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sez.politica

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SEZ. POLITICA BOLOGNA PD, CIVATI DICHIARA GUERRA A RENZI: "SE CONTINUA COSÌ ANDRÀ ALLE ELEZIONI SENZA DI NOI

13 Dicembre 2014, 14:17pm

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Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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10484944 267305636773102 494429539358328247 n INSERITO DA ANGELA CECERE

BOLOGNA - «Se Matteo Renzi si presenta con il Jobs act e con le cose che sta dicendo, alle elezioni a marzo non saremo candidati con lui». Lo ha detto l'esponente della minoranza Pd Pippo Civati, rispondendo ai cronisti che gli chiedevano del suo posizionamento in caso di elezioni anticipate. «Se la legislatura proseguirà -aggiunge Civati- noi abbiamo un programma e un progetto, ci si rivolge alle forze parlamentari senza guardare alla loro provenienza, chi è d'accordo sottoscrive il patto e si vota di conseguenza in Parlamento». In particolare, sottolinea Civati, «quando si tratta di Costituzione, non c'è una disciplina di partito». «Non c'è neanche un programma elettorale né un programma di governo -ricorda Civati- perché Renzi non ha mai scritto nulla, quindi ci sentiamo responsabilmente liberi». A chi dunque gli domandava se in caso di elezioni anticipate sia da considerarsi non scontato il sostegno all'attuale premier, Civati ha risposto: «No, direi il contrario». «Se il programma elettorale, questa volta lo scriviamo e non sono considerate le nostre ragioni -ha chiarito Civati- è più serio dire 'andate avanti voi da un'altra parte, noi faremo qualcosa di diversò». «Non è una scissione -ha concluso- è una presa d'atto di una differenza». QUIRINALE Per il Quirinale «c'è un candidato di Bologna che va sempre bene». Così Pippo Civati, dal raduno della sua associazione a Bologna, torna a lanciare la candidatura di Prodi per il Quirinale. «Io - ha detto - dico sempre: o Prodi o un Prodi-equivalente, una figura che a livello internazionale possiamo spendere e che abbia anche un rapporto con la politica. Non abbiamo bisogno di figure che non c'entrano nulla con la politica, questo sarebbe un messaggio molto sbagliato». GRILLO «Sul presidente della Repubblica vorrei che stavolta da Grillo ci fosse un segnale chiaro, l'altra volta perdemmo un treno clamoroso». È l'auspicio di Pippo Civati, che spera in un dialogo con il M5S per la partita del Quirinale. «Grillo - ha detto - è sullo sfondo: mi aspettavo un pò più di coraggio da Pizzarotti, un pò più di interlocuzione con le altre forze politiche, io ho pochissimi parlamentari, Grillo invece ha ancora una larghissima rappresentanza». CORRUZIONE In materia di corruzione «va sospesa la prescrizione dopo il rinvio a giudizio, ma sono da sempre contrario alle leggi speciali che mi ricordano un'altra epoca: non è il caso di inasprire le pene tout court, ma di far funzionare meglio la selezione della classe politica». È l'auspicio di Pippo Civati che, dal raduno dei suoi a Bologna, ha commentato così i provvedimenti del governo sulla corruzione. «Sul contenuto e sul merito dei provvedimenti - ha aggiunto - io sono a disposizione di chi si vuole confrontare».

LEGGO.IT

13.12.2014.

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SEZ. POLITICA ROMA Renzi, industria siderurgia è futuro

9 Dicembre 2014, 18:17pm

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Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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10484944 267305636773102 494429539358328247 n INSERITO DA ANGELA CECERE

Accordo Lucchini-Cevital è strategico ROMA,  L'accordo Lucchini-Cevital è "strategico: un grande messaggio agli investitori stranieri e per il futuro di un settore assolutamente decisivo nel domani". Lo dice il premier Matteo Renzi, dopo aver presenziato alla firma dell'accordo, a Palazzo Chigi. "Piombino è un pezzo di futuro dell'Italia: l'industria manifatturiera, siderurgica, tradizionale è pezzo di futuro e non solo di passato", sottolinea.

ANSA

09.12.2014.

