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CARPI NEWS Covid-19, la crisi è costata a Carpi quasi un milione di euro al giorno

19 Febbraio 2021, 10:09am

Pubblicato da Miki Pappacoda

CARPI NEWS Covid-19, la crisi è costata a Carpi quasi un milione di euro al giorno

INSERITO DA MORENA MOTTA Oltre 4 imprenditori carpigiani su 10 hanno dichiarato una contrazione rilevante dei loro ricavi con soglie arrivate al 50% in molti casi. A soffrire maggiormente sono stati i settori del commercio e dell’industria. Per il 2020, inoltre, Demoskopika ha stimato una perdita di fatturato pari a circa 350 milioni di euro rispetto all’anno precedente. Una crisi, quindi, che ha generato non poche difficoltà per il sistema economico locale tra cui l’erogazione dei servizi o della produzione (48,2%), il rispetto delle scadenze nel pagamento dei fitti, delle bollette, etc. (46,3%) e degli oneri fiscali (44,6%) e il pagamento alle banche (42,2%). 

Dall’indagine emerge, inoltre, un sentiment parzialmente positivo rispetto all’efficacia e alla celerità delle misure messe in campo dalle istituzioni: 34,9%, infatti, è il valore medio rilevato. A catalizzare la maggiore fiducia degli imprenditori, nel confronto con le altre istituzioni, sono prioritariamente Regione e Comune.

E per l’immediato futuro? La business community carpigiana non nasconde la sua rilevante preoccupazione per ciò che potrebbe accadere. E, così, la quasi totalità degli imprenditori interpellati, ben 9 su 10, teme una terza ondata della pandemia. Non mancano, però, gli atteggiamenti resilienti, la determinazione di reagire alla crisi innescata dalla pandemia: quasi l’80% dei “capi d’azienda” ha deciso, infatti, di mettere in campo efficaci anticorpi per portare avanti l’attività economica. 

È questo lo scenario che emerge dal focus economico realizzato dall’Istituto Demoskopika per conto del Comune di Carpi che, coinvolgendo un campione di 300 imprenditori, ha concentrato l’osservazione analitica sull’emergenza sanitaria del Covid-19 e sulle sue possibili ripercussioni nel sistema economico locale. 

“L’indagine che Demoskopika ha svolto per la nostra amministrazione è importantissima – afferma il vicesindaco Stefania Gasparini – una parte fondamentale di un quadro più ampio di analisi che abbiamo voluto fare per il nostro Distretto economico. L’ascolto e i suggerimenti degli imprenditori, capire il loro sentiment in questi mesi così difficili è risultato per noi fondamentale al fine di calibrare, in chiave più incisiva, azioni e interventi di ripresa per il nostro sistema economico locale. La crisi si è abbattuta pesantemente anche sull’economia carpigiana e l’umore di chi fa impresa non è certamente dei migliori, ma l’indagine ci restituisce fortunatamente anche la ferma volontà di non arrendersi. All’amministrazione comunale  spetta ora il compito di non deludere le aspettative e il significativo livello di fiducia che gli imprenditori hanno dimostrato nei nostri confronti”.

PREOCCUPAZIONI – Terza ondata Covid-19 incubo per 9 imprenditori su 10. La maggior parte degli imprenditori carpigiani interpellati non ha dubbi: il 92,7% teme una terza ondata della pandemia a fronte di un meno significativo 7,3% che, al contrario, si presenta più fiducioso, manifestando un basso livello di preoccupazione. L’elevato livello di preoccupazione, inoltre, risulta assolutamente trasversale tra tutti i settori economici osservati. 

In questo contesto, anche il barometro della preoccupazione per i prossimi mesi tra gli operatori economici, rilevato dall’indagine congiunturale di Demoskopika, risulta così elevato da spingere addirittura il 7,3% di essi a dichiarare la chiusura “certa o molto probabile” della propria azienda nel caso del persistere delle attuali criticità innescate dalla pandemia. Una condizione, questa, particolarmente presente nel settore dell’industria con l’8,6% di imprese a elevato rischio default immediatamente seguita dal comparto dei servizi (8%). 

