Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA ANGELA CECERE Telegram ha introdotto una nuova funzionalità chiamata Voice Chat 2.0 all'interno della sua app per Android. Si tratta della possibilità di aprire e partecipare a conversazioni audio, proprio come accade su Clubhouse, social network del momento. Le chat audio di Telegram però di discostano dalla concorrenza per un paio di elementi unici: ad esempio, i partecipanti possono decidere di restare "anonimi", scegliendo di farsi elencare semplicemente tra gli ascoltatori, senza rivelare il loro vero nome o nickname. Inoltre, gli amministratori di una room hanno facoltà di registrare tutto o parte dell'evento audio, per ripubblicarlo in un secondo momento. Come su Clubhouse, appena si entra in una stanza si ha il microfono spento, con l'opportunità di richiedere la parola e, se concessa, essere messo in lista tra gli speaker. Le chat in cui l'audio viene registrato sono contraddistinte da una luce rossa accanto al titolo. Per aprire una nuova stanza bisogna prima creare un gruppo pubblico e poi per tappare sul menu delle impostazioni per avviare la chat vocale. L'update su Android porta altri piccoli miglioramenti, come la scelta dell'azione che viene intrapresa con uno swipe verso sinistra e destra, tra cui archiviare, fissare, silenziare, eliminare o segnare una conversazione come letta. L'aggiornamento arriva quasi in concomitanza con il lancio pubblico di Twitter Spaces, progetto in stile Clubhouse ed ennesimo tentativo del microblog di sfruttare tendenze rese famose altrove, ad esempio i post in modalità Fleet, che riprendono le Storie di Instagram.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA L’ordine del giudice per le indagini preliminari che ha accolto una indagine della Dda del capoluogo umbro. Il punto di riferimento è un bancarellaro di Secondigliano trasferitosi a Perugia e in poco tempo è diventato il dominus dei mercatini. Grosse disponibilità di denaro con acquisti di immobili, realizzate società per gestire gli affari, conti correnti bancari. Soldi che secondo i finanzieri provengono da soggetti orbitanti e fiancheggiatori del clan Licciardi, indiscusso punto di riferimento del cartello “Alleanza di Secondigliano” Un’indagine che parte da lontano, nientemeno dalla città di Perugia, dove i militari della Guardia di Finanza del reparto Gico (una struttura che annovera i migliori investigatori per combattere la criminalità organizzata) hanno compiuto una serie di sequestri di beni immobili, conti correnti, società intestate ad un giovane, ma di fatto gestiti dal padre. Investimenti per qualche milione di euro, le cui somme sarebbero, secondo gli investigatori, di provenienza sospetta e si sussurra facenti parte del gruppo del clan Licciardi di Secondigliano. Gli uomini dell’antimafia delle fiamme gialle hanno sequestrato un importante immobile, tra l’altro, nel comune di Casamicciola Terme. Una struttura che sarebbe stata acquistata all’asta disponendo liquidità abbastanza sufficiente per mettere a segno tutta una serie di colpi, mettendo all’angolo i possibili concorrenti. Questa struttura, secondo quanto emerso dalle indagini che sono state condotte dai finanzieri di fiducia, era pronta per essere totalmente ristrutturata per realizzare un B&B. Attività imprenditoriale ormai di moda, dove tutti si lanciano per i bassi costi per accogliere una clientela non troppo esigente. A coordinare le indagini è stato il maggiore della Guardia di Finanza Michelangelo Tolino, che sono durate diversi mesi, seguendo passo dopo passo l’evoluzione degli investimenti e soprattutto seguendo questo piccolo ma poco conosciuto commerciante che si era trasferito da Napoli nel capoluogo umbro. La base era Perugia, ma gli interessi spaziavano in diverse altre province, soprattutto del Sud. Lanciandosi senza alcuna preoccupazione negli affari ritenuti utili per aumentare il fatturato e soprattutto – si presume – rimettere in circolo denaro che viene “guadagnato” da queste organizzazioni in attività illecite. I Licciardi, si sa, sono personaggi che hanno avuto il predominio nel cartello denominato “Alleanza di Secondigliano”, di cui facevano parte un tempo altri clan potentissimi e rappresentativi nella città di Napoli e nei comuni confinanti. ACQUISTO ALL’ASTA Colui il quale di fatto è ritenuto il dominus ha preferito