Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA CARLO AMETRANO L'intervista esclusiva di Carlo Ametrano al Presidente della Scuderia Vesuvio Valentino Acampora
Il Presidente Acampora in esclusiva ai microfoni di Carlo Ametrano
Super scoop di Carlo Ametrano che, nella giornata di oggi, ha intervistato Valentino Acampora, presidente della Scuderia Vesuvio e dirigente Federale dell'Aci Sport. Carlo, in questa intervista esclusiva, ha scoperto i segreti del grande Presidente nato ad Agerola. Dalla nascita della sua passione per i motori, fino ai grandi successi ottenuti in questi anni. "Tra i tanti circuiti, dico che Imola è il più bello di tutti. Credo infatti sia l'ambizione di tutti i piloti girarci", ha ammesso il Presidente.
Non mancano però altri appuntamenti: "L'Automobile Club di Salerno ha riproposto la Coppa della Primavera in versione slalom nell'ultimo tratto, in cui si correva tanti anni fa per la salita. E' una bellissima e ambita da tantissimi piloti, quindi sarà assolutamente da non perdere".
Il Presidente Acampora è un uomo umile, che ha dato tanto al mondo dei motori, con ancora un ultimo sogno nel cassetto: "Spero di rivedere la cronoscalata che si svolgeva da Conca dei Marini fino ad Agerola.E' un sogno che rimane, ma dopotutto chi crede e ha volontà... alla fine viene sempre premiato".
Parlando di motori, tappa fissa è la Formula Uno, con una domanda in particolare su Hamilton, pronto per la nuova stagione: "Hamilton è un po' come Senna - ha ammesso Acampora - è un pilota completo".
Parlando con Carlo, non poteva mancare l'invito per l'evento che lo scrittore svolgerà sabato 30 aprile, alle "Cantine Zuffa" a Imola. Invito recapitato e anche ben accolto: "Lo sai Carlo che ti seguo da tanto e posso assicurarti che sarò presente!".
Se vuoi ascoltare l'intervista al Presidente Acampora, clicca sul link che segue: https://fb.watch/bwvG7J0TAc/
INSERITO DA ANGELA CECERE PERIN 6 Sicuro in molte situazioni, ma un suo errore in disimpegno non concretizzato da Bonaventura grida vendetta. Bravo e fortunato. DANILO 6 Preciso nelle chiusure e in fase di impostazione. DE LIGT 6,5 Toglie dalla gara Piatek e Cabral, anticipandoli sistematicamente. Prestazione difensiva pressoché impeccabile. DE SCIGLIO 5,5 Sembra cavarsela in un ruolo non suo, quello di “braccetto” di sinistra nella difesa a tre. Poi si scatena Ikoné e sono dolori. AKE' 5 Per il virgulto bianconero inizio difficile contro Saponara, che lo costringe a ripiegare (1' st Cuadrado 7: è autore di uno dei pochi tiri della Juve, pur peccando forse di egoismo. Nel recupero crossa forte e propizia l'autorete di Venuti. Provvidenziale). LOCATELLI 6 Soffre nella zona nevralgica del campo l'aggressività degli avversari. Ma ha il merito di iniziare l'azione che porta all'autorete di Venuti.ARTHUR 6 Tocca un'infinità di palloni, andando spesso a duello con Torreira. Provvidenziale un suo salvataggio sull'ex Arsenal. RABIOT 6 Si vede poco sino all'azione dell'autogol decisivo, perché è lui a innescare Cuadrado. PELLEGRINI 5,5 Inizia con buon piglio, poi cala alla distanza. VLAHOVIC 5,5 Ha contro la sua ex Fiorentina (in particolare l'amico Milenkovic), ma anche diecimila fischietti che lo martoriano dagli spalti del “Franchi”. Nel primo tempo un solo tiro, rimpallato. Nel secondo tempo tenta un pallonetto sventato da Terracciano in un'occasione che si costruisce da solo. Gioca con rabbia, sente il match. Sorvegliato speciale. KEAN 5 Non ha palloni giocabili in attacco e cerca di lottare per conquistarseli. Pericolosità zero in avanti (14' st Morata 5,5: più manovriero di Kean, ma la qualità dell'attacco juventino non aumenta). ALLEGRI 6 La sua non è una bella Juve, la Fiorentina meriterebbe decisamente qualcosa in più. Un episodio rocambolesco in pieno recupero lo avvicina alla finale di Coppa Italia.
