Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
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INSERITO DA MORENA MOTTA PAVULLO. Ancora una tragedia sulle strade della nostra provincia. L'ennesimo incidente mortale, questa volta, è avvenuto a Pavullo e a perdere la vita un giovanissimo, un ragazzo di 24 anni residente nel Reggiano. Il giovane era a bordo della sua motocicletta e stava transitando in via Giardini Sud. Per motivi che sono ancora in corso di accertamento, è caduto ed è stato travolto da un'altra motocicletta che giungeva dal senso opposto, condotta da un 48enne pavullese. Immediati i soccorsi del 118, giunto sul posto con un'ambulanza, ma purtroppo per il ragazzo non c'è stato niente da fare. L'altro centauro, invece, non è grave, ma è stato comunque trasportato all'ospedale di Pavullo per accertamenti.Sul posto per i rilievi la polizia municipale di Pavullo.
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INSERITO DA MORENA MOTTA MODENA. Un boato improvviso venerdì verso mezzanotte ha svegliato di soprassalto i residenti di via Borgo Visignolo, una manciata di case in sasso intorno ad una torre, al confinetra Baiso e Viano, sull'appennino reggiano. L’allarme, scattato con notevole ritardo alle 4 del mattino, ha mobilitato le forze dell’ordine, per quello che in un primo tempo è parso come un mistero: una bomba artigianale, fatta scoppiare da mani ignote sotto il portico dell’abitazione bifamiliare ai civici 33 e 35, ha semidistrutto l’abitazione dove era ospitato da alcuni giorni un modenese,il 54enne Gian Luca Catelani, titolare di una piadineria.
La richiesta di intervento risalealle 4 del mattino, quando sul posto sono giunti per primi i vigili del fuoco di Reggio. Questi ultimi si sono limitati a constatare l’assenza di feriti (al momento dell’esplosione, la casa era vuota) e i danni ingenti provocati dallo scoppio di unordigno artigianaleche ha mandato in frantumi la porta d’ingresso, danneggiato le finestre (parti in legno sono volate nel cortile) e danneggiato mobili all’interno, mentre l’onda d’urto ha “alzato” e fatto ricadere il tetto porticato, tanto che le tegole si presentavano sconnesse. Vista la natura dolosa – l’ipotesi della fuga di gas è stata subito scartata – i pompieri si sono limitati a dichiarare l’inagibilità dell’edificio, per motivi precauzionali; e hanno passato il caso ai carabinieri.
Sul posto sono giunti verso le 5 i militari delNucleo Operativo di Castelnovo Monti e quelli del Nucleo Investigativo di Reggio(coordinati dalpm Giulia Stignani) questi ultimi specialisti della scientifica. L’area intorno all’abitazione è stata delimitata e posta sotto sequestro: gli esperti della scientifica, in mascherina e guanti, sono rimasti sul posto per ore, fino alle 14.30, provvedendo a repertare una serie di campioni che saranno inviati al Ris di Parma per le analisi e soprattutto per stabilire con quali elementi è stato composto l’ordigno. Nel frattempo i colleghi dell’Arma hanno parlato con la proprietà dell’immobile.
Lo stabile, trent’anni fa sede di una tabaccheria, conta un piano terra e un primo piano: due appartamenti, corrispondenti ai civici 33 e 35, di proprietà da decenni della famiglia Cilloni. Ad ereditare dai genitori, entrambi deceduti, lo stabile sono tre sorelle: Rita, Lucia e Paola Cilloni, una residente a Scandiano e due lì a Visignolo, ad un chilometro di distanza. Una famiglia stimata e originaria del piccolo borgo, che utilizza la villa in modo molto saltuario: la casa è disabitata da tempo e le tre sorelle hanno dichiarato di non avere nemici.
Negli ultimi giorni, però, l’abitazione è stata in uso al modenese Gian Luca Catelani, 54 anni, residente in via della Cerca in centro storico a Modena. Catelani è stato definito un ospite, un amico alloggiato in modo temporaneo e a titolo gratuito: risiede lì dal 15 luglio, da appena due settimane.
È stato il 54enne, alle 4 del mattino quando è rientrato, ad accorgersi del disastro e a chiamare le forze dell’ordine. Il caso ha presentato subito parecchi interrogativi. Chi può aver compiuto il gesto inequivocabile? Chi può essersi recato nel minuscolo borgo, raggiungibile da una stradina che si arrampica sulle colline, per mettere una bomba? L’eslosione è un avvertimento o una vendetta? Chi aveva l’interesse per compiere un atto intimidatorio? Detto questo, va aggiunto che i carabinieri conducono le indagini a tutto campo: non escludono nessuna pista, nemmeno la bravata da parte di ubriachi.
