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CARPI NEWS Animali investiti, soccorrerli è un obbligo

6 Aprile 2021, 08:26am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

CARPI NEWS Animali investiti, soccorrerli è un obbligo

INSERITO DA MORENA MOTTA Transitando con la propria auto sulla strada può purtroppo capitare di investire inavvertitamente un animale domestico o selvatico che a quel punto avrà bisogno del nostro intervento, dal momento che presumibilmente si sarà ferito. In questo caso, o nel caso ci si accorga della presenza di un animale ferito, anche se non siamo stati noi a investirlo, non è possibile far finta di niente e voltarsi dall’altra parte. E non solo per una questione di umanità e buon senso, ma anche perché lo dice la legge, come ci spiega la dottoressa Ilaria Innocenti, responsabile area animali familiari della LAV.

Purtroppo può succedere di investire un animale mentre si transita in auto o in moto sulla strada. Che cosa si deve fare? Al di là del senso civico, cosa ci impone la legge?

“Chiunque investa un animale ha l’obbligo di fermarsi e prestargli soccorso. Il Codice della Strada, grazie a una modifica introdotta con Legge n. 120/2010 fortemente voluta da LAV, prevede, infatti, che l’utente della strada, in caso di incidente comunque ricollegabile al suo comportamento, da cui derivi danno a un animale, ha l’obbligo di fermarsi e di porre in atto ogni misura idonea ad assicurare un tempestivo intervento di soccorso. La norma non si applica solo a cani e gatti e agli animali domestici ma anche agli animali da reddito (mucche, pecore, capre ecc..) o protetti. Chiunque non si fermi e non presti soccorso è punito con una sanzione amministrativa pari al pagamento di una somma da 422 a 1.694 euro.  Occorre sottolineare come l’obbligo di prestare soccorso non riguardi solo il conducente del mezzo a quattro o due ruote, comprese le biciclette, ma anche chi assista all’incidente, in quanto coinvolto nell’evento come i passeggeri a bordo del mezzo. In questo caso la sanzione prevista per chi non ottempera all’obbligo di assicurare un tempestivo intervento di soccorso è il pagamento la sanzione è più lieve, si tratta di somma compresa tra euro 83,00 ed euro 331,00.

Se si investe un animale o si è coinvolti comunque nell’evento è dunque necessario accertarsi delle condizioni dell’animale e attivare immediatamente l’intervento di soccorso. In assenza di un numero dedicato al soccorso animali è possibile contattare laPolizia Locale o il servizio veterinario ASL competente per territorio che ha l’obbligo di reperibilità anche notturna e festiva. Si possono comunque contattare anche i Carabinieri e la Polizia di Stato.

Il Codice della Strada non è, tuttavia, l’unica disposizione a punire l’omissione di soccorso nei confronti di animali. Nell’ipotesi in cui a seguito dell’omissione di soccorso sopravvenga il decesso dell’animale, potrebbe configurarsi il reato di cui all’articolo 544 bis del Codice Penale: “Uccisione di animali” che prevede la pena della reclusione da quattro mesi a due anni”.

Il comportamento che dobbiamo tenere è diverso se si tratta di animale domestico o animale selvatico?

“No, la norma sul soccorso agli animali si applica anche a quelli appartenenti a specie selvatiche. In questo caso però i numeri da chiamare sono quelli della Polizia Provinciale o dei Centri di recupero fauna selvatica o comunque del Servizio Veterinario ASL o i Carabinieri che potranno dare indicazioni circa l’attivazione del soccorso”.

Può inoltre verificarsi anche il caso di accorgersi di un animale ferito perché precedentemente investito. Ci si deve comportare allo stesso modo?

“Sì, è un dovere civico e di rispetto per gli animali”.

Cosa fare in caso si assista a un’omissione di soccorso?

“Occorre raccogliere quante più informazioni possibili (data, orario, targa del veicolo o dei veicoli coinvolti, dinamica dell’incidente, ecc.) e comunicarle tempestivamente alle Forze dell’Ordine e ovviamente attivare i soccorsi per l’animale ferito”.

 Come valuta complessivamente la norma sul soccorso agli animali vittima di incidenti stradali?

 “È una norma molto importante e di interesse pubblico per gli aspetti sanitari, morali e di sicurezza: occorre però uniformare le procedure di accesso al servizio e favorire i cittadini nel chiedere un intervento tempestivo. Per questo motivo LAV da anni si batte per la creazione di un ‘118 veterinario’ efficace in tutta Italia”.