rimanere dietro le quinte. Quanto hanno accertato gli investigatori monitorando ogni sua mossa. Una scelta forse obbligata essendo stato nel passato sottoposto ad innumerevoli indagini patrimoniali ed anche perché ritenuto fiancheggiatore del clan di Secondigliano. Alcuni fratelli e parenti sono stati coinvolti nel passato anche in episodi di violenza in danno di persone fisiche. Utilizzando armi micidiali per abbattere il nemico. E alcuni sono stati giudicati per reati tra cui l’omicidio. Nonché per essere attigui ad esponenti della camorra. Mentre il personaggio “perugino” si ritrova con precedenti legati al riciclaggio. Il classico reato di chi viene incaricato di ricevere grosse somme di denaro con l’impegno di ripulire masse di liquidità che provengono dallo spaccio di sostanze stupefacenti soprattutto, dalle estorsioni e dalle molteplici altre azioni violente che vengono poste in essere per aumentare il patrimonio dei clan. Questo personaggio è finito nella rete della Direzione distrettuale antimafia della procura di Perugia a seguito di una serie di informative che gli uomini del Gico hanno trasmesso all’autorità giudiziaria. Scoprendo che da quando questo piccolo e sconosciuto “ambulante” si era trasferito in Umbria, con il passare degli anni ha sempre più accresciuto i propri affari. Diventando una sorta di incontrastato “padrone” dei mercati che si svolgono nelle piazze. Sbaragliando la concorrenza, avendo la possibilità di avere dietro di sé una forza finanziaria che gli consentiva di acquisire le altre piccole attività che svolgevano il suo stesso mestiere. In pochi anni ha realizzato acquisizioni immobiliari che non sono passate inosservate. Anche perché tutti questi beni intestati al figlio non corrispondevano alla dichiarazione dei redditi e al giro di affari che dichiarava ogni anno. Guadagni non sufficienti per fare investimenti molto interessanti. Tant’è vero che gli uomini del maggiore Tolino hanno individuato in un’area pregevole di Perugia e della provincia una villa di svariate centinaia di migliaia di euro di valore accertato. Ancora un grosso capannone in una zona industriale. Spulciando le varie società e seguendo il denaro e annusando ciò che si celava dietro a questo personaggio che sembrava inoffensivo e privo di capacità finanziaria, i finanzieri hanno individuato che tra i suoi beni c’era una importante villa a Casamicciola con annesso terreno. Un bene importante che è stato acquistato, guarda caso, all’asta, dove è più facile entrare in possesso di qualcosa di interessante ma a prezzi non di mercato. Non è un’operazione facile entrare in questo meccanismo delle aste, dove vi sono molti personaggi che sono interessati a strappare l’affare. E questo la dice lunga su ciò che hanno accertato gli uomini dell’anticamorra della Guardia di Finanza. GIRO D’AFFARI MILIONARIO Oltre al mattone (che è sempre un rifugio sicuro anche nei momenti di strisciante crisi finanziaria) la Guardia di Finanza si è interessata a tutto ciò che maneggiava quest’uomo di 53 anni che è diventato in pochi anni un punto di riferimento nella città di Perugia. Sono stati fatti individuati diversi conti correnti e due società a lui riconducibili che si occupavano di vendere tessuti e indumenti usati e di gestire una copiosa attività commerciale di “ortofrutta”. Scoprendo che già queste piccole attività gestite riuscivano a muovere nella realtà un milione e mezzo di euro. Una cifra considerevole rispetto all’attività ufficiale che svolgeva questo napoletano trapiantato nel Centro Italia, che si occupava prevalentemente di bancarelle. E’ un modo classico per cercare di non mettersi troppo in mostra, di sviare le attenzioni per poter continuare liberamente a svolgere quelle più remunerative, capaci di muovere in un sol colpo centinaia e centinaia di migliaia di euro. Ed è stato a questo punto che gli investigatori hanno voluto vederci chiaro. Per capire quale fosse l’interesse di un bancarellaro che da Perugia si interessava direttamente di investimenti sostanziosi e di acquisti immobiliari in comuni assai lontani, come in quello di Casamicciola. E’ difficile per un imprenditore, per un’attività familiare controllare più operazioni che distano chilometri e chilometri di distanza. Ma di questo, ovviamente, chi ha grossi capitali da ripulire non si crea alcun problema. L’importante