Overblog Tutti i blog Blog migliori Lifestyle
Segui questo blog Administration + Create my blog
MENU
Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo www.mikivettica.over-blog.it

sez.economia

…

SEZ. ECONOMIA Non paghi le tasse? Ecco come il fisco ti pignora il conto corrente

31 Dicembre 2016, 14:21pm

| 

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

SEZ. ECONOMIA Non paghi le tasse? Ecco come il fisco ti pignora il conto corrente

INSERITO DA MORENA MOTTA Hai come creditore il fisco? Il tuo conto corrente può essere pignorato in modo automatico, senza cioè bisogno di un procedimento in tribunale, davanti al giudice. E' quanto si legge su laleggepertutti.it. Tutto ciò che deve fare l’Agente per la riscossione (Equitalia o altro, successivo alla sua chiusura) è notificare la cartella di pagamento al contribuente, attendere almeno 60 giorni e poi notificare l’atto di pignoramento alla banca e al debitore. Decorsi altri 60 giorni dalla notifica del pignoramento senza che, nel frattempo, il debito sia stato saldato o sia stata presentata la domanda di dilazione, le somme bloccate vengono accreditate sul conto corrente dell’esattore. Ma procediamo con ordine.

Come avviene il pignoramento del conto corrente? Quando il creditore è un soggetto privato (ad esempio, un fornitore, una banca, una persona che ha vinto una causa, ecc.), il pignoramento del conto corrente avviene essenzialmente in tre passaggi:

la notifica al debitore dell’atto di precetto, un’intimazione cioè ad adempiere al più presto al pagamento delle somme indicate (maggiorate delle spese legali). Se il debitore non paga entro 10 giorni, il creditore può passare al gradino successivo. Ma se trascorrono più di 90 giorni, il precetto 'scade' e va nuovamente notificato. L’atto di precetto non specifica quale sarà il tipo di pignoramento che verrà eseguito: il creditore può, dunque, decidere anche all’ultimo minuto;

la notifica al debitore e alla banca del vero e proprio atto di pignoramento: questo ha lo scopo di 'bloccare' (o meglio, vincolare) le somme presenti sul conto corrente nei limiti dell’importo. Dunque il correntista non potrà più prelevarle, né la banca potrà pagare eventuali Rid o assegni con tali somme, anche se emessi prima della notifica del pignoramento. Insomma, tali importi diventano completamente indisponibili, come se fossero 'accantonati'. La banca deve comunicare al creditore, con posta elettronica certificata (Pec) o con raccomandata, se sul conto corrente del debitore sono presenti somme di denaro e, quindi, ne conferma il blocco;

l’atto di pignoramento contiene anche una citazione, ossia l’invito a presentarsi davanti al giudice del tribunale (sezione: esecuzioni forzate), in una specifica data. Tale udienza è quindi il terzo passaggio: il giudice verifica se la banca ha già comunicato, al creditore, la presenza di somme sul conto. In tal caso, emette un provvedimento con cui 'assegna il denaro pignorato' al creditore: in sostanza ordina alla banca di versare le somme a chi ha intrapreso l’esecuzione forzata. Solo dopo tale momento il conto viene svuotato dei soldi pignorati e ritorna libero e utilizzabile.

Come avviene il pignoramento del conto quando il creditore è il fisco? Le regole cambiano quando ad agire è il fisco. I passaggi si riducono a uno soltanto. Da un lato, infatti, la cartella di pagamento è anche atto di precetto e, pertanto, non c’è bisogno di una seconda notifica. Dall’altro lato, l’Agente per la riscossione (ex Equitalia dopo la sua chiusura) è infatti autorizzato a procedere in autonomia, senza bisogno dell’autorizzazione del giudice. Dunque, quando il creditore è il fisco i passaggi sono i seguenti:

