Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Si prevede, infatti, un peggioramento del quadro meteo. Il Centro Funzionale evidenzia temporali anche intensi, venti forti occidentali, temporaneamente molto forti e mare agitato con possibili mareggiate lungo le coste esposte. Se fino alle 23 di stasera le precipitazioni saranno caratterizzate da incertezza previsionale e rapidità di evoluzione, nelle 24 ore successive, la perturbazione sarà in estensione su tutta la regione. Attenzione dovrà essere posta al rischio idrogeologico per temporali: tra le principali conseguenze dell’impatto al suolo delle precipitazioni si segnalano allagamenti, innalzamento dei livelli idrometrici dei corsi d’acqua, scorrimento delle acque nelle sedi stradali, ruscellamenti con trasporto di materiale, caduta massi e frane legate a condizioni particolarmente fragili dei suoli.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Il ministro dell'Interno garantisca la sicurezza negli ospedali. E' quanto chiede il governatore della Campania, Vincenzo de Luca. "L'ultima vicenda di violenza a danno del personale sanitario dei nostri ospedali, che ha interessato per ultimo il San Leonardo di Castellammare, ripropone con urgenza il tema della sicurezza e della tutela per il nostro personale sanitario - spiega in una nota - Facendo seguito alle innumerevoli richieste già avanzate negli anni passati al ministero degli Interni; ricordando per ultimo quanto richiesto di recente per un episodio di violenza verificatosi nell'ospedale di Giugliano, e che è dovere delle forze dell'ordine del ministero dell'Interno contrastare la violenza e garantire la sicurezza dei cittadini e specificamente degli operatori sanitari negli ospedali come a bordo delle ambulanze del 118, rinnovo al ministero dell'Interno la richiesta di istituire presidi di polizia per lo meno in tutte le strutture nelle quali si sono registrati episodi di aggressione e di violenza. E questa volta mi auguro ci siano risposte concrete e tempi certi di decisione a garanzia del nostro personale". "In assenza di decisioni efficaci e tempestive, come purtroppo abbiamo verificato per il passato, non escludiamo decisioni drastiche sull'attività dei presidi dove non sia garantita la sicurezza del nostro personale - sottolinea - Per quanto riguarda i Pronto soccorso, e tante strutture ospedaliere nelle quali ormai si fa a fatica a garantire i turni di lavoro per la drammatica carenza di personale, anche a fronte di ripetuti concorsi andati deserti, comunicheremo nelle prossime ore le richieste ultimative che rivolgiamo al Governo per impedire il crollo delle attività sanitarie pubbliche conseguenti alle mancate decisioni di diretta responsabilità dell'attuale Governo, come di quelli precedenti". ANSA
INSERITO DA MIKI PAPPACODA E'il primo latitante a finire in manette nel 2024, stanato dai Carabinieri del Comando provinciale di Napoli che appena qualche giorno fa hanno chiuso il bilancio annuale con 17 ricercati arrestati. La cattura di Faslii Qibini, spiegano i militari, è il risultato di un impegno costante e il punto su ricerche sviluppate per anni, su più fronti. Sulla testa del 64enne di origini albanesi pende una condanna definitiva di oltre 22 anni di reclusione: traffico internazionale di droga il reato per il quale era ricercato. L'uomo è considerato un broker del narcotraffico trans-frontaliero. Secondo gli investigatori avrebbe gestito e mediato il traffico di eroina tra il suo paese d'origine, la Grecia, la Turchia e l'Italia meridionale, dove faceva affari con il clan Di Lauro e poi con i 'Nardielli', gruppo criminale del versante oplontino. Poi una lunga latitanza, dichiarata nel lontano aprile del 2011 quando, ristretto ai domiciliari, evase facendo perdere le proprie tracce. Senza mai un passo falso, lontano dai