è rendere legale ciò che è stato acquisito con operazioni illegali. Seguendo i soliti canali investigativi con tutte le operazioni di acquisti e vendita di immobili, gli uomini delle fiamme gialle hanno avuto già un primo schema di tutto ciò che aveva realizzato fino a quel momento il napoletano imprenditore-bancarellaro. L’attività successiva è stata quella di capire da quale direzione provenisse il denaro. Seguendo le tracce, che non possono essere facilmente cancellate, i finanzieri sono giunti ad un risultato più che lusinghiero e che ha in qualche modo messo in allarme il Gico. Il denaro è stato trasferito nella disponibilità di questo bancarellaro da uomini vicini al clan Licciardi di Secondigliano. Quartiere da dove lo stesso personaggio proveniva. Dopo aver lasciato Napoli “improvvisamente”, decise qualche anno fa che fosse meglio indirizzare le proprie attenzioni imprenditoriali in una regione più tranquilla, meno appariscente. La tranquillità è sinonimo, in questi casi, di attenzione meno accentuata delle forze dell’ordine per combattere il crimine organizzato che ha necessità impellente di ripulire i propri guadagni con investimenti capaci di dare “onorabilità”, rispetto imprenditoriale. BENI INTESTATI A TERZI Da subito questa sua presenza non era stata immediatamente sottoposta ad un controllo. In pochi anni, però, il commercio ambulante era diventato un po’ stretto, necessitava di qualcosa di più significativo ed importante sotto l’aspetto imprenditoriale. Il primo segnale che giunge dallo Stato risale al 2015, quando è destinatario di una proposta di misura di prevenzione patrimoniale e personale. Una richiesta che giunge esplicitamente dalle forze dell’ordine e sostenuta dalla procura della Repubblica. Quella richiesta, però, non trova accoglienza da parte del tribunale di prevenzione, che in quell’anno riteneva che non vi fossero elementi sufficienti per procedere ad un sequestro e nella immobilizzazione di colui che ne era gestore e proprietario occulto al tempo stesso. E’ dovuta arrivare, dopo circa sei anni, una ordinanza di sequestro da parte del giudice per le indagini preliminari di Perugia. Il giudice in questo caso ha ritenuto che vi fossero le condizioni per procedere ad una iniziativa importante e significativa in questo tessuto socio-economico. Dovendo spezzare il sospetto che questa grossa somma di denaro fosse riconducibile ad uno dei più grossi clan di Napoli, che necessitava di entrare nel mercato della legalità. E per giungere all’obiettivo erano state adottate una serie di precauzioni per evitare guai con la giustizia. Soprattutto evitare che il capofamiglia comparisse in ogni trattativa, in ogni vendita dinanzi al notaio. La scelta ricadde sul figlio, incensurato e mai fino ad ora coinvolto in operazioni di compravendita. Estendendo tale responsabilità ad altre tre persone che avevano lo stesso compito. L’ORDINANZA DEL GIP Scrive il giudice in un passaggio dell’ordinanza: «Tale consapevolezza avevano gli altri concorrenti nei reati contestati. Ciò emerge dal contenuto delle conversazioni captate e dalle quali traspare un rapporto di estrema confidenza tra tutti gli indagati, tale da far ragionevolmente reputare che gli stessi fossero tutti a conoscenza del procedimento di prevenzione pendente e che abbiano agito al solo fine esclusivo di venire incontro alle necessità del (omissis) per non farlo risultare formalmente intestatario di società o beni». Da questo passaggio si capisce benissimo che tutti i soggetti monitorati sono stati sistematicamente sottoposti ad intercettazioni telefoniche, come non è escluso che sia stato infilato il trojan su qualche utenza mobile. In particolare in quella del dominus, il bancarellaro che operava dietro le quinte. E’ proprio ascoltando queste conversazioni “riservate” che gli uomini del Gico della Guardia di Finanza sono venuti a conoscenza dell’intenzione del gruppo di rendere l’investimento di Casamicciola remunerativo con la realizzazione di un B&B. Attività che avrebbe dovuto essere già pronta la prossima estate. Tutto però si è fermato. Il Gico, infatti, dopo aver ricevuto dalle mani del pubblico ministero l’ordinanza del gip, ha operato d’iniziativa senza delegare a Corpi territoriali presenti in Campania il sequestro del bene. Tutto tramite il sistema informatico e senza apporre i sigilli, che in questo caso sono del tutto inutili. Infatti l’ordinanza cautelare è stata notificata ai cinque indagati che sono direttamente o indirettamente coinvolti in questo massiccio investimento di denaro fresco in diverse località con il sospetto che provenga dal potentissimo clan Licciardi di Secondigliano. Paolo Mosè | IL DISPARI
