Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA FIRENZE, E' morto uno degli occupanti abusivi, un ventisettenne romeno, che erano nel capannone industriale dove stamani si è sviluppato un incendio a Firenze, nella zona dell'Osmannoro. Il capannone era occupato da altre persone e una decina sono riuscite a mettersi in salvo correndo all'esterno.
Il corpo carbonizzato del ventisettenne è stato trovato poco distante dal suo posto letto. Il romeno, che era ipovedente, probabilmente non ce l'ha fatta a fuggire in tempo come invece hanno fatto gli altri. La vie della zona sono state chiuse al traffico per consentire le operazioni di spegnimento da parte dei vigili del fuoco di Firenze. Ancora da accertare le cause dell'incendio.
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INSERITO DA MORENA MOTTA Un uomo si è sentito male poco fa in via Passerini. Si tratta di un 49enne che era appena uscito dall’ufficio dell’Agenzia delle Entrate.
Esce dall’Agenzia delle Entrate e si sente male
L’uomo si è sentito male dopo essere uscito dall’ufficio dell’Agenzia delle Entrate in via Passerini e si è accasciato al suolo. Un passante ha allertato i soccorsi. Sul posto sono intervenuti i volontari della croce rossa di Brugherio e l’automedica. Al 49enne è stato praticato per diversi minuti il massaggio cardiaco prima di essere trasportato al San Gerardo di Monza in codice rosso.
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INSERITO DA MORENA MOTTA Seregno, rischia di morire per il morso di un pitbull al volto.
Rischia di morire per il morso di un pitbull inferocito
Brutta avventura per un infermiere sevesino di 46 anni, aggredito da un pitbull alla Corte del Cotone a Seregno. L’episodio nei giorni scorsi nei pressi di via Marco Polo. L’uomo è uscito dal bar, ha visto il cane di grossa taglia e si è avvicinato. Ha chiesto al padrone di poterlo accarezzare e lo ha fatto. All’improvviso, senza apparenti motivi, il pitbull dal pelo marrone chiaro lo ha morso al labbro, procurandogli profonde ferite e lacerazioni dalle quali perdeva molto sangue.
Oltre 40 punti al labbro per il morso di un pitbull
Il 46enne d’istinto con un pugno è riuscito a liberarsi dal cane, altrimenti le conseguenze potevano essere fatali. Poi è stato soccorso da alcuni ragazzi presenti mentre il padrone si è allontanato con il cane al guinzaglio, senza attendere l’arrivo dell’ambulanza e della Polizia locale. Sull’episodio è stata presentata una denuncia contro ignoti ai Carabinieri. All’ospedale di Monza, dove è stato ricoverato, la ferita è stata suturata con 46 punti al labbro superiore e inferiore.
L’appello per rintracciare il proprietario del pitbull
Lo sfortunato infermiere, che ama gli animali, attraverso il Giornale di Seregno lancia un appello per rintracciare il proprietario del cane, che ha avuto una reazione imprevista e violenta. “Come ha aggredito me, può farlo anche con altri – spiega il 46enne, che dovrà sottoporsi a ulteriori visite mediche per scongiurare l’ipotesi di una operazione chirurgica – Sono fortunato a essere ancora qui, se morsicava la gola ero morto”.
