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SEZ. VANGELO E METEO IL VANGELO DEL 28.01.2021 A CURA DI ANGELA CECERE

28 Gennaio 2021, 09:00am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. VANGELO E METEO IL VANGELO DEL 28.01.2021 A CURA DI ANGELA CECERE

A CURA DI ANGELA CECERE S. Tommaso d'Aquino Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Marco 5,1-20. Intanto giunsero all'altra riva del mare, nella regione dei Gerasèni. Come scese dalla barca, gli venne incontro dai sepolcri un uomo posseduto da uno spirito immondo. Egli aveva la sua dimora nei sepolcri e nessuno più riusciva a tenerlo legato neanche con catene, perché più volte era stato legato con ceppi e catene, ma aveva sempre spezzato le catene e infranto i ceppi, e nessuno più riusciva a domarlo. Continuamente, notte e giorno, tra i sepolcri e sui monti, gridava e si percuoteva con pietre. Visto Gesù da lontano, accorse, gli si gettò ai piedi, e urlando a gran voce disse: «Che hai tu in comune con me, Gesù, Figlio del Dio altissimo? Ti scongiuro, in nome di Dio, non tormentarmi!». Gli diceva infatti: «Esci, spirito immondo, da quest'uomo!». E gli domandò: «Come ti chiami?». «Mi chiamo Legione, gli rispose, perché siamo in molti». E prese a scongiurarlo con insistenza perché non lo cacciasse fuori da quella regione. Ora c'era là, sul monte, un numeroso branco di porci al pascolo. E gli spiriti lo scongiurarono: «Mandaci da quei porci, perché entriamo in essi». Glielo permise. E gli spiriti immondi uscirono ed entrarono nei porci e il branco si precipitò dal burrone nel mare; erano circa duemila e affogarono uno dopo l'altro nel mare. I mandriani allora fuggirono, portarono la notizia in città e nella campagna e la gente si mosse a vedere che cosa fosse accaduto. Giunti che furono da Gesù, videro l'indemoniato seduto, vestito e sano di mente, lui che era stato posseduto dalla Legione, ed ebbero paura.Quelli che avevano visto tutto, spiegarono loro che cosa era accaduto all'indemoniato e il fatto dei porci. Ed essi si misero a pregarlo di andarsene dal loro territorio. Mentre risaliva nella barca, colui che era stato indemoniato lo pregava di permettergli di stare con lui.
Non glielo permise, ma gli disse: «Và nella tua casa, dai tuoi, annunzia loro ciò che il Signore ti ha fatto e la misericordia che ti ha usato». Egli se ne andò e si mise a proclamare per la Decàpoli ciò che Gesù gli aveva fatto, e tutti ne erano meravigliati.
 

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COSTIERA AMALFITANA NEWS Cetara Giorno della Memoria, Della Monica: “Non dimenticare è un dovere civile per riuscire a riconoscere i focolai di male”

28 Gennaio 2021, 08:51am

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Il sindaco di Cetara, Fortunato Della Monica, in occasione del Giorno della Memoria ha voluto lanciare un messaggio importante per ricordare a tutti quanto l’uomo sia stato crudele in passato e soprattutto per evitare che una tragedia del genere si possa ripetere in futuro. «La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, “Giorno della memoria”, al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subito la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati» (Legge 20 luglio 2000, n. 211, art. 1 comma 1). Il Giorno della Memoria è il riconoscimento di un fatto particolarmente grave di cui l’Europa è stata protagonista, e dobbiamo viverlo non per celebrare, ma ribadendo la necessità di studiare e capire il passato. Allo stesso tempo, però, dobbiamo trasmettere il ricordo e non solo la memoria del passato perché imparare è un’azione che interessi non solo la mente e quindi la memoria, ma anche il cuore per trasformarsi in ricordo e idee per migliorare il futuro. Non dimenticare è un dovere civile, è un atto fondamentale per riuscire a riconoscere i focolai di male che oggi si possono nascondere nella nostra società. La diversità è ricchezza, confronto, scambio di idee, condivisione di usi, costumi e saperi. E dobbiamo ricordare soprattutto perché non è solo l’odio che uccide, ma anche l’indifferenza. La memoria va anche a tutte le persone che hanno perso la vita per il loro pensiero, religione, razza, per l’origine, il sesso o per altre ragioni discriminatorie. Infine il sindaco di Cetara Fortunato Della Monica cita Liliana Segre «Coltivare la Memoria è ancora oggi un vaccino prezioso contro l’indifferenza e ci aiuta, in un mondo così pieno di ingiustizie e di sofferenze, a ricordare che ciascuno di noi ha una coscienza e la può usare».

