Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
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INSERITO DA MORENA MOTTA ROMA, 5 DIC - Apple starebbe considerando il lancio nel 2018 di un nuovo iPad da 9,7 pollici dal prezzo contenuto con l'obiettivo di spingere le vendite dei suoi tablet. Lo riporta il sito DigiTimes specificando che il nuovo modello dovrebbe costare intorno ai 260 dollari. Una simile novità potrebbe innescare una nuova ondata di competizione con gli altri principali produttori, tra cui Samsung, Huawei, Amazon e Lenovo, con aggressive strategie di prezzo. Secondo quanto trapelato, Apple dovrebbe lanciare il nuovo iPad nel secondo trimestre del nuovo anno e puntare a ritagliarsi una fetta importante di acquirenti anche nel comparto industriale e dei servizi. Il nuovo modello "low cost" arriverebbe dopo l'ultimo iPad da 9,7 pollici lanciato a marzo di quest'anno, che in Italia è venduto a un prezzo di 409 euro. Non è chiaro se lo sostituirà o lo affiancherà.
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A CURA DI MORENA MOTTA
S. SABA ab.
Ss. Giulio Potamia Crispino Felice e Grato m.ri
"Baratto, baratto, un bue divent˜ un gatto"
Grazia
Etimologia: Per alcuni, deriva dal cognome latino "Gratianus", "grato", affermatosi con l'imperatore Flavio Publio Graziano. Per altri, il nome dall'apparente significato cristiano, deriverebbe in realtà da un esplicito richiamo alle classiche tre Grazie, divinità pagane arbitre della bellezza e dell'armonia. Carattere: Segue gli istinti più che la sua razionalità, non pensa mai troppo a lungo, fa quello che le salta per la testa. E' una super fedele, ma si innamora di uomini che, pur apprezzando questa sua qualità, dopo un po' si stancano. E' spontanea e quasi un po' infantile; guarda gli altri con occhi incantati e finge di essere indifferente a quanto ascolta... ma appena sente che qualcuno si contraddice, glielo fa immediatamente notare. Numero fortunato: 8
Lo studio e la conoscenza sono da sempre al centro della tua vita e hai la capacità, non comune, di rielaborare in modo creativo e personale quel che hai appreso. Scrivere è la tua professione naturale e, con un po' di impegno, potresti affermarti nel mondo dell'editoria. In amore più che passione, cerchi nel partner intesa psicologica e profonda comunicazione.
"Dopo Parigi e New York, anche Roma rende omaggio, nel 1992, al grande regista Michelangelo Antonioni. Il presidente della Repubblica Scalfaro gli offre le insegne di Cavaliere di Gran Croce per meriti artistici."
Renato Serra - 1884 Walt Disney - 1901 José Carreras - 1946 Maria De Filippi - 1961
Alimentazione L'entità del fenomeno del Fast Food (cibo veloce) è planetaria: dall'America all'Europa, dal Giappone alla Cina, l'hamburger che è alla base del fenomeno stesso, si è diffuso in tutto il mondo. Il Fast Food che è soprattutto uno stile di vita, un fatto di costume, una prerogativa delle generazioni giovanili, in Italia è arrivato stranamente per ultimo negli anni Ottanta. Ma esso ha origini lontane, risale al 1940, quando i fratelli McDonald decisero di aprire una rivendita di hamburger a 15 cents l'uno nella città di san Bernardino in California. Nel 1954 essi diedero la concessione in franchising di impiantare punti vendita in tutto il paese. Adesso si contano 10.300 ristoranti McDonald diffusi in 50 Paesi.
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a cura di Michele Pappacoda Tanti auguri di buon onomastico da tutta la redazione a chi festeggia oggi.....
Beato Niels Stensen (Niccolò Stenone in italiano) Scienziato danese e vescovo
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iels Stensen nasce in Danimarca nel 1638; si formò a Copenaghen studiando lingue, matematica, anatomia e medicina. Viaggiò molto, destando ammirazione e stima nelle maggiori università europee.
Fu un grande anatomista: delle ghiandole (a lui, tra le altre, si deve la scoperta del dotto salivare: il dotto di Stenone), dei muscoli (propone un modello geometrico) e del cuore (dimostra che il cuore è solo un muscolo), del cervello (importante per la metodologia).