E se questa eventualità dovesse accadere nel Comune di Carpi?

“E’ a disposizione un servizio attivo 24 ore su 24 per emergenze di questo tipo: esiste infatti una convenzione – precisa l’Assessore all’Ambiente, Riccardo Righi – che l’Amministrazione Comunale ha stipulato con il canile (che comprende anche il Comune di Novi) e il gattile (che comprende anche gli altri tre Comuni delle Terre d’Argine, cioè Soliera, Campogalliano e Novi) per il recupero degli animali incidentati. Come espressamente previsto dalla convenzione, gli addetti che recuperano l’animale devono poi contattare immediatamente il Direttore Sanitario della struttura o il medico veterinario convenzionato, che presterà le cure urgenti necessarie. Gli Agenti della Polizia Locale andranno poi sul posto e ricostruiranno la dinamica dell’accaduto. Sarà loro cura anche individuare e avvisare l’eventuale proprietario dell’animale. Tutti i numeri – conclude l’Assessore – si possono trovare sul sito del Comune di Carpi (comune.carpi.mo.it – aree tematiche – ambiente – animali)”.

FONTE temponews.it di Federica Boccaletti

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CARPI NEWS La fibra ottica arriva a Carpi

1 Aprile 2021, 08:44am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

CARPI NEWS La fibra ottica arriva a Carpi

DI MORENA MOTTA I lavori per la realizzazione della nuova rete da parte di TIM sono già partiti in molte zone della città, in modo da rendere i servizi progressivamente disponibili, con l’obiettivo di collegare circa 21mila unità immobiliari al termine del piano. L'investimento previsto di circa 6 milioni di euro e in sinergia con l’Amministrazione comunale, portrà la fibra ottica fino alle abitazioni per rendere disponibili collegamenti ultraveloci fino a 1 Gigabit/s.

Per la posa della fibra ottica saranno utilizzate le infrastrutture già esistenti. Se si renderà  necessario effettuare scavi, saranno realizzati adottando tecniche a basso impatto ambientale, con interventi sulla sede stradale di circa 10-15 cm.

 

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CARPI NEWS Un anno sospeso dove anche i ricordi sono fermi al “prima”. Parlano gli studenti di Cavezzo e Concordia

29 Marzo 2021, 09:53am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

Un anno sospeso dove anche i ricordi sono fermi al "prima". Parlano gli studenti di Cavezzo e Concordia

INSERITO DA MIKI PAPPACODA

Un anno sospeso dove anche i ricordi sono fermi al “prima”.  Parlano gli studenti di Cavezzo e Concordia. Le loro voci le ha raccolte Francesca Monari, esperta di risorse umane di Mirandola, che ha seguito l’evento on line “I giovani si raccontano”, dialogo con ragazze e ragazzi di Cavezzo e Concordia e con l’associazione culturale Way staff di Concordia sulla Secchia.Con loro i sindaci di Cavezzo e Concordia, Lisa Luppi e Luca Prandini.

 
L’altra sera, alle 20.45, sulle pagine Facebook dei Comuni di Concordia e Cavezzo sono stati protagonisti i nostri adolescenti. La parola è stata data a loro che sono il nostro futuro più immediato.
 
 
“Dare loro questo spazio? Un atto necessario per far sentir loro la nostra presenza” – precisano all’unisono Luppi e Prandini.
 
 
Introdotti dai sindaci Luca Prandini e Lisa Luppi, hanno preso la parola gli studenti delle classi quarte e quinte del ‘Galilei’ di Mirandola: Matteo Grigoli, Jacopo Pellacani, Alice Morselli, Federica Riccò, Francesca Bertarello e Gaia Tolomelli per raccontarci delle loro preoccupazioni, idee e speranze alla luce di quanto vissuto in questo anno di pandemia e di DAD.
 
All’ incontro presenti anche Marcello Meschiari e Samuele Bellesia dell’associazione culturale Way Staff di Concordia, normalmente impegnata nell’organizzazione di eventi e feste a scopo di beneficenza. Entrambi non vedono l’ora di riprendere ad organizzare feste, se fosse per Marcello ne farebbe una a settimana!
 
A tutti, inutile dirlo, la prima cosa che manca è la socialità. Socialità intesa non solo con i coetanei ma anche con i professori. “La DAD non è la stessa cosa. Se all’inizio sembrava bello poter dormire un po’ di più, alla lunga la cosa più bella sarebbe tornare in classe come prima. In DAD si lavora molto di più e l’impegno profuso sembra venir riconosciuto di meno. Mattine più lunghe davanti al pc, seguite da pomeriggi altrettanto lunghi per studiare.” E’ questo il primo pensiero comune che emerge.
 