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Nuovi importi invalidità 2021: quanto spetta per pensione, accompagnamento, pensioni ciechi e sordi

27 Gennaio 2021, 19:26pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Quanto si prende di invalidità civile nel 2021? E di accompagnamento? Quali sono gli importi delle pensioni per i ciechi e i sordi, dell’assegno sociale, dell’indennità di frequenza e i limiti di reddito da non superare? Ecco tutte le nuove tabelle

L’INPS ha reso noti i nuovi importi per il 2020 relativi alle provvidenze economiche riservate a invalidi civili, ciechi civili e sordi, in base alla rivalutazione annuale che viene fatta in relazione all’inflazione e al costo della vita, con piccoli aggiustamenti rispetto agli importi delle pensioni di invalidità 2019
Dalla Circolare INPS 11 dicembre 2019, n.147 (e allegato 2) vediamo gli importi e limiti reddituali anni personali in vigore dall’anno prossimo  rispetto all’ invalidità civile, all’indennità di accompagnamento, all’assegno sociale, alla indennità di frequenza e alla pensione ciechi e pensione sordi. 

NUOVI IMPORTI E LIMITI DI REDDITO 2020  
In generale, i limiti di reddito per il diritto alle pensioni in favore di invalidi civili totali, ciechi civili e sordomuti, sono aumentati dell’1,0%.  L’INPS ricorda che il limite di reddito annuo personale per il diritto all’assegno mensile degli invalidi parziali e delle indennità di frequenza è quello stabilito per la pensione sociale (art. 12 della legge n. 412/1991).
Tali limiti si applicano anche agli assegni sociali sostitutivi dell’invalidità civile.
Quanto alle cifre che mensilmente saranno corrisposti nel 2020 spettano agli invalidi aventi diritto, la pensione di invalidità (per invalidi civili totali) passa da 285,66 euro del 2019  a 286,81 euro per il 2020, mentre l’assegno di accompagnamento passa da 517,84 euro del 2019 a 520,29 euro per il 2020.
Vediamo di seguito tutti gli importi, rimandando alle tabelle INPS per tutti i dettagli (link a fondo articolo).

**AGGIORNAMENTO settembre 2020: al link SEGNALIAMO UNA IMPORTANTE NOVITA' RELATIVA AGLI AUMENTI DELLE PENSIONI PER INVALIDI **

GLI IMPORTI

CIECHI

- Pensione ciechi civili assoluti:   € 310,17 – limite di reddito: € 16.982,49

- Pensione ciechi civili assoluti ricoverati:  € 286,81 - limite di reddito: € 16.982,49

- Pensione ciechi civili parziali: € 286,81- limite di reddito: € 16.982,49

- Accompagnamento ciechi civili assoluti:  € 930,00 -   Nessun limite di reddito

- Indennità speciale ciechi ventesimisti: € 212,43 -  Nessun limite di reddito

INVALIDI CIVILI    

- Pensione invalidi civili totali: € 286,81 - limite di reddito:  € 16.982,49

- Assegno mensile invalidi civili parziali:    € 286,81 – limite di reddito:  € 4.926,35

- Accompagnamento invalidi civili totali: € 520,29 - Nessun limite di reddito

- Indennità di frequenza minori di 18 anni: € 286,81 – limite di reddito:    € 4.926,35        
 
SORDI

- Pensione sordi:  € 286,81 - limite di reddito: € 16.982,49

- Indennità comunicazione sordi : € 258,00 -  Nessun limite di reddito

LAVORATORI CON DREPANOCITOSI O TALASSEMIA MAJOR: € 515,07 - Nessun limite di reddito

FONTE DISABILI.COM

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Una voce che si levò contro lo sterminio delle persone con disabilità

27 Gennaio 2021, 19:20pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

Emmi G., vittima dell'"Aktion T4"

