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sez.politica

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SEZ. POLITICA Legge di stabilità, nella notte arriva la fiducia in Senato: proteste delle opposizioni

20 Dicembre 2014, 09:25am

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Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Sicilia, Economia

10478020 267308300106169 3514890014662351654 nINSERITO DA ELSA COPPA ROMA. Il governo incassa la fiducia al termine di una lunga maratona notturna: il maxiemendamento alla legge di stabilità ottiene poco prima delle cinque di mattina il via libera del Senato con 162 sì e 37 no. Proteste accese dalle opposizioni, che accusano il governo di aver presentato un testo pieno di errori: M5S chiede il rinvio in commissione del provvedimento e alla fine non partecipa al voto ("ci chiedete di votare Topolino", attacca Giuseppe Vaccaro) mentre Forza Italia abbandona i lavori dell'Aula di Palazzo Madama.

"Non possiamo partecipare - dice il capogruppo azzurro intervenendo in Assemblea - ad una delle pagine peggiori della vita parlamentare italiana". Poi però i senatori azzurri rientrano nell'emiciclo annunciando voto contrario. Imprecisioni, discrasie, refusi vengono riconosciuti dallo stesso viceministro all'Economia Enrico Morando: "Il governo accetta e si scusa per gli errori commessi anche nella relazione tecnica ma abbiamo cercato di rendere più leggibile il testo".

Sotto accusa infatti finisce il dossier che correda la manovra ma anche lo stesso testo del maxiemendamento che, almeno in parte, viene rivisto durante i lavori dell'Assemblea come spiega il presidente del Senato Pietro Grasso: "si tratta - è la tesi - di drafting e la presidenza si assume dunque la responsabilità di fare correzioni". Polemiche che fanno slittare di qualche ora il via libera finale al testo (che arriva all'alba).

La manovra torna così alla Camera: la giornata di domani sarà dedicata a riordinare le misure e solo nel tardo pomeriggio, alle 19, ci sarà un ufficio di presidenza della commissione Bilancio di Montecitorio che deciderà l'ordine dei lavori. Quello alla Camera, che sarà il terzo e l'ultimo passaggio, si annuncia comunque come un esame lampo: già lunedì è atteso l'ok finale ai documenti di bilancio.IL GIORNALE DI SICILIA

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SEZ. POLITICA Napolitano conferma: 'Vicina la fine del mio mandato' "Non avremo problemi sull'elezione del nuovo capo dello Stato"

19 Dicembre 2014, 12:12pm

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Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Giorgio Napolitan © ANSA

10309172 267302893440043 4937791116188659039 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA Conferma di essere sul punto di lasciare il proprio mandato e torna a 'blindare' l'esecutivo Renzi. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, nei saluti natalizi al Corpo diplomatico, fa un intervento a trecentosessanta gradi e torna a sottolineare il "coraggioso sforzo" che sta compiendo il governo.

Ascolta l'intervento di Giorgio Napolitano

"La prossima fine di quest'anno 2014 - dice in apertura - e l'imminente conclusione del mio mandato presidenziale inevitabilmente ci portano a svolgere alcune considerazioni sul periodo complesso e travagliato che stanno attraversando l'Italia, l'Europa e il mondo". 

L'Italia - commenta il premier Matteo Renzi - non avrà alcun problema per l'elezione del prossimo presidente della Repubblica: "Credo che il Parlamento abbia imparato la lezione dell'aprile 2013 e riuscirà a fare quello che deve nei tempi stabiliti".

Lo sforzo del governo - Quella portata avanti dal premier Matteo Renzi - sottolinea Napolitano - è "un'opera difficile e non priva di incognite". Ma soprattutto non c'erano "alternative per chi, come noi, crede nelle potenzialità di questo Paese". "L'opera portata avanti dal presidente Renzi  e dal Governo" rappresenta "un coraggioso sforzo per eliminare alcuni nodi e correggere mali antichi che hanno frenato lo sviluppo del Paese e sbilanciato la struttura della società italiana e del suo sistema politico". 