Laurea online per uno di loro, compleanni in lockdown per altri due. Natale e Pasqua a casa. “Più di anno ‘sospeso’, dove pare che anche i ricordi si siano fermati al prima” – dice Alice con la voce rotta dall’emozione.
 
Snervante poi per loro poter uscire pochissimo e con la paura di portare il virus a casa ai propri cari e avvicinarsi agli altri con sospetto.
 
Alcuni di loro quest’anno faranno la maturità ma si sentono disorientati perché non hanno la possibilità di condividere i loro dubbi e stemperare la tensione né con i compagni, né con i professori. “Perchè la maturità significa prima di tutto socializzazione” ribadisce Federica, mentre Francesca puntualizza che in questo momento non le sembra né una vita né una scuola “reale”. Per gli altri persino il percorso di orientamento, che è un momento delicatissimo che richiede confronti e riflessioni perché in ballo ci sono decisioni per la scelta del proprio  futuro, è risultato veramente efficace.
 
“Nonostante cerchiamo di coltivare qualche hobby, nei limiti del possibile e di non perdere la fiducia nel futuro, non ci divertiamo più” è un’altro dei pensieri condivisi.
 
Ora sperano nell’estate. Sperano di passarla come meritano alla loro età, facendo per prima cosa qualche weekend fuori con gli amici, non importa dove ma insieme.
 
Quando Luppi e Prandini chiedono ai ragazzi che cosa le istituzioni possono offrire loro per farli stare meglio, i ragazzi non hanno dubbi:  tornare a scuola in presenza e quando si potrà supportarli il più possibile nel creare eventi a loro dedicati. Bello sarebbe che ogni comune della bassa avesse la possibilità di organizzare qualcosa con continuità per permettere ai ragazzi di trovare svago e divertimento a casa propria, senza bisogno di allontanarsi troppo.
 
E le altre amministrazioni? Mi auguro che l’esigenza di questi ragazzi venga seriamente presa in considerazione. Dopo un anno ‘non vissuto’ come questo, appena ve ne sarà la possibilità, la prima cosa che noi adulti dovremmo impegnarci a fare è quella di fargli vivere dei momenti di sano e leggero divertimento e aggregazione perché se lo meritano davvero. Chiaro il messaggio?
 
Un ringraziamento sentito da parte dei ragazzi ai Sindaci ma anche ai professori. Anche per loro non è facile, i ragazzi lo capiscono. Comprensione reciproca e dialogo è ciò che serve per uscirne insieme.
 
Il vero valore per loro è il valore dello stare insieme.

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CARPI NEWS Da Carpi a Cipro, “un’isola a misura di famiglia”

23 Marzo 2021, 09:55am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

CARPI NEWS Da Carpi a Cipro, “un’isola a misura di famiglia”

INSERITO DA MORENA MOTTA Dopo aver viaggiato tra Europa e Stati Uniti, Luca Ferrarini, data scientist ed engineer 42enne di origine carpigiana, ha deciso di mettere radici nell’isola di Cipro, per la precisione nella capitale Nicosia, insieme alla moglie cipriota e alle loro due figlie.

“Ho conosciuto mia moglie in Olanda. Lei frequentava un master in legge mentre io stavo facendo un dottorato incentrato sull’elaborazione e interpretazione delle immagini mediche con l’ausilio dell’intelligenza artificiale”. Nel 2010 abbiamo deciso di trasferirci in Italia, prima a Milano, per poi spostarci a Carpi nel 2013, in concomitanza con la nascita della nostra prima figlia”.

Perché avete deciso di trasferirvi a Cipro?

“Mia moglie aveva un contratto come consulente legale per un’azienda farmaceutica toscana e per un anno e mezzo circa abbiamo vissuto da pendolari tra le due regioni. Quando nel 2016 è nata la nostra seconda figlia, abbiamo deciso di provare a trovare un equilibrio a Cipro, dove lei aveva indubbiamente più opportunità di trovare un lavoro stabile inerente ai suoi studi. Ci siamo messi alla ricerca di un lavoro sull’isola e, nel giro di pochi mesi, entrambi abbiamo ricevuto offerte interessanti. Nell’estate del 2017 ci siamo quindi trasferiti”.

Cosa le piace di più della sua nuova vita a Cipro e cosa le manca invece dell’Italia?