INSERITO DA MIKI PAPPACODA «Se si ammette una volta che gli uomini hanno il diritto di uccidere i loro simili “improduttivi”, si dà il via libera all’omicidio dei malati incurabili, degli storpi incapaci di lavorare, delle persone rese invalide dal lavoro o dalla guerra, e infine all’omicidio di tutti noi, quando saremo vecchi, decrepiti e quindi “improduttivi”»: lo disse nel 1941 August von Galen, vescovo di Münster, pronunciando la cosiddetta “Omelia dell’Eutanasia”, una delle pochi voci che condannarono pubblicamente il programma di sterminio di decine di migliaia di persone con disabilità durante il nazismoLa Giornata della Memoria di oggi, 27 gennaio [se ne legga già ampiamente sulle nostre pagine, N.d.R.], è anche l’occasione per ricordare le vittime del programma di eutanasia nazista Aktion T4 che, a partire dal biennio 1938-39, portò all’uccisione di persone affette da malattie genetiche incurabili, persone con disabilità fisica e mentale. Secondo le stime più attendibili, le cosiddette “vite indegne di essere vissute” cancellate dal programma Aktion T4 sarebbero state tra le 60.000 e le 100.000. Adolf Hitler e i gerarchi nazisti furono sempre consapevoli che il progetto sarebbe stato impopolare in Germania e vennero messi in atto tutti gli sforzi possibili per evitare che la notizia circolasse troppo. Si temevano, in particolare, le proteste da parte delle comunità cattoliche. E tuttavia, visto l’enorme numero di persone coinvolte nel progetto, non fu possibile mantenere la segretezza sul programma Aktion T4: già nel 1940, infatti, iniziarono a trapelare informazioni su quello che stava succedendo negli ospedali, nei sanatori e negli istituti psichiatrici dov’erano ricoverati i malati più gravi. Molte famiglie decisero così di dimettere i propri parenti da queste strutture per curarli a casa. Furono poche le voci che si levarono pubblicamente per condannare il programma di eugenetica nazista. Tra queste merita di essere ricordata quella di August von Galen, vescovo della Diocesi di Münster tra il 1933 e il 1946, che si oppose con forza alle teorie e alla prassi del regime nazional-socialista. Dopo essersi consultato con Papa Pio XII, nel corso del 1941 Galen pronunciò tre omelie apertamente antinaziste. Le prime due (il 13 e il 20 luglio) avevano come bersaglio l’occupazione e la confisca dei conventi, mentre la terza, pronunciata il 3 agosto di quell’anno, denunciava con forza proprio il programma segreto Aktion T4, visto come negazione del comandamento biblico Non uccidere. Qui di seguito, quindi, diamo spazio alla traduzione* dei passaggi più significativi del testo di quell’omelia, ricordata anche come l’Omelia dell’Eutanasia. «Fratelli cristiani! Nella lettera pastorale dei vescovi tedeschi del 26 giugno 1941 che è stata letta in tutte le chiese cattoliche in Germania il 6 luglio 1941, si legge tra l’altro: “Secondo la dottrina cattolica esistono senza dubbio comandamenti che non sono vincolanti quando l’obbedienza ad essi richiede un sacrificio troppo grande, ma esistono sacri obblighi di coscienza dai quali nessuno ci può liberare e a cui dobbiamo adempiere anche a prezzo della morte stessa. In nessuna occasione e in qualsiasi circostanza un uomo può – eccetto in guerra e per legittima difesa – prendere la vita di una persona innocente”. Il 6 luglio ho già avuto occasione di aggiungere alla lettera pastorale la seguente spiegazione: da alcuni mesi ci giunge notizia che, per ordine di Berlino, i pazienti dei manicomi malati da molto tempo e che possono sembrare incurabili, vengono allontanati obbligatoriamente [dalle strutture in cui risiedono, N.d.R.]. Poco tempo dopo, i loro familiari vengono informati della morte del proprio congiunto e che il cadavere è stato cremato e che le ceneri possono essere consegnate alla famiglia. C’è il sospetto diffuso che queste numerose morti inattese di malati mentali non avvengano naturalmente, ma siano deliberatamente provocate, che si segua la dottrina secondo la quale si può distruggere la cosiddetta “vita senza valore”, cioè uccidere persone innocenti se si considera che la loro vita non ha più valore per la nazione e lo Stato [grassetti nostri in tutte le parti della traduzione, N.d.R.]. Come ho appreso da fonti attendibili, anche nei manicomi e nei sanatori della provincia di Westfalia si stanno compilando liste di pazienti che devono essere portati via in quanto “persone improduttive” e che saranno presto uccisi. Il primo trasporto è partito dall’Ostituto Marienthal vicino a Münster questa settimana. Uomini e donne tedeschi! La Sezione 211 del Codice Penale del Reich ha ancora valore di legge. E afferma che: “Chiunque uccida intenzionalmente un essere umano sarà punito con la morte se l’uccisione è premeditata”. I pazienti destinati ad essere uccisi vengono trasferiti lontano da casa, in un lontano manicomio, presumibilmente per proteggere da questa punizione legale coloro che uccidono deliberatamente quella povera gente, membri delle nostre famiglie. Come causa del decesso viene poi indicata qualche malattia. Siccome il cadavere viene bruciato subito né i parenti né la polizia sono in grado di stabilire se la malattia c’è stata veramente e quale sia stata la causa del decesso. Tuttavia, mi è stato assicurato che il Ministro degli Interni del Reich e l’Ufficio del Capo dei Medici del Reich, il Dr. Conti, non fanno mistero del fatto che un gran numero di malati mentali in Germania sono stati deliberatamente uccisi e altri ne verranno uccisi in futuro. Il Codice Penale stabilisce all’articolo 139: “Colui che riceve informazioni credibili sull’intenzione di commettere un crimine contro la vita e trascura di avvertire in tempo le autorità o la persona minacciata… sarà punito”. Quando ho saputo dell’intenzione di trasportare i pazienti da Marienthal per ucciderli, ho presentato una denuncia formale al Tribunale di Stato di Münster e al Presidente della Polizia di Münster con una lettera raccomandata che diceva quanto segue: “Secondo le informazioni che ho ricevuto, nel corso di questa settimana un gran numero di pazienti del manicomio provinciale di Marienthal vicino a Münster saranno trasportati al manicomio di Eichberg in quanto considerati ‘persone improduttive’ e saranno poi uccisi, come generalmente si pensa sia successo ad altri trasporti simili provenienti dai manicomi. Poiché una tale azione non solo è contraria alle leggi morali di Dio e della