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CAMPANIA NEWS Pascale, caccia al faccendiere che «dirottava» gli interventi

7 Maggio 2017, 08:11am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

CAMPANIA NEWS Pascale, caccia al faccendiere che «dirottava» gli interventi

INSERITO DA MORENA MOTTA Che cosa accadde all’Istituto dei tumori «Pascale» tra il 2016 e l’inizio di quest’anno nella gestione degli interventi gestiti dal dipartimento di Senologia? Perché ci furono pazienti che vennero «dirottati» per delicati interventi operatori verso una struttura privata? E quante persone dovettero scegliere un’alternativa all’intramoenia? È partendo da questi interrogativi che si dipana l’inchiesta della Procura di Napoli che punta i riflettori sui tempi di attesa per arrivare alla sala operatoria e su presunti smistamenti delle pazienti affette da gravi patologie tumorali verso strutture private. Indagine della Procura di Napoli affidata al Nas dei carabinieri. Un fascicolo, quello nelle mani del sostituto procuratore Graziella Arlomede e del procuratore aggiunto Alfonso D’Avino - titolare della sezione Reati contro la pubblica amministrazione - che promette sviluppi. L’inchiesta fa leva su alcune denunce che riguardano quanto sarebbe avvenuto circa un anno fa, quando si ridussero in modo drastico gli interventi nella struttura di eccellenza napoletana che si occupa della cura dei carcinomi. 

Sotto i riflettori finisce così il rapporto tra l’istituto Pascale e una clinica privata, per verificare se esista (o sia esistito) qualcosa di molto simile a una scorciatoia, un corridoio alternativo a cui fare ricorso per abbattere i tempi di attesa: una scappatoia ovviamente a pagamento. Soluzione legittima, sempre aperta, quella dell’intervento presso strutture private, che dipende per lo più dal fattore tempo, dalla necessità di attendere il proprio turno prima di finire in una sala operatoria. Concussione e peculato sono al momento le ipotesi di reato prese in considerazione dalla Procura.
Va detto subito, e in premessa, che l’indagine è alle prime battute e che l’ipotesi accusatoria attende le doverose verifiche investigative. Dunque, nessun iscritto nel registro degli indagati e inchiesta a carico di persone eventualmente ancora da identificare. Per questo i carabinieri del Nas di Napoli, agli ordini del maggiore Gennaro Tiano, stanno acquisendo la documentazione necessaria a valutare gli elementi di prova. Anche e soprattutto alla luce delle denunce che hanno fatto scattare l’inchiesta.

di Crimaldi e Del Gaudio IL MATTINO.IT

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NEWS ITALIA E DAL MONDO PER GIOCO A 15 ANNI GUIDA L'AUTO E INVESTE LA MAMMA: È INDAGATO PER OMICIDIO COLPOSO

7 Maggio 2017, 08:08am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

NEWS ITALIA E DAL MONDO PER GIOCO A 15 ANNI GUIDA L'AUTO E INVESTE LA MAMMA: È INDAGATO PER OMICIDIO COLPOSO

INSERITO DA MORENA MOTTA MILANO - È indagato per omicidio colposo un quindicenne di Legnano (Milano) che, salito sull'auto della madre nel piazzale di casa forse per provare a guidare, l'ha urtata ferendola in modo mortale. La donna, 54 anni, cadendo ha battuto violentemente la testa ed è morta in ospedale dopo oltre quindici ore di coma. La Procura dei Minori di Milano ha aperto un'inchiesta per omicidio colposo. Un "atto dovuto", ha precisato, necessario per poter ricostruire l'esatto dinamica dei fatti. Le indagini sono affidate alla Polizia Locale di Legnano, che ha già completato la fase di rilievi nel luogo dell'incidente. Il quindicenne è in un profondo stato di shock.