Fu anche uno dei fondatori della paleontologia (dimostra che i fossili sono resti di organismi vissuti nel passato); della geologia (pone le basi della geologia stratigrafica e propone il primo modello di ricostruzione tettonica; introduce il concetto di evoluzione fisica e temporale della crosta terrestre); della cristallografia (enuncia la prima legge, della costanza dell’angolo diedro; propone la corretta modalità di crescita dei cristalli).
In Toscana Niels Stensen arrivò per la prima volta nel 1666, ospite di Ferdinando II de' Medici nella residenza invernale di Pisa. A Firenze il Granduca, appassionato scienziato egli stesso, offrì a Niccolò Stenone - così 'ribattezzato' secondo l'uso locale di toscanizzare i nomi stranieri - un appartamento in Palazzo Vecchio e la carica di anatomista all'ospedale di Santa Maria Nuova.
A Livorno lo commosse la processione del Corpus Domini il 24 giugno del 1666; fu poi a Firenze che Stenone, di fede luterana, si convertì al cattolicesimo il 2 novembre del 1667. Stenone viaggiò molto per il granducato, e dalle sue osservazioni sui reperti geologici e sulla struttura del paesaggio toscano - soprattutto della zona di Volterra - nacque il trattato De solido intra solidum, pietra miliare della geologia moderna, contenente intuizioni fondamentali per la paleontologia e la cristallografia.
Il giorno di Pasqua 1675 venne ordinato sacerdote e celebrò la prima messa nel santuario della SS. Annunziata il 14 aprile; nel 1677 fu nominato vescovo titolare “in partibus infidelium” (ossia di una antica diocesi il cui territorio sia stato successivamente occupato da abitanti non cristiani, utilizzato dalla Chiesa come titolo onorifico) di Tiziopoli, nell'attuale Turchia, e vicario apostolico per la Scandinavia, con sede ad Hannover.
Nel 1680 si spostò ad Amburgo e nel 1685 a Schwerin, dove rinunciò alla dignità episcopale e visse come semplice sacerdote. La sua vita fu stroncata il 5 dicembre 1686 da una malattia renale. Il granduca Cosimo III ne rivolle la salma a Firenze, e Niccolò Stenone riposa ora in un sarcofago romano nella cripta della basilica di S. Lorenzo, vicino ai suoi benefattori.
Il 23 ottobre 1988, nella Basilica Vaticana, San Giovanni Paolo II (Karol Józef Wojtyła, 1978-2005) l’ha proclamato beato, in ragione del suo «instancabile pellegrinare alla ricerca della verità, di quella scientifica e di quella religiosa».
Beato Filippo Rinaldi
3° successore di Don Bosco
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ilippo Rinaldi nasce a Lu Monferrato, in provincia di Alessandria, il 28 maggio 1856. Ottavo di nove figli, conosce, da fanciullo, don Bosco, nel suo paese, in una delle tante passeggiate che il sacerdote faceva con i suoi giovani.
A 10 anni il padre lo iscrive al collegio di Mirabello che lascerà per sua volontà pochi mesi dopo. Don Bosco gli scrive e cerca di indurlo a tornare, ma Filippo è irremovibile.
Nel 1874 don Bosco va a Lu per convincerlo a seguirlo a Torino ma senza successo. Solo tre anni dopo don Bosco riuscì, finalmente, a persuaderlo conquistando il suo cuore e Filippo, all’età di 21 anni, intraprese, a Sampierdarena, il cammino per le vocazioni adulte.
Nel 1880, dopo il noviziato, nelle mani dello stesso don Bosco, emette i voti perpetui.
Nel 1882, finalmente, Filippo risponde alla chiamata del Signore e viene ordinato sacerdote. Dopo poco tempo il santo dei giovani lo nomina direttore a Mathi, un collegio per vocazioni adulte che poi trasferirà a Torino.
A pochi giorni dalla morte di Don Bosco, Don Rinaldi volle confessarsi da lui che, prima di assolverlo, senza forze, gli disse soltanto una parola: “Meditazione”.
Nel 1889 Don Michele Rua (beatificato il 29/10/1972), 1° successore di Don Bosco, lo nominò direttore a Barcellona: “Dovrai sbrigare cose assai delicate”, gli disse. In tre anni, con la preghiera, la mansuetudine e una presenza paterna e animatrice tra i giovani e nella comunità salesiana, risollevò l’opera e venne nominato Ispettore di Spagna e Portogallo.