natura, ma è anche punibile con la morte come omicidio ai sensi dell’articolo 211 del Codice Penale, io presento un’accusa secondo il mio dovere ai sensi dell’articolo 139 del Codice Penale, e vi chiedo di provvedere immediatamente alla protezione delle persone minacciate in questo modo, prendendo provvedimenti contro le agenzie che stanno progettando il loto trasferimento e uccisione. Vi chiedo inoltre di informarmi delle azioni che sono state intraprese”. Non ho ricevuto nessuna notizia sull’intervento della Procura o della Polizia… Così dobbiamo supporre che i poveri pazienti indifesi saranno presto uccisi. Per quale motivo? Non perché hanno commesso un crimine degno di morte. Non perché hanno aggredito gli infermieri o i custodi costringendoli a non avere altra scelta se non usare la forza legittima per difendere la propria vita. No, non è per questo motivo che questi sfortunati pazienti devono morire, ma piuttosto perché, secondo il parere di qualche dipartimento, su testimonianza di qualche commissione, sono diventati “vita inutile”, perché sono “improduttivi”. L’argomento che viene usato è: non possono più produrre beni, sono come una vecchia macchina che non funziona più, sono come un vecchio cavallo che è diventato incurabilmente zoppo, sono come una mucca che non dà più latte. Cosa si fa con una macchina così vecchia? Viene rottamata. Cosa si fa con un cavallo zoppo, con un capo di bestiame improduttivo? No, non voglio portare il paragone fino in fondo, per quanto terribile sia la sua giustificazione e la sua chiarezza. Qui non si tratta di macchine, non si tratta di cavalli o mucche il cui unico scopo è quello di servire l’uomo, di produrre beni per l’uomo. Possono essere macellati non appena non soddisfano più questo scopo. No, questi sono esseri umani, nostri simili, nostri fratelli e sorelle. Persone povere e malate, possiamo anche dire improduttive se questo vi piace. Ma hanno perso il diritto alla vita? Tu hai il diritto di vivere fino a quando sei produttivo? Io ho questo diritto? Vivere fino a quando siamo produttivi o fino a quando siamo riconosciuti come produttivi da altri? Se stabiliamo e applichiamo il principio che è lecito uccidere le persone improduttive, allora guai a tutti noi quando saremo vecchi e decrepiti! Se è lecito uccidere gli improduttivi, allora guai agli invalidi che hanno sacrificato e perso la loro forza e le loro ossa sane nel processo di produzione! Se le persone improduttive possono essere eliminate con la forza, allora guai ai nostri bravi soldati che tornano dalla guerra con gravi ferite, storpi o invalidi. Se si ammette una volta che gli uomini hanno il diritto di uccidere i loro simili improduttivi, e se ora questo riguarda all’inizio solo i poveri pazzi, allora in linea di principio si dà il via libera all’omicidio di tutti gli improduttivi. Cioè dei malati incurabili, degli storpi incapaci di lavorare, delle persone rese invalide dal lavoro in fabbrica o dalla guerra, e infine l’omicidio di tutti noi, quando diventiamo vecchi e decrepiti e quindi improduttivi. Allora, è solo necessario che qualche editto segreto ordini che il metodo sviluppato per i malati di mente sia esteso ad altre persone “improduttive”, che sia applicato a coloro che soffrono di malattie polmonari incurabili, agli anziani fragili o invalidi, ai soldati gravemente invalidi. Allora nessuna delle nostre vite sarà più sicura. Qualche commissione potrà inserirci nella lista degli “improduttivi”, che secondo loro sono diventati una vita inutile. E nessuna forza di polizia ci proteggerà e nessun tribunale indagherà sul nostro omicidio e darà all’assassino la punizione che merita. Chi potrà avere fiducia in un medico? Forse segnalerà il malato come improduttivo e riceverà l’ordine di ucciderlo? È inconcepibile quale barbarie morale, quale sfiducia reciproca generale sarà portata nelle famiglie, se questa terribile dottrina sarà tollerata, accettata e seguita. Guai al popolo, guai al nostro popolo tedesco, se il santo comandamento di Dio: “Non uccidere!”, che il Signore ha proclamato sotto il tuono e il lampo del Sinai, che Dio nostro Creatore ha scritto nella coscienza degli uomini fin dal principio, non solo viene trasgredito, ma se questa trasgressione viene addirittura tollerata e praticata impunemente! Vi farò un esempio di ciò che sta accadendo ora. A Marienthal vive un uomo di circa 55 anni, un contadino di una parrocchia di campagna che da alcuni anni soffriva di disturbi mentali e quindi fu affidato a una struttura. Non era veramente malato di mente, poteva ricevere visite ed era sempre felice ogni volta che i suoi parenti andavano a trovarlo. Solo quindici giorni fa ha ricevuto la visita di sua moglie e di uno dei suoi figli, che è un soldato al fronte ed era in licenza a casa. Il figlio è molto affezionato al padre malato, quindi per lui è stato difficile degli addio. Chissà se il soldato tornerà e se rivedrà suo padre […]. Certamente il figlio non rivedrà suo padre su questa terra, perché dopo l’ultima visita con i suoi familiari l’uomo è stato inserito nella lista degli improduttivi. Un parente che voleva fare visita all’uomo ricoverato, questa settimana è stato allontanato con la notizia che l’uomo era stato trasferito per ordine del Consiglio dei Ministri della Difesa Nazionale. Dove, non si può dire. I parenti sarebbero stati informati in pochi giorni. Quale sarà il messaggio che verrà comunicato alla famiglia? Sarà lo stesso che in altri casi? Che l’uomo è morto, che il corpo è stato cremato? Che le ceneri possano essere consegnate dietro pagamento di una tassa? In questo caso il soldato che sta combattendo per il popolo tedesco non vedrà più suo padre qui sulla terra, perché altri tedeschi qui nella sua patria lo hanno ucciso. I fatti che ho esposto sono certi. Posso dare i nomi del malato, di sua moglie, di suo figlio e il luogo dove vivono. “Non uccidere!”: Dio ha scritto questo comandamento nelle coscienze degli uomini molto prima che qualsiasi codice penale rendesse l’omicidio punibile, molto prima che procuratori e tribunali perseguissero e punissero l’omicidio. Caino, che uccise suo fratello Abele, era un assassino molto prima che ci fossero gli stati e i tribunali. E confessò, spinto dall’accusa della sua coscienza: “Più grande è la mia iniquità che io possa trovare perdono! Chiunque mi troverà mi ucciderà, l’assassino!”. (Gen. 4.13, 14)». di Ilaria Sesana* SUPERANDO

