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sez.politica

SEZ. POLITICA ROMA Legge elettorale: Renzi, ok del Senato prima dell'elezione del presidente della Repubblica

17 Dicembre 2014, 17:19pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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10484944 267305636773102 494429539358328247 n INSERITO DA ANGELA CECERE

Il premier: obiettivo è approvare la legge elettorale in Senato entro gennaio L'obiettivo è approvare la legge elettorale in Senato entro gennaio, prima dell'elezione del nuovo presidente della Repubblica. Lo ha detto, secondo quanto riferisce più di un presente, il premier Matteo Renzi nel corso dell'assemblea con i senatori Pd. "Non possiamo abbandonare i lavoratori o veder svendere Ilva al primo privato che vuole approfittarne". Così il premier Matteo Renzi nel suo intervento all'assemblea Pd, secondo quanto riferito su Twitter da Francesco Russo. Un presente alla riunione aggiunge che il premier ha annunciato il decreto in Cdm il 24 dicembre. No a una norma transitoria da inserire nella legge elettorale per una "legge ponte" in caso si vada a votare prima dell'approvazione dell'Italicum. Lo ha detto, secondo quanto si apprende, il presidente del Consiglio Matteo Renzi nell'assemblea al Senato. La proposta di alcuni senatori renziani era inserire il Mattarellum come norma transitoria dell'Italicum. Via libera alla riforma costituzionale alla Camera entro il 31 gennaio. E' l'obiettivo indicato, secondo quanto si apprende, dal presidente del Consiglio Matteo Renzi nel corso dell'assemblea con i senatori Pd. Sì a fissare una data certa per l'entrata in vigore dell'Italicum. Lo ha ribadito, secondo quanto si apprende, Matteo Renzi nel corso dell'assemblea con i senatori del Partito democratico. Il premier, secondo quanto riferisce Francesco Russo su Twitter, ha ribadito i cardini della riforma: "Abbassamento delle soglie di sbarramento, parità di genere, no all'apparentamento" delle liste. E ancora: "Ballottaggio, no a veto di piccoli partiti, premio di maggioranza, no liste bloccate, regole condivise". Per eventuali modifiche alla legge elettorale - avrebbe aggiunto - serve l'accordo di tutti i partiti della maggioranza e di Forza Italia. Alcuni senatori dem hanno sollecitato in particolare una modifica sui cento capilista bloccati. Votiamo nel 2018 con l'Italicum - Si andrà a votare con l'Italicum nel 2018. Lo ha ribadito Matteo Renzi, secondo quanto riferiscono i presenti, nel corso dell'assemblea del Pd. Poiché l'orizzonte è la scadenza naturale della legislatura, ha spiegato il premier, è possibile fissare per l'entrata in vigore della nuova legge elettorale anche una data differita rispetto alla sua approvazione.

ANSA

17.12.2014.

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SEZ. POLITICA CURRÒ LASCIA IL M5S, INSULTI SULLA PAGINA FB. "VERGOGNA, GIUDA. QUANTO È DURATA L'ASTA?"

16 Dicembre 2014, 16:11pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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10484944 267305636773102 494429539358328247 n INSERITO DA ANGELA CECERE

ROMA - "Verme", "infame", "traditore", "Giuda". Fioccano insulti sulla bacheca Facebook di Tommaso Currò, il deputato ormai ex M5S che oggi ha lasciato il gruppo dopo un vibrante intervento nell'Aula della Camera. "Quanto è durata l'asta? Giuda", chiede un follower. "Dopo aver ascoltato il tuo commento, l'unica cosa da dire è che fai schifo. Ora sarai orgoglioso di andare a braccietto coi delinquenti del Pd e company", scrive un altro internauta. "A me fai schifo, i vermi sono più importanti di te...", affonda un'attivista. "Gli elettori che lo hanno votato si riuniscano - propone un altro militante - e ne chiedano l'uscita dal Parlamento, non ha rispettato il mandato". "Vergogna - scrive un follower - mai sentito niente di più ignobile di quello che ha detto e senza rispetto per chi lo ha votato. Semplicemente doveva dimettersi non vendersi per chissà quanti denari

LEGGO.IT

16.12.2014.