In nove anni, grazie anche all’aiuto economico della Venerabile Dorotea Chopitea, Don Rinaldi fondò 16 nuove case. Don Rua, dopo una visita, ne restò impressionato e, in seguito, lo nominò Prefetto generale della Congregazione. Nel nuovo incarico, Don Rinaldi continuò a lavorare con zelo, senza mai rinunciare al suo ministero sacerdotale e svolgendo il suo compito di governo con prudenza, carità e intelligenza.
Nel 1910, dopo la morte del beato Michele Rua, Filippo Rinaldi fu rieletto Prefetto e Vicario di Don Paolo Albera, 2° successore di Don Bosco.
Nel 1921 fu eletto 3° successore di don Bosco dando un enorme impulso alle missioni: fondò istituti missionari, riviste e associazioni. Durante il suo rettorato partirono più di 1800 salesiani per tutto il mondo. Compì numerosi viaggi in Italia e in Europa. Istituì l’associazione degli Ex - allievi e fondò l’Istituto secolare delle Volontarie di don Bosco. Ottenne da Pp Pio XI (Ambrogio Damiano Achille Ratti, 1922-1939) l’indulgenza del lavoro santificato.
Maestro di vita spirituale, rianimò la vita interiore dei salesiani mostrando un’assoluta confidenza in Dio e un’illimitata fiducia nell’Ausiliatrice. Il grande salesiano don Francesia disse: “A Don Rinaldi manca solo la voce di Don Bosco”.
Il 5 dicembre 1931, a Torino, don Filippo Rinaldi conclude santamente e silenziosamente la sua vita terrena, intento a leggere la vita di don Rua. Il processo di canonizzazione ebbe inizio il 5 novembre 1947 e fu dichiarato “venerabile” il 3 gennaio 1987.
San Giovanni Paolo II (Karol Józef Wojtyła, 1978-2005) lo ha proclamato Beato il 29 aprile 1990, nella piazza antistante la Basilica di Maria Ausiliatrice a Torino, insieme al giovane Pier Giorgio Frassati ed al Canonico Giuseppe Allamano, fondatore dei Missionari della Consolata.
Le spoglie mortali del Beato Filippo Rinaldi riposano nella cripta della suddetta basilica torinese.
Significato del nome Filippo : "che ama i cavalli" (greco).
Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 10,21-24. In quel tempo, Gesù esultò nello Spirito Santo e disse: «Io ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, che hai nascosto queste cose ai dotti e ai sapienti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, Padre, perché così a te è piaciuto. Ogni cosa mi è stata affidata dal Padre mio e nessuno sa chi è il Figlio se non il Padre, né chi è il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare». E volgendosi ai discepoli, in disparte, disse: «Beati gli occhi che vedono ciò che voi vedete. Vi dico che molti profeti e re hanno desiderato vedere ciò che voi vedete, ma non lo videro, e udire ciò che voi udite, ma non l'udirono».
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DI REDAZIONE Benevento-Milan è novità assoluta per la Serie A, dal momento che questa è la stagione d'esordio dei campani nella massima serie. Il deficitario rendimento dei rossoneri di questo inizio di campionato si equivale nella sostanza tra partite giocate a San Siro e partite giocate fuori: dei 20 punti in classifica, il Milan ne ha totalizzati infatti 9 sui campi avversari e 11 a San Siro.
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DI REDAZIONE Il primo, storico punto in Serie A del Benevento è arrivato in maniera quasi miracolosa. Contro il Milan al 95’, grazie a un gol segnato di testa dal portiere Alberto Brignoli. E chissà che in maniera altrettanto prodigiosa i sanniti non possano arrivare alla salvezza, ripetendo l’impresa centrata dal Crotone un anno fa. Difficile, anzi, arduo, anche perché dopo 15 giornate dello scorso campionato, il Crotone aveva 6 punti, contro l’unico conquistato al momento dal Benevento. Eppure i bookmaker, come riporta Agipronews, lasciano un filo di speranza ai giallorossi. La quota sulla salvezza è sì alta, ma non astronomica: piazzata a 9,50 sul tabellone Snai. Per continuare a sperare, dopo il primo punto, il Benevento dovrà gioco forza vincere subito la sua prima partita in Serie A. L’appuntamento con la vittoria è fissato per domenica, quando i sanniti giocheranno in trasferta con l’Udinese: il prossimo passo verso la salvezza, un colpo alla Dacia Arena, è piazzato in lavagna a sette volte la scommessa.
