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sez.politica

SEZ. POLITICA ROMA Berlusconi,con Renzi disoccupazione sale

5 Dicembre 2014, 15:52pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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10484944 267305636773102 494429539358328247 n INSERITO DA ANGELA CECERE

Con i tre governi di sinistra meno lavoro e consumi scesi - ROMA,  "Con i tre governi della sinistra negli ultimi tre anni la disoccupazione che con noi era all'8,4% è arrivata al 13,3%, con un milione e centomila posti di lavoro in meno; i consumi delle famiglie sono scesi del 10,7% con 78 miliardi di euro spesi in meno dal 2011; il valore degli immobili è diminuito almeno del 25%. Eccellenti risultati. Con tanti complimenti ai signori Monti, Letta e Renzi e a tutti i loro validissimi collaboratori". Così Silvio Berlusconi in un videomessaggio al sito di Fi.

ANSA

05.12.2014.

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SEZ. POLITICA Berlusconi, sciogliere comune Roma

5 Dicembre 2014, 15:40pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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10484944 267305636773102 494429539358328247 n INSERITO DA ANGELA CECERE

E' l'unica soluzione accettabile. Subito elezioni - ROMA,  "Ritengo che di fronte alla situazione che sta emergendo nell'inchiesta sulla gestione del Comune di Roma le forze politiche debbano reagire. L'unica soluzione accettabile sia quella di uno scioglimento immediato del Consiglio Comunale procedendo conseguentemente all'immediata convocazione di nuove elezioni". Così Silvio Berlusconi.

ANSA

05.12.2014.

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SEZ. POLITICA RENZI ACCELERA: "SUBITO L'ITALICUM, INTESE NON RINEGOZIABILI". LA MINORANZA PD NON VOTA

2 Dicembre 2014, 16:36pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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10484944 267305636773102 494429539358328247 n INSERITO DA ANGELA CECERE

ROMA - Presto, il più presto possibile. Matteo Renzi vuole ottenere il voto del Senato sull'Italicum prima della fine di gennaio ed esclude che la legge elettorale possa subire ulteriori modifiche. «L'Italicum 2.0 non è negoziabile» dice alla direzione Pd, sfidando i malumori della minoranza. «Voglio sapere se il Pd è d'accordo con me sul fatto che le riforme vanno accelerate, non ritardate». La fretta si spiega anche per evitare che la battaglia per la scelta del successore di Napolitano possa in qualche modo impantanare le riforme. Il presidente della Repubblica ha assicurato che non si dimetterà prima della fine del semestre europeo a guida italiana. Ma da gennaio l'annuncio di Napolitano potrebbe arrivare in qualsiasi momento. È questo il nodo che rischia di stritolare il patto del Nazareno. Berlusconi spinge perchè l'intesa sul nuovo nome da far salire al Colle sia siglata prima dell'approvazione delle riforme, come garanzia che il Rottamatore non voglia tornare subito alle urne. Il premier è di diverso avviso. «Questa proposta è da respingere al mittente». Difficile che il braccio di ferro si risolva in una rottura del Patto del Nazareno, però Renzi è preoccupato per il possibile allungamento dei tempi che invece farebbe comodo a Forza Italia. Il timing renziano sulle riforme viene sostenuto dal Pd che in direzione vota a sostegno dell'agenda del premier con soli due voti contrari. La minoranza dem però rimane polemica e sceglie di non partecipare al voto, chiedendo “un'ampia consultazione della base” sulle riforme: «Ci è stato chiesto di correre – spiegano Fassina, Cuperlo, D'Attorre - ma nessuna informazione ci è stata data sul patto del Nazareno. Vorremo capire se esiste ancora». Intanto però l'economia non dà segnali di ripresa. Nel terzo trimestre del 2014, secondo l'Istat, il Pil è diminuito dello 0,5% rispetto allo stesso periodo luglio-settembre dello scorso anno. Un dato peggiore delle stime, su cui pesa soprattutto la mancanza di investimenti in macchinari e attrezzature, in mezzi di trasporto e in costruzioni. In tre mesi hanno perso ben l'1%. L'unica buona notizia viene dal mercato italiano dell'auto che, dopo la buona prova di ottobre, si conferma in crescita anche a novembre (+5%). Bene Fiat Chrysler Automobiles che, con 29.500 immatricolazioni, segna un rialzo del 5,9% rispetto allo stesso mese 2013.