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SEZ. POLITICA CURRÒ LASCIA GRILLO E IL M5S E VOTA PER RENZI: OVAZIONE DAL PD. IN AULA SCOPPIA IL CAOS -VIDEO

16 Dicembre 2014, 16:02pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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10484944 267305636773102 494429539358328247 n INSERITO DA ANGELA CECERE

Il deputato Tommaso Currò lascia il M5S. Lo annuncia nell'aula della Camera, dopo un vibrante intervento in cui sconfessa il Movimento e annuncia il voto favorevole alla risoluzione di maggioranza sulle comunicazioni del premier Matteo Renzi sul semestre italiano in Ue. CAOS IN AULA L'annuncio di Tommaso Currò di lasciare il gruppo di M5S arriva come un fulmine a ciel sereno. Lo applaudono in piedi tutti i deputati del Pd e della maggioranza, nel M5S dopo un silenzio iniziale qualcuno polemicamente fa gesti di esultanza, altri vanno da Currò a chiedergli perchè stia lasciando il loro gruppo. Quando Currò dice parole di elogio al governo, Carlo Sibilia si alza e sfregando le dita tra loro urla a Renzi, che però lo ignora, «Lo hai pagato, eh?», mentre dal gruppo del Pd si invita al silenzio. Il presidente del Consiglio Renzi lascia l'Aula solo dopo che Currò finisce l'intervento e si risiede al suo posto, mentre il compagno di banco si era platealmente allontanato. RENZI: "CAPITA LA MIA APERTURA" «Io ho fatto un'apertura ed è stata capita». Lo ha detto Matteo Renzi lasciando l'aula della Camera a chi gli ha chiesto del voto di Tommaso Currò a favore del governo. URLA E INSULTI IN TRANSATLANTICO Urla ed insulti in Transatlantico alla Camera al termine del dibattito dell'Aula dopo che Tommaso Currò ha annunciato di lasciare il M5S. Protagonisti sono alcuni deputati M5S e Ignazio La Russa di Fdi. L'ex ministro attacca l'ormai ex cinquestelle per «aver cambiato casacca in corso»; alcuni deputati non gradiscono e contrattaccano. La discussione prosegue in Transatlantico e velocemente si arriva all'insulto personale. La Russa si rivolge a Walter Rizzetto, dissidente M5S: «Ti brucia, eh? Te ne devi andare. Imbecille». «Te ne devi andare tu che sono trent'anni che sei qui, coglione. Se la destra non esiste più, è colpa tua», replica il deputato friulano. Nello scontro interviene anche il deputato di Sel, ma ex M5S, Adriano Zaccagnini: «Sei un maiale. Mi riferisco alla »Fattoria degli animali«. Quanti incarichi hai dato a tuo figlio? Tanti, eh», dice il deputato romano a La Russa. «Oggi si è assistito alla saldatura tra il direttorio M5S e Fdi. Ecco i fascio-grillini». «Ma chi è questo sfigato?», replica La Russa. Poi interviene Rampelli: «Con quelli di Sel non ci si può neanche ragionare». Zaccagnini replica a sua volta: «A te ti conosco. Stavi a fà i banchetti con i comitatini pè chiedè le dimissioni di Marino perchè ve dava fastidio. Tu stavi a magnà co sta gente». Sullo sfondo i commessi che assistono alla scena, pronti ad intervenire prima che si arrivi alle mani.

LEGGO.IT

16.12.2014.