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Le prime pagine se le è prese Brignoli, il portiere del Benevento che segnando il 2-2 al Milan ha regalato il 1° punto in serie A ai campani. Una botta di vita per “l’altro campionato” formato dalla sesta in giù.
Se la classifica reale vede l’Inter prima in classifica, in quella virtuale fra le prime 5 continua a comandare il Napoli. Perché, visto che il quintetto di testa non perde quasi mai punti con le restanti 15, i rapporti di forza in chiave scudetto si risolvono in una classifica avulsa ponderata dai passi falsi (praticamente irrimediabili) compiuti con le altre.
Così il Napoli guida con 5 punti: i 7 presi negli scontri diretti (vittorie con Lazio e Roma, pareggio con l’Inter) meno i 2 punti persi a Verona col Chievo (0-0). Segue la Roma a 1: 3 punti con la Lazio (ko con Inter e Napoli) meno i 2 gettati a Marassi col Genoa (1-1). Quindi ci sono l’Inter a zero (4 punti con Roma e Napoli annullati dall’1-1 di Bologna e dallo 0-0 col Toro) e la Lazio a -1 (3 punti del successo sulla Juve meno i 4 dello 0-0 con la Spal e dell’1-1 con la Fiorentina). Chiude la Juve a -2: con il blitz di Napoli ha infatti annullato solo parzialmente i passi falsi con Atalanta (2-2) e Samp (2-3).
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Rosalie voleva solo essere amata. Come tutte le 13enni avrebbe voluto delle compagne con cui scambiarsi vestiti e confidenze e un primo amore da preservare. Ma tutto quello che ha trovato alla Mesa View Middle School è stato un gruppo di bulli pronto a prenderla in giro per il suo aspetto fisico. Una persecuzione andata avanti a lungo e alla quale Rosalie si è arresa martedì scorso, quando il padre l'ha trovata con un cappio al collo nella loro casa di Yucapia, in California.
Rosalie Avila è stata portata immediatamente in ospedale, ma dopo tre giorni ne è stata dichiarata la morte cerebrale. Solo allora i genitori, con un nodo in gola, hanno deciso di staccare il supporto che la teneva in vita. Adesso di quella ragazzina che portava il sorriso ovunque andasse rimangono i sogni infranti e quella lettera lasciata sul comodino della sua stanza: «Scusatemi» scriveva ai genitori aggiungendo di averlo fatto perché era «brutta» e «una perdente».
«Mia figlia aveva tutta la vita davanti a sé - ha detto il padre Freddie a NBC 7, soffocando le lacrime - Ora continuo a pensare a cosa avrebbe potuto fare o cosa sarebbe potuta diventare. Voleva fare l'avvocato per rendere il mondo un luogo migliore. Aveva buoni voti a scuola, amava cantare ed era amorevole. Adesso mi rimangono solo i ricordi». Freddie ha anche ricordato il terribile momento in cui è stato svegliato nel cuore della notte da quell'urlo che proveniva dalla stanza della figlia: «Sono entrato e l'ho trovata appesa a una corda al soffitto».
Una tragedia che si poteva evitare, secondo i genitori di Rosalie, se solo fossero state prese misure più incisive per evitare che continuasse a essere perseguitata: «Il sorriso di mia figlia illuminava ogni stanza - ha aggiunto Freddie - ma negli ultimi tempi avevo notato che c'era qualcosa che non andava. Avevo scoperto un diario in cui segnava tutti i nomi dei ragazzi che la prendevano in giro. Ricordo ancora un paio di sere in cui era tornata e mi aveva raccontato che i bulli la prendevano in giro per i denti. Io la rassicuravo dicendo che era bellissima, che presto avrebbe tolto l'apparecchio e che sarebbe andato tutto bene. Ma lei mi aveva replicato che non l'avrebbero mai lasciata in pace».
Secondo Sarah Zebaneh, la zia di Rosalie, la scuola era a conoscenza delle angherie che la ragazzina doveva subire e che era seguita da un terapista: «Nessuno può capire lo stato di totale sconforto in cui si trova la nostra famiglia. Siamo confusi e con il cuore a pezzi. Vorrei che quantomeno la morte di Rosalie fosse un monito per gli altri ragazzi. Non è giusto fare i prepotenti gli uni con gli altri. Non è giusto prendere in giro i propri compagni per come sono o per quello che indossano. Tutto questo deve finire. Diciamo basta al bullismo».
