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PRIMO PIANO ROMA IL PAPA DOPO LE DIMISSIONI: "NON MI SENTO PIÙ IN GRADO. PREGATE PER ME" -

13 Febbraio 2013, 14:32pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.leggo.it/LeggoNews/PANORAMA/20130213_papa-benedetto-dimissioni.jpg

 

378476 2965150531479 1343120727 33169004 728182695 nINSERITO DA ANGELA CECERE

ROMA - Un lunghissimo applauso dei fedeli dell'Aula Paolo VI ha salutato Benedetto XVI al termine della catechesi in italiano nel corso dell'udienza generale. I fedeli hanno lungamente acclamato il Pontefice, che con viso sorridente ha rivolto saluti con la mano alla folla, accogliendo quasi con sorpresa la grande manifestazione di affetto. «Grazie Santità» recitano alcuni degli striscioni esposti dal gruppi di pellegrini nella Sala Nervi. «Ho sentito quasi fisicamente in questi giorni per me non facili l'amore» che mi portate. «Continuate a pregare per me, per la chiesa per il futuro papa, il signore ci guiderà», ha concluso, parlando a braccio, il Papa un breve discorso prima dell'udienza, in cui ha ricordato che lascerà il pontificato. "GRAZIE PER LA SIMPATIA" «Grazie per la vostra simpatia», ha risposto ai fedeli che hanno subito interrotto le sue parole con un applauso, all'inizio dell'udienza generale, mentre si apprestava a spiegare le ragioni della sua rinuncia al pontificato. «Oggi non si può più essere cristiani come semplice conseguenza del fatto di vivere in una società che ha radici cristiane: - questo uno dei temi che il Papa ha lasciato alla riflessione dei fedeli durante l'udienza generale - anche chi nasce da una famiglia cristiana ed è educato religiosamente deve, ogni giorno, rinnovare la scelta di essere cristiano, cioè dare a Dio il primo posto, di fronte alle tentazioni che una cultura secolarizzata gli propone di continuo, di fronte al giudizio critico di molti contemporanei». «Le prove a cui la società attuale sottopone il cristiano, infatti, - ha proseguito il Papa - sono tante, e toccano la vita personale e sociale. Non è facile essere fedeli al matrimonio cristiano, praticare la misericordia nella vita quotidiana, lasciare spazio alla preghiera e al silenzio interiore; non è facile opporsi pubblicamente a scelte che molti considerano ovvie, quali l'aborto in caso di gravidanza indesiderata, l'eutanasia in caso di malattie gravi, o la selezione degli embrioni per prevenire malattie ereditarie. La tentazione di metter da parte la propria fede è sempre presente e la conversione diventa una risposta a Dio che deve essere confermata più volte nella vita». «Convertirsi significa non chiudersi nella ricerca del proprio successo, del proprio prestigio della propria posizione, ma far sì che ogni giorno, nelle piccole cose» la «verità» e l'amore «diventino la cosa più importante, grazie», ha concluso la sua catechesi in udienza generale. I presenti lo hanno applaudito per alcuni minuti. "NON SONO PIU' IN GRADO" Il Papa dice di aver rinunciato «in piena libertà per il bene della Chiesa, dopo aver pregato a lungo ed aver esaminato davanti a Dio la mia coscienza, ben consapevole della gravità di tale atto, ma altrettanto consapevole di non essere più in grado di svolgere il ministero petrino con quella forza che esso richiede». «Come sapete, ho deciso di rinunciare al ministero che il Signore mi ha affidato il 19 aprile 2005», ha affermato Benedetto XVI all'inizio dell'udienza generale, subito interrotto dall'applauso dei presenti. «Ho fatto questo - ha proseguito - in piena libertà per il bene della Chiesa, dopo aver pregato a lungo ed aver esaminato davanti a Dio la mia coscienza, ben consapevole della gravità di tale atto, ma altrettanto consapevole di non essere più in grado di svolgere il ministero petrino con quella forza che esso richiede». «Mi sostiene e mi illumina - ha detto ancora il Papa - la certezza che la Chiesa è di Cristo, il Quale non le farà mai mancare la sua guida e la sua cura». «Ringrazio tutti - ha aggiunto - per l'amore e la preghiera con cui mi avete accompagnato. Continuate a pregare per il Papa e per la Chiesa».

FONTE LEGGO.IT

13 FEBBRAIO 2013

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