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA PISTOIA, INCIDENTE CON 4 AUTO: MUORE CARABINIERE 39ENNE

7 Maggio 2017, 08:04am

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA PISTOIA, INCIDENTE CON 4 AUTO: MUORE CARABINIERE 39ENNE

 inserito da Michele Pappacoda Un carabiniere, l'appuntato Angelo Vivone, è deceduto oggi in un incidente stradale avvenuto sul raccordo autostradale di Pistoia, nel quale è rimasto coinvolto insieme ad altre tre autovetture, mentre era alla guida della sua auto.
Angelo Vivone aveva 39anni ed era originario della provincia di Salerno. Si era arruolato nel 2005 e dopo un breve tirocinio presso la Stazione di Piombino, dal gennaio del 2006, prestava servizio presso la Stazione di Casalguidi.  
Al momento dell'incidente stava viaggiando da Pieve a Nievole, ove abitava, per raggiungere il suo comando ove avrebbe dovuto intraprendere il turno pomeridiano di servizio.
Lascia la moglie ed un figlio di nove anni.

 

 

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA DEPUTATA MUORE SUL PALCO DURANTE L'ULTIMO COMIZIO PRO-MACRON

7 Maggio 2017, 08:01am

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA DEPUTATA MUORE SUL PALCO DURANTE L'ULTIMO COMIZIO PRO-MACRON

inserito da dott. Michele Pappacoda La passione politica e la foga con la quale ha partecipato alla campagna elettorale di Emmanuel Macron hanno tradito la deputata 50enne Corinne Erhel, ex socialista passata a "En March!" dalla prima ora. È stata colta da un infarto e crollata a terra davanti a tutti sul palco mentre parlava ieri durante un comizio a Plouisy, nella sua Bretagna: è morta qualche ora dopo in ospedale. Lo si apprende dai media francesi.Oggi si moltiplicano gli omaggi alla Erhel, fra i quali quello del presidente Francois Hollande, che in un comunicato scrive: «Deputata dal 2007, era totalmente coinvolta dal suo mandato parlamentare, riuscendo al contempo a restare vicina alla gente». 

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA NUBE TOSSICA A ROMA, RAFFICA DI MALORI ALL'OUTLET DI CASTEL ROMANO: DUE COMMESSE ALL'OSPEDALE

7 Maggio 2017, 07:54am

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA NUBE TOSSICA A ROMA, RAFFICA DI MALORI ALL'OUTLET DI CASTEL ROMANO: DUE COMMESSE ALL'OSPEDALE

inserito da dott. Michele Pappacoda ROMA - Ieri in mattinata sono arrivate alla Protezione civile di Roma una cinquantina di telefonate provenienti dall'outlet di Castel Romano, la struttura commerciale sulla via Pontina all'estrema periferia di Roma, non distante dal rogo che si è sviluppato ieri.

