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Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo www.mikivettica.over-blog.it

sez. varie news

SEZ.VARIE NEWS A Lina Wertmuller l'Oscar alla carriera. «Sorpresa e grata» Con lei premiati David Lynch, Wes Studi e Geena Davis

4 Giugno 2019, 07:00am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.overblog.it

A Lina Wertmuller l'Oscar alla carriera. «Sorpresa e grata»

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Oscar a Lina Wertmuller. L'Academy of Motion Picture Arts & Sciences ha annunciato che tra gli Oscar alla carriera assegnati quest'anno c'è anche la statuetta per la regista italiana Lina Wertmuller. Novant'anni, è stata la prima donna candidata all'Oscar come migliore regista, per il film Pasqualino Settebellezze nella cerimonia del 1977. I quattro premiati - oltre alla Wertmuller ci sono David Lynch, Wes Studi e Geena Davis - saranno presentati il 27 ottobre agli 11/i Annual Governors Awards dell'Academy. «Sorpresa e grata», sono state le prime parole della regista italiana.  LEGGO.IT

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SEZ. VARIE NEWS Arrivo del 'dark mode' e addio iTunes, novità Apple Il 3 giugno al via a San Francisco la conferenza sviluppatori

2 Giugno 2019, 10:44am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.overblog.it

Arrivo del 'dark mode' e addio iTunes, novità Apple © ANSA

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA L'addio ad iTunes, il negozio online che ha cambiato il mercato della musica e inaugurato nel 2001, l'arrivo sull'iPhone del 'dark mode', lo sfondo scuro che affatica meno la vista e già adottato da diverse piattaforme. Sono tra le novità attese all'annuale Conferenza degli sviluppatori di Apple (Worldwide Developer Conference, Wwdc), in programma dal 3 giugno a San Jose, in California. Qui la diretta streaming dalla 19 ora italiana. Un'occasione per l'azienda di Cupertino di mostrare le novità dei sistemi operativi iOS e macOs, pronti ad arrivare nei prossimi mesi su iPhone, iPad e computer della Mela. L'appuntamento, a cui sono attesi cinquemila sviluppatori di app, è una occasione per rafforzare l'app economy e il settore dei servizi che sta diventando sempre più vitale per Apple in un momento in cui le vendite di iPhone calano e le prospettive, vista la guerra tecnologica e commerciale degli Usa con la Cina, sono sempre meno rosee. Secondo le indiscrezioni circolate nei giorni scorsi sparirà l'iTunes monolitico che conosciamo, il software sarà smembrato in tre differenti app: Musica, Podcast e Tv. Altri rumors ipotizzano la presentazione di un aggiornamento dei pc professionali Mac Pro. L'appuntamento cade anche in un periodo particolare per l'App Store, il negozio di applicazioni della Mela, su cui sono piovute critiche per un presunto abuso di posizione dominante. A protestare sono alcune grandi aziende, da Netflix a Spotify, mentre la Corte Suprema Usa nelle scorse settimane ha dato il via libera ad una causa contro il negozio. ANSA

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SEZ.VARIE NEWS Olanda, bancomat per bimbi scomparsi Gli sportelli automatici mostrano le foto, prima volta al mondo

30 Maggio 2019, 10:07am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.overblog.it

 © ANSA

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Per la prima volta al mondo, la polizia olandese ha arruolato i cosiddetti bancomat per trovare i bambini scomparsi. Circa trecento sportelli automatici delle banche hanno infatti iniziato a mostrare le foto dei minori di cui si sono perse le tracce, in modo da aumentarne la visibilità e incrementare le chance di ritrovamento. L'iniziativa coinvolge l'organizzazione olandese Vermist Kind Alert e la rete internazionale Amber Alert, entrambe specializzate in sistemi d'allerta che chiedono l'aiuto della gente per ritrovare bambini rapiti o comunque scomparsi. Al momento sono utilizzati gli sportelli che si trovano in aeroporti, centri commerciali e luoghi turistici. L'auspicio delle organizzazioni è che un maggior numero di istituti bancari mettano a disposizione gli schermi delle loro casse automatiche. Sui display viene mostrato anche il video della campagna pubblicitaria che invita i cittadini a iscriversi alle due organizzazioni, così da ricevere sullo smartphone gli avvisi relativi ai bambini scomparsi. ANSA

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SEZ.VARIE NEWS Storia di Piersanti Mattarella

28 Maggio 2019, 19:51pm

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.overblog.it

a cura di Michele Pappacoda

Piersanti  Mattarella (Castellammare del Golfo, 24 maggio 1935  Palermo, 6 gennaio 1980) è stato un politico italiano, assassinato da Cosa nostra durante il mandato di presidente della Regione Siciliana[1]. Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Secondogenito di Bernardo Mattarella[2], uomo politico della Democrazia Cristiana, ebbe come padrino di battesimo Pietro Mignosi, con cui il padre aveva un rapporto profondo.[2] Nel 1941 nacque il fratello minore Sergio, 12º Presidente della Repubblica Italiana.

