Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA BOMPORTO – Nella notte tra domenica e lunedì, attorno all’una, se ne andava in giro con un una mazza da baseball in macchina. Denunciato. Questa notte i carabinieri della stazione di Bomporto, nel corso di un servizio di controllo del territorio Hanno fermato un cittadino rumeno di 21 anni, dimoranti nella bassa modenese il quale andava in giro Con una mazza da baseball nel bagagliaio. L’uomo è stato denunciato per porto abusivo di oggetti atti ad offendere ed e’ stato sanzionato per la violazione COVID.SUL PANRO.NET
INSERITO DA BARBARA PAPPACODA Le attività di cantiere comporteranno inevitabilmente la chiusura al transito della Sp 46, ovviamente eccetto i residenti ed i mezzi autorizzati, con contestuale deviazione del traffico sul tragitto Rio Saliceto – Campagnola – Novellara – Bettolino – Fabbrico e viceversa. Inizieranno lunedì 18 gennaio i lavori di consolidamento e ampliamento della Sp 46, che comporteranno la chiusura al transito di un tratto di circa due chilometri e mezzo compreso tra i comuni di Rio Saliceto e Fabbrico. Si tratta del primo di una serie di interventi che la Provincia ha programmato, per un importo complessivo di 2,5 milioni di euro, su quest’arteria pensata e realizzata decine di anni fa, per volumi di passaggio e mezzi con dimensioni certamente differenti da quelli attuali, per di più costruita su di un argine, quindi particolarmente soggetta ad avvallamenti. “Con le prime risorse che, dopo anni di continui tagli, ci sono state finalmente riassegnate, ed in particolari grazie ai finanziamenti concessi nel 2018 dal Ministero delle Infrastrutture per interventi straordinari di manutenzione di rete viaria di Province e Città metropolitane, la Provincia ha infatti previsto 4 lotti di intervento di risanamento ed allargamento della Sp 46 – spiega il presidente Giorgio Zanni – Si tratta di un intervento importante, impegnativo anche sotto il profilo economico, proprio perché destinato a risolvere in modo radicale il problema, non semplice, dei cedimenti di questa provinciale costruita su di un argine”. Il primo lotto di lavori, per un importo di 860.000 euro, inizierà lunedì e prevede il completo risanamento e l’allargamento da 6 a 8,5 metri del corpo stradale di un tratto di circa 600 metri di strada provinciale, nonché la sistemazione di una piccola frana. Le attività di cantiere comporteranno inevitabilmente la chiusura al transito della Sp 46, ovviamente eccetto i residenti ed i mezzi autorizzati, con contestuale deviazione del traffico sul tragitto Rio Saliceto – Campagnola – Novellara – Bettolino – Fabbrico e viceversa. La necessaria segnaletica di deviazione sarà posta lungo il percorso alternativo in corrispondenza delle intersezioni da parte delle ditte esecutrici dei lavori, che sono la Calcestruzzi Corradini di Salvaterra, la 3M di Castelnovo Sotto e la Cofar di Castelnovo Monti. IL TEMPO
DI BARBARA PAPPACODA Stamattina con noi AGOSTINO, che ha dato il cambio a Shila che nn é molto in forma.
AGOSTINO: la dolcezza fatta a cane.
10 anni di cane morbido e simpatico. AGOSTINO é un cane fantastico, solare, buonissimo con le persone e abituato in box con femmine e maschi senza problemi.
Ha subito due anni fa, una importante operazione di ernia, ed é rinato.
La sua voglia di vivere é davvero impressionante, AGOSTINO é sempre felice, quando poi capisce che é l'ora della passeggiata é carico "come uno schioppo" e comincia a saltare tutto contento.
AGOSTINO si merita una casa. É un vero peccato lasciare in canile un'anima così buona...
Venite a fargli una carezza, vi farà innamorare
AGOSTINO VI ASPETTA!!!
