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SEZ. VARIE NEWS Acque balneari, 95% eccellenti ma più siti inquinati Rapporto Ue, Italia in top ten per bacini balneabili

23 Giugno 2019, 08:31am

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Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.overblog.it

IAcque balneari, 95% eccellenti ma più siti inquinati (Archivio) © ANSA

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Medaglia d'onore e maglia nera allo stesso tempo. L'Italia entra infatti nella top ten dei Paesi europei, collocandosi nona, per l'ottima qualità delle sue acque di balneazione, ma al contempo è anche prima in Europa per la quantità di siti, 89, con acque balneabili di bassa qualità. Il giudizio arriva dal Rapporto Ue sulle acque balenabili 2018 della Commissione europea e dell'Agenzia Ue per l'ambiente (Eea), di prossima pubblicazione sul sito del ministero della Salute.

Secondo il Rapporto, la percentuale di acque balneabili italiane classificata come 'eccellente' e 'buona' è infatti pari al 95,2% del totale. Al contempo, tuttavia, aumentano i siti con acque balneabili, sulla costa e all'interno, di bassa qualità: sono 89 ed in aumento, davanti a Francia (54) e Spagna (50). L'Italia è il Paese europeo con il maggior numero di acque di balneazione, circa un quarto del totale di quelle europee (22.131): sono 5.539 totali, di cui 4.871 marine e 668 interne. Seguono la Francia con 3.351, la Germania con 2.289 (acque interne), la Spagna con 2.228 e la Grecia con 1.598. Dal report emerge dunque l'ottima qualità delle acque in Italia, tanto che nella stagione 2018, sul totale delle acque il 90% è di qualità eccellente ed il 5,2% buona. Un dato che si attesta oltre la media Ue (85%), con la nostra penisola che fa meglio di Paesi come Spagna (87%), Francia (78,8%) e Svezia (72,7%), ma peggio di Germania (92,7%) o Grecia (97%). Lo scettro della classifica va a Cipro, con il 99,1% di acque balneabili eccellenti, seguita da Malta (98.9%), Austria (97.3%) e Grecia (97%).

Complessivamente, i bacini italiani analizzati rappresentano il 25% di tutte le acque balneabili nell'Ue. Per la restante quota di acque balneabili in Italia, il 2,1% risulta di qualità sufficiente, l'1,6% scarsa e l'1,2% non classificata per campionamenti insufficienti. Se il nostro Paese si colloca in ottima posizione tra quelli con un'acqua considerata 'eccellente', il Rapporto evidenzia però anche un dato negativo: all'Italia va infatti la maglia nera Ue per il maggior numero di siti con acque balneabili, sulla costa e all'interno, di bassa qualità (89), davanti a Francia e Spagna.

I siti balneari italiani di scarsa qualità, rileva il Rapporto, sono aumentati rispetto a un anno fa da 79 a 89 (in Spagna da 38 a 50), mentre per la Francia la situazione è in miglioramento (da 80 a 54). Resta il risultato positivo, che il ministero della Salute punta a consolidare. Attraverso il Portale Acque, il ministero offre inoltre ai cittadini la possibilità di visualizzare tutte le aree di balneazione, con i darti relativi al monitoraggio della stagione balneare in corso, lo stato di balneabilità in tempo reale e le informazioni ambientali riguardanti il profilo di costa di ogni singola area. A breve, l'obiettivo è anche quello di rendere visualizzabili sulla mappa i depuratori presenti nelle diverse aree. Una consultazione immediata e facile per i cittadini è possibile grazie all'app Portale Acque per dispositivi mobili.

ANSA

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SEZ. VARIE NEWS Google dà l'addio ai tablet,farà solo pc Nessun successore per il Pixel Slate, ci saranno nuovi Pixelbook

22 Giugno 2019, 10:38am

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Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.overblog.it

 © ANSA

INSERITO DA LEONE BUONGIORNO Google rinuncia a fare concorrenza all'iPad di Apple. Secondo quanto dichiarato da un portavoce della compagnia al sito Business Insider, Mountain View ha fermato la produzione di due tablet che sarebbero stati i successori del Pixel Slate da 12,3 pollici lanciato nel 2018. I prodotti - ha spiegato - nei test di qualità non rispettavano gli standard di Google, che ha deciso di mandare in pensione la linea di tablet.
    L'azienda continuerà a portare avanti il suo sistema operativo, il Chrome OS, sui computer portatili. Continuerà quindi a produrre i Pixelbook, oltre allo smartphone Pixel con sistema operativo Android.
    "Chrome OS è cresciuto in popolarità in un'ampia gamma di dispositivi e continueremo a collaborare con il nostro ecosistema di partner su pc portatili e tablet", ha detto il portavoce. Tuttavia, per quanto riguarda i dispositivi prodotti direttamente da Google, "ci concentreremo sui portatili Chrome OS".
    Il Pixel Slate sarà ancora supportato, nel senso che riceverà aggiornamenti software e di sicurezza. I dipendenti impiegati nello sviluppo dei tablet sono stati in parte reindirizzati sul comparto dei portatili, e in parte spostati su "progetti confidenziali".(ANSA).

