CAMPANIA NEWS Pascale, caccia al faccendiere che «dirottava» gli interventi
INSERITO DA MORENA MOTTA Che cosa accadde all’Istituto dei tumori «Pascale» tra il 2016 e l’inizio di quest’anno nella gestione degli interventi gestiti dal dipartimento di Senologia? Perché ci furono pazienti che vennero «dirottati» per delicati interventi operatori verso una struttura privata? E quante persone dovettero scegliere un’alternativa all’intramoenia? È partendo da questi interrogativi che si dipana l’inchiesta della Procura di Napoli che punta i riflettori sui tempi di attesa per arrivare alla sala operatoria e su presunti smistamenti delle pazienti affette da gravi patologie tumorali verso strutture private. Indagine della Procura di Napoli affidata al Nas dei carabinieri. Un fascicolo, quello nelle mani del sostituto procuratore Graziella Arlomede e del procuratore aggiunto Alfonso D’Avino - titolare della sezione Reati contro la pubblica amministrazione - che promette sviluppi. L’inchiesta fa leva su alcune denunce che riguardano quanto sarebbe avvenuto circa un anno fa, quando si ridussero in modo drastico gli interventi nella struttura di eccellenza napoletana che si occupa della cura dei carcinomi.
Sotto i riflettori finisce così il rapporto tra l’istituto Pascale e una clinica privata, per verificare se esista (o sia esistito) qualcosa di molto simile a una scorciatoia, un corridoio alternativo a cui fare ricorso per abbattere i tempi di attesa: una scappatoia ovviamente a pagamento. Soluzione legittima, sempre aperta, quella dell’intervento presso strutture private, che dipende per lo più dal fattore tempo, dalla necessità di attendere il proprio turno prima di finire in una sala operatoria. Concussione e peculato sono al momento le ipotesi di reato prese in considerazione dalla Procura.
Va detto subito, e in premessa, che l’indagine è alle prime battute e che l’ipotesi accusatoria attende le doverose verifiche investigative. Dunque, nessun iscritto nel registro degli indagati e inchiesta a carico di persone eventualmente ancora da identificare. Per questo i carabinieri del Nas di Napoli, agli ordini del maggiore Gennaro Tiano, stanno acquisendo la documentazione necessaria a valutare gli elementi di prova. Anche e soprattutto alla luce delle denunce che hanno fatto scattare l’inchiesta.
di Crimaldi e Del Gaudio IL MATTINO.IT
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