L’intervista integrale all’infermiere aggredito e le fotografie sul Giornale di Seregno in edicola questa settimana
Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 1,5-25. Al tempo di Erode, re della Giudea, c'era un sacerdote chiamato Zaccaria, della classe di Abìa, e aveva in moglie una discendente di Aronne chiamata Elisabetta. Erano giusti davanti a Dio, osservavano irreprensibili tutte le leggi e le prescrizioni del Signore. Ma non avevano figli, perché Elisabetta era sterile e tutti e due erano avanti negli anni. Mentre Zaccaria officiava davanti al Signore nel turno della sua classe, secondo l'usanza del servizio sacerdotale, gli toccò in sorte di entrare nel tempio per fare l'offerta dell'incenso. Tutta l'assemblea del popolo pregava fuori nell'ora dell'incenso. Allora gli apparve un angelo del Signore, ritto alla destra dell'altare dell'incenso. Quando lo vide, Zaccaria si turbò e fu preso da timore. Ma l'angelo gli disse: «Non temere, Zaccaria, la tua preghiera è stata esaudita e tua moglie Elisabetta ti darà un figlio, che chiamerai Giovanni. Avrai gioia ed esultanza e molti si rallegreranno della sua nascita, poiché egli sarà grande davanti al Signore; non berrà vino né bevande inebrianti, sarà pieno di Spirito Santo fin dal seno di sua madre e ricondurrà molti figli d'Israele al Signore loro Dio. Gli camminerà innanzi con lo spirito e la forza di Elia, per ricondurre i cuori dei padri verso i figli e i ribelli alla saggezza dei giusti e preparare al Signore un popolo ben disposto». Zaccaria disse all'angelo: «Come posso conoscere questo? Io sono vecchio e mia moglie è avanzata negli anni». L'angelo gli rispose: «Io sono Gabriele che sto al cospetto di Dio e sono stato mandato a portarti questo lieto annunzio. Ed ecco, sarai muto e non potrai parlare fino al giorno in cui queste cose avverranno, perché non hai creduto alle mie parole, le quali si adempiranno a loro tempo». Intanto il popolo stava in attesa di Zaccaria, e si meravigliava per il suo indugiare nel tempio. Quando poi uscì e non poteva parlare loro, capirono che nel tempio aveva avuto una visione. Faceva loro dei cenni e restava muto. Compiuti i giorni del suo servizio, tornò a casa. Dopo quei giorni Elisabetta, sua moglie, concepì e si tenne nascosta per cinque mesi e diceva: «Ecco che cosa ha fatto per me il Signore, nei giorni in cui si è degnato di togliere la mia vergogna tra gli uomini».
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA RAVELLO - Se Via San Cosma resta chiusa dal 6 ottobre scorso per caduta massi, i distacchi dal costone roccioso continuano. In seguito alle piogge e al forte vento dei giorni scorsi diverse pietre sono state rinvenute sulla strada pedonale dopo la piazzetta.
Tanto da far scattare nuovamente la paura tra i residenti che continuano a percorrere la strada. Nella giornata di ieri l'ispezione di alcuni agenti della Polizia locale che hanno verbalizzato quanto appurato. Ma il rischio rimane, anche perché il tratto di strada in questione è normalmente percorso da residenti e turisti, col Comune di Ravello che, oltre ad ordinare lavori di messa in sicurezza alla proprietà dei costoni, La Rondinaia, si è limitato a emanare l'ordinanza e ad affiggerla su alcune reti di delimitazione apposte simbolicamente in piazzetta.
A poco sono serviti i lavori di bonifica del costone roccioso che insiste sulla piazzetta con il disgaggio dei corpi in bilico: già due mesi fa si immaginava il fissaggio di apposite reti paramassi su tutta la parete che va dal fronte di Villa Cimbrone - dal quale di sono verificati distacchi nei terreni privati - alla piazzetta.
Ora dal Comune di Ravello si attende un intervento perentorio, persino un ipotetico intervento in danno qualora i tempi dovessero ulteriormente dilatarsi, prima che possa accadere l'irreparabile.
«Non è possibile che si continui a far finta di nulla - ci dice un residente - il problema c'è ed è più grave di quanto si possa pensare. Il Comune deve intervenire e non lavarsene le mani. A rischio è l'incolumità di tutti».
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DI MICHELE PAPPACODA RABAT - Milioni di dollari sono stati investiti per il primo ospedale per dromedari. Dopo quello per asinelli di Fes, in Marocco, gli Emirati hanno scelto di dedicare un centro di cura a questi quadrupedi. Ricovero, chirurgia, raggi laser e tecnologie da 10,9 milioni di dollari per la struttura che è sorta a Al Marmoun, vicino Dubai.
