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sez.economia

SEZ ECONOMIA Sterlina va giù dopo sentenza Brexit Scambia a 1,2456 dollari dopo balzo a 1,2540. Ftse100 poco mosso

24 Gennaio 2017, 12:08pm

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

SEZ ECONOMIA Sterlina va giù dopo sentenza Brexit Scambia a 1,2456 dollari dopo balzo a 1,2540. Ftse100 poco mosso

DA DIRETTORE MICHELE PAPPACODA La Corte Suprema di Londra ha disposto oggi in via definitiva che la notifica dell'articolo 50 del Trattato di Lisbona per l'avvio dei negoziati con l'Ue per la Brexit dovrà essere autorizzato da un voto del Parlamento britannico. Il verdetto conferma quello di primo grado dell'Alta Corte e dà torto al governo May che aveva presentato ricorso invocando il diritto ad attivare l'articolo 50 d'autorità, nel rispetto della volontà popolare del referendum del 23 giugno.

 La sterlina va giù dopo la sentenza della Corte suprema di Londra che richiede il voto parlamentare sulla Brexit: dopo una fiammata iniziale a 1,2540 dollari, la sterlina quota ora 1,2456. Poco mossa il Ftse 100 della Borsa di Londra, mentre lo spread italiano viaggia stabile a 162 punti base.
   L'indice Ftse 250 azzera il calo e si porta in rialzo al +0,2% dopo la decisione della Corte Suprema sulla Brexit.

ANSA 

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SEZ.ECONOMIA Stipendi statali, aumenti a doppia velocità: scuola +11,8%; per Palazzo Chigi +45%

23 Gennaio 2017, 09:45am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

SEZ.ECONOMIA Stipendi statali, aumenti a doppia velocità: scuola +11,8%; per Palazzo Chigi +45%

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Stipendi sotto la media, con aumenti sotto la media. È la triste storia dei dipendenti pubblici che lavorano nel comparto della scuola, che nel 2015 chiudono la classifica delle retribuzioni degli statali con 28.343 euro, raggiunti grazie a un 'magro' aumento dell'11,8% rispetto al 2005. Ben poca cosa rispetto ai colleghi che lavorano alla presidenza del Consiglio dei ministri, che hanno visto lievitare gli assegni del 45%. Anche il personale diplomatico può festeggiare un incremento del 37%. I dati sono contenuti nelle tabelle della Ragioneria generale dello Stato, che effettua le rilevazioni sul conto annuale del pubblico impiego, del 2005-2015, elaborati dall'Adnkronos. In confronto alle due categorie che hanno beneficiato degli aumenti più sostanziosi quello dei magistrati, che si devono accontentare di un +28,4%, potrebbe far pensare che per il comparto le cose non sono andate altrettanto bene. Ma una volta visto il totale si cambierà subito idea: con una retribuzione di 138.481 euro nel 2015, le toghe hanno un reddito quattro volte superiore rispetto al comparto scuola, raggiunto grazie a un incremento di 30.615 euro rispetto al 2005. Al secondo posto i diplomatici, che con 25.156 euro di aumento nel decennio sono arrivati a 93.183 euro. Al top trovano posto anche i dipendenti pubblici impegnati nella carriera prefettizia, che raggiungono quota 94.117 euro (+22,3% e +17.148 euro). Quasi stesso aumento per i dipendenti della presidenza del Consiglio, che partivano da numeri molto più modesti e, di conseguenza, arrivano 'solò a 57.612 euro. Per comprendere meglio le differenze tra le diverse categorie del pubblico impiego può essere utile riportare la retribuzione media del totale dei comparti: nel 2015 è arrivata a 34.146 euro, con un incremento del 14,8% rispetto al 2005.