Soprattutto dipendenti hanno lamentato lievi malori come nausea e mal di testa. L'outlet anziché alle 10 ha aperto alle 12 «in via del tutto precauzionale causa cattivo odore». USB: "DUE COMMESSE DELL'OUTLET IN OSPEDALE PER FUMI" Sono due le commesse dell'Outlet di Castel Romano che si sono recate in ospedale per accertamenti a seguito dell'incendio a Pomezia. A riferirlo è il componente dell'esecutivo nazionale Usb Lavoro privato, Francesco Iacovone. «A una delle due lavoratrici - spiega - è stata data una prognosi di 4 giorni, dell'altra sono in attesa di notizie. I sintomi sono nausea e vomito. Tutto lascia pensare che l'aria non sia pulita. Stamattina i lavoratori sono stati di fatto costretti a lavorare. Molti hanno lavorato con la mascherina. So che la indossa anche la sicurezza del centro commerciale e perfino i clienti». Centinaia invece le telefonate provenienti da altri quartieri di Roma sud come il litorale di Ostia e le zone di Infernetto e Tor de Cenci: «Le persone - è stato spiegato - chiamano per dire che sentono odore di plastica bruciata e vogliono sapere come comportarsi. Vogliono sapere ad esempio se far disputare ai propri figli partite di pallone all'aperto. Prima rispondevamo di tenere chiuse le finestre, ma dopo le rassicurazioni dell'Arpa diciamo alle persone di stare tranquille». POMEZIA CITTÀ FANTASMA AVVOLTA DA ODORE NAUSEABONDO Un odore acre e nauseabondo avvolge ad ondate Pomezia, oggi una città 'fantasmà con poche persone in giro per le strade e perlopiù con i volti coperti da mascherine. Le farmacie della piccola cittadina a sud di Roma sono state assaltate, tutti a chiedere le mascherine con filtro e le scorte ormai sono terminate. «Arriveranno lunedì quando saremo tutti morti intossicati», dice sconsolato un abitante. Tutta colpa della nube scaturita dall'incendio di ieri della vicina azienda di smistamento di rifiuti, soprattutto plastica e carta «Alle cinque di mattina l'odore era intollerabile - racconta il titolare di un bar - a quell'ora ho aperto il locale e l'aria era talmente irrespirabile che ho avuto bruciori di stomaco». Anche al mercato del sabato c'erano meno banchisti «ma soprattutto c'era pochissima gente a comprare», dice un commerciante. I netturbini, a cui stamane sono state date mascherine in dotazione per lavorare lo confermano: «Abbiamo finito presto qua al mercato perché la gente era davvero poca». Anche nei supermercati si è ripetuta la stessa scena e non si è registrato il consueto pienone del sabato mattina. «È durata un attimo la fila», spiega una signora uscendo dal supermercato. «I pochi che sono in giro sono i giovani e qualcuno ha voglia di scherzare: »Più che a Pomezia sembra di essere in Giappone«, dice ridendo riferendosi all'uso delle mascherine. Vuoti ovviamente i parchi ed in giro non si vedono bambini. »Quei pochi che oggi sono venuti a comprare il giornale - racconta l'edicolante - si sono detti tutti preoccupati della nube tossica«. Gli abitanti sono preoccupati ma anche »convinti - sostiene un altro titolare di un bar - che si tratti di un incendio doloso e sono anche sicuri che non bisogna andare lontano per trovare i responsabili«.

 Di sicuro tappati in casa gli abitanti di Pomezia hanno tempestato il centralino del comando dei vigili urbani: in centinaia hanno telefonato per chiedere informazioni. L'odore penetrante, come di pneumatici bruciati, arriva a folate secondo come soffia il vento ed in alcune ore della giornata ha raggiunto anche la località balneare di Torvajanica. »Ma l'odore - spiegano dal comando dei vigili - era meno forte di quello di Pomezia. E chi ai cronisti faceva notare l'assenza di persone in strada alcuni anziani seduti al bar con la mascherina hanno commentato: «Lei uscirebbe con il rischio serio di ammalarsi? Dicono che non hanno i dati dell'inquinamento atmosferico, ce li daranno tra qualche giorno quando ormai sarà troppo tardi e ci saremo respirati tutta questa schifezza».

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Un gruppo di esperti italiani ha pubblicato una revisione della letteratura sulla Sindrome dell’X fragile

7 Maggio 2017, 07:00am

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Un gruppo di esperti italiani ha pubblicato una revisione della letteratura sulla Sindrome dell’X fragile

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA La Sindrome dell’X fragile, chiamata anche Sindrome di Martin-Bell, è stata descritta per la prima volta nel 1943 da Martin e Bell come forma di disabilità mentale. Nel 1969 è stato riporto per la prima volta il suo legame con un’alterazione del cromosoma X. Un gruppo di esperti italiani ha eseguito una revisione della letteratura per passare in rassegna le ultime acquisizione su questa malattia.