INSERITO DA ANGELA CECERE Benevento. Nel postgara di Benevento - Cremonese ha parlato così Forte: "E' un punto importante, dobbiamo guardare alla prossima partita perché il campionato va veloce. Con il Cosenza non sarà facile, sarà difficilissimo. Dovremo essere concentrati, in queste gare ci giochiamo gran parte del campionato". OCCASIONI - "In questi incontri le palle gol sono poche, c'è anche la bravura dell'avversario. Cerco di dare una mano in tutti i modi ai miei compagni perché abbiamo un obiettivo comune che vogliamo raggiungere". ATTACCO - "Dopo il gol di Improta potevamo raddoppiare, poi anche in seguito all'ingresso di Lapadula si potevano sfruttare meglio le occasioni. Per me lui è un grande calciatore, sa benissimo cosa penso sul suo conto. Siamo una squadra importante, dobbiamo continuare a lavorare sodo perché alla fine questo aspetto pagherà sempre". ESTERNI - "Penso che quando si gioca con due attaccanti sono importanti i cross dalle corsie esterne. E' solo questione di tempo perché ci sono tutte le qualità per fare bene, siamo dei grandi lavoratori e questo è fondamentale. Dobbiamo trovare la quadra giusta per portare a casa i tre punti". COSENZA - "Giochiamo per vincere tutte le partite. Oggi facciamo i complimenti alla Cremonese che ha fatto una grande partita. Ci sono all'orizzonte due partite fondamentali e ci concentriamo solo su questo". PALEARI - "Ha chiesto scusa per il gol subìto, ma non ce n'è bisogno perché può capitare l'errore. Nella ripresa si è riscattato alla grande".
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Avellino. Dopo due giorni di riposo l'Avellino è pronto a tornare in campo per mettere nel mirino la Paganese, che i lupi sfideranno sabato prossimo, al “Torre”, con calcio d'inizio alle 17,30. Mandato in archivio il rinvio a data da destinarsi della partita con il Catania, a causa della nevicata che ha reso impraticabile il rettangolo di gioco del “Partenio-Lombardi”, lo scorso sabato, è tempo di tornare in campo per lavorare su un doppio binario approfittando della settimana tipo per allenarsi, senza turni infrasettimanali. Il primo binario porta dritti in infermeria dove sarà fatto il punto sulle condizioni degli acciaccati di Chiti, Di Gaudio, Mastalli e Mignanelli e verrà valutato il grado di recupero di Dossena, Maniero, Murano, Kragl e Silvestri, senza dimenticare che Dossena e Maniero erano già in condizioni tutto sommato soddisfacenti essendo stati scelti per scendere in campo dal primo minuto contro gli etnei, e che Silvestri dovrà scontare la seconda delle giornate di squalifica salvo riduzione a fronte del ricorso in merito a cui, però, dal club biancoverde non si sono avute più notizie (verosimilmente potrebbero arrivare domani). Il secondo binario è puramente tattico. Con intelligenza Gautieri ha proseguito lungo il solco tracciato da Braglia rendendo graduale il transito al 4-3-3 su cui ha intensificato le esercitazioni già nella scorsa settimana. Il tecnico ha i calciatori per sviluppare il sistema di gioco che predilige e, adesso sì, una volta assimilati i suoi concetti e i sincronismi richiesti, i tempi sono maturi per svilupparlo. Domani mattina la ripresa degli allenamenti. di Marco Festa OTTOPAGINE