Se volete informazioni su Agostino potete chiamare Raffaella 3475633015 oppure in canile al 059687069
INSERITO DA BARBARA PAPPACODA I due, rimasti ustionati dal cortocircuito e medicati all’ospedale, dovranno rispondere del reato di tentato furto aggravato di energia elettrica. E’ rimasto folgorato nel tentativo di “rubare” della corrente elettrica dai contatori dell’Enel. E’ accaduto nella notte appena trascorsa a un sinti, residente a Carpi, evaso dalla sua roulotte dove era detenuto agli arresti domiciliari per furto. L’uomo, un 35enne, è stato medicato al Pronto Soccorso dell’ospedale Ramazzini, da dove è stato dimesso con alcuni giorni di prognosi. Denunciato a piede libero dai Carabinieri della Compagnia di Carpi, dovrà ora rispondere del reato di evasione e tentato furto aggravato. La denuncia per tentato furto aggravato di energia elettrica è scattata anche per il suo complice, un 25enne residente nel medesimo campo nomadi, rimasto anch’egli ustionato dal cortocircuito. FONTE TEMPO
INSERITO DA BARBARA PAPPACODAAd aggiudicarsi lo strategico sito è una società di capitali (il cui nome resta riservato), nonché unico soggetto partecipante, come confermato da Unieco, società in liquidazione coatta amministrativa ed ex proprietaria dell’area. Dopo oltre 15 anni di degrado, i giorni dell’abbandono per l’area dell’ex Cantina Sociale, in viale De Amicis, a pochi passi del cuore della città, sono finiti. Si è chiusa ieri, 12 gennaio, l’asta giudiziaria relativa a una superficie complessiva di 8.173 metri quadri con una potenzialità edificatoria di 8.560 mq (base d’asta: 1 milione e 800mila euro). Ad aggiudicarsi lo strategico sito è una società di capitali (il cui nome resta riservato), nonché unico soggetto partecipante, come confermato daUnieco, società in liquidazione coatta amministrativa ed ex proprietaria dell’area. Gli indici edificatori dell’area, stabiliti dal vecchio piano regolatore, sono altissimi, 1 a 1, e se pienamente sfruttati, rischierebbero di cementificare ulteriormente un altro pezzo di Carpi. Un rischio concreto? Non secondo l’assessore all’Urbanistica Riccardo Righi: “oggi il mercato, sia per quanto riguarda le esigenze immobiliari che di servizi, è molto diverso e dubito seriamente che chi è subentrato voglia sfruttare appieno quegli indici. Un’edificazione così massiva, infatti, non troverebbe risposta. Ora grazie al subentro di una proprietà sana si potranno valutare scenari diversi e una riduzione delle volumetrie”. L’area della ex Cantina posta sui bastioni delle vecchie mura medievali rappresenta, secondo Righi, “l’ultima grande opportunità per il centro. Mi auguro dunque che la nuova proprietà scelga di avviare un dialogo con l’Amministrazione. Noi da parte nostra siamo disponibili a ragionare, anche in termini di convenzioni ad hoc, affinché lì possa trovare posto anche un parcheggio Hub di servizio al centro storico. Interrato, multipiano… lo valuteremo insieme ma quel che conta è che costituirà un indiscusso vantaggio per tutti, comprese le nuove attività commerciali e residenziali che vi si insedieranno. Riteniamo quel sito fondamentale in uno scenario futuribile di sviluppo urbano, soprattutto in vista di un progetto di ricucitura con l’Oltreferrovia, affinchè le due zone possano essere messe a sistema”, conclude Righi. Sul nome della fiduciaria, bocche cucite così come sul progetto di recupero. Che sia la stessaControcampo S.r.l. di Parmache ha acquistato da Cmb il lotto C6, su via Corbolani, per scommettere sullo sviluppo dell’area a Est della città? Jessica Bianchi TEMPO
