Overblog Tutti i blog Blog migliori Lifestyle
Segui questo blog Administration + Create my blog
MENU
Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo www.mikivettica.over-blog.it

sez.economia

SEZ.ECONOMIA Germania: ordini industria -7,4% E' il calo maggiore dal 2009

7 Marzo 2017, 10:15am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

SEZ.ECONOMIA Germania: ordini industria -7,4% E' il calo maggiore dal 2009

INSERITO DA BARBARA PAPPACODA ROMA, 7 MAR - Gli ordini dell'industria in Germania sono scesi del 7,4% a gennaio rispetto al mese precedente (quando erano cresciuti del 5,2%) con un calo decisamente maggiore rispetto al 2,5% previsto. Secondo i dati diffusi dal ministero dell'Economia tedesco, si tratta della riduzione maggiore dal 2009. Rispetto allo stesso mese dell'anno precedente il calo è dello 0,8%.

ANSA

Leggi i commenti

SEZ. ECONOMIA Auto: Psa acquista Opel per 1,3 miliardi euro Il gruppo Peugeot-Citroen diventa il secondo costruttore di auto in Europa dietro Volkswagen

6 Marzo 2017, 09:39am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

SEZ. ECONOMIA Auto: Psa acquista Opel per 1,3 miliardi euro Il gruppo Peugeot-Citroen diventa il secondo costruttore di auto in Europa dietro Volkswagen

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Il gruppo automobilistico francese PSA (Peugeot Citroen) ha annunciato ufficialmente l'acquisto della tedesca Opel per 1,3 miliardi di euro. Il gruppo diventa il secondo costruttore auto in Europa dietro Volkswagen.  Oggi a Parigi  la conferenza stampa con cui, la casa francese, dovrebbe ufficializzare l'accordo raggiunto con General Motor, a cui Opel fa capo.Dall'unione fra Psa e Opel nascera' un colosso da 4,3 milioni di veicoli, di cui 3 milioni in Europa, con 2 miliardi di utile grazie - come ha sottolineato il numero uno di Psa Carlos tavares - alla "progressiva convergenza delle piattaforme e dei motori". Un "campione europeo" dell'auto con una radice franco-tedesca.Oltre all'acquisto di Opel e del marchio britannico Vauxhall - che spera far tornare in attivo entro il 2020 - Peugeot-Citroen-Ds, riprenderà insieme alla banca BNP Paribas la filiale finanziaria di GM Europe per 900 milioni di euro. La divisione europea di Gm è in deficit cronico, con la perdita di 257 milioni di dollari lo scorso anno. In 16 anni, il conto ammonta a 15 milioni di dollari. Psa punta ad un ritorno agli utili di Opel/Vauxhall nei prossimi tre anni, con un "margine operativo del 2% entro il 2020 e del 6% entro il 2026". Con l'acquisto, il costruttore aumenta la sua capacità di produzione, passando da tre milioni di veicoli prodotti annualmente a oltre quattro milioni. "Siamo fiduciosi nella significativa accelerazione del risanamento di Opel/Vauxhall con il nostro sostegno, nel rispetto degli impegni assunti da Gm verso i dipendenti", dice in una nota il numero uno di Psa, Carlos Tavares, tornando a fornire tutte le garanzie ai lavoratori di Germania e Gran Bretagna, dopo le rassicurazioni dei giorni scorsi.La transazione posiziona il gruppo parigino al secondo posto in Europa, con una quota di mercato del 17%. Questa presenza sui mercati europei dovrebbe servire come nuovo trampolino di crescita internazionale.

