Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA ANGELA CECERE Napoli. Ancora un cedimento stradale importante a Napoli, il terzo nel giro di meno di un mese. Alle cinque di questa mattina , una grossa voragine si e' aperta nel manto stradale di via Morghen, angolo via Bonito, nel quartiere collinare del Vomero. Il crollo ha inghiottito un albero e due vetture in transito; due persone sono state portate in salvo e non hanno riportato gravi conseguenze; ancora in corso il recupero delle auto. Dalle prime verifiche sembrerebbe collassata la fogna e risulta spezzata la condotta idrica di carico che e' stata chiusa, e nella zona di San Martino e da piazza Vanvitelli a salire e' stata quindi interrotta la fornitura di acqua. Sgomberato uno stabile con 20 famiglie in via Morghen vicino alla voragine. In via Kerbaker, a valle rispetto al luogo del crollo, si registra una copiosa fuoriuscita di acqua da alcuni terranei e alcuni appartamenti sono stati allagati. Anche in via Solimena, dove recentemente si era registrato il cedimento di una conduttura idrica, e presente una copiosa fuoriuscita di acqua. Sul posto al lavoro la Polizia Locale, il 118 e le squadre di Abc, l'azienda in house del Comune che cura la distribuzione idrica in citta'. Nel quartiere di Fuorigrotta, a via Consalvo, si lavora ancora per ripristinare il cedimento di due settimane fa sempre dovuto a una condotta idrica.
INSERITO DA ANGELA CECERE 60 chili di droga, padre e figlio in manette. Hashish e marijuana anche in frigorifero Napoli. I carabinieri della stazione di Arpino di Casoria hanno arrestato per detenzione di droga a fini di spaccio padre e figlio di 62 e 25 anni, entrambi incensurati. Durante una perquisizione domiciliare nella loro abitazione in via Nazionale delle Puglie, i militari hanno rinvenuto oltre 60 chili di stupefacenti. Guidati dal terribile odore di “erba”, i carabinieri hanno scoperto un vano lavanderia utilizzato come magazzino. In decine di buste di plastica 50 chili circa di marijuana, divisi in 59 confezioni sigillate. E ancora 107 panetti di hashish, una parte dei quali nascosti in un frigorifero. Con la droga anche materiale per pesare e confezionare le dosi e una pistola Bruni a salve ma senza tappo rosso. In manette, padre e figlio sono stati portati in carcere in attesa di giudizio.
INSERITO DA ANGELA CECERE Sciame sismico nei Campi Flegrei, doppia scossa: una è di 3.0. L’Osservatorio Vesuviano ha comunicato all’amministrazione di Pozzuoli l’accadimento di un evento sismico di magnitudo 3,0 ± 0,3 localizzato nei pressi di via Alfonso Artiaco. Il sisma si è prodotto alle 20:22, ora locale, alla profondità di 2.9 km. L’evento potrebbe essere stato accompagnato da un boato avvertito dagli abitanti dell’area prossima all’epicentro. LA SCOSSA DELLE ORE 19 L’Osservatorio Vesuviano ha comunicato sempre all’amministrazione flegreo l’accadimento di un evento sismico di magnitudo 2,7 ± 0,3 localizzato nel Golfo di Pozzuoli. Il sisma si è prodotto alle 19:09, ora locale, alla profondità di 2.8 km.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Napoli. Si apre con 'Bella ciao' la manifestazione pubblica organizzata da Vincenzo De Luca al teatro Sannazaro di Napoli con gli operatori culturali, per protestare contro il blocco dei fondi , che per il presidente della Regione Campania mettono a rischio anche la programmazione di questo settore. La platea del teatro e' piena in ogni ordine di posto, mentre sui palchi ci sono alcune scolaresche di istituti napoletani. Alcuni studenti hanno esposto uno striscione che recita 'Noi siamo i ragazzi del presidente. Chi e' contro il presidente e' contro di noi'. De Luca al suo arrivo non si e' fermato a parlare con i giornalisti, ma dal palco è un fiume in piena soprattutto su quanto accaduto ieri a