Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
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DI FRANCESCO CONTARTESE Vibo Valentia, la squadra calcistica della città grazie ad un finanziamento potrebbe avere il campo con l'erba sintetica. La giunta comunale, guidata dal sindaco Elio Costa, infatti, ha deliberato di approvare il progetto di fattibilità tecnica ed economica dell’intervento a norma del regolamento Lnd dell’importo complessivo di 855mila euro inoltrando, altresì, richiesta di finanziamento al Coni nell’ambito della “Presentazione di proposte di intervento per la realizzazione, la rigenerazione o il completamento di impianti sportivi”. Con il nuovo manto artificiale sì evitano i costosi interventi di manutenzione del campo di gioco in erba naturale.
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DI MICHELE PAPPACODA Con la fredda giornata di ieri, 21 dicembre, comincia l'inverno. Alle 11.44 avviene il solstizio d'inverno: c'è luce solo per 9 ore e 5 minuti in quello che è il giorno più corto dell'anno. Il primo spettacolo astronomico che propone il cielo invernale è l'avvicinamento tra la Luna e Giove, visibile nella nella seconda parte della notte tra il 21 e il 22 dicembre., ha detto Paolo Volpini, dell'Unione Astrofili Italiani (Uai).
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di Michele Pappacoda Un'auto è uscita di stra da la notte scorsa, rovesciatasi su un fianco in un piccolo canale affianco, dopo aver abbattuto un palo telefonico: ferite due persone. Sul posto, a Scaldaferro di Pozzoleone, sono intervenuti i vigili del fuoco che hanno messo in sicurezza la vettura, una Fiat 500, ed estratto la donna che si trovava ancora all'interno dell'abitacolo immerso in 30 cm d'acqua, mentre l'uomo era riuscito a venire fuori autonomamente. La coppia di origine statunitense è stata assistita dal personale del suem 118 e portati in ospedale. Sul posto la polizia stradale di Schio. Le operazioni di soccorso dei vigili del fuoco sono terminate dopo circa due ore dopo il recupero dell'autovettura.
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inserito da Michele Pappacoda Omicidio volontario aggravato e non più istigazione al suicidio: è il reato ipotizzato a carico di Marco Venturi, fidanzato di Carlotta Benusiglio, ex modella e stilista morta a 37 anni, a Milano, trovata appesa a un albero in un parchetto di fronte a casa la mattina del 31 maggio 2016. E' quanto scrivono alcuni quotidiani, spiegando che a un anno e mezzo da quel giorno, le indagini ripartono da una nuova autopsia. Il pm Gianfranco Gallo ha disposto la riesumazione della salma e una nuova autopsia. Il 3 gennaio verrà conferito l'incarico ai periti. La decisione arriva con il cambio del capo d'imputazione a carico dell'uomo. I nuovi accertamenti dovranno far luce sulla sua posizione. La notte della morte di Carlotta, i due sono insieme. Le telecamere li riprendono pochi minuti prima della tragedia nella zona di Piazza Napoli dove poi sarebbe stato rinvenuto il corpo. Poco dopo le 4, nei fotogrammi appare solo Venturi, mentre si allontana dal parco.
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inserito da Michele Pappacoda Omicidio volontario aggravato e non più istigazione al suicidio: è il reato ipotizzato a carico di Marco Venturi, fidanzato di Carlotta Benusiglio, ex modella e stilista morta a 37 anni, a Milano, trovata appesa a un albero in un parchetto di fronte a casa la mattina del 31 maggio 2016. E' quanto scrivono alcuni quotidiani, spiegando che a un anno e mezzo da quel giorno, le indagini ripartono da una nuova autopsia. Il pm Gianfranco Gallo ha disposto la riesumazione della salma e una nuova autopsia. Il 3 gennaio verrà conferito l'incarico ai periti. La decisione arriva con il cambio del capo d'imputazione a carico dell'uomo. I nuovi accertamenti dovranno far luce sulla sua posizione. La notte della morte di Carlotta, i due sono insieme. Le telecamere li riprendono pochi minuti prima della tragedia nella zona di Piazza Napoli dove poi sarebbe stato rinvenuto il corpo. Poco dopo le 4, nei fotogrammi appare solo Venturi, mentre si allontana dal parco.