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PENISOLA SORRENTINA E VICO EQUENSE NEWS Sorrento: Giorno della Memoria, medaglia d’onore alla memoria per quattro cittadini

27 Gennaio 2021, 19:16pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Si è svolta questa mattina, alla Prefettura di Napoli, la cerimonia di consegna delle medaglie d’onore conferite dal presidente della Repubblica agli eredi di quattro sorrentini che, nell’ultimo conflitto mondiale, furono deportati ed internati nei lager nazisti. All’evento, presieduto dal prefetto Marco Valentini, hanno preso parte i familiari di Raffaele Cesaro, Francesco Gargiulo, Luigi Mastellone e Luigi Vacca ai quali il sindaco di Sorrento, Massimo Coppola, ha consegnato le benemerenze. Non casuale la data scelta per la consegna delle medaglie d’onore: il 27 gennaio è infatti dedicato al “Giorno della Memoria”, ricorrenza istituita nel 2000 per ricordare lo sterminio e le persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti, e per rendere omaggio alle numerose vittime, nonché a tutti coloro che, a rischio della propria vita, si sono opposti al progetto di sterminio ed hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati. “Le onorificenze che ho consegnato questa mattina sono un simbolo prezioso e al tempo stesso un risarcimento morale per onorare, nel modo più solenne, la memoria dei questi nostri quattro concittadini – ha dichiarato il sindaco Coppola – Un invito, indirizzato soprattutto alle nuove generazioni, a tenere vivo il ricordo di uno dei capitoli più bui della nostra storia”. SALVATORE SERIO AMALFINOTIZIE