INSERITO DA ANGELA CECERE ROMA, Come per gli ultimi ristori anche i "contributi a fondo perduto" previsti dal decreto sostegni arriverà direttamente sul conto corrente delle imprese, artisti, professionisti e produttori di reddito agrario che ne hanno diritto. Non sono però previsti automatismi e sarà necessario presentare un'istanza che si farà attraverso il sito dell'Agenzia delle Entrate: il contribuente metterà di dati nel sistema e già nella ricevuta di presentazione della domanda avrà il calcolo dell'aiuto che riceverà. Il decreto Sostegni è in pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale e a stretto giro di posta arriveranno le norme attuative: il direttore dell'Agenzia delle Entrate Ernesto Maria Ruffini firmerà a tambur battente un provvedimento dove sarà spiegato esattamente quale procedura seguire e sarà pubblicato il fax simile dell'istanza da indirizzare all'Agenzia delle Entrate. Ma alcuni dei criteri sono già definiti. Sono esclusi dal contributo i soggetti con ricavi o compensi superiori ai 10 milioni di euro registrati nel 2019. In ogni caso il contributo non potrà essere superiore a 150.000 euro (un'eventualità molto rara e che potrà riguardare solo i soggetti con ricavi intorno a 10 milioni di euro nel 2019) e non sarà comunque inferiore a 1.000 euro per le persone fisiche e a 2.000 per gli altri soggetti. A differenza dell'ultima volta sarà necessario presentare una domanda e dal momento dell'istanza i tempi per avere sul proprio conto l'erogazione richiesta passeranno circa 10 giorni,. Tre giorni sono i tempi tecnici per il trasferimento bancario, gli altri serviranno all'agenzia delle entrate per controllare che quanto affermato nell'Istanza sia veritiero. Sarà controllato che l'IBAN e la partita Iva siano coerenti, ma soprattutto che siano corretti le dichiarazioni in merito a ricavi, fatturati e compensi del 2019 e del 2020. Il meccanismo di calcolo per il contributo a fondo perduto, che tra l'altro è esente da tasse, passa proprio attraverso il confronto tra i valori delle due annualità. Come prevede il decreto sostegni, il contributo è concesso solo ai titolari di partita Iva residenti o stabiliti sul territorio italiano che nel 2020 abbiano prodotto ricavi, registrato fatturati o percepito compensi in misura inferiore al 30% rispetto al 2019. O per meglio dire è "l'ammontare medio mensile dei fatturati e dei corrispettivi" del 2020 che deve essere inferiore al 30% del 2019. In altre parole l'impresa, l'artista, il professionista o il produttore di reddito agrario deve aver subito una perdita del suo giro di affari di almeno il 30%. Ottenuta la differenza fra l'ammontare medio mensile del 2019 e del 2020, a questa bisogna applicare una percentuale per determinare il contributo finale. La percentuale è del sessanta per cento per i soggetti con ricavi e compensi fino a 100.000 euro; del 50% per i soggetti con ricavi o compensi fra i 100.000 e i 400.000 euro; del 40% per i soggetti con ricavi o compensi fra i 400.000 e 1 milione di euro: 30% per i soggetti con ricavi o compensi fra 1 e 5 milioni di euro; 20% per i soggetti con ricavi o compensi superiori a 5 milioni di euro e fino a 10 milioni di euro. Facciamo l'esempio di una catena alberghiera che nel 2019 ha fatturato 10 milioni di euro e nel 2020 ha dovuto chiudere, la sua differenza fra l'ammontare medio mensile sarà di 830.000 euro, qui dovrà applicare la percentuale del 20%, dunque il suo contributo dovrebbe essere di 166.000 euro, poiché il tetto è 150.000 otterrà questa cifra. Per dare un giusto senso alla portata della misura e alla sua incidenza, vale la pena sottolineare che il contributo è dato in riferimento ai ricavi e al fatturato e non agli utili, questi ultimi sono quanto realmente resta all'imprenditore o al professionista tolti tutti i costi di produzione (quindi anche, ad esempio, il costo degli stipendi dei dipendenti messi in cassa integrazione nel 2020) e le tasse. E che siamo al quinto decreto con contributi a fondo perduto da inizio pandemia.