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SEZ. POLITICA Quirinale, Berlusconi: patto Nazareno influenzerà scelta. Serracchiani: assolutamente no

15 Dicembre 2014, 17:31pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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Ex premier: 'Patto' ci dà fastidio ma riforme servono Come conseguenza logica del Patto del Nazareno c'è anche il fatto che "non potrà essere eletto un capo dello Stato che a noi non sembri adeguato all'alta carica istituzionale che deve ricoprire". Così Silvio Berlusconi, intervenendo con una telefonata a una cena di sostenitori a Imola nel bolognese. "Abbiamo ritenuto di dover stipulare quel patto del Nazareno che ci ha dato e ci dà tanto fastidio - ha aggiunto l'ex premier - perché ci ha impedito una opposizione vera su tutto, ha creato delle difficoltà al nostro interno, ha confuso il nostro elettorato". "Ma come facevamo a dire di no a delle riforme che erano e sono le nostre riforme?". Arriva la replica del vicesegretario del Pd, Debora Serracchiani: la scelta del prossimo Capo dello Stato è nel Patto del Nazareno come ha detto Silvio Berlusconi? "Assolutamente no, nel patto del Nazareno ci sono impegni importanti come le riforme" costituzionali e istituzionali. Il dibattito politico sul Quirinale. Intervenendo sul tema dall'assemblea Pd il premier Matteo Renzi ha affermato che "quando sarà il momento", non ha dubbi che "il Pd, dopo una discussione interna, andrà a parlare con le altre forze politiche e individuerà il successore" del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Il ministro dell'Interno Angelino Alfano, parlando alla trasmissione In mezz'ora, ha invece sottolineato che il Nuovo Centrodestra sul Quirinale ha "le idee chiare", auspicando che "Renzi non la ponga in termini di partito. Noi vogliamo uno che rappresenti tutti - ha detto Alfano -, crediamo che l'unto dal signore debba venire da fuori". "Non abbiamo difficoltà a fare una scelta comune con Forza Italia" per il presidente della Repubblica, "anzi la auspichiamo". Su Twitter il capogruppo dei deputati di Sinistra Ecologia Libertà Arturo Scotto scrive: "Berlusconi in uno dei suoi rari slanci di sincerità confessa che il nuovo capo dello Stato sta dentro il Patto del Nazareno. Lavoreremo perché questo accordo di potere salti, nell'interesse del Paese". "Il presidente Berlusconi ha sottolineato un concetto che il Pd e Renzi non hanno forse ben chiaro: l'elezione del prossimo presidente della Repubblica rientra nel Patto del Nazareno. Non accetteremo, quindi, fughe in avanti del Partito democratico, qualora intendesse procedere con un nome non condivisibile". Così rimarca Simone Furlan, leader dell'Esercito di Silvio e componente del comitato di presidenza di Fi.

ANSA

15.12.2014.

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SEZ. POLITICA ROMA RENZI: "CHI È DISONESTO NON PUÒ CAMMINARE CON IL PD. GRILLO? GRAZIE A NOI È SPARITO

14 Dicembre 2014, 13:35pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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ROMA - Renzi apre l'assemblea Pd e rivendica i successi del suo Pd. Un messaggio alla minoranza dopo le ultime tensioni e la minaccia di scissione di Civati. Renzi «Il Pd non è il partito della nazione perché immagina chissà quali strane mutazioni genetiche, ma perché avere quei colori vuol dire che il Pd non si accontenta di vedere i sogni dell'Italia stuprati da anni di mal governo», dice il premier. Grazie al Pd è «sparito dallo scenario politico colui che dettava l'agenda un anno fa, Beppe Grillo. Grazie al nostro risultato abbiamo restituito il suo talento alla comicità: andrà in tour, in bocca al lupo». «Anche i Forconi oggi potrebbero andare solo a 'Chi l'ha visto'»."CHI È DISONESTO NON PUÒ CAMMINARE CON IL PD" «Chi è disonesto non può camminare con il Pd, dobbiamo essere molto duri anche al nostro interno. Chi sbaglia paga anche nel Pd. Non tutti gli onesti votano Pd ma chi sta nel Pd deve avere onestà come punto fondamentale». Lo afferma il premier Matteo renzi all'assemblea del Pd. Grandi assenti Massimo D'Alema non è presente all'assemblea del Pd, in polemica con le «minacce» degli ultimi giorni. Manca anche Pier Luigi Bersani, ma per un mal di schiena che lo costringe a casa, senza alcuna intenzione polemica, assicurano i suoi. Gli altri esponenti della minoranza stanno invece arrivando alla spicciolata all'hotel Parco dei principi di Roma che ospita la riunione: si sono visti Cuperlo e Boccia, Fassina e D'Attorre. Rosy Bindi al momento non è arrivata, ma è in programma a breve una sua intervista in tv.

