Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.overblog.it
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega a Famiglia e Disabilità annuncia: a breve un confronto tra le federazioni e il Ministro Di Maio sui temi delle pensioni di invalidità Così Zoccano (grassetti nostri, ndr): "Avendo già chiarito la questione inerente al reddito di cittadinanza, andrà spiegata nello specifico, anche la pensione di invalidità, con un tavolo di confronto con le Federazioni Nazionali, alle quali deve essere offerto tutto lo spazio necessario in seno al Ministero competente in materia di previdenza, per avere tutte le risposte necessarie e concertare nel caso, le azioni da mettere in campo per risolvere ogni dubbio. Ho già proposto al Ministro di Maio, responsabile della materia previdenziale, che ha accettato convintamente, l’apertura di questo tavolo in tempi brevissimi. Un confronto costruttivo è quanto mai necessario per giungere presto e bene a soluzioni condivise. Molti cittadini e le loro famiglie attendono delucidazioni per delineare con maggior sicurezza, il loro percorso di vita" In merito all'insoddisfazione del mondo della disabilitò, rispetto alle misure previste dal neo licenziato decreto sul reddito di cittadinanza, Zocccano nei giorni scorsi aveva scritto così su Facebook (grassetti nostri, ndr): "L’idea che mi sono fatto, assistendo alla miriade di commenti e dichiarazioni sul Decreto del Governo in tema di disabilità, è che si stia facendo non poca confusione tra pensioni e indennità, tra invalidità e inabilità al lavoro. Il provvedimento del Reddito di Cittadinanza riguarda allo stesso modo, tutti i cittadini, con o senza disabilità. Le persone con Disabilità che rientrano nei parametri della legge 68/99 non firmeranno il Patto per il Lavoro perché sono comprese nel meccanismo del Collocamento Mirato. Sta ora all’esecutivo, mettere mano in modo chiaro e risolutivo, al funzionamento degli uffici del lavoro: un’azione non più procrastinabile.” Le prestazioni pensionistiche in favore dei disabili, sono concesse ai soggetti colpiti da patologie invalidanti, non dipendenti da cause di guerra, di lavoro o servizio. Occorre ovviamente non confondere le somme percepite a titolo di indennità, e quindi non soggette a limiti reddituali ed imposizione fiscale e che non formano reddito per il beneficiario, da quelle percepite a titolo di pensione, sottoposte invece a limiti di reddito e di conseguenza sospese o revocate, una volta superato il limite consentito. Le caratteristiche, i requisiti e gli importi delle singole prestazioni dipendono dal tipo di invalidità, dall’età e dalla gravità della menomazione. Uno stesso soggetto può percepire più assegni a vario titolo, in ragione delle condizioni e delle patologie che presenta. L’esempio più ricorrente è quello della percezione di indennità, più la pensione di inabilità, più altra entrata dipendente dalla propria condizione e patologia, come possono essere la cecità o l’ipoacusia. Le Associazioni di categoria, che a vario titolo si stanno esprimendo sul testo del decreto, lamentando di non aver visto accolti i loro emendamenti, devono ricordare che la sede costituzionalmente prevista per la fase emendativa, è il Parlamento. Il Governo, nell’ambito delle sue prerogative costituzionali propone un testo che, in ogni caso, deve essere esaminato dal Parlamento. Le Associazioni saranno certamente ascoltate in quella sede, dove potranno ragionevolmente proporre il loro punto di vista e motivare le modifiche che richiedono. Con questo esecutivo, la Disabilità è parte fondamentale dell’Agenda: veniamo da anni di politiche fatte a spot e senza una reale visione di insieme che inserisca la Disabilità in ogni campo di vita. Io sono senza dubbio alcuno a favore di un aumento delle pensioni per le Persone con Disabilità, a patto che questo però non sia sproporzionato in relazione all’interesse generale. Il mio impegno è quello di sensibilizzare tutti i Ministeri, concordando un'accelerazione nei processi riguardanti la Disabilità".
Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.overblog.it
inserito da Michele Pappacoda In occasione dei primi vent'anni di attività, il centro fisioterapeutico e palestra Salute&Sport di Atrani si rifà il look. I frequentatori abituali della palestra di Via Vittorio Emanuele dovranno dimenticare la vecchia sala pesi o gli spazi per l'aerobica. Diverse le novità innovazioni apportate dal dottor Enrico Addabbo, stimato professionista nel campo fisioterapeutico ma prima di tutto uomo sport e valori, che potrà contare sul supporto del suo team "in house" formato da tre specialisti della salute. Un variegato ventaglio di proposte a soddisfare le diverse richieste della Costiera Amalfitana. A partire dal centro fitness con l'introduzione di uno studio totalmente dedicato alla nutrizione, affidato alla dottoressa Erica Addabbo. Nella nuova palestra macchinari da allenamento di ultima generazione firmati Bodytone, azienda spagnola specializzata nel settore E poi nuovi attrezzi per l'aerobica (cyclette, remoergometri, tapis roulant) con un nuovo calendario di corsi fitness, quali il ReggaFit e GAG, che andranno ad affiancare i corsi di total body e la nota fitboxe.
Previsto, inoltre, uno spazio interamente dedicato all'arrampicata con l'ausilio di "Pegboard". Con la consueta professionalità e cura che contraddistingue la famiglia Addabbo, i fisioterapisti Enrico, con la moglie Alessandra e il figlio Alessandro si occuperanno di risolvere spiacevoli dolori muscolari grazie alla terapia fisica-strumentale, tecnica-manuale e tecniche osteopatiche. La biologa nutrizionista Erica, invece, si occuperà di nutrizione, mediante l'elaborazione di terapie dietetiche mirate al raggiungimento del peso forma desiderato, alla prevenzione delle patologie legate alla alimentazione e il miglioramento di condizioni fisio-patologiche. Il tutto con strumenti all'avanguardia nel settore. Inoltre, si dedicherà ad educare al mangiare sano anche mediante le innovative sedute di food shopping. Lunedì 21 gennaio l'inaugurazione della nuova struttura con un open day in cui la palestra sarà aperta per l'intera giornata a chiunque fosse interessato ai servizi descritti. Alle 19 la plank competition con in palio un mese di palestra gratuito. Dalle 19 e 30 un buffet di inaugurazione per brindare al meglio il nuovo corso. Per rimanere sempre in forma!
Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.overblog.it
INSERITO DA LEONE BUONGIORNO Si chiamaCollection #1e secondo alcuni potrebbe rappresentare il più grande archivio di e-mail e password rubate nella storia: una sorta di elenco del telefono, una 'master list' degli hacker, con dati rubati a milioni di utenti. Si tratta di un enorme database da oltre 87 GigaByte con più di 12.000 file, in cui sono raccolti 773 milioni di indirizzi e-mail e quasi 22 milioni di password.A renderlo noto l'esperto in sicurezza Troy Hunt, a capo del servizio 'Have I been pwned?' con cui si può verificare se i propri account sono stati compromessi.
In realtà i numeri riportati da Hunt sul proprio sito (in italiano 'Sono stato bucato'), non rappresentano la reale portata del fenomeno, visto che sono stati ripuliti da doppioni e file inutilizzabili. I dati grezzi parlano di circa 2,7 miliardi di indirizzi mail e password, fra cui un miliardo di e-mail e relativi password combinati. Questa lunghissima lista, come ha spiegato lo stesso Troy Hunt, nasce dall'unione di elenchi minori ed è stata resa disponibile da sconosciuti tramite il sito di file sharing Mega.
"Sembra una collezione completamente casuale di siti, fatta esclusivamente per massimizzare il numero di credenziali accessibili agli hacker. Non c'è uno schema, solo la ricerca di massima esposizione", ha dichiarato Hunt a Wired. Sebbene i dati provengano da diverse violazioni avvenute nel corso degli ultimi anni, la notizia riaccende l'allarme sulla necessità di cambiare le password delle proprie caselle di posta elettronica con una certa frequenza. Anche perché il nome stesso, Collection #1, potrebbe far pensare a nuovi 'elenchi del telefono per hacker' in un prossimo futuro.
Come fare per sapere se si è stati hackerati?
Basta clicare sul sitoHave I been pawned?e digitare la propria mail o la propria password.
Gabriele Faggioli, responsabile dell'Osservatorio Information e Privacy del Politecnico di Milano e Ceo della società di sicurezza P4I, consiglia agli utenti dicambiare subito la password."E' evidente che la cosa spiacevole è che chiunque possa andare a sfrugugliare dentro email altrui - dice l'esperto - gli utenti devono però avere regole di comportamento minimo sulla sicurezza online, come cambiare spesso le proprie credenziali di accesso e non usare le stesse per tutti i siti. E anche non lasciare sul cloud e nella rete materiale che si ritiene possa vere una incidenza negativa per la propria persona come quello pornografico".
Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.overblog.it
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Il Tar impone ai ministeri una campagna informativa sui rischi dei telefonini da attuare entro sei mesi. I dicasteri dell'Ambiente, della Salute e dell'Istruzione dovranno informare sulle corrette modalità d'uso di telefonini e cordless e sui rischi per la salute e per l'ambiente connessi a un loro uso improprio. L'ha deciso il Tar del Lazio, accogliendo parzialmente un ricorso proposto dall'Associazione per la Prevenzione e la Lotta all'Elettrosmog. L'associazione si era rivolta ai giudici amministrativi per contestare l'inerzia serbata dai ministeri in relazione a un atto di diffida del 28 giugno 2017 diretto a promuovere l'adozione di provvedimenti finalizzati all'informazione capillare della popolazione, nonché per obbligare i ministeri a emanare il decreto del febbraio 2001 contenente la «Legge quadro sulla protezione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici». Il Tar ha ritenuto inammissibile la richiesta diretta a ottenere l'emanazione del decreto ministeriale «per difetto assoluto di giurisdizione, venendo in rilievo il mancato esercizio di poteri di natura normativa». Cosa diversa in merito al mancato avvio da parte dei Ministeri competenti di una campagna informativa rivolta alla intera popolazione. Per i giudici - se ne dà conto in sentenza - dagli atti depositati in giudizio, infatti, risulta che già il 16 gennaio 2012 il Ministero della Salute aveva evidenziato che il tema dei possibili rischi per la salute conseguenti all'uso del cellulare fosse alla costante attenzione del Ministero stesso, evidenziando come il Consiglio Superiore di Sanità, in un parere del 15 novembre 2011, aveva rilevato che allo stato delle conoscenze scientifiche non fosse dimostrato alcun nesso di causalità tra esposizione a radiofrequenze e patologie tumorali, rimarcando tuttavia come l'ipotesi di un rapporto causale non potesse essere del tutto esclusa in relazione a un uso molto intenso del telefono cellulare, e comunque raccomandato di mantenere vivo l'interesse della ricerca e della sorveglianza sul tema. Il Tar, constatato che «nonostante il ragguardevole lasso di tempo intercorso, la preannunciata campagna informativa non risulta essere stata ancora attuata», ha ritenuto di dichiarare «l'obbligo del Ministero dell'Ambiente, del Ministero della Salute e del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, ciascuno per il proprio ambito di competenza, di provvedere ad adottare una campagna informativa, rivolta alla intera popolazione, avente a oggetto l'individuazione delle corrette modalità d'uso degli apparecchi di telefonia mobile (telefoni cellulari e cordless) e l'informazione dei rischi per la salute e per l'ambiente connessi a un uso improprio di tali apparecchi. La predetta campagna d'informazione e d'educazione ambientale dovrà essere attuata nel termine di sei mesi dalla notifica» della sentenza «avvalendosi dei mezzi di comunicazione più idonei ad assicurare una diffusione capillare delle informazioni in essa contenute». LEGGO.IT
Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.overblog.it
DI MICHELE PAPPACODA
Calvanico(Cravànicinnapoletano[3]) è uncomune italianodi 1.492 abitanti dellaprovincia di SalernoinCampania. Il comune è diviso ufficiosamente in 3 rioni, chiamati: Capo Calvanico, Mezzina e Piè di Calvanico. Ha un fasciolone nel mezzo.
Calvanico nacque già nellaPreistoria. Negli anni si evolve, e diventerà un vero e proprio feudo, verranno costruite molte chiese, palazzi e ville. Nel Medioevo, una leggenda, narra, che, sul Pizzo San Michele, apparse l'omonimo arcangelo, e venne eretta una chiesa in suo onore. Nel 1600 venne costruita una statua dedicata all'arcangelo, fatta interamente d'argento motivo di culto intenso da parte dei Calvanesi, e non solo, anche di molti italiani provenienti da nord. Nel '700 vennero demolite alcune chiese, per fare spazio ad altre parrocchie. Nel 1973 vennero trovati degli scheletri nella congrega della chiesa del Salvatore, appartenenti alla prima metà del '700, forse alcuni schiavi morti proprio in quel luogo. Il territorio comunale fu gravemente danneggiato dal terremoto del1980.