INSERITO DA MIKI PAPPACODADa comunicazioni ufficiali trasmesse dalle autorità sanitarie registriamo 4 concittadini guariti e 20 nuovi casi positivi. Quest’ultimi, come per i casi rilevati nel bollettino di ieri, sono contatti stretti di precedenti casi positivi, sottoposti a tampone perchè riconducibili a precise catene di contagio e già in isolamento domiciliare, come da protocolli sanitari.
Le misure restrittive in vigore sortiranno effetti nei prossimi giorni solo se sorrette da un senso di responsabilità collettiva. Ognuno di noi puó fare la differenza!
Si può uscire solo per lavoro, salute e necessità come fare la spesa, ricordando che si può chiamare direttamente il proprio negozio di fiducia per prenotare la spesa a domicilio. Vanno evitati nel modo più assoluto gli assembramenti.
È vietato fermarsi in piazza, recarsi al parco giochi, non è consentito far visita agli amici o parenti, anche per rispetto delle attività sospese e dei ragazzi a cui è stato sottratto il diritto di andare a scuola. Si puó fare attività motoria, ma nei pressi della propria abitazione.
Le regole sono faticose per tutti, per qualcuno sono molto penalizzanti. Seguiamo la strada della responsabilità e del buonsenso, altrimenti ci si perde tutti. Forza, Agerola!
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Il Venerdì Santo l’Isola diventa la location di uno degli eventi più suggestivi di Pasqua La processione del Venerdì Santo di Procida è una delle più antiche della Campania, la sua origine risale al Seicento, e ancora oggi conserva tutto il suo fascino e la sua suggestione. Veder sfilare i misteri lungo le stradine dell’Isola è un’emozione senza eguali. Le rappresentazioni dei misteri sfilano in una silenziosa processione che si snoda attraverso il centro storico, dal borgo più antico di Terra Murata fino al porto della Marina Grande. Appuntamento il Venerdì Santo, quando i giovani dell’isola, vestiti della classica “veste” di “confratello” (saio bianco sormontato dalla “mozzetta”, o mantello, di colore turchese), portano a braccia dei carri, rappresentazioni plastiche (detti “misteri“) di carattere religioso rinnovando ancora una volta quella processione organizzata dalla Confraternita dei Turchini, fondata nel 1629 dai Gesuiti. Nata inizialmente come un corteo penitenziale che percorreva le antiche strade del borgo medievale di Terra Murata, oggi costituita principalmente dai “misteri”, che seguono “la tromba ed il tamburo” e precedono le statue a soggetto religioso fisso e infine il Cristo Morto, un’opera lignea scolpita nel 1728 da Carmine Lantriceni. L’origine di questa processione, secondo gli storici, è da porsi tra la fine del XVI e l’inizio del XVII secolo, quando anche a Napoli veniva organizzata una processione con i misteri del tutto simile a quella che annualmente si svolge sull’Isola di Prodica. I “misteri” non sono altro che delle rappresentazioni del Vecchio Testamento e del Vangelo realizzate con cartapesta, legno, plastica ed altri materiali da parte degli artigiani locali e giovani che fanno parte dell’associazione “Cultura e Tradizione Misteriale” che annualmente realizzano le tavole (tra le 40 e le 60) che vengono portate a braccio nell’Isola. La processione ha inizio alle prime luci dell’alba del Venerdì Santo quando tutti i misteri sono già stati portati, durante la notte, nello spiazzale di Terra Murata dove si trova l’Abbazia di San Michele Arcangelo. La processione è accompagnata dal suono di una tromba e di 3 colpi di tamburo, che richiamano i suoni che accompagnavano i condannati a morte nell’antica Roma. I misteri sono seguiti dalle statue a soggetto religioso, come quella del Cristo Morto, dell’Addolorata e il pallìo, ovvero il baldacchino funebre. Chiude la processione la banda musicale dell’isola che esegue marce funebri. Gennaro Carotenuto https://ecampania.it/
