Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
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DA REDAZIONE I carabinieri del Nas di Catanzaro hanno eseguito il sequestro d’iniziativa del complesso dei beni di un’azienda agricola di Nocera Terinese. L’operazione, che si inserisce all’interno di una più ampia attività di monitoraggio della compagine consortile effettuata sotto la direzione della Procura della Repubblica di Lamezia Terme, è stata eseguita ipotizzando, a carico della predetta azienda, il reato di appropriazione indebita delle attrezzature per la vinificazione (presse, autoclavi, cisterne ecc.) – del valore di diverse centinaia di migliaia di euro – di proprietà del consorzio agricolo “Scavigno”, attualmente non operativo poiché in stato di liquidazione. Sono stati interessati dal sequestro anche oltre 500.000 litri dei vini doc ed igt prodotti dall’azienda e prossimi ad essere imbottigliati anche se, si specifica, non è emersa alcuna problematica sanitaria o sofisticazione alimentare. Il provvedimento è stato depositato, per la convalida, presso la competente Procura della Repubblica.
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DA REDAZIONE Un altro piccolo aiuto per le famiglie in difficoltà in vista delle festività natalizie. C’è, infatti, tempo, fino al 27 dicembre (ore 12) per presentare domanda di erogazione dei buoni spesa da utilizzare presso gli esercizi commerciali convenzionati presenti sul territorio. La misura è riservata ai nuclei familiari residenti con figli minori di anni tre. Sul sito del Comune (al seguente link: http://girifalco.asmenet.it/index.php…) è possibile trovare avviso e modello di domanda. Le famiglie che ritengono di poter accedere al beneficio dovranno utilizzare esclusivamente il modello di domanda predisposto dall’Area amministrativa del Comune. Beneficiari dei buoni spesa saranno nuclei familiari in possesso dei seguenti requisiti: presenza di figli minori di anni 3; Isee 2017 (reddito 2016) del nucleo familiare pari o inferiore a 3mila euro in corso di validità; residenti nel Comune di Girifalco. Dalle richieste verrà predisposta la relativa graduatoria alla quale si farà riferimento per l’erogazione dei buoni spesa fino all’esaurimento delle risorse disponibili. I buoni spesa dell’ammontare di 132 euro saranno assegnati una sola volta. “Dopo la prima misura adottata per aiutare le famiglie in difficoltà – ha dichiarato l’assessore alle Politiche Sociali, Elisabetta Sestito – abbiamo voluto proseguire nell’attività di sostegno dei meno fortunati attraverso uno strumento pensato per dare una mano ai genitori con figli minori di anni tre. Il Natale è una festa molto sentita dalle famiglie ed è, quindi, giusto dare un piccolo sollievo ai nuclei familiari chiamati a crescere i propri figli tra mille difficoltà. E’ ovvio che non è una risoluzione di tutti i loro problemi ma un piccolo aiuto in un periodo di festa. La misura adottata prevede l’erogazione di buoni spesa da utilizzare presso gli esercizi commerciali convenzionati presenti sul territorio. Così facendo si vuole dare, anche, un aiuto ai commercianti che, come in tutte le altre realtà del Paese, si confrontano quotidianamente con la morsa della crisi economica. L’auspicio è che quest’amministrazione, da sempre sensibile alle tematiche del Sociale, riesca ad intercettare nuovi fondi al fine di aiutare un maggiore numero di utenti con misure di più ampio respiro. Il settore delle Politiche Sociali si muove, infatti, sempre con l’obiettivo primario di aiutare chi è in difficoltà così come previsto dalle linee programmatiche di questa compagine amministrativa”.
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di Michele Pappacoda Pogerola di Amalfi lo scuolabus non può girare una cittadina ci scrive su facebook: Poi dicono che il pulmino scolastico non può girare.Il cartello c'è,i soliti incivili pure (forse non sanno leggere) e chi dovrebbe controllare..... vabbè....😂😂😂😂. Sempre gli stessi "ammanigliati" e abusivi.