LEGGO.IT

02.12.2014.

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SEZ. POLITICA ROMA LEGGE DI STABILITÀ, PRIMO SÌ ALLA CAMERA. DAL BONUS BEBÈ AL FISCO, TUTTE LE MISURE

1 Dicembre 2014, 15:29pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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10686722 10205169168052467 5899707854002065582 n INSERITO DA ANGELA CECERE

ROMA - Via libera della Camera alla Legge di stabilità, in una dei pochissimi weekend lavorativi a Montecitorio. L'Aula ha licenziato la manovra economica con 324 sì, 108 no e 3 astenuti, dopo aver dato ben tre fiducie al governo. Ora, il provvedimento passerà al Senato. Dopo il passaggio della Legge di stabilità alla Camera, il Ministro dell'economia Pier Carlo Padoan ha commentato entusiasta il provvedimento, che mira a rilanciare la crescita, tenendo presenti i vincoli di bilancio e la necessità di portare avanti le riforme. Secondo il numero uno del dicastero di Via XX Settembre, la manovra esce da Montecitorio “migliorata” e “consentirà all'Italia di avviare quell'inversione di tendenza, in termini di crescita economica e occupazionale, attesa da anni ed affrontare il 2015 con una fiducia accresciuta”. LE NOVITA' Ecco le principali novità della Legge di stabilità: Famiglie. Fra le misure a favore delle famiglie c'è la proroga del Bonus Irpef, ma anche il Bonus bebè, pari a 960 euro all'anno per tre anni per tutti i bambini nati (o adottati) dopo dal 1° gennaio 2015 al 31 dicembre 2017, sempreché il reddito Isee non superi i 25 mila euro. Il bonus raddoppia sotto i 7mila euro. Previsto anche un assegno per i carichi familiari, che si concretizzerà in buoni acquisto da mille euro per le mamme con almeno quattro figli e con reddito Isee fino a 8.500 euro. Arrivano anche altri fondi per lo sviluppo degli asili nido pari a circa 100 milioni. Welfare. E' previsto un tetto per le pensioni d'oro, che si applicherà a tutti i trattamenti, anche se già liquidati, purché partano dal 2015. Rafforzati gli ammortizzatori sociali con una dotazione aggiuntiva di 200 milioni. Imprese. Sono state stanziate più risorse per le imprese, innanzi tutto, raddoppiando il plafond per la “nuova Sabatini” a 5 miliardi, concesso a CDP per finanziare le banche che concedano finanziamenti alle imprese per il rinnovo macchinari. Inoltre, sono stati concessi più fondi per lo Sblocca Italia e per il Made in Italy (130 milioni nel 2015, 50 nel 2016 e 40 nel 2017). La deducibilità dell'Irap è stata estesa all'agricoltura. Fisco. Prorogata al 2015 la compensazione debiti-crediti per le imprese che lavorano con la PA, che possono compensare la cartella esattoriale con i crediti vantati nei confronti dello stato o degli Enti locali. Per i conti correnti, il fisco avrà ora meno vincoli per consultare la superanagrafe dei movimenti, sia per i conti correnti bancari che per quelli postali. eBook viene abbattuta l'IVA dall'attuale 22% al 4%, per equipararla a quella dei libri cartacei. Più vantaggi per gli Enti locali pur restando il taglio da 1,2 miliardi previsto. Il cosiddetto “pacchetto” Comuni include un allungamento dell'ammortamento dei debiti ed una esenzione dal Patto di stabilità a favore dei Comuni che si aggregano.