“La vita a Cipro è, in primo luogo, molto tranquilla e sicura. I ritmi lavorativi sono più rilassati rispetto all’Italia e mi permettono di spendere molto tempo di qualità con la mia famiglia. Abbiamo il mare e le montagne a meno di un’ora di macchina e da marzo a novembre trascorriamo la maggior parte dei fine settimana in spiaggia. Il mare di Cipro è davvero stupendo, specialmente nella parte Est dell’isola, e il clima è mite e salutare. Anche qui ci sono problemi legati alla burocrazia proprio come in Italia, ma le dimensioni ridotte, sia dal punto di vista geografico che dal punto di vista della popolazione, permettono una gestione più semplice della società. Vedo la mia famiglia felice e ciò mi gratifica. Ovviamente anche in Italia vivevamo bene. Forse l’unica difficoltà era l’aspetto lavorativo, soprattutto per mia moglie.

Dell’Italia mi mancano ovviamente la mia famiglia e gli amici (ma fortunatamente la distanza è facilmente colmabile), e anche la straordinaria varietà artistica e culturale”.

Sul fronte della pandemia com’è la situazione a Cipro?

“Abbiamo superato la prima ondata con un bilancio di casi e di morti piuttosto basso se confrontato col resto del mondo e una chiusura totale di circa due mesi. Le nostre aziende ci hanno permesso sin da subito di lavorare da casa e siamo riusciti a gestire, seppur con molta fatica come tutti, le nostre figlie che erano a casa da scuola. Il Governo aveva istituito un sistema basato su sms per ricevere l’autorizzazione a uscire di casa un paio di volte al giorno: ha funzionato bene. La seconda ondata è stata diversa. I numeri sono saliti, sino ad avere anche 200/300 nuovi contagi al giorno e 4/5 decessi giornalieri. Mi rendo conto che non sono numeri paragonabili a quelli dell’Italia, ma occorre tener conto che parliamo di 1 milione di abitanti a Cipro contro i 60 dell’Italia. Siamo partiti anche qui con i vaccini, come in tutto il resto d’Europa. Siamo agli inizi ma spero che, dovendo vaccinare un numero limitato di persone, si possa raggiungere una buona copertura in tempi ragionevoli”.

Quando sarà finita la pandemia pensate di restare a Cipro o vorreste tornare in Italia? 

“La nostra vita adesso è a Cipro. Non amo mai mettere dei vincoli perché non credo di poter sapere davvero cosa accadrà in un futuro lontano ma per ora stiamo bene qui. Ritengo che Cipro sia un buon Paese in cui far crescere le nostre figlie”.

FONTE temponews.it di Chiara Sorrentino

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CARPI NEWS Vaccini anti-covid a Carpi: la squadra c’è, manca una sede adeguata

20 Marzo 2021, 10:30am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Nonostante la vicenda di Astrazeneca, questa settimana in Emilia Romagna hanno completato la vaccinazione 7mila persone in più rispetto alla settimana precedente ma di questo passo servirebbero 23 mesi per completare le vaccinazioni di tutti gli emiliano romagnoli. 

Il generale Figliuolo ha preso in mano in maniera militare il piano vaccinale ma la questione Astrazeneca non consente di decollare con le vaccinazioni di massa e servirà una campagna di rassicurazione e sensibilizzazione per recuperare fiducia e procedere a ritmi serrati prima che il virus, che continua a fare il suo mestiere, muti in una nuova variante.

Nonostante la vicenda di Astrazeneca, questa settimana in Emilia Romagna hanno completato la vaccinazione 7mila persone in più rispetto alla settimana precedente ma di questo passo servirebbero 23 mesi per completare le vaccinazioni di tutti gli emiliano romagnoli.

A Carpi, dove erano 687 a metà marzo i cittadini residenti che avevano completato la vaccinazione, si è costituita una cabina di regia e l’Ausl ha nominato coordinatore il dottor Michele Pescetelli che sarà supportato dal dottor Giovanni Della Casa. La squadra è composta da una trentina di medici a cui si aggiungono quattro medici delle Usca e quindici medici volontari. A partire da domenica 21 marzo si vaccinerà sette giorni su sette per dieci ore consecutive.

“E’ già tutto pronto per la vaccinazione di massa ma se decidiamo di essere in guerra certe cose vanno superate. Oggi per inoculare il vaccino serve un minuto ma per compilare le carte ne servono almeno dieci. Se vogliamo raddoppiare le vaccinazioni dobbiamo cambiare marcia. Rispetto ai primi giorni abbiamo già reso più snelle e veloci le procedure” ammette il dottor Giorgio Verrini, medico in pensione in servizio come volontario.