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SEZ. VARIE NEWS Google batte Alexa e Siri sulle medicine Studio, capisce meglio il nome dei farmaci di marca e generici

21 Giugno 2019, 17:54pm

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Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.overblog.it

SEZ. VARIE NEWS Google batte Alexa e Siri sulle medicine Studio, capisce meglio il nome dei farmaci di marca e generici

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Tra gli assistenti virtuali, quello di Google se la cava meglio di Alexa (Amazon) e Siri (Apple) con le medicine: comprende i nomi in modo quasi due volte più accurato, e quindi può fornire informazioni più pertinenti. A mettere alla prova i "maggiordomi" vocali è uno studio di Klick Health pubblicato sulla rivista Nature Digital Medicine.

Dall'acetaminofene (cioè il paracetamolo) allo Zantac, i ricercatori hanno sottoposto agli assistenti i nomi di 50 farmaci di marca e generici, pronunciati da 46 persone inglesi con accenti diversi. Google ha capito il 92% delle specialità medicinali e l'84% dei farmaci generici. Siri ha fatto registrare un 58 e 51% rispettivamente, Alexa 55 e 45%. Google risulta essere anche quello che comprende meglio gli accenti stranieri.

Tra le curiosità, tutti e tre gli assistenti hanno capito molto bene alcune parole come "Aspirina", ma Alexa ha avuto forti difficoltà con altre, ad esempio l'ibuprofene. La parola ha avuto un tasso di comprensione del 100% con Google, del 59% con Siri e del 4% con Alexa.

Nel complesso, secondo i ricercatori servono ulteriori passi avanti nell'accuratezza della tecnologia di riconoscimento vocale in ambito medico. "Gli assistenti vocali digitali stanno diventando strumenti popolari per avere informazioni sulla salute, quindi una mancanza di comprensione li mette a rischio di fornire consigli scarsi, incoerenti e potenzialmente pericolosi", evidenzia il vicepresidente dei Klick Labs Yan Fossat, coautore dello studio. "Alcuni risultati della ricerca sono incoraggianti, ma è necessario lavorare di più per garantire la salute e la sicurezza delle persone".(ANSA).

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SEZ. VARIE NEWS Visa e Mastercard nella criptovaluta targata Facebook Oltre dieci grandi società, investiranno 10 milioni ciascuna

15 Giugno 2019, 10:03am

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Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.overblog.it

 © ANSA 

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA  Ci sono Visa, Mastercard, PayPal e Uber tra gli oltre dieci big che sostengono la nuova criptovaluta targata Facebook. Lo scrive il Wall Street Journal citando persone informate sui fatti. Ciascuna delle società investirà circa 10 milioni di dollari in un consorzio che governerà la moneta virtuale, chiamata "Libra", che Facebook dovrebbe presentare la prossima settimana e mettere in circolazione l'anno prossimo.

Il denaro sarebbe usato per finanziare la creazione della moneta virtuale, che sarà ancorata a un paniere di valute emesse dai governi per evitare le forti oscillazioni già viste per altre criptovalute, a cominciare dalla più nota, il bitcoin.

ANSA

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SEZ NEWS VARIE Tetris oggi festeggia 35 anni. Lunga vita al primo puzzle game!

10 Giugno 2019, 10:23am

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SEZ NEWS VARIE Tetris oggi festeggia 35 anni. Lunga vita al primo puzzle game!

Inserito da Leone Buongiorno 

Korobeiniki (1861) è una canzone popolare russa che alla stragrande maggioranza delle persone dirà poco o nulla, anche se molti, almeno una volta nella vita, ne avranno ascoltato la sua più famosa versione. Il motivo è infatti il tema musicale, opera del compositore e sound designer giapponese Hirozaku Tanaka, che accompagna la discesa dei tetramini del Tetris, il gioco d’intelligenza che, proprio oggi, soffia gongolante sulla sua 35esima candelina. Il matrimonio fra Tetris con Korobeiniki è un po’ più recente. Sono “solo” 30 gli anni passati insieme dai due, e si partì quando la Nintendo decise di puntare sul gioco creato da Aleksej Leonidovič Pažitnov per il lancio del Game Boy (1989), che sarebbe sbarcato in Europa nel settembre del 1990 (oltre 35 milioni di copie vendute).

Tetris, con le sue “rotanti” e “precipitanti” figure geometriche colorate, è talmente conosciuto da essere stato proclamato, nel 2007, il secondo miglior videogioco di tutti i tempi, alle spalle di Super Mario Bros. A parlare sono anche i dati numerici, con le oltre 170 milioni di copie vendute (secondo videogioco più venduto al mondo dietro a Minecraft), e le infinite partite giocate in Rete su tutte le piattaforme immaginabili. A testimoniare l’eterna giovinezza del capostipite dei puzzle games è il fatto che, ancora oggi, ne nascano nuove versioni per esplorare territori ancora vergini.

