Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA ANGELA CECERE Napoli. Marea azzurra pronta a invadere Berlino. Quando gli azzurri scenderanno sul perfetto tappeto verde dell’Olympiastadion si renderanno conto di essere “dentro” la storia, del calcio e non solo. E senza bisogno di sfogliare il libro di quella storia, basterà ascoltare il rumore degli oltre 70mila tifosi che riempiranno questo imponente impianto teutonico. Tutto esaurito nello stadio dove l'Italia vinse il campionato del mondo, con oltre 70mila spettatori complessivi. Da Napoli sono arrivati oltre 3mila tifosi, ma la Germania è terra di migrazione e c’è da scommettere che altre migliaia di italiani si uniranno per spingere la squadra di Garcia a una vittoria che spianerebbe la strada verso gli ottavi di finale.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA La sfida tra Torino e Inter si conclude con la vittoria dei nerazzurri per 3-0. Decidono Thuram, il solito Lautaro Martinez e Calhanoglu su rigore.
LE PAGELLE DELL’INTER
SOMMER 7
Protagonista assoluto con interventi di grande valore a conferma che si tratta di un portiere affidabilissimo. Fa il suo e lo fa alla grande. Saracinesca.
PAVARD 6
Ha grande eleganza. Bravo quando c'è da impostare. In fase difensiva, in un paio di occasioni, non è determinato come servirebbe (13' st Dumfries 7: entra e confeziona l'assist per Thuram che vale l'1-0. Quarto assist stagionale).
DE VRIJ 6,5
Molto attento sui tanti cross in area nerazzurra. Gestisce gli attaccanti granata con tanta abilità. L'esperienza l'aiuta nelle situazioni più complicate.
ACERBI 6,5
La sua personalità si fa sempre sentire. Bravo a dare anche i tempi di gioco. In difesa non si fa mai sorprendere. Attento.
DARMIAN 6
Fa il suo compitino senza strafare ma anche senza commettere errori. Tatticamente sa esattamente dove posizionarsi. Nessuno lo sorprende (45' st Bisseck sv).
BARELLA 5,5
Meno lucido del solito. Sbaglia qualche pallone di troppo e, soprattutto, non rischia quasi mai la giocata importante. Potrebbe fare di più (13' st Frattesi 6,5: molto dinamico.
CALHANOGLU 7
Tanto valore oscuro. Nelle conclusioni non è particolarmente fortunato. Non smette mai di correre e mettersi al servizio della squadra. Dai suoi piedi arriva la palla del 2-0 di Lautaro. Poi, nel recupero, la rete, su rigore, del definitivo 3-0.
MKHITARYAN 6,5
Bravo soprattutto in fase di interdizione. Ha un paio di occasioni per far male a Milinkovic-Savic ma non inquadra la porta.
DIMARCO 5,5
Le sue proverbiali palle in mezzo all'area non arrivano con la doverosa continuità. Sembra in affanno a livello fisico. In difesa dà una mano (13' st Carlos Augusto 6:porta freschezza e velocità).
LAUTARO 6,5
Gioca troppo spalle alla porta. E' spesso costretto a rientrare per toccare palla. Alla fine, su calcio d'angolo, trova il suo 11esimo gol in campionato. Letale (36' st Klaassen sv).
THURAM 6,5
Nella prima frazione viene fermato con troppa facilità. Tocca pochi palloni fino al 60' quando, ben servito da Dumfries, segna la rete che sblocca la partita. Bomber vero.
ALL. INZAGHI 7
Ha il merito di indovinare i cambi giusti. Vince una partita molto difficile, portando a casa tre punti vitali. In difesa altre conferme. In attacco ci pensa la coppia d'oro Lautaro-Thuram. diFabrizio Ponciroli LEGGO.IT
inserito da Michele Pappacoda Stacco di fine stagione: ha senso farlo oppure no? Una domanda che è lecito porsi, visto che stanno cambiando alcune tendenze nel mondo dell’allenamento, sempre più legato alle evidenze scientifiche e sempre meno radicato alle “credenze” tramandate da ciclisti e preparatori di un tempo.