Nel Centro vaccinale i medici sono supportati da personale amministrativo ma “c’è carenza di infermieri” e Verrini lancia un appello affinché si facciano avanti.

Resta un nervo scoperto: la collocazione del Centro Vaccinale all’interno dei locali del Centro Prelievi nel piano interrato dei Poliambulatori dove non ci sono ampi spazi e l’aerazione è poca perché i soffitti sono bassi. Le sei postazioni sono tutte attive e sono operative dal lunedì al sabato dalle 12 alle 19 e mentre alla domenica si può iniziare alle 9 per terminare alle 16.

È previsto un percorso in entrata e uno diverso in uscita ma gli accompagnatori risalgono da dove sono entrati e anche tanti anziani ripassano dal percorso previsto per l’entrata quando escono perché nel percorso di uscita non ci sono gli ascensori disponibili.

Il rischio è quello della contaminazione in ambienti che non possono reggere una maggiore pressione. “Attualmente facciamo 350, al massimo 400 vaccinazioni ogni giorno, ma se dovesse aumentare il numero si dovranno trovare spazi alternativi” afferma il dott. Verrini.

“Visto che è in previsione, ad aprile, l’arrivo di un crescente numero di vaccini, oltre a poter estendere ancora l’orario di apertura del Centro Vaccinale, con le amministrazioni comunali del nostro Distretto – spiega l’Ausl – è in corso un confronto per individuare ulteriori sedi. In linea con quanto dichiarato dal Direttore generale Ausl, infatti, l’obiettivo è portare il vaccino sempre più vicino alla popolazione, per consentire di effettuare un numero sempre maggiore di dosi giornaliere”.

Sara Gelli IL TEMPO

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CARPI NEWS Rissa con la mazza da baseball al parco Pertini, quattro giovani denunciati dalla polizia

18 Marzo 2021, 10:02am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

CARPI NEWS Rissa con la mazza da baseball al parco Pertini, quattro giovani denunciati dalla polizia

INSERITO DA MORENA MOTTA La Polizia di Stato di Carpi ha denunciato in stato di libertà quattro giovani, tutti pluripregiudicati, ritenuti responsabili del reato di rissa. I fatti risalgono alla giornata di domenica 14 marzo scorso, quando una pattuglia del Commissariato è intervenuta nei pressi del parco pubblico “Pertini”, dove era stata segnalata la presenza di un numeroso gruppo di ragazzi, alcuni intenti a picchiarsi.

Alla vista della volante i giovani hanno cercato di dileguarsi, ma gli agenti sono riusciti ad identificarne nell’immediatezza due e a sequestrare una mazza da baseball. Successive indagini hanno permesso di individuare altri due soggetti, che avevano preso parte alla colluttazione, messa in risalto dagli stessi protagonisti con una serie di video postati sui social network.

Gli investigatori sono riusciti a ricostruire in maniera precisa l’intera dinamica dei fatti. Già nei giorni precedenti i quattro si erano pesantemente provocati sui social, dandosi poi appuntamento per regolare le controversie rimaste in sospeso. Nei video si vedono chiaramente gli attori intenti a sferrarsi una violenta serie di pugni e calci alla presenza dei loro coetanei che incitano e fomentano i contendenti.

 

FONTE MODENA TODAY

 

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CARPI NEWS Controlli anti-Covid: cinque sanzioni Nel fine settimana le pattuglie in parchi, strade e negozi

16 Marzo 2021, 11:58am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

DI REDAZIONE In media sette pattuglie al giorno, centinaia di controlli a persone, negozi e autoveicoli, alcune sanzioni: è il bilancio dell’attività svolta dalla Polizia Locale nel fine-settimana sul territori comunale di Carpi, per il rispetto delle norme anti-Covid. Nel complesso – da venerdì 12 a domenica 14 – sono state controllate 117 persone e un centinaio di mezzi; oltre ottanta controlli hanno riguardato i parchi urbani, e quasi altrettanti gli esercizi commerciali; alcune decine sono stati in materia di assembramenti stradali. I posti di controllo organizzati nei tre giorni sono stati 16. Quanto alle sanzioni, ne sono state comminate cinque (4 per per spostamenti o assembramenti, una a un esercizio commerciale). SULPANARO.NET

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CARPI NEWS Cavezzo, ambulanza prende fuoco con a bordo un paziente

