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sez.economia

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SEZ .ECONOMIA Banca del Mezzogiorno: rilancio Invitalia Verso polo unico per mutui alle imprese

28 Gennaio 2017, 11:08am

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Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

SEZ .ECONOMIA Banca del Mezzogiorno: rilancio Invitalia Verso polo unico per mutui alle imprese

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Dalle Poste a Invitalia, con l’ok del Tesoro e soprattutto la disponibilità del ministero per lo Sviluppo economico a «trasformarla» in uno dei fulcri del nuovo sistema di sostegno e attenzione al sistema delle imprese. Non solo incentivi cioè, ma anche la possibilità offerta alle aziende di avere «anche» la possibilità di accendere un mutuo con l’istituto senza praticamente spostarsi di un metro. È la nuova vita che attende la Banca del Mezzogiorno, l’istituto che Poste sta per cedere a Invitalia (il passaggio sarà ufficializzato nel consiglio di amministrazione già convocato per martedì prossimo). È una svolta importante per il futuro dell’istituto, emanazione del Mediocredito centrale istituito con la legge 949 del 1952 come ente pubblico, privatizzato nel 2009 e poi ceduto all’allora Banca di Roma assumendo nel 2009 il nome UniCredit MedioCredito Centrale. Fu l’allora ministro dell’Economia Giulio Tremonti ad avviare il progetto della vera e propria Banca del Mezzogiorno con l’obiettivo (come lui stesso conferma nella breve intervista di questa stessa pagina), di favorire l’accesso al credito delle piccole e medie imprese e dell’imprenditorialità giovanile e femminile in particolare. Nel 2011 l’acquisizione da parte di Poste italiane e l’ultima denominazione, Banca del Mezzogiorno-MedioCredito Centrale spa, con operatività dai primi mesi del 2012.

Molta la curiosità (ma anche le perplessità) sollecitata dall’iniziativa in tempi in cui riportare al centro dell’agenda politica e soprattutto finanziaria il Sud non era affatto scontato. Anche l’esordio dell’istituto avvenne a piccoli passi tanto è vero che già due anni dopo, nel 2014, si è cominciato a discutere di una possibile cessione all’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa (Invitalia, appunto). Ora, come detto, i giochi sembrano fatti: il pieno trasferimento della Banca all’istituto guidato da Domenico Arcuri, con una partecipazione al 10 per 1\00, è praticamente una formalità e senza alcuna aggiunta al capitolo della spesa pubblica.

IL MATTINO 

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SEZ.ECONOMIA Commercio: a novembre vendite -0,7% Istat, ma +0,8% rispetto a novembre 2015

26 Gennaio 2017, 10:39am

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Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

SEZ.ECONOMIA Commercio: a novembre vendite -0,7% Istat, ma +0,8% rispetto a novembre 2015

INSERITO DA MORENA MOTTA  A novembre 2016 le vendite al dettaglio registrano una variazione congiunturale negativa dello 0,7% in valore (0,8% in volume) che, dopo l'accelerazione rilevata ad ottobre, riallinea i livelli delle vendite a valori di poco superiori a settembre. Su novembre 2015 si registra invece un aumento dello 0,8%. Le vendite di alimentari calano dell'1,2% in valore e dell'1,3% in volume; quelle di beni non alimentari -0,5% in valore -0,4% in volume. Lo comunica l'Istat.