Fino a qualche anno fa lo stacco completo durante la “offseason” era quasi obbligatorio per ciclisti e bikers di tutti i livelli, che riposavano una, due, tre settimane (a volte anche di più), con l’obiettivo di “rigenerarsi”, anche mentalmente, prima di tornare a faticare… Ma c’è una spiegazione scientifica? Che differenze ci sono tra amatori e professionisti? Come gestire al meglio lo stacco di fine stagione? Ne abbiamo parlato con Matteo Lonati (foto in basso), dottore in Scienze Motorie e preparatore atletico molto affermato.– Negli ultimi anni il punto di vista di atleti e preparatori nei confronti dello stacco di fine stagione sembra essere un po’ cambiato. È così? – Ciao a tutti. Lo stacco di fine stagione è ancora molto gettonato, ma è importante distinguere la necessità fisica e quella psicologica. La necessità fisica proviene da un corpo che è stato altamente stressato durante la stagione e presenta sintomi ben chiari, come perdita di massa magra e grassa, profilo ormonale compromesso, calo dei propri parametri di performance atletica. A livello psicologico, invece, ci può essere la voglia e il bisogno di dedicarsi ad altre passioni e/o voler dedicare del tempo a tutto quello che la bici ha portato a trascurare. Poi è doveroso fare una distinzione tra professionisti e amatori.– Spiegaci meglio – Il professionista deve staccare al 100%, perché ha delle necessità sia fisiche che psicologiche. Soprattutto a livello fisico deve ritrovare una situazione di calma e destrutturare tutto il lavoro fatto in stagione, che spesso è a tetto per volume, intensità e densità, per poi ricostruire. Per l’amatore è più un aspetto psicologico, perché a livello fisico difficilmente raggiunge stressor biologici che necessitano un reale stacco. – Amatori vs professionisti: quali differenze pratiche ci dovrebbero essere nello stacco di fine stagione? – Facendo riferimento al solo “stacco”, inteso come totale riposo, il professionista può permettersi più giorni e concedersi eventualmente qualche sgarro maggiore a livello alimentare, perché successivamente avrà tutto il tempo per ricostruire. L’amatore, se esagera con lo stacco, va incontro ad un de-allenamento e/o ad un peggioramento della propria composizione corporea, che poi ci metterà più tempo a recuperare, non potendo fare soltanto l’atleta nel periodo successivo. – In base a quali parametri si decide se fare o non fare un “vero” stacco ed eventualmente la sua durata? – Parametri biologici verificati tramite esami ematici, spettro ormonale in combinazione con la stanchezza percepita e la semplice voglia di fermarsi. Bastano 7-15 giorni per avere un buon rigenero e ripartire motivati. – Riposo completo o attività alternative? Eventualmente, quali sarebbe meglio praticare in questa fase di transizione? – Personalmente preferisco un rallentamento e non un vero e proprio stacco, o al massimo 7 giorni di riposo totale. L’ideale sarebbe praticare un’attività alternativa in cui viene comunque stimolata la componente aerobica e magari anche la componente forza. Per il ciclista, le più utili sono le camminate in montagna e la corsa in salita. – Secondo la scienza e secondo la tua filosofia, quale dovrebbe essere la durata minima e massima per far sì che lo stacco di fine stagione aiuti a rigenerarsi senza avere un calo di condizione eccessivo? – In sette/dieci giorni la performance di endurance cala, l’abilità di utilizzare ossigeno peggiora di un 4-10% e di conseguenza anche il massimo consumo d’ossigeno, indipendentemente dal livello raggiunto dall’atleta. Avviene anche una perdita di un 5-8% nella forza (componente massimale) e sopra i dieci giorni i cali sono ancora più importanti. – Lo stacco di fine stagione va adattato in base all’età dell’atleta? Ovvero, andando avanti con gli anni bisogna cambiare qualcosa? – Andando avanti con gli anni è più importante ridurre o non fare un totale stacco, per evitare l’eccessiva perdita di massa magra e contrattile. Lo stacco dalla bici potrebbe essere sostituito da alcuni lavori sulla forza in palestra, ad esempio. La componente forza, infatti, negli atleti meno giovani diventa il reale fattore limitante. fonte DI DANIELE CONCORDIA https://www.bicidastrada.it/ciclismo-e-stacco-di-fine-stagione-si-o-no/