notifica della cartella di pagamento o di una intimazione ad adempiere (tramite raccomandata a.r. o posta certificata). L’Agente per la riscossione esattoriale deve attendere almeno 60 giorni prima di procedere, ma non più di un anno (se il precedente atto è una cartella di pagamento) o 180 giorni (se il precedente atto è una intimazione ad adempiere). Il debitore che, prima del pignoramento, chieda una dilazione (o meglio detta 'rateazione'), blocca ogni successivo pignoramento;

notifica dell’atto di pignoramento alla banca e al debitore (tramite raccomandata a.r. o posta certificata). Anche se la legge non lo specifica, l’atto di pignoramento viene subito notificato alla banca e solo dopo al contribuente, onde evitare che quest’ultimo prelevi dal conto delle somme prima del materiale blocco.

L’atto di pignoramento contiene un invito a pagare le somme entro 60 giorni. Se ciò non avviene, le somme vengono direttamente versate, dalla banca, sul conto del fisco e, quindi, sottratte dl conto del debitore. Il tutto, come già detto, senza alcuna udienza in tribunale.

In ogni caso, il fisco può anche optare per il pignoramento nella forma tradizionale, quella cioè ordinaria, anche se ciò non avviene mai. Invece, se ad essere pignorata è la pensione, la procedura ordinaria è obbligatoria.

Come evitare il pignoramento del conto corrente del fisco? Una volta già avvenuto il pignoramento, e prima che siano decorsi i 60 giorni oltre i quali la banca accredita direttamente le somme sul conto dell’Agente della riscossione, il contribuente può presentare una richiesta di rateazione: se ottiene l’autorizzazione a pagare in forma dilazionata il proprio debito, esibendo la ricevuta del primo pagamento il pignoramento ancora in stand by si blocca e non va più avanti; con la conseguenza che il conto corrente viene liberato dal pignoramento. È troppo tardi, invece, se la richiesta viene presentata scaduti i 60 giorni dalla notifica del pignoramento, quando ormai le somme sono state accreditate all’esattore.

FONTE ADNKRONOS

Leggi i commenti

…

SEZ. ECONOMIA Banche e flessibilità, Merkel gela l'Italia: non si possono cambiare regole ogni due anni

29 Dicembre 2016, 09:53am

| 

Pubblicato da Alessia Chianese

SEZ. ECONOMIA Banche e flessibilità, Merkel gela l'Italia: non si possono cambiare regole ogni due anni

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA  Angela Merkel gela l'Italia sui nuovi spazi a politiche di flessibilità, in particolare per il settore bancario: «Credo che sia stata concessa una certa flessibilità a certi Paesi per favorire la crescita. Guardando soprattutto all'Italia, posso dire che abbiamo adottato diverse soluzioni, ma non possiamo ridiscutere ogni due anni le regole del settore bancario». Dal canto suo il premier Renzi, assicurando che non c'è rischio per il denaro dei correntisti italiani anche con gli strumenti a disposizione ora, ha sottolineato che «nessuno vuole cambiare le regole per il salvataggio delle banche. La questione non è all'ordine del giorno». E ancora: «L'Italia ha l'ambizione di guidare il percorso di cambiamento dell'Ue venendo qui a portare idee e proposte, non per chiedere deroghe, anche perché nelle regole ci sono spazi per fare tutto ciò che serve al nostro Paese». «Noi abbiamo messo il sistema (bancario, ndr) in sicurezza, abbiamo fatto pulizia, abbiamo fatto l'operazione banche popolari che serve ad evitare gli scandali, mi auguro che le azioni di responsabilità si facciano», ha spiegato in conferenza stampa. «Se vi fosse stata a monte una bad bank sarebbe stato meglio, ma si è scelto di non farla e noi abbiamo usato le soluzioni che erano possibili», ha proseguito Renzi, spiegando come «questo Governo ha salvato correntisti e cittadini», e sia ora «nelle condizioni di assicurare ai cittadini che i loro soldi sono in sicurezza».«Come è noto - ha aggiunto il premier - abbiamo perduto l'occasione di intervenire in modo strutturale come ha fatto la Germania intorno al 2010-2011, quando ha messo 247 miliardi di euro per salvare le banche. L'Italia non l'ha fatto perché chi era al Governo ha ritenuto di non farlo, è inutile piangere sul latte versato». Soprattutto perché «non possiamo farlo adesso che le regole sono diverse». Il premier ha comunque voluto rassicurare: «Il mio messaggio è: non c'è rischio per il denaro del contribuente, del cittadino. Gli strumenti per proteggere ci sono». IL MATTINO