Nella media del trimestre settembre-novembre 2016 l'indice complessivo delle vendite al dettaglio segna una lieve flessione (-0,1%), sia in valore sia in volume, rispetto al trimestre precedente. Rispetto a novembre 2015, le vendite aumentano complessivamente dello 0,8% in valore e dello 0,7% in volume. Le vendite di prodotti alimentari crescono dello 0,3% in valore e dello 0,2% in volume. Quelle di prodotti non alimentari registrano un incremento dell'1,0 in valore e dello 0,9% in volume. Tra i prodotti non alimentari, l'incremento tendenziale più sostenuto riguarda i gruppi Mobili, articoli tessili, arredamento e Prodotti farmaceutici (+2,2% per entrambi i gruppi). In diminuzione soltanto il gruppo Cartoleria, libri, giornali e riviste ( 1,6%). Rispetto a novembre 2015 si osserva un incremento del valore delle vendite sia per la grande distribuzione (+0,3%) sia, in misura più ampia, per le imprese operanti su piccole superfici (+1,0%). Rispetto a novembre 2015 il valore delle vendite al dettaglio aumenta dello 0,3% nelle imprese della grande distribuzione e dell'1,0% in quelle operanti su piccole superfici. Nella grande distribuzione le vendite registrano variazioni positive in entrambi i settori merceologici: +0,2% per i prodotti alimentari e +0,4% per quelli non alimentari. Anche nelle imprese operanti su piccole superfici il valore delle vendite registra variazioni tendenziali positive: +0,6% per i prodotti alimentari e +1,2% per quelli non alimentari. Con riferimento alla tipologia di esercizio della grande distribuzione, a novembre 2016 il valore delle vendite al dettaglio registra una variazione nulla per gli esercizi non specializzati, mentre aumenta dell'1,7% per quelli specializzati. Tra i primi, diminuisce il valore delle vendite degli esercizi a prevalenza alimentare (-0,1%), mentre aumenta quello degli esercizi a prevalenza non alimentare (+0,6%). In particolare, per gli esercizi non specializzati a prevalenza alimentare, il valore delle vendite aumenta per i Discount (+1,6%) e per i Supermercati (+0,4%); diminuisce, invece, per gli Ipermercati (-1,4%). 

ANSA

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SEZ. ECONOMIA Industria: sale fatturato novembre +2,4%, ordini +1,5% Crescita incassi anche su anno +3,9%, spinta da beni strumentali

25 Gennaio 2017, 10:30am

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SEZ. ECONOMIA Industria: sale fatturato novembre +2,4%, ordini +1,5% Crescita incassi anche su anno +3,9%, spinta da beni strumentali

INSERITO DA MORENA MOTTA A novembre 2016, l'Istat ha rilevato nell'industria "un aumento significativo" sia del fatturato, che ha segnato un +2,4% rispetto al mese precedente trainato dall'energia, sia degli ordinativi (+1,5%). Anche su base annua le due voci sono risultate in espansione con una crescita del 3,9% per il fatturato e dello 0,1% per gli ordini.
L'incremento del fatturato è stato maggiore sul mercato interno che all'estero con la maggiore spinta che è arrivata, nell'anno, dalla componente interna dei beni strumentali.

ANSA

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SEZ ECONOMIA Sterlina va giù dopo sentenza Brexit Scambia a 1,2456 dollari dopo balzo a 1,2540. Ftse100 poco mosso

24 Gennaio 2017, 12:08pm

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SEZ ECONOMIA Sterlina va giù dopo sentenza Brexit Scambia a 1,2456 dollari dopo balzo a 1,2540. Ftse100 poco mosso

DA DIRETTORE MICHELE PAPPACODA La Corte Suprema di Londra ha disposto oggi in via definitiva che la notifica dell'articolo 50 del Trattato di Lisbona per l'avvio dei negoziati con l'Ue per la Brexit dovrà essere autorizzato da un voto del Parlamento britannico. Il verdetto conferma quello di primo grado dell'Alta Corte e dà torto al governo May che aveva presentato ricorso invocando il diritto ad attivare l'articolo 50 d'autorità, nel rispetto della volontà popolare del referendum del 23 giugno.

 La sterlina va giù dopo la sentenza della Corte suprema di Londra che richiede il voto parlamentare sulla Brexit: dopo una fiammata iniziale a 1,2540 dollari, la sterlina quota ora 1,2456. Poco mossa il Ftse 100 della Borsa di Londra, mentre lo spread italiano viaggia stabile a 162 punti base.
   L'indice Ftse 250 azzera il calo e si porta in rialzo al +0,2% dopo la decisione della Corte Suprema sulla Brexit.