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA MODENA. Il cane? Equiparato ai figli. È un “affetto” e come tale va trattato anche quando ci si trova di fronte ad un giudice per una separazione. Così, nei giorni scorsi, i giudici del Secondo Collegio del Tribunale civile di Modena hanno stabilito, nell’ambito di una separazione consensuale, che l’ormai ex marito dovrà riconoscere all’ex moglie 50 euro al mese come assegno di mantenimento per il cane, un pastore tedesco di razza. Non più quindi, solo gli alimenti per i figli, ma anche per gli animali. Si tratta di una delle prime sentenze in Italia in questo senso, destinata certamente a fare scuola e far discutere. La donna, seguita dall’avvocato Pierangela Bisconti, aveva spiegato nel suo ricorso giudiziale - poi ricondotta davanti al giudice per una separazione consensuale - come anche il cane, di proprietà del marito, fosse una figura importante per la famiglia e non aveva nessuna intenzione di separarsi da lui e di costringere i figli a non vederlo più. È stato così il giudice a stabilire dove il cane dovesse essere “collocato” - questo il termine giuridico corretto, sostanzialmente come se fosse “affidato” - e cioè insieme ai figli minori della coppia, che vivranno con la madre. La cifra di 50 euro mensili a carico del marito è da intendersi come contributo al 50 per cento per il mantenimento del cane, che spetta quindi ad entrambi i coniugi come nel caso delle spese straordinarie che sono divise per consuetudine al 50 per cento. Moglie e marito non hanno battuto ciglio di fronte alla somma che il giudice ha fissato in eccesso rispetto alle indicazioni iniziali. Ma il cane, secondo entrambi, li merita. La storia di questo pastore tedesco, tra l’altro, non è legata solamente a questa vicenda giudiziale. Il suo nome, infatti, oltre che sul verbale di omologa della sentenza del giudice è noto anche per aver collaborato in diverse occasioni alla ricerca di persone scomparse: attualmente è in pensione dalla sua attività in Croce Rossa. In generale, l’affidamento di animali domestici in caso di separazione e divorzio non è così chiaro e non ci sono state, in questi anni, decisioni univoche tali da decifrare in un unico modo la situazione, tanto che nel caso specifico ci si è arrivati per gradi, ma con un unico obiettivo: tutelare anche il cane, al pari, se si può dire, di un figlio.
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA SASSUOLO. Due mezzi incendiati come “gentile invito” a rinunciare alle commesse. Ieri mattina due fratelli gemelli originari del leccese, i 26enni Cosimo e Damiano Leuzzi, sono stati arrestati dai carabinieri della compagnia di Castelnovo Monti (Re) e della stazione di Castellarano con l’accusa di tentata estorsione in concorso. Per il sostituto procuratore Stefania Pigozzi e per i militari sono loro i responsabili del rogo doloso appiccato nella notte del 6 ottobre scorso a Roteglia in via Radici Monte, davanti all’abitazione di un 43enne artigiano attivo nel settore ceramico. Le fiamme avevano distrutto due mezzi di proprietà dell’uomo, un furgoncino Fiat Scudo carbonizzato e una Audi A3 seriamente danneggiata, parcheggiati nel cortile di casa. L’incendio aveva anche lasciato segni dell’edificio e solo l’intervento dei vigili del fuoco aveva evitato conseguenze peggiori. Secondo gli inquirenti i responsabili sono i due gemelli Leuzzi, residenti rispettivamente a Sassuolo e Casalgrande, entrambi dipendenti di un’azienda concorrente diretta di quella gestita dal 43enne artigiano di Roteglia. E sarebbe proprio una questione “professionale” la motivazione dell’incendio: il rogo era un’intimidazione rivolta al 43enne perché non accettasse più commesse da un’impresa ceramica, lasciando così strada libera alla realtà per cui lavorano i due 26enni, destinata nel caso a trovarsi per le mani un aumento di incarichi e di introiti. Un quadro che lascia ancora alcune zone oscure sull’eventuale coinvolgimento di altre persone, ma ora decisamente più chiaro quantomeno sugli autori materiali del gesto e sul movente, delineato con chiarezza. A oggi non sembrano esserci dubbi sulla volontà di intimidire un “concorrente”. L’incendio aveva generato parecchia tensione due mesi fa, anche perché è il classico “reato spia” da valutare attentamente come possibile segnale della presenza di criminalità organizzata. Le indagini dei carabinieri, partite poche ore dopo il rogo, sono proseguite per due mesi sino ad incamerare dettagli e conferme sulla responsabilità dei due fratelli, individuati grazie alla raccolta di testimonianze e altri elementi di prova. Quando il fascicolo è risultato ormai ben delineato, il sostituto procuratore Stefania Pigozzi, titolare dell’indagine, ha presentato un’ordinanza di custodia cautelare in carcere al Gip (Giudice per le indagini preliminari) del Tribunale di Reggio Emilia Angela Baraldi. Il Gip ha accolto la richiesta e nella mattinata di ieri i carabinieri hanno raggiunto i due gemelli nelle loro abitazioni a Sassuolo e Casalgrande, li hanno arrestati e portati al carcere di Reggio Emilia dove sono attualmente rinchiusi in attesa dell’udienza di convalida.
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA «La preside ha impedito ai bambini della scuola dell’infanzia di via Parini di visitare il mio presepe».
Queste semplici parole, pronunciate dall’artista arcorese Enrico Carcano, hanno rischiato di creare un nuovo caso politico sul presepe, dopo la tanto discussa Natività allestita nella chiesa di Sant’Eustorgio di Arcore.
Ma è stata la stessa dirigente Antonella Giovanna Colombo (clicca qui per leggere la sua storia) a chiarire: “Si è trattato solo di un malinteso con le insegnanti del plesso scolastico, non ho imposto alcun divieto, ci mancherebbe”.
