MOTORI E AUTO D'EPOCA Nuova Evoque, la baby Range stupisce ancora: ibrida, ecologica e con il cofano “invisibile”


INSERITO DA MICHELE PAPPACODA ATENE - Quando, nel 2010, venne presentata la prima Evoque, si percepì netto il senso di una rivoluzione avviata dai tradizionalisti inglesi titolari del marchio Range Rover, quello dei fuoristrada di lusso capaci di portarti a una festa di gala in abito scuro o lungo i sentieri accidentati dell’offroad più estremo: l’Evoque era infatti la prima Range di dimensioni compatte (è lunga 4,37 metri) e il primo Suv di aspetto realmente sportivo, con tetto basso e inclinato, vetrature e lunotto sottili, in stile coupé, con prestazioni molto vicine a quelle di un’auto tradizionale, per niente condizionate dalla guida alta. E infatti quasi 800.000 unità vendute in 9 anni (l’80% esportate fuori dal Regno Unito) e 217 premi raccolti nel mondo ne hanno decretato il successo. Migliorare tutto ciò realizzando qualcosa che andasse oltre un banale restyling non era dunque impresa facile, tutt’altro. Ma, grazie anche a un investimento di ben un miliardo di sterline, i maestri inglesi ce l’hanno fatta.Appena lanciata anche in Italia, la nuova Evoque assomiglia molto alla prima, ma nasce su un nuovo pianale in acciaio e alluminio (PTA, acronimo di Premium Transverse Architetture), è stata leggermente rinnovata nello stile e profondamente nei contenuti, e presenta valori aggiunti di assoluto rilievo: è infatti costruita, equipaggiata e motorizzata con l’obiettivo di contenere le emissioni nocive, a cominciare dal ricorso al mild-hybrid 48V, cui si aggiungerà presto anche il plug-in (abbinato ad un nuovo motore tre cilindri 1,5 litri).Se a tutto ciò si sommano i criteri costruttivi adottati in fabbrica (il gruppo Jaguar-Land Rover è certificato come “carbon neutral”) e l’impiego di materiali ecologici per gli interni, a scapito persino delle tradizionali pelli pregiate da sempre associate al marchio Range Rover, si avrà chiaro il quadro di un progetto che ha fatto dell’eco compatibilità un autentico must. Esternamente il model year 2019 si segnala per quello che Gerry McGovern (capo dello stile di Land Rover) ha definito “l’approccio riduzionista del design che riparte dalla semplicità”. Una semplicità tuttavia impreziosita dal profilo coupé, caratterizzato dall’angolo del tetto e dalla linea di cintura inclinata, per non dire delle spalle pronunciate e dei possenti archi passaruota che, soprattutto con i cerchi da 21 pollici, contribuiscono a creare un forte impatto visivo. I fari a LED Matrix super sottili valorizzano la raffinata grafica dei gruppi ottici anteriori e posteriori, mentre le maniglie a filo (tipiche delle auto sportive votate alla ricerca della migliore aerodinamica) si integrano – come sulla Velar - nelle linee morbide e scultoree delle fiancate. Alla definizione del design ha contribuito anche l’italiano Massimo Frascella, che nel gruppo Jaguar-Land Rover è responsabile dello stile esterno. “L’importante – ha detto Frascella – era salvaguardare le proporzioni compatte dell’Evoque, perciò le abbiamo mantenute molto simili alle originali, conservando gli sbalzi corti, ma allungando il passo per ottenere una maggiore praticità”. Inutile dire che la maggiore distanza tra i due assali assicura un comfort ulteriormente migliorato a beneficio dei passeggeri seduti dietro, ai quali vengono assegnati 21 mm in più e anche maggiore spazio per i piedi sotto i sedili anteriori. La capacità del bagagliaio è aumentata del 10% (591 litri), ma con la seconda fila di sedili ripiegata può raggiungere 1.383 litri. Quanto al posto guida e al sedile passeggero, risultano perfetti negli allestimenti più ricchi, che godono delle regolazioni elettriche, anche lombari (assenti su alcune versioni).
SERGIO TROISE IL MATTINO
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