INSERITO DA BARBARA PAPPACODA CARPI- Due minori sono stati sorpresi da una pattuglia della Polizia locale mentre stavano imbrattando muri di un edificio pubblico con colori spray. Gli agenti hanno proceduto a sequestrare le bombolette e a deferirli alla Procura della Repubblica presso il Tribunale dei minorenni di Bologna, per imbrattamento di edifici pubblici in concorso. Spiega il Comandante della Polizia Locale dell’Unione Terre d’Argine, Davide Golfieri: « Per chi imbratta beni immobili o mezzi di trasporto pubblici o privati, il Codice Penale prevede la reclusione da uno a sei mesi o la multa da trecento a mille euro, pena aumentabile se si tratta di cose di interesse storico o artistico. Il giudice può anche prevedere l’obbligo di ripulire i luoghi imbrattati o di rimborsare le spese sostenute per farlo. In certi casi, inoltre, vengono fatte verifiche sul contesto familiare, per accertare eventuali situazioni di disagio o degrado e, nel caso, intervenire attraverso i servizi sociali. Insomma, una cosa che coinvolge in modo importante i genitori, oltre che i ragazzi” SUL PANARO.NET
INSERITO DA MORENA MOTTA Quella del nuovo ospedale è una partita che continua a infervorare gli animi. Dopo dieci anni e oltre di sterile discussione, la questione pare avere subito una forte accelerazione grazie al protocollo d’intesa siglato da Azienda Usl e Comune. L’obiettivo? “Arrivare al completamento dello studio di fattibilità entro marzo 2021”, ha dichiarato il direttore generale dell’azienda Usl Antonio Brambilla. Pur plaudendo alla decisione di dotare la nostra città di una struttura ospedaliera tecnologicamente e logisticamente all’avanguardia molti cittadini si sono appellati ai due enti affinché facciano marcia indietro circa l’ipotesi di collocare il nuovo ospedale, nel quadrante Nord – Ovest della città, aldilà della tangenziale e della Statale per Fossoli, onde evitare la cementificazione di una vasta zona agricola.
Sostenibilità sociale, consumo di suolo zero, fruibilità dei servizi, possibilità di avviare subito i lavori senza dover attendere espropri e nuove strutture viarie. Sono questi i quattro punti cardine su cui si basa la riflessione di Carpi Bene Comune, unitamente a Carpi In Transizione, FIAB Modena – Sezione di Carpi, Legambiente Terre d’Argine, Lipu – Sezione di Carpi, WWF Emilia Centrale e Sinistra Italiana – Sezione di Carpi.
La loro idea è quella di costruire un nuovo padiglione di 6-7 piani nell’area compresa tra piazzale Donatori di Sangue e l’attuale camera mortuaria e prevederebbe la realizzazione di un nuovo parcheggio multipiano (fuoriterra). Tale soluzione permetterebbe il trasferimento dei reparti operatori e delle degenze senza nessuna interruzione delle attività sanitarie. Successivamente, si procederebbe alla demolizione di tutti gli edifici obsoleti, preservando: Radioterapia, Poliambulatorio e Centro di salute mentale. Le aree risultanti dalle demolizioni verrebbero rigenerate con nuovi spazi verdi, e parcheggi per i dipendenti.
Una proposta che il sindaco Alberto Bellelli ha rispedito al mittente sottolineando come “il rischio di rifarlo lì è quello di vedere reparti trasferiti a Modena che poi non torneranno a casa…”.
Sull’ipotesi di realizzare il nuovo polo sul sedime originario, ha aggiunto l’assessore all’Urbanistica Riccardo Righi, “vi sono troppe problematiche relative alla logistica, alla dotazione di parcheggi… per non parlare poi della rigidità della struttura che non permetterebbe un’evoluzione in corso d’opera né la realizzazione di un eliporto”.