Si raccolgono notevoli quantità dicastagneenocciole. Spiccano le attività nel settore primario.
Frassineto
L'area naturalistica "Frassineto" si estende su una superficie di 81,25 ettari, è ricoperta interamente da bosco ceduo avviato ad alto fusto, deve la sua denominazione al frassino, largamente presente. Essa è ubicata per la maggior parte nel territorio di Calvanico (circa (77,1 ettari) e per la restante parte nel territorio di Fisciano (circa 4,15 ettari). Dista circa 15 km da Salerno ed è situata ad un'altitudine media di 650 metri nella fascia di territorio tra le zone boscate dette "Acqua dei faggi" e "Costa della traversa", sulla pendice occidentale dei Monti Picentini. È percorsa da quattro sentieri (F1-F2-F3-F4) e al suo interno sono presenti spazi attrezzati ed aree per la sosta e punti di osservazione della natura, con tavoli e panche in legno. In prossimità dell'ingresso all'Area è stata costruita una casetta in pietra in stile tradizionale, all'interno della quale, dal 1997 è stato completato l'allestimento di unpiccolo museo della civiltà silvo-pastorale. Periodicamente, sempre all'insegna del rispetto per l'ambiente, nell'Area si attuano iniziative di vario genere che coinvolgono cittadini e scolaresche quali: escursioni, visite guidate, manifestazioni a sfondo ecologico, didattiche, folcloristiche e sportive. Diverse sono poi le attività che è possibile svolgere all'interno dell'Area: trekking, fotografia naturalistica, studi naturalistici, footing, cicloturismo, birdwaching. Il circoloLegambiente “Valle dell'Irno”con la collaborazione dei suoi volontari, organizza costantemente, sin dal 1990, visite guidate per gruppi organizzati e per scolaresche, all'area naturalistica, al museo silvo-pastorale allestito nell'area e lungo i sentieri didattici dove vengono illustrati i contenuti di tutte le schede e tabelle istruttive presenti. L'ingresso all'area è libero.
Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.overblog.it
Inserito da Leone Buongiorno La legge di bilancio per il 2019 è stata definitivamente approvata oggi dalla Camera dei Deputati. Di questa importante norma analizziamo le parti che più direttamente interessano le persone con disabilità e le loro famiglie, attenendoci a quanto formalmente approvato dal Parlamento e in attesa di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
Complici gli annunci elettorali, le diffuse dichiarazioni di esponenti della compagine governativa, la stessa Nota di aggiornamento del Documento di Economia e Finanza, fra le persone con disabilità e le loro famiglie è molto viva l’attesa per il ventilato aumento significativo delle pensioni di invalidità (attualmente 282,55 euro, dal 2019 285,66 euro in virtù dei consueti adeguamenti).
In realtà nella legge di bilancio appena appena approvata non si trova traccia alcuna di questo aumento, né viene espressamente indicato che l’introduzione delle pensioni di cittadinanza riguarderà anche le provvidenze assistenziali riservate agli invalidi civili, ciechi civili e sordi.
Ma andiamo per ordine. Il comma 255 (art. 1) è quello che specificamente prevede l’introduzione nel nostro ordinamento del reddito di cittadinanza e della pensione di cittadinanza. Le finalità del reddito di cittadinanza sono indicate in norma: “misura contro la povertà, la disuguaglianza e l’esclusione sociale, a garanzia del diritto al lavoro, della libera scelta del lavoro, nonché del diritto all’informazione, all’istruzione, alla formazione e alla cultura.” Vengono indicate anche le modalità: “politiche volte al sostegno economico e all’inserimento sociale dei soggetti esposti al rischio di emarginazione nella società e nel mondo del lavoro.” Un ruolo centrale in queste politiche è riservato ai Centri per l’impiego (comma 258), al cui potenziamento è infatti riservata una parte significativa del Fondo per il reddito di cittadinanza: un miliardo per il 2019 e per il 2020.
Le finalità della pensione di cittadinanza invece non sono espresse, né indicati gli interventi pur in maniera generale.
Lo stesso Fondo previsto dalla legge di bilancio – che consta di 7,1 miliardi di euro per l’anno 2019, 8,05 miliardi per il 2020 e 8,3 miliardi dal 2021 – è denominato Fondo per il reddito di cittadinanza (e non anche “e per la pensione di cittadinanza”).
Su reddito di cittadinanza e pensione di cittadinanza, il Parlamento, pur in presenza di una materia delicatissima, ha concesso una delega incondizionata, indefinita e generale; unico limite quello finanziario: “con appositi provvedimenti normativi, nei limiti delle risorse di cui al primo periodo del presente comma, che costituiscono il relativo limite di spesa, si provvede a dare attuazione agli interventi ivi previsti.” (Si tratterà di un decreto-legge? Di un decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri? Entro quando?).
Questa indeterminatezza lascia aperti molti interrogativi e dubbi, al momento irresolubili.
Il primo concerne lo strumento, ipotizzato come inclusivo, del reddito di cittadinanza e delle politiche attive per il lavoro: riguarderà anche le persone con disabilità in grado di svolgere attività lavorativa e fino ad oggi escluse dal mercato del lavoro? Quali competenze e professionalità saranno, in tal senso, disponibili nei rafforzati Centri per l’impiego? O, al contrario, il reddito di cittadinanza e le relative politiche non riguardano le persone con disabilità alle quali sarebbe offerta invece la pensione di cittadinanza (misura schiettamente assistenziale)? Vi sarà diritto di scelta fra le due opzioni?
Un secondo interrogativo riguarda l’impiego delle risorse finanziarie, al di là che siano o meno adeguate: quanta parte sarà riservata al reddito di cittadinanza e quanta parte alla pensione di cittadinanza? Non si tratta di un interrogativo peregrino, poiché deriva da specifiche scelte politiche che impattano su milioni di cittadini. Una scelta piuttosto che l’altra determina l’inclusione di alcuni e l’esclusione di altri.
Quand’anche si volesse, paradossalmente, destinare l’intera dotazione del Fondo (6,1 al netto del miliardo per i Centri per l’impiego) all’aumento a 780 euro di tutte le pensioni di invalidità civile e le pensioni sociali, quella somma non sarebbe sufficiente.