La Sindrome dell’X fragile è la seconda causa di disabilità intellettuale dopo la Sindrome di Down, ma è la causa più frequente di questo tipo di disabilità nei maschi e ha una frequenza di 1 su 5-7000 nei maschi e 1 su 4-6000 nelle femmine. E’ provocata da alterazioni del gene denominato FMR1. Più del 99% dei casi mostra una modificazione del gene denominat “espansione del CGG” e, nella rimanente minoranza di soggetti, si osservano mutazioni e altri tipi di alterazioni DELLO STESSO GENE. Gli autori segnalano che, pur essendo la Sindrome dell’X fragile abbastanza conosciuta, la maggior parte degli studi non ha determinato con precisione le sue manifestazioni neurologiche e psichiatriche. Inoltre molte delle ricerche disponibili hanno limiti in termini di numero di soggetti valutati e metodi applicati. Questo fa sì che i risultati ottenuti non siano riferibili alla totalità dei malati. La terapia farmacologica della Sindrome è, per lo più, mirata a risolvere i sintomi, ma la comprensione sempre più approfondita dei meccanismi molecolari e biologici della malattia sta aprendo la strada a cure “a bersaglio”. Queste potranno compensare, o abolire, gli effetti del difetto del gene per ottenere una vera e propria cura della malattia. La Sindrome dell’X fragile si può presentare in maniera molto variabile, determinando solo disabilità intellettuale o anche altre manifestazioni a carico del sistema nervoso, ma può teoricamente coinvolgere qualsiasi altro apparato. Dato che, fra le malattie rare, la Sindrome dell’X fragile ha una frequenza relativamente alta, la complessità degli approcci che essa richiede si riflette in un importante carico economico e sociale.

FONTE di Tommaso Sacco FONDAZIONE SERONO

 

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Il rapporto neutrofili-linfociti predice la mortalità nella CAP

6 Maggio 2017, 10:05am

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Il rapporto neutrofili-linfociti predice la mortalità nella CAP

INSERITO DA MORENA MOTTA Il rapporto neutrofili-linfociti (NLR) può predire la mortalità a 30 giorni degli anziani con polmonite acquisita in comunità (CAP), secondo uno studio pubblicato online il 13 aprile sul Journal of the American Geriatrics Society.

Emanuela Cataudella, M.D., dell’università di Catania, in Italia, e colleghi hanno condotto uno studo prospettico con 195 anziani ricoverati in ospedale per CAP. Gli autori hanno confrontato l’accuratezza e il valore predittivo della mortalità a 30 giorni dei tradizionali punteggi rispetto all’NLR.

I ricercatori hanno riscontrato che l’NLR ha predetto la mortalità a 30 giorni (P <0,001) con una migliore performance in termini di previsione della prognosi rispetto al Pneumonia Severity Index (P <0,05); confusione, urea, frequenza respiratoria, pressione sanguigna, età pari e superiore a 65 anni (CURB-65); proteina C-reattiva e conta dei globuli bianchi (P <0,001). Non vi sono stati decessi nei partecipanti con un NLR inferiore a 11,12. La mortalità a trenta giorni è stata rispettivamente del 30 e 50 percento per i partecipanti con un NLR compreso tra 11,12 e 13,4, e i partecipanti con un NLR compreso tra 13,4 e 28,3. Entro 30 giorni, tutti i partecipanti con un NLR superiore a 28,3 sono deceduti.

“In conclusione, l’NLR ha dimostrato un valore prognostico emergente nel predire la mortalità a 30 giorni”, hanno scritto gli autori. “L’NLR può fornire ai clinici una rapida stratificazione dei pazienti in varie categorie prognostiche.”

FONTE HEALTH DAY

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Carinaro, anziani e disabili costretti a “emigrare” per curarsi: la denuncia dell’ex sindaco Affinito

6 Maggio 2017, 10:00am

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Carinaro, anziani e disabili costretti a “emigrare” per curarsi: la denuncia dell’ex sindaco Affinito

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Cittadini di Carinaro, soprattutto anziani e portatori di handicap, penalizzati per quanto riguarda l’erogazione di servizi sanitari in genere. Il comune alle porte di Aversa, infatti, è compreso nel distretto sanitario con i paesi di Succivo, Sant’Arpino e Orta di Atella. Per ogni tipo di prestazione sanitaria, dalle protesi alla fisiokinesiterapia alle visite specialistiche al cambio del medico di famiglia i cittadini di Carinaro sono costretti a raggiungere, a seconda della tipologia di prestazione, Succivo (ufficio principale), Sant’Arpino e Orta di Atella.