LEGGO.IT

14.12.2014.

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SEZ. POLITICA Renzi dal Papa con moglie e figli: mezz'ora di colloquio privato, sorrisi e strette di mano

13 Dicembre 2014, 14:32pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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Il premier: mortificato di fare errori sul protocollo, ma l'altra volta il Papa mi ha autorizzato a sbagliare E' durato oltre 30 minuti il colloquio privato tra papa Francesco e il premier Matteo Renzi nella Sala della Biblioteca dell'appartamento papale. Alla fine del colloquio è stata fatta entrare la delegazione del presidente del Consiglio e il Papa ha salutato la moglie del premier, Agnese, e i tre figli, Francesco, Emanuele ed Ester. Congedandosi Renzi si è rivolto a papa Francesco con un "grazie di cuore", al quale il Pontefice ha immediatamente replicato: "No, grazie a Lei". Quindi ancora qualche battuta informale sulla porta con il premier che, in riferimento al figlio più grande, ha scherzato dicendo: "Ormai è più alto della mamma e la mamma ha pure i tacchi". "Come sta? Sono mortificato di fare errori sul protocollo, ma l'altra volta il Papa mi ha autorizzato a sbagliare". Sono state le prime parole che il premier Matteo Renzi ha rivolto scherzosamente al Papa al momento del primo saluto nella Sala della Biblioteca. "Sua eccellenza mi ha indicato bene cosa fare", ha aggiunto il capo del Governo riferendosi al prefetto della Casa Pontificia, mons. Georg Gaenswein. Il Papa e il presidente del Consiglio si sono quindi seduti al tavolo per il colloquio privato. Con Renzi, giunto in abito scuro, camicia bianca e cravatta ugualmente scura (la moglie Agnese è in abito nero), tra gli altri il ministro degli esteri Paolo Gentiloni, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Graziano Del Rio e l'ambasciatore italiano presso la Santa Sede, Francesco Maria Greco. Il premier parla dei figli,evoca "grande Puffo" La battuta di Matteo Renzi sul "grande Puffo" si riferiva - e' stato compreso dopo - ad un episodio che aveva preceduto la visita del 4 aprile a Santa Marta: "l'altra volta mia figlia - ha detto il premier a Francesco - aveva portato un disegno del Papa vestito di azzurro, così i fratelli le dissero: 'perché lo hai fatto azzurro? Sembra il Grande puffo', quindi stavolta niente disegno". E il "questo glielo dico dopo" era riferito a un colloquio da lui avuto con Napolitano dopo la sua rielezione, probabilmente ad una battuta fatta dal capo dello Stato. Il premier regala a Bergoglio vini, il Papa una medaglia della pace Renzi ha regalato a papa Francesco una confezione di vini toscani. Illustrando la confezione, Renzi ha spiegato che "tutti" i prodotti dell'Italia "sono buoni" ma in questa particolare occasione sono stati scelti dei vini toscani, come il Vin santo e il Chianti. "Abbiamo portato il Vin santo per la messa e non solo", "sono quelli che piacciono a mia mamma", ha detto il premier. Il Pontefice ha ricambiato i doni del premier con un medaglione raffigurante San Martino che cede il mantello al mendicante. Un'immagine di "pace", ha spiegato papa Francesco. Il premier: Delrio ha 9 figli, ha vinto Champions Introducendo al Papa nei saluti finali il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Graziano Delrio e la moglie, il premier Matteo Renzi ha ricordato a Bergoglio che i coniugi Delrio "hanno nove figli, noi compensiamo con tre". "Lui ha vinto il campionato e la Champions League", ha aggiunto con una battuta.

ANSA

13.12.2014.