LEGGO.IT

01.12.2014.

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SEZ.POLITICA Berlusconi lancia il No tax Day, 'Sono tornato e mi colpiscono' Ex Cav in piazza Milano al No Tax Day: Non posso evitare di tornare in piazza

30 Novembre 2014, 11:38am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Daniela Santache' con Laura Ravetto © ANSA

293793 420176538023874 796340274 nINSERITO DA ELSA COPPA Il patto del Nazareno sulle riforme regge ma per il resto, a partire dalle tasse, Silvio Berlusconi è pronto a smarcarsi dal governo( con Renzi che replica,indirettamente, spiegando che il taglio fiscale - corposo - è stato già avviato) dimostrando che ''Forza Italia c'è e c'è tutta''. Per la prima volta dall'affidamento ai servizi sociali torna in piazza, al gazebo organizzato per il no-tax day in piazza San Fedele, accanto al Comune di Milano, nonostante l' ''imposizione'' degli avvocati di non parlare e annuncia che questo è solo l'inizio. ''E' successo che il leader si è scocciato - spiega -. Rischio, non posso più astenermi dal dire come stanno le cose e tornare in campo in piazza''. Lo fa nel giorno in cui la Procura generale presenta ricorso contro la sua assoluzione nel caso Ruby. ''Appena do un segno di vita, dopo averne messi sotto 10 e l'undicesimo è Grillo, subito arriva l'uso politico..'' osserva, dopo aver ricordato che ''il leader del centrodestra è stato fatto fuori dalla politica non attraverso elezioni ma verso un uso politico della giustizia''. Ma le critiche sono al governo, alle sue politiche economiche che hanno portato alla ''situazione peggiore'' per il lavoro, al ''jobs act che non serve assolutamente a nulla'', alle tasse. Il messaggio è anche al partito, che oggi sembra compatto. Anche Raffaele Fitto, da Bari, invita a ''lasciar perdere le polemiche''. Il capo è Berlusconi e il risultato opaco delle elezioni, ci tiene a sottolineare l'ex premier, non è stato colpa sua. I sondaggi, spiega, ''dicono che gli italiani che non ci hanno votato non l'hanno fatto per votare altri ma perché in campo non c'era Silvio Berlusconi''. Ora però è tornato e il segretario della Lega Matteo Salvini è un ''aggiunto goleador'', uno che ''è stato per dieci anni a rispondere al telefono a Radio Padania'', bravo ma ''da qui a dire che l'ho investito...''. Dal canto suo il capo del Carroccio, storico direttore di Radio Padania, non si scompone ma ammonisce che ''sono gli italiani a scegliere''. Invece apprezza i commenti di Berlusconi su euro (l'ipotesi di ''creare una seconda moneta, recuperando parte della nostra sovranità monetaria'', o svalutarlo per arrivare alla parità con il dollaro) e tasse. Ma il premier Matteo Renzi alle critiche su questo non ci sta. Spiega che per la prima volta lo Stato dimagrisce invece di ingrassare e parla di "una riduzione di 18 miliardi di tasse". Berlusconi (in piazza con Giovanni Toti, Paolo Romani, Mariastella Gelmini, Daniela Santanché) fa le sue proposte: gradualmente via l'Irap, decontribuzione per tre anni a chi assume a tempo indeterminato, per sei mesi niente imposte nelle compravendite di immobili (ma anche aiuti agli anziani come impiantologia dentale o operazioni di cataratta gratuite). Forza Italia ''non può non votare'' le riforme istituzionali che propone da 20 anni, ''ma per tutto il resto - avverte l'ex premier - siamo fortemente, decisamente e responsabilmente all'opposizione''. ''Abbiamo dieci milioni di italiani da convincere su cosa convenga a loro. Questa - conclude - è la rifondazione di Forza Italia''.ANSA

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SEZ. POLITICA RENZI: "L'ARTICOLO 18 NON È PIÙ UN OSTACOLO". BONUS BEBÈ RADDOPPIA SOTTO I 7MILA EURO