riflettori ma non dalla memoria dei militari del nucleo investigativo di Napoli. Lo hanno cercato per oltre 12 anni, fino a ieri pomeriggio, quando Qibini passeggiava in corso Secondigliano ignaro di essere circondato. Non una casualità a costargli le manette, ma uno scrupoloso monitoraggio delle abitudini della sua famiglia. Verosimilmente lontano dall'Italia, il 64enne non ha rinunciato alle festività natalizie per riabbracciare moglie e figlio. Ha badato a evitare la strada e di farsi vedere in giro, ma l'evidente incremento dei volumi della 'spesa' familiare ha acceso i riflettori dei carabinieri. Durante le festività moglie e figlio non rinunciavano a una sosta in tabaccheria per acquistare sigarette. Il 'problema' è che non risultavano fumatori. Le 'bionde' - hanno immaginato i carabinieri - erano per qualcun altro. Così i militari hanno intensificato le osservazioni e presidiato il quartiere con sempre maggiore attenzione. Poi, Qibini ha pensato di acquistare le sigarette in autonomia. I carabinieri lo hanno accerchiato e arrestato. E' ora nel carcere di Secondigliano. ANSA
INSERITO DA ANGELA CECERE La prossima primavera si annuncia come un periodo di legittime proteste e con il rischio, purtroppo concreto, di nuovi scioperi... Napoli. Strutture ospedaliere in perenne sofferenza, incapaci di gestire, senza esporre la cittadinanza a gravi disagi, il repentino aumento di pazienti: la cronica carenza di personale e le lacune organizzative, in particolare la ben nota mancanza di posti letto per affrontare la prevista emergenza ricoveri, hanno trasformato questo mese di dicembre in un vero e proprio inferno, da una parte per i professionisti della salute, costretti a rinunciare alle proprie ferie e a mettere sulle proprie spalle un macigno diventato insostenibile, dall’altra, viene messa nuovamente di fronte alla collettività, la dura realtà di un sistema sanitario che appare come una nave alla deriva, che pare imbarcare acqua da tutte le parti». Così Antonio De Palma, presidente nazionale del Nursing Up, commenta quanto accaduto nella sanità italiana nel mese appena trascorso, supportato dai dati di recenti autorevoli indagini, incrociate con quelle che il sindacato porta avanti da tempo. «Non siamo affatto sorpresi della desolante realtà che ci ritroviamo a raccontare: le nostre strutture ospedaliere, ce lo riferiscono i nostri referenti regionali a contatto diretto con gli infermieri che vivono tutto questo sulla propria pelle ogni giorno, nonostante gli sforzi immani dei professionisti che lavorano nei pronto soccorsi e nei reparti nevralgici, non riescono a reggere, senza gravi conseguenze assistenziali, il grave impatto che genera il surplus di pazienti. Basti pensare al caso del Cardarelli di Napoli, il più grande ospedale del Sud, ma casi simili si sono registrati anche in Regioni dove la carenza di infermieri è ormai a un punto di difficile ritorno, al pari della Campania. Afflussi di 200 pazienti al giorno, letti ammassati nei corridoi, una sanità territoriale totalmente incapace di consentire una equilibrata gestione dei malati, lasciando ai pronto soccorsi, come dovrebbe accadere, solo i casi realmente più complessi, in tal modo snellendo i ricoveri ed affidando, solo ad esempio, agli ambulatori locali, i pazienti con patologie meno gravi. Cosa sarebbe successo, ci chiediamo a questo punto se, invece di trovarci davanti agli sporadici casi di influenza e agli aumenti di contagi da Covid, per fortuna, nella maggior parte dei casi non più pericolosi per la vita umana, ci fossimo trovati di fronte ad una nuova reale emergenza sanitaria? Ci viene spontaneo osservare, continua De Palma, che nonostante siamo usciti con le ossa rotte dalla dura lezione del Covid, non abbiamo davvero imparato nulla. Autorevoli indagini, ci rivelano, ad esempio, che, solo