Sul versante opposto, la maggior parte del campione intervistato, pari al 69,1%, dichiara che, nonostante le criticità innescate dal Covid-19, non chiuderà sicuramente o molto probabilmente i battenti. Tra le due modalità, si colloca una terza che raggruppa i cosiddetti “attendisti”: il 23,6% degli intervistati, infatti, ha dichiarato incertezza e di attendere l’evolversi degli eventi prima di assumere una decisione più consapevole.

SCELTE – Prevale la resilienza per quasi l’80% degli imprenditori. Non mancano gli atteggiamenti resilienti, la determinazione di reagire alla crisi innescata dalla pandemia tanto che ben il 78,4% di esse ha deciso di adottare sforzi e azioni per portare avanti l’attività nonostante le tante difficoltà. In particolare, ben il 40,5% degli interpellati, pur avendo dichiarato di avere abbastanza difficoltà nell’osservare provvedimenti e obblighi per il post Covid-19, non ha rinunciato a proseguire con la propria attività aziendale; per il 21,3%, inoltre, l’impatto delle misure di distanziamento e di sanificazione ha generato poche difficoltà alimentando la speranza di voler rientrare a regime in tempi brevi, mentre per il 16,6%, la fase di riapertura non ha prodotto alcuna difficoltà nella programmazione dell’attività imprenditoriale. Di orientamento diametralmente opposto il 19% del campione che paga lo scotto degli obblighi imposti, dichiarando, in alcuni casi, di essere stato costretto, considerate le rilevanti difficoltà a continuare l’attività imprenditoriale, a ridurre il personale (12%) e, in altri casi, di dover versare “lacrime e sangue” pur non avendo dipendenti (7%). 

Soltanto un poco significativo 2,7%, infine, ha confermato la temporanea chiusura della sua attività non trovando alcuna convenienza principalmente per mancanza di copertura dei costi.

IL CONTO SALATO DELLA PANDEMIA – Calo dei ricavi tra il 30% e il 50% per 1 imprenditore su 3.  Come hanno vissuto il blocco delle attività economiche gli imprenditori? La maggior parte delle attività economiche hanno continuato ad operare: il 57,5% della business community carpigiana, infatti, ha continuato a svolgere completamente l’attività imprenditoriale senza alcuna limitazione a seguito delle disposizioni governative. Sul versante opposto, soltanto il 7,3% degli imprenditori ha fermato completamente l’azienda. Poco più di un titolare d’azienda su 3 (35,3%), infine, ha deciso di operare in regime limitato di personale e di mezzi. 

Blocco dell’attività, quindi, che non poteva passare indolore ma che anzi si è avvertito nel livello di contrazione delle entrate denunciato dagli imprenditori. Dalle risposte ricevute, infatti, Demoskopika ha stimato una perdita di fatturato pari a circa 350 milioni di euro nel 2020 rispetto all’anno precedente. In termini percentuali, inoltre, le modalità che hanno totalizzato il maggior numero di casi rilevano una flessione delle entrate tra il 10% e il 30%, forchetta scelta dal 33,0% del campione e tra il 30% e il 50%, quest’ultima indicata dal 30,6% degli interpellati. Più che significativa, inoltre, anche la percentuale, pari al 13,9%, di coloro che ha lamentato una contrazione tra il 50% e il 70% dei ricavi nel 2020 rispetto all’anno precedente.    

PROVVEDIMENTI ANTI COVID – Bene per il 34,9% degli imprenditori. Regione e Comune in testa. Dall’indagine emergere un sentiment parzialmente positivo della businnes community locale rispetto a efficacia e celerità delle misure messe in campo dalle istituzioni: 34,9%, infatti, è il valore medio rilevato. A catalizzare la maggiore fiducia degli imprenditori, nel confronto con le altre istituzioni, sono prioritariamente Regione e Comune. In particolare, per il 42,2% e per il 42% dei titolari d’azienda intervistati, le misure adottate rispettivamente dal governo regionale e dall’amministrazione comunale appaiono efficaci a fronte di un 31% del Governo centrale e, infine, di un 24,4% dell’Unione Europea. 