Anche se il vandalismo è poco probabile: è un luogo isolato e tranquillo, abitato da residenti per lo più anziani che si contano su due mani e da case di villeggiatura. Se tutte le piste al momento sono aperte, con il passare delle ore le attenzioni degli inquirenti si sono concentrate sull’ospite modenese che ha in uso la casa. Catelani è stato gestore di
diversi locali pubblici a Modena: lo storicobar “Penna d’oca” di via Bellini, una birreria in via Bellinzona, per un breve periodo un locale vicino al campo da rugby.Si indaga anche per capire se esitono connessioni tra l'attentato e le attività di Catelani.
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INSERITO DA MORENA MOTTA Addio a don Giuseppe Fonsato, che era stato vicario a Verano negli Anni 80. Il cordoglio Il prete, era stato in parrocchia negli Anni 80, proprio qui aveva iniziato la sua carriera religiosa. E ci era rimasto per 7 anni, lasciando ma un ricordo che è rimasto ancora vivo, oggi. E’ deceduto mercoledì 26 luglio, a Legnano, all’età di 62 anni. Don Giuseppe era originario di Porto Levante in Veneto, nato a Donada (RO) ed era un grande amante della natura e della montagna. A Verano aveva ricoperto l’incarico di vicario parrocchiale e vi è rimasto fino al 1987, seguendo con molta devozione la comunità, tanto che ancora oggi in molti lo ricordano con grande affetto e qualcuno ha anche partecipato ai funerali, celebrati venerdì. Dopo Verano, era stato dal 1987 al 1994 a Rovello Porro e dal 1994 al 2005 nella parrocchia di Luino. Dal 2005, in poi, fino a quando non si è ammalato, si occupava della parrocchia di Castelveccana.
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Incendio in strada Dubbi, misteri e poche certezze. Da un lato c’è il dato inconfutabile: un’auto, una Mercedes station wagon scura, che prende fuoco in mezzo alla strada. Le fiamme che avvolgono rapidamente la vettura ma partendo dalla zona posteriore e non dal vano motore o dall’abitacolo, e in pochi secondi l’incendio viene notato dai residenti della zona. Siamo a San Fruttuoso, tra le vie Sarca e Tevere. Dall’altra parte, come si diceva, i dubbi. Già, perché sentendo i residenti del quartiere, non sarebbe la prima volta che in zona accadono casi simili. E allora chi è il responsabile di questi incendi? C’è la stessa mano dietro ai casi precedenti? E la percezione di sicurezza, come prevedibile, cala. C’è anche chi è pronto a giurare che prima di quel rogo ci sia stato un litigio. Sul posto, per domare l’incendio, i Vigili del fuoco di Monza.
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inserito da Michele Pappacoda Curioso episodio quello avvenuto questa mattina, sabato, una manciata di minuti poco dopo le 11. Due persone, per oltre una decina di minuti, si sono affacciate completamente nude, e con atteggiamenti provocatori, dal loro balcone di casa. L’episodio è avvenuto nel condominio di via don Girotti 66. Allertati i carabinieri Una circostanza tanto strana quanto inusuale che ha messo in allerta i vicini di casa e i passanti i quali, alla vista delle due persone, completamente senza vestiti, hanno pensato bene di allertare i carabinieri e di raccontare quanto stava accadendo nel condominio. Dopo una decina di minuti ha fatto capolino anche una pattuglia dei carabinieri. Le forze dell’ordine hanno perlustrato tutti i balconi ma dei due personaggi nudi nessuna traccia. Probabilmente questi ultimi, alla vista delle forze dell’ordine, hanno deciso di ritirarsi nel loro appartamento. Gesto di protesta a seguito dei fatti di Bologna? Non è nemmeno da escludere che il clamoroso gesto sia stato messo in atto a seguito delle polemiche scaturite dai fatti di Bologna. Infatti l'altro ieri, venerdì, una ragazza di origini aostane si è concessa una passeggiata senza veli nel centro di Bologna. La donna si è anche beccata una multa di 3.300 euro di multa.