nel Lazio, i pazienti in attesa di ricovero nei PS sono al momento oltre 1100; arrivano a 500 in Piemonte, mentre in Lombardia i ricoveri ordinari sono stati sospesi proprio a causa del sovraffollamento. In parole povere sono bastati l’influenza stagionale, seppur aggressiva, e un tutto sommato gestibile e previsto aumento dei casi legati alle nuove varianti di Covid, per mandare letteralmente in tilt i nostri ospedali. Ci rendiamo conto del vicolo cieco in cui è finita la nostra sanità? E’ evidente che la politica, con il Governo da una parte e le Regioni dall’altra, sono giunte al punto di doversi fare un approfondito esame di coscienza. I numeri di cui parliamo, che d'altronde si pongono in continuità e riscontrano le precedenti continue nostre denunce sulla materia, servono a puntare i riflettori su una realtà davvero drammatica. D'altronde, la carenza di professionisti dell’assistenza ha toccato l’apice: le nostre inchieste, aggiornate al 2022, da ultimo presentate ufficialmente durante il nostro Congresso Nazionale di Roma, hanno evidenziato che siamo di fronte ad una voragine senza fine: 175 mila infermieri in meno, fino a toccare il numero di 220 mila, se si volesse alzare l'asta della comparazione e misurare l'Italia con gli altri Paesi UE. Per non parlare, poi, del fatto che, di fronte ad una valorizzazione economica ancora lontana, che si traduce in fughe all’estero, dimissioni volontarie, calo di laureati e calo di iscritti ad infermieristica, l’Italia, per quanto concerne gli investimenti nella sanità pubblica, si trova decisamente sotto la media Ocse. In Europa il nostro Paese è infatti 16esimo per spesa pro capite: rispetto alla media delle altre nazioni, siamo di fronte ad un vero e proprio baratro, un gap di 47,6 mld. E oggi, a conclusione di un mese di dicembre a dir poco infernale per le nostre realtà ospedaliere, parlano i fatti. Sono quelli che raccontano di una politica incapace, da tempo, di gestire una emergenza che si è acuita, giorno dopo giorno diventando strutturale, a danno dei servizi che il nostro Ssn dovrebbe garantire ai cittadini. E senza bisogno di entrare a gamba tesa su ciò che il Governo o il Parlamento hanno fatto o che avrebbero potuto fare con la finanziaria appena approvata, non servirebbe poi a molto considerato che la Legge è stata approvata a dispetto delle migliaia di professionisti sanitari che l'hanno contestata, è evidente che lasciano il tempo che trovano le dichiarazioni del nostro Ministro della Salute, Schillaci, che all’indomani dell’approvazione della Manovra, sostiene che l’esecutivo “ha approvato una manovra finanziaria che interviene oggi su due grandi urgenze: ridurre le liste d'attesa e valorizzare il personale sanitario. In tre anni, dice il Ministro, destineremo 11,2 miliardi in più al fondo sanitario”. Per come la vediamo noi, almeno per quanto attiene alla valorizzazione del personale infermieristico, proprio per evitare che le parole del Ministro si risolvano in mere citazioni senza conseguenze di fatto, ci aspettiamo che Schillaci si confronti senza indugio con ilp Presidente del comitato di settore del comparto Sanità, organo dove è presente anche un rappresentante Ministeriale, e che si accingerà ad adottare la propria direttiva per il rinnovo. contrattuale sin dai prossimi giorni, affinché all'Aran arrivino precise indicazioni al riguardo. Ma di questo daremo contezza noi, non appena conosceremo i contenuti dell'atto di indirizzo. Nel frattempo, la nostra risposta, alle parole e ai proclami, di fronte alla innegabile e profonda crisi della sanità italiana, l’abbiamo già data con lo sciopero dello scorso 5 dicembre e la daremo nuovamente, in vista di una primavera che si annuncia come un periodo di legittime proteste e con il rischio, purtroppo concreto, di nuovi scioperi», chiosa De Palma.
