del Salone di Ginevra è unico al mondo, con un ristorno agli espositori del 30% degli utili una volta che, concluso l'evento, gli organizzatori ufficializzano un bilancio in attivo, Turrettini ha anche detto che ''Il fattore più importante rimane quello di fare in modo che il Salone di Ginevra veda la costante presenza dei marchi più importanti. Per questo, dobbiamo continuare ad offrire un servizio di elevata qualità, cioè un'organizzazione della manifestazione impeccabile, garanzia della presenza di media internazionali e, soprattutto, visitatori soddisfatti''. Da questo punto di vista gli organizzatori hanno ribadito che un importante contributo del successo è dato dagli appassionati che arrivano a Ginevra dal nostro Paese e che si aggiungono ai molti espositori in Tricolore. ''Il numero dei visitatori provenienti dall'Italia - ha detto il presidente Turrettini - è aumentato molto sensibilmente negli ultimi dieci anni, passando dal 2% delle presenze del 2008 a ben l'11% del 2018, con un'incremento addirittura del 17% nell'ultima edizione''.

Informazioni pratiche:
Orari di apertura Da lunedì a venerdì : h 10.00 – 20.00
Sabato e domenica : h 09.00 – 19.00 
Nella seconda settimana, da martedì, 12 marzo 2019, il padiglione 7 aprirà le sue porte già dalle ore 09.30, mentre nei fine settimana dalle ore 08.30.

Biglietti di ingresso
Acquisto diretto dall’Ente organizzatore
Online su www.gims.swiss
Alle casse del Palexpo
Adulti (da 16 anni): CHF 16.
Ragazzi (da 6 anni) e pensionati: CHF 9.
Gruppi (a partire da 20 persone): CHF 11.- / persona

ANSA

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MOTORI E AUTO D'EPOCA BMW Serie 3, una storia di successo in 7 capitoli: dal debutto nel 1975 ogni evoluzione un punto di riferimento

12 Febbraio 2019, 14:06pm

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.overblog.it

MOTORI E AUTO D'EPOCA BMW Serie 3, una storia di successo in 7 capitoli: dal debutto nel 1975 ogni evoluzione un punto di riferimento

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA MONACO DI BAVIERA - Sigle come E21, E30, E36, sino ad arrivare all’ultima G20, probabilmente dicono poco o nulla ai meno appassionati. In realtà celano ogni singola generazione di Bmw Serie 3. Sette capitoli distinti, che hanno fatto la storia della Casa bavarese. Del resto si tratta dell’auto con il marchio dell’elica più venduta di sempre, potendo vantare ben 15.000.000 di esemplari venduti nel mondo. La prima, la E21 appunto, fu la sostituta della Serie 02. Una vettura che avrebbe potuto essere classificata sia come berlina che come coupé. Tre volumi a definire le linee, ma solo due porte a caratterizzare il corpo vettura. Una soluzione che determinò la prima proposta di Bmw Serie 3.
 

 

 

Sono gli anni ‘80 quelli che rappresentano il boom per il modello bavarese. E sono pure gli anni in cui le forme cominciano a dare segnali su altri fronti. Infatti, l’edizione E30, è la prima a presentare pure la berlina a quattro porte, così come la station wagon meglio nota come Touring e l’elegante versione cabrio. Non solo, ma la passione per il marchio di Monaco di Baviera aumenta le proprie quotazioni grazie alla variante preparata dal reparto M-Sport. Un reparto nato nel 1972. All’inizio, la Motorsport (questo il nome originale) non era che una piccola divisione che contava solamente otto componenti, compreso il fondatore, Jochen Neerpasch, un ex-pilota Bmw dalla grande esperienza in fatto di motori. Prima di arrivare alla seconda generazione di Bmw Serie 3, furono numerose le vetture a cui misero mano i tecnici del comparto sportivo. Anche perché la Motorsport si occupava principalmente dello sviluppo delle vetture da corse.

Ciò detto non toglie nulla al successo della E30 M3 che, sia in edizione stradale sia in quella da corse, riscosse un successo inatteso. Il celebre 4 cilindri in linea da 2,3 litri ha fatto sognare migliaia di appassionati. Anche perché consentì al pilota italiano Roberto Ravaglia di laurearsi campione del mondo turismo, mentre Winfried Vogt diventava campione europeo e Eric van de Poele campione tedesco. Ravaglia si aggiudicò poi il campionato europeo nel 1988, il DTM nel 1989 e il Campionato Italiano Turismo nel 1990.Gli anni Novanta sono segnati dalla versione E36. La Serie 3 si fa ancora più matura, confermando le varianti del modello precedente. Aggiungendo però la versione Compact, ossia una versione tronca della coupé. Per testare alcune nuove geometrie al retrotreno, venne realizzato nel 1986 un prototipo con carrozzeria roadster che montava il cosiddetto Z-link. Tale prototipo ebbe un tale successo che ne decisero la produzione in piccola serie: era la Z1. Alla Serie 3 E36 successe la E46. Dopodiché si è passati alla E90 e poi alla F30 (quella che ha dato i natili alla variante Gran Turismo). Sino ad arrivare all’ultima G20.  di Cesare Cappa

di Cesare Cappa LEGGO

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