L'aumento più modesto, in termini percentuali, è quello registrato nel comparto dell'università, dove grazie a una crescita dell'8% la retribuzione complessiva è arrivata a 43.085 euro. Incrementi sotto la media anche per le forze armate, che registrano un +11,6% raggiungendo quota 39.764 euro, e per i dipendenti degli enti territoriali e locali, con un +13,3%. La retribuzione degli impiegati in regioni e comuni risulta essere la penultima nella classifica generale, con 29.057 euro. Tornando al comparto 'poverò, quello della scuola, bisogna sottolineare che al suo interno si rilevano forti differenze tra i dirigenti, che nel 2015 percepiscono una retribuzione di 58.174 euro, e gli insegnanti, che arrivano a quota 29.842 euro (gli incrementi sono stati rispettivamente del 6,3% e dell'11,6%). Lo stipendio medio dei docenti, dal 2005 al 2015, è aumentato poco più di 200 euro; dividendo ulteriormente la cifra in 10 anni si ottiene un incremento di 20 euro. 

Nella tabella che segue vengono riportati i comparti del pubblico impiego, la retribuzione complessiva annua nel 2015, l'incremento rispetto al 2005 in euro e in termini percentuali. Comparto...........................retribuzione...aumento....variazione % Scuola.....................................28.343.........2.829.........+11,8% Ministeri..................................36.436.........4.525..........+14,2%
Presidenza Consiglio min..........57.612.......17.870...........+45%
Agenzie fiscali.........................35.449..........4.588..........+14,9%
Corpi di polizia........................39.390..........6.227..........+18,6%
Forze armate..........................39.764..........4.129..........+11,6% Magistratura.........................138.481.........30.615.........+28,4%
Carriera diplomatica................93.183.........25.156.........+37%
Carriera prefettizia..................94.117.........17.148..........+22,3%
Enti di ricerca.........................41.135...........5.319.........+14,8% Università..............................43.085...........3.188...........+8%
Servizio sanitario naz..............38.621...........5.195..........+15,5%
Regioni ed enti locali...............29.057..........3.423...........+13,3%
Regioni a statuto speciale........35.345..........6.171...........+21,1%
Totale comparti......................34.146..........4.410............+14,8%

IL MATTINO

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SEZ. ECONOMIA Allarme Fmi e Bankitalia: 'Con protezionismo a rischio crescita' La numero uno del Fondo monetario: "Protezionismo Usa danneggerebbe crescita"

21 Gennaio 2017, 13:22pm

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SEZ. ECONOMIA Allarme Fmi e Bankitalia: 'Con protezionismo a rischio crescita' La numero uno del Fondo monetario: "Protezionismo Usa danneggerebbe crescita"

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Allarme sui rischi di politiche protezionistiche da parte di Fmi e Bankitalia nel giorno del giuramento di Donald Trump alla Casa Bianca.

Lagarde, danneggerebbe crescita - L'economia mondiale rischia "un 'cigno nero' davvero grande che avrebbe effetti devastanti, se si ripetessero nel 2017 in maniera negativa tutti gli elementi di rottura che ci aspettiamo sulla base di quanto accaduto nel 2016, e se si va a finire in una corsa al ribasso sul fronte fiscale, del commercio internazionale e della regolazione finanziaria". Lo ha detto, con termini insolitamente allarmistici al Forum economico globale, il numero uno del Fondo monetario internazionale Christine Lagarde, in un velato riferimento alle politiche annunciate dall'amministrazione Trump. "Ciò che non è del tutto chiaro - aveva detto in precedenza la Lagarde - sulla nuova amministrazione americana è quale sarà la combinazione dello stimolo fiscale con eventuali misure commerciali", spiegando che nel caso di una stretta in senso protezionistico "l'impatto netto complessivo potrebbe non essere positivo".

Banca d'Italia vede rischi per la crescita dal "diffondersi di spinte protezionistiche". Nel bollettino economico l'istituto centrale rileva come "i rischi per la crescita siano ancora orientati prevalentemente al ribasso". "I principali fattori di incertezza provengono, oltre che dalle condizioni finanziarie, dal contesto mondiale. È in particolare elevato il rischio - aggiunge - che l'espansione dell'economia globale possa risentire del manifestarsi e del diffondersi di spinte protezionistiche, oltre che di possibili turbolenze nelle economie emergenti".