Crebbe con istruzione religiosa, studiando a Roma al San Leone Magno, dei Fratelli maristi. Dopo l'attività nell'Azione Cattolica (associazione in cui ricoprì anche incarichi nazionali[3]), si dedicò alla carriera politica nella Democrazia Cristianaavendo fra i suoi ispiratori Giorgio La Pira e avvicinandosi alla corrente politica di Aldo Moro. Divenne assistente ordinario di diritto privato all'Università di Palermo.

Aveva due figli: Maria e Bernardo, quest'ultimo deputato all'Assemblea regionale siciliana dal 2008.[4]

Attività politica[modifica | modifica wikitesto]

Consigliere comunale a Palermo[modifica | modifica wikitesto]

Nel novembre del 1964 si candida nella lista DC alle elezioni comunali di Palermo ottenendo più di undicimila preferenze (quarto dopo Salvo Lima, Vito Ciancimino e Giuseppe Cerami)[5] e divenendo consigliere comunale di Palermo nel pieno dello scandalo del Sacco di Palermo.

Deputato regionale[modifica | modifica wikitesto]

Alle elezioni regionali del 1967 fu eletto deputato all'Assemblea regionale siciliana, nel collegio di Palermo con più di trentaquattromila preferenze, nonostante molti dubitassero delle sue possibilità visto che negli stessi anni il padre Bernardo stava venendo coinvolto in un acceso scontro giudiziario con il sociologo Danilo Dolci che lo aveva accusato di collusioni mafiose.

Durante i quattro anni successivi fece parte della Commissione Legislativa regionale, della Giunta per il Regolamento e della Giunta per il Bilancio venendo nominato, cosa inusuale per un deputato di prima nomina, relatore della legge sul bilancio di previsione della regione per l'anno 1970. Fu inoltre membro della Commissione speciale incaricata di riformare la burocrazia regionale, divenendo relatore della legge di riforma.[5]

Sulle pagine del giornale Sicilia Domani, nel giugno 1970, Piersanti denunciò diverse criticità dell'Assemblea regionale. Il primo punto riguardava le pratiche clientelari dei consiglieri regionali con una prassi che denominò "provincializzazione" dell'attività della Regione: i deputati regionali, troppo legati al territorio dove venivano eletti, risultavano incapaci di perseguire una linea politica organica per tutta la Sicilia in quanto troppo impegnati nel cercare di ottenere leggi e provvedimenti di spesa a favore dei propri collegi. A questo Mattarella cercava di porre rimedio proponendo una riforma elettorale con collegi più ampi di quelli provinciali. Il secondo punto critico riguardava l'eccessivo numero di incarichi in Assemblea e Giunta regionale che riducevano l'efficacia dell'azione di governo: per questo Mattarella proponeva una soluzione con il taglio degli assessorati da dodici ad otto e delle commissioni legislative da sette a cinque, chiedendo di prevedere per l'ufficio di presidenza la nomina di due soli vice, un segretario e un questore. Mattarella chiedeva inoltre l'introduzione di criteri di rotazione degli incarichi a cui fossero posti anche dei limiti temporali. Terzo punto debole della regione riguardava la scelta degli assessori regionali, al tempo eletti dall'ARS in una votazione differente da quella del presidente di Regione, generando così un sistema che favoriva gli accordi sottobanco. Per il politico di Castellamare occorreva dunque che fosse il presidente a nominare la giunta, così da poter attingere anche a esterni, lasciando all'Assemblea un unico voto di fiducia da dare a tutta la giunta.[5]

In quegli stessi anni Piersanti Mattarella si fa largo nella DC provinciale e regionale, grazie al sostegno di Aldo Moro e della sua corrente, favorendo l'elezione di Giuseppe D'Angelo alla segreteria regionale del partito. L'azione moralizzatrice di D'Angelo farà approvare al congresso regionale due ordini del giorno: il primo in merito al contrasto degli esattori privati dei tributi pubblici (i potenti cugini Salvo in primis) e il secondo riguardante un impegno più duro contro la mafia.[5]

Sempre in questo periodo Mattarella contribuisce a fondare l'Asael (Associazione siciliana amministratori enti locali).

Assessore regionale[modifica | modifica wikitesto]

Mattarella verrà rieletto per due legislature (1971, con più di quarantamila preferenze, e 1976, con quasi sessantamila preferenze). Dal 1971 al 1978 è assessore regionale alla Presidenza con delega al Bilancio nelle diverse giunte presiedute da Mario Fasino, Vincenzo Giummarra e Angelo Bonfiglio.