Ambiziosi obiettivi Ue - "E' innegabile che la Commissione guidata dal presidente Juncker abbia un profilo più nettamente sovranazionale e si ponga obiettivi ambiziosi per rispondere alle sfide comuni in una chiave certamente più 'politica' di quelle che l'hanno preceduta".

Immigrazione vera emergenza - "Nel corso del semestre di presidenza italiana siamo riusciti a far comprendere che gli epocali fenomeni migratori connessi con i tragici eventi in Medio Oriente e in Africa costituiscono una vera emergenza europea e che come tale vanno affrontati".

Svolta storica Cuba-Usa - Le aperture tra Stati Uniti e Cuba si possono definire "una svolta storica", dovuta anche "alla illuminata mediazione della Santa Sede". Il capo dello Stato ha infatti ricordato "le drammatiche tensioni che in quell'area opposero le due superpotenze che si confrontavano in un mondo rigidamente diviso in blocchi". ANSA

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SEZ.POLITICA Legge elettorale: Renzi, ok del Senato prima dell'elezione del presidente della Repubblica

18 Dicembre 2014, 12:21pm

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Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Matteo Renzi © ANSA

10309172 267302893440043 4937791116188659039 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA L'obiettivo è approvare la legge elettorale in Senato entro gennaio, prima dell'elezione del nuovo presidente della Repubblica. Lo ha detto, secondo quanto riferisce più di un presente, il premier Matteo Renzi nel corso dell'assemblea con i senatori Pd. "Non possiamo abbandonare i lavoratori o veder svendere Ilva al primo privato che vuole approfittarne". Così il premier Matteo Renzi nel suo intervento all'assemblea Pd, secondo quanto riferito su Twitter da Francesco Russo. Un presente alla riunione aggiunge che il premier ha annunciato il decreto in Cdm il 24 dicembre. No a una norma transitoria da inserire nella legge elettorale per una "legge ponte" in caso si vada a votare prima dell'approvazione dell'Italicum. Lo ha detto, secondo quanto si apprende, il presidente del Consiglio Matteo Renzi nell'assemblea al Senato. La proposta di alcuni senatori renziani era inserire il Mattarellum come norma transitoria dell'Italicum. Via libera alla riforma costituzionale alla Camera entro il 31 gennaio. E' l'obiettivo indicato, secondo quanto si apprende, dal presidente del Consiglio Matteo Renzi nel corso dell'assemblea con i senatori Pd. Sì a fissare una data certa per l'entrata in vigore dell'Italicum. Lo ha ribadito, secondo quanto si apprende, Matteo Renzi nel corso dell'assemblea con i senatori del Partito democratico. Il premier, secondo quanto riferisce Francesco Russo su Twitter, ha ribadito i cardini della riforma: "Abbassamento delle soglie di sbarramento, parità di genere, no all'apparentamento" delle liste. E ancora: "Ballottaggio, no a veto di piccoli partiti, premio di maggioranza, no liste bloccate, regole condivise". Per eventuali modifiche alla legge elettorale - avrebbe aggiunto - serve l'accordo di tutti i partiti della maggioranza e di Forza Italia. Alcuni senatori dem hanno sollecitato in particolare una modifica sui cento capilista bloccati. Votiamo nel 2018 con l'Italicum - Si andrà a votare con l'Italicum nel 2018. Lo ha ribadito Matteo Renzi, secondo quanto riferiscono i presenti, nel corso dell'assemblea del Pd. Poiché l'orizzonte è la scadenza naturale della legislatura, ha spiegato il premier, è possibile fissare per l'entrata in vigore della nuova legge elettorale anche una data differita rispetto alla sua approvazione.ANSA

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SEZ. POLITICA ROMA Renzi, non svendere Ilva a privati

17 Dicembre 2014, 17:28pm

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Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.ansa.it/webimages/img_457x/2014/1/24/c6fcfc437462cd2f3c953da51161b2be.jpg

10484944 267305636773102 494429539358328247 n INSERITO DA ANGELA CECERE

Non possiamo lasciarla al primo che vuol approfittarne - ROMA,  "Non possiamo abbandonare i lavoratori o veder svendere Ilva al primo privato che vuole approfittarne". Così il premier Matteo Renzi nel suo intervento all'assemblea con i senatori Pd, secondo quanto riferito su Twitter da Francesco Russo. Il decreto dovrebbe andare in Consiglio dei ministri il 24 dicembre.