ANSA 

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SEZ.ECONOMIA Stipendi statali, aumenti a doppia velocità: scuola +11,8%; per Palazzo Chigi +45%

23 Gennaio 2017, 09:45am

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SEZ.ECONOMIA Stipendi statali, aumenti a doppia velocità: scuola +11,8%; per Palazzo Chigi +45%

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Stipendi sotto la media, con aumenti sotto la media. È la triste storia dei dipendenti pubblici che lavorano nel comparto della scuola, che nel 2015 chiudono la classifica delle retribuzioni degli statali con 28.343 euro, raggiunti grazie a un 'magro' aumento dell'11,8% rispetto al 2005. Ben poca cosa rispetto ai colleghi che lavorano alla presidenza del Consiglio dei ministri, che hanno visto lievitare gli assegni del 45%. Anche il personale diplomatico può festeggiare un incremento del 37%. I dati sono contenuti nelle tabelle della Ragioneria generale dello Stato, che effettua le rilevazioni sul conto annuale del pubblico impiego, del 2005-2015, elaborati dall'Adnkronos. In confronto alle due categorie che hanno beneficiato degli aumenti più sostanziosi quello dei magistrati, che si devono accontentare di un +28,4%, potrebbe far pensare che per il comparto le cose non sono andate altrettanto bene. Ma una volta visto il totale si cambierà subito idea: con una retribuzione di 138.481 euro nel 2015, le toghe hanno un reddito quattro volte superiore rispetto al comparto scuola, raggiunto grazie a un incremento di 30.615 euro rispetto al 2005. Al secondo posto i diplomatici, che con 25.156 euro di aumento nel decennio sono arrivati a 93.183 euro. Al top trovano posto anche i dipendenti pubblici impegnati nella carriera prefettizia, che raggiungono quota 94.117 euro (+22,3% e +17.148 euro). Quasi stesso aumento per i dipendenti della presidenza del Consiglio, che partivano da numeri molto più modesti e, di conseguenza, arrivano 'solò a 57.612 euro. Per comprendere meglio le differenze tra le diverse categorie del pubblico impiego può essere utile riportare la retribuzione media del totale dei comparti: nel 2015 è arrivata a 34.146 euro, con un incremento del 14,8% rispetto al 2005.

L'aumento più modesto, in termini percentuali, è quello registrato nel comparto dell'università, dove grazie a una crescita dell'8% la retribuzione complessiva è arrivata a 43.085 euro. Incrementi sotto la media anche per le forze armate, che registrano un +11,6% raggiungendo quota 39.764 euro, e per i dipendenti degli enti territoriali e locali, con un +13,3%. La retribuzione degli impiegati in regioni e comuni risulta essere la penultima nella classifica generale, con 29.057 euro. Tornando al comparto 'poverò, quello della scuola, bisogna sottolineare che al suo interno si rilevano forti differenze tra i dirigenti, che nel 2015 percepiscono una retribuzione di 58.174 euro, e gli insegnanti, che arrivano a quota 29.842 euro (gli incrementi sono stati rispettivamente del 6,3% e dell'11,6%). Lo stipendio medio dei docenti, dal 2005 al 2015, è aumentato poco più di 200 euro; dividendo ulteriormente la cifra in 10 anni si ottiene un incremento di 20 euro. 

Nella tabella che segue vengono riportati i comparti del pubblico impiego, la retribuzione complessiva annua nel 2015, l'incremento rispetto al 2005 in euro e in termini percentuali. Comparto...........................retribuzione...aumento....variazione % Scuola.....................................28.343.........2.829.........+11,8% Ministeri..................................36.436.........4.525..........+14,2%
Presidenza Consiglio min..........57.612.......17.870...........+45%
Agenzie fiscali.........................35.449..........4.588..........+14,9%
Corpi di polizia........................39.390..........6.227..........+18,6%
Forze armate..........................39.764..........4.129..........+11,6% Magistratura.........................138.481.........30.615.........+28,4%
Carriera diplomatica................93.183.........25.156.........+37%
Carriera prefettizia..................94.117.........17.148..........+22,3%
Enti di ricerca.........................41.135...........5.319.........+14,8% Università..............................43.085...........3.188...........+8%
Servizio sanitario naz..............38.621...........5.195..........+15,5%
Regioni ed enti locali...............29.057..........3.423...........+13,3%
Regioni a statuto speciale........35.345..........6.171...........+21,1%
Totale comparti......................34.146..........4.410............+14,8%