ANSA

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SEZ.ECONOMIA Cina: pil 2016 +6,7%, +6,8 IV trimestre Congiunturale + 1,7%.Crescita annuale più bassa dal 1990

20 Gennaio 2017, 09:25am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

SEZ.ECONOMIA Cina: pil 2016 +6,7%, +6,8 IV trimestre Congiunturale + 1,7%.Crescita annuale più bassa dal 1990

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA La Cina registra un pil nel quarto trimestre in rialzo del 6,8% annuo e dell'1,7% congiunturale: la crescita nell'intero 2016 si attesta a +6,7% e, pur tenendosi ai livelli più bassi dal 1990 e sotto il 6,9% del 2015, si mantiene all'interno del target quinquennale del 6,5-7% annuo definito dal governo. Dai dati dell'Ufficio nazionale di statistica spiccano i consumi in calo al 9,6%, dal 10,6% del 2015, pur con uno scorcio finale in accelerazione (+10,9% solo a dicembre), a conferma di un trend in fase di consolidamento e con ulteriori margini di crescita. L'economia, secondo l'Ufficio, si è attestato su "un assetti moderati ancora stabili e solidi", gettando le basi positive per l'avvio del piano quinquennale al 2020. Gli investimenti fissi, tra cui la spesa per le infrastrutture, sono saliti dell'8,1%, mentre la componente immobiliare ha visto un balzo del 6,9% a fronte dell'1% del 2015.
   Le Borse cinesi chiudono la seduta positive, spinte dal Pil del quarto trimestre (+6,8% annuo e +1,7% congiunturale) che ha contribuito a definire la crescita 2016 a +6,7%, ai livelli più bassi dal 1990 e sotto il 6,9% del 2015, ma nella forchetta fissata dal governo del 6,5-7%. L'indice Composite di Shanghai sale dello 0,70%, a 3.123,14 punti, mentre quello di Shenzhen guadagna l'1,52%, attestandosi a quota 1.885,78, intorno ai massimi intraday. Lo yuan, intanto, si è indebolito oggi contro il dollaro: la Banca centrale ha fissato la parità centrale a 6,8693, 125 punti base in meno di ieri.

ANSA

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SEZ. ECONOMIA Ilva, Laghi, offerte entro 8 febbraio

19 Gennaio 2017, 15:20pm

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SEZ. ECONOMIA Ilva, Laghi, offerte entro 8 febbraio

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA "Le offerte" sull'Ilva "saranno presentate auspicabilmente entro l'8 febbraio. Il termine, è stato proposto da noi alle cordate concorrenti e non è perentorio. Può quindi essere prorogato". Così il commissario straordinario dell'Ilva Enrico Laghi in audizione in commissione bilancio in merito alla procedura di cessione dell'Ilva. "Dalla presentazione delle offerte - ha spiegato - la fase di aggiudicazione durerà 30 giorni". L'effettivo trasferimento dei complessi aziendali è previsto "fra settembre e ottobre".
"Finora abbiamo realizzato interventi per 320 milioni e abbiamo ordinativi per 800 milioni di euro" questo significa che l'Ilva ha le risorse sufficienti e quindi "arriviamo a coprire il piano ambientale che stiamo eseguendo". "Entro il mese di giugno - ha ancora detto - consegneremo le aree sequestrate che potranno essere quindi dissequestrate".

FONTE ANSA

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SEZ.ECONOMIA Pensioni 2017 ferme, minima 501,89 euro Da aprile recupero 0,1% assegni perequazione 2015

18 Gennaio 2017, 01:56am

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SEZ.ECONOMIA Pensioni 2017 ferme, minima 501,89 euro Da aprile recupero 0,1% assegni perequazione 2015

INSERITO DA MORENA MOTTA Nessuna perequazione per le pensioni nel 2016 e nel 2017. Lo fa sapere l'Inps spiegando che il decreto del Mef fissa nello "0,0% l'aumento di perequazione automatica da attribuire alle pensioni, in via definitiva, per il 2016". A seguito di tale conferma nessun conguaglio è stato effettuato rispetto alla rivalutazione attribuita in via previsionale per il 2016". Il trattamento minimo resta di 501,89 euro. I valori provvisori del 2017 sono identici a quelli definitivi del 2016. Sempre l'Inps ha comunicato che recupererà a partire da aprile in quattro rate lo 0,1% sulle pensioni a fronte dell'inflazione più bassa registrata nel 2015 rispetto a quella prevista. "Il recupero del differenziale negativo pari allo 0,1%, relativamente ai ratei corrisposti nel 2015 viene effettuato in massimo 4 rate, dalla mensilità di aprile 2017, con il limite minimo di 1 euro per ciascuna rata. Gli importi inferiori a 1 euro vengono recuperati in unica soluzione. Il recupero era stato bloccato nel 2016 e rinviato al 2017. Tuttavia il ministero del Lavoro informa di aver predisposto un emendamento al Decreto Milleproroghe con il quale si prevede di prorogare al 2017 la norma che ha consentito di non procedere al recupero nel corso del 201.