Roma. Sugli insulti alla Meloni dice: "L'unico insulto ieri lo ha rivolto la Meloni a chi è andato a manifestare perché in un Paese democratico non decide la Meloni chi e quando deve manifestare". "Ho parlato ieri a piazza Santi Apostoli per un'ora e nessuno ha offeso nessuno. Hanno mandato in giro un fuori onda mentre ero a Montecitorio a bere un bicchiere d'acqua. De luca non arretra e continua a parlare alla platea. "Leggo che sui giornali i titoli sono per il mio insulto alla Meloni. Il vero insulto lo ha fatto questo Governo, bloccando per un anno e mezzo i fondi Fsc che servono al Sud per ridurre il divario con il Nord. L'insulto è quello di non aver fatto trovare nessuno e non aver dato risposte a 200 sindaci e migliaia di cittadini italiani". E poi ha concluso: "Non arretreremo di un millimetro. Come ho detto ieri ad un funzionario di polizia: la prossima volta mi devono solo sparare in testa se mi vogliono fermare". di Paola Iandolo OTTOPAGINE
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Duro botta e risposta tra la premier Giorgia Meloni e il governatore della Campania Vincenzo De Luca oggi in piazza contro l'autonomia. "Devo ringraziare i presidenti di regione", ha detto la presidente del Consiglio dalla Calabria dove si trovvaa per la firma dell'Accordo per il Fondo sviluppo e coesione 2021-2027. Tutti hanno capito il senso di quello che stiamo facendo - ha sottolineato Meloni - c'è stata una enorme collaborazione, tutti sono collaborativi salvo uno che non è molto collaborativo allo stato attuale. Rispetto per carità, neanche mi stupisce troppo, se si va a guardare il ciclo di programmazione 2014-2020 risulta speso il 24% della spesa, se invece di fare le manifestazioni ci si mettesse a lavorare forse si potrebbe ottenere qualche risultato in più". "Meloni? Senza soldi non si lavora. Stronza, lavori lei", è la replica del governatore alle parole della premier. De Luca, a Montecitorio assieme a due sindaci campani, si è fermato in Transatlantico a conversare con alcuni giornalisti, raccontando la manifestazione e lamentandosi per non essere stati ricevuti da nessuno nei ministeri. "Siamo arrivati davanti al Ministero della Coesione, dove sono degli stakanovisti: non c'era nessuno, Non c'era il ministro, non c'era un sottosegretario, non c'era un funzionario che stava giocando a tennis. Ci hanno spintonato, poi hanno detto che una delegazione poteva salire, ma sopra non c'era nessuno. Allora sono andato verso Palazzo Chigi, ma una barriera di polizia ci ha bloccato. Hanno detto che poteva passare solo il Presidente, e così sono andato io. Ma a Palazzo Chigi, non c'era Mantovano, non c'era nessuno. Ecco come trattano i sindaci della Campania. Sono 12 giorni che li avevamo avvisati che saremmo venuti". Tensioni durante il corteo quando alcuni sindaci provano a raggiungere palazzo Chigi. Durissime le reazioni del centrodestra per l'insulto di De Luca a Meloni, con richieste di dimissioni e annuncio di una mozione di censura in Consiglio regionale. ANSA
INSERITO DA ANGELA CECERE La segnalazione Napoli. A Miliscola è apparsa una strana schiuma dall’odore nauseabondo che ha invaso le acque del mare finendo anche sulla battigia. E’ stato un cittadino a segnalare il fenomeno, manifestatosi sulla spiaggia libera nei pressi del Lido Saturday, al deputato dell’alleanza Verdi-Sinistra Francesco Emilio Borrelli. “Abbiamo allertato la Capitaneria di Porto e chiesto ad Arpac di effettuare un monitoraggio sulle acque e dei test. Bisogna capire le cause legate alla manifestazione di questa schiuma. Dato che non siamo in estate con le relative temperature roventi non dovrebbe trattarsi di mucillagine. Aspettiamo l’esito dei test per pronunciarci oltre ma è evidente che bisogna fare di più per tutelare il mare”- ha dichiarato Borrelli.