L'azione di Mattarella come assessore al Bilancio è subito incisiva: nel 1971 vengono approvati otto rendiconti arretrati e negli anni successivi presenta e fa votare entro i termini di legge i bilanci di previsione evitando la prassi consolidata del ricorso all'esercizio provvisorio. Nella primavera del 1975 su suo impulso viene approvato a larghissima maggioranza, con i voti del PCI, il Piano regionale d'interventi per gli anni 1975-1980 (legge regionale n. 18 del 12 maggio 1975), primo tentativo di programmazione a lungo termine delle risorse regionali.[6]

Presidente della Regione Siciliana[modifica | modifica wikitesto]
 
Piersanti Mattarella (a destra) in compagnia del presidente della Repubblica Sandro Pertini

Fu eletto dall'Ars presidente della Regione Siciliana il 9 febbraio 1978 con 77 voti su 100, il risultato più alto della storia dell'Assemblea[7], alla guida di una coalizione di centro-sinistra con l'appoggio esterno del Partito Comunista Italiano[8].

Il suo staff comprende, tra gli altri, Maria Grazia Trizzino come capo di gabinetto, prima donna a ricoprire questo incarico, Rino La Placa, capo della segreteria e futuro deputato regionale, e Leoluca Orlando, successivamente sindaco di Palermo, come consigliere giuridico.

La presidenza di Mattarella si distingue per l'azione riformatrice portata avanti in regione.[7]All'inizio di aprile viene riformato il governo regionale accentuando la collegialità dell'azione della giunta dando la possibilità al presidente di avocare a sé decisioni spettanti ai singoli assessori e allargando le materie da sottoporre all'intero governo, razionalizzando le competenze degli assessorati, la previsione di tempi certi e rapidi per la pubblicazione degli atti approvati dall'Ars e nuovi criteri molto più severi per la nomina dei dirigenti pubblici. In ottobre viene creato il Comitato della programmazione, che unisce deputati regionali ed esperti della società civile, e rappresenta una nuova misura di razionalizzazione politico-amministrativa. Altri importanti risultati raggiunti in quell'anno furono il piano d'emergenza per la mobilitazione di risorse per l'occupazione, provvedimenti contro la disoccupazione, l'attuazione di un radicale decentramento a favore dei comuni, il piano di rifinanziamento degli asili nido e la legge sul settore agricolo e sui consultori familiari. Altri importanti provvedimenti furono la legge urbanistica (legge regionale n. 71 del 1978) che riduceva drasticamente gli indici di edificabilità dei terreni agricoli e portava sulle spalle dei costruttori alcuni degli oneri per le opere di urbanizzazione prima a carico degli enti pubblici rappresentando un duro colpo per speculatori e costruttori abusivi; e la legge sugli appalti che favoriva trasparenza e imparzialità nella pubblica amministrazione, riformando anche il sistema di collaudo delle opere pubbliche affidato precedentemente sempre alle solite persone. Sotto quest'ultimo aspetto Mattarella avvalendosi dei poteri ispettivi del presidente della regione ordina inchieste sui beneficiari dei contributi regionali, sugli assessorati e sui comuni più grandi portando alla luce illeciti e abusi.

Nel 1979 dopo una breve crisi politica dovuta al Partito Comunista, formò un secondo governo.[9] Il programma di riforme continuò con l'attuazione del Piano di sviluppo per la Sicilia frutto del Comitato della programmazione, il nuovo piano di ammodernamento agricolo, l'istituzione delle unità sanitarie locali e una riforma degli enti economici siciliani (Esa, Ast, Crias, Ircac, Istituto Vitevino ed Eas) che introduceva criteri di efficienza e trasparenza oltre che norme che prevedono incompatibilità e limiti di durata degli incarichi dirigenziali.

 
Il presidente della Regione Siciliana Piersanti Mattarella in visita a Catenanuova, accolto dal sindaco Mario Mazzaglia e dal vescovo di Nicosia Salvatore Di Salvo - 23 settembre 1979
Lotta alla mafia[modifica | modifica wikitesto]

Poco dopo l'omicidio di Peppino Impastato, conduttore radiofonico candidato sindaco a Cinisi per Democrazia Proletaria, avvenuto per ordine di Tano Badalamenti, Mattarella si recò nella città per la campagna elettorale comunale pronunciando un durissimo discorso contro Cosa nostra che stupì gli stessi sostenitori di Impastato.

Rappresentò una chiara scelta di campo il suo atteggiamento alla Conferenza regionale dell'agricoltura, tenuta a Villa Igiea la prima settimana di febbraio del 1979.

Il deputato Pio La Torre, presente in quanto responsabile nazionale dell'ufficio agrario del Partito Comunista Italiano (sarebbe divenuto dopo qualche mese segretario regionale dello stesso partito) attaccò con furore l'Assessorato dell'agricoltura, denunciandolo come centro della corruzione regionale e additando lo stesso assessore come colluso alla delinquenza regionale. Mentre tutti attendevano che il presidente della Regione difendesse vigorosamente il proprio assessore, Giuseppe Aleppo, Mattarella riconobbe pienamente la necessità di correttezza e legalità nella gestione dei contributi agricoli regionali.