INSERITO DA MIKI PAPPACODA La decisione in segno di vicinanza al popolo ucraino. Anche Eurolega ed Eurocup sospendono le squadre russe Ora è ufficiale: a seguito delle decisioni iniziali adottate dal Consiglio Fifa e dal Comitato Esecutivo Uefa, che prevedevano l’adozione di misure aggiuntive, la Fifa e la Uefa “hanno deciso oggi insieme che tutte le squadre russe, siano esse rappresentative nazionali o squadre di club, saranno sospese dalla partecipazione alle Competizioni Fifa e Uefa fino a nuovo avviso”. Nel comunicato congiunto di Fifa e Uefa, si legge che “queste decisioni sono state adottate oggi dall’Ufficio di presidenza del Consiglio Fifa e dal Comitato Esecutivo della Uefa, rispettivamente i massimi organi decisionali di entrambe le istituzioni su questioni così urgenti”. “Il calcio è pienamente unito e in piena solidarietà con tutte le persone colpite in Ucraina. Entrambi i Presidenti sperano che la situazione in Ucraina migliori in modo significativo e rapido in modo che il calcio possa nuovamente essere un vettore di unità e pace tra i popoli”, concludono Fifa e Uefa nel loro comunicato. Basket, squadre russe escluse da Eurolega ed Eurocup Il comitato esecutivo degli azionisti di Euroleague Basketball, riunito da remoto lunedì 28 febbraio, ha deciso di sospendere la partecipazione delle squadre della Federazione Russa sia dall’Eurolega (Cska Mosca, Unics Kazan, Zenit St Petersburg) che dall’EuroCup (Lokomotiv Kuban Krasnodar). Euroleague Basketball continuerà a monitorare continuamente l’evolversi della situazione, qualora non dovesse evolvere in maniera favorevole, tutte le gare di regular season contro squadre russe verranno annullate per configurare la classifica dei campionati. E’ quanto si legge in una nota. Euroleague Basketball e i suoi club ribadiscono il loro fermo impegno per la pace, contro qualsiasi atto di violenza o guerra, e continueranno a usare la loro voce per promuovere il rispetto, l’inclusione e la diversità, valori che sono al centro dell’organizzazione e delle sue squadre. LA PRESSE
INSERITO DA ANGELA CECERE Napoli. Vittoria all'ultimo respiro e aggancio al Milan in testa alla classifica. Tutto nella ripresa Napoli vince all'Olimpico, contro la Lazio, grazie a un gol di Fabián Ruiz al 94' dopo le reti di Insigne al 62' e il pareggio di Pedro all'88'.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Avellino. La Sandro Abate cade nel match all’ultimo respiro contro il Futsal Pescara. Gli irpini, dopo il successo contro l’L84 (0-2), vengono fermati dai biancazzurri al “PalaRigoPiano”. La gara, valida per la diciannovesima giornata nel campionato di Serie A, è terminata sul risultato finale di 4-3. Gli uomini di mister Scarpitti lottano letteralmente fino al suono della sirena non riuscendo a conquistare tre punti fondamentali in ottica play-off scudetto. Occhio alla classifica, gli irpini sono attualmente al nono posto in classifica con 24 punti, con due gare da recuperare. Ma la concentrazione, ora, si sposta tutta sul cruciale match contro la Came Dosson: appuntamento a martedì, alla palestra comunale di Dosson di Cassier, con fischio d’inizio alle 20,30, per decidere le sorti delle Final Eight di Coppa Italia. Primo tempo – Anche il futsal dà il suo segnale di pace e il fischio d’inizia è posticipato di cinque minuti. Inizia la gara e i ritmi si rivelano, fin da subito, alti e combattuti. Scorre fluido il gioco con occasioni da una parte e dall’altra che, però, non modificano il risultato. Intanto, sono provvidenziali le parate dell’estremo difensore Mammarella. Il primo time-out viene chiamato da mister Palusci a 6 minuti e 27 secondi dal termine della prima frazione di gioco. Il tecnico abruzzese decide di rischiare la giocata: fuori Mammarella, dentro Murilo nel ruolo di portiere di movimento. Il coraggio viene subito ripagato e Andrè sblocca il match. Ma i ritmi sono frenetici e la Sandro Abate fa durare solo 15 secondi il momentaneo vantaggio dei padroni di casa. Ci pensa Danicic a riportare la parità al “PalaRigoPiano”, grazie all’assist di Alex. Il Futsal Pescara insiste con la tattica del power play e regala un’opportunità agli irpini di segnare la seconda rete: Danicic, questa