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Si è svolta ieri mattina ad Amalfi la terza edizione del Rupert’s Trail, la manifestazione sportiva nata in ricordo di Rupert Scarfe, scomparso a causa di un male incurabile un anno e mezzo fa.
Rupert era una guida turistica e percorreva da decenni la Valle delle Ferriere, i vicoli e le stradine di Amalfi per far rivivere ai turisti la storia della nostra cittadina e mostrarne le bellezze nascoste.
Per questo motivo gli è stata dedicata una gara su un percorso che faceva spesso. Al Trail sono coinvolti atleti professionisti e non, per una giornata di sport, di divertimento, di aggregazione e di raccolta fondi. Tutti i proventi della manifestazione infatti vengono devoluti all’AIRC (Associazione Italiana di Ricerca sul Cancro).
La gara prevede un percorso di 12 km, con salite, discese e passaggi nei vicoli di Amalfi ed un dislivello di 700 metri.
L’edizione di quest’anno ha visto la presenza di ben 140 partecipanti, di cui molti provenivano da altre regioni italiane. Per la categoria maschile ha vinto il Trail di ieri Ben Mounsey, del team Nazionale inglese, con il tempo di 1 h 4 minuti e 33 secondi. Al secondo posto si è classificato Giovanni Tolino del team Isaura Valle dell’Irno, vincitore delle prime due edizioni, mentre al terzo posto si è classificato Leonardo Mansi di Ravello con il team Anima Trail.
Per la categoria femminile ha vinto invece altra Shablista Natalya con il tempo di 1 h 24 minuti e 23 secondi, seguita da Laura Delle Donne del team di Giffoni V. Piana mentre al terzo posto si è classificata Annalisa Cretella di Amalfi del team Asd Amalfi Coast Sport & More, che è anche il team che ha anche organizzato l’evento.
Ricordando le passate edizioni, alla prima edizione i vincitori sono stati:Giovanni Tolino per la categoria maschile e Imma Nunziato per la categoria femminile. All’edizione dello scorso anno invece i vincitori sono stati Giovanni Tolino per la categoria maschile e Lucia Pepe per la categoria femminile.
“Anche quest’anno abbiamo riscontrato un grande successo di pubblico – hanno fatto sapere dall’organizzazione del Rupert’s Trail -. Abbiamo abbinato la solidarietà allo sport in ricordo di una persona che dell’aggregazione ha fatto il suo avallo di battaglia. Ringraziamo tutti i partecipanti, gli sponsor e tutti i volontari”.
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA La Stella di Natale sta per entrare nelle vostre case: ogni anno sotto le feste, è la pianta di Natale più regalata e che meglio di tutte riesce a creare la giusta atmosfera.
Si possono scegliere le Stelle di Natale con le foglie rosse, rosa o bianche.
L’Euphorbia pulcherrima nota come Poinsettia o Stella di Natale è una pianta ornamentale originaria del Messico, nazione nella quale cresce spontaneamente e dove, allo stato selvatico, può raggiungere anche un’altezza fra i due e i quattro metri.
Il nome “Poinsettia” deriva da Joel Roberts Poinsett, il primo Ambasciatore degli Stati Uniti in Messico, il quale introdusse la pianta negli Stati Uniti nel 1825.
Appartiene alla famiglia delle Euphorbiaceae, ordine Euforbiali (Euphorbiales), classe delle Dicotiledoni (Magnoliopsidae), divisione delle Angiosperme (Magnoliophytae); all’interno del suo tronco e dei suoi rami vi è una sostanza lattiginosa (il lattice), leggermente irritante per la pelle ma altamente tossica per cani e gatti.
La sua bellezza è senza dubbio la fioritura ma, al contrario di quello che si può pensare, il suo fiore, detto ciazio, con petali e sepali disposti a coppa, non è rosso ma di colore giallo e circondato da una corona di cinque brattee rosse.
I colori della Stella di Natale sono indubbiamente tra i più adatti a questo periodo, ma non è l’unico motivo. A questo fiore è infatti legata un’antica leggenda.
La Stella di Natale era coltivata già da Indios e Aztechi per cui era un fiore simbolo di purezza il cui colore rosso intenso riportava alle gocce di sangue di una dea morta per amore.