Il nome Tetris è scaturito dalla fusione fra tetramino e tennis, lo sport preferito del suo ideatore; è una delle tante “parole macedonia” coniate in tempi recenti o recentissimi (da adultescente a gengle, il genitore single), testimoni di un mondo che, se da una parte continua a erigere muri, dall’altra contribuisce a farli crollare uno dietro l’altro. Pažitnov ha cominciato a ricavare lauti profitti dal suo gioco soltanto dopo una decina anni dall’uscita del titolo, e tra non poche difficoltà. La storia, intricata e al tempo stesso appassionante, ricalca il clima della Guerra Fredda, che ha visto fronteggiarsi il mondo occidentale e la Russia sovietica fino alla caduta di un muro storico: quello di Berlino.

Tutto sembra aver avuto inizio il 6 giugno 1984, per quanto qualcuno abbia provato a posticipare di un anno la nascita di Tetris, raccontata in un bel documentario del 2004 (Tetris From Russia With Love) prodotto dalla Bbc. Quel 6 giugno 1984 Pažitnov, allora 28enne, crea Tetris, elaborandolo su un computer Electronika 60con l’aiuto di Dmitry Pavlovsky e Vadim Gerasimov, all’interno del Dorodnicyn Computing Centre dell’Accademia Russa delle Scienze. Il successo è immediato. I possessori di un pc, all’interno dei paesi del Patto di Varsavia, impazziscono per il videogioco. Perché Tetris riesca a varcare la cortina di ferro è ormai solo questione di tempo. Durante un viaggio di lavoro a Budapest l’imprenditore Robert Stein, presidente di Andromeda, una piccola software house inglese, lo scopre, se ne innamora e intuisce la valanga di sterline che può fruttare acquistandone i diritti. Era il 1986.

Stein riesce a impadronirsi dei diritti di Tetris per i soli personal computer, poi vendendoli all’inglese Mirrosoft e all’americana Spectrum Holobyte. La Mirrosoft li cederà a sua volta all’Atari per la commercializzazione del gioco in Giappone e la Spectrum Holobyte alla Bullet-Proof Software, che venderà infine la licenza alla Nintendo. Ne nascerà una lunga e complicatissima vicenda legale che vedrà anche l’intervento di Michail Gorbačëv in persona. Nel 1996 Pažitnov, che nel frattempo ha continuato a lavorare con scarsissimo successo all’ideazione di altri videogame, riesce ad acquisire la metà dei diritti di Tetris dando vita alla Tetris Company insieme a uno sviluppatore di giochi, l’olandese Henk Rogers, e iniziando così, dopo oltre un decennio dalla sua creazione, a monetizzare sui diritti di distribuzione del gioco. Nel 2005 il ricercatore russo conclude l’opera acquistando l’altra metà dei diritti ancora in mano alla Elektrorgtechnica (Elorg), un’azienda di Stato russa, privatizzata nel 1991, che possedeva allora il 50%della Tetris Company.

Fonte di Massimo Arcangeli e Sandro Mariani IL FATTO QUOTIDIANO

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SEZ. VARIE NEWS Giornata Oceani, Google fa ascoltare i canti delle balene 'Pattern Radio: Whale Songs', 8 ore di registrazione subacquee

8 Giugno 2019, 09:54am

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Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.overblog.it

Blue whale balenottera azzurra © ANSA

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Google scende in campo per la Giornata Mondiale degli Oceani che si celebra l'8 giugno: lancia 'Pattern Radio: Whale Songs', un sito web che consente di ascoltare circa 8.000 ore di registrazioni subacquee con i canti delle balene.

Questo nuovo strumento, nato dalla collaborazione con il National Oceanic and Atmospheric Administration (Noaa), utilizza l'intelligenza artificiale.

"Negli anni Sessanta, gli scienziati hanno scoperto per la prima volta che le megattere producono un canto che evolve nel tempo. Ma resta ancora molto da capire. Nell'ultimo anno - spiega Google in un post - abbiamo collaborato con il Noaa degli Stati Uniti per studiare attraverso l'intelligenza artificiale la vasta collezione delle loro registrazioni sottomarine. Questo progetto aiuta gli scienziati a comprendere il comportamento e le abitudini migratorie delle balene, per poter offrire loro una migliore protezione. L'attività si inserisce all'interno del programma AI for Social Good di Google, che applica le evoluzioni del machine learning per affrontare le maggiori sfide umanitarie e ambientali del nostro tempo".

Su 'Pattern Radio: Whale Songs', aperto a tutti non solo agli scienziati, è possibile ingrandire le immagini fino a vedere singoli suoni sullo spettrogramma, "oltre ai canti delle megattere, si troveranno suoni di navi, di pesci e tutta una serie di suoni misteriosi o addirittura sconosciuti".

"L'idea - conclude Google - è rendere possibile l'ascolto a tutti e forse arrivare a una vera e propria nuova scoperta. Se trovate qualcosa che pensate che anche altri dovrebbero sentire, potete condividere un link che porta direttamente a quel suono".