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Tragedia sfiorata a Tramonti. Intorno a mezzogiorno una ragazza è precipitata dal balcone al secondo piano di casa propria in località Figlino. La ragazza di 18 anni appena, dopo un volo di circa cinque metri, attutito, pare, da una tettoia sottostante, è stata immediatamente soccorsa dai familiari che hanno allertato il 118. Immobilizzata, la giovane - rimasta sempre cosciente - è stata trasferita in ambulanza presso il Pronto Soccorso del presidio ospedaliero della Costa d'Amalfi. Presa in cura dai medici del nosocomio costiero, è stata sottoposta a tutte le indagini del caso (tac, radiografie total body, ecografia addominale, esami ematici). Le condizioni della malcapitata, ragazza madre di una bambina di circa un anno, all'apparenza sono discrete. Avrebbe dichiarato di essere precipitata nel vuoto mentre stendeva i panni. Del caso si stanno interessando i Carabinieri della Stazione di Tramonti guidati dal comandante Giorgio Covato.
AGGIORNAMENTI ore 16,30: la ragazza, salva per miracolo, ha rimediato soltanto la frattura a una costola ed è stata trasferita in ambulanza presso l'Ospedale Santa Maria dell'Olmo di Cava de' Tirreni presso cui rimarrà sotto osservazione.
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scritto da staff Sono stati circa 4.000 i testimoni di Geova provenienti dalle province di Benevento, Caserta e Salerno che hanno partecipato al congresso di tre giorni dal tema: "Non ti arrendere!" in programma presso la Sala delle Assemblee di Forchia (Benevento) a partire da venerdì 28 luglio. Il messaggio di speranza che la Bibbia offre e stato alla base del congresso dei testimoni di Geova, visti i tempi in cui viviamo in cui molti sono delusi e si sentono scoraggiati a motivo della varie problematiche di vita. Il programma, così come riferiscono gli organizzatori, "aiuterà i presenti a non arrendersi alle difficoltà della vita e ad affrontare il futuro con uno sguardo positivo grazie alla speranza di un mondo e una vita migliore contenuta nella Bibbia”. L'incontro si è svolto nella Sala delle Assemblee di Forchia, in Via Rella. Per l'occasione sono stati previsti una serie di 52 discorsi corredati da interviste e contenuti multimediali. Alcuni dei momenti salienti del congresso e stato il battesimo in acqua, con immersione completa dei nuovi fedeli, il sabato mattina, la conferenza pubblica dal tema “Non perdere mai la speranza!”, la domenica mattina, il film diviso in tre parti trasmesso ogni pomeriggio, in cui si seguirà la storia di una famiglia che scopre il significato delle parole di Gesù: “Ricordate la moglie di Lot”. Il congresso ha avuto inizio ogni mattina alle ore 9,20 per terminare nei pomeriggi di venerdì e sabato alle ore 16,50 e domenica alle ore 15,30. Come tutti gli appuntamenti dei testimoni di Geova, l’ingresso è gratuito e aperto al pubblico.
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Ha funzionato alla perfezione la macchina organizzativa predisposta dal Comitato festeggiamenti in onore di San Pantaleone a Ravello. Soprattutto per la bonifica preventiva dei boschi sottostanti il parcheggio della città della musica e per il successivo intervento messo in campo per sedare il rogo sviluppatosi nella fitta vegetazione.
Infatti, nel bel mezzo dello spettacolo pirotecnico è divampatato un incendio tra i boschi al di sotto dell’area da cui i fuochisti danno ogni anno vita all’esplosione dei fuochi d’artificio. E solo l’immediato e provvidenziale intervento degli addetti allo spegnimento ha evitato il propagarsi delle fiamme.
Nella zona, precedentemente innaffiata (i boschi erano comunque meno aridi grazie alla pioggia di mercoledì), sono intervenuti gli addetti con una serie di idranti che hanno provveduto a spegnere e circoscrivere il rogo. Sul posto per la bonifica definitiva sono giunti anche i Vigili de Fuoco del distaccamento di Maiori.
Comunque sia nulla di preoccupante anche se qualche timore si è vissuto eccome a causa delle lingue di fuoco che si sono sviluppate in pochissimo tempo complice la fitta vegetazione ormai secca da tempo a causa della siccità che sta interessando le nostre zone.
Un plauso, dunque, alle persone intervenute con celerità ma anche al comitato festeggiamenti di Ravello che ha predisposto la bonifica preventiva e l’intervento tempestivo in caso di incendio della montagna. Una macchina organizzativa messa a punto alla perfezione per non negare ai cittadini e ai tanti ospiti il piacere di godere di uno spettacolo unico e suggestivo.