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Dopo aver mosso la classifica grazie al successo interno ai danni dell’Estra Pistoia, la Givova Scafati vuole provare a confermare il buon momento di forma e ad inanellare la prima vittoria in trasferta di questo campionato di serie A 2023/2024, giunto alla quarta giornata. Ci proverà domenica sera, alle ore 18:30, alla Vitrifrigo Arena, contro i padroni di casa della la Carpegna Prosciutto Pesaro, reduce da una importante vittoria esterna sul parquet di Brindisi. Coach Sacripanti potrà contare ancora una volta sull’organico al completo, rinvigorito dal primo urrà stagionale e desideroso di piazzare il primo colpo in trasferta. L’AVVERSARIO Non sarà facile imporsi contro la formazione allenata da coach Buscaglia, che dispone di una rosa competitiva, trascinata dalla guardia statunitense Bamforth (2,7 assist e 16 punti di media, con il 68,8% da due e il 37,3% da tre), dal connazionale Bluiett (ala da 15 punti e 5,3 rimbalzi di media) e dalla coppia di italiani formata da Totè (centro da 12 punti e 5,3 rimbalzi di media) e Tambone (guardia da 10,3 punti di media). A costoro vanno poi aggiunti il playmaker a stelle e strisce McCallum (3,7 assist di media), la guardia Visconti, l’ala USA Ford (6 rimbalzi di media), il centro tedesco Schilling e l’ala Mazzola. LE DICHIARAZIONI L’ala grande Kruize Pinkins: «Stiamo attraversando un buon momento di forma e stiamo lavorando sodo per sistemare tante piccole cose. La vittoria casalinga contro Pistoia ci ha caricati di entusiasmo, ma non ci ha appagati: a testa bassa siamo già proiettati al prossimo impegno contro Pesaro. Affronteremo in trasferta una squadra a cui piace giocare veloce e segnare nei primi secondi di attacco, quindi dovremo concentrarci sul contenere le loro transizioni e sul tenerli a metà campo. Particolare attenzione difensiva ci vorrà sulle loro ali, che sono ottimi realizzatori. Poi in difesa servirà solidità, mentre in attacco dovremo fare cose semplici ed essere costanti nel rendimento, evitando gli alti e bassi, pericolosi soprattutto in trasferta». TVOGGISALERNO
INSERITO DA ANGELA CECERE Avellino. Ripresa della preparazione in casa Avellino dopo il 4-1 rifilato al Potenza al "Partenio-Lombardi". Lunedì (ore 20.45) i lupi saranno ospiti della Casertana al "Pinto" e Michele Pazienza ritrova Simone Benedetti. Il difensore ha scontato il turno di squalifica lunedì scorso e torna a disposizione dopo un match vissuto con un'emergenza annullata brillantemente con l'utilizzo di Marco Armellino e Tommaso Cancellotti nel pacchetto arretrato. Benedetti garantirà, ovviamente, una soluzione più comoda nella gestione della rosa e del reparto difensivo. Falbo sarà il primo degli infortunati a rientrare in gruppo Sono ore cruciali per scoprire l'eventuale accelerazione nei tempi di recupero per diverse pedine. Luca Falbo appare come il più vicino al ritorno in gruppo. L'elongazione al terzo medio del bicipite femorale destro è oramai superata e per l'esterno sinistro si profila il programma di riatletizzazione. Lesione al capo lungo dell'adduttore destro pressoché cicatrizzata per Jacopo Dall'Oglio, ma per l'ex Palermo si apre ora la fase di riabilitazione e idrokinesiterapia. Sonny D'Angelo ha, invece, iniziato la riatletizzazione per dire addio definitivamente al trauma distorsivo contusivo alla caviglia destra. Sempre in 6 ai box con il lungodegente Russo Solo tra qualche giorno Cosimo Patierno abbandonerà il tutore a cui è costretto per la lesione al collaterale interno della gamba destra e successivamente sarà riabilitazione per l'attaccante pugliese. Thiago Cionek e Michele Rigione hanno già avviato il programma riabilitativo per superare le lesioni distrattive rispettivamente al gemello mediale destro e al capo lungo del bicipite femorale sinistro. Nei fatti, è ancora incerta la data del ritorno in gruppo per i due difensori. C'è poi Raffaele Russo, che prosegue nella tabella di marcia di riprendersi completamente dalla ricostruzione del legamento crociato.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Nella settimana che precede l'importante incontro, la Salernitana ha lavorato alacremente per ricompattarsi in vista del match presso l'U-Power Stadium di Monza. Paulo Sousa e la squadra si sono ritrovati in una pizzeria a Salerno, un momento di condivisione per ritrovare serenità e l'energia necessaria per proseguire la lotta per la salvezza. Sousa potrà contare su Candreva, che sicuramente sarà tra i titolari. Coulibaly, sebbene guarito, inizierà dalla panchina. In difesa, confermati da Sousa stesso, ci sarà Ochoa tra i pali. La linea difensiva dovrebbe essere composta da tre uomini: Daniliuc, Gyomber e Pirola. A centrocampo persiste l'incertezza tra Maggiore e Martegani, con l'italo-argentino favorito. In attacco, Candreva affiancherà Cabral, dietro all'attaccante centrale Boulaye Dia. Per quanto riguarda le ali, a destra c'è indecisione tra Kastanos e Mazzocchi, mentre a sinistra