Ma un’altra è la leggenda messicana più famosa che avvolge la pianta: si dice infatti che molti secoli fa, durante la notte di Natale, in chiesa, una bambina molto povera desiderava mostrare a Gesù il proprio amore, ma non aveva i mezzi per farlo.
Una voce però le suggerì di uscire e di raccogliere un fascio di sterpi e erbe che, depositate sull’altere, si trasformarono in meravigliose stelline rosse.
L’amore che si nasconde dietro questa leggenda continua ad avvolgere il fiore in varie declinazioni tanto che in Francia prende il nome di Étoile d’amour (Stella d’Amore) e viene commercializzata per la Festa della Mamma, mentre in Centro-America prende il nome di Hoja encendida (Foglia infuocata) e simboleggia la passione.
La popolarità in Italia è arrivata soltanto due secoli fa, quando venne usata per adornare la Basilica di San Pietro, ma ora secondo i dati ufficiali, ogni anno, se ne vendono circa 20 milioni di esemplari.
Ha origine da un altro piatto, il timballo – diciamo che la crostata è un timballo formato gigante – che prende il nome dallo stampo che in origine era semplicemente un contenitore cilindrico con il diametro uguale all’altezza.
Questo, a sua volta, ha tratto ispirazione dalla cassa armonica, semisferica, di uno strumento musicale a corde.
Il timballo (o pasticcio) è figlio della cucina rinascimentale, infatti nasce nel XIV secolo l’idea di cuocere un guscio di pasta frolla, ripieno di pasta condita con sughi molto ricchi, in genere con carni di maiale, volatili o cacciagione.
La tradizione si è mantenuta nel tempo e oggi è rimasta in molte gastronomie regionali, in particolare in Emilia e in Campania.
Con il passare del tempo il timballo cambia forma e preparazione.
Al classico stampo cilindrico si sono aggiunte forme quadrate, rettangolari, ovali, ad anello e altezze diverse, secondo la ricetta realizzata.
Anche il “guscio” si è modificato e i timballi “moderni” si sono estesi ad usare anche altri tipi di impasto o a farne completamente a meno.
Spesso si usa come strato esterno della pasta condita, riempito con ricchi sughi e ingredienti vari, per poi richiudere con un ultimo strato di pasta.
La ricetta della crostata di tagliolini ha un grande vantaggio: può essere preparata anche con un giorno in anticipo.
L’involucro di pasta sfoglia, rispetto a quello con gli altri tipi di pasta, dona al piatto una fragranza unica.
Ingredienti per 4 persone: gr 400 di tagliolini, gr 300 di macinato di carne, gr 200 salame napoletano, gr 200 g di pisellini primavera, ml 600 di besciamella, 1 scalogno, gr 150 g di parmigiano grattugiato, olio d’oliva, sale
Preparazione della ricetta della crostata di tagliolini.
Tritate lo scalogno, e fatelo soffriggere con olio in una padella. Quando sarà imbiondito, aggiungete i pisellini primavera e fateli cuocere per 30 minuti coprendo con un coperchio. Per ottenere dei piselli più morbidi, potreste aggiungere un po’ d’acqua o di brodo vegetale.
Nel mentre, in un’altra padella fate rosolare il macinato di carne con poco olio.
Intanto che la carne e i piselli sono in cottura, poco prima che questa termini, mettete anche i tagliolini in cottura, salandoli.
Al dente, scolateli e versateli nella padella della carne pronta, aggiungendo i piselli e la besciamella preriscaldata, quindi mescolate tutti gli ingredienti.
Tagliate il salame napoletano a piccole striscioline e unitelo al tutto assieme anche al parmigiano grattugiato.
I tagliolini così conditi li metterete in una teglia (oleata su lati e fondo) e infornate a 200°C per 30 minuti.
Se usate il grill gli ultimi 5 minuti, verranno anche crostati in superficie.
Ed ecco la crostata, il timballo o lo sformato, pronta per essere mangiata.