Si valuti, infatti, che al 31 dicembre 2017 le pensioni e assegni di invalidità, cecità e sordità di importo pari a 280 euro circa erano poco più 1 milione (1.072.000). Se si moltiplica tale cifra per 500 euro e per 13 mensilità si comprende che il Fondo non può affatto garantire questa, pur encomiabile, soluzione.
Ciò comporta che qualsiasi intervento sulle pensioni assistenziali, in particolare quelle di invalidità, determinerà l’introduzione di criteri e limiti piuttosto stringenti, escludendo quindi buona parte degli attuali titolari di pensione di invalidità civile (ma anche cecità civile e sordità).
Le ipotesi su tali criteri possono essere molteplici e quanto più restrittive tanto più le risorse siano limitate o destinate, come previsto dalla legge, anche e soprattutto ad altro. Con assoluta certezza, tuttavia, si può affermare sin d’ora che l’aumento delle pensioni di invalidità civile a 780 euro non risponde nell’immediato al vero, e non è credibile, alla prova dei numeri, che riguardi in futuro tutti gli invalidi.
Va annotato che per il finanziamento del Fondo per il reddito di cittadinanza viene conseguentemente ridotto il Fondo Povertà (che finanziava il ReI, Reddito di inclusione) di 2,2 miliardi per il 2019, 2,6 miliardi per il 2020, 2,1 miliardi per a decorrere dal 2021. Fino all’entrata in vigore delle nuove disposizioni del reddito di cittadinanza, rimangono continuano ad essere riconosciute le prestazioni relative al beneficio economico del reddito di inclusione (ReI).
Scuola, formazione e inclusione
Fra i commi che riguardano la scuola ve ne sono alcuni che maggiormente interessano le persone con disabilità.
Come forse si ricorderà, lo scorso anno è stato approvato, in attuazione della legge sulla “buona scuola” (legge 107/2015), il decreto legislativo 66/2017 che fissa nuove “Norme per la promozione dell’inclusione scolastica degli studenti con disabilità.”
Si tratta di una disposizione importante che introduce numerose novità: dalla valutazione della disabilità, al nuovo profilo di funzionamento, alle modalità per l’elaborazione dei piani educativi individualizzati, alla costituzione di diversi referenti operativi quali il Gruppo territoriale per l’inclusione e il Gruppo di lavoro interistituzionale regionale (GLIR) presso gli Uffici scolastici regionali.
Una disposizione, quindi, che ridisegna competenze e garanzie, ma anche molto complessa e meritevole di aggiustamenti e correzioni. Sulle modifiche del decreto legislativo 66/2017 vi è già una recentissima convergenza fra Ministero competente e referenti associativi, ma quel decreto entrerebbe in vigore il primo gennaio 2019, senza lasciare il tempo per le modifiche e soprattutto per le istruzioni operative. Ecco allora che, in previsione di un decreto correttivo, il comma 1138 (art. 1) della legge di bilancio rimanda al 1° settembre 2019 l’entrata in vigore del decreto legislativo 66/2017 che nel frattempo verrà, come detto, modificato.
La stessa legge di bilancio (art. 1, comma 459) interviene invece da subito e con maggiore decisione nel modificare un altro decreto attuativo della “buona scuola” e cioè il decreto legislativo 59/2017 che prevede il “Riordino, adeguamento e semplificazione del sistema di formazione iniziale e di accesso nei ruoli di docente nella scuola secondaria per renderlo funzionale alla valorizzazione sociale e culturale della professione.”
L’intento dichiarato è di razionalizzare la spesa per il reclutamento del personale docente delle scuole secondarie di primo e di secondo grado e di conseguire risparmi.
Fra le novità introdotte, merita di essere annotato un passaggio che riguarda ancora una istanza proveniente dalle associazioni delle persone con disabilità al fine di contenere taluni abusi, anche se la formulazione delle eccezioni potrebbe essere foriera di contenzioso. Il comma 459 (lettera m) modifica così la precedente normativa “In caso di valutazione finale positiva, il docente è cancellato da ogni altra graduatoria, di merito, di istituto o a esaurimento, nella quale sia iscritto ed è confermato in ruolo presso l’istituzione scolastica ove ha svolto il periodo di prova. Il docente è tenuto a rimanere nella predetta istituzione scolastica, nel medesimo tipo di posto e classe di concorso, per almeno altri quattro anni, salvo che in caso di sovrannumero o esubero o di applicazione dell’articolo 33, commi 5 o 6, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, limitatamente a fatti sopravvenuti successivamente al termine di presentazione delle istanze per il relativo concorso.” Che ciò rappresenti un avanzamento o sia solutiva (non essendoci ancora la divisione delle carriere), lo si vedrà in successive atti.
Un’altra modificazione a tutta prima rilevante riguarda i requisiti di accesso ai concorsi per i posti di sostegno: sarà strettamente richiesto “il superamento dei percorsi di specializzazione per le attività di sostegno didattico agli alunni con disabilità di cui al regolamento adottato in attuazione dell’articolo 2, comma 416, della legge 24 dicembre 2007, n. 244.”
La legge di bilancio affronta anche, pur in modo piuttosto ambiguo, le necessità relative alle funzioni di assistenza per l’autonomia e la comunicazione personale (AEC) degli alunni con disabilità fisiche o sensoriali (art. 13, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104), annosa questione che risale alla soppressione delle province.
La legge 208/2015 (art. 1, comma 947) aveva previsto uno stanziamento di 70 milioni per far fronte a quelle necessità. Lo stanziamento valeva per il 2016.
La legge 205/2017 (art. 1, comma 70) aveva concesso 75 milioni per lo stesso fine, ma per il solo 2018; nessuna cifra prevista o autorizzata per il 2019 e gli anni seguenti.
Ora, la nuova legge di bilancio (art. 1, comma 561) prevede testualmente: “l’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 1, comma 70, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, è incrementata di 25 milioni di euro per ciascuno degli anni 2019, 2020 e 2021”.
Tecnicamente, non essendovi nessun precedente stanziamento autorizzato sugli anni citati, l’incremento è sullo zero, sicché 25 milioni annui sono anche la cifra finale destinata a tali funzioni. Questo punto sarà verosimilmente oggetto di doverose precisazioni, giacché con ogni probabilità si tratta di errore formale.