Lapidario anche Brambilla che ha liquidato la faccenda sottolineando come “la localizzazione, approvata in sede di Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria, renderebbe la struttura facilmente accessibile per tutta l’Area Nord”, per buona pace della Bassa insomma…
Una cosa però è certa, lo studio di fattibilità ancora non c’è e nulla è stato deciso. L’ipotesi avanzata da Carpi Bene Comune – nata grazie agli spunti offerti dalle proposte strategiche avanzate alcuni anni fa dal Politecnico di Milano in una ricerca commissionata e voluta da tutte le Amministrazioni dell’Unione delle Terre d’Argine – è davvero tanto campata in aria? Lo abbiamo chiesto al professore del Politecnico, Edoardo Colonna, architetto che ha lavorato a quel progetto.
Professore quali sono i vantaggi della costruzione di un nuovo ospedale in prossimità dell’esistente anziché realizzarlo ex novo su un terreno ancora vergine?
“Le decisioni intorno alla costruzione di una porzione di una città, poiché la realizzazione di un complesso organismo qual è un nosocomio può sì essere percepito come una macchina funzionale dedicata alla cura e alla salute delle persone ma, in realtà, contiene un articolato sistema composto da molti altri servizi alla persona, da svariate attività commerciali, da spazi d’aggregazione, di conoscenza e cultura, di comunicazione, d’incontro… insomma le caratteristiche più evidenti di ciò che chiamiamo città, sono sempre alquanto complesse e ogni volta devono essere collocate all’interno di un quadro strategico generale che implichi delle scelte generali di lungo periodo e che individui delle linee direttrici in grado di orientare le future trasformazioni e quegli assetti desiderati per un intero territorio. Se la domanda è riferita in specifico alle questioni legate alla vetustà dell’ospedale carpigiano Ramazzini, all’interno dell’incarico esplorativo che l’Amministrazione dell’Unione delle Terre d’Argine ci aveva dato (ndr Politecnico di Milano) e che abbiamo terminato nel 2018, avevamo cercato di esplorare un sistema complesso di relazioni che legassero l’intero territorio, cercando di far emergere quegli elementi identitari che lo rendono unico, ad esempio attraverso un articolato sistema di mobilità, su cui abbiamo inteso proporre alcune prefigurazioni territoriali generali e specifiche. È all’interno di un confronto su queste logiche strategiche generali che andrebbero valutate le specifiche progettualità, le singole risorse, non concentrandosi soltanto sulla singola occasione. A prescindere infatti dalla specifica questione, ritengo che il rafforzamento urbano da noi proposto dell’asse Polo Sportivo, area Ramazzini, Piazza Castello/Duomo, Stazione (soprattutto in un’ottica di potenziamento della mobilità sostenibile), Parco Lama, che mi sembra che con le ultime scelte l’Amministrazione abbia cominciato a costruire, possa conferire struttura urbana a porzioni oggi disconnesse e costruite come mera sommatoria edilizia. In esso sicuramente il futuro dell’area in cui giace oggi l’ospedale giocherà un ruolo strategico importantissimo, come pure l’assetto del Polo Sportivo e la connessione con il Parco Lama”.
Ci può fare qualche esempio di rigenerazione di poli ospedalieri nel nostro Paese e nel resto d’Europa?
“Ogni città ha una propria storia evolutiva, spesso molto difficile da comprendere perché non lineare; la maggior parte delle città antiche di medio-grossa dimensioni ha un ospedale costruito all’interno del proprio tessuto e che giocoforza ricopre un ruolo urbano strategico. Mi vengono in mente alcuni ospedali a Barcellona, come ad esempio il centrale Hospital del Mar che riesce sia a giocare un ruolo urbano strategico nella costruzione del fronte a mare sia a instaurare felici relazioni con il parco della Barcelloneta adiacente, un po’ come avevamo cercato di fare nel nostro piccolo con le esplorazioni degli studenti che avevano lavorato sull’area Ramazzini.