INSERITO DA ANGELA CECERE Capodanno. Dati sulla qualità dell'aria sforati dal primo giorno. Il consigliere Muscarà: "Ogni anno la stessa storia, nessuno prende provvedimenti" Napoli. “Primo giorno dell’anno, primo sforamento dei limiti sulla qualità dell’aria. Come ogni anno l’Arpac ha rilevato che il pm10 è raddoppiato in un giorno soltanto, tra il 31 dicembre ed il 1° gennaio - ha dichiarato il Consigliere Muscarà del Gruppo misto -. Il danno provocato dalle sostanze rilasciate nell’aria dai fuochi d’artificio è pari, se non addirittura superiore, a quello provocato dai roghi tossici e dai gas di scarico delle auto. Anche il PM2,5 che con più facilità viene respirato dall’uomo ha superato i limiti. Dal 28 dicembre i numeri in rosso, sono i giorni in cui la presenza di pm10 era superiore alla soglia consentita, in un anno non si possono superare i 35 giorni, dopo i quali il sindaco dovrebbe prendere provvedimenti per tutelare la salute dei cittadini. Naturalmente non succede nulla e i cittadini non chiedono nulla perché affidano questa competenza a chi li amministra. Ed ogni anno, per la notte di Capodanno già sappiamo che verranno sforati i limiti. Da considerare che nella tabella di Arpac si parla solo del pm10 e non degli altri parametri. Per i fuochi d’artificio, essi sono azionati da polvere nera da sparo costituita da un ossidante (nitrato di potassio), un combustibile (carbone) ed un acceleratore (zolfo), che portano alla formazione di anidride carbonica. Questi veleni, respirabili dall’uomo, rimangono nell’aria per diversi giorni e gli effetti negativi sull’ambiente sono molti, ma anche sulla fauna selvatica. Il danno ambientale condiziona la salute dei più deboli: bambini, anziani e tutti coloro che soffrono di problemi respiratori ma nessuno prende provvedimenti” – conclude il consigliere Muscarà.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Ha tentato di accoltellare la ex nonostante in braccio avesse il suo bimbo di sette mesi. È accaduto ieri mattina a Varcaturo, una frazione di Giugliano in Campania, provincia di Napoli. È stato l'attuale compagno della donna a chiedere aiuto ai carabinieri. Si è presentato in caserma e ha raccontato che l'ex l'aveva aggredita e che aveva promesso di tornare a ucciderla. I militari sono subito andati a casa della donna. Hanno sentito le urla dei bimbi e quando sono entrati hanno visto che l'uomo impugnava un coltello da cucina e aveva già ferito alle mani la donna che aveva in braccio il neonato. L'uomo, un 38enne di Pozzuoli, è stato arrestato per maltrattamenti in famiglia e lesioni personali aggravate. La vittima è ricoverata nell'ospedale "Pineta Grande" di Castel Volturno ma non è in pericolo di vita. I tre bambini - tutti figli dell'arrestato e della donna, di 5 anni, 9 anni e sette mesi - stanno bene e sono stati affidati temporaneamente a parenti in attesa del ritorno della madre. ANSA
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Arrestate due persone e denunciati 13 minorenni Nottata movimentata e intensa per i carabinieri della compagnia Napoli centro tra pistole e ordigni. I militari, poco prima della mezzanotte e fino alle prime luci del mattino, hanno setacciato le zone della movida effettuando centinaia di controlli nelle zone di via Toledo, piazza Trieste e Trento, piazza del Plebiscito e Chiaia. Durante i controlli, svolti insieme ai militari del reggimento Campania in occasione dei festeggiamenti connessi al Capodanno, sono state arrestate 2 persone. Denunciati in 13 tra cui minorenni. Vandali in azione in pieno centro Era nel bel mezzo della folla che fuggiva – tra piazza Trieste e Trento e via Chiaia – il 39enne R. C. di Acerra già noto alle forze dell’ordine arrestato dai carabinieri della compagnia Napoli centro. L’uomo è stato bloccato mentre esplodeva ordigni non convenzionali e clandestini, tra la folla assiepata per assistere al concertone di capodanno. I botti erano altamente pericolosi. Il 39enne è stato perquisito e trovato in possesso di altri 2 esplosivi artigianali, è in attesa di giudizio. Arrestato poi un 48enne originario di Santa Maria a Vico e già noto alle forze dell’ordine. L’uomo, fermato e controllato, aveva fornito ai militari generalità false ma è stato scoperto. Sono 6 i minorenni denunciati. Il primo ha 14 anni e i militari lo hanno sorpreso e bloccato all’interno della galleria Umberto mentre lanciava petardi tra le gambe