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sez.politica

SEZ. POLITICA ROMA Boschi, modifiche non blocchino legge

15 Gennaio 2015, 14:45pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

SEZ. POLITICA ROMA Boschi, modifiche non blocchino legge

INSERITO DA ANGELA CECERE  Il ministro, già accolte molte proposte alternative  - ROMA,  "Sono state accolte molte delle proposte alternative ma non possiamo immaginare che continue richieste modifica siano un modo per bloccare la legge elettorale". Lo dice il ministro per i Rapporti con il Parlamento Maria Elena Boschi replicando in Senato.

ANSA

15.01.2015.

   

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SEZ. POLITICA L’Italicum in vigore l’anno prossimo Sì del governo a clausola salvaguardia

10 Gennaio 2015, 14:27pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

SEZ. POLITICA  L’Italicum in vigore l’anno prossimo Sì del governo a clausola salvaguardia

INSERITO DA MORENA MOTTA La scelta riduce le tensioni, FI d’accordo. Calderoli regala carbone a Boschi ma ritira la sua mozione

(di Monica Guerzoni)

ROMA Sulla carta, non si tornerà a votare prima del 2016. Dopo settimane di pressing da parte delle opposizioni e della minoranza del Pd, il governo ha deciso di concedere una data certa per l’entrata in vigore della legge elettorale. L’Italicum è approdato nell’aula di Palazzo Madama per la discussione generale e, con la bocciatura delle pregiudiziali di costituzionalità grazie anche a Forza Italia, ha superato il primo scoglio.

Ad annunciare la cosiddetta clausola di salvaguardia - dopo la riunione di ieri mattina a Palazzo Chigi con Matteo Renzi, Luigi Zanda, Anna Finocchiaro e il sottosegretario Luciano Pizzetti - è stata il ministro Maria Elena Boschi, che alla fine del suo intervento si è vista recapitare da parte di Roberto Calderoli un piattino pieno di carbone, il dolcetto che la Befana regala ai bambini il 6 gennaio. Un omaggio scherzoso, per far capire anche simbolicamente come la Lega abbia apprezzato i «chiarimenti necessari e graditi», tanto che Calderoli ha ritirato la sua questione sospensiva: la richiesta cioè di fermare i giochi per cinque giorni, rimandare l’Italicum in commissione e tornare in Aula con un mandato al relatore. Una battuta di arresto che la decisione di apporre alla legge la clausola di salvaguardia ha scongiurato.

«Per il governo è opportuno che la legge elettorale possa essere approntata tenendo conto dell’iter delle riforme costituzionali» ha detto in Aula la Boschi, la quale ha spiegato la necessità di riempire il vuoto normativo lasciato dalla sentenza della Corte costituzionale ribadendo però l’impegno a non interrompere la legislatura fino alla scadenza naturale del 2018. Parole che hanno tranquillizzato l’Ncd dopo che Angelino Alfano aveva espresso al premier, a tu per tu, la sua preoccupazione: «La clausola di salvaguardia per noi è essenziale, sia votata al primo punto».
La minoranza del Pd teme che l’aver fissato l’entrata in vigore della legge al 2016 sia in realtà una soluzione aggirabile da un decreto. Anche Calderoli sembra soddisfatto a metà: «Piutost che nient l’è mei piutost...» scandisce in dialetto. Sì, perché la Lega, come la minoranza del Pd, chiedeva che l’Italicum entrasse in vigore solo una volta approvata la riforma costituzionale che manda in soffitta il bicameralismo perfetto. Un legame che impedirebbe a Renzi di andare al voto anticipato e che il governo non vuole mettere nero su bianco.