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PENISOLA SORRENTINA E VICO EQUENSE NEWS Marevivo: la balena di Sorrento come ambasciatrice della sua specie

27 Gennaio 2021, 19:10pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA L’altro ieri si è svolta l’ultima fase del recupero della balena di Sorrento, il cui scheletro è stato interrato in attesa di poter procedere, nei tempi dovuti, alla futura esposizione.

Il grandissimo lavoro è stato possibile grazie al coordinamento dei tanti soggetti coinvolti:
Capitaneria di Porto, Area Marina Protetta di Punta Campanella, ASL della Campania, Comune di Sorrento, Regione Campania, ARPAC, Istituto Zooprofilattico, Anton Dohrn, CRIUV Group; Università degli Studi di Napoli Federico II e MAREVIVO, quest’ultimo con il coinvolgimento dell’Associazione Nazionale e delle delegazioni regionali, Sorrento e Salerno.

Se in un primo momento si era ipotizzato che si potesse trattare dell’esemplare avvistato quello stesso pomeriggio nel porto, un confronto con le immagini video ha escluso, sorprendentemente, questa possibilità. Escluso anche che si trattasse della madre di quell’esemplare, in quanto non risulta che la femmina analizzata avesse partorito da poco.

 
 

 

Con i suoi quasi 20 metri di lunghezza, si conferma la balenottera comune più grande mai registrata nel Mediterraneo.

“Come Marevivo siamo intervenuti immediatamente, grazie alla presenza dei responsabili delle delegazioni Campania, Sorrento e Salerno, seguendo ogni fase della complessa operazione. Siamo molto soddisfatti che il nostro lavoro abbia favorito questo risultato e scoraggiato la soluzione estrema dell’affondamento che non ci avrebbe consentito alcuna analisi scientifica.” ha dichiarato Rosalba Giugni, fondatrice e Presidente di Marevivo Onlus”.

L’Associazione Marevivo Onlus ha seguito, quindi, con grande trepidazione la vicenda dal momento del ritrovamento del cetaceo nel porto di Sorrento fino al suo interro, attraverso la presenza costante delle sue delegazioni territoriali partecipazione alle diverse riunioni operative sul piano territoriale e mediante l’attività del nazionale che ha interessato e compulsato le più alte Istituzioni.

“Siamo stati molto coinvolti da questa vicenda” dichiara il delegato di Salerno, Pietro Vuolo: “Abbiamo vissuto con grande trasporto il ritrovamento e ci siamo da subito interrogati sulle cause della morte della balena, che gli scienziati sapranno svelare, e sulla sua futura valorizzazione. È stata un’attività che ha unito gli Enti e le associazioni in uno sforzo congiunto e credo che questo sia il messaggio che la balena ha voluto darci, di restare uniti, compiere ogni azione per la tutela del mare e per il rispetto dell’ambiente.