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SEZ. POLITICA Renzi: 'Non lasceremo Roma in mano a ladri'

9 Dicembre 2014, 18:09pm

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Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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E' il primo di 4 anni insieme a Pd e governo' Per Matteo Renzi non fa differenza se dalla "terra di mezzo" emergerà un sistema criminale di "tangentisti all'amatriciana" o di mafiosi". L'urgenza del premier è duplice: da un lato che la giustizia "faccia rapidamente i processi e chi è colpevole paghi fino all'ultimo centesimo e all'ultimo giorno". Dall'altro che il Pd, facendo "pulizia", dimostri la sua differenza rispetto agli partiti. "Non lasceremo Roma in mano ai ladri", assicura il premier davanti ad una platea di giovani dem scossi dall'inchiesta capitolina. E' difficile per il leader Pd chiamare, proprio a Roma, al senso alto della politica in un momento in cui monta lo sdegno tra militanti ed elettori. Il premier non edulcora le colpe di dirigenti romani finiti nell'inchiesta, ma può dimostrare, dal commissariamento del Mose alle scelte sull'Expo, che il Pd è tempestivo nell'eliminare le mele marce. Nella capitale la pulizia è affidata a Matteo Orfini, che passerà al setaccio il partito, e al sindaco Ignazio Marino, che oggi, alla "Leopoldina" dei giovani Pd, Renzi non nomina, ma gli ha dato la piena fiducia nell'andare avanti e far rialzare la testa a Roma. "Non consentiremo a nessuno nel Pd - sostiene il premier - di mettere in discussione ciò che siamo e quanto abbiamo fatto. Teniamo pulito perché Roma è troppo grande e bella per lasciarla a gentaccia là fuori". Essere garantisti per il presidente del Consiglio vuol dire questo: chi ha sbagliato "paghi", ma al tempo stesso non si può confondere una tangente, "la cosa peggiore per un politico", con un selfie, come la fotografia che ritrae il ministro Giuliano Poletti a cena con Salvatore Buzzi. Non fare di tutta l'erba un fascio è l'unico modo per evitare che alla fine nessuno paghi. Ma per far tornare Roma "grande e bella", Renzi chiama i dirigenti, a partire dai giovani, a credere nella politica sana, quella che prende di petto i "temi grandi e veri" senza guardare a interessi di parte o di corrente. "Chi se ne frega - incita - se uno è renziano, civatiano o cuperliano, usiamo il partito per affrontare questioni importanti e non per prendere uno strapuntino e diventare consigliere di quartiere e via più su. La politica o è passione o è tristezza". Così come il premier respinge la "demagogia" di Matteo Salvini. "Noi abbiamo smantellato i campi rom e ora diamo 200 milioni alle periferie, i problemi si risolvono con il pragmatismo di chi da 20 anni ti rappresenta, ma non è stato in grado di risolvere problemi". E considera archiviata l'anti-politica M5S: "Grazie a noi Grillo è tornato a fare i tour" cosa di cui "non dico la cultura, ma lo spettacolo si gioverà...". Renzi, dopo un anno alla guida del Pd e dieci mesi al governo, crede ancora che politica significhi "cambiare le cose" e che il Pd sia "l'unico in grado" di rialzare l'Italia. Il premier elenca le principali riforme del suo governo, dal jobs act alla legge elettorale fino alla scuola per la quale "ora faremo sul serio senza ammuine". Un'agenda di riforme che per il premier certifica l'impegno del governo a cambiare l'Italia e anche l'Europa. "Andiamo a testa alta - è l'altolà ad Angela Merkel - e senza chiedere scusa se esisto. L'Ue non è solo un insieme di vincoli e spread, un accordo notarile, ma prima di tutto una comunità".

ANSA

09.12.2014.

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SEZ. POLITICA ROMA Berlusconi, Flat Tax al 20% per tutti

7 Dicembre 2014, 13:18pm

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Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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10484944 267305636773102 494429539358328247 n INSERITO DA ANGELA CECERE

Imposta al 20% con esenzione totale per i primi 13.000 euro ROMA,  "Nei prossimi giorni depositeremo in Parlamento una proposta di riforma complessiva del nostro sistema di prelievo, introducendo la Flat Tax, l'imposta piatta, uguale per tutti, al 20%, con un'esenzione totale per i primi 13.000 euro di reddito. In 38 Paesi questo sistema funziona benissimo e anche in Italia consentirà a tutti di pagare meno, e renderà più difficile e meno conveniente evadere le tasse". A sostenerlo è il leader di FI Silvio Berlusconi in un'intervista ad "Affari Italiani".

ANSA

07.12.2014.