Perché Palazzo Chigi ha deciso di arrivare in aula senza mandato al relatore? Per Calderoli la ragione è che «il Pd non è in grado di garantire l’unitarietà dei voti dei suoi componenti in commissione». Il renziano Andrea Marcucci smentisce la tentazione del premier di tenersi aperta una via di fuga verso le urne e spiega che l’obiettivo prioritario della maggioranza è «approvare il testo entro gennaio e tenere le elezioni alla scadenza naturale della legislatura». Quanto ai capilista bloccati, il senatore è convinto che il Pd dimostrerà «una sostanziale unità». Ma la minoranza insiste nel chiedere di spazzar via dalla legge i parlamentari nominati e qui i partiti daranno battaglia.
«Le preferenze per noi sono il male assoluto - ribadisce Paolo Romani, capogruppo di Forza Italia, parlando con i giornalisti alla buvette - Io la penso come Angelo Panebianco, che sul Corriere le ha definite un voto di scambio». E il premio alla lista? «Noi non siamo d’accordo». Su questo punto da Forza Italia è un coro di no. «Non voteremo l’articolo che prevede il premio alla lista» avverte Giovanni Toti e torna a chiedere che il bonus vada alla coalizione.
«Se Renzi insiste - rincara Renato Brunetta - avrà la responsabilità di rompere lui il Patto del Nazareno». Ma le spine più acuminate arrivano dall’ala sinistra del Pd, che si appresta a presentare sette, otto emendamenti in dissenso. «Vogliamo ribaltare la proporzione tra capilista bloccati e preferenze - spiega il bersaniano Miguel Gotor - E, tra le altre cose, chiediamo di ridurre le pluricandidature da otto a tre, perché un malcostume non può diventare un elemento di virtù del sistema». La Boschi è stata vista parlare a lungo in aula con Vannino Chiti, che fu il capo dei dissidenti sulla riforma del Senato. E martedì si comincia a votare.


FONTE: Corriere della Sera

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SEZ. POLITICA Pd: Bersani, rischio spazio senza profilo

9 Gennaio 2015, 17:14pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

SEZ. POLITICA  Pd: Bersani, rischio spazio senza profilo

INSERITO DA MORENA MOTTA Ex segretario su primarie Liguria, spero forza reagire a deriva

ROMA, 9 GEN - Quando ho lasciato la segreteria del Partito democratico ho detto che dovevamo stabilire se il Pd voleva essere un soggetto politico autonomo o uno spazio politico aperto alle incursioni di chiunque.C'è da augurarsi che, salvaguardando l'apertura e la partecipazione, ci siano ancora il tempo e la forza per reagire a una deriva che farebbe del Pd uno spazio indistinto e senza un profilo proprio e autonomo". Lo scrive su Facebook Pier Luigi Bersani facendo riferimento alle primarie in Liguria.

FONTE: ANSA

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SEZ. POLITICA Modena Sicurezza chi l'ha vista?

21 Dicembre 2014, 13:38pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Barbara Manicardi

10309172 267302893440043 4937791116188659039 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA Modena, Mentre tutti i nostri politici e amministratori sono concentrati sulle varie nomine e sulle questioni economiche, tra tagli di nastri e incontri pubblici ai quali raramente seguono poi fatti concreti, bande di criminali imperversano in città e in provincia depredando case, negozi e aziende. E’ un bollettino di guerra quello che dobbiamo registrare ogni giorno tra razzie e aggressioni. Le forze dell’ordine fanno il possibile, ma gli amministratori possono dire di fare altrettanto? Perché da questa sconcertante situazione si esce solo unendo le forze e le competenze: ognuno faccia la sua parte. Ma a noi pare che, da qualche tempo, questo gravissimo problema, che va a incidere pesantemente sulla vita di tutti i cittadini, sia stato un po’ messo parte, nel cassetto. Non deve e non può essere così. Molti colpi sono infatti messi a segno anche da disperati che non arrivano a fine mese o che hanno perso tutto e si improvvisano rapinatori e ladri. La crisi sta in qualche modo acuendo anche i problemi di ordine pubblico e le tensioni sociali, tensioni cavalcate da esaltati che non aspettano altro che l’occasione giusta per scontrarsi con i tutori dell’ordine. E’ successo a Formigine l’altra sera, davanti al carcere ieri, probabilmente con la bomba carta davanti all’agenzia interinale sabato notte. Arginiamoli. E in questo la politica ha un ruolo fondamentale. di Barbara Manicardi IL RESTO DEL CARLINO

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SEZ. POLITICA Renzi: 'Non c'è un patto con Berlusconi per il Quirinale'

21 Dicembre 2014, 13:01pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.ansa.it/webimages/img_457x/2014/12/20/f4489e37fe601f4f0486778ccdd1e3ab.jpg