Paragonabile solo ai centri specializzati per la cura dei purosangue arabi, secondo Emirates News Agency, l'agenzia di stampa che ha diffuso la notizia, il nosocomio per dromedari è una prima assoluta al mondo. L'equipe di veterinari che vi lavora può prendersi cura di 20 dromedari per volta.
Per un'operazione chirurgica occorrono circa 1000 dollari, e 110 per una ecografia. Per la riabilitazione c'è una pista da corsa dove gli animali possono fare esercizi dopo le cure medicali. In una regione che conta quasi 400 mila dromedari, il centro si propone anche di fare ricerca.
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DI MICHELE PAPPACODA Un novantenne di Guardia Sanframondi, in provincia di Benevento, è stato trovato carbonizzato all'interno della propria abitazione in seguito ad un incendio divampato all'interno della camera da letto. A dare l'allarme sono stati alcuni vicini che hanno notato il fumo e le fiamme. I vigili del fuoco hanno domato le fiamme ma per l'anziano non c'è stato nulla da fare. Sulle cause dell'incendio, causato probabilmente per il cattivo funzionamento di una stufa, indagano i carabinieri.
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Dopo la terribile verità sulla morte del calciatore Andrea La Rosa, parla la sua fidanzata Estella Bellini. La donna, intervistata da il Corriere della Sera, ha raccontato con rammarico di aver presentato lei il suo fidanzato al killer che poi lo ha ucciso.Raffaele Rullo, insieme alla madre Antonietta Biancaniello ha ucciso l'ex calciatore elo ha nascosto in attesa di scioglierlo nell’acido. L'uomo, come mostra Estella al giornalista, il giorno dopo la scomparsa le scriveva messaggi di supporto: «Io ci sono sempre. Ti sono vicino. Sento anch’io la sua mancanza. Mi spiace veramente tanto». La donna racconta le sue difficoltà economiche, la vita difficile con na bimba piccola da mantenere e la relazione con Andrea: «Per molti versi Andrea e io siamo, eravamo simili: abitudinari, per niente propensi ai gesti sdolcinati, a restare ogni secondo attaccati fisicamente... Dopo un po’, ho iniziato a cercare certezze. Quest’anello con diamante è del 2016. Me l’ha, me l’aveva regalato a Parigi. Non ci siamo mai “isolati” molto, non abbiamo mai viaggiato granché e non certo perché io abbia fatto l’hostess con Blue Panorama e Alitalia. Ma le cose forse stavano cambiando, aveva acquistato un bilocale mansardato e mi aveva incaricato di occuparmi dell’arredo. Era un primo passo».
Rullo frequentava il suo gruppo di amici, così lo aveva presentato ad Andrea una sera in cui erano usciti in comitiva. Rullo era diventato un confidente della coppia, Andre gli raccontava anche dettagli intimi del loro rapporto, se litigavano andava da loro per fargli fare pace, un rapporto che era divetato in pochi mesi molto stretto: «Ha questa strana capacità di porsi come confidente: lo chiamavi, è successo a persone della mia cerchia, e ti stava a sentire per ore, intere ore. E no, non continuare a domandarlo: non aveva secondi fini, mai che ci abbia provato con le mie amiche, giuro. O forse no, cercava le prede giuste, blandiva, plagiava, programmava quando colpire. Come con Andrea».