INSERITO DA ANGELA CECERE L'indagine del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli che coordinato dalla Procura partenopea (pm Luigi Landolfi) oggi ha notificato sei arresti Ha consentito di scoprire l'indebita percezione da parte di 285 stranieri del reddito di cittadinanza, per un importo di oltre 2,3 milioni di euro, l'indagine del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli che coordinato dalla Procura partenopea (pm Luigi Landolfi) oggi ha notificato sei arresti - quattro in carcere e due ai domiciliari - ad altrettanti presunti appartenenti a un'associazione a delinquere con base nel capoluogo partenopeo. I reati contestati sono , a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, usura, estorsione, abusiva attività finanziaria e autoriciclaggio. Le false dichiarazioni di residenza in Italia Le persone che beneficiavano del reddito avrebbero dichiarato falsamente di risiedere in Italia da almeno dieci anni. Eseguivano acquisti simulati di alimenti con le carte Postepay e si poi facevano restituire la somma pagata in contanti: alla banda di truffatori spettava una quota variabile tra 10 e 20 per cento. Il meccanismo prevedeva l'uso di fatture false emesse da una società in realtà non operativa. I proventi di questi illeciti, poi sono stati utilizzati per l'acquisto di immobili da intestare alle rispettive mogli.
INSERITO DA ANGELA CECERE Napoli. Gli agenti della divisione polizia amministrativa e sociale della questura di Napoli, con il supporto di personale dell’agenzia delle dogane e dei monopoli di Napoli, hanno controllato un esercizio commerciale, in questo centro cittadino, accertando che, all’interno dello stesso, erano stati installati 3 apparecchi da gioco, privi delle relative autorizzazioni, non collegati alla rete dell’agenzia delle dogane e dei monopoli Per tali motivi, il titolare del locale commerciale è stato sanzionato amministrativamente per un totale di 33mila euro, mentre i 3 dispositivi non in regola, con le relative giocate pari a 1.053 euro, ed il cambia monete, sono stati sequestrati.
INSERITO DA ANGELA CECERE Un primo gruppo (operativo a Napoli con ramificazioni a Crotone) era capeggiato da un uomo che, tramite una fitta rete di corrieri, si sarebbe occupato della commercializzazione all'ingrosso della droga... Napoli. Duro colpo al traffico di droga in Campania: sono 16 le persone indagate nell'ambito di un'inchiesta coordinata dalla Procura e dalla Dda di Napoli. Sgominati quattro gruppi criminali operativi nell'area partenopea ma con ramificazioni in Italia e in Spagna. Le accuse contestate, a vario titolo, sono associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, detenzione a fine di spaccio di droga, sequestro di persona a scopo di estorsione, procurata inosservanza di pena. Le indagini sono state condotte dai finanzieri del Gruppo di investigazione sulla criminalità organizzata. Un primo gruppo (operativo a Napoli con ramificazioni a Crotone) era capeggiato da un uomo che, tramite una fitta rete di corrieri, si sarebbe occupato della commercializzazione all'ingrosso della droga. Un altro gruppo - con base operativa a Napoli e provincia, ma esteso anche altrove ed in particolare in Emilia Romagna - specializzato nella distribuzione delle partite di stupefacente. Sgominato poi un terzo sodalizio, che gestiva l'importazione della droga dalla Spagna: in questo caso, le sostanze stupefacenti f.inivano soprattutto sul mercato avellinese. Infine, un quarto gruppo con base operativa a Giugliano che faceva da broker per un altro gruppo criminale nell'are avesuviana. Complessivamente, nel corso delle indagini sono stati sequestrati oltre 300 chili di hashish, 36 di cocaina e più di 400mila euro in contanti. Nell'indagine c'è anche una persona accusata di sequestro di persona a scopo di estorione: l'obiettivo era costringere moglie e fratello della vittima a saldare un debito di droga di 7700 euro, non pagato.