ANSA

Leggi i commenti

SEZ. ECONOMIA Psa. via libera ad acquisizione Opel Possibile annuncio da lunedì

4 Marzo 2017, 09:36am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

SEZ. ECONOMIA Psa. via libera ad acquisizione Opel Possibile annuncio da lunedì

INSERITO DA MORENA MOTTA Via libera del cda di Psa all'acquisizione di Opel: è quanto scrive Les Echos. "Il traguardo si avvicina", osserva Les Echos, riferendosi alla partita Psa-Opel che tiene col fiato sospeso gli addetti ai lavori in Francia e in Europa. Secondo il giornale, il cda straordinario che si è tenuto questo pomeriggio nel quartier generale di Psa, sull'Avenue de la Grande Armée, a due passi dall'Arco di Trionfo, ha confermato il proprio via libera all'acquisizione della filiale europea di General Motors. A questo punto, salvo sorprese, un annuncio è possibile a partire da lunedì, giusto in tempo per il Salone dell'Auto di Ginevra.

ANSA 

Leggi i commenti

SEZ.ECONOMIA Pil: Istat, quarto trimestre +0,2%, su anno rivisto a +1% Crescita tendenziale ritoccata al ribasso rispetto a prime stime

3 Marzo 2017, 10:49am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

SEZ.ECONOMIA Pil: Istat, quarto trimestre +0,2%, su anno rivisto a +1% Crescita tendenziale ritoccata al ribasso rispetto a prime stime

INSERITO DA MORENA MOTTA Nel quarto trimestre del 2016 il Pil italiano, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è aumentato dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e dell'1,0% rispetto al quarto trimestre del 2015. Lo rende noto l'Istat precisando che nella stima preliminare del 14 febbraio, le statistiche indicavano un identico aumento congiunturale dello 0,2% ma una crescita tendenziale maggiore, pari all'1,1%. La variazione congiunturale segna un rallentamento rispetto al +0,3% del secondo trimestre.

Nel 2016 il Pil italiano corretto per gli effetti di calendario è aumentato dell'1,0%. Lo comunica l'Istat spiegando che il 2016 ha presentato due giornate lavorative in meno rispetto al 2015. Il risultato, spiega l'Istituto di statistica, è coerente con la stima del Pil diffusa il primo marzo, pari a +0,9% di crescita annua (dato grezzo non corretto).

La variazione acquisita del Pil per il 2017 e' pari a +0,3%. Lo calcola l'Istat confermando le stime preliminari sull'andamento dell'economia italiana. La crescita acquisita è quella che si otterrebbe in presenza di una variazione congiunturale nulla nei restanti trimestri dell'anno.

ANSA

Leggi i commenti

SEZ. ECONOMIA Istat: tasso disoccupazione stabile, più occupati tra i giovani A gennaio gli occupati crescono di 30.000 unità rispetto a dicembre e di 236.000 unità su dicembre 2016

2 Marzo 2017, 11:06am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

SEZ. ECONOMIA Istat: tasso disoccupazione stabile, più occupati tra i giovani A gennaio gli occupati crescono di 30.000 unità rispetto a dicembre e di 236.000 unità su dicembre 2016

INSERITO DA MORENA MOTTA A gennaio gli occupati crescono di 30.000 unità rispetto a dicembre (+0,1%) e di 236.000 unità su dicembre 2016 (+1%). Lo rileva l'Istat spiegando che l'aumento mensile riguarda gli uomini e si concentra tra gli ultracinquantenni. Il tasso di occupazione tra i 15 e i 64 anni è pari al 57,5% (+0,1 punti percentuali rispetto a dicembre), a livello più alto dopo maggio 2009 (era al 57,7%). Gli occupati sono a quota 22.856.000. 