Leggi i commenti

…

SEZ. ECONOMIA Da gennaio debutta la successione online. Tra un anno via la carta

28 Dicembre 2016, 10:36am

| 

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

SEZ. ECONOMIA Da gennaio debutta la successione online. Tra un anno via la carta

INSERITO DA MORENA MOTTA La dichiarazione di successione passa dal modulo cartaceo a quello digitale: doppio binario (cartaceo e digitale) dal 23 gennaio 2017 fino al 31 dicembre 2017. Scaduto questo termine, il vecchio modulo si utilizzerà solo per le successioni apertesi in data anteriore al 3 ottobre 2006, nonché per le dichiarazioni integrative, sostitutive o modificative di una dichiarazione presentata con il sistema cartaceo.

È quanto stabilito da un provvedimento del Direttore dell’agenzia delle Entrate del 27 dicembre 2016. Il nuovo modello di dichiarazione di successione è reso disponibile in formato elettronico sul sito internet dell’agenzia delle Entrate e permette di compilare e trasmettere la dichiarazione, calcolare le imposte da versare in autoliquidazione e richiedere le volture catastali degli immobili.

Il formato elettronico permetterà anche di visualizzare la dichiarazione presentata nel cassetto fiscale del dichiarante, dei coeredi e dei chiamati. La dichiarazione di successione in formato digitale potrà essere presentata in via telematica all’agenzia delle Entrate, direttamente dai contribuenti abilitati ai servizi telematici o tramite gli intermediari abilitati nonché l’ufficio territoriale dell’agenzia delle Entrate competente per la lavorazione del modello stesso. Al modello della dichiarazione di successione telematica dovranno essere allegati tutti i documenti utili alla dichiarazione, necessariamente in formato conforme, cioè scansionati in file di formato “pdf/a” o “tiff”.

Quanto al pagamento dovuto dal contribuente, il nuovo software è in grado di calcolare le imposte ipotecarie, catastali e i tributi speciali, che si possono versare in autotassazione direttamente online, tramite addebito in conto corrente; nel caso in cui il dichiarante si avvalga, per la presentazione del modello in formato digitale, dell’ufficio territoriale competente dell’agenzia delle Entrate, sarà possibile pagare le somme dovute anche con modello F24.

Il nuovo modello digitale è composto di due “fascicoli”: il primo è da compilare in tutti i casi, in quanto contiene le informazioni essenziali ai fini della predisposizione del modello, mentre il secondo va predisposto solo in presenza di particolari beni mobili e immobili.

In generale, nel primo, oltre ai dati identificativi del defunto e dei beneficiari dell’eredità, devono essere indicati, ove presenti, i dati relativi ai beni immobili (terreni e fabbricati), i documenti comprovanti le passività, i documenti da allegare e le dichiarazioni sostitutive richieste per legge. Nel secondo fascicolo, invece, andranno indicate ulteriori categorie di beni, non compresi nel primo, quali, ad esempio, i beni immobili iscritti al catasto tavolare, gli aeromobili, le imbarcazioni e le donazioni fatte in vita dal defunto.