ANSA

17.12.2014.

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SEZ. POLITICA ROMA Legge elettorale: Renzi, ok del Senato prima dell'elezione del presidente della Repubblica

17 Dicembre 2014, 17:19pm

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Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.ansa.it/webimages/img_457x/2014/12/17/9ddb71f82efbf6078841f281b11add63.jpg

10484944 267305636773102 494429539358328247 n INSERITO DA ANGELA CECERE

Il premier: obiettivo è approvare la legge elettorale in Senato entro gennaio L'obiettivo è approvare la legge elettorale in Senato entro gennaio, prima dell'elezione del nuovo presidente della Repubblica. Lo ha detto, secondo quanto riferisce più di un presente, il premier Matteo Renzi nel corso dell'assemblea con i senatori Pd. "Non possiamo abbandonare i lavoratori o veder svendere Ilva al primo privato che vuole approfittarne". Così il premier Matteo Renzi nel suo intervento all'assemblea Pd, secondo quanto riferito su Twitter da Francesco Russo. Un presente alla riunione aggiunge che il premier ha annunciato il decreto in Cdm il 24 dicembre. No a una norma transitoria da inserire nella legge elettorale per una "legge ponte" in caso si vada a votare prima dell'approvazione dell'Italicum. Lo ha detto, secondo quanto si apprende, il presidente del Consiglio Matteo Renzi nell'assemblea al Senato. La proposta di alcuni senatori renziani era inserire il Mattarellum come norma transitoria dell'Italicum. Via libera alla riforma costituzionale alla Camera entro il 31 gennaio. E' l'obiettivo indicato, secondo quanto si apprende, dal presidente del Consiglio Matteo Renzi nel corso dell'assemblea con i senatori Pd. Sì a fissare una data certa per l'entrata in vigore dell'Italicum. Lo ha ribadito, secondo quanto si apprende, Matteo Renzi nel corso dell'assemblea con i senatori del Partito democratico. Il premier, secondo quanto riferisce Francesco Russo su Twitter, ha ribadito i cardini della riforma: "Abbassamento delle soglie di sbarramento, parità di genere, no all'apparentamento" delle liste. E ancora: "Ballottaggio, no a veto di piccoli partiti, premio di maggioranza, no liste bloccate, regole condivise". Per eventuali modifiche alla legge elettorale - avrebbe aggiunto - serve l'accordo di tutti i partiti della maggioranza e di Forza Italia. Alcuni senatori dem hanno sollecitato in particolare una modifica sui cento capilista bloccati. Votiamo nel 2018 con l'Italicum - Si andrà a votare con l'Italicum nel 2018. Lo ha ribadito Matteo Renzi, secondo quanto riferiscono i presenti, nel corso dell'assemblea del Pd. Poiché l'orizzonte è la scadenza naturale della legislatura, ha spiegato il premier, è possibile fissare per l'entrata in vigore della nuova legge elettorale anche una data differita rispetto alla sua approvazione.

ANSA

17.12.2014.

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SEZ. POLITICA CURRÒ LASCIA IL M5S, INSULTI SULLA PAGINA FB. "VERGOGNA, GIUDA. QUANTO È DURATA L'ASTA?"

16 Dicembre 2014, 16:11pm

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Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.leggo.it/MsgrNews/PANORAMA/20141216_curro-fb.jpg.pagespeed.ce.HtpqzQZ5Rd.jpg

10484944 267305636773102 494429539358328247 n INSERITO DA ANGELA CECERE

ROMA - "Verme", "infame", "traditore", "Giuda". Fioccano insulti sulla bacheca Facebook di Tommaso Currò, il deputato ormai ex M5S che oggi ha lasciato il gruppo dopo un vibrante intervento nell'Aula della Camera. "Quanto è durata l'asta? Giuda", chiede un follower. "Dopo aver ascoltato il tuo commento, l'unica cosa da dire è che fai schifo. Ora sarai orgoglioso di andare a braccietto coi delinquenti del Pd e company", scrive un altro internauta. "A me fai schifo, i vermi sono più importanti di te...", affonda un'attivista. "Gli elettori che lo hanno votato si riuniscano - propone un altro militante - e ne chiedano l'uscita dal Parlamento, non ha rispettato il mandato". "Vergogna - scrive un follower - mai sentito niente di più ignobile di quello che ha detto e senza rispetto per chi lo ha votato. Semplicemente doveva dimettersi non vendersi per chissà quanti denari

LEGGO.IT

16.12.2014.