AGENDA POLITICA – Maggioranza chiede rinvio o sospensione di imposte e contributi. Rilevando l’efficacia dei provvedimenti assunti per contrastare gli effetti sul sistema economico dell’emergenza sanitaria, si ricava l’agenda delle priorità da confermare e migliorare. Analizzando le risposte degli imprenditori, non si ha dubbio alcuno: rinvio e sospensione del pagamento di imposte e contributi si collocano in cima alla classifica dell’efficacia per ben il 43,9% del campione. Seguono a debita distanza, con percentuali comunque ragguardevoli, i contributi a fondo perduto per le piccole e medie imprese (38,2%), la cancellazione delle rate per le imposte (IMU, IRAP e tasse sull’occupazione del suolo pubblico, etc.; 34,9%), la cassa integrazione con relativa proroga del provvedimento (27,6%) e il sostegno una tantum ai lavoratori autonomi e alle partite IVA (17,9%). E, ancora, tra le modalità meno significative si collocano   l’accesso agevolato al credito tramite i fondi di garanzia gratuiti (6,6%), il sostegno agli investimenti a fondo perduto per la sicurezza anti Covid sui luoghi di lavoro (5,3%), il credito d’imposta sui canoni di locazione (5%), la moratoria, sospensione e rinegoziazione delle obbligazioni e dei finanziamenti bancari (4,3%), l’aumento dei giorni di congedo per i lavoratori (1%) e, infine, lo smobilizzo immediato dei  crediti con la pubblica amministrazione (0,7%)

CLIMA DI FIDUCIA – gli “ottimisti” sono appena il 10,4 per cento. Per quanto riguarda le aspettative delle imprese carpigiane per l’anno 2021, la maggioranza degli imprenditori manifesta un orientamento prospettico negativo. La quota degli operatori economici, infatti, che prevede una recessione dell’economia è pari al 52,4%: “negativo” per il 36,4% del campione e “molto negativo” per il rimanente 16%. In questa direzione, non è un caso che il 68,1% del campione intervistato ritiene che l’emergenza sanitaria legata al Covid-19 avrà un impatto negativo sull’andamento economico della propria azienda tanto da spingere addirittura il 7,3% di essi a dichiararne la chiusura “certa o molto probabile”. 

Sul versante opposto, infine, chi ha dichiarato di avere una maggiore fiducia per l’andamento complessivo del sistema economico e sociale per il prossimo anno è rappresentato da appena il 10,4% dei titolari d’azienda interpellati. Per quasi quattro imprenditori su dieci (37,2%), infine, la situazione rimarrà stabile. Spostando l’analisi sul livello settoriale, i più ottimisti appaiono gli imprenditori del comparto delle costruzioni (15,1%), i più pessimisti gli operatori del commercio (58%) mentre i più equilibristi risultano gli industriali (40,4%).

FONTE TEMPONEWS.IT

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CARPI NEWS Hanno sradicato con una ruspa due colonnine del self service di un distributore: ingenti i danni

18 Febbraio 2021, 16:23pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

CARPI NEWS Hanno sradicato con una ruspa due colonnine del self service di un distributore: ingenti i danni

INSERITO DA MORENA MOTTA Hanno sradicato, servendosi di una ruspa, poi abbandonata sul posto, due colonnine del self service del distributore di benzina di via Guastalla. I malviventi, col favore del buio, sono così riusciti a impossessarsi di qualche migliaio di euro prima di darsi alla fuga. Ingenti i danni. Sul posto i Carabinieri di Carpi.

FONTE E FOTO TEMPONEWS.IT

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CARPI NEWS Il primo Over vaccinato a Carpi è stato Gian Fedele Ferrari

17 Febbraio 2021, 11:20am

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Il primo vaccinato nel punto vaccinale di Carpi, allestito presso il centro prelievi dell’Ospedale Ramazzini di Carpi, è stato l’ex presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi, Gian Fedele Ferrari.

 

E’ iniziata ufficialmente ieri la fase della campagna vaccinale anti-Covid rivolta ai cittadini più fragili, con le prime somministrazioni agli over 85. Oltre 14mila le prenotazioni effettuate ieri in provincia, con appuntamenti fissati nelle prime due settimane di attività. 