Sfidando il clima imposto, un solo periodico, Terra e Vita, pubblicò il resoconto, sottolineando come fosse generale lo sconcerto e come fosse comune la percezione che quel giorno, a Palermo, si fosse aperto un confronto che non avrebbe potuto non conoscere eventi drammatici. Un senatore comunista e il presidente democristiano della regione si erano, di fatto, esposti alle pesanti reazioni della mafia.[10] Il mese successivo comunque Mattarella confermò Aleppo alla guida dell'assessorato[11].

Il Procuratore Gian Carlo Caselli, in un'intervista a Repubblica del 12 agosto 1997, ha affermato: “Piersanti Mattarella un democristiano onesto e coraggioso ucciso proprio perché onesto e coraggioso”.

Il Procuratore nazionale antimafia, Pietro Grasso, nel libro Per non morire di mafia, ha scritto che Piersanti Mattarella «stava provando a realizzare un nuovo progetto politico-amministrativo, un'autentica rivoluzione. La sua politica di radicale moralizzazione della vita pubblica, secondo lo slogan che la Sicilia doveva mostrarsi 'con le carte in regola', aveva turbato il sistema degli appalti pubblici con gesti clamorosi, mai attuati nell'isola»[12].

Assassinio[modifica | modifica wikitesto]

La domenica del 6 gennaio 1980, in Via della Libertà a Palermo, non appena entrato in una Fiat 132 insieme con la moglie, i due figli e la suocera per andare a messa, si avvicinò un sicario al finestrino e lo freddò a colpi di pistola.

In seguito alla sua morte, il vice presidente, il socialista Gaetano Giuliano, guidò la giunta regionale fino al termine della legislatura, avvenuta cinque mesi dopo. Nel luogo dove è avvenuto l'omicidio è stata posta una targa in suo ricordo.

Inizialmente fu considerato un attentato terroristico, poiché subito dopo il delitto arrivarono rivendicazioni da parte di un sedicente gruppo neo-fascista[13]. Pur nel disorientamento del momento, il delitto apparve anomalo per le sue modalità, portando il giorno stesso lo scrittore Leonardo Sciascia ad alludere a "confortevoli ipotesi" che avrebbero potuto ricondurre l'omicidio alla mafia siciliana[14].

Le indagini[modifica | modifica wikitesto]

Le indagini giudiziarie procedettero con difficoltà e lentezza, anche se una chiara linea interpretativa del delitto si rileva negli atti giudiziari che portarono la Procura di Palermo a quella corposa requisitoria[15] sui "delitti politici" siciliani (le uccisioni di Michele Reina, segretario provinciale della Democrazia Cristiana, dello stesso Mattarella, di Pio La Torre e del suo autista Rosario Di Salvo) che, depositata il 9 marzo 1991, costituì l'ultimo atto investigativo di Giovanni Falcone[16]. Questi, che la sottoscrisse nella qualità di procuratore aggiunto, puntava fermamente sulla colpevolezza dei terroristi di estrema destraGiuseppe Valerio Fioravanti e Gilberto Cavallini, membri dei NAR, quali esecutori materiali del delitto, in un contesto di cooperazione tra movimenti eversivi e Cosa Nostra[17]. Nell'ipotesi accusatoria di Falcone e della Procura della Repubblica Fioravanti, di cui risultava accertata la presenza a Palermo nei giorni del delitto, avrebbe goduto dell'appoggio di esponenti dell'estrema destra palermitana quali Francesco Mangiameli, dirigente siciliano di Terza posizione poi ucciso dallo stesso Fioravanti il 9 settembre del 1980, e Gabriele De Francisci, militante del FUAN, che avrebbe messo a disposizione un appartamento nei pressi dell'abitazione della vittima.

Solo dopo la morte di Falcone nella strage di Capaci, l'uccisione di Mattarella venne indicata esclusivamente come delitto di mafia dai collaboratori di giustizia Tommaso Buscetta e Gaspare Mutolo[18]. Nel 1993 Buscetta, in particolare, dichiarò in un nuovo interrogatorio che «Bontate e i suoi alleati non erano favorevoli all'uccisione di Mattarella, ma non potevano dire a Riina(o alla maggioranza che Riina era riuscito a formare) che non si doveva ammazzarlo [...] In ogni caso [...] fu certamente un omicidio voluto dalla "Commissione"»[19].