ANSA

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SEZ.VARIE NEWS A Lina Wertmuller l'Oscar alla carriera. «Sorpresa e grata» Con lei premiati David Lynch, Wes Studi e Geena Davis

4 Giugno 2019, 07:00am

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Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.overblog.it

A Lina Wertmuller l'Oscar alla carriera. «Sorpresa e grata»

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Oscar a Lina Wertmuller. L'Academy of Motion Picture Arts & Sciences ha annunciato che tra gli Oscar alla carriera assegnati quest'anno c'è anche la statuetta per la regista italiana Lina Wertmuller. Novant'anni, è stata la prima donna candidata all'Oscar come migliore regista, per il film Pasqualino Settebellezze nella cerimonia del 1977. I quattro premiati - oltre alla Wertmuller ci sono David Lynch, Wes Studi e Geena Davis - saranno presentati il 27 ottobre agli 11/i Annual Governors Awards dell'Academy. «Sorpresa e grata», sono state le prime parole della regista italiana.  LEGGO.IT

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SEZ. VARIE NEWS Arrivo del 'dark mode' e addio iTunes, novità Apple Il 3 giugno al via a San Francisco la conferenza sviluppatori

2 Giugno 2019, 10:44am

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Arrivo del 'dark mode' e addio iTunes, novità Apple © ANSA

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA L'addio ad iTunes, il negozio online che ha cambiato il mercato della musica e inaugurato nel 2001, l'arrivo sull'iPhone del 'dark mode', lo sfondo scuro che affatica meno la vista e già adottato da diverse piattaforme. Sono tra le novità attese all'annuale Conferenza degli sviluppatori di Apple (Worldwide Developer Conference, Wwdc), in programma dal 3 giugno a San Jose, in California. Qui la diretta streaming dalla 19 ora italiana. Un'occasione per l'azienda di Cupertino di mostrare le novità dei sistemi operativi iOS e macOs, pronti ad arrivare nei prossimi mesi su iPhone, iPad e computer della Mela. L'appuntamento, a cui sono attesi cinquemila sviluppatori di app, è una occasione per rafforzare l'app economy e il settore dei servizi che sta diventando sempre più vitale per Apple in un momento in cui le vendite di iPhone calano e le prospettive, vista la guerra tecnologica e commerciale degli Usa con la Cina, sono sempre meno rosee. Secondo le indiscrezioni circolate nei giorni scorsi sparirà l'iTunes monolitico che conosciamo, il software sarà smembrato in tre differenti app: Musica, Podcast e Tv. Altri rumors ipotizzano la presentazione di un aggiornamento dei pc professionali Mac Pro. L'appuntamento cade anche in un periodo particolare per l'App Store, il negozio di applicazioni della Mela, su cui sono piovute critiche per un presunto abuso di posizione dominante. A protestare sono alcune grandi aziende, da Netflix a Spotify, mentre la Corte Suprema Usa nelle scorse settimane ha dato il via libera ad una causa contro il negozio. ANSA

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SEZ.VARIE NEWS Olanda, bancomat per bimbi scomparsi Gli sportelli automatici mostrano le foto, prima volta al mondo

30 Maggio 2019, 10:07am

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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Per la prima volta al mondo, la polizia olandese ha arruolato i cosiddetti bancomat per trovare i bambini scomparsi. Circa trecento sportelli automatici delle banche hanno infatti iniziato a mostrare le foto dei minori di cui si sono perse le tracce, in modo da aumentarne la visibilità e incrementare le chance di ritrovamento. L'iniziativa coinvolge l'organizzazione olandese Vermist Kind Alert e la rete internazionale Amber Alert, entrambe specializzate in sistemi d'allerta che chiedono l'aiuto della gente per ritrovare bambini rapiti o comunque scomparsi. Al momento sono utilizzati gli sportelli che si trovano in aeroporti, centri commerciali e luoghi turistici. L'auspicio delle organizzazioni è che un maggior numero di istituti bancari mettano a disposizione gli schermi delle loro casse automatiche. Sui display viene mostrato anche il video della campagna pubblicitaria che invita i cittadini a iscriversi alle due organizzazioni, così da ricevere sullo smartphone gli avvisi relativi ai bambini scomparsi. ANSA

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SEZ.VARIE NEWS Storia di Piersanti Mattarella

28 Maggio 2019, 19:51pm

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a cura di Michele Pappacoda

Piersanti  Mattarella (Castellammare del Golfo, 24 maggio 1935 – Palermo, 6 gennaio 1980) è stato un politico italiano, assassinato da Cosa nostra durante il mandato di presidente della Regione Siciliana[1]. Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Secondogenito di Bernardo Mattarella[2], uomo politico della Democrazia Cristiana, ebbe come padrino di battesimo Pietro Mignosi, con cui il padre aveva un rapporto profondo.[2] Nel 1941 nacque il fratello minore Sergio, 12º Presidente della Repubblica Italiana.