Bradaric sembra essere il prescelto. Dall'altra parte, il Monza guidato dall'ex calciatore Raffaele Palladino vive un periodo di forma, sottolineato anche dalla recente vittoria in trasferta contro il Sassuolo. Palladino è intenzionato a mantenere l'attuale trend positivo. In attacco, si prevede la conferma di Colombo, mentre Papu Gomez, nuovo acquisto dal mercato degli svincolati, dovrebbe partire dalla panchina. A centrocampo, Pessina farà coppia con Gagliardini. Sulle fasce, Birindelli e Ciurria sono attesi come titolari. Probabili formazioni: MONZA (3-4-2-1): Di Gregorio; Carboni A., Mari, Caldirola; Birindelli, Pessina, Gagliardini, Ciurria; Mota, Colpani; Colombo. Allenatore: Palladino SALERNITANA (3-4-2-1): Ochoa; Daniliuc, Gyomber, Pirola; Mazzocchi, Legowski, Martegani, Bradaric; Cabral, Candreva; Dia. Allenatore: Sousa Arbitro: Massimi di Termoli (Assistenti: De Meo, Laudato. Quarto Ufficiale: Cosso. VAR: Abbattista di Molfetta. AVAR: Meraviglia). Monza-Salernitana, in programma domenica 8 ottobre, sarà trasmessa in diretta sia su SKY che su DAZN, con collegamenti previsti a partire dalle ore 12:00. di Vincenzo Milite IL VESCOVADO
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Il Maradona torna a sorridere nella prima notte d'autunno, e gli azzurri si riprendono il proprio pubblico dopo un periodo di tensioni. Nelle ultime 36 ore è successo di tutto, poi il confronto anche con toni accessi nelle chiuso dell'Hotel Serapide di Pozzuoli fra squadra e staff tecnico ha prodotto il rtisultato sperato. Alla fine l'elefante partorisce il topolino, con la classica via di mezzo fra lo spartito che i giocatori ormai conoscono a memoria e qualche piccola innovazione a cui il tecnico francese non ha voluto rinunciare. Quel tanto che fa tutto con un cambiamento di approccio alla gara che ha accesa la notte dei mirracoli, e il Napoli è ritornato ad essere il Napoli dello scorso campionato. Con il ritorno di Mario Rui sulla fascia sinistra si è ripristinata la catena delle meraviglie con un Kvara di rigenerato, a destra la garanzia di sempre del capitano e di Politano egragiamente sostituito da Lindstrom che conferma quanto di buono si era detto su di lui, le chiavi del centrocampo di nuovo nelle mani di Lobotka e l'orchestra ha ricominciato a suonare come sa, complice anche una condizione atletica che sta, seppur faticosamente, ritornardo ad essere quella di un tempo. Buona anche la prestazione dell'inedita coppia centrale Natan-Ostigard che hanno fatto il compitino senza sbavature. Discorso a parte per Osimhen, il nigeriano è animale da campo, quando gioca non ci sta a perdere dando sempre il massimo ma chiedendo il massimo anche agli altri allenatore compreso, e poco importa delle polemiche. Certo i rapporti con società e allenatore restano ai minimi storici, ma la sosta potrebbe consentire una ricucitura nelle relazioni almeno di facciata. Ultima nota per Zielinski e Simeone, il primo ha dimostrato ancora una volta di essere napoletano dentro e nel momento più difficile si è preso la responsabilità di calciare un rigore che dopo il crack di Bologna pesava, il secondo per aver dimostrato di essere in grado di farsi trovare sempre pronto, ma che non può essere uomo da 5 minuti a partita. Un consiglio a Garcia, la smetta di fare il francese spocchioso e si cali nella realtà di Napoli e del Napoli, porti a casa quanto di buono ha fatto questa squadra negli untimi 15 mesi e poi, man mano, ci metta del suo quando serve. di Gaetano Mataluni IL CORRIERINO
INSERITO DA ANGELA CECERE Napoli. "E' stato un successo difficile e importante". Rudi Garcia commenta così la vittoria del Napoli in Portogallo. "Riuscire a conquistare i 3 punti in campo europeo è sempre molto complicato contro ogni avversario. Stasera avremmo dovuro segnare di più per le tante palle gol create". "Nel primo tempo abbiamo colpito pali e traverse, non siamo stati fortunati, ma nonostante questo avremmo dovuto raddoppiare e proteggere il risultato" "Invece fallendo le occasioni del 2-0 ci siamo esposti alla loro offensiva finale e abbiamo rischiato moltissimo". "Mi è piaciuta la reazione dopo l'1-1, abbiamo segnato con un autogol ma è anche vero che siamo stati capaci di riprendere la partita attaccando e quei cross tesi che facciamo spesso in area diventano pericolosi anche per i difensori". "Siamo stati l'unica squadra italiana a vincere in questo primo turno e questo ci deve far capire quanto sia difficile giocare in Champions. Sono soddisfatto per i tre punti che ci portano in testa al girone e dobbiamo proseguire con questo carattere. Questa è stata la vittoria del gruppo..."