Per gli interventi di integrazione scolastica degli studenti con bisogni educativi speciali incluse le spese del personale (docenti di sostegno), la legge di bilancio prevede per l’istruzione di primo ciclo 3,49 miliardi nel 2019, riducendo di circa 70 milioni la previsione approvata dalla precedente legge di bilancio. Per l’istruzione di secondo ciclo, sempre il 2019, sono stanziati 1,45 miliardi. Nella compilazione delle relative tabelle, a questa voce, è prevista una spesa via via in diminuzione (fino ad un miliardo di meno nel 2021), operazione contabile legata alla “forma” utile a rispettare alcuni vincoli di bilancio immediati. A parte le perplessità stilistiche, l’attenzione su quella voce è rinviata al prossimo anno.
Agevolazioni sulle spese per i cani guida
Nella legge di bilancio trova spazio (art. 1, comma 27) anche una novità in materia di agevolazioni fiscali. Nel caso specifico il Parlamento ha previsto un aumento a 1.000 euro della detrazione forfettaria per la spesa di mantenimento, sostenuta dai ciechi per i cani guida.
Prudenzialmente, forse per difficoltà a definire la platea dei beneficiari potenziali, il Legislatore fissa un limite di mancato introito per l’Erario: 510.000 euro per l’anno 2020 e 290.000 euro annui a decorrere dall’anno 2021.
Rimane su questi benefici aperto un paradosso: quella detrazione, diversamente da altri oneri, non può essere detratta dal familiare del cieco che ce l’abbia fiscalmente a suo carico, contraddizione non ancora sanata dalla normativa tributaria.
Carta europea della disabilità
La nuova legge di bilancio attribuisce finalmente un rilievo normativo nazionale alla Carta Europea della disabilità, anche se il testo non fornisce gli elementi di contesto internazionale già ampiamente avviati e oggetto di sperimentazione.
In realtà la EU Disability Card trae origine dalla Strategia dell’Unione Europea 2010-2020 in materia di disabilità, ed è finalizzata all’introduzione di una tessera che permetta l’accesso alle persone con disabilità ad una serie di servizi gratuiti o a costo ridotto in materia di trasporti, cultura e tempo libero sul territorio nazionale in regime di reciprocità con gli altri Paesi della UE.
L’obiettivo è garantire la piena inclusione delle persone con disabilità nella vita sociale e culturale delle comunità. Lo strumento, una Card unica appunto, dovrebbe essere uguale in tutti i Paesi aderenti e rilasciata sulla base di criteri generali omogenei già individuati dalla UE. Partecipano al progetto di avvio sperimentale 8 paesi dell’Unione: Belgio, Cipro, Estonia, Finlandia, Malta, Slovenia, Romania e, naturalmente, Italia. L’iniziativa è già stata presentata pubblicamente in Italia nel 2016.
Ora la legge di bilancio (art. 1, comma 563) imprime una accelerazione all’effettiva adozione anche Italia della Carta, prevedendo innanzitutto un decreto interministeriale per definirne i criteri e quindi le modalità per l’individuazione degli aventi diritto e per la realizzazione e la distribuzione della stessa a cura dell’INPS.
Per queste attività è autorizzata la spesa di 1,5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2019, 2020 e 2021.
Fondo Non Autosufficienze
Sul Fondo Non Autosufficienze (FNA) è necessario, prima di riferirsi agli interventi contenuti in questa legge di bilancio, ricostruire la cronaca almeno degli ultimi quattro anni.
La legge di bilancio per il 2016 aveva aumentato il Fondo di 150 milioni di euro, portandolo quindi a 400 milioni annui e rendendolo strutturale cioè stabilizzato (legge 28 dicembre 2015, n. 208, art. 1, comma 405).
L’anno successivo, la legge di bilancio aveva elevato la dotazione del Fondo a 450 milioni di euro, sempre strutturali (legge 11 dicembre 2016, n.232, art. 5 della Parte II, Tab.4).
Un ulteriore aumento di 50 milioni, a valere per il solo 2017, era stato introdotto dal decreto-legge 29 dicembre 2016, n. 243, convertito dalla legge 27 febbraio 2017, n. 18.
Quindi a fine febbraio 2017 sarebbero stati disponibili nel FNA 500 milioni di euro.
Nel frattempo però, nel quadro delle relazioni contabili e finanziarie fra Stato e Regioni (Patto di stabilità), l’intesa Stato-Regioni del 23 febbraio 2017 ha reso indisponibili 50 milioni sui trasferimenti alle Regioni a valere sul Fondo Non Autosufficienze.
Al tempo questa operazione (che ha investito ancora più pesantemente il Fondo Nazionale per le Politiche Sociali ridotto da 313 a meno di 100 milioni di euro) ha suscitato significative proteste, tanto che con una nota del 20 marzo 2017 il Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome ha espresso la volontà di integrare, con risorse proprie e per un importo complessivo pari a 50 milioni di euro, le risorse nazionali afferenti al FNA.
Venendo alla nuova legge di bilancio, la dotazione del Fondo (450 milioni di euro) viene elevata a di 100 milioni per pil 2019, 2020, 2021. Anzi, per la precisione, rifancendosi alla Nota di variazione presentata (pagina 354) dal Ministro Tria e approvata dalla Camera, il FNA ammonterà a 573 miliioni per il 2019, 571 per il 2020 e 569 nel 2021. Dal 2022 il bilancio prevede 5,6 miliardi.
Anche il Fondo Nazionale per le Politiche Sociali, che solo in parte riguarda le persone con disabilità, viene incrementato di 120 milioni di euro per lo stesso triennio per un ammontare quindi di 400 milioni per il trienno a venire.
Fondo per il “dopo di noi”
La legge di bilancio dello scorso anno (legge 205/2017) aveva ridotto lo stanziamento per il 2018 e per il 2019 da 56,1 milioni a 51,6 milioni di euro del Fondo per il cosiddetto “dopo di noi”, mentre per il 2020 la dotazione rimaneva 56,1 milioni.
Nella nuova legge di bilancio (art. 1, comma 455) il Fondo viene riportato, per il 2019, alla cifra originale, quindi 56,1 milioni di euro.
Il Fondo, lo ricordiamo, è finalizzato agli obiettivi fissati dalla legge 112/2016 e quindi al supporto a persone con disabilità grave “prive di sostegno familiare in quanto mancanti di entrambi i genitori o perché gli stessi non sono in grado di fornire l’adeguato sostegno genitoriale, nonché in vista del venir meno del sostegno familiare, attraverso la progressiva presa in carico della persona interessata già durante l’esistenza in vita dei genitori.”