Crebbe con istruzione religiosa, studiando a Roma al San Leone Magno, dei Fratelli maristi. Dopo l'attività nell'Azione Cattolica (associazione in cui ricoprì anche incarichi nazionali[3]), si dedicò alla carriera politica nella Democrazia Cristianaavendo fra i suoi ispiratori Giorgio La Pira e avvicinandosi alla corrente politica di Aldo Moro. Divenne assistente ordinario di diritto privato all'Università di Palermo.

Aveva due figli: Maria e Bernardo, quest'ultimo deputato all'Assemblea regionale siciliana dal 2008.[4]

Attività politica[modifica | modifica wikitesto]

Consigliere comunale a Palermo[modifica | modifica wikitesto]

Nel novembre del 1964 si candida nella lista DC alle elezioni comunali di Palermo ottenendo più di undicimila preferenze (quarto dopo Salvo Lima, Vito Ciancimino e Giuseppe Cerami)[5] e divenendo consigliere comunale di Palermo nel pieno dello scandalo del Sacco di Palermo.

Deputato regionale[modifica | modifica wikitesto]

Alle elezioni regionali del 1967 fu eletto deputato all'Assemblea regionale siciliana, nel collegio di Palermo con più di trentaquattromila preferenze, nonostante molti dubitassero delle sue possibilità visto che negli stessi anni il padre Bernardo stava venendo coinvolto in un acceso scontro giudiziario con il sociologo Danilo Dolci che lo aveva accusato di collusioni mafiose.

Durante i quattro anni successivi fece parte della Commissione Legislativa regionale, della Giunta per il Regolamento e della Giunta per il Bilancio venendo nominato, cosa inusuale per un deputato di prima nomina, relatore della legge sul bilancio di previsione della regione per l'anno 1970. Fu inoltre membro della Commissione speciale incaricata di riformare la burocrazia regionale, divenendo relatore della legge di riforma.[5]

Sulle pagine del giornale Sicilia Domani, nel giugno 1970, Piersanti denunciò diverse criticità dell'Assemblea regionale. Il primo punto riguardava le pratiche clientelari dei consiglieri regionali con una prassi che denominò "provincializzazione" dell'attività della Regione: i deputati regionali, troppo legati al territorio dove venivano eletti, risultavano incapaci di perseguire una linea politica organica per tutta la Sicilia in quanto troppo impegnati nel cercare di ottenere leggi e provvedimenti di spesa a favore dei propri collegi. A questo Mattarella cercava di porre rimedio proponendo una riforma elettorale con collegi più ampi di quelli provinciali. Il secondo punto critico riguardava l'eccessivo numero di incarichi in Assemblea e Giunta regionale che riducevano l'efficacia dell'azione di governo: per questo Mattarella proponeva una soluzione con il taglio degli assessorati da dodici ad otto e delle commissioni legislative da sette a cinque, chiedendo di prevedere per l'ufficio di presidenza la nomina di due soli vice, un segretario e un questore. Mattarella chiedeva inoltre l'introduzione di criteri di rotazione degli incarichi a cui fossero posti anche dei limiti temporali. Terzo punto debole della regione riguardava la scelta degli assessori regionali, al tempo eletti dall'ARS in una votazione differente da quella del presidente di Regione, generando così un sistema che favoriva gli accordi sottobanco. Per il politico di Castellamare occorreva dunque che fosse il presidente a nominare la giunta, così da poter attingere anche a esterni, lasciando all'Assemblea un unico voto di fiducia da dare a tutta la giunta.[5]

In quegli stessi anni Piersanti Mattarella si fa largo nella DC provinciale e regionale, grazie al sostegno di Aldo Moro e della sua corrente, favorendo l'elezione di Giuseppe D'Angelo alla segreteria regionale del partito. L'azione moralizzatrice di D'Angelo farà approvare al congresso regionale due ordini del giorno: il primo in merito al contrasto degli esattori privati dei tributi pubblici (i potenti cugini Salvo in primis) e il secondo riguardante un impegno più duro contro la mafia.[5]

Sempre in questo periodo Mattarella contribuisce a fondare l'Asael (Associazione siciliana amministratori enti locali).

Assessore regionale[modifica | modifica wikitesto]

Mattarella verrà rieletto per due legislature (1971, con più di quarantamila preferenze, e 1976, con quasi sessantamila preferenze). Dal 1971 al 1978 è assessore regionale alla Presidenza con delega al Bilancio nelle diverse giunte presiedute da Mario Fasino, Vincenzo Giummarra e Angelo Bonfiglio.