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SEZ. POLITICA ROMA Berlusconi,con Renzi disoccupazione sale

5 Dicembre 2014, 15:52pm

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Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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10484944 267305636773102 494429539358328247 n INSERITO DA ANGELA CECERE

Con i tre governi di sinistra meno lavoro e consumi scesi - ROMA,  "Con i tre governi della sinistra negli ultimi tre anni la disoccupazione che con noi era all'8,4% è arrivata al 13,3%, con un milione e centomila posti di lavoro in meno; i consumi delle famiglie sono scesi del 10,7% con 78 miliardi di euro spesi in meno dal 2011; il valore degli immobili è diminuito almeno del 25%. Eccellenti risultati. Con tanti complimenti ai signori Monti, Letta e Renzi e a tutti i loro validissimi collaboratori". Così Silvio Berlusconi in un videomessaggio al sito di Fi.

ANSA

05.12.2014.

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SEZ. POLITICA Berlusconi, sciogliere comune Roma

5 Dicembre 2014, 15:40pm

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Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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E' l'unica soluzione accettabile. Subito elezioni - ROMA,  "Ritengo che di fronte alla situazione che sta emergendo nell'inchiesta sulla gestione del Comune di Roma le forze politiche debbano reagire. L'unica soluzione accettabile sia quella di uno scioglimento immediato del Consiglio Comunale procedendo conseguentemente all'immediata convocazione di nuove elezioni". Così Silvio Berlusconi.

ANSA

05.12.2014.

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SEZ. POLITICA RENZI ACCELERA: "SUBITO L'ITALICUM, INTESE NON RINEGOZIABILI". LA MINORANZA PD NON VOTA

2 Dicembre 2014, 16:36pm

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Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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10484944 267305636773102 494429539358328247 n INSERITO DA ANGELA CECERE

ROMA - Presto, il più presto possibile. Matteo Renzi vuole ottenere il voto del Senato sull'Italicum prima della fine di gennaio ed esclude che la legge elettorale possa subire ulteriori modifiche. «L'Italicum 2.0 non è negoziabile» dice alla direzione Pd, sfidando i malumori della minoranza. «Voglio sapere se il Pd è d'accordo con me sul fatto che le riforme vanno accelerate, non ritardate». La fretta si spiega anche per evitare che la battaglia per la scelta del successore di Napolitano possa in qualche modo impantanare le riforme. Il presidente della Repubblica ha assicurato che non si dimetterà prima della fine del semestre europeo a guida italiana. Ma da gennaio l'annuncio di Napolitano potrebbe arrivare in qualsiasi momento. È questo il nodo che rischia di stritolare il patto del Nazareno. Berlusconi spinge perchè l'intesa sul nuovo nome da far salire al Colle sia siglata prima dell'approvazione delle riforme, come garanzia che il Rottamatore non voglia tornare subito alle urne. Il premier è di diverso avviso. «Questa proposta è da respingere al mittente». Difficile che il braccio di ferro si risolva in una rottura del Patto del Nazareno, però Renzi è preoccupato per il possibile allungamento dei tempi che invece farebbe comodo a Forza Italia. Il timing renziano sulle riforme viene sostenuto dal Pd che in direzione vota a sostegno dell'agenda del premier con soli due voti contrari. La minoranza dem però rimane polemica e sceglie di non partecipare al voto, chiedendo “un'ampia consultazione della base” sulle riforme: «Ci è stato chiesto di correre – spiegano Fassina, Cuperlo, D'Attorre - ma nessuna informazione ci è stata data sul patto del Nazareno. Vorremo capire se esiste ancora». Intanto però l'economia non dà segnali di ripresa. Nel terzo trimestre del 2014, secondo l'Istat, il Pil è diminuito dello 0,5% rispetto allo stesso periodo luglio-settembre dello scorso anno. Un dato peggiore delle stime, su cui pesa soprattutto la mancanza di investimenti in macchinari e attrezzature, in mezzi di trasporto e in costruzioni. In tre mesi hanno perso ben l'1%. L'unica buona notizia viene dal mercato italiano dell'auto che, dopo la buona prova di ottobre, si conferma in crescita anche a novembre (+5%). Bene Fiat Chrysler Automobiles che, con 29.500 immatricolazioni, segna un rialzo del 5,9% rispetto allo stesso mese 2013.

LEGGO.IT

02.12.2014.