Una delle varianti più comuni per ottenere dei tagliolini ancora più saporiti e completi, prevede di unire della passata di pomodoro (gr 200) al condimento, cuocendola assieme al trito di carne, sostituendola alla besciamella, e usando le uova come legante.
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INSERITO DA BARBARA PAPPACODA Andrà in scena venerdì 22 dicembre alle 19.00 all’Antico Arsenale della Repubblica di Amalfi l’opera “In Nome della Madre”, autoprodotta dall’Associazione Culturale Kaleidos. “In Nome della Madre”, a cura dell’Associazione Culturale Kaleidos, è stato infatti tratto da un libero adattamento di Alfonso Minutolo dell’omonimo romanzo di Erri De Luca, con Maria Nolli, Dina Castello, Alessandra Carrano e vedrà la partecipazione con di Andreina De Risi e Federica Gambardella e dell’ASD Spazio Danza per la regia di Ippolito Civale. “In Nome della Madre” nasce dall’esigenza di raccontare il Natale da un punto di vista alternativo rispetto a quello tradizionale. L’opera è incentrata su Miriàm/Maria di Nazaret, ragazza ebrea che improvvisamente si trova ad essere chiamata a diventare madre del figlio di Dio, Ieshu, Salvatore dell’umanità. Nelle parole di Maria si sottolineano il coraggio e la femminilità di una donna straordinaria che travolge ogni costume e legge.L’estro creativo del regista ha costruito scenicamente questo adattamento improntando il lungo monologo in tre differenti età della vita di Maria. L ‘intento dello spettacolo è quello di mettere in risalto, piuttosto che l’aspetto religioso, l’aspetto umano e realistico di questa storia, il coraggio, le emozioni e le sofferenze di Miriàm, l’amore profondo di una madre per un figlio. Al Natale oggi si attribuiscono molti significati, alcuni legati alla fede, altri alla tradizione, mentre nell’ultimo secolo è avanzata una significativa rilevanza in termini commerciali ed economici, legata all’usanza dello scambio di doni. Misticismo, tradizione e consumismo con il passare del tempo si sono fusi ed oggi. Alla fine della festa cosa rimane? Cosa successe veramente nei mesi che precedettero quella Santa Notte di circa 2000 anni fa? Dall’ annuncio dell’angelo, avvenuto in discrezione e solitudine, i dubbi umani di Giuseppe, il viaggio pesante e faticoso fino alla nascita in una grotta fredda e buia. Solo e soltanto l’esperienza umana di una donna che ricevette in dono da Dio un pesante fardello e l’amore smisurato del suo compagno che seppe umilmente accettare di crescere un figlio non suo. “Siamo felicissimi che la nostra giovane Associazione sia stata inserita per la prima volta all’interno nel programma natalizio del Comune di Amalfi – ha dichiarato il presidente dell’Associazione Kaleidos Maria Nolli -. Siamo inoltre orgogliosi di esibirci nello scenario unico e suggestivo degli Arsenali con un’opera autoprodotta”. L’appuntamento con “Il Nome della Madre”, lo ricordiamo, è per venerdì 22 dicembre alle 19.00 agli Arsenali di Amalfi. L’ingresso è gratuito.
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Nella serata di ieri i carabinieri di Nocera Inferiore hanno eseguito un’ordinanza applicativa di misura cautelare emessa dal giudice per le indagini preliminari del locale Tribunale a carico di tre indagati, accusati di spaccio di sostanze stupefacenti ed estorsione. L’inchiesta Il provvedimento scaturisce dalla più vasta operazione antidroga messa a segno lo scorso mese di aprile, che ha portato all’arresto di ben 17 persone. Nel corso dell’indagine i militari dell’Arma, oltre a riscontrare responsabilità penali a carico di uno dei principali indagati, già finito nel mirino della Procura per spaccio di cocaina, hanno accertato che, nel corso dei colloqui in carcere, aveva chiesto e ottenuto che la madre, con atteggiamenti intimidatori da parte di un pregiudicato 37enne nocerino, riscuotesse un credito di droga di alcune centinaia di euro che egli vantava nei confronti di un giovane imprenditore.