IL MATTINO

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SEZ. ECONOMIA Allarme Fmi e Bankitalia: 'Con protezionismo a rischio crescita' La numero uno del Fondo monetario: "Protezionismo Usa danneggerebbe crescita"

21 Gennaio 2017, 13:22pm

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SEZ. ECONOMIA Allarme Fmi e Bankitalia: 'Con protezionismo a rischio crescita' La numero uno del Fondo monetario: "Protezionismo Usa danneggerebbe crescita"

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Allarme sui rischi di politiche protezionistiche da parte di Fmi e Bankitalia nel giorno del giuramento di Donald Trump alla Casa Bianca.

Lagarde, danneggerebbe crescita - L'economia mondiale rischia "un 'cigno nero' davvero grande che avrebbe effetti devastanti, se si ripetessero nel 2017 in maniera negativa tutti gli elementi di rottura che ci aspettiamo sulla base di quanto accaduto nel 2016, e se si va a finire in una corsa al ribasso sul fronte fiscale, del commercio internazionale e della regolazione finanziaria". Lo ha detto, con termini insolitamente allarmistici al Forum economico globale, il numero uno del Fondo monetario internazionale Christine Lagarde, in un velato riferimento alle politiche annunciate dall'amministrazione Trump. "Ciò che non è del tutto chiaro - aveva detto in precedenza la Lagarde - sulla nuova amministrazione americana è quale sarà la combinazione dello stimolo fiscale con eventuali misure commerciali", spiegando che nel caso di una stretta in senso protezionistico "l'impatto netto complessivo potrebbe non essere positivo".

Banca d'Italia vede rischi per la crescita dal "diffondersi di spinte protezionistiche". Nel bollettino economico l'istituto centrale rileva come "i rischi per la crescita siano ancora orientati prevalentemente al ribasso". "I principali fattori di incertezza provengono, oltre che dalle condizioni finanziarie, dal contesto mondiale. È in particolare elevato il rischio - aggiunge - che l'espansione dell'economia globale possa risentire del manifestarsi e del diffondersi di spinte protezionistiche, oltre che di possibili turbolenze nelle economie emergenti".

ANSA

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SEZ.ECONOMIA Cina: pil 2016 +6,7%, +6,8 IV trimestre Congiunturale + 1,7%.Crescita annuale più bassa dal 1990

20 Gennaio 2017, 09:25am

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SEZ.ECONOMIA Cina: pil 2016 +6,7%, +6,8 IV trimestre Congiunturale + 1,7%.Crescita annuale più bassa dal 1990

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA La Cina registra un pil nel quarto trimestre in rialzo del 6,8% annuo e dell'1,7% congiunturale: la crescita nell'intero 2016 si attesta a +6,7% e, pur tenendosi ai livelli più bassi dal 1990 e sotto il 6,9% del 2015, si mantiene all'interno del target quinquennale del 6,5-7% annuo definito dal governo. Dai dati dell'Ufficio nazionale di statistica spiccano i consumi in calo al 9,6%, dal 10,6% del 2015, pur con uno scorcio finale in accelerazione (+10,9% solo a dicembre), a conferma di un trend in fase di consolidamento e con ulteriori margini di crescita. L'economia, secondo l'Ufficio, si è attestato su "un assetti moderati ancora stabili e solidi", gettando le basi positive per l'avvio del piano quinquennale al 2020. Gli investimenti fissi, tra cui la spesa per le infrastrutture, sono saliti dell'8,1%, mentre la componente immobiliare ha visto un balzo del 6,9% a fronte dell'1% del 2015.
   Le Borse cinesi chiudono la seduta positive, spinte dal Pil del quarto trimestre (+6,8% annuo e +1,7% congiunturale) che ha contribuito a definire la crescita 2016 a +6,7%, ai livelli più bassi dal 1990 e sotto il 6,9% del 2015, ma nella forchetta fissata dal governo del 6,5-7%. L'indice Composite di Shanghai sale dello 0,70%, a 3.123,14 punti, mentre quello di Shenzhen guadagna l'1,52%, attestandosi a quota 1.885,78, intorno ai massimi intraday. Lo yuan, intanto, si è indebolito oggi contro il dollaro: la Banca centrale ha fissato la parità centrale a 6,8693, 125 punti base in meno di ieri.