10484944 267305636773102 494429539358328247 n INSERITO DA ANGELA CECERE

Oggi chi fa nomi li vuole solo bruciare La capitale non è la mafia e non va lasciata a chi ruba. "Roma deve ripartire", perché "dire che sono tutti colpevoli fa il gioco dei criminali". Lo afferma il premier Matteo Renzi in un'intervista pubblicata dal Messaggero e dal Gazzettino, in cui oltre a spronare il Campidoglio a non star fermi, interviene anche sui temi della giustizia e sulla partita Quirinale. "I magistrati parlino con indagini e sentenze", dice Renzi replicando alle critiche dell'Anm sulla lotta alla corruzione: "Gli strumenti per combatterla ci sono e sono stati aumentati, siamo il governo che ha messo Cantone all' Anticorruzione, e che vuole ripristinare il falso in bilancio". Durezza sulla vicenda romana, avverte, "poi però è fondamentale che si arrivi a sentenza". "Quando sarà il momento - dice invece a proposito del Colle, - si parlerà del successore di Napolitano" ma "il Nazareno è stato siglato un anno fa, quando le dimissioni non erano in agenda", e "questo è il motivo per cui non c'è nessun patto preventivo tra Pd e Fi". "Oggi - aggiunge - chi fa nomi li vuole solo bruciare". Renzi auspica comunque una maggioranza larga per l'elezione del nuovo capo dello stato. "Vendola propone Prodi per il Colle? Si ricordi di quando nel '98 mandò a casa il prof, ormai fa il gioco di M5S e Lega". Alla domanda poi se l'Italia rispetterà il tetto del 3% dal momento che la manovra italiana è fatta buona parte in deficit, il premier assicura: "L'Italia rispetterà tutte le regole. Regola del deficit, regola del debito, regola degli investimenti. E anche regola del buon senso". Il piano Juncker decollerà? "Per me - dice Renzi - è un primo passo. Con una novità importante: gli investimenti vengono scorporati dal patto di stabilità. Questa è una rivoluzione culturale per l'Europa. Noi insisteremo per valorizzare questo approccio".

ANSA

21.12.2014.

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SEZ. POLITICA La corsa al Quirinale rischia di trasformarsi in un campo minato per Renzi

20 Dicembre 2014, 09:30am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

10478020 267308300106169 3514890014662351654 nINSERITO DA ELSA COPPA

Il premier deve fare i conti col suo partito, i mugugni di Fi e l’inaffidabilità di Grillo

candidatura Quirinale, Quirinale, Bruno Vespa, Giorgio Napolitano, Matteo Renzi, Sicilia, Opinioni

Quando si avvicinano le elezioni per il presidente della Repubblica, il segretario del partito di maggioranza rischia la pelle. Deve svolgere infatti l’ingrato compito di artificiere e capita che possa saltare in aria. Nella storia italiana è accaduto due volte. Nel ’92 quando segretario della Dc era Forlani e fu colpito dai cecchini di Andreotti, abbattuto a sua volta dalle bombe di Capaci. E nel 2013 quando dopo la caduta di Franco Marini, Bersani non riuscì a portare al Quirinale con una maggioranza diversa Romano Prodi.

Senza conseguenze così devastanti, dal ’48 a oggi tutti i candidati ufficiali sono stati sconfitti con l’eccezione di Cossiga (1985), Ciampi (1999) e solo in parte Segni (1962) che fu eletto per il rotto della cuffia con i voti determinanti del Msi e una memorabile spaccatura nella Dc. Lo stesso Ciampi, frutto di un patto tra Veltroni e Berlusconi/Fini, bruciò solo all’ultimo istante Rosetta Jervolino, Nicola Mancino (il vero candidato popolare), Franco Marini e Massimo D’Alema.
Pur essendo giovane, Renzi queste cose le conosce benissimo e vorrebbe che il suo partito approvasse per tempo il candidato (o la rosa di candidati) da proporre alle altre forze politiche. Ma sa che questo non lo garantisce. Prodi non fu acclamato e pugnalato con una successione così rapida da ricordare il Cesare delle Idi e Marzo?

