SEZ. POLITICA BOLOGNA PD, CIVATI DICHIARA GUERRA A RENZI: "SE CONTINUA COSÌ ANDRÀ ALLE ELEZIONI SENZA DI NOI
INSERITO DA ANGELA CECERE
BOLOGNA - «Se Matteo Renzi si presenta con il Jobs act e con le cose che sta dicendo, alle elezioni a marzo non saremo candidati con lui». Lo ha detto l'esponente della minoranza Pd Pippo Civati, rispondendo ai cronisti che gli chiedevano del suo posizionamento in caso di elezioni anticipate. «Se la legislatura proseguirà -aggiunge Civati- noi abbiamo un programma e un progetto, ci si rivolge alle forze parlamentari senza guardare alla loro provenienza, chi è d'accordo sottoscrive il patto e si vota di conseguenza in Parlamento». In particolare, sottolinea Civati, «quando si tratta di Costituzione, non c'è una disciplina di partito». «Non c'è neanche un programma elettorale né un programma di governo -ricorda Civati- perché Renzi non ha mai scritto nulla, quindi ci sentiamo responsabilmente liberi». A chi dunque gli domandava se in caso di elezioni anticipate sia da considerarsi non scontato il sostegno all'attuale premier, Civati ha risposto: «No, direi il contrario». «Se il programma elettorale, questa volta lo scriviamo e non sono considerate le nostre ragioni -ha chiarito Civati- è più serio dire 'andate avanti voi da un'altra parte, noi faremo qualcosa di diversò». «Non è una scissione -ha concluso- è una presa d'atto di una differenza». QUIRINALE Per il Quirinale «c'è un candidato di Bologna che va sempre bene». Così Pippo Civati, dal raduno della sua associazione a Bologna, torna a lanciare la candidatura di Prodi per il Quirinale. «Io - ha detto - dico sempre: o Prodi o un Prodi-equivalente, una figura che a livello internazionale possiamo spendere e che abbia anche un rapporto con la politica. Non abbiamo bisogno di figure che non c'entrano nulla con la politica, questo sarebbe un messaggio molto sbagliato». GRILLO «Sul presidente della Repubblica vorrei che stavolta da Grillo ci fosse un segnale chiaro, l'altra volta perdemmo un treno clamoroso». È l'auspicio di Pippo Civati, che spera in un dialogo con il M5S per la partita del Quirinale. «Grillo - ha detto - è sullo sfondo: mi aspettavo un pò più di coraggio da Pizzarotti, un pò più di interlocuzione con le altre forze politiche, io ho pochissimi parlamentari, Grillo invece ha ancora una larghissima rappresentanza». CORRUZIONE In materia di corruzione «va sospesa la prescrizione dopo il rinvio a giudizio, ma sono da sempre contrario alle leggi speciali che mi ricordano un'altra epoca: non è il caso di inasprire le pene tout court, ma di far funzionare meglio la selezione della classe politica». È l'auspicio di Pippo Civati che, dal raduno dei suoi a Bologna, ha commentato così i provvedimenti del governo sulla corruzione. «Sul contenuto e sul merito dei provvedimenti - ha aggiunto - io sono a disposizione di chi si vuole confrontare».
LEGGO.IT
13.12.2014.
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INSERITO DA ANGELA CECERE
INSERITO DA ELSA COPPA Il patto del Nazareno sulle riforme regge ma per il resto, a partire dalle tasse, Silvio Berlusconi è pronto a smarcarsi dal governo( con Renzi che replica,indirettamente, spiegando che il taglio fiscale - corposo - è stato già avviato) dimostrando che ''Forza Italia c'è e c'è tutta''. Per la prima volta dall'affidamento ai servizi sociali torna in piazza, al gazebo organizzato per il no-tax day in piazza San Fedele, accanto al Comune di Milano, nonostante l' ''imposizione'' degli avvocati di non parlare e annuncia che questo è solo l'inizio. ''E' successo che il leader si è scocciato - spiega -. Rischio, non posso più astenermi dal dire come stanno le cose e tornare in campo in piazza''. Lo fa nel giorno in cui la Procura generale presenta ricorso contro la sua assoluzione nel caso Ruby. ''Appena do un segno di vita, dopo averne messi sotto 10 e l'undicesimo è Grillo, subito arriva l'uso politico..'' osserva, dopo aver ricordato che ''il leader del centrodestra è stato fatto fuori dalla politica non attraverso elezioni ma verso un uso politico della giustizia''. Ma le critiche sono al governo, alle sue politiche economiche che hanno portato alla ''situazione peggiore'' per il lavoro, al ''jobs act che non serve assolutamente a nulla'', alle tasse. Il messaggio è anche al partito, che oggi sembra compatto. Anche Raffaele Fitto, da Bari, invita a ''lasciar perdere le polemiche''. Il capo è Berlusconi e il risultato opaco delle elezioni, ci tiene a sottolineare l'ex premier, non è stato colpa sua. I sondaggi, spiega, ''dicono che gli italiani che non ci hanno votato non l'hanno fatto per votare altri ma perché in campo non c'era Silvio Berlusconi''. Ora però è tornato e il segretario della Lega Matteo Salvini è un ''aggiunto goleador'', uno che ''è stato per dieci anni a rispondere al telefono a Radio Padania'', bravo ma ''da qui a dire che l'ho investito...''. Dal canto suo il capo del Carroccio, storico direttore di Radio Padania, non si scompone ma ammonisce che ''sono gli italiani a scegliere''. Invece apprezza i commenti di Berlusconi su euro (l'ipotesi di ''creare una seconda moneta, recuperando parte della nostra sovranità monetaria'', o svalutarlo per arrivare alla parità con il dollaro) e tasse. Ma il premier Matteo Renzi alle critiche su questo non ci sta. Spiega che per la prima volta lo Stato dimagrisce invece di ingrassare e parla di "una riduzione di 18 miliardi di tasse". Berlusconi (in piazza con Giovanni Toti, Paolo Romani, Mariastella Gelmini, Daniela Santanché) fa le sue proposte: gradualmente via l'Irap, decontribuzione per tre anni a chi assume a tempo indeterminato, per sei mesi niente imposte nelle compravendite di immobili (ma anche aiuti agli anziani come impiantologia dentale o operazioni di cataratta gratuite). Forza Italia ''non può non votare'' le riforme istituzionali che propone da 20 anni, ''ma per tutto il resto - avverte l'ex premier - siamo fortemente, decisamente e responsabilmente all'opposizione''. ''Abbiamo dieci milioni di italiani da convincere su cosa convenga a loro. Questa - conclude - è la rifondazione di Forza Italia''.ANSA