“Ringraziamo, infine – sottolinea la delegata di Sorrento, Mariarosaria Gargiulo – il Comune di Sorrento per l’impegno assunto per la futura musealizzazione della balena e l’AMP di Punta Campanella che ha profuso ogni sforzo possibile nella vicenda. Per noi un privilegio contribuire alla diffusione dei dati ed alle attività proprie di MAREVIVO di educazione ambientale”.

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COSTIERA AMALFITANA NEWS Tramonti, deteneva marijuana in un casolare: arrestato

27 Gennaio 2021, 19:06pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

 

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Un uomo di Tramonti è stato arrestato ieri dai Carabinieri della Compagnia di Amalfi per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.

Le manette sono scattate a seguito di alcuni servizi di osservazione effettuato dai militari della Stazione di Tramonti che, da un po’ di tempo, avevano notato un andirivieni sospetto presso un vecchio casolare in località Conca-frazione Pietre, zona di solito poco frequentata.

 
 

 

Dopo alcuni accertamenti del caso gli uomini dell’Arma hanno deciso di intervenire e sono giunti sul posto insieme all’odierno arrestato, già noto agli uffici, per effettuare una accurata perquisizione.

Durante le operazioni, all’interno dello stabile, sono state trovate due buste di cellophane contenti circa 20 steli essiccati di cannabis indica, dalle cui influorescenze sono stati ricavati circa 80 grammi di marijuana.

Le giustificazioni per il fermato non sono state sufficienti a chiarire le circostanze di questo ingente quantitativo di droga, motivo per cui è stato arrestato e messo a disposizione della Procura della Repubblica di Salerno.

Redatti gli atti di rito, il reo è stato condotto presso il proprio domicilio in attesa del processo di convalida, così come disposto dal pubblico ministero di turno.

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COSTIERA AMALFITANA NEWS Covid Costiera Amalfitana: calano a 111 gli attualmente positivi. I dati del 27 gennaio

27 Gennaio 2021, 19:00pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

Foto Ansa
 

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Come tutte le mattine riportiamo un report riguardo i casi di Covid-19 registrati in Costiera Amalfitana durante questa “seconda ondata” del virus.

Nella giornata di ieri si è registrato un solo positivo ad Amalfi.

Fortunatamente sono stati, invece, ben 19 guariti: 8 a Minori, 4 a Praiano, 4 a Furore, 1 ad Amalfi, 1 a Maiori e 1 a Ravello.

Covid Costiera Amalfitana: calano a 111 gli attualmente positivi. I dati del 27 gennaio

In Costiera Amalfitana, quindi, si contano in totale 1.446 casi di cui 111 attualmente positivi, 1.321 guariti e 14 decessi. Di seguito il riepilogo comune per comune.

  CASI TOTALI GUARITI ATTUALMENTE POSITIVI
AGEROLA 288 277 (3 decessi) 8
AMALFI 129 118 (2 decesso) 9
ATRANI 8 5 3
CETARA 111 110(1 decesso) 0
CONCA 13 13 0
FURORE 35 33 2
MAIORI 197 176 (2 decesso) 19
MINORI 63 51 12
POSITANO 96 91 5
PRAIANO 70 68 2
RAVELLO 118 81(2 decessi) 35
SCALA 52 50 (1 decesso) 1
TRAMONTI 96 77 (2 decesso) 15
VIETRI SUL MARE 170 169 (1 decesso) 0
  TOT TOT TOT
  1.446 1.321 111

AMALFINOTIZIE

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Positivo alla variante inglese del Covid torna in Italia dalla Svizzera in treno e taxi: denunciato