Scendono gli inattivi - Anche a gennaio crescono sia gli occupati (+30.000 su dicembre, +236.000 su gennaio 2016) che i disoccupati (+2.000 su dicembre, + 126.000 su gennaio 2016). Il dato si spiega con il calo degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (-42.000 sul mese, -461.000 sull'anno). Gli inattivi diminuiscono in tutte le fasce di età mentre gli occupati crescono soprattutto tra gli over 50 grazie anche al passaggio in questa fascia dei baby boomers e alle regole più severe per l'accesso alla pensione. Se infatti in totale si registrano 236.000 occupati in più guardando nelle diverse fasce di età si vede che c'è un calo tendenziale di 26.000 occupati tra i 25 e i 34 anni e un calo di 132.000 unità tra i 35 e i 49 anni (anche per ragioni demografiche). Si registra un aumento di 27.000 occupati tra i 15-24enni e un aumento di 367.000 unità tra gli over 50. Il tasso di occupazione cresce su base tendenziale per tutti con 0,5 punti in più per i 15-24enni, 0,4 punti in più per i 35-48 enni e 1,4 punti in più per le persone tra i 50 e i 64 anni. In questa fascia di età il tasso di occupazione (58,7%) è 13 punti superiore a quello (45,7%) di gennaio 2007. La crescita complessiva degli occupati riguarda sia i lavoratori dipendenti (+193.000, di cui +136.000 a termine e +57.000 permanenti) sia gli indipendenti (+43.000) e coinvolge entrambe le componenti di genere. "Al netto dell'effetto della componente demografica - spiega l'Istat - le variazioni tendenziali dell'occupazione risultano positive in tutte le classi di età e si conferma il ruolo predominante degli ultracinquantenni nello spiegare la crescita degli occupati, anche per effetto dell'aumento dell'età pensionabile".

Tasso disoccupazione gennaio stabile all'11,9% - Il tasso di disoccupazione italiano a gennaio è stabile all'11,9% rispetto a dicembre.  L'Istat spiega che nel mese le persone in cerca di occupazione erano 3.097.000 in aumento di 2.000 unità su dicembre 2016 e di 126.000 unità su gennaio 2016 (a gennaio 2016 il tasso di disoccupazione era all'11,6%). L'aumento dei disoccupati rispetto all'anno precedente insieme all'aumento degli occupati (236.000 su gennaio 2016) si spiega con il calo degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (-461.000).

Disoccupazione giovani cala al 37,9% dal 39,2% - Il tasso di disoccupazione giovanile a gennaio cala al 37,9% dal 39,2% di dicembre (-1,3 punti). L'istituto rileva che dal calcolo sono per definizione esclusi gli inattivi, cioè coloro che non sono occupati e non cercano lavoro. L'incidenza dei giovani disoccupati tra 15 e 24 anni sul totale dei giovani della stessa classe di età è pari al 10,1%. Tale incidenza risulta in calo di 0,6 punti percentuali rispetto a dicembre. Il tasso di occupazione dei 15-24enni rimane stabile, mentre quello di inattività cresce di 0,6 punti.

ANSA

Leggi i commenti

SEZ.ECONOMIA Zero Irpef per 12mln italiani, quasi 50% sotto 15mila euro Mef, reddito stabili doppia precari. Quasi 1 mln rende gli 80 euro

1 Marzo 2017, 10:04am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

SEZ.ECONOMIA Zero Irpef per 12mln italiani, quasi 50% sotto 15mila euro Mef, reddito stabili doppia precari. Quasi 1 mln rende gli 80 euro