Il primo vaccinato nel punto vaccinale di Carpi, allestito presso il centro prelievi dell’Ospedale Ramazzini di Carpi, è stato l’ex presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi, Gian Fedele Ferrari. TEMPO

 

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CARPI NEWS Il cardellino ancora oggi condannato a una vita in gabbia

16 Febbraio 2021, 11:27am

Pubblicato da Miki Pappacoda

CARPI NEWS Il cardellino ancora oggi condannato a una vita in gabbia
CARPI NEWS Il cardellino ancora oggi condannato a una vita in gabbia

INSERITO DA ANGELA CECERE Il canto melodioso del cardellino lo ha spesso condannato, sin dall’antichità, a diventare un uccello da gabbia. Non è raro che questi uccellini vengano illegalmente catturati dai bracconieri - o utilizzati come richiami vivi per attirare altre specie selvatiche - per essere poi venduti e vivere una vita in cattività. Anche a Carpi, qualche anno fa, grazie a un’operazione condotta dai Carabinieri Forestali coadiuvati dai volontari del Pettirosso, vennero sequestrati a ridosso dell’autostrada numerosi esemplari destinati al mercato nero e a finire nelle gabbie di qualche casa del Sud Italia dove la tradizione persiste.  E’ tra i protagonisti di una delle opere più belle del Raffaello. La tradizione narra che durante la salita al Calvario, un cardellino si sarebbe posato sulla testa del Cristo per estrarre le spine che gli cingevano il capo, sporcandosi così le piume col sangue. Entrato nella simbologia cristiana, Raffaello ne rappresenta uno donato da San Giovanni Battista a Gesù, entrambi ancora bambini, nel suo dipinto La Madonna del cardellino, dove l’uccelletto prelude proprio alla vita futura del Cristo e al sangue che verserà sulla croce. La Madonna del cardellino di Raffaello “Una delle caratteristiche del cardellino – spiega Daniela Rustichelli, delegata carpigiana della Lipu – è proprio la mascherina facciale che supera l’occhio nel maschio e che spicca rispetto alle guance bianche (i piccoli nascono senza e si sviluppa solo sul finire dell’estate). Tra i piccoli uccelli europei è senza dubbio tra i più colorati poiché la sua livrea è all’insegna del tricolore: oltre al rosso e al bianco del capo, infatti, ha le ali nere e questo lo rende riconoscibile anche da lontano”. Lungo dai 12 ai 14 centimetri, per 9 e fino a 28 grammi di peso, il cardellino in volo mostra una barra gialla alare, mentre il ventre è di un beige sfumato e “ha delle macchiette bianche regolari sul dorso e sulla punta della coda che sembrano dei veri e propri pois. E’ davvero inconfondibile”, sorride Daniela.  Il becco color avorio e dalla punta nerastra è piuttosto lungo e appuntito ed è molto robusto, adatto a estrarre i semi dai cardi – piatto di cui sono ghiotti i cardellini e da cui deriva anche il loro nome –  e a spezzare tutte le granaglie in generale. I suoi colori accesi però non sono l’unica caratteristica che lo rendono davvero speciale: “il cardellino è un uccello canoro. Il suo canto, caratterizzato da cinguetti, trilli e tintinnii è molto gradevole e diversificato, soprattutto durante il corteggiamento, e questo lo ha spesso condannato a diventare un uccello da gabbia. Non è raro – prosegue la delegata Lipu – che questi uccellini vengano illegalmente catturati dai bracconieri – o utilizzati come richiami vivi per attirare altre specie selvatiche – per essere poi venduti e vivere una vita in cattività. Anche a Carpi, qualche anno fa, grazie a un’operazione condotta dai Carabinieri Forestali coadiuvati dai volontari del Pettirosso, vennero sequestrati nei campi a