L'azione di Mattarella come assessore al Bilancio è subito incisiva: nel 1971 vengono approvati otto rendiconti arretrati e negli anni successivi presenta e fa votare entro i termini di legge i bilanci di previsione evitando la prassi consolidata del ricorso all'esercizio provvisorio. Nella primavera del 1975 su suo impulso viene approvato a larghissima maggioranza, con i voti del PCI, il Piano regionale d'interventi per gli anni 1975-1980 (legge regionale n. 18 del 12 maggio 1975), primo tentativo di programmazione a lungo termine delle risorse regionali.[6]

Presidente della Regione Siciliana[modifica | modifica wikitesto]
 
Piersanti Mattarella (a destra) in compagnia del presidente della Repubblica Sandro Pertini

Fu eletto dall'Ars presidente della Regione Siciliana il 9 febbraio 1978 con 77 voti su 100, il risultato più alto della storia dell'Assemblea[7], alla guida di una coalizione di centro-sinistra con l'appoggio esterno del Partito Comunista Italiano[8].

Il suo staff comprende, tra gli altri, Maria Grazia Trizzino come capo di gabinetto, prima donna a ricoprire questo incarico, Rino La Placa, capo della segreteria e futuro deputato regionale, e Leoluca Orlando, successivamente sindaco di Palermo, come consigliere giuridico.

La presidenza di Mattarella si distingue per l'azione riformatrice portata avanti in regione.[7]All'inizio di aprile viene riformato il governo regionale accentuando la collegialità dell'azione della giunta dando la possibilità al presidente di avocare a sé decisioni spettanti ai singoli assessori e allargando le materie da sottoporre all'intero governo, razionalizzando le competenze degli assessorati, la previsione di tempi certi e rapidi per la pubblicazione degli atti approvati dall'Ars e nuovi criteri molto più severi per la nomina dei dirigenti pubblici. In ottobre viene creato il Comitato della programmazione, che unisce deputati regionali ed esperti della società civile, e rappresenta una nuova misura di razionalizzazione politico-amministrativa. Altri importanti risultati raggiunti in quell'anno furono il piano d'emergenza per la mobilitazione di risorse per l'occupazione, provvedimenti contro la disoccupazione, l'attuazione di un radicale decentramento a favore dei comuni, il piano di rifinanziamento degli asili nido e la legge sul settore agricolo e sui consultori familiari. Altri importanti provvedimenti furono la legge urbanistica (legge regionale n. 71 del 1978) che riduceva drasticamente gli indici di edificabilità dei terreni agricoli e portava sulle spalle dei costruttori alcuni degli oneri per le opere di urbanizzazione prima a carico degli enti pubblici rappresentando un duro colpo per speculatori e costruttori abusivi; e la legge sugli appalti che favoriva trasparenza e imparzialità nella pubblica amministrazione, riformando anche il sistema di collaudo delle opere pubbliche affidato precedentemente sempre alle solite persone. Sotto quest'ultimo aspetto Mattarella avvalendosi dei poteri ispettivi del presidente della regione ordina inchieste sui beneficiari dei contributi regionali, sugli assessorati e sui comuni più grandi portando alla luce illeciti e abusi.

Nel 1979 dopo una breve crisi politica dovuta al Partito Comunista, formò un secondo governo.[9] Il programma di riforme continuò con l'attuazione del Piano di sviluppo per la Sicilia frutto del Comitato della programmazione, il nuovo piano di ammodernamento agricolo, l'istituzione delle unità sanitarie locali e una riforma degli enti economici siciliani (Esa, Ast, Crias, Ircac, Istituto Vitevino ed Eas) che introduceva criteri di efficienza e trasparenza oltre che norme che prevedono incompatibilità e limiti di durata degli incarichi dirigenziali.

 
Il presidente della Regione Siciliana Piersanti Mattarella in visita a Catenanuova, accolto dal sindaco Mario Mazzaglia e dal vescovo di Nicosia Salvatore Di Salvo - 23 settembre 1979
Lotta alla mafia[modifica | modifica wikitesto]

Poco dopo l'omicidio di Peppino Impastato, conduttore radiofonico candidato sindaco a Cinisi per Democrazia Proletaria, avvenuto per ordine di Tano Badalamenti, Mattarella si recò nella città per la campagna elettorale comunale pronunciando un durissimo discorso contro Cosa nostra che stupì gli stessi sostenitori di Impastato.

Rappresentò una chiara scelta di campo il suo atteggiamento alla Conferenza regionale dell'agricoltura, tenuta a Villa Igiea la prima settimana di febbraio del 1979.

Il deputato Pio La Torre, presente in quanto responsabile nazionale dell'ufficio agrario del Partito Comunista Italiano (sarebbe divenuto dopo qualche mese segretario regionale dello stesso partito) attaccò con furore l'Assessorato dell'agricoltura, denunciandolo come centro della corruzione regionale e additando lo stesso assessore come colluso alla delinquenza regionale. Mentre tutti attendevano che il presidente della Regione difendesse vigorosamente il proprio assessore, Giuseppe Aleppo, Mattarella riconobbe pienamente la necessità di correttezza e legalità nella gestione dei contributi agricoli regionali.