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SEZ. POLITICA BOLOGNA PD, CIVATI DICHIARA GUERRA A RENZI: "SE CONTINUA COSÌ ANDRÀ ALLE ELEZIONI SENZA DI NOI

13 Dicembre 2014, 14:17pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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BOLOGNA - «Se Matteo Renzi si presenta con il Jobs act e con le cose che sta dicendo, alle elezioni a marzo non saremo candidati con lui». Lo ha detto l'esponente della minoranza Pd Pippo Civati, rispondendo ai cronisti che gli chiedevano del suo posizionamento in caso di elezioni anticipate. «Se la legislatura proseguirà -aggiunge Civati- noi abbiamo un programma e un progetto, ci si rivolge alle forze parlamentari senza guardare alla loro provenienza, chi è d'accordo sottoscrive il patto e si vota di conseguenza in Parlamento». In particolare, sottolinea Civati, «quando si tratta di Costituzione, non c'è una disciplina di partito». «Non c'è neanche un programma elettorale né un programma di governo -ricorda Civati- perché Renzi non ha mai scritto nulla, quindi ci sentiamo responsabilmente liberi». A chi dunque gli domandava se in caso di elezioni anticipate sia da considerarsi non scontato il sostegno all'attuale premier, Civati ha risposto: «No, direi il contrario». «Se il programma elettorale, questa volta lo scriviamo e non sono considerate le nostre ragioni -ha chiarito Civati- è più serio dire 'andate avanti voi da un'altra parte, noi faremo qualcosa di diversò». «Non è una scissione -ha concluso- è una presa d'atto di una differenza». QUIRINALE Per il Quirinale «c'è un candidato di Bologna che va sempre bene». Così Pippo Civati, dal raduno della sua associazione a Bologna, torna a lanciare la candidatura di Prodi per il Quirinale. «Io - ha detto - dico sempre: o Prodi o un Prodi-equivalente, una figura che a livello internazionale possiamo spendere e che abbia anche un rapporto con la politica. Non abbiamo bisogno di figure che non c'entrano nulla con la politica, questo sarebbe un messaggio molto sbagliato». GRILLO «Sul presidente della Repubblica vorrei che stavolta da Grillo ci fosse un segnale chiaro, l'altra volta perdemmo un treno clamoroso». È l'auspicio di Pippo Civati, che spera in un dialogo con il M5S per la partita del Quirinale. «Grillo - ha detto - è sullo sfondo: mi aspettavo un pò più di coraggio da Pizzarotti, un pò più di interlocuzione con le altre forze politiche, io ho pochissimi parlamentari, Grillo invece ha ancora una larghissima rappresentanza». CORRUZIONE In materia di corruzione «va sospesa la prescrizione dopo il rinvio a giudizio, ma sono da sempre contrario alle leggi speciali che mi ricordano un'altra epoca: non è il caso di inasprire le pene tout court, ma di far funzionare meglio la selezione della classe politica». È l'auspicio di Pippo Civati che, dal raduno dei suoi a Bologna, ha commentato così i provvedimenti del governo sulla corruzione. «Sul contenuto e sul merito dei provvedimenti - ha aggiunto - io sono a disposizione di chi si vuole confrontare».

LEGGO.IT

13.12.2014.

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SEZ. POLITICA ROMA Renzi, industria siderurgia è futuro

9 Dicembre 2014, 18:17pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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Accordo Lucchini-Cevital è strategico ROMA,  L'accordo Lucchini-Cevital è "strategico: un grande messaggio agli investitori stranieri e per il futuro di un settore assolutamente decisivo nel domani". Lo dice il premier Matteo Renzi, dopo aver presenziato alla firma dell'accordo, a Palazzo Chigi. "Piombino è un pezzo di futuro dell'Italia: l'industria manifatturiera, siderurgica, tradizionale è pezzo di futuro e non solo di passato", sottolinea.

ANSA

09.12.2014.