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SEZ. POLITICA CURRÒ LASCIA GRILLO E IL M5S E VOTA PER RENZI: OVAZIONE DAL PD. IN AULA SCOPPIA IL CAOS -VIDEO

16 Dicembre 2014, 16:02pm

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Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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10484944 267305636773102 494429539358328247 n INSERITO DA ANGELA CECERE

Il deputato Tommaso Currò lascia il M5S. Lo annuncia nell'aula della Camera, dopo un vibrante intervento in cui sconfessa il Movimento e annuncia il voto favorevole alla risoluzione di maggioranza sulle comunicazioni del premier Matteo Renzi sul semestre italiano in Ue. CAOS IN AULA L'annuncio di Tommaso Currò di lasciare il gruppo di M5S arriva come un fulmine a ciel sereno. Lo applaudono in piedi tutti i deputati del Pd e della maggioranza, nel M5S dopo un silenzio iniziale qualcuno polemicamente fa gesti di esultanza, altri vanno da Currò a chiedergli perchè stia lasciando il loro gruppo. Quando Currò dice parole di elogio al governo, Carlo Sibilia si alza e sfregando le dita tra loro urla a Renzi, che però lo ignora, «Lo hai pagato, eh?», mentre dal gruppo del Pd si invita al silenzio. Il presidente del Consiglio Renzi lascia l'Aula solo dopo che Currò finisce l'intervento e si risiede al suo posto, mentre il compagno di banco si era platealmente allontanato. RENZI: "CAPITA LA MIA APERTURA" «Io ho fatto un'apertura ed è stata capita». Lo ha detto Matteo Renzi lasciando l'aula della Camera a chi gli ha chiesto del voto di Tommaso Currò a favore del governo. URLA E INSULTI IN TRANSATLANTICO Urla ed insulti in Transatlantico alla Camera al termine del dibattito dell'Aula dopo che Tommaso Currò ha annunciato di lasciare il M5S. Protagonisti sono alcuni deputati M5S e Ignazio La Russa di Fdi. L'ex ministro attacca l'ormai ex cinquestelle per «aver cambiato casacca in corso»; alcuni deputati non gradiscono e contrattaccano. La discussione prosegue in Transatlantico e velocemente si arriva all'insulto personale. La Russa si rivolge a Walter Rizzetto, dissidente M5S: «Ti brucia, eh? Te ne devi andare. Imbecille». «Te ne devi andare tu che sono trent'anni che sei qui, coglione. Se la destra non esiste più, è colpa tua», replica il deputato friulano. Nello scontro interviene anche il deputato di Sel, ma ex M5S, Adriano Zaccagnini: «Sei un maiale. Mi riferisco alla »Fattoria degli animali«. Quanti incarichi hai dato a tuo figlio? Tanti, eh», dice il deputato romano a La Russa. «Oggi si è assistito alla saldatura tra il direttorio M5S e Fdi. Ecco i fascio-grillini». «Ma chi è questo sfigato?», replica La Russa. Poi interviene Rampelli: «Con quelli di Sel non ci si può neanche ragionare». Zaccagnini replica a sua volta: «A te ti conosco. Stavi a fà i banchetti con i comitatini pè chiedè le dimissioni di Marino perchè ve dava fastidio. Tu stavi a magnà co sta gente». Sullo sfondo i commessi che assistono alla scena, pronti ad intervenire prima che si arrivi alle mani.

LEGGO.IT

16.12.2014.