INSERITO DA ANGELA CECERE "Divenire capaci di spendere i fondi" europei a partire da quelli di Next generation Eu "e farlo bene è un obiettivo di questo governo. Vogliamo fermare l'allargamento del divario e dirigere questi fondi in particolare su donne e giovani". Lo dice il premier Mario Draghi intervenendo a "SUD - Progetti per ripartire", l'iniziativa di ascolto e confronto promossa dalla ministra Carfagna. "Vogliamo fermare l'allargamento del divario e dirigere" i fondi europei e di Next generation Eu "in particolare verso donne e giovani. Il nostro, il vostro successo in questo compito può essere anche un passo verso il recupero della fiducia nella legalità e nelle istituzioni, siano esse la scuola, la sanità o la giustizia", afferma il premier. "In questa sfida un ruolo cruciale è anche vostro, classi dirigenti. Ma un vero rilancio richiede la partecipazione attiva di tutti i cittadini", dice il premier. "Voglio ringraziare la Ministra Mara Carfagna per avere organizzato questo confronto sul Sud e sul programma Next Generation EU. Ringrazio anche tutte le realtà istituzionali, sociali e universitarie che sono qui per offrire il loro prezioso contributo. Il governo intende condurre una campagna di ascolto diffusa sul tema, come ha già annunciato la Ministra in Parlamento. La giornata di oggi va dunque intesa soltanto come un primo passo", afferma il presidente del Consiglio. "Il programma "Next Generation EU" prevede per l'Italia 191,5 miliardi da spendere entro il 2026. Rafforzare la coesione territoriale in Europa e favorire la transizione digitale ed ecologica sono alcuni tra i suoi obiettivi. Ciò significa far ripartire il processo di convergenza tra Mezzogiorno e centro-Nord che è fermo da decenni. Anzi, dagli inizi degli anni '70 a oggi è grandemente peggiorato". "Il prodotto per persona nel Sud è passato dal 65% del Centro Nord al 55%. Negli ultimi anni, c'è stato un forte calo negli investimenti pubblici, che ha colpito il Sud ovviamente insieme al resto del Paese. Tra il 2008 e il 2018, la spesa pubblica per investimenti nel Mezzogiorno si è infatti più che dimezzata ed è passata da 21 a poco più di 10 miliardi", sottolinea il premier. "In questa sfida un ruolo cruciale è anche vostro, classi dirigenti. Ma un vero rilancio richiede la partecipazione attiva di tutti i cittadini", dice il premier. "Voglio ringraziare la Ministra Mara Carfagna per avere organizzato questo confronto sul Sud e sul programma Next Generation EU. Ringrazio anche tutte le realtà istituzionali, sociali e universitarie che sono qui per offrire il loro prezioso contributo. Il governo intende condurre una campagna di ascolto diffusa sul tema, come ha già annunciato la Ministra in Parlamento. La giornata di oggi va dunque intesa soltanto come un primo passo", afferma il presidente del Consiglio. "Grazie a chi offrirà il suo contributo, a chi darà il suo contributo con idee, proposte e grazie alla presenza del presidente del consiglio Mario Draghi. Con questa iniziativa il Sud dovrà entrare nella sua azione operativa per il cambiamento perché siamo all'inizio di una stagione di rinnovamento e sarà una grande sfida collettiva che uniti dobbiamo cogliere, e anche la trasversalità di questo governo è un'occasione che dobbiamo cogliere". Lo ha detto la ministra per il Sud e la Coesione territoriale Mara Carfagna aprendo i lavori della prima giornata di 'Sud - Progetti per ripartire' - iniziativa di ascolto e confronto promossa in vista dell'elaborazione del PNRR e della definizione dell'accordo di partenariato - che ha riunito esponenti del governo - tra cui il presidente del consiglio Mario Draghi, che ha portato un saluto all'inizio dei lavori - rappresentanti dei territori, dell'economia ed esperti del settore. "Il nostro obiettivo - ha aggiunto Carfagna - è mettere il Sud al centro di iniziative operative e concrete di questo governo e questo sarà più chiaro quando saranno noti i numeri del Pnrr".