21 Novembre 2014, 16:55pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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10686722 10205169168052467 5899707854002065582 n INSERITO DA ANGELA CECERE

La riforma del lavoro «dovrebbe stimolare gli investimenti», anche perchè «l'articolo 18 prima rappresentava un ostacolo, ora non lo è più». Lo ha detto Matteo Renzi parlando all'Assemblea di Business europe organizzata nella sede di Confindustria. «Abbiamo trasmesso il messaggio di una riduzione dell'onere fiscale che grava sul lavoro. L'idea è un pò di provocarvi», perchè «Abbiamo liberato il sistema tradizionale italiano», ha sottolineato il premier. Soddisfazione e fiducia. «In qualità di rpesidente di Confindustria voglio ringraziarti per gli sforzi fatti fino ad ora affinchè l'Europa superi la dicotomia tra austerità e crescita», ha detto il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, rivolgendosi al presidente del Consiglio e presidente di turno dell'Ue, Matteo Renzi, intervenendo alla riunione del Consiglio di Presidenza di Business europe, organizzato in Viale dell'Astronomia. «Siamo fiduciosi - ha aggiunto Squinzi - che, grazie al tuo impegno, il Governo chiuderà con successo la presidenza italiana del semestre europeo. A proposito di riforme, Confindustria è consapevole dei tuoi sforzi per realizzare quelle strutturali che l'Italia aspetta da tanto tempo». Bonus bebè raddoppia sotto i 7mila euro Bonus bebè solo per i nuclei familiari che presenteranno un Isee non superiore ai 25 mila euro (la soglia di reddito precedente era di 90mila euro e non si prevedeva l'uso dell'Isee). L'assegno raddoppia per chi non supera un Isee di 7 mila euro annui. Lo prevede un emendamento del relatore alla legge di stabilità.

LEGGO.IT

21.11.2014.

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SEZ.POLITICA Niente carcere per furti e truffe Così Renzi velocizza la Giustizia

20 Novembre 2014, 10:28am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Rosaria RomanoINSERITO DA ROSARIA ROMANO Prendete Renato Vallanzasca. Nei giorni scorsi è stato connato a dieci mesi di carcere per aver rubato un paio di mutande e alcuni oggetti da giardinaggio.

I

La sinistra si è subito affrettata a spiegare che il gesto è stato dettato dalla fame, dal disagio sociale, dalla crisi economica. Ebbene se il decreto legislativo che il ministro della Giustizia Andrea Orlando ha trasmesso al parlamento fosse già stato convertito legge, il bel René non si sarebbe fatto nemmeno quei mesi di carcere. Perché, per "snellire" le Aule dei tribunali, il governo Renzi sta pensando bene di non perseguire i "piccoli" reati. Niente processo, insomma, per truffe, furto o lievi forme di abuso d'ufficio o peculato. E la vittima? Rimarrà col cerino in mano.

È il soliti brutto vizio della sinistra. Giustizialisti e manettari solo quando conviene. Perché c'è furto e furto. A seconda della convenienza. Li chiamano reati "bagatellari", ma pur sempre di reati si tratta. Tanto che ad oggi, in Italia, vengono comunque perseguiti in ossequio al sacrosanto pricncipio dell'obbligatorietà dell'azione penale. Adesso il Guardasigilli ha scritto cinque articoletti, riuniti sotto un unico decreto legislativo, per depenalizzare i reati "batellari". Ladri e truffatori se la caveranno con un buffetto. Nemmeno la ramanzina. Perché, dovesse diventare legge, "nei reati per i quali è prevista la pena detentiva non superiore nel massimo a cinque anni, ovvero la pena pecuniaria, sola o congiunta alla predetta pena, la punibilità è esclusa quando, per le modalità della condotta e per l'esiguità del danno o del pericolo, l'offesa è di particolare tenuità e il comportamento risulta non abituale". Difficile districarsi nel "giuridichese" di Orlando. Ma quello che introduce la bozza del provvedimento è "l'improcedibilità per tenuità" del danno arrecato. 