A ordinare la sua uccisione fu Cosa nostra perché Mattarella voleva portare avanti un'opera di modernizzazione dell'amministrazione regionale e per questo aveva incominciato a contrastare l'ex sindaco Vito Ciancimino per un suo rientro nel partito con incarichi direttivi[20]; Ciancimino infatti era il referente politico dei Corleonesi[21]. Per queste ragioni, alla fine del 1979 Mattarella aveva deciso di chiedere al segretario nazionale del partito, Benigno Zaccagnini, il commissariamento del Comitato Provinciale di Palermo della Democrazia Cristiana, perché aveva visto «ritornare con forte influenza Ciancimino», il quale aveva siglato un patto di collaborazione con la corrente andreottiana, in particolare con l'onorevole Salvo Lima[22].

Francesco Cossiga ha sostenuto che la mafia volle la morte di Piersanti Mattarella perché questi non era disponibile a concederle contropartite per quell'appoggio elettorale che essa aveva concesso alla DC proprio su richiesta del padre della vittima, Bernardo. Questi infatti, grazie alla moglie "appartenente a famiglia non mafiosa ma rispettata dalla mafia", aveva potuto avvicinare Cosa Nostra nel trapanese e dissuaderla dal votare per le sinistre.[23].

L'agente segreto francese Pierre de Villemarest, appaiandosi alle ricordate impressioni di Sciascia, ha suggerito che mafia e P2, quest'ultima presumibilmente tramite l'eversione di destra, abbiano collaborato sin dal 1970 per sorvegliare e poi uccidere Mattarella per conto del KGB, in quanto il politico siciliano sosteneva il compromesso storico per snaturare il PCI e sottrarlo all'influenza sovietica.[24]

Il processo[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1995 vennero condannati all'ergastolo i mandanti dell'omicidio Mattarella: i boss mafiosi Salvatore Riina, Michele Greco, Bernardo Brusca, Bernardo Provenzano, Giuseppe Calò, Francesco Madonia e Nenè Geraci[25]. Durante il processo, la moglie di Mattarella, testimone oculare, dichiarò inoltre di riconoscere l'esecutore materiale dell'omicidio nella persona di Giuseppe Valerio Fioravanti[26], che tuttavia sarà assolto per questo crimine poiché la testimonianza della signora Mattarella e le altre testimonianze contro di lui (quella del fratello Cristiano Fioravanti[27] e del criminale comune pluriomicida Angelo Izzo) non furono ritenute abbastanza attendibili.[26][28][29] Gli esecutori materiali non sono mai stati individuati con certezza, anche se il pentito Francesco Marino Mannoia sostenne che a uccidere Mattarella furono Salvatore Federico, Francesco Davì, Santo Inzerillo e Antonino Rotolo.

Secondo il collaboratore di giustizia Francesco Marino Mannoia, oggetto di diverse valutazioni nel corso del processo Andreotti perché ritenuto in primo grado non attendibile ma in secondo grado - confermato dalla Cassazione - attendibile[30], Giulio Andreotti era consapevole dell'insofferenza di Cosa Nostra per la condotta di Mattarella, ma non avvertì né l'interessato né la magistratura,[31] pur avendo partecipato ad almeno due incontri con capi mafiosi aventi ad oggetto proprio le azioni politiche di Piersanti Mattarella. Mannoia dichiarò :

«Attraverso Lima del nuovo atteggiamento di Mattarella fu informato anche Giulio Andreotti, che scese a Palermo e si incontrò con Bontate Stefano, i cugini Salvo, Lima, Nicoletti, Fiore Gaetano e altri. Ho appreso di questo incontro dallo stesso Bontate Stefano, il quale me ne parlò poco tempo dopo, in periodo tra la primavera e l'estate 1979... Egli mi disse solo che tutti quanti si erano lamentati con Andreotti del comportamento di Mattarella, e aggiunse poi: "Staremo a vedere". Alcuni mesi dopo fu deciso l'omicidio Mattarella[32]»

In seguito, al termine di un lungo iter giudiziario terminato nel 2004, venne emessa una sentenza per cui all'epoca (più precisamente fino alla primavera del 1980) Giulio Andreotti aveva rapporti stabili con la mafia. L'omicidio Mattarella è in effetti un punto critico del processo Andreotti. I due presunti incontri tra il Presidente democristiano e Bontate sarebbero avvenuti solo per i problemi creati alla mafia dal segretario della DC siciliana. Di quello summenzionato Mannoia ha dato una testimonianza di seconda mano ma ha indicato la data, mentre di uno successivo al delitto, in cui si sarebbe consumata la rottura tra Andreotti e la Cupola, Mannoia sarebbe stato testimone oculare ma non sapeva dare indicazione temporale. Per questo la difesa di Andreotti poté per il primo incontro dimostrare che il suo assistito era altrove e per il secondo no. Il primo grado di giudizio ritenne insufficiente la testimonianza di Mannoia e decisiva la smentita della difesa, onde dedurre che nessuno dei due incontri fosse mai accaduto. Il secondo grado capovolse la sentenza ritenendo Mannoia credibile e affermando che egli aveva solo ricordato una data sbagliata, per cui considerò i due meeting realmente avvenuti. La Cassazione confermò questa sentenza non avendo essa difetti formali da correggere.[33][34][35]