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SEZ. POLITICA Quirinale, Berlusconi: patto Nazareno influenzerà scelta. Serracchiani: assolutamente no

15 Dicembre 2014, 17:31pm

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Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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Ex premier: 'Patto' ci dà fastidio ma riforme servono Come conseguenza logica del Patto del Nazareno c'è anche il fatto che "non potrà essere eletto un capo dello Stato che a noi non sembri adeguato all'alta carica istituzionale che deve ricoprire". Così Silvio Berlusconi, intervenendo con una telefonata a una cena di sostenitori a Imola nel bolognese. "Abbiamo ritenuto di dover stipulare quel patto del Nazareno che ci ha dato e ci dà tanto fastidio - ha aggiunto l'ex premier - perché ci ha impedito una opposizione vera su tutto, ha creato delle difficoltà al nostro interno, ha confuso il nostro elettorato". "Ma come facevamo a dire di no a delle riforme che erano e sono le nostre riforme?". Arriva la replica del vicesegretario del Pd, Debora Serracchiani: la scelta del prossimo Capo dello Stato è nel Patto del Nazareno come ha detto Silvio Berlusconi? "Assolutamente no, nel patto del Nazareno ci sono impegni importanti come le riforme" costituzionali e istituzionali. Il dibattito politico sul Quirinale. Intervenendo sul tema dall'assemblea Pd il premier Matteo Renzi ha affermato che "quando sarà il momento", non ha dubbi che "il Pd, dopo una discussione interna, andrà a parlare con le altre forze politiche e individuerà il successore" del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Il ministro dell'Interno Angelino Alfano, parlando alla trasmissione In mezz'ora, ha invece sottolineato che il Nuovo Centrodestra sul Quirinale ha "le idee chiare", auspicando che "Renzi non la ponga in termini di partito. Noi vogliamo uno che rappresenti tutti - ha detto Alfano -, crediamo che l'unto dal signore debba venire da fuori". "Non abbiamo difficoltà a fare una scelta comune con Forza Italia" per il presidente della Repubblica, "anzi la auspichiamo". Su Twitter il capogruppo dei deputati di Sinistra Ecologia Libertà Arturo Scotto scrive: "Berlusconi in uno dei suoi rari slanci di sincerità confessa che il nuovo capo dello Stato sta dentro il Patto del Nazareno. Lavoreremo perché questo accordo di potere salti, nell'interesse del Paese". "Il presidente Berlusconi ha sottolineato un concetto che il Pd e Renzi non hanno forse ben chiaro: l'elezione del prossimo presidente della Repubblica rientra nel Patto del Nazareno. Non accetteremo, quindi, fughe in avanti del Partito democratico, qualora intendesse procedere con un nome non condivisibile". Così rimarca Simone Furlan, leader dell'Esercito di Silvio e componente del comitato di presidenza di Fi.

ANSA

15.12.2014.

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SEZ. POLITICA ROMA RENZI: "CHI È DISONESTO NON PUÒ CAMMINARE CON IL PD. GRILLO? GRAZIE A NOI È SPARITO

14 Dicembre 2014, 13:35pm

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Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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ROMA - Renzi apre l'assemblea Pd e rivendica i successi del suo Pd. Un messaggio alla minoranza dopo le ultime tensioni e la minaccia di scissione di Civati. Renzi «Il Pd non è il partito della nazione perché immagina chissà quali strane mutazioni genetiche, ma perché avere quei colori vuol dire che il Pd non si accontenta di vedere i sogni dell'Italia stuprati da anni di mal governo», dice il premier. Grazie al Pd è «sparito dallo scenario politico colui che dettava l'agenda un anno fa, Beppe Grillo. Grazie al nostro risultato abbiamo restituito il suo talento alla comicità: andrà in tour, in bocca al lupo». «Anche i Forconi oggi potrebbero andare solo a 'Chi l'ha visto'»."CHI È DISONESTO NON PUÒ CAMMINARE CON IL PD" «Chi è disonesto non può camminare con il Pd, dobbiamo essere molto duri anche al nostro interno. Chi sbaglia paga anche nel Pd. Non tutti gli onesti votano Pd ma chi sta nel Pd deve avere onestà come punto fondamentale». Lo afferma il premier Matteo renzi all'assemblea del Pd. Grandi assenti Massimo D'Alema non è presente all'assemblea del Pd, in polemica con le «minacce» degli ultimi giorni. Manca anche Pier Luigi Bersani, ma per un mal di schiena che lo costringe a casa, senza alcuna intenzione polemica, assicurano i suoi. Gli altri esponenti della minoranza stanno invece arrivando alla spicciolata all'hotel Parco dei principi di Roma che ospita la riunione: si sono visti Cuperlo e Boccia, Fassina e D'Attorre. Rosy Bindi al momento non è arrivata, ma è in programma a breve una sua intervista in tv.