FONTE di Angelo Busani IL SOLE 24h

http://www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/2016-12-27/la-dichiarazione-successione-va-online-180829.shtml?uuid=ADLQeILC

Leggi i commenti

…

SEZ. ECONOMIA Lavoro: si cambia, per scongiurare il referendum sul Jobs Act. E sui voucher più vincoli e multe

27 Dicembre 2016, 10:54am

| 

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

SEZ. ECONOMIA Lavoro: si cambia, per scongiurare il referendum sul Jobs Act. E sui voucher più vincoli e multe

INSERITO DA MORENA MOTTA Abbassare i tetti, aumentare controlli e sanzioni. Il governo è pronto a una stretta sui voucher, i ticket da dieci euro lordi nati per pagare i lavoretti, diventati dopo la liberalizzazione normativa il simbolo della nuova precarietà e della protesta contro le politiche del lavoro dell'esecutivo Renzi. I margini per intervenire non sono molti, a meno di smontare lo strumento. Ma qualcosa si deve pur fare, ragionano a Palazzo Chigi.

La ripresa non decolla, i disoccupati non schiodano da quota tre milioni, mentre i buoni lavoro si impennano a 121 milioni venduti in ottobre, nuovo record. Non solo. Dal primo gennaio vanno in archivio l'indennità di mobilità, la cassa integrazione in deroga e pure la Discoll, l'ammortizzatore per i collaboratori. Reti importanti di protezione, specie la prima. Che la Naspi, il sussidio unico, potrebbe non soppiantare del tutto, di fronte ai licenziamenti collettivi del settore industriale. Il mercato del lavoro ha dunque bisogno di un segnale urgente. Prima che siano le urne a darlo, con i tre referendum promossi dalla Cgil (ritorno all'articolo 18, abolizione dei voucher, corresponsabilità negli appalti) e sulla cui ammissibilità si esprimerà la Corte Costituzionale.

La parola d'ordine a Palazzo Chigi in queste ore è "attendere". Aspettare cioè il primo (imminente) monitoraggio sulla tracciabilità dei ticket. E la decisione della Consulta dell'11 gennaio. Le tabelle Inps vengono giudicate essenziali per capire se l'obbligo (da ottobre) per il datore di lavoro di mandare l'sms o la mail un'ora prima di impiegare il voucherista funziona da deterrente o no. Senza il conforto di numeri calanti, il ministro del Lavoro Poletti si dice pronto a "rideterminare dal punto di vista normativo il confine del loro uso". Ma sarà solo la pronuncia della Corte a stabilire quanto in profondità incidere. Di fronte all'ammissibilità di tutti i quesiti, la questione dei voucher sembrerà poca cosa rispetto alla possibilità che crolli l'intero Jobs Act. Ma se, come pronostica il governo, dovesse passare solo la richiesta di abolire i voucher, a quel punto una modifica sui ticket diverrebbe obbligata. Si vedrà come. Riportando il tetto massimo di introiti per il lavoratore a 5 mila euro (da 7 mila) o più basso. Inasprendo i controlli mirati, per stanare i datori che rimpiazzano i contratti con i buoni. Aumentando le sanzioni pecuniarie. Soluzioni tutte plausibili, ma bifronti (rischio impennata del nero) se non ben calibrate.

La fine della mobilità - prevista dalla Fornero e confermata dal Jobs Act - viene vista con allarme dai sindacati. La Uil calcola in 185 mila i lavoratori attualmente in mobilità che nel 2017 non entreranno nella lista speciale che da 25 anni consente ricollocazioni agevolate. Insieme allo strumento, spariscono infatti pure gli sconti contributivi riservati alle imprese che assumono lavoratori in mobilità. Cosa ne sarà di loro? "Riceveranno la Naspi, più generosa nella maggioranza dei casi della mobilità", assicura Stefano Sacchi, presidente Inapp, l'ex Isfol. "Le aziende poi risparmieranno sul costo del lavoro, perché non dovranno più versare lo 0,30% per la mobilità, circa 600 milioni". Ma "alle imprese a quel punto converrà licenziare sempre, così risparmiano pure sul ticket per la cassa integrazione, nel frattempo raddoppiato: è un meccanismo infernale", avverte Guglielmo Loy, segretario confederale Uil. Ci sarebbe l'assegno di ricollocazione che scatta dopo quattro mesi di Naspi. "Le prime 30 mila lettere partiranno a gennaio", conferma Maurizio Del Conte, presidente dell'Anpal, l'agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro. "Entro il 2017 puntiamo a contattare tutti i lavoratori - circa 900 mila - con i requisiti. Le politiche attive sono l'unico modo per scongiurare impatti negativi dalla fine della mobilità".