Nella sentenza della Corte di Assise del 12 aprile 1995 n. 9/95, che ha giudicato gli imputati per l'assassinio di Piersanti Mattarella, è scritto che «l'istruttoria e il dibattimento hanno dimostrato che l'azione di Piersanti Mattarella voleva bloccare proprio quel perverso circuito (tra mafia e pubblica amministrazione) incidendo così pesantemente proprio su questi illeciti interessi» e si aggiunge che da anni aveva «caratterizzato in modo non equivoco la sua azione per una Sicilia con le carte in regola»

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SEZ. VARIE NEWS Su tv Instagram anche video orizzontali Nuovo formato risponde alle richieste di creatori e spettatori

25 Maggio 2019, 09:54am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.overblog.it

 © ANSA

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Sulla app Igtv, e cioè la tv di Instagram lanciata un anno fa per ospitare i video più lunghi di 60 secondi, arriva una novità. La piattaforma ha deciso di ampliare le possibilità offerte ai creatori di contenuti, che ora potranno caricare anche video orizzontali - il formato tipico del cinema e della tv - e non più solo verticali.

Il cambiamento deriva dalle richieste ricevute sia dai creatori sia dagli spettatori, spiega Instagram in un post in cui ne sottolinea la portata: "In molti modi, l'apertura di Igtv ai video non solo verticali è simile a quando nel 2015 abbiamo aperto Instagram ad altri formati di foto oltre a quelle quadrate. Ciò ha permesso alla creatività di prosperare e al coinvolgimento di crescere, e crediamo che lo stesso accadrà con Igtv".

Il formato verticale è adatto a video ravvicinati, in prima persona, mentre l'orizzontale - rileva Instagram - ha altri punti di forza, che si rivelano ad esempio nelle riprese sportive dove c'è movimento e una pluralità di soggetti inquadrati.

ANSA

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SEZ. VARIE NEWS Cava de’ Tirreni, Curiosità: la Pensilina del Bus con Sedute di Classe [FOTO]

19 Maggio 2019, 09:24am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.overblog.it

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA In questi giorni, sta girando sul social Facebook una curiosa immaginescattata a Cava de’ Tirreni.

La foto in questione, postata sul gruppo “Sei di Cava se…” ritrae questa “speciale” pensilina di una fermata dei bus pubblici. 

Ecco cosa ha di inusuale questa fotografia.

Cava de’ Tirreni: Curiosa Pensilina del Bus con Sedute Eleganti, la Foto

Dall’immagine pubblicata, si vede chiaramente la pensilina con delle sedie davvero eleganti.

Ce ne sono ben cinque, più una di plastica che “stona” con lo stile delle altre.

Il luogo dove si trova questa curiosa pensilina è San Cesareo, frazione di Cava de’ Tirreni.

La foto è stata postata da un cittadino di Cava de’ Tirreni, con un pizzico di ironia, poichè in effetti la pensilina è molto usurata del tempo, danneggiata, e abbandonata a se stessa.

Ecco lo scatto qui sotto.

La Curiosa Pensilina dell’Autobus con le Sedie Eleganti, sita in Frazione San Cesareo a Cava de’ Tirreni – Foto Enzo De Mita

La mancanza di posti a sedere, maggiormente necessari per le persone più anziane che abitano in zona e che devono prendere l’autobus per scendere in centro, ha fatto sì che gli stessi cittadini si ingegnassero.

E così sono state collocate lì queste sedie, che come dice lo stesso autore del post, fanno di questa fermata a Cesinola, una “fermata di classe”.

A quanto si legge dai commenti, sembra che le sedie che ormai rendono comodo aspettare il bus, di chiaro stile anni 60-70, provengano da una vicina chiesa.

Anche se non si sa con certezza chi le abbia messe sotto la pensilina e da dove vengano, è stata un’ottima idea.

In più è da considerare che sono state riutilizzate delle vecchie sedie che qualcuno non usava più…

In altri casi, ci si sarebbe sbarazzati di questi oggetti, buttandoli come rifiuti.

E invece si è verificato questo riciclo creativo, che fa bene alla comunità e all’ambiente della zona.

C’è anche chi dice che delle volte diventi un luogo di ritrovo per bere un te o un caffè tra amici.

Complimenti agli autori per questa iniziativa!