LEGGO.IT

14.12.2014.

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SEZ. POLITICA Renzi dal Papa con moglie e figli: mezz'ora di colloquio privato, sorrisi e strette di mano

13 Dicembre 2014, 14:32pm

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Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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Il premier: mortificato di fare errori sul protocollo, ma l'altra volta il Papa mi ha autorizzato a sbagliare E' durato oltre 30 minuti il colloquio privato tra papa Francesco e il premier Matteo Renzi nella Sala della Biblioteca dell'appartamento papale. Alla fine del colloquio è stata fatta entrare la delegazione del presidente del Consiglio e il Papa ha salutato la moglie del premier, Agnese, e i tre figli, Francesco, Emanuele ed Ester. Congedandosi Renzi si è rivolto a papa Francesco con un "grazie di cuore", al quale il Pontefice ha immediatamente replicato: "No, grazie a Lei". Quindi ancora qualche battuta informale sulla porta con il premier che, in riferimento al figlio più grande, ha scherzato dicendo: "Ormai è più alto della mamma e la mamma ha pure i tacchi". "Come sta? Sono mortificato di fare errori sul protocollo, ma l'altra volta il Papa mi ha autorizzato a sbagliare". Sono state le prime parole che il premier Matteo Renzi ha rivolto scherzosamente al Papa al momento del primo saluto nella Sala della Biblioteca. "Sua eccellenza mi ha indicato bene cosa fare", ha aggiunto il capo del Governo riferendosi al prefetto della Casa Pontificia, mons. Georg Gaenswein. Il Papa e il presidente del Consiglio si sono quindi seduti al tavolo per il colloquio privato. Con Renzi, giunto in abito scuro, camicia bianca e cravatta ugualmente scura (la moglie Agnese è in abito nero), tra gli altri il ministro degli esteri Paolo Gentiloni, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Graziano Del Rio e l'ambasciatore italiano presso la Santa Sede, Francesco Maria Greco. Il premier parla dei figli,evoca "grande Puffo" La battuta di Matteo Renzi sul "grande Puffo" si riferiva - e' stato compreso dopo - ad un episodio che aveva preceduto la visita del 4 aprile a Santa Marta: "l'altra volta mia figlia - ha detto il premier a Francesco - aveva portato un disegno del Papa vestito di azzurro, così i fratelli le dissero: 'perché lo hai fatto azzurro? Sembra il Grande puffo', quindi stavolta niente disegno". E il "questo glielo dico dopo" era riferito a un colloquio da lui avuto con Napolitano dopo la sua rielezione, probabilmente ad una battuta fatta dal capo dello Stato. Il premier regala a Bergoglio vini, il Papa una medaglia della pace Renzi ha regalato a papa Francesco una confezione di vini toscani. Illustrando la confezione, Renzi ha spiegato che "tutti" i prodotti dell'Italia "sono buoni" ma in questa particolare occasione sono stati scelti dei vini toscani, come il Vin santo e il Chianti. "Abbiamo portato il Vin santo per la messa e non solo", "sono quelli che piacciono a mia mamma", ha detto il premier. Il Pontefice ha ricambiato i doni del premier con un medaglione raffigurante San Martino che cede il mantello al mendicante. Un'immagine di "pace", ha spiegato papa Francesco. Il premier: Delrio ha 9 figli, ha vinto Champions Introducendo al Papa nei saluti finali il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Graziano Delrio e la moglie, il premier Matteo Renzi ha ricordato a Bergoglio che i coniugi Delrio "hanno nove figli, noi compensiamo con tre". "Lui ha vinto il campionato e la Champions League", ha aggiunto con una battuta.

ANSA

13.12.2014.

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