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Il reddito medio degli italiani è di 20.690 euro ma poco meno della metà dei contribuenti (il 45%) dichiara al fisco e paga tasse su un reddito più basso di 15mila euro. Circa 10 milioni hanno un'imposta netta pari a zero; un numero che sale a 12,2 milioni se si considerano quelli la cui imposta è interamente compensata dal bonus mensile di 80 euro. Il quadro emerge dalle statistiche sulle dichiarazioni dei redditi delle persone fisiche (Irpef) relative all'anno d'imposta 2015 stilate dal Dipartimento delle Finanze del Tesoro. Un quadro 'statistico' appunto che a volte sembra non coincidere con la realtà del Paese: "dati che confermano la gravità dell'ammontare dell'evasione fiscale nel nostro paese, la cui portata è grande come una casa", commenta la segretaria Cisl, Annamaria Furlan. Sta di fatto che i 'ricchi', cioè chi ha un reddito sopra i 300mila euro l'anno, sono pochissimi, lo 0,1% del totale (34.000 contribuenti). Brutte notizie inoltre per circa 1 milione di contribuenti che hanno dovuto restituire tutto il bonus di 80 euro, a cui si sommano altri 765.000 che lo devono rimborsare in parte. E anche per i precari che, neanche a dirlo, hanno un reddito medio che è meno della metà di chi ha un lavoro stabile. Le addizionali comunali e regionali aumentano ancora anche se - ricorda il Dipartimento - a decorrere dal successivo anno d'imposta (2016) è stato previsto il blocco degli aumenti delle addizionali Irpef comunali e regionali. Dai dati del Mef emerge appunto che il 45% dei contribuenti si colloca nella classe fino a 15.000 euro; fino ai 50.000 euro si posiziona il 49% dei contribuenti, mentre solo il 5,2% dichiara più di 50.000 euro, versando il 38% dell'Irpef totale. Le dichiarazioni Irpef nell'anno d'imposta 2015 sono state 40,8 milioni, in lieve aumento (+0,13%) rispetto all'anno precedente, per un reddito complessivo di circa 833 miliardi.Non considerando gli effetti del bonus 80 euro, l'imposta netta Irpef risulta pari in media a 5.020 euro (+2%, sostanzialmente in linea con la crescita del Pil nominale) ed è dichiarata da circa 30,9 milioni di soggetti. Circa 10 milioni i soggetti hanno un'imposta netta pari a zero. Se si considerano quelli la cui imposta netta è interamente compensata dal bonus mensile di 80 euro, coloro che di fatto non versano l'Irpef salgono a circa 12,2 milioni. Ma non tutti quelli che hanno ricevuto gli 80 euro ne hanno potuto beneficiare: tra gli 11,9 milioni di soggetti che avevano ottenuto il bonus, circa 966.000 lo hanno dovuto restituire integralmente in sede di dichiarazione, mentre 765.000 soggetti hanno dovuto restituirne solo una parte. Rispetto alla situazione contrattuale dei contribuenti emerge che se si considerano soltanto i soggetti con contratto a tempo indeterminato (pari a 16 milioni, +2,1% rispetto al 2014), il valore medio è pari a 23.068 euro (-1,3%), mentre coloro che hanno esclusivamente contratti a tempo determinato (pari a 4,8 milioni, +2%) hanno un reddito medio di 9.633 euro (-1,8%). Infine le addizionali che continuano ad aumentare. La regionale Irpef ammonta a circa 11,8 miliardi (+4,1% rispetto al 2014). L'addizionale regionale media è pari a 400 euro (380 euro nel 2014). I valori più alti si registrano nel Lazio (620 euro), seguito dal Piemonte (510 euro). L'addizionale comunale ammonta invece complessivamente a 4,7 miliardi, in aumento del 5% rispetto al 2014, con un importo medio pari a 180 euro (il Lazio è anche in questo caso al top).

ANSA

Leggi i commenti

SEZ. ECONOMIA A gennaio boom dellʼexport italiano, +19,7% rispetto a un anno fa

28 Febbraio 2017, 09:41am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

SEZ. ECONOMIA A gennaio boom dellʼexport italiano, +19,7% rispetto a un anno fa

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA 27/02/2017 - Boom delle esportazioni italiane verso i paesi extra Ue a gennaio 2017. Secondo i dati Istat, l'export è aumentato del 2,8% rispetto a dicembre 2016 ma addirittura del 19,7% rispetto a gennaio 2016 nei dati grezzi. Sul risultato incidono alcune commesse speciali. L'espansione è diffusa a tutti i principali partner commerciali: +57% nei Paesi Asean, +39,4% in Russia, +36,6% in Cina, +35,8% negli Stati Uniti, +29% in Giappone.