A lanciare l’allarme l’ex sindaco di Carinaro, Salvatore Affinito, che, però, ci tiene a sottolineare di scendere in campo quale semplice cittadino, familiare di persone con patologie che necessitano cure costanti. “Mi sono rivolto – ha dichiarato Affinito – al sindaco per rappresentare le difficoltà notevoli nelle quali si viene a trovare l’utenza di Carinaro, soprattutto quella appartenente alle fasce più deboli per condizioni di salute che economiche, per accedere ai servizi sanitari che sono ubicati tra Succivo, Sant’Arpino e Orta di Atella. Cittadine, queste, tutte non servite da un efficiente servizio di trasporto, su ferro o gomma che sia. Si tratta di una situazione che ho evidenziato anche al direttore generale dell’Asl. Il problema maggiore è per quelle persone in stato di disagio che non possono avvalersi del sostegno di parenti o assistenti anche per una banale richiesta di visita specialistica domiciliare”.

L’ex primo cittadino fa anche una proposta concreta per cercare di ovviare all’attuale stato di disagio e afferma: “Il sindaco, quale massima autorità sanitaria, dovrebbe preoccuparsi di tutelare maggiormente i diritti di chi è più in difficoltà come i disabili e gli anziani. Basta un poco di buona volontà: un censimento dei disabili e grazie alla presenza di lavoratore socialmente utili e operatori socio sanitari potrebbe fare da tramite tra le esigenze dei cittadini-pazienti e le strutture sanitarie ubicate lontano dal nostro paese”.

 

“Affinito – ha commentato il sindaco di Carinaro, Annamaria Dell’Aprovitola – ha evidenziato un problema reale. Da parte nostra abbiamo già assicurato il collegamento con il Cup. Abbiamo anche preso l’impegno, insieme al delegato ai Servizi sociali, Giovanni Zampella, di istituire un servizio di accompagnamento con auto e personale del comune. Abbiamo, però, bisogno dei tempi tecnici per approntare il progetto e per superare una serie di ostacoli burocratici”.

FONTE di Livia Fattore PUPIA TV

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Corea del Nord: la Cia e Seul hanno tentato di uccidere Kim Jong-un

6 Maggio 2017, 09:51am

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DI DOTT. MICHELE PAPPACODA 05/05/2017 - La Cia e i servizi di intelligence sudcoreani hanno cercato di assassinare il leader nordcoreano, Kim Jong-un, con una sostanza biochimica: a denunciarlo è il governo di Pyongyang, secondo quanto riferito dall'agenzia di stampa statale nordcoreana Kcna. Due mesi fa il fratellastro del dittatore è stato ucciso in Malesia, ma in quel caso i sospetti sono ricaduti proprio su Pyongyang.

 

 

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Si opera per l'ernia: muore 8 giorni dopo, indagini per omicidio colposo

6 Maggio 2017, 09:48am

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Si opera per l'ernia: muore 8 giorni dopo, indagini per omicidio colposo

INSERITO DA DOTT. MICHELE PAPPACODA UDINE e PALMANOVA - Era stata sottoposta a un intervento chirurgico di routine per un'ernia addominale, una donna di 64 anni di San Giovanni al Natisone, C.M. le sue iniziali, ma durante l'operazione sono insorte delle gravissime complicazioni. Tanto che è stato necessario un suo immediato trasferimento dall'ospedale di Palmanova, dove era stata ricoverata per l'intervento, a quello di Udine, in terapia intensiva. Era il 26 aprile scorso e giovedì sera, 4 maggio, la donna è morta. La famiglia della 64enne aveva segnalato il caso ai carabinieri della Compagnia di Palmanova dopo il trasferimento d'urgenza a Udine e la Procura aveva aperto un fascicolo a carico di ignoti per lesioni colpose. Adesso il capo di imputazione sarà quello di omicidio colposo e saranno eseguiti tutti gli accertamenti del caso per fare chiarezza sulla tragica vicenda.

DI PAOLA TREPPO IL GAZZETTINO.IT

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