FONTE di Valentina Conte LA REPUBBLICA

Leggi i commenti

…

SEZ.ECONOMIA NEWS Agricoltura nel Mezzogiorno è boom di posti per i giovani

23 Dicembre 2016, 10:40am

| 

Pubblicato da Direttore Michele Pappacoda

SEZ.ECONOMIA NEWS Agricoltura nel Mezzogiorno è boom di posti per i giovani

INSERITO DA MICHELE PAPPACODACrescono del 3,3% gli occupati in agricoltura nel mezzogiorno nel 2015 sotto la spinta dell'aumento record del valore aggiunto agricolo (+7,3%). È quanto emerge da una analisi della Coldiretti sui dati Istat dai quali si evidenzia che l'agricoltura è il settore più dinamico che traina la ripresa del mezzogiorno e nel resto d'Italia. L'occupazione nei campi cresce infatti a livello nazionale del 2,2% perché - sottolinea la Coldiretti - l'agricoltura italiana ha prodotto nel 2015 il valore aggiunto più elevato d'Europa grazie ad un incremento del 3,8%. La rinnovata centralità acquisita dal settore è confermata dal fatto che il valore aggiunto- precisa la Coldiretti - cresce in agricoltura quasi il triplo dell'industria (1,3%) e quasi 4 volte quello del commercio (+0,8%) contribuendo alla crescita prodotto interno lordo dello 0,8% nel 2015. Il modello produttivo dell'agricoltura italiana - spiega la Coldiretti - è campione anche nella produzione di valore aggiunto per ettaro che è più del doppio della media UE-27, il triplo del Regno Unito, il doppio di Spagna e Germania, e il 70% in più dei cugini francesi.

IL MATTINO

Leggi i commenti

…

SEZ. ECONOMIA Almaviva: Bellanova,Roma vota no accordo Verso licenziamento per oltre 1600 lavoratori sede

22 Dicembre 2016, 10:10am

| 

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

SEZ. ECONOMIA Almaviva: Bellanova,Roma vota no accordo Verso licenziamento per oltre 1600 lavoratori sede

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Sul call center Almaviva Contact "è stata raggiunta un'intesa transitoria per evitare i licenziamenti. Rsu Napoli firmano e lavoriamo per intesa duratura. Rsu Roma scelgono di no". E' quanto si legge in un tweet di questa notte del viceministro alla Sviluppo Economico Teresa Bellanova. Secondo quanto si apprende, la sede romana, con 1.666 dipendenti andrebbe quindi verso la chiusura e già da oggi potrebbero partire le lettere di licenziamento.

ANSA

Leggi i commenti

…

SEZ. ECONOMIA Luglio bollente per le bollette. L'elettricità aumenta del 4,3%

29 Giugno 2016, 09:21am

| 

Pubblicato da Direttore Michele Pappacoda

SEZ. ECONOMIA Luglio bollente per le bollette. L'elettricità aumenta del 4,3%
SEZ. ECONOMIA Luglio bollente per le bollette. L'elettricità aumenta del 4,3%