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SEZ. POLITICA ROMA LEGGE DI STABILITÀ, PRIMO SÌ ALLA CAMERA. DAL BONUS BEBÈ AL FISCO, TUTTE LE MISURE

1 Dicembre 2014, 15:29pm

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Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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10686722 10205169168052467 5899707854002065582 n INSERITO DA ANGELA CECERE

ROMA - Via libera della Camera alla Legge di stabilità, in una dei pochissimi weekend lavorativi a Montecitorio. L'Aula ha licenziato la manovra economica con 324 sì, 108 no e 3 astenuti, dopo aver dato ben tre fiducie al governo. Ora, il provvedimento passerà al Senato. Dopo il passaggio della Legge di stabilità alla Camera, il Ministro dell'economia Pier Carlo Padoan ha commentato entusiasta il provvedimento, che mira a rilanciare la crescita, tenendo presenti i vincoli di bilancio e la necessità di portare avanti le riforme. Secondo il numero uno del dicastero di Via XX Settembre, la manovra esce da Montecitorio “migliorata” e “consentirà all'Italia di avviare quell'inversione di tendenza, in termini di crescita economica e occupazionale, attesa da anni ed affrontare il 2015 con una fiducia accresciuta”. LE NOVITA' Ecco le principali novità della Legge di stabilità: Famiglie. Fra le misure a favore delle famiglie c'è la proroga del Bonus Irpef, ma anche il Bonus bebè, pari a 960 euro all'anno per tre anni per tutti i bambini nati (o adottati) dopo dal 1° gennaio 2015 al 31 dicembre 2017, sempreché il reddito Isee non superi i 25 mila euro. Il bonus raddoppia sotto i 7mila euro. Previsto anche un assegno per i carichi familiari, che si concretizzerà in buoni acquisto da mille euro per le mamme con almeno quattro figli e con reddito Isee fino a 8.500 euro. Arrivano anche altri fondi per lo sviluppo degli asili nido pari a circa 100 milioni. Welfare. E' previsto un tetto per le pensioni d'oro, che si applicherà a tutti i trattamenti, anche se già liquidati, purché partano dal 2015. Rafforzati gli ammortizzatori sociali con una dotazione aggiuntiva di 200 milioni. Imprese. Sono state stanziate più risorse per le imprese, innanzi tutto, raddoppiando il plafond per la “nuova Sabatini” a 5 miliardi, concesso a CDP per finanziare le banche che concedano finanziamenti alle imprese per il rinnovo macchinari. Inoltre, sono stati concessi più fondi per lo Sblocca Italia e per il Made in Italy (130 milioni nel 2015, 50 nel 2016 e 40 nel 2017). La deducibilità dell'Irap è stata estesa all'agricoltura. Fisco. Prorogata al 2015 la compensazione debiti-crediti per le imprese che lavorano con la PA, che possono compensare la cartella esattoriale con i crediti vantati nei confronti dello stato o degli Enti locali. Per i conti correnti, il fisco avrà ora meno vincoli per consultare la superanagrafe dei movimenti, sia per i conti correnti bancari che per quelli postali. eBook viene abbattuta l'IVA dall'attuale 22% al 4%, per equipararla a quella dei libri cartacei. Più vantaggi per gli Enti locali pur restando il taglio da 1,2 miliardi previsto. Il cosiddetto “pacchetto” Comuni include un allungamento dell'ammortamento dei debiti ed una esenzione dal Patto di stabilità a favore dei Comuni che si aggregano.

LEGGO.IT

01.12.2014.

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SEZ.POLITICA Berlusconi lancia il No tax Day, 'Sono tornato e mi colpiscono' Ex Cav in piazza Milano al No Tax Day: Non posso evitare di tornare in piazza

30 Novembre 2014, 11:38am

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Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Daniela Santache' con Laura Ravetto © ANSA