INSERITO DA ANGELA CECERE Napoli. La notizia, per quanto diffusa solo dalle riviste specializzate del settore medico, era di quelle che non mi potevo far sfuggire, anche (e forse soprattutto) per l'uomo qualunque, in quanto riscattava secoli di luoghi comuni sui maschi lamentosi e più di una sessantina d'anni personali trascorsi a subire sfottò sempre più imbarazzanti sugli insopportabili malesseri da me lagnati "già con pochi decimi di febbre". Premesso che la verità è ben diversa, in quanto il sottoscritto "solo" a ben 37.5° Celsius o centigradi (da qui in poi abbrevieremo l'unità di misura della temperatura con una semplice C) chiama indifferentemente il 118, i pompieri e i figli lontani per dettare le sue ultime volontà, resta il fatto che è venuto, finalmente - qualche mese fa - un gruppo di ricercatori statunitensi a darmi ragione, dimostrando, dati scientifici inoppugnabili alla mano, che quello che io andavo blaterando, già in epoca poco più che infantile contro le convinzioni mediche mondiali e paterne, era in realtà tutta sacrosanta verità. Ve ne spiego con piacere il motivo. Fino a settembre scorso lo scenario era chiaro. Più di 170 anni fa - precisamente nel 1851 - un giovane medico e ricercatore tedesco, tal Carl Reinhold August Wunderlich, "oltre a somigliare stranamente a Luciano Pavarotti e a essere il primo a rendersi conto che la febbre non era di per sé una malattia ma un suo sintomo", pubblicò le sue misurazioni "di oltre 1 milione di temperature corporee prelevate da 25.000 tedeschi attraverso un processo lungo e scrupoloso, che impiegava un termometro lungo un piede e richiedeva più di 20 minuti per ottenere una rilevazione affidabile". La temperatura corporea media ottenuta dal baldanzoso e corpulento clinico teutonico, manco a dirlo, fu considerata (dall'umanità intera, compreso mio padre) quella "normale" - i famigerati e irreperibili, proprio tra i "normali", 37° C - e da allora nessuno si era mai più sognato, non dico di contraddirla, ma almeno di verificarla. Fino a qualche mese fa, e precisamente fino al 5 settembre 2023, quando un gruppo di ricercatori californiani dell'Università di Stanford, guidato dall'infettivologa Catherine Ley, ha pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica Jama Internal Medicine un lavoro sperimentale dal titolo "Definizione degli intervalli di temperatura orale abituali nei pazienti ambulatoriali utilizzando un algoritmo di apprendimento non supervisionato", nel quale dimostrava di fatto che l'uomo moderno - com'era lecito aspettarsi, vista la verosimile minore incidenza di "stati infiammatori" nella popolazione d'oltre oceano di oggi - ha una temperatura corporea media "normale" di circa mezzo grado in meno di quella indicata da Wunderlich. Pur con le dovute fluttuazioni, legate a condizioni ambientali e, soprattutto, personali più o meno patologiche (diabete, ipertiroidismo, fasi del ciclo mestruale, per citarne solo alcune), il rivoluzionario dato ottenuto dai colleghi americani, ci insegna sostanzialmente due cose: che l'uomo moderno è più "freddo" e "asettico" di quello di appena due secoli fa (e questo, anche sul piano strettamente concettuale, aprirebbe dibattiti accesi e interminabili) e, cosa più importante, che 37 ° C è senza più alcun dubbio febbre, già conclamata e (quasi) alta, e richiede pertanto tutte le dovute attenzioni e una adeguata sorveglianza sanitaria, altro che gli odiosi e inopportuni sguardi di scherno e di compatimento delle nostre donne e di mio padre. Guai a sottovalutare un "sintomo così rilevante", che se trascurato troppo a lungo potrebbe "trascinare l'individuo e la società tutta in un declino senza ritorno" (citazione personale). Trovate esagerate le mie affermazioni? Provate a dirlo a tutti coloro che hanno preso sotto gamba i loro malesseri associati a "pochi decimi di febbre" e si sono trovati senza saperlo in ospedale o addirittura all'obitorio. C'è poco da scherzare con le infezioni, infatti, quegli osceni "processi patologici caratterizzati dalla penetrazione e moltiplicazione nei tessuti viventi di microrganismi patogeni", che proprio nella loro espressione clinica più subdola e strisciante - gli innocenti 37° C - costituiscono per l'uomo il nemico più odioso e mortale. Certo la mia è un po' (ma non del tutto) una pantomima, messa su ad arte per raccontare una notizia curiosa, che sancisce, però (e aggiungo ancora finalmente), il riscatto sociale degli umiliati e degli oppressi della febbre, perchè abbassare l'asticella del range superiore di normalità della temperatura corporea non può che restituire dignità ai vilipesi e agli scherniti e allargare a dismisura la popolazione di soggetti che da oggi in poi si aggirerà per il mondo con un termometro in bocca. Lo studio statunitense - che pur documenta lo stato dell'arte delle temperature corporee di una popolazione non proprio mediterranea, come è invece la nostra, ben più nobile e delicata di quella - ha, infatti, ridato onore e valore al "malato mezzo e mezzo", nobile figura del lagnoso per antonomasia, e maschio per altrettanta e anche maggior antonomasia, che potrà così da oggi in poi affermare, e a ragion veduta, che "è meglio un codardo (sfebbrato) vivo che un eroe (febbricitante) morto". E giù risate (dubbiose).