27 Gennaio 2021, 18:42pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

Immagine di repertorio

INSERITO DA PRIMULA GALANTUCCI  Un 30enne italiano è stato denunciato dai carabinieri per “mancato rispetto delle misure di contenimento sanitario”. L’uomo lavora come cameriere in una struttura ricettiva nella zona di Saint Moritz, in Svizzera. Due giorni fa ha scoperto di essere positivo alla variante inglese del Coronavirus, ma ha violato la quarantena e ha deciso di tornare a casa, in provincia di Como, prendendo tre treni e un taxi per rientrare in Italia. Era consapevole di essere positivo al Coronavirus, per altro a una delle sue varianti più preoccupanti, quella inglese, ma ha deciso di tornare lo stesso dal luogo in cui stava lavorando, in Svizzera, al suo domicilio in provincia di Como. E per raggiungere la sua abitazione il protagonista della vicenda, un cameriere italiano di 30 anni, ha preso ben tre treni e un taxi, senza comunicare all'ignaro tassista il rischio a cui lo stava esponendo. Adesso l'uomo deve rispondere di "mancato rispetto delle misure di contenimento sanitario", reato punito con la reclusione dai 3 ai 18 mesi. Ma la sua posizione, stando a quanto appreso da Fanpage.it, potrebbe aggravarsi e potrebbe trovarsi a rispondere di epidemia colposa qualora dovessero emergere altri contagi derivanti dalla sua "fuga". L'uomo lavorava come cameriere nella zona di Saint Moritz: è lì che si è contagiato A denunciare l'uomo sono stati i carabinieri del comando provinciale di Como, che sono stati informati della sua partenza dalle autorità svizzere. Il cameriere lavorava infatti nella zona di Saint-Moritz, famosa località montana che negli scorsi giorni era finita al centro delle cronache per alcuni focolai di Coronavirus. L'uomo a quanto pare era impiegato in una struttura ricettiva in cui si sono verificati alcuni casi: la sua positività al virus era stata accertata due giorni fa e il cameriere sarebbe dovuto rimanere in quella struttura per la quarantena, ma ha deciso di violarla per tornare in Italia. Il tassista che lo ha trasportato è già stato contattato dall'Ats L'uomo non è residente in provincia di Como, ma nel Comasco possiede un'abitazione dove ha deciso di trascorrere la quarantena. È lì che i carabinieri lo hanno raggiunto dopo l'indicazione delle autorità elvetiche. Ai militari dell'Arma il 30enne ha confermato tutta la storia, spiegando di aver preso i tre convogli e il taxi ma di aver sempre indossato la mascherina durante i suoi spostamenti. L'ignaro tassista che lo ha trasportato è stato già contattato dall'Ats (Agenzia per la tutela della salute): la speranza è che, anche considerando le modalità di trasporto, non sia stato contagiato. FANPAGE

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SPORT NEWS E SPORT LOCALE Juve Stabia - Casertana, la probabile formazione dei gialloblù Ventiré calciatori a disposizione del tecnico Padalino, all'ultima spiaggia. C'è Elizalde

27 Gennaio 2021, 12:10pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

SPORT NEWS E SPORT LOCALE Juve Stabia - Casertana, la probabile formazione dei gialloblù Ventiré calciatori a disposizione del tecnico Padalino, all'ultima spiaggia. C'è Elizalde

INSERITO DA ANGELA CECERE Castellammare di Stabia.  Al termine della seduta di rifinitura, sostenuta pomeriggio, il tecnico Pasquale Padalino, all'ultima spiaggia, ha diramato la lista dei 23 calciatori convocati per Juve Stabia - Casertana, valida per il recupero della diciassettesima giornata del girone C di Serie C, in programma domani, con calcio d'inizio alle 15, allo stadio “Menti” di Castellamare di Stabia. Prima chiamata per il neo-acquisto Elizalde, che ha scelto la maglia numero 4. Non figurano nell'elenco Mastalli, Orlando e Rizzo.

L'elenco dei 23 convocati.

Portieri: Lazzari, Russo, Tomei.

Difensori: Allievi, Codromaz, Elizalde, Garattoni, Lia, Mulè, Oliva, Troest.

Centrocampisti: Berardocco, Bovo, Guarracino, Scaccabarozzi, Vallocchia, Volpicelli.

Attaccanti: Borrelli, Cernigoi, Fantacci, Golfo, Ripa, Romero.

La probabile formazione.

Juve Stabia (4-3-3): Tomei, Garattoni, Troest, Codromaz, Allievi, Scaccabarozzi, Berardocco, Vallocchia, Fantacci, Romero, Golfo. A disp.: Lazzari, Russo, Elizalde, Lia, Mulè, Oliva, Bovo, Guarracino, Volpicelli, Borrelli, Cernigoi, Ripa. All.: Padalino.

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