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Minacce di morte e violenze: è l'inferno che una ragazza ha subito nel corso dell'ultimo anno da parte dell'ex fidanzato, un 29enne di Cava de' Tirreni ora individuato dalla polizia e sottoposto agli arresti domiciliari con l'accusa del reato di stalking. Secondo quanto accertato, con condotte reiterate nel tempo, l'uomo minacciava e molestava la ex fidanzata in modo da cagionarle un perdurante stato di ansia oltre a timore per la propria incolumità personale, al punto da costringerla a modificare le proprie abitudini di vita (tra queste non uscire mai con le amiche o di casa senza la sua compagnia). In particolare l'indagato minacciava di morte la ex fidanzata, la colpiva cagionandole lesioni e percuotendola con violenza e la contattava per telefono, ingiuriandola e minacciandola affinché non parlasse con nessuno. Attualmente il 29enne si trova agli arresti domiciliari. Questo in violazione di un divieto di ritorno nel comune di Cava, al quale il giudice lo aveva ristretto nella fase dell'indagini. Ora lo attende il processo.
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Legambiente in un rapporto pubblicato in questi giorni fa la radiografia della cementificazione sulle coste della Campania.Noi vi proponiamo come giudica il Cilento costiero.Il viaggio fotografico raccontato nel volume – realizzato attraverso una serie di scatti satellitari ravvicinati – racconta come è cambiata la costa e come il cemento, nel corso di questi anni, abbia deliberatamente invaso i litorali anche in barba alla Legge Galasso in materia di tutela paesaggistica, approvata nel 1985 e che prevede un vincolo di tutela per le aree costiere fino a 300 metri dalla linea di costa. Nonostante tale legge, in Campania sono stati “consumati” dal cemento, 29 chilometri di costa, cioè il 16% dell’intera urbanizzazione avvenuta in oltre 2.000 anni di storia.
Tutto per la costruzione di nuovi complessi turistici edilizi e case singole in aree libere, e per l’espansione di alcuni agglomerati già presenti lungo la costa con un processo di saldatura e densificazione. In numeri, il 76% delle trasformazioni, 22 chilometri, è avvenuto per usi urbani (residenziale, turistico e servizi annessi); il restante 24%, cioè 7 chilometri, riguarda interventi infrastrutturali, portuali e industriali. La prospettiva da scongiurare è che litorali, baie e spiagge vengano progressivamente, anno dopo anno, divorati dal cemento. Ossia quello che è successo in questi anni tra Agropoli e Salerno, come tra Varcaturo e Baia Domizia, per fare degli esempi.
Ascea, in provincia di Salerno, risulta tra le aree in cui l’aumento della densità edilizia è maggiore, perché grandi aree agricole sono state trasformate in quartieri residenziali; la stessa situazione a Sapri, ma con densità inferiori; a Capaccio, lo scenario alle spalle della pineta è cambiato radicalmente a causa della costruzione di residence e ville di lusso, che hanno alterato irreparabilmente la suggestiva vista della pineta dalla strada; a Ispani e Castellabate, vuoti interclusi importanti sono stati occupati da nuove costruzioni residenziali e di servizio. Il tema della tutela diventa oggi centrale: il 30% delle aree costiere campane è all’interno di aree protette e quindi sottoposto ad attenzioni o vincoli di salvaguardia, almeno in teoria, perché anche in queste aree sono avvenute diverse trasformazioni edilizie.
Il problema è che le aree protette riguardano in larga parte ambiti rocciosi, dove l’urbanizzazione trova difficoltà oggettive a proliferare. Sono invece diversi gli ambiti costieri pianeggianti a rischio, come nel tratto tra Caprioli e Marina di Ascea, tra Marina di Casal Velino e Acciaroli, tra Agropoli e Torre Piacentina o l’area del lago di Patria, con la Riserva Naturale di Castelvolturno, solo per citarne alcune. Soprattutto su queste aree, nel prossimo futuro, occorrerà prestare la massima attenzione, in modo da fermare ogni ulteriore cancellazione di paesaggi agricoli e naturali.