Poi racconta del giorno dell'omicidio: «A inizio novembre Andrea mi aveva parlato di un incontro con Rullo e un altro, l’incontro del 14, quand’è stato ucciso. Lui avrebbe portato ottomila euro e quelli gli avrebbero dato in cambio un assegno. L’incontro lo spaventava e certe zone a cominciare da Quarto Oggiaro le evitava. Evitava tutto ciò non fosse controllabile». Da allora Estella non ha più avuto notizie su di lui, sa quello che è successo ma non ha potuto vedere il cadavere. Inizialmente ha pensato, non vedendolo e sentendolo, che lui l'avesse lasciata, che volesse stare da solo, ma poi è arrivata la tremenda verità. Oggi la famiglia di Andrea, la incolpa per l'accaduto, dicenco che lei conosceva Rullo, ma Estella continua a ripetere che mai avrebbe pensato fosse un assassino.
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Igor ha trascorso la sua prima notte nel carcere di Teruel, in isolamento, sorvegliato nelle condizioni di massima sicurezza possibili nel piccolo centro dell'Aragona in cui è stato arrestato. Il killer chiamato Norbert Feher e accusato di sei omicidi tra Italia e Spagna, abituato a nascondersi in ruderi e anfratti, nella branda della cella ha «dormito tranquillamente», hanno riferito alcune fonti riportate dai media spagnoli.
Intanto, mentre dalla Procura di Bologna sta per partire una lista di richieste ai magistrati iberici, di indagini da fare per rogatoria, e mentre gli investigatori italiani attendono le prime carte giudiziarie, filtrano altri dettagli dell'interrogatorio a cui è stato sottoposto ieri il serbo 36enne. Oltre ad aver ammesso i crimini che gli vengono contestati in Aragona, tre omicidi e due tentati omicidi, ha raccontato di essere arrivato nella zona qualche settimana fa. Era in Spagna da settembre e prima, ha detto, era stato a Valencia e dintorni, e lì, per usare le sue parole, «ha trafficato» per un pò. Lavoretti in nero, non si sa per conto di chi. Poi, però, si è stancato ed è andato all'interno, nell'area arida in cui, proprio come ha fatto in Italia, dopo alcuni furti e rapine, ha ucciso quando si è visto braccato, ma questa volta nella fuga è finito fuori strada con il pick-up rubato alle sue vittime ed è svenuto e quindi è stato preso vivo.
È stato trovato con addosso quattro pistole, due rapinate agli agenti della Guardia Civil uccisi, altre due che ha detto di aver portato con sé dall'Italia e che presumibilmente sono le armi rubate ad una guardia giurata di Consandolo il 30 marzo e all'agente provinciale Marco Ravaglia, ferito nell'agguato dell'8 aprile in cui a Portomaggiore è morto Valerio Verri. L'esame balistico è uno di quelli che il pm Marco Forte chiederà ai magistrati di Alcaniz, oltre al prelievo del dna, analisi del traffico telefonico e altro ancora. Feher agli agenti uccisi ha rubato anche manette, cintura con munizioni, un manganello telescopico e giubbotti d'ordinanza, oltre a portafogli con documenti di uno dei due. Qualcuno ha ipotizzato che stesse pensando di usare il tutto per travestirsi da agente.
Intanto in Spagna si stanno facendo accertamenti sul suo coinvolgimento nell'uccisione di una coppia in Catalogna, un caso irrisolto e risalente ad agosto. Su alcuni media, però, si dice che la Guardia Civil lo avrebbe già escluso. Destano curiosità negli investigatori italiani anche le dichiarazioni di Igor secondo cui sarebbe stato in otto Paesi, dove ha utilizzato 18 identità. Si ritiene che faccia riferimento soprattutto al periodo precedente agli omicidi in Emilia, quando ci sono indizi certi che danno conto della sua presenza in Serbia, Ungheria, Slovacchia, Austria, Francia, Germania, oltre a Italia e Spagna, appunto.
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Finisce in località Giardino, un bivio sull'Aurelia che tanto si era battuto per raddoppiare, la corsa di Altero Matteoli. Senatore di Forza Italia, laico convinto, un tempo nell'inner circle di Gianfranco Fini - capo della corrente 'liberal' Nuova Alleanza, capogruppo dei senatori e vicepresidente di AN - e prima ancora segretario regionale del Msi in Toscana. Poi ministro di tutti i governi Berlusconi (dal 1994 al 2011: due volte all'Ambiente e una ai Trasporti) e sindaco di Orbetello, 9 legislature sulle spalle.