14 Marzo 2021, 09:24am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

Cavezzo, ambulanza prende fuoco con a bordo un paziente

INSERITO DA BARBARA PAPPACODA CAVEZZO- Nella prima mattinata di sabato 13 marzo, intorno alle 7, un’ambulanza adibita a trasporti sociali ha preso improvvisamente fuoco mentre percorreva la rotatoria tra via Einaudi e via Moro. L’autista si è tempestivamente accorto di quanto stava accedendo permettendo l’arresto e l’evacuazione del mezzo di soccorso. Da quanto segnalato dalla stampa locale, autista e paziente sono fortunatamente illesi. Sulla dinamica che ha generato l’incendio a bordo, saranno fatte le opportune verifiche. Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco che hanno domato le fiamme. SULPANARO.NET

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CARPI NEWS Uscirono di casa con autocertificazione falsa. Il giudice: “Non è reato. Il Dpcm è illegittimo”

13 Marzo 2021, 08:09am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA La donna aveva riferito di essersi dovuta recare in ospedale a Correggio per delle analisi e che l'altra l'aveva accompagnata. Una verifica aveva però appurato che non c'era stato alcun accesso alla struttura sanitaria e per le due era scattata la denuncia. Il giudice De Luca le ha assolte entrambe dichiarando "il non luogo a procedere perché il fatto non costituisce reato". Per il Tribunale di Reggio Emilia, un atto amministrativo non può limitare la libertà personale di movimento, è contrario alla Costituzione un obbligo generalizzato a restare nella propria abitazione Il giudice di Reggio Emilia Dario De Luca ha annullato le sanzioni comminate a due persone che erano uscite con false autocertificazioni, necessarie nel periodo del lockdown come predisposto dal Dpcm dell’8 marzo 2020. Per il giudice, in forza ai Dpcm emessi dal governo, «ciascun imputato è stato costretto a sottoscrivere un’autocerticazione incompatibile con lo stato di diritto del nostro Paese e dunque illegittima». Era il 13 marzo dell’anno scorso quando, nel pieno della prima ondata del Covid, le due imputate della provincia di Reggio erano state sorprese fuori casa dalle forze dell’ordine a cui avevano fornito un’autocertificazione non veritiera. La donna aveva riferito di essersi dovuta recare in ospedale a Correggio per delle analisi e che l’altra l’aveva accompagnata. Una verifica aveva però appurato che non c’era stato alcun accesso alla struttura sanitaria e per le due era scattata la denuncia. Il giudice De Luca le ha assolte entrambe dichiarando “il non luogo a procedere perché il fatto non costituisce reato”. Nella motivazione si sottolinea in premessa che il Dpcm “stabilendo un divieto generale e assoluto di spostamento al di fuori della propria abitazione, con limitate e specifiche eccezioni, configura un vero e proprio obbligo di permanenza domiciliare”. Tuttavia, prosegue la sentenza, “nel nostro ordinamento giuridico, l’obbligo di permanenza domiciliare consiste in una sanzione penale restrittiva della libertà personale che viene irrogata dal giudice penale per alcuni reati all’esito del giudizio (o in via cautelare, in una misura di custodia cautelare disposta dal giudice, nella ricorrenza di rigidi presupposti di legge) e in ogni caso nel rispetto del diritto di difesa” IL TEMPO

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CARPI NEWS Fontanelle chiuse: a primavera se ne valuterà la riattivazione

12 Marzo 2021, 10:10am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

CARPI NEWS Fontanelle chiuse: a primavera se ne valuterà la riattivazione

INSERITO DA MORENA MOTTA Sono numerosi i runner carpigiani che chiedono come mai le fontanelle presenti in città non siano in funzione. Due le motivazioni addotte dal Comune di Carpi: il freddo e il Covid.

Ogni anno, infatti, con l’arrivo della stagione invernale le fontane vengono disattivate onde evitare che eventuali gelate notturne possano provocare la spaccatura dei tubi per essere poi riattivate con l’arrivo della primavera.

Nel 2020 però non hanno mai ricominciato a erogare l’acqua per ragioni igienico-sanitarie legate alla pandemia da Covid 19. Quest’anno, dopo le misure di contenimento adottate e il proseguo della campagna vaccinale verrà valutata la possibilità di farle rientrare in funzione. “La situazione è in itinere – spiegano dal Comune di Carpi – e contestualmente alla curva epidemica decideremo il da farsi per porre eventualmente fine a questo disagio. Al momento è prematuro fare qualsiasi promessa”.

FONTE TEMPONEWS.IT di Jessica Bianchi

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