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MOTORI E AUTO D'EPOCA Alfa Romeo Alfetta Gt - La sportiva da famiglia

9 Marzo 2019, 09:14am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.overblog.it

Scritto da: Vanny Mossa All’inizio degli anni 70’ si è assistito a un graduale rinnovamento delle vetture del marchio Alfa Romeo, infatti seppure la pur valida Giulia faceva ancora il suo lavoro, c’era l’aria di rinnovamento specialmente nella gamma medio-alta. Infatti nel 1972 arrivò l’Alfetta berlina portando al debutto, alcune soluzioni tecniche collaudate precedentemente nelle competizioni. Non parlerò dell’Alfetta ma mi soffermerò su una sua derivata. Negli anni 70’ la gente cominciava a volere dalle auto sportive non solo le prestazioni assolute e la leggerezza ma anche una comodità e confort di una normale berlina da famiglia. Quindi venne commissionato di realizzare un’auto sportiva, con queste caratteristiche fondamentali. L’auto venne commissionata ormai a un genio dello stile automobilistico italiano ovvero dalla matita di Giorgetto Giugiaro. Lo stile designato a questa nuova vettura proponeva sempre un aspetto cuneiforme con carrozzeria a linea tronca con un andamento a contrasto tra linee squadrate ma anche tondeggianti, una forma che avrebbe fatto scuola nelle successive produzioni. L’auto chiamata Alfetta Gt venne presentata nel 1974. Descriviamo la parte che riguarda l’esterno a partire dal frontale: gli stilemi ovviamente sono quelli delle alfa del periodo; domina quindi il musetto affusolato con i quattro fari tondi circolari incastonati nel disegno del cofano che nella parte centrale da forma alla griglia del radiatore di colore nero dove ovviamente è posizionato lo scudetto del marchio Alfa Romeo cromato con una serie di listelli orizzontali. Poco più sotto in direzione dei fari sono posizionati gli indicatori di direzione che hanno un motivo originale a forma di freccia smussata incastrata in un rilievo cromato. Il paraurti ha uno stile semplice, ha solo un bordo gommato all’interno e il tutto termina con un accenno di spoiler verniciato nero opaco. Il cofano presenta delle leggere nervature che fanno sembrare più in rilievo la parte centrale; infine a livello del parabrezza sono sistemate due prese d’aria. La linea laterale è la parte più personale dell’auto e viene presentata in questo modo: l’auto presenta lo stile tipico cuneiforme con frontale basso con elementi sia squadrati come le nervature sulla fiancata ma anche elementi tondeggianti come i passaruota bombati, la portiera è abbastanza larga quindi permette un facile accesso all’abitacolo e presenta una bella maniglia di apertura in metallo incastrata nella portiera e una nervatura in basso contribuisce a dare slancio alla fiancata. La vetratura è abbastanza ampia con parabrezza e lunotto molto inclinati e presenta varie parti caratterizzate da spigoli sia partendo dall’anteriore che dal posteriore e presenta una profilatura in metallo, una cosa curiosa è che su questa prima serie anche i vetri posteriori sono discendenti. Arrivando verso il posteriore la coda spiovente termina con una troncatura, un particolare che rende l’auto molto personale rispetto alla concorrenza che usava ancora stilemi convenzionali. Il tutto poi termina con una incisione sul lato posteriore destro con la scritta stilizzata GT. Il tutto è abbinato a dei bellissimi cerchi i così detti “Mille Righe”. Al posteriore invece abbiamo: il lunotto molto ampio che scende quasi a filo del cofano bagagli quest’ultimo funge anche come accenno di spoiler e sopra di esso sono posizionati il logo alfa e le scritte identificative dell’auto in corsivo. La fanaleria a un motivo originale a elementi poligonali separati ovvero sopra abbiamo le luci di posizione e degli stop e sotto le frecce e le luci di retromarcia e hanno il contornato in rilievo cromato; il vano portatarga è tra la fanaleria; il paraurti come l’anteriore è in metallo con un inserto gommato. Un altro particolare originale è il terminale di scarico in posizione centrale come d’altronde la maggior parte delle derivanti dall’Alfetta. Arriviamo agli interni qui ritroviamo delle soluzioni inusuali ma che danno anche qui un tocco di originalità. Infatti abbiamo una plancia particolare per iniziare dal lato guida abbiamo