INSERITO DA STAFF Luglio bollente sul fronte delle bollette. L'Authority ha deciso un super-aumento per l'elettricità (+4,3%) che scatterà il primo del mese. Gas più caro dell'1,9%.Tornano a crescere le bollette di luce e gas. Dopo i ribassi nei primi due trimestri dell'anno, dal prossimo 1° luglio per la famiglia-tipo la bolletta dell'elettricità registrerà un aumento del 4,3%, mentre per il gas l'aggiustamento sarà dell'1,9%. È quanto prevede l'aggiornamento delle condizioni economiche di riferimento per le famiglie e i piccoli consumatori in tutela per il terzo trimestre 2016. Per l'elettricità, la spesa per la famiglia-tipo nell'anno scorrevole (compreso tra l'1 ottobre 2015 e il 30 settembre 2016) sarà di circa 503 euro, con un calo del -0,6% rispetto ai 12 mesi equivalenti dell'anno precedente (1 ottobre 2014 - 30 settembre 2015), corrispondente ad un risparmio di circa 3 euro. Per il gas la spesa della famiglia tipo nello stesso periodo sarà di 1.068 euro, con una riduzione del -5,9%, corrispondente a un risparmio di 67 euro rispetto all'anno scorrevole.

Leggi i commenti

…

SEZ.ECONOMIA Pensione anticipata, tutti i modi per andare via prima dal lavoro

25 Giugno 2016, 09:58am

| 

Pubblicato da Direttore Michele Pappacoda

SEZ.ECONOMIA Pensione anticipata, tutti i modi per andare via prima dal lavoro
SEZ.ECONOMIA Pensione anticipata, tutti i modi per andare via prima dal lavoro

INSERITO DA MORENA MOTTA Da Ape all'opzione donna, modalità per anticipare la pensione, nonostante i requisiti molto rigidi imposti dalla Legge Fornero, esistono. A stilare il vademecum di tutte le forme di anticipo della pensione è il portale www.laleggepertutti.it.

Pensione anticipata ordinaria - Permette di andare in pensione a qualsiasi età ma con 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne. Dal 2018, si legge sul portale, chi va in pensione prima dei 62 anni subisce una penalizzazione dell’1% per ogni anno di anticipo o del 2% se non ha ancora compiuto 60 anni.

Pensione anticipata contributiva - E' possibile fruire della pensione anticipata contributiva se non si possiedono "contributi al 31 dicembre 1995 e - spiega 'La legge per tutti' - per chi opta per il metodo contributivo, o effettua il computo nella Gestione Separata". Consente di andare in pensione a 63 anni e 7 mesi con: – almeno 20 anni di contributi; – un trattamento pari ad almeno 2,8 volte l’assegno sociale.

Ape - Il nuovo anticipo della pensione, che dovrebbe entrare in vigore con la Legge di Stabilità 2017, consente di andare in pensione a 63 anni e 7 mesi o meglio con 3 anni di anticipo. "Al contrario della pensione anticipata contributiva, però, le penalizzazioni previste - si legge sul portale - sono più esigue, sino a un massimo del 15% e graduate in base ai mesi di anticipo ed all’ammontare della futura prestazione. Per alcune categorie svantaggiate, come i disoccupati di lunga durata e i lavoratori a rischio esubero, una detrazione coprirà gran parte della penalizzazione".

Salvacondotto- Grazie al Salvacondotto i nati sino al 31 dicembre 1952 possono andare in pensione a 64 anni se hanno: – almeno 20 anni di contributi al 31 dicembre 2012 per le donne; – almeno 35 anni di contributi a 31 dicembre 2012 per gli uomini; – occupati alla data del 28 dicembre 2011. Non sono previste penalizzazioni. Ne possono fruire i dipendenti del settore privato.

Lavori usuranti - Chi ha svolto, almeno per 7 anni, nell’ultimo decennio della vita lavorativa, lavori usuranti o turni notturni (almeno 64 giornate l’anno), può andare in pensione con le vecchie quote. I requisiti previsti variano a seconda della categoria di appartenenza del lavoratore. Si parte da un’età minima di 61 anni e 7 mesi, da un minimo di 35 anni di contributi e da una quota minima di 97,7.