I vigili del fuoco lo estraggono dalle lamiere della sua BMW nera dopo un violentissimo frontale e Matteoli muore a 77 anni, proprio nel pericoloso tratto a due corsie dell'Aurelia che si era battuto per una vita per raddoppiare, realizzando il completamento dell'autostrada Tirrenica, della quale da ministro aveva inaugurato il primo tratto tra Rosignano e Cecina, dove era nato. Gravi, ma non in pericolo di vita, l'autista della Nissan Qashqai, un uomo di 50 anni ricoverato con l'eliambulanza a Grosseto, e la donna che era con lui, trasferita sempre in elicottero al policlinico Le Scotte di Siena.
I medici tentano invano di rianimare Matteoli ma non c'è niente da fare per lui, per ironia della sorte contestatissimo dalla Associazione Familiari Vittime della Strada nel 2009, dopo aver proposto l'innalzamento dei limiti di velocità a 150 km orari sulle autostrade italiane. Contestazioni degli ambientalisti erano arrivate negli anni anche ai tempi dell'accordo siglato per la Tav Torino-Lione, uno dei suoi atti più significativi insieme alla firma del Piano casa nel 2009 e alla battaglia di sempre per il raddoppio dell'autostrada in quel tratto di Aurelia dove oggi ha perso la vita.
Poco lontano, tra l'altro, nel 1985 Matteoli era rimasto ferito in modo grave in un altro incidente mentre viaggiava con tre esponenti toscani dell'allora Msi (rimase ricoverato diversi giorni in rianimazione con varie fratture). Ventuno anni dopo, nell'aprile del 2006, l'allora ministro era sull'auto guidata da un carabiniere che si scontrò con un'altra vettura sul raccordo anulare, nei pressi di Roma. Per lui la frattura all'omero destro mentre uscirono illesi la moglie, il suo segretario particolare e l'autista.
Camera e Senato sospendono per un minuto la seduta, il premier Paolo Gentiloni esprime il suo cordoglio e quello del governo dopo un incontro con i sindaci, addolorati Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini, con gli ex colonnelli finiani (Gasparri, La Russa, Alemanno, Storace) che non trovano parole adatte, e ne piangono la scomparsa improvvisa che riporta quella che era una comunità politica al trauma della morte di Pinuccio Tatarella. Sconvolti deputati e senatori azzurri piangono il politico e l'amico (è Renato Brunetta a dare commosso la notizia in commissione Banche).
Decine di messaggi di cordoglio arrivano intanto anche dagli avversari politici, dai M5s al Pd, dai Palazzi dove Matteoli ha trascorso la sua vita. Non senza incidenti di percorso giudiziari, come quello per cui la Giunta delle Autorizzazioni a procedere della Camera non concesse l'autorizzazione dopo l'accusa di favoreggiamento per abusi edilizi all'isola d'Elba del 2004. Di nuovo indagato nel febbraio 2005, quando era ministro dell'Ambiente, per favoreggiamento e rivelazione di segreto d'ufficio nell'inchiesta sul «mostro di Procchio», e ancora tra i 100 coinvolti dalla Procura di Venezia nell'inchiesta sul Mose. Nel 2013, dopo la rottura del Pdl, Matteoli torna senza esitazioni in Forza Italia, nell'ufficio di presidenza. Da sempre vicinissimo al Cav, sempre presente a Palazzo Grazioli e indispensabile nelle estenuanti riunioni notturne per i collegi elettorali, uomo del dialogo nei tempi d'oro dell'unione Berlusconi-Fini, malamente finita con il 'Che fai mi caccì del leader di An. Che Matteoli non aveva avallato.