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Maxi-blitz a Palermo: oltre 200 carabinieri, su delega della Procura distrettuale del capoluogo siciliano hanno arrestato 25 persone nei mandamenti mafiosi di San Lorenzo e Resuttana. I destinatari delle custodie cautelari in carcere sono accusati di associazione mafiosa, estorsione, danneggiamento, favoreggiamento personale, ricettazione. Al blitz partecipano 2 elicotteri del nono Elinucleo di Boccadifalco, 5 unità cinofile del Nucleo di Palermo Villagrazia, i militari del 12esimo Reggimento Carabinieri Sicilia e dello Squadrone Carabinieri Eliportato «Cacciatori Sicilia». L'inchiesta, coordinata dal procuratore Francesco Lo Voi e dall'aggiunto Salvo De Luca, ricostruisce gli assetti e le dinamiche criminali delle famiglie mafiose di «San Lorenzo», «Partanna Mondello», «Tommaso Natale» e «Pallavicino/Zen» (tutte appartenenti al mandamento di «San Lorenzo») e della famiglia mafiosa di «Resuttana». Dall'indagine emerge tra l'altro come Cosa nostra, per quanto indebolita dai risultati investigativi e giudiziari, mantenga la capacità di intimidazione e controllo del territorio riuscendo ancora a costringere i commercianti ad accettare l'imposizione del pizzo. C'era una donna alla guida del mandamento mafioso palermitano di Resuttana: Maria Angela Di Trapani, figlia di un capomafia e moglie dello storico boss Salvino Madonia. I pentiti hanno già in passato parlato del ruolo di Mariangela Di Trapani, tanto che la donna venne arrestata nel 2008. Per gli inquirenti reggeva le sorti del clan mentre il marito, pluriergastolano, era detenuto al 41 bis, riuscendo a portare all'esterno gli ordini che il boss mandava ai suoi dal carcere. Condannata a 8 anni, ha scontato la pena. Figlia del boss Ciccio Di Trapani, sorella di un altro boss, Nicola, era soprannominata in famiglia «a picciridda», (la piccolina ndr). In una intercettazione il fratello ne parla con tenerezza: «Mariangela ha sofferto da picciridda» perché - raccontava - durante la latitanza del padre «a scuola non c'è più andata per amore di mio padre e di me... perché se ne è voluta venire con noi». Moglie di Salvino, killer dell'imprenditore Libero Grassi, sfruttava i colloqui in carcere col marito e i cognati Nino e Giuseppe, entrambi capimafia ergastolani, per mantenere i contatti dei familiari col mandamento di Resuttana, guidato dai Madonia dai tempi in cui a comandare era il suocero di Mariangela, Francesco. Dall'inchiesta dell'Arma viene fuori il ruolo attuale della donna, che avrebbe preso le redini del clan, e il peso che la famiglia Madonia continua ad avere in Cosa Nostra. Tra le decisioni veicolate all'esterno grazie al contributo della Di Trapani, secondo gli inquirenti che l'arrestarono nel 2008, ci sarebbe stata quella di eliminare l'allora reggente di San Lorenzo Giovanni Bonanno, che, oltre a a fare la cresta sulle casse del clan, avrebbe messo in giro la voce che il figlio di Mariangela e Salvino Madonia, Francesco, fosse frutto di un tradimento e non di un concepimento in provetta. Un affronto che non poteva restare impunito. «La risposta che tu devi dare a Salvo è che quello non c'è più» diceva Nino Madonia a Mariangela, che poi avrebbe trasmesso il messaggio al marito. Bonanno scomparve nel gennaio 2006 e un mese dopo il boss Salvatore Lo Piccolo scriveva un pizzino a Bernardo Provenzano, ancora latitante: «Purtroppo non c'è stato modo di scegliere altre soluzioni. E a questo punto abbiamo dovuto prendere questa amara decisione». Mariangela Di Trapani non è la prima boss in gonnella di Cosa nostra: l'ultimo caso è quello di Patrizia Messina Denaro, sorella del boss latitante Matteo Messina Denaro, arrestata nel 2013 . Per gli inquirenti, «svolgeva un ruolo di raccordo con il fratello per scambi d'informazioni e per il coordinamento delle risorse economiche».