SPORT NEWS E SPORT LOCALE Rabbia del Milan, danni agli spogliatoi dello Juventus Stadium. Il club: "No comment"
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Un'altra bufera sugli arbitri accompagna la Juventus nel volo verso il sesto scudetto consecutivo. Dieci giornate da giocare, 8 punti di vantaggio come minimo (se la Roma vince domani): i giochi sembrano fatti per entrare nella "leggenda" dei sei scudetti consecutivi. Per la capolista, che ha piegato il Milan con il discusso rigore di Dybala per un fallo fischiato al minuto 49 e 30" del secondo tempo, l'unica conseguenza della burrascosa serata sono le 'ferite' allo spogliatoio, causate dallo sfogo rabbioso di alcuni giocatori di Montella.
Danni ad arredi e simboli dei successi bianconeri, staccati e fatti a pezzi, secondo quanto filtrato dallo 'Stadium'. Il Milan si trincera dietro il "no comment", la Juventus non si sofferma sull'accaduto, ma l'escalation di proteste e rabbia che sta avvelenando il clima delle partite casalinghe dei bianconeri, sconcerta anche il club guidato da Andrea Agnelli. Che ricorda come anche ieri il primo episodio da moviola della partita sia andato a suo danno, il rigore negato a Dybala per un fallo di Zapata. E che, sul web, evidenzia i numeri della partita: "20 a due il conteggio dei tiri effettuati, la rete del momentaneo pareggio rossonero arrivata col primo tiro nello specchio e con il primo tocco in area di rigore".
Le scuse di Montella "a nome della squadra, per la veemenza e l'esagitazione", fatte ieri sera nella sala conferenze dello 'Stadium' prima che si sapesse dei vandalismi nello spogliatoio, hanno già svelenito un po' il clima, ma resta il disappunto degli stessi bianconeri: "Quando gli episodi sono a nostro favore, si fa sempre un bordello", è stata la frecciata di Allegri, che si è accompagnata all'ironia di Dybala: "Siamo abituati alle lamentele, ma bisogna essere più onesti: quando capita a noi, continuiamo a lavorare e basta". E al lavoro i bianconeri sono tornati già questa mattina, a Vinovo, per preparare il ritorno degli ottavi di Champions con il Porto, martedì sera allo 'Stadium'.
La Juventus parte dal 2-0 dell'andata al 'Dragao', è praticamente in una botte di ferro. E sogna in grande, come testimonia Dani Alves: "Sono convinto - dice l'esterno brasiliano - che, se facciamo la nostra strada con tranquillità e personalità, senza paura di sbagliare, possiamo arrivare fino alla fine". Martedì sera Allegri riavrà Cuadrado, assente con il Milan per squalifica, e Manduzkic, bloccato all'ultima ora da una colica intestinale, ma probabilmente ancora mancherà ancora Chiellini. "Non vediamo l'ora di giocare con il Porto - dice ancora Dani Alves - e di vivere il sorteggio dei quarti di finale. Sono arrivato in una squadra che vuole vincere tutto. Non abbassiamo mai la testa, non perdiamo mai la voglia: questo, alla fine, ti fa portare a casa il risultato". Allegri ha fatto pubblicamente i complimenti ai suoi giocatori, "che non si accontentano mai", ma ha ricordato come il primo imperativo sia "non abbassare la guardia"
ANSA
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Un ritorno in grande stile: Gian Piero Gasperini arriva a San Siro con tutto l'orgoglio di un leader del calcio, alla guida della giovane Atalanta che sta facendo sognare una città e affascinando l'intera Italia del pallone. Affrontare l'Inter ha sempre il sapore della rivincita, la sua avventura in nerazzurro ha lasciato l'amaro in bocca e c'e' da attendersi una partita intensa. Oltre sessantamila tifosi sono attesi domenica per l'ennesimo scontro diretto che Stefano Pioli deve necessariamente vincere per tenere in piedi le ultime e deboli speranze di un posto in Champions League.
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Torna in campo la Serie A per l'anticipo domenicale delle 12:30. La sfida è Sassuolo-Bologna.

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA In trasferta viaggia come un bolide di formula uno, in casa a una velocità decisamente più ridotta. La differenza finora è quasi tutta lì rispetto all’anno scorso quando gli azzurri avevano un solo punto in più (58 invece di 57) ma al San Paolo viaggiavano a marce alte mentre fuori avevano più problemi.



INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Dal paradiso all'inferno, per risalire di nuovo nell'Olimpo del calcio. Nessuna squadra, in 186 precedenti delle coppe europee, era riuscita a qualificarsi dopo aver perso 4-0 fuori casa. L'impresa l'ha compiuta il Barcellona superando 6-1 il Paris Saint Germain in un Camp Nou infuocato. Per la decima stagione consecutiva i catalani arrivano ai quarti di Champions, ed anche questo è un record. Luis Enrique l'aveva detto alla vigilia: "Se una squadra ci ha fatto quattro reti, noi siamo in grado di segnarne sei".Ed è stato buon profeta, forse al di là dei suoi stessi proclami. Per riuscire a ribaltare un pronostico che già in partenza lo vedeva sfavorito, il Barcellona la partita l'ha dovuta vincere due volte. Dopo essersi portato sul 3-0 (ed aver chiuso il primo tempo con un promettente 2-0 grazie alle reti di Suarez ed all'autogol di Kurzawa, alle quali si era aggiunto in avvio di ripresa un rigore trasformato da Messi), al primo contropiede finalmente ben costruito dal Psg, Edinson Cavani (al 17') ha realizzato il gol che sembrava estromettere i blaugrana dal torneo. I parigini potevano così tirare un po' il fiato, sentendo la qualificazione quasi in tasca. Con meno di 30 minuti da giocare il Barcellona doveva segnare altre tre reti, impresa che appariva lontanissima, anche perché sul 3-1 Messi e compagni hanno attraversato una fase di sbandamento, rischiando di prende la seconda rete. Ma l'azione del Psg, ancora con Cavani al tiro, si è spenta contro il palo. Barcellona a casa? Così sembrava, quando al 43' la punizione pennellata da Neymar ha portato il risultato sul 4-1. Ma servivano ancora due reti per trasformare il miraggio in realtà. La prima l'ha realizzata ancora Neymar, trasformando - quando si era già nei 5' di recupero - un rigore piuttosto dubbio per fallo di Rafinha su Suarez. L'impresa è lì, ad un passo, ma i secondi che mancano alla fine sono un pugno. 
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA 08/03/2017 - Il tecnico del Napoli, Maurizio Sarri, esalta la prestazione dei suoi. "Questa partita per noi è una botta di fiducia, abbiamo dimostrato di poter giocare ad altissimi livelli. I primi 55 minuti ci dicono che abbiamo messo in difficoltà la squadra più forte del mondo, c'è la sensazione di poter diventare competitivi anche a questi livelli aggiungendo un po' di fisicità. Abbiamo un bel futuro, l'ultimo passo è sempre quello più difficile". L'analisi dell'allenatore azzurro, che scherza con Arrigo Sacchi - "So che hai portato tu Sergio Ramos al Real" -, è volta all'ottimismo. "Nel primo tempo li abbiamo tenuti lontani dall'area e siamo stati bravissimi, per mantenere quell'intensità avrei avuto bisogno di una condizione nervosa e mentale ottimale, quei due gol ci hanno tolto forze anche dal punto di vista emotivo visto che la qualificazione era irraggiungibile: senza un obiettivo ci siamo persi. Il Real è una squadra fortissima, in queste situazioni ti serve anche un po' di fortuna per tenere in bilico il passaggio del turno. Se avessimo trovato il 2-0 avremmo avuto più benzina". Stuzzicato sui possibili modi per fermare Sergio Ramos, Sarri non sembra avere soluzioni: "Parliamo di un giocatore che in queste situazioni è un fuoriclasse, capace di segnare 7-8 gol a stagione in questo modo, contro di lui puoi subire sia a uomo, sia a zona. A livello di fisicità qualcosa concediamo a squadre del genere, possiamo diventare vulnerabili".
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA 08/03/2017 - - "Andiamo fuori a testa alta, per un tempo abbiamo dimostrato di giocarcela contro una delle migliori". Capitan Marek Hamsik prova a guardare il bicchiere mezzo pieno: il centrocampista, tra i migliori in campo, analizza a caldo la sconfitta con il Real Madrid. "Peccato per i gol sui calci piazzati, dobbiamo migliorare. Queste partite si decidono anche su queste cose, è un peccato. Abbiamo dimostrato però che ci possiamo stare alla grande con i più grandi, questo sarà un punto di partenza, ora ci concentriamo sul campionato e la Coppa Italia dove si può ancora andare avanti. Se c'è delusione? No no, andiamo via a testa alta e da domani dovremo pensare al Crotone che sarà fondamentale".
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA 08/03/2017 - Il Napoli domina, segna (Mertens) e sogna per un tempo, mettendo all'angolo un Real Madrid irriconoscibile e quasi spaventato dal pressing furioso di Hamsik e compagni; poi arriva l'intervallo, Zidane sistema qualcosa a livello tattico ma soprattutto trova la testa del solito Sergio Ramos, che per due volte - nel giro di sei minuti e su angoli di Kroos - punisce Reina, rimonta come all'andata (il tris lo firma Morata a tempo quasi escaduto) ed elimina il Napoli dalla Champions League. Considerata la gara del Bernabeu, la qualificazione dei campioni d'Europa e' meritata, ma la sensazione e' che il Napoli avrebbe quantomeno potuto tenere in vita piu' a lungo le sue speranze: troppe pero' le ingenuita' difensive nell'arco dei 180' per tenere testa a un Real apparso comunque tutt'altro che irresistibile, tenuto su dalla bravura dei suoi campioni (nonostante una BBC piuttosto in ombra) molto piu' che da un'organizzazione di squadra.