Sfidando il clima imposto, un solo periodico, Terra e Vita, pubblicò il resoconto, sottolineando come fosse generale lo sconcerto e come fosse comune la percezione che quel giorno, a Palermo, si fosse aperto un confronto che non avrebbe potuto non conoscere eventi drammatici. Un senatore comunista e il presidente democristiano della regione si erano, di fatto, esposti alle pesanti reazioni della mafia.[10] Il mese successivo comunque Mattarella confermò Aleppo alla guida dell'assessorato[11].

Il Procuratore Gian Carlo Caselli, in un'intervista a Repubblica del 12 agosto 1997, ha affermato: “Piersanti Mattarella un democristiano onesto e coraggioso ucciso proprio perché onesto e coraggioso”.

Il Procuratore nazionale antimafia, Pietro Grasso, nel libro Per non morire di mafia, ha scritto che Piersanti Mattarella «stava provando a realizzare un nuovo progetto politico-amministrativo, un'autentica rivoluzione. La sua politica di radicale moralizzazione della vita pubblica, secondo lo slogan che la Sicilia doveva mostrarsi 'con le carte in regola', aveva turbato il sistema degli appalti pubblici con gesti clamorosi, mai attuati nell'isola»[12].

Assassinio[modifica | modifica wikitesto]

La domenica del 6 gennaio 1980, in Via della Libertà a Palermo, non appena entrato in una Fiat 132 insieme con la moglie, i due figli e la suocera per andare a messa, si avvicinò un sicario al finestrino e lo freddò a colpi di pistola.

In seguito alla sua morte, il vice presidente, il socialista Gaetano Giuliano, guidò la giunta regionale fino al termine della legislatura, avvenuta cinque mesi dopo. Nel luogo dove è avvenuto l'omicidio è stata posta una targa in suo ricordo.

Inizialmente fu considerato un attentato terroristico, poiché subito dopo il delitto arrivarono rivendicazioni da parte di un sedicente gruppo neo-fascista[13]. Pur nel disorientamento del momento, il delitto apparve anomalo per le sue modalità, portando il giorno stesso lo scrittore Leonardo Sciascia ad alludere a "confortevoli ipotesi" che avrebbero potuto ricondurre l'omicidio alla mafia siciliana[14].

Le indagini[modifica | modifica wikitesto]

Le indagini giudiziarie procedettero con difficoltà e lentezza, anche se una chiara linea interpretativa del delitto si rileva negli atti giudiziari che portarono la Procura di Palermo a quella corposa requisitoria[15] sui "delitti politici" siciliani (le uccisioni di Michele Reina, segretario provinciale della Democrazia Cristiana, dello stesso Mattarella, di Pio La Torre e del suo autista Rosario Di Salvo) che, depositata il 9 marzo 1991, costituì l'ultimo atto investigativo di Giovanni Falcone[16]. Questi, che la sottoscrisse nella qualità di procuratore aggiunto, puntava fermamente sulla colpevolezza dei terroristi di estrema destraGiuseppe Valerio Fioravanti e Gilberto Cavallini, membri dei NAR, quali esecutori materiali del delitto, in un contesto di cooperazione tra movimenti eversivi e Cosa Nostra[17]. Nell'ipotesi accusatoria di Falcone e della Procura della Repubblica Fioravanti, di cui risultava accertata la presenza a Palermo nei giorni del delitto, avrebbe goduto dell'appoggio di esponenti dell'estrema destra palermitana quali Francesco Mangiameli, dirigente siciliano di Terza posizione poi ucciso dallo stesso Fioravanti il 9 settembre del 1980, e Gabriele De Francisci, militante del FUAN, che avrebbe messo a disposizione un appartamento nei pressi dell'abitazione della vittima.

Solo dopo la morte di Falcone nella strage di Capaci, l'uccisione di Mattarella venne indicata esclusivamente come delitto di mafia dai collaboratori di giustizia Tommaso Buscetta e Gaspare Mutolo[18]. Nel 1993 Buscetta, in particolare, dichiarò in un nuovo interrogatorio che «Bontate e i suoi alleati non erano favorevoli all'uccisione di Mattarella, ma non potevano dire a Riina(o alla maggioranza che Riina era riuscito a formare) che non si doveva ammazzarlo [...] In ogni caso [...] fu certamente un omicidio voluto dalla "Commissione"»[19].

A ordinare la sua uccisione fu Cosa nostra perché Mattarella voleva portare avanti un'opera di modernizzazione dell'amministrazione regionale e per questo aveva incominciato a contrastare l'ex sindaco Vito Ciancimino per un suo rientro nel partito con incarichi direttivi[20]; Ciancimino infatti era il referente politico dei Corleonesi[21]. Per queste ragioni, alla fine del 1979 Mattarella aveva deciso di chiedere al segretario nazionale del partito, Benigno Zaccagnini, il commissariamento del Comitato Provinciale di Palermo della Democrazia Cristiana, perché aveva visto «ritornare con forte influenza Ciancimino», il quale aveva siglato un patto di collaborazione con la corrente andreottiana, in particolare con l'onorevole Salvo Lima[22].