partendo da sinistra una griglia di aerazione orientabile di forma circolare, varie predisposizioni per indicatori aggiuntivi a seconda dei mercati e sotto di essi posizionati lo spannavetri e la leva dell’aria; il volante è un bel tre razze con corona in finta pelle con il pulsante del clacson centrale e dietro di esso le classiche tre leve del devioluci in comune su tutti i modelli del periodo. Ma la cosa particolare è la strumentazione a elementi separati! Infatti davanti al pilota in un elemento squadrato è presente il solo contagiri, il resto della strumentazione invece è posizionato al centro plancia in un elemento squadrato più grande infatti troviamo racchiusi il grande tachimetro e accanto l’indicatori sempre a lancetta della temperatura dell’olio, il livello del carburante e la temperatura del motore oltre ovviamente a varie spie luminose. Poco più in giù abbiamo i comandi della ventilazione e climatizzazione dell’abitacolo, seguito più in basso dal mobiletto della radio che prosegue fino alla leva del cambio dove è presente la cuffia in pelle. Nella parte davanti al passeggero è presente un comodo cassetto porta oggetti e un ripiano nella parte più sotto. Anche davanti il passeggero è presente una griglia di aerazione sempre di forma circolare. La tappezzeria e gli elementi interni erano davvero ben curati e potevano avere rivestimenti interni in panno o in pelle. I pannelli porta presentano dei comodi braccioli e delle tasche porta oggetti; le maniglie dei finestrini hanno dei dettagli in metallo e poi abbiamo un curioso pomello per regolare gli specchietti. I sedili sono delle vere e proprie poltroncine ovviamente con uno stile incentrato alla sportività quindi dal contenimento adeguato. Da apprezzare anche la possibilità di effettuare regolazioni sia al sedile che al volante per trovare la giusta postura di guida. Per quanto riguarda la meccanica troviamo ovviamente la stessa tecnica usata dalla berlina ovvero: quindi abbiamo lo schema transaxle cioè motore anteriore, cambio e differenziale in blocco al retrotreno; anche la frizione è al posteriore. Inoltre, le sospensioni anteriori presentano quadrilateri e molle con barra di torsione incernierate sul triangolo inferiore; posteriormente è presente un assale rigido De Dion con due bracci convergenti non articolati e un sistema a parallelogramma di Watt per l'ancoraggio trasversale. L'impianto frenante a doppio circuito è a quattro dischi, con quelli posteriori sospesi accanto al gruppo cambio-differenziale. Il propulsore scelto per equipaggiare la nuova sportiva fu sempre il bialbero 4 cilindri in linea da 1779 cc che veniva montato sull'Alfetta berlina: 122 cv a 5500 giri/minuto con una coppia massima di 17 Kgm a 4400 giri/minuto. Con queste caratteristiche l’auto era in grado di sfiorare una velocità massima di 195 km/h. Come sensazioni di guida durante un test su strada effettuato da Quattroruote e affidata nelle mani di Emerson Fittipaldi Il pilota rimase favorevolmente impressionato dalla sua doppia personalità di vettura quasi da famiglia ma allo stesso tempo di coupé sportiva. Quest'Alfa venne giudicata dal pilota brasiliano neutra o leggermente sottosterzante nelle curve pianeggianti o in salita, con un accenno al sovrasterzo in quelle in discesa a causa del trasferimento di carico verso l'avantreno. Fittipaldi ebbe invece qualche perplessità nel valutare cambio e sterzo: il primo venne all'epoca criticato anche da molti clienti per via dell'escursione troppo lunga della leva e per un livello migliorabile di precisione e manovrabilità, ma c'è  da dire che comunque venne giudicata in modo molto positivo la scalatura dei rapporti; il secondo avrebbe meritato di essere più diretto, un problema che secondo lo stesso Fittipaldi si sarebbe potuto facilmente risolvere montando un volante di diametro inferiore. Anche stavolta aggiungo un video per rendere al meglio le caratteristiche. Ovviamente anche questa Alfa Romeo spero di poterla recensire più nei dettagli quando avrò l’opportunità di provarne qualcuna. Al momento è tutto e mi raccomando continuate a seguirmi!

 

MOTORI E AUTO D'EPOCA Alfa Romeo Alfetta Gt - La sportiva da famiglia
MOTORI E AUTO D'EPOCA Alfa Romeo Alfetta Gt - La sportiva da famiglia
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