ridosso dell’autostrada numerosi esemplari destinati al mercato nero e a finire nelle gabbie di qualche casa del Sud Italia dove la tradizione persiste”. Nelle fiere e nei mercati, il più tristemente noto è quello di Ballarò, in Sicilia, si possono trovare ancora cardellini inanellati illegalmente che vengono commercializzati dopo essere stati barbaramente strappati alla natura per bracconaggio. La detenzione di cardellini è infatti severamente regolamentata e “solo gli esperti possono comprendere se questi anellini sono stati messi a posteriori dopo la cattura”, spiega Rustichelli. Il cardellino è un migratore svernante nel nostro territorio ma qui vivono anche dei gruppi stanziali ed è possibile scorgerli anche in inverno: “chi volesse ammirarli, e fare un po’ di birdwatching urbano, può cercarli nei viali, soprattutto dove ci sono dei platani, alberi che hanno dei semini a loro molti graditi. Via Giovanni XXIII è uno di questi. Fatta eccezione per il periodo riproduttivo, il cardellino si muove in piccoli gruppi famigliari e i vari esemplari rimangono in contatto attraverso squillanti cinguettii. Li si può vedere lungo le strade di campagne, nei prati, in particolare quelli a fieno, e nei terreni incolti ricchi di erbe perenni selvatiche”, aggiunge Daniela Rustichelli. La sua dieta è costituita prevalentemente da semi di cardi, girasoli, tarassaco, cirsi, platani, ontani e betulle ma in estate, per nutrire i piccoli, va anche a caccia di insetti. Semi e insetti vengono predigeriti dai genitori fino a formare nel gozzo delle polpettine prima di essere dati ai piccoli affamati. “Il cardellino è un uccello monogamo, rimane fedele al proprio compagno per tutta la vita e il suo corteggiamento è assai elegante dal momento che oltre a sfoderare le sue doti canore si esibisce davanti alla femmina ondeggiando in una vera e propria danza”. Della costruzione del nido si occupa invece la femmina: “è lei a cercare radici, erbe, steli e il piumino dei pioppi e le lanugini delle barbe di becco o dei salici per fare una sorta di materassino morbido su cui deporre le uova. I nidi purtroppo, seppur posizionati su alberi o cespugli alti, non sono mai troppo nascosti e questo li rende facili preda dei corvidi e dunque la selezione è molto forte”. La speranza di vita di questi uccellini è di soli 3, 4 anni a causa di numerose minacce: oltre alle problematiche legate alle catture e agli abbattimenti illegali, i cardellini negli ambienti rurali soffrono a causa della diminuzione di superfici a cespugli e a bosco e all’abbattimento dei grandi alberi. Le campagne poi, oltre a essere sempre più spoglie, sono irrorate da fertilizzati e pesticidi che contaminano le loro fonti di cibo e l’acqua. Per tutelare questa specie – così come molte altre – è necessario “mantenere boschetti, siepi e fasce alberate soprattutto nell’ambiente rurale, incrementare la diffusione dell’agricoltura biologica, non potare drasticamente siepi e alberi onde evitare di mettere a nudo i nidi offrendoli così alla mercé dei predatori. In ambito urbano invece si dovrebbero mantenere le alberature stradali, potenziare il verde pubblico e incrementare quello perirubano, operando una stratificazione senza quindi trascurare i cespugli, le siepi e le erbe spontanee di cui sono ricchi i prati stabili. Fondamentale poi sarebbe lasciar maturare le erbe, dunque, anziché sfalciare i prati continuamente, mantenere le fioriture prative primaverili almeno fino a maggio (maggese) o ancor meglio sarebbe fare un solo taglio alla fine dell’estate rispettando così i cicli della natura”.

