SPORT NEWS E SPORT LOCALE EMILIA ROMAGNA APPROVATA LEGGE SULLO SPORT
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Più praticanti, attività e sicurezza, bandi aperti a tutte le associazioni riconosciute, turismo sportivo e 20 milioni per spazi e impianti

L’Emilia-Romagna ha una nuova legge sullo sport. Approvata con una larghissima maggioranza, e nessun voto contrario, dall’Assemblea legislativa, dopo una larga condivisione con gli enti di promozione sportiva, le associazioni e gli enti locali, la nuova legge semplifica e concentra in diciannove articoli le nuove opportunità per lo sport regionale. Con un obiettivo: portare sempre più persone – soprattutto i giovani – a misurarsi e divertirsi nei campi di gioco, nelle palestre, nelle piscine, negli spazi all’aperto. Poi la conferma di voler puntare sul turismo sportivo legato ai grandi eventi e alle grandi competizioni. E un imperativo: fuori chi bara, per cui le associazioni e i soggetti che hanno ricevuto contributi regionali e che hanno indotto o consentito l’assunzione di prodotti dopanti nelle loro strutture si vedranno revocare i fondi e non potranno averne per almeno 5 anni.
La nuova legge per la promozione e lo sviluppo delle attività motorie e sportive, voluta dalla Giunta regionale, prevede da Piacenza a Rimini nuovi interventi lungo quattro direttrici. Salute e benessere, con il coinvolgimento attivo delle scuole per avere più sport, anche in orario extrascolastico, in collaborazione con le associazioni e la possibilità di promuovere borse di studio per gli atleti emergenti. Programmazione e contributi, con un piano triennale che comprenda progetti e azioni di promozione dell’attività sportiva, contrasto all’abbandono e integrazione delle persone con disabilità, miglioramento dell’impiantistica e sinergie di sviluppo legate al contesto territoriale e ambientale, con appunto il sostegno al turismo sportivo. E ancora, in un rapporto di maggiore fiducia (e meno burocrazia), l’allargamento dei soggetti che riceveranno fondi regionali: oltre a quelle presenti nel registro regionale, saranno ammesse ai bandi anche le associazioni dilettantistiche iscritte al registro del Coni, del Cip e delle Federazioni sportive nazionali, o da tali sigle riconosciute. Sicurezza, con presidi di primo soccorso negli impianti sportivie la professionalità certificata richiesta a chi terrà i corsi, che dovrà passare per due possibili figure di garanzia: istruttore qualificato e istruttore di specifica disciplina, entrambi in possesso di specifici requisiti di studio e abilitazione. Legalità e trasparenza, con misure per contrastare ogni forma di violenza e discriminazione e il varo di specifica Carta etica. L’applicazione del piano triennale sarà poi oggetto di monitoraggio e valutazione, con la Giunta che dovrà produrre una relazione sui progetti realizzati, i contributi erogati e i destinatari.
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DI MORENA MOTTA
DI MORENA MOTTA

INSERITO DA BARBARA PAPPACODA Proseguono le indagini sul caso della morte di un’80enne avvenuta lo scorso 19 maggio. L’anziana si era recata all’ospedale Ruggi di Salerno per un femore rotto, ma alcune complicazioni successive al ricovero ne causarono la morte. Ad oggi sono venti le persone indagate di omicidio colposo, tra sanitari, parasanitari e tre consulenti esterni all’ospedale chiamati per dei pareri medici. Come riportato da Il Mattino, secondo i familiari della donna l’intervento chirurgico sarebbe stato effettuato con eccessivi ritardi. Si attendono ora gli esiti dell‘autopsia per fare maggiore chiarezza sul decesso. 
INSERITO DA BARBARA PAPPACODA Sono quattro i medici indagati per il decesso di Maria Siano, la 77enne di Sarno deceduta lunedì scorso all’ospedale di Nocera Inferiore, Umberto I. La donna era passata dagli ospedali di Nocera Inferiore e Scafati, prima di esalare l’ultimo respiro. Al Mauro Scarlato la donna era stata ricoverata per problemi ai polmoni, dopo un ricovero di circa due mesi nel plesso di Nocera. Per la famiglia il decesso poteva essere evitato tanto da sporgere denuncia ai Carabinieri. Secondo quanto riportato dal quotidiano SalernoToday, la donna fu operata due volte a distanza dagli ultimi interventi, che risalgono al 2013. A seguire quattro anni, durante i quali i medici non avevano prescritto ulteriori terapie. Per i familiari l’assistenza data al genitore è stata ritenuta superficiale. In particolare, per un intervento chirurgico effettuato lo scorso marzo, con il quale l’anziana dovette farsi asportare un angioma. Poi il peggioramento delle condizioni fisiche, con il sopraggiungere di una polmonite che obbligò i figli a trasportarla a Scafati, nel reparto di pneumologia. È proprio allo Scarlato che è morta, ma la procura di Nocera Inferiore ha iscritto al momento solo quattro medici dell’Umberto I.