Il caso
La diatriba è nata in merito alla bellisisma Natività realizzata, nel giro di pochi mesi, dal 78enne Carcano all’interno del cortile della sua abitazione di via Parini, che si trova accanto alla scuola materna.
“Da più di dieci anni i bambini della scuola dell’infanzia vengono a visitare il presepe, ma quest’anno, con mio grande rammarico, non sono venuti perchè mi hanno detto che la preside avrebbe negato loro il permesso», ha sottolineato Carcano.
La versione dei fatti della preside
Ma a smentire la ricostruzione dei fatti di Carcano è stata la stessa dirigente.
“Le insegnanti della materna avevano inoltrato, qualche mese fa, il permesso per poter portare i bambini a vedere il presepe di Carcano ma, visto che la richiesta non era stata formulata secondo le procedure corrette stabilite dal regolamento scolastico, ho chiesto a loro di riformularla secondo i giusti canoni – ha sottolineato la dirigente raggiunta telefonicamente dalla nostra redazione nei giorni scorsi- Purtroppo, dopo la mia risposta, non ho ricevuto più alcuna richiesta. Si è trattato di un malinteso, ci mancherebbe, anche perchè io non ho proprio nulla contro il presepe. Anzi ho autorizzato una classe di prima elementare ad andare a visitare lo stesso presepe allestito in via Parini. E in aggiunta a questo voglio sottolineare che all’ingresso della scuola media Stoppani abbiamo allestito un altro presepe. Quindi non ho proprio nulla contro la Natività. Vedrò di trovare il modo per scusarmi con il signor Carcano per il disguido che si è creato».
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA E’ stato investito mentre attraversa corso Milano sulle strisce pedonali, a due passi dall’ufficio postale. Attimi di paura per un 21enne trasportato poco fa al Policlinico di Monza.
Investito mentre attraversa: sul posto anche la Polizia locale
Il ragazzo, che stava attraversando corso Milano sulle “zebre”, è stato investito da un’automobile che procedeva in direzione sud, verso via Borgazzi.
Il giovane, immediatamente soccorso sia dai passanti che dall’investitore, è stato trasportato al nosocomio monzese in codice verde per medicare i graffi riportati sulle braccia.
Sul posto, oltre a un’ambulanza dell'”Avis Meda”, sono intervenuti anche gli agenti della Polizia locale che hanno ascoltato i testimoni e ricostruito la dinamica.
A due passi anche un furto
Di fronte al luogo del sinistro, poi, i Carabinieri di Monza sono intervenuti negli stessi minuti per unfurtoai danni di un minimarket.
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Questa mattina c’è stato il funerale della bambina di soli 6 anni che ieri, 20 Dicembre, a Baronissi in via Convento, ha lasciato improvvisamente la sua famiglia a causa di un arresto cardiaco. Una vera e propria tragedia che ha colpito i cari della piccola e l’intera comunità, che si è riunita attorno alla sua famiglia partecipando al dolore. Il rito funebre è stato celebrato dal sacerdote Don Enrico Agovino. Egli ha invitato i genitori della piccola e la comunità tutta ad accompagnare questo tragico momento con la preghiera. Un messaggio di fede quello che il prete ha diffuso per accompagnare il triste addio alla bambina. Queste le sue toccanti parole: “Un dolore così forte noi cristiani solo con la ragione non possiamo affrontarlo. Solo nel signore, che ci è sempre accanto, dobbiamo trovare la forza per andare avanti e le risposte alle tante nostre domande. Solo la fede ci illumina, la fede che la piccola Oriana ha ricevuto nel giorno del battesimo. Insieme alla sua famiglia la piccola si stava preparando per ricevere l’eucaristia. Ora sta continuando ad accogliere la presenza del signore nel suo regno.” Il rito funebre non è stato accompagnato da un coro né da un sottofondo musicale, solo da un profondo silenzio. Segno di grande rispetto delle persone, che hanno riempito la Chiesa di Sant’Agnese, nei confronti dei genitori e della famiglia distrutti dal dolore. Scopri di più su https://www.zerottonove.it/baronissi-funerale-bambina/#fDx9RDMIsylbA3ti.99Alla funzione il sacerdote ha comunicato la partecipazione dell’arcivescovo alla sofferenza della famiglia della piccola e le sue preghiere. Uniti al dolore e alle preghiere anche il parroco e la comunità di Pellezzano, le insegnanti di Oriana, i genitori dei suoi compagni di classe. Il sindaco di Baronissi Gianfranco Valiante, che già aveva espresso il suo cordoglio, presente al funerale, ha mostrato la sua vicinanza alla famiglia. All’uscita della Chiesa, la piccola Oriana è stata salutata con fiori bianchi e palloncini bianchi lasciati volare in cielo, proprio come questo piccolo angelo ha fatto. Sul posto presenti anche i volontari de Il Punto di Baronissi.