Fondo per i caregiver familiari
La legge di bilancio dello scorso anno (legge 205/2017, art. 1, commi 254-256) aveva istituito uno specifico Fondo per il sostegno di cura e di assistenza del caregiver familiare, assegnando 20 milioni di euro per ciascun anno del triennio 2018-2020, finalizzato a sostenere “gli interventi legislativi per il riconoscimento del valore sociale ed economico dell’attività di cura non professionale del prestatore di cure familiare”.
Tali interventi legislativi, che non esistevano all’approvazione di quel Fondo, mancano ancora oggi. Attualmente sono all’esame della Commissione lavoro del Senato alcuni disegni di legge, ma il provvedimento effettivo è ancora agli esordi (manca un testo unificato su cui discutere, il passaggio all’altro ramo del Parlamento per gli ulteriori emendamenti, il ritorno al Senato). Il che comporta che quel Fondo per il momento rimarrà integro e per un tempo imponderabile, tant’è che il comma 484 prevede che “al termine di ciascun esercizio finanziario le somme residue e non impiegate del citato Fondo, sono versate all’entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnate al medesimo Fondo”.Rimane il fondato dubbio che tale disposizione valga per il futuro, ma che i 20 milioni di competenza per il 2018 siano ormai tornati nella disponibilità del Ministero dell’economia.
Nel frattempo, la nuova legge di bilancio (art. 1, comma 483) incrementa la dotazione del Fondo di 5 milioni per ciascuno degli anni 2019, 2020, 2021. Ne deriva che la rimodulazione complessiva della dotazione del Fondo sarà di 25 milioni nel 2019 e 2020 e di 5 milioni per il 2021.
Fondo inclusione delle persone sorde e con ipoacusia
Il comma 456 (art. 1) istituisce, presso la Presidenza del Consiglio, un Fondo inclusione delle persone sorde e con ipoacusia, che verosimilmente alimenterà discussioni fra i fautori e i detrattori dell’uso della lingua dei segni.
Leggendo il testo, infatti, appare piuttosto palese come fra gli intenti del Legislatore sia prevalsa la volontà di incentivare, sostenere e diffondere l’uso della lingua dei segni.
Il richiamo esplicito ad una Risoluzione del Parlamento europeo (la 2952 del 23 novembre 2016) che tratta appunto di lingue dei segni e interpreti di lingua dei segni professionisti appare tutt’altro che marginale, anche se fra i progetti sperimentali perseguibili vengono indicati il “videointerpretariato a distanza” e le “tecnologie innovative finalizzate all’abbattimento delle barriere alla comunicazione”.
La dotazione del Fondo è di 3 milioni di euro per il 2019, 1 milione per il 2020 e 3 milioni per il 2021.
La definizione e le modalità per l’impiego delle relative risorse è demanda ad un decreto del Ministro delegato per le politiche della famiglia e delle disabilità, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e il Ministro del lavoro e delle politiche sociali. Nell’elaborazione del decreto, la legge di bilancio prevede siano sentite le “altre amministrazioni interessate” e la Conferenza Unificata. Il testo non prevede debbano essere sentite le associazioni delle persone sorde né l’Osservatorio nazionale sulla condizione delle persona con disabilità.
Fondo per l’accessibilità e la mobilità delle persone con disabilità
Per comprendere appieno il senso (condivisibile o meno) della costituzione di questo ennesimo Fondo è utile ricostruire alcune premesse di contesto che non risultano affatto chiare nel testo approvato (art. 1, comma 489 e seguenti). Si è a lungo dibattuto e discusso attorno ai temi della concessione del contrassegno per la circolazione e la sosta delle persone con disabilità, dell’opportunità di attivare controlli più efficaci e tempestivi sui requisiti della titolarità, della necessità di agire in modo più stingente per impedire la sosta abusiva negli stalli riservati. Una delle soluzioni profilate, anche nel Programma biennale d’azione sulla disabilità (decreto del Presidente della Repubblica 12 ottobre 2017, atto mai richiamato nemmeno in questa legge di bilancio), è il ricorso alla tecnologia e all’informatizzazione, ad esempio, creando finalmente una banca dati nazionale unica dei contrassegni che si possa interrogare e aggiornare in tempo reale. Al contempo, si riflette anche su nuove soluzioni tecnologiche che consentano un controllo remoto degli stalli dedicati.
Questo è il contesto in cui viene formulato, nella legge di bilancio, l’intento di istituire, presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, il Fondo per l’accessibilità e la mobilità delle persone con disabilità. Pur richiamando la legge n. 18 del 2009 (recante Ratifica ed esecuzione della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità)e in particolare gli articoli 9 e 20 della Convenzione stessa, le ambizioni reali appaiono molto più limitate: “copertura finanziaria di interventi volti alla innovazione tecnologica delle strutture, contrassegno e segnaletica per la mobilità delle persone con disabilità di cui all’articolo 381 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495.” Il decreto citato è il Regolamento del Codice della Strada e quell’articolo (381) riguarda appunto il cosiddetto “contrassegno disabili”. È di 5 milioni di euro la dotazione per il 2019.
Meno comprensibile il comma aggiuntivo che prevede successivi decreti annuali volti a definire “gli interventi finalizzati alla prevenzione dell’uso indebito dell’autorizzazione di cui all’articolo 381, comma 2, del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495.”Nella sostanza ogni anno verranno indicati nuovi interventi per scoraggiare e contrastare l’uso indebito del contrassegno.
Per emanare il decreto il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti dovrà operare di concerto con il Ministro per la famiglia e le disabilità, il Ministro dell’economia e delle finanze e il Ministro dell’interno, previa intesa in sede di Conferenza unificata (Stato/Regioni/Enti locali), sentiti l’Automobile Club d’Italia (ACI) e le associazioni delle persone con disabilità comparativamente più rappresentative a livello nazionale.
Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.overblog.it
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Apple ha intenzione di lanciare tre nuovi modelli di iPhone nel 2019, così come ha fatto nel 2018. Analogamente all'anno scorso, ci sarà anche un modello meno costoso, con schermo a cristalli liquidi e non Oled, che prenderà il posto dell'iPhone XR, le cui vendite sono inferiori alle attese e in Cina ne è stato tagliato il prezzo. Lo riferisce il Wall Street Journal citando fonti a conoscenza dei fatti.