Opzione donna - Permette, spiega 'La legge per tutti, di andare in pensione: "– con 57 anni e 3 mesi di età, se dipendenti, o con 58 anni e 3 mesi se autonome; – con un minimo di 35 anni di contributi; – previa attesa di una finestra di 12 mesi, se dipendenti, o di 18 mesi se autonome, dal momento di maturazione dei requisiti alla data della pensione". "I requisiti - precisa il portale - devono risultare maturati entro il 31 dicembre 2015 (probabilmente, però, sarà prevista una proroga). In cambio dell’anticipo, il trattamento è calcolato col metodo integralmente contributivo".

Pensione anticipata per invalidità - "Chi possiede un’invalidità pari o superiore all’80% può andare in pensione: – a 60 anni e 7 mesi se uomo; – a 55 anni e 7 mesi se donna. Tale anticipo - conclude 'La legge per tutti' - non è fruibile dai lavoratori pubblici. Inoltre è necessaria l’attesa di una finestra pari a 12 mesi".

FONTE ADNKRONOS

Leggi i commenti

…

SEZ. ECONOMIA Monza, Unione Commercianti: Domenico Riga neo presidente

22 Giugno 2016, 12:50pm

| 

Pubblicato da Direttore Michele Pappacoda

SEZ. ECONOMIA Monza, Unione Commercianti: Domenico Riga neo presidente

DI VALENTINA VITAGLIANO Domico Riga, ottico e consigliere comunale di Forza Italia, è il nuovo presidente per Monza e circondario dell’Unione Commercianti. La nomina è giunta iil 20 maggio, in seguito all’elezione che lo ha visto protagonista insieme a Gianluca Brambilla, Franco Raveglia e Gianfranco Terruzzi.

Domenico Riga subentra cosi a Giuseppe Meregalli che un anno fa aveva rassegnato le sue sue dimissioni alla carica. Dopo il commissariamento ecco ora giungere il nuovo presidente.

«Ringrazio gli amici e consiglieri del consiglio Direttivo di Confcommercio Imprese per l’Italia per la fiducia accordatami eleggendomi a Presidente di Monza e Circondario. Grazie di cuore a tutti» ha commentato Riga.

Leggi i commenti

…

SEZ.ECONOMIA Allarme Bancomat, non ci sono più banconote da 10 euro

21 Giugno 2016, 09:43am

| 

Pubblicato da Direttore Michele Pappacoda

SEZ.ECONOMIA Allarme Bancomat, non ci sono più banconote da 10 euro

INSERITO DA STAFF Un circuito 'virtuosò che poi tanto virtuoso non è visto che ha come principale conseguenza che alcuni tagli di banconote, come quelle da 10 e da 5 euro, siano difficili da reperire: è quello che vede i clienti recarsi sempre meno in banca (grazie all'internet banking) e quindi approvvigionarsi quasi mai di contanti allo sportello e, nello stesso tempo, le banche erogare attraverso gli Atm banconote da 50 e da 20 euro con solo sporadicamente banconote da 10. La cui quota, confermano gli esperti della Banca d'Italia, è contenuta. Tanto che via Nazionale è più volte intervenuta con una moral suasion, tramite l'Abi, perché gli istituti di credito distribuiscano più banconote di piccolo taglio.

Nelle decisioni relative al taglio delle banconote pesano in particolare i costi delle operazioni di ricarica degli Atm, sottolineano gli esperti dell'istituto centrale. Bankitalia non ha il potere di imporre alle banche il mix di tagli da erogare e deve pertanto fondare la sua azione su forme di 'moral suasion'.

Resta da capire se la questione che sembra 'tecnicà e foriera solo di qualche scomodità può generare un effetto sulla propensione alla spesa: chi 'cambià una banconota da 10 o 20 euro spenderà poi più facilmente le monete che ha di resto rispetto a chi paga con 5 euro (e si trova con meno monete in tasca)? La questione è difficilmente risolvibile: secondo molti clienti delle banche alla fine con meno banconote da 5 e 10 euro in circolo e meno monete si tende a spendere di più, ma sono affermazioni non supportate da dati statistici. IL MATTINO.IT

Leggi i commenti