volta, sbaglia e non centra la porta vuota. I padroni di casa non mollano la presa e chiudono in vantaggio il primo tempo: palo di Coco Wellington e di nuovo Andrè a segno. Squadre a riposo sul 2-1. Secondo tempo – Al Futsal Pescara basta 1 minuto e 32 secondi dall’inizio della seconda frazione di gioco per allungare il vantaggio dagli irpini. Murilo intercetta la sfera e anticipa capitan Abate, serve il cioccolatino ad Andrè ed è 3-1. È tripletta per l’universale, che raggiunge la doppia cifra in campionato. Mister Palusci vuole mettere in ginocchio gli ospiti e gioca nuovamente la carta di power-play, questa volta con Coco Schmitt. Nessuna azione entusiasmante finché, a 10 minuti e 40 secondi dal triplice fischio, aumenta la tensione sul campo: nel momento del cambio di portieri, dalla panchina casalinga ci sono state ostruzioni nei confronti di un calcettista irpino, intento a battere subito la rimessa. A pagare le conseguenze sono il tecnico degli abruzzesi e Danicic, entrambi espulsi. La Sandro Abate, alla ripresa del gioco, nonostante l’inferiorità numerica, accorcia le distanze grazie a Dalcin. Il risultato è momentaneamente sul 3-2. Ma il finale di gara è altrettanto infuocato: i biancazzurri non demordono e centrano il quarto gol, questa volta con Eric. Mister Scarpitti vuole ribaltare il risultato e schiera Ugherani nel ruolo di portiere di movimento. Una nervosa Sandro Abate si complica la vita ed esaurisce il bonus falli a 2 minuti e 25 secondi dalla sirena. Nonostante ciò, i biancazzurri pagano caro un errore difensivo e concedono l’occasione ad Avellino la rete del 4-3, che non sbaglia davanti a Mammarella. I colpi di scena non cessano al “PalaRigoPiano”: Coco Schmitt conquista il secondo cartellino giallo e lascia i suoi in inferiorità numerica. La Sandro Abate alza la pressione schierando anche Richar come power play, ma i verdeazzurri sprecano la preziosa chance. Termina sul risultato finale di 4-3. Il tabellino. Futsal Pescara – Sandro Abate 4-3 Marcatori: pt 14’54” Andrè, 15’10” Danicic, 18’28” Andrè; st 1’32” Andrè, 12’41” Dalcin, 14’13” Eric, 18'17" Avellino. Futsal Pescara: Mammarella, Murilo, Coco Wellington, Eric, Morgado, Fracassi, Maltauro, Andrè, Coco Schmitt, Misael, Ferraioli, Onnembo, Giuliani, Mazzocchetti. All.: Palusci. Sandro Abate: Perez, Ugherani, Abate, Dalcin, Avellino, De Luca, Creaco, Alex, Richar, Bizjak, Pazetti, Danicic, Rizzo, Guennounna. All.: Scarpitti. Arbitri: Chiara Perona della sezione di Biella e Daniel Borgo della sezione di Schio. Crono: Dario Di Nicola della sezione di Pescara. Note: Espulsioni: 10’49” st Palusci e Danicic, 18’36” Coco Schmitt. Ammoniti: Maltauro, Coco Schmitt, Coco Wellington, Bizjak. di Ylenia Cucciniello OTTOPAGINE
INSERITO DA MIKI PAPPACODAI rossoneri recriminano per gli errori arbitrali, ma hanno perso lucidità e freschezza. I nerazzurri sembrano involuti e non segnano più. E ora può fare paura anche la Juve Più che una corsa scudetto, pare una passeggiata, e pure a passo molto lento. Milano si è afflosciata, ingarbugliata dentro una paura di essere lì, un po' stanca, certamente depressa. Milan e Inter non si inseguono nemmeno più. Semmai si guardano da una distanza ravvicinata che non si allunga e non si accorcia, elastico rotto di un campionato che può allungare la lista delle pretendenti al titolo non tanto per meriti altri, ma per demeriti propri. Non è una questione di mani - quella di Udogie, ovviamente -, che pure hanno un peso e peseranno. E non è nemmeno una questione di piedi che finiscono per essere imprecisi. Milan e Inter hanno perso la testa e si vede. Di questo passo più che guardare oltre il confine va da sè che tocca preoccuparsi delle retrovie, del Napoli