dei tanti passanti. Analoga sorte per un altro 14enne. Questa volta siamo a largo Berlinguer e un carabiniere, libero dal servizio, lo ha bloccato con non poche difficoltà mentre aveva tra le mani una pistola risultata poi a salve priva di tappo rosso. L’arma, identica a quelle in dotazione alle forze dell’ordine, è stata sequestrata. Denunciato un 16enne trovato alla guida di uno scooter senza aver mai conseguito la patente. Ha 17 anni, invece, il ragazzo fermato a bordo del suo scooter e trovato in possesso di un chiodo lungo 6 centimetri del quale non ha voluto fornire giustificazione. Il minorenne è stato denunciato. Segnalato alla procura dei minorenni di Napoli anche un 17enne napoletano che, con violenza ha opposto resistenza ai carabinieri che stavano controllando un suo coetaneo. I militari, impegnati anche nei controlli alla circolazione stradale, hanno denunciato due persone di 22 e 23 anni che sono stati trovate in possesso – all’interno delle loro auto – di ordigni artigianali illegali. Denunciati 2 uomini, hanno 54 e 34 anni, sorpresi dai carabinieri mentre esplodevano delle batterie di fuochi d’artificio a Piazza Trieste e Trento incuranti della presenza di numerosi passanti e delle tante auto in sosta. Sono 3 le persone – sottoposte agli arresti domiciliari – denunciate che avevano pensato bene di festeggiare l’inizio dell’anno nuovo in strada nonostante le misure restrittive alle quali erano sottoposte. Non è mancato il parcheggiatore abusivo. Denunciato un 48enne recidivo. 21 le sanzioni al codice della strada con 10 scooter sequestrati. NAPOLITODAY
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Botti vietati in determinate aree e una task force composta da diverse centinaia di operatori in campo, a Napoli, per garantire un Capodanno all'insegna della sicurezza: il dispositivo messo a punto è stato l'oggetto di una riunione del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza, presieduto nel pomeriggio dal prefetto Michele di Bari. Osservate speciali saranno le zone della movida cittadina: in particolare i cosiddetti Baretti di Chiaia, il centro storico, i Quartieri Spagnoli, il Vomero e il lungomare Caracciolo. Mobilitati 360 agenti delle forze dell'ordine, 180 della Polizia locale e 160 vigili del fuoco. Attivo il piano sanitario predisposto dalla centrale operativa dell'Asl Napoli 1, con - tra l'altro - due ambulanze in Piazza Plebiscito e altre due sul Lungomare e a Piazza Vittoria. L'assessore comunale alla Sicurezza ha ricordato che per il periodo 30 dicembre-1 gennaio il Comune ha adottato un'ordinanza che dispone il divieto di vendita di bevande in bottiglia, lattine e simili, consentendone la commercializzazione nelle zone della movida solo in bicchieri di plastica leggera o carta. Vietata la vendita ed il possesso di spray, tipo quelli al peperoncino. Riguardo ai botti e ai fuochi d'artificio sono off limits nelle aree di Piazza Plebiscito e del Lungomare di Via Caracciolo. Il Comune intensificherà la pulizia straordinaria delle strade durante e dopo i festeggiamenti, anche "al fine di evitare criticità che possano impattare sulla funzionalità dei servizi e sul decoro delle vie cittadine". La linea 1 della metro e le funicolari funzionerano per tutta la notte del 31, andando ad integrare il servizio della Linea 2 della Metropolitana. Resta poi in vigore il dispositivo già adottato nel periodo natalizio relativo all'istituzione di varchi di accesso nelle zone più frequentate del capoluogo, presidiate da personale delle forze di polizia. Il prefetto, si legge in una nota, nell'augurare buon anno a tutti i cittadini, confida che "siano osservati comportamenti responsabili, nel rispetto della libertà di ciascuno e della sicurezza comune, soprattutto allo scopo di tutelare la pubblica e privata incolumità" e "fa appello ad utilizzare i mezzi pubblici". ANSA