Le scelte strategiche relative al tema della rigenerazione delle grandi macchine funzionali sono alquanto differenti e anche contrastanti, perché appunto strettamente legate alla progettualità a grande scala dei vari contesti in cui si devono attuare. Mi permetto di portare l’esempio di Milano, città in cui sono cresciuto e insegno, città per molti versi tumultuosa e schizofrenica; da un lato si sono susseguite costruzioni ex-novo di ospedali, recintati e posizionati in posizione esterna rispetto alla città, come ad esempio l’ospedale di Niguarda, costruito già nel 1939 nelle aree di espansione per ragioni di accessibilità, o il più recente Ospedale San Raffaele, o la futura cittadella della salute localizzata a Cinisello Balsamo sulle aree ex-Falk; dall’altro il Policlinico di Milano, grande ospedale cittadino costruito alle spalle dell’Università Statale in posizione centralissima, ha fatto una scelta differente, scegliendo la ricostruzione per parti; e proprio in questo momento è in costruzione un nuovo grande intervento dell’architetto Boeri in sostituzione di vecchi padiglioni; il suo ruolo di nodo urbano è stato rafforzato addirittura, sembra, facendo entrare un ingresso della nuova linea metropolitana all’interno del perimetro ospedaliero, trattandolo quindi alla pari delle altre porzioni urbane”.
A chi obietta che la posizione attuale produce e produrrebbe notevoli disagi per parcheggi e viabilità, cosa risponde? Quale soluzione suggerirebbe?
“Certamente una scelta come quella della ricostruzione sullo stesso sito di un Polo sanitario territoriale porta un notevole impatto dal punto di vista della gestione dei flussi, che sarà stato sicuramente oggetto di serie riflessioni da parte degli attori coinvolti nel processo decisionale. Indubbiamente, a mio parere, la formulazione di queste attente analisi deve avere la forza e la lungimiranza di rispondere non solo alle problematiche dell’oggi, ma traguardare anche i possibili cambiamenti delle abitudini dei cittadini dei prossimi decenni, che sembrano annunciarsi foriere di grandi mutamenti”.
Un’operazione come quella proposta da Carpi Bene Comune sarebbe più onerosa rispetto a una costruzione ex novo?
“Non conosco la proposta in oggetto in specifico e da un punto di vista professionale non mi è ancora capitato di affrontare un tema simile; all’interno del mio Ateneo, come già le avevo riferito nell’intervista di qualche mese fa, esistono competenze specifiche che meglio di me saprebbero affrontare seriamente questo tipo di studio di fattibilità. Mi limito a sottolineare come la recente ricerca nelle discipline economiche in generale abbia ormai allargato il campo delle analisi costi-benefici ben aldilà del calcolo della quantificazione meramente economica, rivendicando la vera essenza della oikonomia (ndr – termine che indica le riflessioni da parte del buon padre di famiglia su tutti gli aspetti che concernono la propria casa)”.
Gli ospedali oltre a curare possono essere grandi occasioni di crescita economica. Come un ospedale costruito vicino al centro storico potrebbe ridare linfa a una città piegata dalla crisi e dalla pandemia?
“Aldilà della singola funzione o destinazione, o meglio, del contenitore di variegate funzioni e destinazione, mi sembra di poter affermare che le modalità adoperate negli ultimi decenni nella costruzione della città abbia rivelato tutto il suo fallimento; questo periodo pandemico sembra aver riportato al centro non solo la necessità di una (ri)costruzione di un radicato senso comunitario (siamo tutti più “legati” di quanto ci hanno fatto credere negli ultimi 50 anni), ma anche un grande bisogno di socialità, incontro, convivialità, condivisione; tutto ciò dovrebbero essere rivitalizzato, se non ricostituito, attraverso un’articolata mixitè di funzioni, una riattivazione di reti di commercio sinergiche di prossimità, e di tutte quelle azioni in grado di riattivare la vitalità comunitaria. È questa la vera ricchezza che andrebbe ricercata. Penso che i futuri assetti delle città e dei territori si debbano fare fortemente carico di ciò e non permettere più la separatezza antiurbana delle lottizzazioni sparpagliate unite solamente da miserandi nastri asfaltati”.
Ausl e Amministrazioni continuano a ripetere che l’area dove sorge l’attuale Ramazzini essendo inserita in un contesto fortemente antropizzato non si presta a ospitare la nuova struttura. Come commenta?