DI BRUNO VESPA IL GIORNALE DI SICILIA

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SEZ. POLITICA Legge di stabilità, nella notte arriva la fiducia in Senato: proteste delle opposizioni

20 Dicembre 2014, 09:25am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Sicilia, Economia

10478020 267308300106169 3514890014662351654 nINSERITO DA ELSA COPPA ROMA. Il governo incassa la fiducia al termine di una lunga maratona notturna: il maxiemendamento alla legge di stabilità ottiene poco prima delle cinque di mattina il via libera del Senato con 162 sì e 37 no. Proteste accese dalle opposizioni, che accusano il governo di aver presentato un testo pieno di errori: M5S chiede il rinvio in commissione del provvedimento e alla fine non partecipa al voto ("ci chiedete di votare Topolino", attacca Giuseppe Vaccaro) mentre Forza Italia abbandona i lavori dell'Aula di Palazzo Madama.

"Non possiamo partecipare - dice il capogruppo azzurro intervenendo in Assemblea - ad una delle pagine peggiori della vita parlamentare italiana". Poi però i senatori azzurri rientrano nell'emiciclo annunciando voto contrario. Imprecisioni, discrasie, refusi vengono riconosciuti dallo stesso viceministro all'Economia Enrico Morando: "Il governo accetta e si scusa per gli errori commessi anche nella relazione tecnica ma abbiamo cercato di rendere più leggibile il testo".

Sotto accusa infatti finisce il dossier che correda la manovra ma anche lo stesso testo del maxiemendamento che, almeno in parte, viene rivisto durante i lavori dell'Assemblea come spiega il presidente del Senato Pietro Grasso: "si tratta - è la tesi - di drafting e la presidenza si assume dunque la responsabilità di fare correzioni". Polemiche che fanno slittare di qualche ora il via libera finale al testo (che arriva all'alba).

La manovra torna così alla Camera: la giornata di domani sarà dedicata a riordinare le misure e solo nel tardo pomeriggio, alle 19, ci sarà un ufficio di presidenza della commissione Bilancio di Montecitorio che deciderà l'ordine dei lavori. Quello alla Camera, che sarà il terzo e l'ultimo passaggio, si annuncia comunque come un esame lampo: già lunedì è atteso l'ok finale ai documenti di bilancio.IL GIORNALE DI SICILIA

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SEZ. POLITICA Napolitano conferma: 'Vicina la fine del mio mandato' "Non avremo problemi sull'elezione del nuovo capo dello Stato"

19 Dicembre 2014, 12:12pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Giorgio Napolitan © ANSA

10309172 267302893440043 4937791116188659039 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA Conferma di essere sul punto di lasciare il proprio mandato e torna a 'blindare' l'esecutivo Renzi. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, nei saluti natalizi al Corpo diplomatico, fa un intervento a trecentosessanta gradi e torna a sottolineare il "coraggioso sforzo" che sta compiendo il governo.

Ascolta l'intervento di Giorgio Napolitano

"La prossima fine di quest'anno 2014 - dice in apertura - e l'imminente conclusione del mio mandato presidenziale inevitabilmente ci portano a svolgere alcune considerazioni sul periodo complesso e travagliato che stanno attraversando l'Italia, l'Europa e il mondo". 

L'Italia - commenta il premier Matteo Renzi - non avrà alcun problema per l'elezione del prossimo presidente della Repubblica: "Credo che il Parlamento abbia imparato la lezione dell'aprile 2013 e riuscirà a fare quello che deve nei tempi stabiliti".

Lo sforzo del governo - Quella portata avanti dal premier Matteo Renzi - sottolinea Napolitano - è "un'opera difficile e non priva di incognite". Ma soprattutto non c'erano "alternative per chi, come noi, crede nelle potenzialità di questo Paese". "L'opera portata avanti dal presidente Renzi  e dal Governo" rappresenta "un coraggioso sforzo per eliminare alcuni nodi e correggere mali antichi che hanno frenato lo sviluppo del Paese e sbilanciato la struttura della società italiana e del suo sistema politico". 

Ambiziosi obiettivi Ue - "E' innegabile che la Commissione guidata dal presidente Juncker abbia un profilo più nettamente sovranazionale e si ponga obiettivi ambiziosi per rispondere alle sfide comuni in una chiave certamente più 'politica' di quelle che l'hanno preceduta".