INSERITO DA MIKI PAPPACODA È già scaricabile in tutti gli store “DmDigital”, nuova app editoriale con cui la UILDM (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare) mette a disposizione di tutti «DM», la propria storica rivista nazionale nata sessant’anni fa insieme all’Associazione stessa, nonché l’informazione sul mondo della disabilità. «L’inclusione – sottolineano dalla UILDM – passa anche attraverso l’innovazione tecnologica. Per questo abbiamo voluto lanciare uno strumento digitale per rendere l’informazione più accessibile e alla portata di tutti»
Un giovane con malattia neuromuscolare consulta «DM», rivista della UILDM, tramite la nuova app “DmDigital”
È già scaricabile in tutti gli storeDmDigital, nuovaapp editorialecon cui laUILDM(Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare) mette a disposizione di tutti«DM», la propria storica rivista nazionale nata sessant’anni fa insieme all’Associazione stessa, nonché l’informazione sul mondo della disabilità.
«L’inclusione– sottolineano dalla UILDM – passa anche attraverso l’innovazione tecnologica. Per questo abbiamo voluto lanciare uno strumento digitale per rendere l’informazione più accessibile e alla portata di tutti. L’app nasce infatti per facilitare la fruizione dei contenuti UILDM da parte di chi ha difficoltà a sfogliare una rivista a causa di una ridotta capacità motoria. In generale, quindi,DmDigitalintende diventare uno strumento in più, per promuovere e sostenere la ricerca e l’informazione sulle distrofie e sulle altre malattie neuromuscolari e favorire così l’inclusione sociale delle persone con disabilità. Continua pertanto in questo modo la storia di“DM”, rivista che hafatto cultura nel mondo della disabilità, promuovendo i valori dell’inclusione e della partecipazione e diffondendo un’informazione completa e imparziale».
«In occasione del sessantennale della UILDM e di “DM” – affermaAnna Mannara, consigliera nazionale dell’Associazione e direttrice editoriale della rivista – siamo pronti ancora una volta a cambiare prospettiva. Dove infattiaumenta il limitein cui si imbatte una persona con disabilità, cerchiamo di agire per modificare l’ambiente circostante e abbatterne gli ostacoli, sfruttando gli strumenti che man mano la tecnologia ci mette a disposizione».
«Nel 1961 – aggiunge – il fondatore della nostra AssociazioneFederico Milcovichvolle realizzare fin da subito un bollettino per raggiungere tutte le persone con distrofia muscolare in Italia, non solo per aggiornarle sulle novità della ricerca, ma anche periniziare a costruire una comunitàche oggi, grazie a lui e alle sue intuizioni, è solida e affiatata. Sessant’anni dopo rinnoviamo il nostro impegno nei confronti dei nostri soci e di tutte le persone con malattie neuromuscolari, permettendo loro di accedere alle informazioni e agli approfondimenti della rivista direttamente dal loro cellulare o da tablet».
«Per realizzare questa iniziativa – spiega ancora Mannara – abbiamo voluto affidarci a dei professionisti, chiedendo loro di dialogare costantemente con i destinatari del loro lavoro: per questo abbiamo costituito ungruppo di tester, selezionando i partecipanti tra i nostri soci, soprattutto i più giovani, e coinvolgendoli in fase di produzione. Inoltre, pur essendo le persone con disabilità motorie i nostri più vicini lettori, abbiamo sviluppato l’apptenendo conto di ogni tipo di disabilità, ad esempio scegliendo un font facilmente leggibile e cercando di rispettare i contrasti di colori per favorire la lettura allepersone ipovedenti. La app, infine, ècompatibile con i lettori vocali».
La struttura diDmDigitalpresenta un motore di ricerca interno, con un’organizzazione degli articoli suddivisi per argomenti e categorie. La app è pensata per espandere la relazione con i lettori con la produzione di contenuti e news in unflusso continuo, senza le consuete pause tra l’uscita di un numero cartaceo e l’altro.