Stando al quotidiano, l'azienda introdurrà novità nel comparto fotografico degli smartphone. In particolare, l'iPhone di punta avrà una tripla fotocamera posteriore, mentre gli altri due melafonini avranno un doppio sensore.
Sempre secondo il Wall Street Journal, Apple manderà in pensione gli schermi a cristalli liquidi (Ldc), meno costosi ma di qualità inferiore, nel 2020, quando tutti gli iPhone in commercio saranno dotati di display Oled.
Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.overblog.it
DI MICHELE PAPPACODA Rendersi conto che la Sacra Bibbia parola di Dio attendibile e verace. Per determinare il significato del biblico "predicazione" è utile per esaminare il significato della ebraico originale e termini greci. La parola greca ke ‧ ‧ Rys così, che si traduce di solito a "predicare" ha il significato primario di "proclamare come un araldo, di araldo, a officiare come araldo, proclama (vittorioso)." Un sostantivo è più simile a Ke ‧ Ryx, che significa "banditore, divulgatore, spediti,. Araldo (che ha fatto l'annuncio e mantenevano l'ordine durante le riunioni, ecc)".
Altro nome correlato è RYG ‧ ‧ ma ke, che significa "araldo di proclamazione, annuncio, annuncio (della vittoria nei giochi), mandato; chiamate". (A Lexicon greco-Inglés, H. Liddell e R. Scott, recensione di H. Jones, Oxford, 1968, p. 949.) Pertanto, KE Rys ‧ ‧ in modo da non comunicare l'idea di un sermone a un gruppo ristretto di discepoli, ma per fare un proclama aperto e pubblico. Esemplifica l'utilizzo del termine per fare riferimento a "un angelo forte che proclamava [Rys KE ‧ ‧ ‧ sono ta] a gran voce, 'Chi è degno di aprire il libro e scioglierne i sigilli?'". (Ap 5:2; confronta anche Mt 10:27). La parola eu ‧ ‧ ag gue lí ‧ ‧ ‧ mai zo significa "dichiarare la buona notizia". (Matteo 11:05). Altre parole sono di ag ‧ ‧ ‧ Guel cosa ", ha dichiarato in tutto il mondo, comunicare" (Lu 9:60, Atti 21:26, Rm 9,17), e ka ‧ ‧ tag Guel ‧ cosa, "postare, discutere, proclamare, diffondere". (Atti 13:05, Rom. 1:08, 1 Cor 11,26, Col 1:28.) La principale differenza tra Ke ‧ ‧ OS e Rys eu ‧ ‧ ag gue lí ‧ ‧ ‧ mai zo è che le prime anticipazioni come proclamazione è fatto, che indica che si tratta di una dichiarazione pubblica, ha autorizzato, mentre il secondo sottolinea lo stesso contenuto, la comunicazione ag eu ‧ ‧ ‧ ‧ Gué li in poi, vale a dire la buona notizia o vangelo. Nelle Scritture Greche Cristiane. Anche se Giovanni Battista è andato soprattutto nelle regioni desertiche, ha intrapreso il lavoro di predicatore pubblico o messaggero che annuncia la Giudei che erano venuti da lui che il Messia era venuto, e il regno di Dio e la chiamata al pentimento. (Mt 3:1-3, 11, 12, Mr 1:1-4;. Lu 3:7-9) Giovanni era al tempo stesso, insegnante profeta (con i discepoli) ed evangelista. (Lu 1:76, 77, 03:18, 11:1, Giovanni 1:35.) È stato "rappresentante di Dio" e la sua testimonianza. (Gv 1:6, 7.) Gesù non rimanere nella regione del deserto di Giudea, dopo aver digiunato per quaranta giorni là, né è stato isolato a condurre una vita monastica. Ha riconosciuto che la sua commissione divina richiesto un lavoro di predicazione e quotata in borsa, nelle città e nei villaggi, nel parco del tempio, nelle sinagoghe, nelle piazze e nelle strade, oltre che nelle zone rurali. (Marco 1:39; 06:56,. Lu 08:01, 13:26, Giovanni 18:20) Come Giovanni, ha più di predicare. Il suo insegnamento riceve più enfasi che la sua predicazione. La differenza tra l'insegnamento (di ‧ ‧ dà SKO) e predicare è che l'insegnante non solo proclamava, ma istruisce, spiega, presenta argomenti e le prove. Pertanto, il lavoro dei discepoli di Gesù, sia prima che dopo la morte di questo doveva essere una combinazione di predicazione e di insegnamento. (Mt 4:23, 11:01, 28:18-20). Il tema della predicazione di Gesù 'era: "Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino". (Matteo 4:17). Come araldo ufficiale, Gesù avvertì i suoi ascoltatori dell'attività del suo Dio sovrano e che questo era un momento di opportunità e di scelta. (Marco 1:14, 15.) Come Isaia aveva predetto, non solo ha portato il lieto annunzio ai miti e comfort per il cuore rotto e coloro che sono stati lutto, ed a proclamare la libertà degli schiavi, ma anche proclamato "il giorno di vendetta del nostro Dio ". (Isaia 61:2). Gesù proclamava con coraggio la finalità, i decreti, gli appuntamenti e le sentenze di Dio ai governanti e al popolo.
Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.overblog.it
INSERITO DA MORENA MOTTA Come ha fatto l'uomo a lasciare l'Africa centrale per le regioni più a nord del continente per poi a migrare verso l'Eurasia? Certamente non avrebbe potuto se si fosse trovato davanti all'immensa distesa del deserto del Sahara così come la conosciamo oggi. Quel mondo, però, non è sempre stato così: una ricerca (pubblicata su Science Advances) suggerisce che le condizioni del deserto mutano profondamente a cicli di 20.000 anni, almeno da 240.000 anni a questa parte. E poiché i nostri lontani consimili hanno iniziato a lasciare l'Africa circa 170.000 anni fa... be', sono stati fortunati: nella lenta e ripetuta migrazione verso nord hanno potuto sfruttare i periodi che trasformavano il deserto in una regione verde e ricca d'acqua.