che potrebbe di nuovo agganciare la vetta e della Juve che adesso non è poi così lontana e, se si parla di scudetto, è una cliente scomoda eccome. Ma andiamo ai fatti: il bilancio delle ultime quattro partite del Milan non sarebbe nemmeno così male, dato che in fin dei conti Pioli ha raccolto 8 punti su 12 e messo in cascina i tre fondamentali punti del derby. La questione non dovrebbe nemmeno preoccupare troppo se non fosse per il livello delle avversarie affrontate. La Salernitana, ultima in classifica (2-2 in trasferta), e l'Udinese, non esattamente una corazzata e, comunque, una squadra reduce da tre sconfitte filate fuori casa (1-1). E' vero, la gara è stata molto condizionata dall'errore sul gol di mano di Udogie, ma la rete dei friulani è arrivata in fondo a una ventina di minuti di clamoroso dominio bianconero al Meazza. Ora, in una partita si può anche rallentare il ritmo, ma questa tendenza a scendere di giri una volta passato in vantaggio il Milan lo sta pagando caro. E tutto è tranne che un buon segnale. Non basta, perché se gli otto punti delle ultime 4 gare potrebbero pure non essere male (l'Inter ne ha fatti 2!), il punticino raccolto nelle due partite precedenti tra Juve e Spezia sono sufficienti per far scattare un allarme che è largo. La consolazione, se di questo si può parlare, è piuttosto che l'Inter sta facendo anche peggio. Due punti, come detto, nelle ultime quattro partite, zero vittorie nelle ultime cinque se si aggiunge la sfida di Champions contro il Liverpool ma, soprattutto, due gol fatti. Due, a fronte di molte conclusioni e, evidentemente, di un gioco confusionario, di un momento di appannamento più mentale che fisico, della paura di non essere più banalmente i più forti e di poter perdere uno scudetto che si pensava acquisito o quasi, certamente inevitabile. Se l'Inter è ancora lì lo deve al Milan, che ha sperperato oltre lo sperperabile. Se l'Inter è caduta in questo stato di trans, la colpa è del Milan, della ferita aperta in un derby dominato e perso. E' un fatto, però, che tra campionato e Champions, i nerazzurri abbiano vinto una sola partita (2-1 faticoso al Venezia in casa) delle ultime sette perdendone tre, quasi la metà. Di questo passo il tesoretto rappresentato dal recupero con il Bologna può finire per essere povero povero. Perché davanti o dietro prima o dopo qualcuno ricomincerà a correre e senza cambio di marcia i guai saranno peggiori di quelli, già evidenti, di oggi. Per entrambi, per questa Milano afflosciata, il punto di svolta potrebbe essere di nuovo il derby. Martedì, in Coppa Italia, ci si gioca una bella fetta di finale. E si capirà forse chi, tra i due malati, è più vicino a una guarigione da scudetto... TGCOM24
INSERITO DA MORENA MOTTA Quando sembrava ormai nettamente destinato a trovare realizzazione, il progetto di una vera e propria cittadella dello sport targata Benevento Calcio in città è sfumato nuovamente.
Com'è noto la sede avrebbe dovuto essere quella dell'ex seminario dell'Istituto La Salle di Viale Atlantici: gli accordi prevedevano che la struttura avrebbe ospitato la sede della società giallorossa e soprattutto avrebbe ospitato i ragazzi delle giovanili, progetto questo particolarmente caro alla proprietà.
Ma se nei mesi scorsi tutto sembrava lasciar presagire un avvio imminente del progetto, lo stesso si è prima arenato e poi è definitivamente sfumato. Il motivo? Sembra che le modifiche, via via apportate dalla parte conduttrice al contratto da firmare abbiano portato il Benevento Calcio a ritenere impossibile l'accordo.
Nonostante ciò dalla società giallorossa non si ritiene abbandonato il progetto di creare un centro per la prima squadra e per i ragazzi delle giovanili.