AMALFINOTIZIE 

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SEZ. VARIE NEWS L'aeroporto di Salerno-Costa d'Amalfi e la sua storia

18 Maggio 2019, 08:57am

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Risultati immagini per AEROPORTO DI PONTECAGNANO LA SUA STORIA di Michele Pappacoda L'aeroporto di Salerno-Costa d'Amalfi è situato tra i comuni di Bellizzi e Pontecagnano Faiano, a 21 km da Salerno. Lo scalo, anche se è uno degli aeroporti certificati Enac, è utilizzato solo dall'aviazione generale, non essendovi presenti voli di linea commerciali. Storia L'aeroporto nasce nel 1926 come campo di fortuna creato dal genio aeronautico, dal 1929 viene utilizzato dal 20º Stormo Aeroplani da Ricognizione comandato dal colonnello pilota Mario Martucci, al quale, dopo la sua morte avvenuta nel 1933, sarà intitolato inizialmente lo scalo[8]. Risale al 1933 l'istituzione della scuola provinciale di volo a vela destinata a diventare nel 1938 scuola nazionale di volo senza motore. Dal 1940 al 1943 ospita la scuola di pilotaggio 1º periodo e negli stessi anni l'architetto Pier Luigi Nervi progetta gli hangar. Nel 1943 l'aeroporto è dapprima oggetto di pesanti bombardamenti da parte degli alleati e poi tra il settembre e l'ottobre dello stesso anno, durante lo sbarco di Salerno, essendo l'aeroporto stesso un obiettivo primario, diviene teatro di violenti scontri tra questi e le forze tedesche del 64 Reg. Panzer che l'avevano occupato dopo l'Armistizio.[8] Nel 1946 viene istituito un servizio meteorologico, con relativa stazione affiliata all'organizzazione meteorologica mondiale, mentre risale al 1952 la fondazione dell’Aero Club Salerno, con primo avioraduno nel 1958. Nello stesso anno viene presentato uno schema di atto costitutivo per il consorzio per l'aeroporto di Pontecagnano (poi ufficializzato nel 1981). Nel 1962 vi atterra l'aereo con a bordo la famiglia Kennedy. Dal 1958 al 1970 vi si sono svolti 13 tra avioraduni e manifestazioni aeree. Dal 1975 ospita il 7° Elinucleo dei Carabinieri, mentre nel 1984 arriva il 9º Nucleo elicotteri dei Vigili del Fuoco e la sezione locale dell’Associazione Nazionale Paracadutisti con la sua scuola di lancio. Nel 1987 viene realizzata la nuova torre di controllo. Fino al 2007 è stato utilizzato esclusivamente, oltre che da Carabinieri e Vigili del Fuoco, dalle scuole di volo e paracadutismo e per traffico business di piccoli jet privati. Nel 2007 l'aeroporto è stato adeguato per sviluppare il traffico civile su larga scala, con quattro banchi check-in, due aree di imbarco, nastri bagagli e sale d'aspetto. La pista, che dispone del sistema radiofaro VOR, di radioassistenza VDF e di un sistema luci e apparecchiature per semplificare le manovre di atterraggio, è stata allungata per un totale di 1 654 m. I voli di linea sono iniziati nel 2008, con la compagnia VolaSalerno che ha operato dal 2 agosto 2008 al 18 dicembre 2008, seguita dal 27 luglio 2009 al 7 maggio 2010 dalla compagnia Air Dolomiti. Dal 1º dicembre 2010 al 23 marzo 2012 ha poi operato la compagnia Alitalia. Dal giugno 2012 a ottobre 2012 hanno operato le compagnie Skybridge AirOps, Air Dolomiti, Danube Wings. Nel gennaio 2013 lo scalo è stato inserito nel "Piano Nazionale per lo Sviluppo Aeroportuale" tra i 31 aeroporti di interesse nazionale[9], sebbene tale scelta sia stata, ed è tuttora, contestata[10]. L'Ente Nazionale per l'Aviazione Civile in data 20 dicembre 2013 ha rinnovato il certificato di aeroporto N. I-034/APT con scadenza 20 dicembre 2016.

Risultati immagini per AEROPORTO DI PONTECAGNANO LA SUA STORIA Dalla primavera 2016 lo scalo è utilizzato dalla Medavia per una serie di charter stagionali. Dal 2017 la Gesac, Società di gestione dell’Aeroporto Internazionale di Napoli Capodichino, sta lavorando alla creazione di una rete integrata di aeroporti campani. Si punta a dirottare su Pontecagnano diversi voli di linea per fronteggiare l’affollamento dell'aeroporto di Napoli in costante crescita; tale soluzione potrebbe permettere di superare la cattiva gestione del Costa d'Amalfi degli ultimi anni. Nell'ottbre 2017 il governatore Vincenzo De Luca annuncia il progetto di tipo sinergico tra l'aeroporto di Salerno e quello di Napoli, avente come primo obbiettivo l'estensione della pista a 2100 m.