“Non penso che l’Amministrazione a priori abbia escluso l’ipotesi di riqualificazione di quest’area, tanto che per anni abbiamo lavorato, seppur all’interno di ipotesi, ripeto, che mettevano in gioco scenari di trasformazione complessivi (a titolo esemplificativo, la trasformazione dell’attuale linea ferroviaria in metropolitana leggera e un sistema di trasporti capillari in tutto il territorio dell’Unione), alla prefigurazione di scenari di metamorfosi urbana che cogliessero le molte potenzialità insite nel mantenere lì la struttura ospedaliera. Immagino che nel momento dell’approfondimento necessario per risolvere questo nodo così importante, avendo a disposizione anche maggiori dati su cui appoggiare queste decisioni, siano emerse altri elementi e problematicità, di cui non sono a conoscenza”.
Da urbanista e conoscitore del nostro territorio, quale consiglio si sente di dare per la stesura del nuovo PUG?
“Penso che il PUG possa essere davvero un’occasione straordinaria; finalmente penso si stia facendo il primo passo per rompere quel localismo decisionale tanto deleterio nei nostri territori in generale (basti pensare alla dislocazione scellerata delle aree industriali pensate nella logica miope ristretta a livello intrinsecamente comunale). Sicuramente è un percorso appena iniziato; sarà molto lungo e non terminerà certo con questa prima stesura. Andrà curato in ogni suo passo stando attenti a non calarlo dall’alto, ma cercando di renderlo compartecipato attraverso percorsi di acquisizione di consapevolezza. Si tratta di (ri)costruire quel sentimento di comunità allargata, iscritto nella storia millenaria di questo territorio (basti pensare alla millenaria lotta contro le acque, alle bonifiche), e rompere quegli individualismi e particolarismi che hanno reso il territorio una somma insensata di pezzettini monadici. Mi sembra che il monito di questo drammatico periodo ci stia fortemente indicando la via, o meglio ri-insegnando a guardarla con occhi diversi”.
INSERITO DA MORENA MOTTA In concomitanza con la ripresa delle lezioni per la maggior parte delle scuole della regione, a Carpi sono arrivati i primi premi per le giovani volontarie che, durante la pandemia, hanno donato e condiviso il loro tempo per aiutare studenti in difficoltà in cambio di crediti universitari e buoni spesa.
Il progetto, avviato lo scorso Febbraio dall’Ufficio Politiche Giovanili del Comune con il Centro Servizi Volontariato (CSV) e gli operatori del “Mac’è”, si chiama Time sharing con YoungER Card e consiste nel dare un po' del proprio tempo per aiutare, anche da remoto dopo l'insorgere della pandemia, studenti più giovani che ne hanno fatto richiesta per debiti scolastici. L'esperienza, pur lanciata a inizio febbraio non è stata fermata dall'emergenza sanitaria:
« Nonostante tutto – spiegano in Assessorato - il Centro Servizi Carpi è riuscito a reclutare alcuni volontari che, un po’ in presenza un po’ in remoto, hanno esaudito parte delle tantissime richieste di sostegno scolastico pervenute al “Mac’è” da parte di ragazzi. »
Obiettivo per il 2021 è trovare trenta volontari da premiare con crediti scolastici e trenta euro da spendere nei negozi convenzionati con la “YoungER Card”, tessera emessa dalla Regione riservata ai giovani residenti emiliano-romagnoli tra i 14 e i 29 anni. Oltretutto, per aumentare la gamma di sconti e facilitazioni su servizi e iniziative culturali, verrà organizzata una campagna di promozione ed estensione di questo circuito, in modo da ottenere nuove adesioni e rinnovi dalle attività del territorio.
Quest’oggi, con la premiazione delle sei ragazze volontarie che, grazie alla loro dedizione e disponibilità per le 20 ore di assistenza scolastica previste dal regolamento, hanno guadagnato i crediti scolastici oltre a un buono-spesa da trenta euro, il progetto viene riproposto a tutti i ragazzi in cerca di un appoggio scolastico e a quelli volenterosi di donare tempo e supporto ad essi.