Ciò al netto di due tentativi sfumati di coronare questo obiettivo: prima della trattativa per il seminario, infatti, la società del Benevento aveva individuato come sede ideale per realizzare il progetto i campi di Piano Cappelle di proprietà della Provincia, con fumata nera finale anche in quel caso...e con una struttura che ancora oggi, come da reportage di Ottopagine.it dell'Ottobre 2021, (2007-2021 Dopo 14 anni il centro sportivo Bios della Provincia è ancora chiuso) giace completamente abbandonata e lasciata all'incuria.
Due fumate nere che però, da quel che trapela, non fanno desistere la società giallorossa, notoriamente caparbia e abituata a non mollare e quantomai intenzionata a centrare l'obiettivo di un centro per prima squadra e soprattutto giovanili.
INSERITO DA MORENA MOTTA Una sconfitta difficile da commentare, per il Napoli. I sogni di una qualificazione prestigiosa sono svaniti sotto i colpi del Barcellona, che a differenza dell’andata ha saputo capitalizzare tutto quello che ha creato, approfittando anche dei troppi errori compiuti dalla squadra di Luciano Spalletti. Il tecnico è lucido nel riconoscere meriti e demeriti. “Bisogna essere onesti, loro hanno sbagliato poco in fase di possesso e noi più del solito. Sono stati bravi a far girare la palla, agevolati anche dal gol iniziale. Dalla seconda rete di De Jong poi le cose sono state più complicate”, ha osservato l’allenatore ai microfoni di Sky Sport. La delusione è tanta anche per non aver ricompensato a dovere le aspettative dell’ambiente: “C’è un grande dispiacere, perché si era creato il clima tipico di Napoli, un effetto Maradona come se fosse stato presente. Saremmo voluti essere all’altezza della situazione. Ci avevamo messo tanta fatica per essere qui tutti insieme, e questo raddoppia la tristezza, anche più del risultato. Sono il primo responsabile quando la squadra non riesce ad avere un atteggiamento corretto in campo. In alcuni momenti abbiamo provato a tenere di più la palla per andare contro la loro pressione, per non farci vedere intimoriti ed evitare la loro veemenza”.
Niente alibi. Le tante assenze per gli infortuni non devono essere un esimente, secondo Spalletti: “Ci sono giocatori che hanno più qualità a fare determinate cose. Lobotka quando viene attaccato sa girarsi su sé stesso e uscire dagli interventi avversari. Demme e Fabian Ruiz sanno giocare, parlare di chi manca per l’assoluzione significa abbassare la fiducia nei confronti di chi c’è stato. Non credo che il calcio italiano sia indietro. Molte squadre fanno un gioco feroce, propositivo. Se si confronta con alcune formazioni straniere come il Barcellona, noi possiamo esprimerci a livello alto ma magari avendo tutti a disposizione la differenza sarebbe sembrata minore. Fischi a Insigne? Sono pochi rispetto a quelli che lo hanno apprezzato negli anni, anche stasera ha fatto la sua parte e abbiamo ancora bisogno di lui”. In ogni caso, domenica ci sarà da affrontare la Lazio, uno scontro diretto decisivo per le ambizioni di scudetto del Napoli. “Dobbiamo riorganizzarci, senza affogare in questo risultato. Tra due giorni siamo già in partenza per giocare a Roma” è l’appello dell’allenatore.
L’amarezza è palpabile anche nelle parole di Dries Mertens. “Peccato, lo stadio pieno era pieno, c’era l’atmosfera perfetta. Il Barcellona ha fatto una grande partita, noi non ci siamo espressi ad alti livelli ma non dobbiamo abbassare la testa perché domenica ci attende una sfida importante contro la Lazio”, ha analizzato il belga. “Non è sempre una questione di carattere – ha proseguito – ci sono tanti fattori come gli infortuni. Non ci si può sempre allenare bene, giochiamo tante partite. È dura purtroppo, proveremo a dormire sereni per prepararci a dovere. Dobbiamo imparare da queste sconfitte, abbiamo tanti giovani che non sono abituati ad un certo tipo di gare”. Secondo Zielinski, invece, il problema è stato l’approccio: “Non possiamo concedere due gol così presto e facilmente, davanti non siamo stati convinti. Avremmo dovuto sfruttare di più gli spazi alle spalle della linea difensiva e sbagliare meno in uscita. Spero che una serata così non mini la nostra consapevolezza”.