SEZ. POLITICA RENZI E HOLLANDE RINFORZANO L'ASSE ROMA-PARIGI: "NESSUN INTERVENTO IN LIBIA, AVANTI CON LA TAV"
INSERITO DA ANGELA CECERE ROMA - Nessun intervento militare in Libia e via libera al tratto transfrontaliero della Tav Torino-Lione. Piena sintonia fra il premier italiano Matteo Renzi e il presidente francese Francois Hollande nel vertice tenutosi all'Eliseo. Sette gli accordi sottoscritti: dall'Alta velocità alla cooperazione nella ricerca tecnologica e scientifica. Ma è soprattutto sulla Libia che Roma e Parigi si muovono in piena concordia. Serve «un'azione politica per riconciliare le fazioni e, per ora, nessun intervento di peacekeeping», dice Renzi.
L'asse Italia-Francia si consolida anche sul fronte europeo. I due leader riconoscono che «la ripresa è troppo timida e non basta a ridurre la disoccupazione» perciò bisogna spingere sugli investimenti per «sostenere e amplificare» la crescita. Sulla Tav spetta a Hollande l'annuncio: «Non ci sono più freni o ostacoli: la Torino-Lione è lanciata, dopo 14 anni i lavori possono partire». Via libera dunque ai lavori definitivi del tratto transfrontaliero della nuova linea alta velocità, al centro in Italia di tanti anni di polemiche e scontri. Il prossimo passo sarà, giovedì prossimo, la presentazione della richiesta di finanziamenti all'Ue. In Italia invece rimane la bagarre politica. Dalla Francia il premier ha difeso l'uso dei decreti legge, quali «strumenti naturali secondo Costituzione» in caso di blocco dei lavori in Parlamento. Un messaggio che è sembrato la conferma di voler procedere per decreto anche sulla riforma della Rai, sollevando le ire delle opposizioni. E anche del presidente della Camera Boldrini, che difende le prerogative del Parlamento: «Il decreto si deve fare quando c'è materia di urgenza. Sulla Rai non c'è qualcosa di imminente, non c'è una scadenza». Nella Lega intanto è bufera. Il sindaco di Verona Tosi ha fatto balenare l'idea di una sua candidatura alle regionali venete contro Luca Zaia, candidato ufficiale del Carroccio e governatore uscente. Il segretario Salvini non ha gradito la “ribellione”: «La candidatura di Zaia non si discute. Chi la mette in discussione si mette fuori gioco da solo». Ma Tosi sembra intenzionato a compattare un fronte anti-Salvini in Veneto, magari alleandosi con i centristi. Ieri il primo cittadino di Verona era a Roma dove ha incontrato Gaetano Quagliariello nella sede di Ncd.
LEGGO.IT
25.02.2015.
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