ANSA

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SEZ. ECONOMIA Borsa: Europa migliora dopo May, solo Londra ferma

17 Gennaio 2017, 15:23pm

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SEZ. ECONOMIA Borsa: Europa migliora dopo May, solo Londra ferma

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Le piazze europee sono migliorate dopo il discorso sulla Brexit del premier inglese Theresa May. Solo la Piazza di Londra si è appesantita e adesso cede lo 0,7%, mentre Milano mantiene il guadagno (+0,25%). Deboli ma positive le altre piazze, che per tutta la mattinata sono state invece in perdita: Francoforte, Parigi e Madrid sono ora in crescita dello 0,1%.

FONTE ANSA

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SEZ.ECONOMIA Addio rating A, per Dbrs Italia è a BBB Sforzo riformatore a rischio, pesa debolezza banche

14 Gennaio 2017, 11:12am

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SEZ.ECONOMIA Addio rating A, per Dbrs Italia è a BBB Sforzo riformatore a rischio, pesa debolezza banche

INSERITO DA MORENA MOTTA  L'Italia retrocede ufficialmente in serie B. Con il giudizio di Dbrs, l'unica agenzia di rating che ancora lasciava il nostro Paese nella classe di merito più alta, il debito sovrano italiano ha perso l'ultima A rimastagli e le banche italiane rischiano di uscire in un sol colpo dal gruppo di quelle che, nel complesso sistema di prestiti della Bce, "danno in pegno" il meno possibile per ottenere finanziamenti dalla Banca centrale europea. L'agenzia canadese, la più piccola a livello internazionale, ha optato per il downgrade di un gradino del rating dell'Italia portandolo da A a BBB, con outlook. Dbrs si avvicina così a quelle di Fitch, Moody's e S&P, rispettivamente BBB+, Baa2 e BBB-, che avevano motivato i loro giudizi con valutazioni simili a quelle espresse oggi dall'ufficio centrale di Toronto. A pesare innanzitutto l'incertezza sulla capacità politica di proseguire, dopo la bocciatura delle riforme costituzionali al referendum di dicembre e la caduta del governo Renzi, il processo di riforma avviato. Ma a questa si somma anche "la persistente debolezza del sistema bancario, in un periodo di crescita fragile". Nonostante i recenti piani di sostegno del settore bancario, osserva Dbrs, il livello di crediti deteriorati rimane "molto elevato", tale da "compromettere la capacità del settore bancario di agire come intermediario finanziario per sostenere l'economia. In questo contesto, la bassa crescita ha comportato ritardi persistenti nella riduzione del debito, lasciando il Paese più esposto agli shock". Che il livello del debito resti ancora alto e rappresenti un vulnus nelle finanze pubbliche italiane, lo ha certificato del resto anche la Banca d'Italia che ha misurato a novembre un ulteriore aumento dello stock, pari a 2.229,4 miliardi totali, 5,6 miliardi in più rispetto al mese precedente. Secondo il Mef, i titoli di Stato italiani non soffriranno più di tanto della decisione di Dbrs. Il taglio, lascia trapelare il Tesoro, non avrà impatti rilevanti sulla spesa per interessi sul debito pubblico. Qualche effetto potrebbe farsi sentire sui Bot a breve termine, ma si potrà misurare solo nei prossimi mesi. Ad essere penalizzate potrebbero essere invece, ancora una volta, proprio le banche, già particolarmente sotto pressione. La perdita dell'ultima A comporta infatti la perdita della prima classe anche nei rapporti con la Bce. Chiedendo un prestito a Francoforte, gli istituti di credito devono infatti fornire delle garanzie, che possono essere ad esempio i titoli di Stato. Valutando la richiesta, la Banca centrale europea calcola la rischiosità degli asset che le banche danno in garanzia in base al rating più alto assegnato dalle quattro principali agenzie di rating. Finora per l'Italia restava quindi il baluardo dell'ultima A assegnata da Dbrs. Ma con il downgrade, anche l'Eurotower modificherà il suo giudizio e, di conseguenza, per avere lo stesso ammontare di prestiti, le banche italiane rischiano di dover presentare beni in garanzia per un importo maggiore. C'è infine l'impatto sulla "credibilità" del sistema Italia. Faticosamente, anche grazie a politiche fiscali vantaggiosi, il governo ha cercato di attrarre investimenti stranieri nel nostro Paese. Ora molti grandi investitori istituzionali potrebbero optare per altre destinazioni, considerate più affidabili.