La polvere del deserto. La studio è ha preso avvio dal mare prospicente le coste occidentali dell'Africa settentrionale, dove, nel corso del tempo, i sedimenti, hanno raccolto e conservato la polvere che periodicamente (anche ai nostri giorni) i venti trasportano dal Sahara verso l'Oceano Atlantico - raggiungendo a volte anche gli Stati Uniti. Neri sedimenti, oltre a polvere e fossili, si trova una certa quantità di torio, sostanza che si forma dal decadimento dell'uranio radioattivo presente in modo naturale negli oceani. Quando il Sahara è più secco e arido la quantità di polvere che arriva in mare è maggiore e il torio presente nei sedimenti è più concentrato. Il contrario avviene quando il Sahara diventa più umido: meno polvere, e quindi minore concentrazione di torio. L'analisi della percentuale di torio nei sedimenti ha permesso di capire che il Sahara diventa più verde per poi ritornare desertico con un ritmo di circa 20.000 anni.
Tutto è connesso. La causa del "pendolo", secondo David McGee (del MIT), uno degli autori della ricerca, è la variazione dell'inclinazione dell'asse terrestre, che oscilla tra i 22,5° e i 24,5° (l'attuale inclinazione sul piano dell'orbita è di 23,27°) in periodi di 40.000 anni circa. La variazione influenza anche i monsoni, che non sono un'esclusiva dell'Asia, ma si verificano anche in alcune zone dell'Africa: in particolare, il "monsone africano occidentale" interessa la fascia a sud del Sahara. Quando la Terra è più inclinata, il Sahara ricevere più luce solare estiva e si ha un'intensificazione dell'attività monsonica della regione, che a sua volta rende il Sahara più umido e di conseguenza anche più verde. Quando invece l'asse del pianeta oscilla verso un angolo che riduce la quantità di luce solare per unità di superficie, l'attività dei monsoni si indebolisce portando a un clima più secco, simile a quello che vediamo oggi.
Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.overblog.it
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Roma, 6 gennaio 2019 - Tutto pronto per laLotteria Italia 2018-2019che stasera, come da tradizione, regalerà unpremio da 5 milioni di euro. Ma come e quando si saprà quali sono ibiglietti vincenti? Quanto tempo avranno a disposizione i fortunati vincitoriper riscuotere il premio? Vediamo di rispondere a queste e molte altre domande.
L'ESTRAZIONE FINALE -L'estrazione finaleavverrà nel corso dello show"Soliti Ignoti- Il Ritorno - Speciale Lotteria Italia" condotto da Amadeus in ondaoggi 6 gennaio,in prima serata su Rai1 alle 20.35. Nel corso della puntata verranno svelati icinque biglietti vincentie i premi di prima categoria (sicuramente dopo la mezzanotte), tra cui il primo premio. La partita sarà giocata da un concorrente del game e coinvolgerà diversi personaggi dello spettacolo, Loretta Goggi, Sabrina Ferilli, Alessandro Gassman, Marco Giallini, Riccardo Rossi, Frank Matano, Alessio Boni, Massimiliano Bruni, Paolo Fox, ospiti della serata, sia nel ruolo di identità da svelare sia come protagonisti di un gioco che appassionerà il pubblico. I cinque biglietti di prima categoria verranno infatti abbinati a cinque personaggi che si sfideranno e, a seconda di come si classificheranno, determineranno l'ordine dei cinque premi. Una serata magica per festeggiare, come da tradizione,la Befana supermilionaria.
MA I BIGLIETTI SONO IN CALO - Ma quella di quest'anno sarà un'edizione che passerà agli annali come quella che ha ottenuto il secondo peggior risultato di sempre in termini di biglietti venduti: appena, si fa per dire,7 milioni. Oltre un milione e mezzo in meno, con un calo spalmato su tutte le regioni, dal Lazio alla Lombardia, passando per Emilia Romagna e Campania. Il calo è del 18,6% rispetto allo scorso anno, quando i tagliandi venduti toccarono quota 8,6 milioni. Un dato sul quale pesa, evidenziano le agenzie specializzate,l'addio all'abbinamento con il Gratta&Vinci.Un connubio che fino all'anno scorso si era dimostrato vincente.
UNICO CONCORSO NAZIONALE SUPERSTITE - E l'edizione 2018-2019 incassa anche un altro record negativo: da quest'anno, infatti, la Lotteria Italia è l'unico concorso nazionale superstite. Negli ultimi tre anni, infatti, era stata affiancata dalla Lotteria Braille, ma la modesta raccolta di quest'ultima ne ha decretato la fine. In passato, però, in Italia venivano organizzate fino a 13 estrazioni, abbinate spesso ad eventi nazionali di carattere culturale, il Festival di Sanremo per esempio, o sportivo, come il Giro d'Italia. C'è da sperare che almeno quest'anno nessuno dimentichi di ritirare il premio. Dal 2002 ad oggi, infatti, sono stati oltre27 i milioni di euro non riscossidai vincitori. Il più clamoroso risale al 2008-2009 quando un giocatore di Roma non passò a riscuotere il primo premio da 5 milioni di euro.
LA CAPITALE LA PIU' FORTUNATA - Ed è proprio laCapitalela città più fortunata. Nelle ultime 22 edizioni ha centrato 8 premi, facendo segnare un vero e proprio record storico. Non è un caso se il Lazio resta ancora una volta in testa nella classifica di biglietti venduti con 1,4 milioni di tagliandi (il 20,1% del totale nazionale) ma in calo del 14,8% rispetto allo scorso anno. Unica altra regione sopra il milione di biglietti venduti, anche per questa edizione, è la Lombardia: circa 1,2 milioni (il 16,8% del totale nazionale), ma con un drastico calo del 20,2%. L'Emilia Romagna, con 665mila tagliandi staccati, si conferma al terzo posto, mentre fuori dal podio - per il secondo anno consecutivo - c'è la Campania, con 588mila biglietti.
180 GIORNI PER RISCUOTERE LA VINCITA - E qual è la'data di scadenza'della Lotteria Italia? Sei mesi di tempo dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dell'elenco dei biglietti. I vincitori hanno infatti180 giorni per riscuotere il premio, presentando il tagliando vincente, integro e in originale, negli sportelli di Banca Intesa Sanpaolo oppure all'Ufficio Premi di Lotterie Nazionali. Il pagamento avviene entro 30 giorni dalla data di presentazione del biglietto. Il biglietto, ricorda Agipronews, può anche essere spedito direttamente all'Ufficio Premi, con una raccomandata A/R, indicando le generalità, l'indirizzo del richiedente e la modalità di pagamento (assegno circolare, bonifico bancario o postale).