293793 420176538023874 796340274 nINSERITO DA ELSA COPPA Il patto del Nazareno sulle riforme regge ma per il resto, a partire dalle tasse, Silvio Berlusconi è pronto a smarcarsi dal governo( con Renzi che replica,indirettamente, spiegando che il taglio fiscale - corposo - è stato già avviato) dimostrando che ''Forza Italia c'è e c'è tutta''. Per la prima volta dall'affidamento ai servizi sociali torna in piazza, al gazebo organizzato per il no-tax day in piazza San Fedele, accanto al Comune di Milano, nonostante l' ''imposizione'' degli avvocati di non parlare e annuncia che questo è solo l'inizio. ''E' successo che il leader si è scocciato - spiega -. Rischio, non posso più astenermi dal dire come stanno le cose e tornare in campo in piazza''. Lo fa nel giorno in cui la Procura generale presenta ricorso contro la sua assoluzione nel caso Ruby. ''Appena do un segno di vita, dopo averne messi sotto 10 e l'undicesimo è Grillo, subito arriva l'uso politico..'' osserva, dopo aver ricordato che ''il leader del centrodestra è stato fatto fuori dalla politica non attraverso elezioni ma verso un uso politico della giustizia''. Ma le critiche sono al governo, alle sue politiche economiche che hanno portato alla ''situazione peggiore'' per il lavoro, al ''jobs act che non serve assolutamente a nulla'', alle tasse. Il messaggio è anche al partito, che oggi sembra compatto. Anche Raffaele Fitto, da Bari, invita a ''lasciar perdere le polemiche''. Il capo è Berlusconi e il risultato opaco delle elezioni, ci tiene a sottolineare l'ex premier, non è stato colpa sua. I sondaggi, spiega, ''dicono che gli italiani che non ci hanno votato non l'hanno fatto per votare altri ma perché in campo non c'era Silvio Berlusconi''. Ora però è tornato e il segretario della Lega Matteo Salvini è un ''aggiunto goleador'', uno che ''è stato per dieci anni a rispondere al telefono a Radio Padania'', bravo ma ''da qui a dire che l'ho investito...''. Dal canto suo il capo del Carroccio, storico direttore di Radio Padania, non si scompone ma ammonisce che ''sono gli italiani a scegliere''. Invece apprezza i commenti di Berlusconi su euro (l'ipotesi di ''creare una seconda moneta, recuperando parte della nostra sovranità monetaria'', o svalutarlo per arrivare alla parità con il dollaro) e tasse. Ma il premier Matteo Renzi alle critiche su questo non ci sta. Spiega che per la prima volta lo Stato dimagrisce invece di ingrassare e parla di "una riduzione di 18 miliardi di tasse". Berlusconi (in piazza con Giovanni Toti, Paolo Romani, Mariastella Gelmini, Daniela Santanché) fa le sue proposte: gradualmente via l'Irap, decontribuzione per tre anni a chi assume a tempo indeterminato, per sei mesi niente imposte nelle compravendite di immobili (ma anche aiuti agli anziani come impiantologia dentale o operazioni di cataratta gratuite). Forza Italia ''non può non votare'' le riforme istituzionali che propone da 20 anni, ''ma per tutto il resto - avverte l'ex premier - siamo fortemente, decisamente e responsabilmente all'opposizione''. ''Abbiamo dieci milioni di italiani da convincere su cosa convenga a loro. Questa - conclude - è la rifondazione di Forza Italia''.ANSA

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SEZ. POLITICA RENZI: "L'ARTICOLO 18 NON È PIÙ UN OSTACOLO". BONUS BEBÈ RADDOPPIA SOTTO I 7MILA EURO

21 Novembre 2014, 16:55pm

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Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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10686722 10205169168052467 5899707854002065582 n INSERITO DA ANGELA CECERE

La riforma del lavoro «dovrebbe stimolare gli investimenti», anche perchè «l'articolo 18 prima rappresentava un ostacolo, ora non lo è più». Lo ha detto Matteo Renzi parlando all'Assemblea di Business europe organizzata nella sede di Confindustria. «Abbiamo trasmesso il messaggio di una riduzione dell'onere fiscale che grava sul lavoro. L'idea è un pò di provocarvi», perchè «Abbiamo liberato il sistema tradizionale italiano», ha sottolineato il premier. Soddisfazione e fiducia. «In qualità di rpesidente di Confindustria voglio ringraziarti per gli sforzi fatti fino ad ora affinchè l'Europa superi la dicotomia tra austerità e crescita», ha detto il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, rivolgendosi al presidente del Consiglio e presidente di turno dell'Ue, Matteo Renzi, intervenendo alla riunione del Consiglio di Presidenza di Business europe, organizzato in Viale dell'Astronomia. «Siamo fiduciosi - ha aggiunto Squinzi - che, grazie al tuo impegno, il Governo chiuderà con successo la presidenza italiana del semestre europeo. A proposito di riforme, Confindustria è consapevole dei tuoi sforzi per realizzare quelle strutturali che l'Italia aspetta da tanto tempo». Bonus bebè raddoppia sotto i 7mila euro Bonus bebè solo per i nuclei familiari che presenteranno un Isee non superiore ai 25 mila euro (la soglia di reddito precedente era di 90mila euro e non si prevedeva l'uso dell'Isee). L'assegno raddoppia per chi non supera un Isee di 7 mila euro annui. Lo prevede un emendamento del relatore alla legge di stabilità.

LEGGO.IT

21.11.2014.

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