« Far parte del progetto è semplice: chi è interessato al volontariato (16-29 anni) deve prendere contatto con il CSV (3453022533; carpi@csvterrestensi.it), mentre chi invece è interessato a ripetizioni in una materia scolastica (11-19 anni) deve rivolgersi al “Mac'è!” (3477497320; spaziogiovani@carpidiem.it). Forza ragazzi, fatevi avanti! »
INSERITO DA MORENA MOTTA Da giovedì 7 Gennaio a San Marino sono in programma lavori per completare i percorsi ciclo-pedonali della frazione.
Le attività si svolgeranno fra le 8:30 e le 18:30: in questa fascia oraria, le aree interessate rimarranno aperte al traffico veicolare o pedonale, che sarà gestito di volta in volta secondo le indicazioni impartite all’impresa e la segnaletica di cantiere presente sul posto.
In caso di maltempo o imprevisti i lavori saranno spostati al primo giorno utile successivo.
Il progetto prevede le seguenti realizzazioni: una pista ciclabile all’interno dell’area verde tra le vie Sogari e Poma; una zona con limite di velocità 30 km. orari nelle area compresa fra le vie Sogari e Boccaletti; una pista ciclabile all’interno dell’area verde tra la Strada Provinciale 468 e la traversa San Lorenzo; un attraversamento ciclopedonale con istallazione di impianto semaforico a chiamata sulla provinciale 468 all'altezza di via Boccaletti; la ristrutturazione dell’incrocio fra via Sogari e via Benetti.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA NONANTOLA –Sì all’Emilia-Romagna. Nella seduta di ieri sera, il Consiglio dei ministri, su proposta del presidente Giuseppe Conte, ha deliberato la dichiarazione dello stato di emergenza nazionale in seguito agli eventi meteorologici che si sono verificati ai primi di dicembre nel territorio delle province di Modena, Bologna, Ferrara e Reggio Emilia. Con danni ingenti soprattutto nel modenese in seguito alla rotta del fiume Panaro. Il Governo ha accompagnato il riconoscimento dello stato di emergenza stanziamento con un primo stanziamento di 17,6 milioni di euro a copertura dei primi interventi di soccorso alle popolazioni e del ripristino della funzionalità dei servizi pubblici e delle infrastrutture di rete. “E’ un ottimo risultato, ottenuto in nemmeno venti giorni dalla nostra richiesta, e in attesa di tutte le altre risorse necessarie”, affermano il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, e l’assessore alla Protezione civile, Irene Priolo. “Ringraziamo il presidente Conte e il Governo per la rapidità della decisione, rapidità che mai come adesso serve per dare sostegno alle comunità colpite, cittadini, famiglie, attività e imprese”. Lo stato di emergenza nazionale è necessario per tutte le procedure necessarie al riconoscimento dei fondi per risarcire tutti i danni, sia pubblici che privati. “Lo stanziamento deciso serve per i primi interventi urgenti- sottolineano presidente e assessore-. Dopodiché, vogliamo continuare ad andare veloci: è già stata attivata la ricognizione per i danni ai privati e alle attività produttive tramite i Comuni interessati. Una volta terminata, comunicheremo al Governo l’ammontare del fabbisogno. Ricordiamo- aggiungono Bonaccini e Priolo– che questo riconoscimento dello stato d’emergenza ottenuto adesso ci consentirà di accedere anche a risorse specifiche della legge Finanziaria 2020. Per quanto riguarda i quasi 18 milioni di euro – concludono- per la nostra Regione si tratta del più alto riconoscimento di sempre di risorse legate alla prima deliberazione dello stato d’emergenza. Avevamo chiesto al Governo rapidità, e rapidità c’è stata; la Regione, come già avvenuto in passato, continuerà a fare la propria parte in prima persona” SULPANARO.NET