Immigrazione vera emergenza - "Nel corso del semestre di presidenza italiana siamo riusciti a far comprendere che gli epocali fenomeni migratori connessi con i tragici eventi in Medio Oriente e in Africa costituiscono una vera emergenza europea e che come tale vanno affrontati".

Svolta storica Cuba-Usa - Le aperture tra Stati Uniti e Cuba si possono definire "una svolta storica", dovuta anche "alla illuminata mediazione della Santa Sede". Il capo dello Stato ha infatti ricordato "le drammatiche tensioni che in quell'area opposero le due superpotenze che si confrontavano in un mondo rigidamente diviso in blocchi". ANSA

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SEZ.POLITICA Legge elettorale: Renzi, ok del Senato prima dell'elezione del presidente della Repubblica

18 Dicembre 2014, 12:21pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Matteo Renzi © ANSA

10309172 267302893440043 4937791116188659039 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA L'obiettivo è approvare la legge elettorale in Senato entro gennaio, prima dell'elezione del nuovo presidente della Repubblica. Lo ha detto, secondo quanto riferisce più di un presente, il premier Matteo Renzi nel corso dell'assemblea con i senatori Pd. "Non possiamo abbandonare i lavoratori o veder svendere Ilva al primo privato che vuole approfittarne". Così il premier Matteo Renzi nel suo intervento all'assemblea Pd, secondo quanto riferito su Twitter da Francesco Russo. Un presente alla riunione aggiunge che il premier ha annunciato il decreto in Cdm il 24 dicembre. No a una norma transitoria da inserire nella legge elettorale per una "legge ponte" in caso si vada a votare prima dell'approvazione dell'Italicum. Lo ha detto, secondo quanto si apprende, il presidente del Consiglio Matteo Renzi nell'assemblea al Senato. La proposta di alcuni senatori renziani era inserire il Mattarellum come norma transitoria dell'Italicum. Via libera alla riforma costituzionale alla Camera entro il 31 gennaio. E' l'obiettivo indicato, secondo quanto si apprende, dal presidente del Consiglio Matteo Renzi nel corso dell'assemblea con i senatori Pd. Sì a fissare una data certa per l'entrata in vigore dell'Italicum. Lo ha ribadito, secondo quanto si apprende, Matteo Renzi nel corso dell'assemblea con i senatori del Partito democratico. Il premier, secondo quanto riferisce Francesco Russo su Twitter, ha ribadito i cardini della riforma: "Abbassamento delle soglie di sbarramento, parità di genere, no all'apparentamento" delle liste. E ancora: "Ballottaggio, no a veto di piccoli partiti, premio di maggioranza, no liste bloccate, regole condivise". Per eventuali modifiche alla legge elettorale - avrebbe aggiunto - serve l'accordo di tutti i partiti della maggioranza e di Forza Italia. Alcuni senatori dem hanno sollecitato in particolare una modifica sui cento capilista bloccati. Votiamo nel 2018 con l'Italicum - Si andrà a votare con l'Italicum nel 2018. Lo ha ribadito Matteo Renzi, secondo quanto riferiscono i presenti, nel corso dell'assemblea del Pd. Poiché l'orizzonte è la scadenza naturale della legislatura, ha spiegato il premier, è possibile fissare per l'entrata in vigore della nuova legge elettorale anche una data differita rispetto alla sua approvazione.ANSA

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SEZ. POLITICA ROMA Renzi, non svendere Ilva a privati

17 Dicembre 2014, 17:28pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.ansa.it/webimages/img_457x/2014/1/24/c6fcfc437462cd2f3c953da51161b2be.jpg

10484944 267305636773102 494429539358328247 n INSERITO DA ANGELA CECERE

Non possiamo lasciarla al primo che vuol approfittarne - ROMA,  "Non possiamo abbandonare i lavoratori o veder svendere Ilva al primo privato che vuole approfittarne". Così il premier Matteo Renzi nel suo intervento all'assemblea con i senatori Pd, secondo quanto riferito su Twitter da Francesco Russo. Il decreto dovrebbe andare in Consiglio dei ministri il 24 dicembre.

ANSA

17.12.2014.

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