Ecco i rating delle principali agenzie finanziarie internazionali sull'Italia:

Rating Outlook
-----------------------------------
S&Poor's BBB- stabile
Moody's Baa2 stabile
Fitch   BBB+ stabile
Dbrs   BBB stabile

FONTE ANSA 

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SEZ. ECONOMIA Renault: titolo crolla in Borsa. Sospetto "dieselgate"

13 Gennaio 2017, 17:08pm

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

SEZ. ECONOMIA Renault: titolo crolla in Borsa. Sospetto "dieselgate"

DI MORENA MOTTA I media francesi hanno riportato la notizia che tre magistrati, su richiesta della procura di Parigi, indagheranno su eventuali dispositivi utilizzati dalla Renault per controllare le emissioni delle sue vetture alimentate a gasolio.

Immediate le ripercussioni sul titolo Renault che è giunto a perdere fino il 4% e alle 13 quotava intorno a 84 euro con un calo del 3,6% rispetto all'apertura. Il sospetto è di avere mentito "sulle caratteristiche sostanziali" e i controlli effettuati avrebbero mostrato che tali interventi "hanno reso i prodotti pericolosi per la salute delle persone e degli animali".

Renault "prende atto" delle nuove indagini chieste dalla procura di Parigi su alcuni motori diesel, anche se - precisa in una nota - le sue vetture "non sono dotate di software per ingannare i dispositivi di controllo delle emissioni". Nella sua risposta ufficiale, il gruppo automobilistico francese - che sottolinea di "non avere ancora potuto avere una conferma ufficiale" del nuovo procedimento giudiziario - ribadisce di "rispettare la legislazione francese e quella europea" e che "tutti i veicoli Renault sono stati omologati a norma di legge e di regolamento e rispettano le normative".

 

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SEZ.ECONOMIA Ubi: offre 1 euro per 3 Good Bank Già siglate pre-garanzie con Credit Suisse e Morgan Stanley

12 Gennaio 2017, 09:36am

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SEZ.ECONOMIA Ubi: offre 1 euro per 3 Good Bank Già siglate pre-garanzie con Credit Suisse e Morgan Stanley

INSERITO DA MORENA MOTTA  Ubi Banca ha ufficializzato la delibera di un'offerta vincolante a 1 euro al Fondo nazionale di risoluzione, valida fino al 18 gennaio, per tre delle quattro Good Bank, Nuova Banca delle Marche, dell'Etruria e Carichieti.
    L'offerta prevede la cessione pro-soluto da parte dei tre istituti di 2,2 miliardi di sofferenze lorde e 0,5 di sofferenze probabili, prima del closing, atteso per il primo semestre. Ubi farà un aumento di capitale da 400 milioni, sul quale ha già siglato un accordo di garanzia con Credit Suisse e Morgan Stanley.
    Sta intanto procedendo anche la valutazione di Bper per la quarta 'good bank' rimasta fuori dal radar di Ubi, la Cariferrara sulla quale da quanto si apprende da fonti finanziarie le trattative vanno avanti quotidianamente.
    L'istituto emiliano riunisce oggi un cda e dovrebbe fare un punto anche sull'operazione, ma prima dovrà chiarirsi un passaggio importante nella banca legato alla vertenza sindacale.  Ai primi scambi della giornata Ubi  guadagna in Borsa il 2,4%

ANSA

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