TEMPO NEWS

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CARPI NEWS Aimag, posticipata la scadenza delle fatture del servizio rifiuti

15 Febbraio 2021, 10:27am

Pubblicato da Miki Pappacoda

CARPI NEWS Aimag, posticipata la scadenza delle fatture del servizio rifiuti

INSERITO DA ANGELA CECERE AIMAG informa i cittadini di tutto il territorio servito che, a causa di problemi tecnici, le fatture relative al servizio rifiuti sono in consegna a domicilio con alcuni giorni di ritardo e che quindi si potranno pagare, senza interessi di mora, fino al 26 febbraio anziché per la data indicata in fattura. Avere un numero maggiore di giorni a disposizione per effettuare il pagamento favorisce inoltre di organizzare al meglio gli spostamenti in relazione ai limiti per l’attuale contesto emergenziale. A tal proposito teniamo a ricordare che il pagamento delle fatture, oltre ai canali tradizionali (uffici postali, sportelli bancari, punti SisalPay, casse di Coop Alleanza 3.0), si può effettuare anche attraverso i canali digitali, comodi e sicuri, con carta di credito/My Bank/Pago PA entrando “Area Personale” del sito AIMAG oppure tramite bonifico da home banking.

SULPANARO

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CARPI NEWS “Strade al veleno”: sette comuni della Bassa si costituiscono parte civile

14 Febbraio 2021, 09:32am

Pubblicato da Miki Pappacoda

"Strade al veleno": sette comuni della Bassa si costituiscono parte civile

INSERITO DA BARBARA PAPPACODA CAVEZZO, FINALE, MEDOLLA, NOVI, SAN FELICE, MIRANDOLA- SAN PROSPERO – Sono 12 i comuni della provincia di Modena che si sono costituiti parte civile al processo per le “strade al veleno”, iniziato venerdì 12 febbraio al tribunale di Venezia: Cavezzo, Finale, Medolla, Mirandola, Novi, San Felice, San Prospero, Carpi, Castelfranco, Castelvetro, Modena e Vignola. Il timore dei comuni coinvolti riguarderebbe l’utilizzo la presenza di sostanze nocive all’interno del “conglomerato ecologico certificato” utilizzato sui territori. Nel Modenese la lista dei cantieri coinvolti interesserebbe realtà private- identificati due o tre cantieri privati per la realizzazione di opere di urbanizzazione primaria- ma anche alcuni lavori pubblici, come la realizzazione di strade interpoderali. .In particolare nella Bassa modenese, il “Concret Green” sarebbe stato utilizzato nella ricostruzione post terremoto utilizzando quindi fondi pubblici anche in aziende di grande rilievo a livello locale. SULPANARO.NET

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CARPI NEWS Bolletta dei rifiuti in ritardo, Aimag proroga il pagamento

13 Febbraio 2021, 11:03am

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MORENA MOTTA Aimag informa i cittadini di tutto il territorio servito che, a causa di problemi tecnici, le fatture relative al servizio rifiuti sono in consegna a domicilio con alcuni giorni di ritardo e che quindi si potranno pagare, senza interessi di mora, fino al 26 febbraio anzichè per la data indicata in fattura. Aimag informa i cittadini di tutto il territorio servito che, a causa di problemi tecnici, le fatture relative al servizio rifiuti sono in consegna a domicilio con alcuni giorni di ritardo e che quindi si potranno pagare, senza interessi di mora, fino al 26 febbraio anzichè per la data indicata in fattura. Il pagamento delle fatture, oltre ai canali tradizionali (uffici postali, sportelli bancari, punti SisalPay, casse di Coop Alleanza 3.0), si può effettuare anche attraverso i canali digitali, comodi e sicuri, con carta di credito/My Bank/Pago PA entrando in “Area Personale” del sito Aimag oppure tramite bonifico da home banking. TEMPO

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CARPI NEWS San Possidonio: incendio in un’abitazione, nessun ferito

12 Febbraio 2021, 09:46am

Pubblicato da Miki Pappacoda

CARPI NEWS San Possidonio: incendio in un’abitazione, nessun ferito

INSERITO DA MORENA MOTTA - SAN POSSIDONIO - Paura durante la notte di mercoledì 10 febbraio a San Possidonio: intorno a 00.40 i Vigili del Fuoco sono intervenuti per un principio di incendio in un appartamento di via Morandi.

Sul posto le squadre di Mirandola e San Felice S.P- coordinate dalla sala 115 provinciale- che hanno circoscritto le fiamme a un letto, non si esclude innescate dal guasto di uno scaldaletto elettrico. Danni al solo arredo e da danneggiamento da fumo.

La famiglia residente (madre, padre e figlio di una decina d’anni) sono stati assistiti in via precauzionale, ma non c’è stato bisogno fortunatamente di cure particolari per nessuno.

FONTE SULPANARO.NET

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CARPI NEWS ALLERTA METEO ARANCIONE A CARPI E IN EMILIA ROMAGNA

11 Febbraio 2021, 09:56am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Potrebbe essere un'immagine raffigurante mappa e il seguente testo "RegioneEmilia-Romagna DOCUMENTON 025/2021 DATA EMISSIONE 09/02/2021 11:57 ALLERTA METEO-IDROGEOLOGICA-IDRAULICA arpae INIZIO VALIDITA' 10/02/2021 00:00 FINE VALIDITA' 11/02/2021 ZONE DIALLERTA: RN) FC RN) (BO) PC PR) -parmense DESCRIZIONE FENOMENI otranno un'intensificazione della ventilazion sarann Nelle prima parte della giornata mercoledì febbraio prevedono sulle appenniniche centro-occidentali sviluppo temporali anche moderata forte intensità; seguito, transito sistema regionale interessato irregolari, sulle odi della giornata prevede anche burrasca burrasca forte sulle aree appenniniche. inondazione della valori seral soprattutto nella ΠΠΟ—ΠΠ fenomeni di CITTÀ DI CARPI ALLERTA METEO ARANCIONE"
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA ARANCIONE per criticità #idraulica, #vento
Dalle 00:00 del 10/02/2021 alle 00:00 del 11/02/2021