ANSA

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SEZ. ECONOMIA Ilva, Laghi, offerte entro 8 febbraio

19 Gennaio 2017, 15:20pm

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SEZ. ECONOMIA Ilva, Laghi, offerte entro 8 febbraio

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA "Le offerte" sull'Ilva "saranno presentate auspicabilmente entro l'8 febbraio. Il termine, è stato proposto da noi alle cordate concorrenti e non è perentorio. Può quindi essere prorogato". Così il commissario straordinario dell'Ilva Enrico Laghi in audizione in commissione bilancio in merito alla procedura di cessione dell'Ilva. "Dalla presentazione delle offerte - ha spiegato - la fase di aggiudicazione durerà 30 giorni". L'effettivo trasferimento dei complessi aziendali è previsto "fra settembre e ottobre".
"Finora abbiamo realizzato interventi per 320 milioni e abbiamo ordinativi per 800 milioni di euro" questo significa che l'Ilva ha le risorse sufficienti e quindi "arriviamo a coprire il piano ambientale che stiamo eseguendo". "Entro il mese di giugno - ha ancora detto - consegneremo le aree sequestrate che potranno essere quindi dissequestrate".

FONTE ANSA

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SEZ.ECONOMIA Pensioni 2017 ferme, minima 501,89 euro Da aprile recupero 0,1% assegni perequazione 2015

18 Gennaio 2017, 01:56am

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SEZ.ECONOMIA Pensioni 2017 ferme, minima 501,89 euro Da aprile recupero 0,1% assegni perequazione 2015

INSERITO DA MORENA MOTTA Nessuna perequazione per le pensioni nel 2016 e nel 2017. Lo fa sapere l'Inps spiegando che il decreto del Mef fissa nello "0,0% l'aumento di perequazione automatica da attribuire alle pensioni, in via definitiva, per il 2016". A seguito di tale conferma nessun conguaglio è stato effettuato rispetto alla rivalutazione attribuita in via previsionale per il 2016". Il trattamento minimo resta di 501,89 euro. I valori provvisori del 2017 sono identici a quelli definitivi del 2016. Sempre l'Inps ha comunicato che recupererà a partire da aprile in quattro rate lo 0,1% sulle pensioni a fronte dell'inflazione più bassa registrata nel 2015 rispetto a quella prevista. "Il recupero del differenziale negativo pari allo 0,1%, relativamente ai ratei corrisposti nel 2015 viene effettuato in massimo 4 rate, dalla mensilità di aprile 2017, con il limite minimo di 1 euro per ciascuna rata. Gli importi inferiori a 1 euro vengono recuperati in unica soluzione. Il recupero era stato bloccato nel 2016 e rinviato al 2017. Tuttavia il ministero del Lavoro informa di aver predisposto un emendamento al Decreto Milleproroghe con il quale si prevede di prorogare al 2017 la norma che ha consentito di non procedere al recupero nel corso del 201.

ANSA

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SEZ. ECONOMIA Borsa: Europa migliora dopo May, solo Londra ferma

17 Gennaio 2017, 15:23pm

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SEZ. ECONOMIA Borsa: Europa migliora dopo May, solo Londra ferma

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Le piazze europee sono migliorate dopo il discorso sulla Brexit del premier inglese Theresa May. Solo la Piazza di Londra si è appesantita e adesso cede lo 0,7%, mentre Milano mantiene il guadagno (+0,25%). Deboli ma positive le altre piazze, che per tutta la mattinata sono state invece in perdita: Francoforte, Parigi e Madrid sono ora in crescita dello 0,1%.

FONTE ANSA

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