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INSERITO DA BARBARA PAPPACODA MIRANDOLA. Santo Querulo 39 anni, è stato arrestato nel pomeriggio di ieri, mercoledì 26 luglio, a Mirandola, dove dimorava da qualche tempo, dagli agenti della Squadra Mobile di Modena. Deve scontare 15 anni e 4 mesi di reclusione cui la Corte d’Appello di Catania lo ha condannato per associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti, aggravata dall’essere l’associazione medesima armata, costituita da più di dieci persone ed avere agevolato l’attività di sodalizi di tipo mafioso. Insieme al fratello Domenico, poi divenuto collaboratore di giustizia, era a capo di una vasta organizzazione internazionale che negli anni 2009 e 2010 ha imperversato nel commercio di cocaina nell’asse Spagna-Italia nonché nel traffico di armi. Originario del quartiere San Giorgio di Catania, risultava affiliato alla famiglia “Bonaccorso-Carateddi” considerata braccio armato del clan mafioso “Cappello”, storicamente contrapposto a quello capeggiato da Santapaola Benedetto. Le indagini condotte dalla squadra mobile etnea hanno documentato che egli ricopriva insieme al fratello un ruolo di primo piano nell’ambito dell’organizzazione, che aveva stretto rapporti con le cosche criminali di Rosarno e Cinquefrondi nonché con clan napoletani. Trasferitosi da alcuni anni nella provincia di Modena ove lavorava come operaio, era già stato arrestato a Carpi nel maggio del 2013 in esecuzione di una misura cautelare emessa nell’ambito dello stesso procedimento. L’uomo al momento della cattura non ha opposto resistenza ed è stato associato presso la casa circondariale di Modena.
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA PORTO SANTO STEFANO. Tragedia a Porto Santo Stefano nella mattinata di giovedì 27 luglio. Il comandante della polizia municipale di Monte Argentario, Loredana Busonero, 55 anni, ha sparato al figlio, Francesco Visconti, di 17 anni e poi si è tolta la vita. Il ragazzo, ferito alla testa gravemente, è morto anche lui, a casa (in via del Sole) prima del trasferimento in ospedale. Disperato il tentativo di soccorrerlo da parte dei medici del 118, che hanno raggiunto l'abitazione e si sono calati con il verricello sul terrazzo per le difficoltà a raggiungere l'abitazione.Purtroppo anche per il ragazzino non c'è stato nulla da fare: è morto durante il tentativo di rianimazione. La donna - 55 anni - era la vedova di Marco Visconti, ex sindaco dell'Argentario ed ex vice presidente della Provincia di Grosseto, morto a 56 anni nel maggio del 2015. Sul posto i carabinieri della compagnia di Orbetello
.IL FIGLIO UCCISO NEL LETTO Secondo una prima ricostruzione l'arma usata per uccidere il ragazzo e poi suicidarsi era quella di ordinanza. Fino a mercoledì 26 luglio Loredana Busonero aveva prestato regolarmente servizio in Comune. Allo stato attuale delle cose né gli inquirenti né i colleghi sanno darsi una ragione del tragico gesto della donna. E all'interno della casa non sarebbero stati trovati lettere o biglietti di spiegazione. Tanto che la prima ipotesi è quella di raptus. Loredana Busonero ha sparato al figlio mentre era ancora a letto. A sentire gli spari e dare l'allarme, poco prima delle 8 del mattino, sono stati i vicini di casa.
"NON CE LO ASPETTAVAMO" L'abitazione in cui si è consumato il dramma è una villetta a schiera sulla panoramica, di fronte al mare. Il pm che coordina le indagini è Maria Navarro. "Non ce lo aspettavamo, una vera tragedia". Così Arturo Cerulli, sindaco di Monte Argentario, arrivato insieme al vicesindaco Priscilla Schiano, sul luogo dell'omicidio-suicidio dopo che il capo dei vigili urbani, Loredana Busonero, ha ucciso e il figlio e poi si tolta la vita. "Fino al giorno prima ho parlato con Loredana di lavoro e non ha mai dato segni che lasciassero presagire un atto del genere. Sono molto dispiaciuto", ha aggiunto.
IL SOPRALLUOGO DEL MAGISTRATO Si concluso è dopo circa un'ora il sopralluogo del pm Maria Navarro insieme ai carabinieri e ai medici legali sul luogo dove avvenuto l'omicidio-suicidio. Le salme di Loredana Busonero e di suo figlio Francesco Visconti sono state trasportate all'ospedale San Giovanni di Dio di Orbetello a disposizione dell'autorità giudiziaria che ha disposto le autopsie. Sul posto anche il nucleo scientifico dei carabinieri e il nucleo investigativo.