Le truffe, i furtarelli, gli abusi d'ufficio di lieve entità e il peculato d'uso potranno essere chiusi subito, senza andare a processo. E, quindi, senza essere condannati. Ci sarà, insomma, l'archiviazione per il vecchietto che al supermercato ruba un formaggio e per il rom che ti trancia la catena e si porta via la tua bicicletta. Perché, nascondendosi dietro alla "esigenza di alleggerimento del carico giudiziario", Orlando punta a introdurre il"principio di proporzione" in modo da tutelare il ladro o il truffatore di turno per non essere "costretti a sopportare il peso psicologico del processo a suo carico". E levittime? Rimarranno senza giustizia. Certo, chi ha subito il danno potrà far valere le proprie ragioni in sede civile. Entro dieci giorni potrà anche prendere visione degli atti in modo da opporsi, qualora lo volesse, alla richiesta di archiviazione del pm. Ma chi deciderà se archiviare il ricorso alla archiviazione del pm? Un altro giudice. Con un margine di discrezionalità che, all'occorrenza, non tutela mai le vittime.

DI ANDREA INDINI IL GIORNALE.IT

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SEZ. POLITICA PERIFERIE, RENZI DALL'AUSTRALIA ANNUNCIA: "PRONTO UN PIANO PER IL 2015"

17 Novembre 2014, 12:56pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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10686722 10205169168052467 5899707854002065582 n INSERITO DA ANGELA CECERE

ROMA - Dopo gli attacchi al centro di accoglienza di Tor Sapienza e le tensioni che attraversano le periferie romane, dall'Australia il premier Matteo Renzi annuncia un piano per le zone disagiate delle città italiane a partire dal 2015. «Troppo spesso le periferie sono state dimenticate - ha detto il premier - Nel 2015 presenteremo un progetto specifico con l'Associazione dei Comuni». Anche Papa Francesco, durante l'Angelus, ha fatto appello alle istituzioni affinché si facciano carico dei problemi delle periferie e invitato a «non cedere alla tentazione dello scontro» ma a impegnarsi perché ci sia «incontro». «E' necessario dialogare, ascoltarsi, progettare insieme – ha detto Bergoglio - e in questo modo superare il sospetto e il pregiudizio». A Roma intanto le proteste contro il degrado e l'abbandono di molte periferie non si placano. La tensione ieri si è spostata dal quartiere di Tor Sapienza a quello dell'Infernetto, dove sono stati trasferiti alcuni minori provenienti dal centro di via Morandi dopo l'assalto con bombe carta e bottiglie. Come a Tor Sapienza, i residenti dicono «qui noi non ce li vogliamo», mentre la polizia sorveglia il centro dove i giovani migranti hanno trovato accoglienza. Il sindaco Marino ha visitato il centro, fatto incontrare residenti e immigrati e assicurato che la soluzione è solo «temporanea». Ma intanto altri quartieri minacciano proteste nel caso di trasferimento di immigrati. Il sindaco della Capitale deve però affrontare anche la bufera politica che lo ha investito. Lui ha ribadito che non intende dimettersi ma ha ammesso che qualcosa nella sua giunta cambierà. Non un azzeramento della squadra, come aveva chiesto con insistenza il Pd romano, ma alcuni ritocchi, del resto già nell'aria da tempo. «Sono superconvinto che ce la posso fare, per questo vado avanti – ha detto Marino - Nessuno mi ha chiesto di azzerare la giunta e non credo che me lo chiederanno. Ho in programma da tempo di riallocare capacità e talenti e questo il Pd lo sa: l'obiettivo non sono le poltrone ma rispondere ai cittadini». E' probabile che il rimpasto sarà ampio, con l'addio di cinque assessori e l'ingresso di esponenti politici esperti della macchina amministrativa capitolina.

LEGGO.IT

17.11.2014.

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