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SEZ. VARIE In calo il mercato degli smartphone in Nord America, -18% Apple in flessione ma resta in testa, Samsung cresce con Galaxy S10

14 Maggio 2019, 07:56am

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In calo il mercato degli smartphone in Nord America, -18% © ANSA

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Battuta d'arresto per il mercato degli smartphone in Nord America, dove registra un primo trimestre difficile. Da gennaio a marzo le consegne sono diminuite del 18% su base annua scendendo a quota 36,4 milioni di unità, la cifra più bassa degli ultimi cinque anni. A fornire i dati sono gli analisti di Canalys, che descrivono la flessione di Apple e la buona performance degli ultimi top di gamma targati Samsung.
    Apple si conferma regina del mercato, di cui detiene il 40%.
    le consegne di iPhone sono però diminuite del 19%, a 14,6 milioni di unità rispetto ai 17,9 milioni del primo trimestre 2018. La Mela incassa tuttavia il risultato positivo dell'iPhone XR, di cui nei tre mesi ha commercializzato oltre 4,5 milioni di pezzi.
    Tra i best seller c'è anche Samsung, che si piazza al secondo posto in classifica con 10,7 milioni di smartphone (+3%). La compagnia coreana ha consegnato 2 milioni di Galaxy S10+ e anche 2 milioni di Galaxy S10e.
    Al terzo posto si trova LG, in calo del 24% a 4,8 milioni di unità. Fuori dal podio, Lenovo sale a 2,4 milioni di smartphone consegnati (+42%) e Tcl a 1,4 milioni (+31%).

ANSA

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SEZ. VARIE NEWS IL SOLE E SEMPRE PIù DEBOLE. ECCO LE IMMINENTI CONSEGUENZE ANCHE PER l'ITALIA

11 Maggio 2019, 09:05am

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Sole sempre più debole, conseguenze anche sull'ItaliaSole sempre più debole, conseguenze anche sull'Italia

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Abbiamo già visto in altre occasioni come il tentativo di predire, con molto anticipo, l’andamento meteorologico a grandi linee su vaste scale areali rappresenti una grande sfida per la ricerca, per questo motivo il grado di incertezza è ancora elevato. Tuttavia, un dato sembra ormai certo: il SOLE è sempre più DEBOLE, e ci sono conseguenze dirette anche sull'Italia: scopriamo quali.
Per ipotizzare come saranno le prossime stagioni risulta quindi di fondamentale importanza l’interazione tra la componente atmosferica e quella oceanica (correnti) per meglio simulare il sistema Terra nella sua complessità nei potenti computer che poi ci restituiscono le proiezioni stagionali.

C’è un altro fattore però che può influenzare il clima non solo per la prossima stagione ma anche addirittura per più anni: la radiazione solare in arrivo dal Sole. Gli studi degli ultimi anni hanno dimostrato come la quantità di radiazione in ingresso sul nostro pianeta non è sempre la stessa, anzi presenta dei picchi molto marcati come per esempio negli ultimi decenni e altrettanti momenti in cui sembra quasi la nostra stella sia silente. In particolare vengono analizzare le macchie solari, porzioni scure sulla superficie del Sole, che sono indice della radiazione solare trasmessa al nostro pianeta. Più macchie ci sono più la radiazione è forte e di conseguenza la temperatura media terrestre è più elevata.
Queste macchie solari furono studiate da molti astronomi, tra cui anche Galileo Galilei, già tra il XVI e l'inizio del XVII secolo quando (periodo che va dal 1645 al 1717 con attività solare minima) non fu registrata nessuna macchia sulla superficie del Sole. In concomitanza di questo periodo di bassa attività solare su buona parte dell’Europa le temperature scesero di molti gradi innescando la così detta Piccola età glaciale.

Le condizioni meteo per il futuro potrebbero quindi risentirne degli effetti di una minor energia trasmessa dal Sole. Da capire poi sarà l'interazione tra il minimo solare con la fase di forte riscaldamento in atto ormai da diversi in anni anche sul nostro Paese (temperature spesso oltre le medie attese). Di sicuro è ormai evidente che la Primavera 2019 verrà ricordata come piuttosto fresca con addirittura il ritorno delle neve fino a quote molto basse, un evento che non capitava da tantissimi anni, mentre potrebbero esserci novità per la stagione estiva, anche piuttosto importanti.

Insomma, non ci resta che monitorare con attenzione l'evoluzione nelle prossime settimane, il sole, sempre più debole, potrebbe riservare ancora non poche sorprese...

 

Articolo del 11/05/2019 
ore 6:55 
di Stefano Rossi Meteorologo

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SEZ. VARIE NEWS Lecce Sole e Stella: due cucciolotte in cerca di casa

9 Maggio 2019, 10:25am

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inserito da Michele Pappacoda Sole e Stella, due cucciole meticce nate i primi giorni di marzo, taglia media, cercano casa. Abbandonate in un trullo, sono state prese in stallo e curate dai volontari. Ora devono trovare una famiglia per vivere una vita dignitosa. Si affidano con libretto sanitario, sverminate, vaccinate e con microchip. Info adozioni: Alessia 3890963986

http://www.leccesette.it/dettaglio.asp?id_dett=61170&id_rub=178

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