Tra iprincipali contenutidisponibili, da segnalare: unosguardo panoramicosul mondo e la società, alla ricerca degli argomenti di maggiore interesse per il mondo della disabilità; approfondimenti e interviste sui temi legati aidirittie alla costruzione di una società inclusiva, con ampio spazio allavita indipendente;approfondimenti medico-scientifici, in collaborazione con la Commissione Medico-Scientifica UILDM; tutte le attività e le campagne targate UILDM; – commenti, aggiornamenti e indicazioni in àmbito legislativo; presentazioni dilibrie difilm; tutto losportpraticabile da chi ha una mobilità ridotta e debolezza muscolare; immagini, giochi, iniziative, per coinvolgere la comunità UILDM.(S.B.) SUPERANDO
INSERITO DA ANGELA CECERE Giugliano in Campania. Gli agenti del commissariato di Giugliano-Villaricca, sono intervenuti in via Santa Maria a Cubito a Giugliano in Campania per la segnalazione di un furto. Gli operatori, giunti sul posto, hanno accertato che, poco prima, le guardie giurate di un centro commerciale avevano bloccato un uomo che aveva tranciato i cavi elettrici di alcuni cartelloni pubblicitari. L’uomo è stato trovato in possesso dei cavi asportati e di arnesi atti allo scasso e, una volta accompagnato presso gli uffici del commissariato, ha dato in escandescenze aggredendo prima verbalmente gli agenti e poi scagliandosi contro di loro fino a quando, non senza difficoltà, è stato bloccato Nei guai un 54enne di Qualiano con precedenti di polizia, è stato arrestato per furto aggravato, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Un sistema di geolocalizzazione controlla la posizione dei mezzi e, se questi vengono lasciati in luoghi impropri, l’utente continua a pagare il noleggio. La soddisfazione dell'Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti: "Importante ricordarsi di chi affronta particolari difficoltà". COLLEGNO. A Collegno sistema innovativo per la gestione dei monopattini Il Comune di Collegno sta sperimentando un sistema innovativo per la gestione dei monopattini a noleggio. Se i primi dati saranno confermati, questa soluzione potrebbe rappresentare un’alternativa all’uso selvaggio dei mezzi a flusso libero che purtroppo ha preso piede a Torino negli ultimi anni e che tanti problemi sta causando alle persone disabili. Basta "monopattino selvaggio" Vista la situazione nel capoluogo – tenendo anche conto delle criticità più volte segnalate dalla nostra associazione – l’amministrazione di Collegno ha deciso, fin da subito, di disciplinare il servizio. Quindi, a differenza di quanto avviene a Torino, al termine del noleggio i monopattini non possono essere abbandonati ovunque, ma devono essere parcheggiati presso appositi stalli virtuali (segnalati dalle App di riferimento). Un sistema di geolocalizzazione controlla la posizione dei mezzi e, se questi vengono lasciati in luoghi impropri, l’utente continua a pagare il noleggio (per un tempo variabile) anche dopo la fine della corsa: aspetto, quest’ultimo, che potrebbe essere un buon deterrente. Primi riscontri promettenti Un meccanismo così complesso ha bisogno delle necessarie verifiche e di un adeguato collaudo. Tanto i tecnici del Comune, quanto i referenti del nostro Comitato Autonomie e Mobilità, con il coordinamento del consigliere Christian Bruno, sono al lavoro per valutarne l’efficacia. I primi riscontri sono promettenti. C’è, però, anche qualche incertezza. Pare, ad esempio, che la geolocalizzazione dei monopattini, per quanto accurata, non si spinga sotto una certa scala: questo significa che esistono margini di tolleranza e che, in sostanza, l’utente può lasciare il mezzo entro il raggio di una decina di metri dallo stallo, senza che scatti il pagamento aggiuntivo. Un sistema perfettibile, dunque, ma sicuramente migliore di quello finora adottato nella maggior parte delle città italiane, Torino compresa. UICI soddisfatta L'Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti (UICI) ha commentato favorevolmente questa novità: "Apprezziamo – nel metodo prima ancora che nel merito – l’atteggiamento dell’amministrazione di Collegno, disponibile a contemperare le sfide di una mobilità più attenta all’ambiente e più a misura d’uomo con le esigenze di chi affronta particolari difficoltà". "Riteniamo che un’attività di confronto costruttivo con il territorio passi anche dal dialogo con tutti i protagonisti attivi nella tutela di chi ha particolari tipi di disabilità, come l’Unione Ciechi e Ipovedenti, che continuerà ad affiancarci nel monitoraggio sul nostro territorio", ha scritto sul suo profilo Facebook Gianluca Treccarichi, assessore del Comune di Collegno. l'UICi conclude sottolineando che "l'associazione continuerà a dare il suo apporto, con il solo obiettivo di rendere gli spazi urbani più vivibili per i disabili visivi (e non solo). Oggi è molto di moda parlare di mobilità sostenibile. Noi chiediamo soltanto che sia sostenibile per davvero. E per tutti".TargatoCn