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SEZ. POLITICA Renzi: 'Non lasceremo Roma in mano a ladri'

9 Dicembre 2014, 18:09pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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E' il primo di 4 anni insieme a Pd e governo' Per Matteo Renzi non fa differenza se dalla "terra di mezzo" emergerà un sistema criminale di "tangentisti all'amatriciana" o di mafiosi". L'urgenza del premier è duplice: da un lato che la giustizia "faccia rapidamente i processi e chi è colpevole paghi fino all'ultimo centesimo e all'ultimo giorno". Dall'altro che il Pd, facendo "pulizia", dimostri la sua differenza rispetto agli partiti. "Non lasceremo Roma in mano ai ladri", assicura il premier davanti ad una platea di giovani dem scossi dall'inchiesta capitolina. E' difficile per il leader Pd chiamare, proprio a Roma, al senso alto della politica in un momento in cui monta lo sdegno tra militanti ed elettori. Il premier non edulcora le colpe di dirigenti romani finiti nell'inchiesta, ma può dimostrare, dal commissariamento del Mose alle scelte sull'Expo, che il Pd è tempestivo nell'eliminare le mele marce. Nella capitale la pulizia è affidata a Matteo Orfini, che passerà al setaccio il partito, e al sindaco Ignazio Marino, che oggi, alla "Leopoldina" dei giovani Pd, Renzi non nomina, ma gli ha dato la piena fiducia nell'andare avanti e far rialzare la testa a Roma. "Non consentiremo a nessuno nel Pd - sostiene il premier - di mettere in discussione ciò che siamo e quanto abbiamo fatto. Teniamo pulito perché Roma è troppo grande e bella per lasciarla a gentaccia là fuori". Essere garantisti per il presidente del Consiglio vuol dire questo: chi ha sbagliato "paghi", ma al tempo stesso non si può confondere una tangente, "la cosa peggiore per un politico", con un selfie, come la fotografia che ritrae il ministro Giuliano Poletti a cena con Salvatore Buzzi. Non fare di tutta l'erba un fascio è l'unico modo per evitare che alla fine nessuno paghi. Ma per far tornare Roma "grande e bella", Renzi chiama i dirigenti, a partire dai giovani, a credere nella politica sana, quella che prende di petto i "temi grandi e veri" senza guardare a interessi di parte o di corrente. "Chi se ne frega - incita - se uno è renziano, civatiano o cuperliano, usiamo il partito per affrontare questioni importanti e non per prendere uno strapuntino e diventare consigliere di quartiere e via più su. La politica o è passione o è tristezza". Così come il premier respinge la "demagogia" di Matteo Salvini. "Noi abbiamo smantellato i campi rom e ora diamo 200 milioni alle periferie, i problemi si risolvono con il pragmatismo di chi da 20 anni ti rappresenta, ma non è stato in grado di risolvere problemi". E considera archiviata l'anti-politica M5S: "Grazie a noi Grillo è tornato a fare i tour" cosa di cui "non dico la cultura, ma lo spettacolo si gioverà...". Renzi, dopo un anno alla guida del Pd e dieci mesi al governo, crede ancora che politica significhi "cambiare le cose" e che il Pd sia "l'unico in grado" di rialzare l'Italia. Il premier elenca le principali riforme del suo governo, dal jobs act alla legge elettorale fino alla scuola per la quale "ora faremo sul serio senza ammuine". Un'agenda di riforme che per il premier certifica l'impegno del governo a cambiare l'Italia e anche l'Europa. "Andiamo a testa alta - è l'altolà ad Angela Merkel - e senza chiedere scusa se esisto. L'Ue non è solo un insieme di vincoli e spread, un accordo notarile, ma prima di tutto una comunità".

ANSA

09.12.2014.

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SEZ. POLITICA ROMA Berlusconi, Flat Tax al 20% per tutti

7 Dicembre 2014, 13:18pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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Imposta al 20% con esenzione totale per i primi 13.000 euro ROMA,  "Nei prossimi giorni depositeremo in Parlamento una proposta di riforma complessiva del nostro sistema di prelievo, introducendo la Flat Tax, l'imposta piatta, uguale per tutti, al 20%, con un'esenzione totale per i primi 13.000 euro di reddito. In 38 Paesi questo sistema funziona benissimo e anche in Italia consentirà a tutti di pagare meno, e renderà più difficile e meno conveniente evadere le tasse". A sostenerlo è il leader di FI Silvio Berlusconi in un'intervista ad "Affari Italiani".

ANSA

07.12.2014.

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