Francesco Cossiga ha sostenuto che la mafia volle la morte di Piersanti Mattarella perché questi non era disponibile a concederle contropartite per quell'appoggio elettorale che essa aveva concesso alla DC proprio su richiesta del padre della vittima, Bernardo. Questi infatti, grazie alla moglie "appartenente a famiglia non mafiosa ma rispettata dalla mafia", aveva potuto avvicinare Cosa Nostra nel trapanese e dissuaderla dal votare per le sinistre.[23].

L'agente segreto francese Pierre de Villemarest, appaiandosi alle ricordate impressioni di Sciascia, ha suggerito che mafia e P2, quest'ultima presumibilmente tramite l'eversione di destra, abbiano collaborato sin dal 1970 per sorvegliare e poi uccidere Mattarella per conto del KGB, in quanto il politico siciliano sosteneva il compromesso storico per snaturare il PCI e sottrarlo all'influenza sovietica.[24]

Il processo[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1995 vennero condannati all'ergastolo i mandanti dell'omicidio Mattarella: i boss mafiosi Salvatore Riina, Michele Greco, Bernardo Brusca, Bernardo Provenzano, Giuseppe Calò, Francesco Madonia e Nenè Geraci[25]. Durante il processo, la moglie di Mattarella, testimone oculare, dichiarò inoltre di riconoscere l'esecutore materiale dell'omicidio nella persona di Giuseppe Valerio Fioravanti[26], che tuttavia sarà assolto per questo crimine poiché la testimonianza della signora Mattarella e le altre testimonianze contro di lui (quella del fratello Cristiano Fioravanti[27] e del criminale comune pluriomicida Angelo Izzo) non furono ritenute abbastanza attendibili.[26][28][29] Gli esecutori materiali non sono mai stati individuati con certezza, anche se il pentito Francesco Marino Mannoia sostenne che a uccidere Mattarella furono Salvatore Federico, Francesco Davì, Santo Inzerillo e Antonino Rotolo.

Secondo il collaboratore di giustizia Francesco Marino Mannoia, oggetto di diverse valutazioni nel corso del processo Andreotti perché ritenuto in primo grado non attendibile ma in secondo grado - confermato dalla Cassazione - attendibile[30], Giulio Andreotti era consapevole dell'insofferenza di Cosa Nostra per la condotta di Mattarella, ma non avvertì né l'interessato né la magistratura,[31] pur avendo partecipato ad almeno due incontri con capi mafiosi aventi ad oggetto proprio le azioni politiche di Piersanti Mattarella. Mannoia dichiarò :

«Attraverso Lima del nuovo atteggiamento di Mattarella fu informato anche Giulio Andreotti, che scese a Palermo e si incontrò con Bontate Stefano, i cugini Salvo, Lima, Nicoletti, Fiore Gaetano e altri. Ho appreso di questo incontro dallo stesso Bontate Stefano, il quale me ne parlò poco tempo dopo, in periodo tra la primavera e l'estate 1979... Egli mi disse solo che tutti quanti si erano lamentati con Andreotti del comportamento di Mattarella, e aggiunse poi: "Staremo a vedere". Alcuni mesi dopo fu deciso l'omicidio Mattarella[32]»

In seguito, al termine di un lungo iter giudiziario terminato nel 2004, venne emessa una sentenza per cui all'epoca (più precisamente fino alla primavera del 1980) Giulio Andreotti aveva rapporti stabili con la mafia. L'omicidio Mattarella è in effetti un punto critico del processo Andreotti. I due presunti incontri tra il Presidente democristiano e Bontate sarebbero avvenuti solo per i problemi creati alla mafia dal segretario della DC siciliana. Di quello summenzionato Mannoia ha dato una testimonianza di seconda mano ma ha indicato la data, mentre di uno successivo al delitto, in cui si sarebbe consumata la rottura tra Andreotti e la Cupola, Mannoia sarebbe stato testimone oculare ma non sapeva dare indicazione temporale. Per questo la difesa di Andreotti poté per il primo incontro dimostrare che il suo assistito era altrove e per il secondo no. Il primo grado di giudizio ritenne insufficiente la testimonianza di Mannoia e decisiva la smentita della difesa, onde dedurre che nessuno dei due incontri fosse mai accaduto. Il secondo grado capovolse la sentenza ritenendo Mannoia credibile e affermando che egli aveva solo ricordato una data sbagliata, per cui considerò i due meeting realmente avvenuti. La Cassazione confermò questa sentenza non avendo essa difetti formali da correggere.[33][34][35]

Nella sentenza della Corte di Assise del 12 aprile 1995 n. 9/95, che ha giudicato gli imputati per l'assassinio di Piersanti Mattarella, è scritto che «l'istruttoria e il dibattimento hanno dimostrato che l'azione di Piersanti Mattarella voleva bloccare proprio quel perverso circuito (tra mafia e pubblica amministrazione) incidendo così pesantemente proprio su questi illeciti interessi» e si aggiunge che da anni aveva «caratterizzato in modo non equivoco la sua azione per una Sicilia con le carte in regola»

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