Leggi i commenti

SEZ. ECONOMIA Stangata del rincaro dei carburanti

27 Febbraio 2017, 10:56am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

SEZ. ECONOMIA Stangata del rincaro dei carburanti

DI MORENA MOTTA La forte crescita dei prezzi dei carburanti ha avuto un impatto sulla dinamica complessiva dei prezzi al consumo che in gennaio hanno fatto registrare un incremento dell’1% sullo stesso mese del 2016. Questa crescita allontana lo spettro della deflazione dallo scenario economico italiano, ma ciò non toglie che a pagare siano gli automobilisti e in genere gli utenti di trasporti su gomma.

I consumi di benzina e gasolio auto sono aumentati dello 0,4%, ma la spesa degli automobilisti è aumentata del 12,7% passando dai 3,629 miliardi del gennaio 2016 ai 4,091 miliardi. L’incremento è dovuto a un aumento del prezzo medio che tra gennaio 2017 e gennaio 2016 è stato del 9,19% per la benzina e del 13,66% per il gasolio. Dell’aumento dei prezzi dei carburanti beneficia anche l’Erario poiché aumenta il gettito Iva sugli acquisti alla pompa per l’aumento dell’imponibile.

Leggi i commenti

SEZ. ECONOMIA Più della metà dei Paesi Ue non rispetta norme

25 Febbraio 2017, 10:44am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

SEZ. ECONOMIA Più della metà dei Paesi Ue non rispetta norme

DI MORENA MOTTA Da un'elaborazione effettuata dall’Ufficio studi della Cgia è emerso che tra i 28 Paesi che compongono l’Unione europea, 16 l’anno scorso non hanno rispettato le regole UE sui conti pubblici sancite dagli accordi di Maastricht: rapporto deficit/Pil sotto il 3% e debito/pil entro il 60%. La crisi ha contribuito in maniera determinante al mancato rispetto dei vincoli di bilancio Ue.

Paolo Zabeo, coordinatore dell’Ufficio studi della Cgia, commenta: “O le disposizioni previste da Maastricht sono troppo rigide, oppure le economie più avanzate d’Europa, dopo tutte le crisi economiche e finanziarie che sono scoppiate in questi ultimi anni, non ce la fanno più ad adeguarvisi. In entrambi i casi, comunque, è necessario intervenire, introducendo margini di sicurezza per debiti e deficit eccessivi meno stringenti".

Il debito pubblico italiano resta però alto: al 132,8% nel 2016. Tra il 2009 e il 2016 solo Svezia, Estonia e Lussemburgo non hanno mai sforato la soglia del 3% del rapporto deficit/Pil; Spagna, Regno Unito e Francia hanno violato i parametri di Maastricht 8 volte; Grecia, Croazia e Portogallo 7.

Leggi i commenti

SEZ. ECONOMIA Mediaset: stampa, Bollorè indagato Secondo quotidiani iniziativa deriva da un esposto di Fininvest

24 Febbraio 2017, 10:17am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

SEZ. ECONOMIA Mediaset: stampa, Bollorè indagato Secondo quotidiani iniziativa deriva da un esposto di Fininvest

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Il primo azionista del colosso Vivendi, Vincent Bollorè, è indagato dalla Procura di Milano con l'accusa di aggiotaggio in relazione all'operazione con la quale Vivendi ha acquistato fino al 28% di Mediaset. Ne danno notizia alcuni quotidiani spiegando che l'iniziativa deriva da un esposto presentato in procura dalla Fininvest che detiene il 40% di Mediaset. Secondo Fininvest, il gruppo francese aveva creato "le condizioni" per "far scendere il titolo Mediaset" per poi lanciare la scalata "a prezzi di sconto" con la disdetta del contratto d'acquisto di Mediaset Premium pattuito in aprile insieme allo scambio azionario del 3,5% tra Vivendi e Mediaset.

ANSA

Leggi i commenti