INSERITO DA ANGELA CECERE E' oramai in corso da settimane, anche quest'anno, la Campagna nazionale “BASTA BOTTI 2023” del Partito Animalista Italiano, insieme ai suoi partner tra cui l'associazione nazionale dei consumatori "Difesa Consumatori e Contribuenti". Aumentano i Comuni “Botti Free”, e cioè che deliberano divieti e sanzioni, ma non bisogna abbassare la guardia. Quest'anno, come riporta il portavoce della Campagna, Avv. Cristiano Ceriello, è ancora più sempre forte l'esigenza di tutelare i più deboli ed il rispetto sociale. Negli ultimi anni di medesime campagne, come sostiene il Partito Animalista Italiano, molti Comuni hanno già vietato i cosiddetti “botti di capodanno” in quanto l’indiscriminato caos, l’inquinamento dovuto dalla diossina dei botti, i rumori da esplosioni che provocano danni ad ambiente e animali (anche domestici), violano anche l’art. 13 del Trattato di Lisbona li tutela e i Comuni sono comunque da ritenersi responsabili in caso di danneggiamenti a cose, persone, animali o terzi, per danni provocati dai “botti” ed esplosioni da fuochi artificiali nel territorio di competenza. Addirittura ultimi dati hanno rilevato che la diossina sprigionata nei giorni di capodanno su un territorio equivale alla stessa quantità di diossina sprigionata da un inceneritore in 120 anni di attività (rapporto CEWEP). Molti Comuni in Italia hanno già deliberato da anni il divieto, altri sono titubanti, altri ancora totalmente silenziosi al riguardo. Pertanto, anche tramite le Prefetture Italiane, l’iniziativa prosegue per ottenere il maggior numero di divieti possibili ricordando come sia accertato che fuochi e botti di capodanno, con la propria diossina, siano di gran lunga più inquinanti delle note emergenze rifiuti che hanno martoriato il territorio italiano. Pure grazie ai partner, come "Difesa Consumatori e Contribuenti", il Partito Animalista Italiano punta all'ambizioso obiettivo di rendere metà dei comuni italiani "botti free". E ancora, sarà fondamentale dopo i divieti, operare il maggior numero di controlli possibili. I divieti vanno fatti applicare, anche perchè in caso contrario i Comuni sarebbero beffati due volte, in primis non ottenere il rispetto dei divieti, oltre che perdere gli incassi delle sanzioni che sarebbero potute essere elevate e successivamente riscossione.
INSERITO DA ANGELA CECERE Napoli. Una tonnellata e 200 chili di fuochi pirotecnici illegali sequestrati, otto persone denunciate ed una arrestata: è il bilancio dell'operazione "Capodanno sicuro" della guardia di finanza del comando provinciale di Napoli nell'ambito di una serie di controlli effettuati in tutta la provincia. La persona arrestata dovrà rispondere di fabbricazione, detenzione, vendita e trasporto di materiale esplodente, nonché di violazioni delle norme antincendio e di pubblica sicurezza. A Napoli, nel quartiere Ponticelli, i “baschi verdi” hanno rinvenuto e sequestrato, all’interno di un’autovettura, 100 ordigni esplosivi artigianali, del tipo “cipolla”. La conducente del veicolo è stata arrestata. In un secondo intervento, nei pressi di Piazza Mercato, i finanzieri hanno sequestrato un locale adibito a deposito, oltre 160mila artifici pirotecnici detenuti illegalmente. Una donna, che gestiva lo stoccaggio e la vendita dei fuochi, è stata denunciata alla procura e segnalata all'Inps, in quanto intascava indebitamente il reddito di cittadinanza. In provincia, tra Giugliano in Campania e Arzano, sono stati sequestrati oltre 10mila fuochi. La merce, pericolosa, era priva di qualsivoglia indicazione del quantitativo di miscela esplosiva contenuta, nonché di indicazioni relative all’utilizzo e alla sicurezza dei prodotti. Sul territorio nolano, nell’ambito di un controllo su strada, all’interno di una station wagon condotta da un imprenditore di origine cinese, sono state rinvenute diverse scatole di cartone contenenti materiale pirotecnico per le quali il conducente non è stato in grado di esibire alcuna autorizzazione e/o documentazione che ne legittimasse il trasporto. Anche in questo caso, gli artifizi pirotecnici sono stati sequestrati e l'indagato denunciato. A Boscoreale, i finanzieri hanno individuato due persone del posto, prive di autorizzazione per il commercio, mentre vendevano illegale di fuochi d’artificio all’interno delle proprie abitazioni. Nel corso dell’intervento sono stati sequestrati oltre 48mila pezzi, tra fuochi d'artificio illegali e petardi, alcuni dei quali di fabbricazione artigianale. Sull’isola di Ischia, all’esito di un’attività info-investigativa, condotta anche attraverso il monitoraggio dei social network, è stata scoperta un’abitazione, al cui interno era stato allestito un punto vendita di articoli pirotecnici, in assenza di ogni autorizzazione. Sono stati denunciati 2 soggetti e sequestrati i fuochi illegali, tra cui una batteria riportante il logo del calciatore Maradona del peso di 20 kg e 60 “cipolle” artigianali altamente pericolose.