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CARPI NEWS La società fallisce e Villa Castellazzi casca a pezzi

10 Febbraio 2021, 10:16am

Pubblicato da Miki Pappacoda

CARPI NEWS La società fallisce e Villa Castellazzi casca a pezzi

INSERITO DA MORENA MOTTA Correva l’anno 2017 quando venne sottoscritto un accordo tra il Comune di Carpi e la società bolognese DMR, proprietaria del lotto racchiuso tra via Parmenide, tangenziale Losi e via Cattani. In cambio di una deroga che avrebbe permesso alla società di aumentare i volumi del Burger King, la società si impegnava, a titolo di compensazione, a cedere al Comune un’area di circa 500 metri quadrati per la realizzazione di una porzione del sovrappasso con tanto di progettazione esecutiva e il versamento di 26mila euro (obblighi rispettati dalla DMR, peccato che di quel sovrappasso non vi sia ancora l’ombra in città, ma questa è un’altra storia). L’accordo tra le parti prevedeva anche il recupero dell’adiacente Villa Castellazzi, ovvero un complesso composto da tre fabbricati: la villa padronale, l’abitazione rurale e l’ex fienile. 

La DMR, si legge nella documentazione, dovrà “presentare entro tre anni dalla stipula del presente accordo la richiesta del titolo edilizio per il recupero dei fabbricati esistenti”. E, ancora, “a convertire prima del rilascio dei titoli edilizi destinati al recupero di Villa Castellazzi e suoi annessi, la garanzia fideiussoria… nel versamento di 50mila euro a garanzia del completo adempimento degli obblighi del presente accordo, rinnovabile di anno in anno fino alla conclusione dei lavori. Resta inteso sin da ora che detti impegni varranno anche per nuovi interventi ed aventi causa, se diversi dalla DMR srl”. Qualcosa, a quattro anni di distanza, deve evidentemente essere andato a storto, a testimoniarlo sono le pessime condizioni in cui versa il complesso di Villa Castellazzi. I fabbricati, stanno infatti letteralmente cadendo a pezzi nel più completo disinteresse generale.

“La società è fallita – spiega Riccardo Righi, assessore all’Urbanistica del Comune di Carpi – e questo spiega il mancato inizio dei lavori”.

Ma come si difende l’ente pubblico in caso di inadempienze da parte dei privati o, come in questo caso, di fronte a un fallimento?  

“Tutte le convenzioni, per quanto attiene agli obblighi dei privati, sono coperte da fideiussioni. In questo modo a fronte di proprietà inadempienti o fallite, il Comune può comunque riscuotere. Ci siamo attivati per incassare la fideiussione e poi, in sede di Giunta, decideremo come reinvestire la somma”.

E non sarà certo nella ristrutturazione del complesso poichè, conclude Righi, “l’immobile è di un privato e dunque noi non abbiamo alcun titolo per intervenire”.

Insomma, Villa Castellazzi, pezzo del patrimonio storico – artistico cittadino, se nessuno la acquisterà, è destinata allo stesso abbandono in cui ha versato per anni l’ex cantina di viale De Amicis.

Nella Guida di Alfonso Garuti si legge: “Sulla via per Correggio, inglobata in un settore spartitraffico della strada circondariale ovest, in abbandono, vi è Villa Castellazzi, costruzione della metà XVIII secolo, di semplice aspetto, a pianta quadrata, con in facciata portale ad arco. Incorniciato da modanature in cotto, sovrastante finestre chiuso da balaustra a colonnine e alti camini a capanna. All’interni arioso scalone che porta alla loggia superiore. Di lato è la corte rustica a cui si accede da due passaggi carrai, uno ad arco inscritto in trabeazione orizzontale con cornicione a dentelli, l’altro a pilastri quadrati e cancello”.

E così un altro pezzo di storia se ne va. Siam certi che se fosse stata in centro storico, Villa Castellazzi avrebbe avuto ben altro destino…

FONTE TEMPONEWS.IT di Jessica Bianchi 

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