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sez. varie news

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SEZ. VARIE NEWS Farmaci maculopatia, Consiglio di Stato conferma cartello Novartis-Roche. Ipotesi danno al Sistema sanitario da 1,2 miliardi

20 Settembre 2019, 17:17pm

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Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

Palazzo Spada ribadisce quanto già espresso da Tar e Antitrust e apre la porta a possibili risarcimenti da 1,2 miliardi verso il Servizio Sanitario Nazionale. Ivo Tarantino (Altroconsumo): "I pazienti si sono visti negati l'accesso alla cura di una malattia grave come la maculopatia". Le case farmaceutiche: "Non c'è stata alcuna collusione, tutti contatti leciti"

A denunciare il cartello all’Antitrust era stata innanzitutto la società dei medici oftalmologi italiana (soi) e un’associazione di cliniche oculistiche private, oltre ad alcune organizzazioni come Codacons e Altroconsumo. “Ci sono voluti 10 anni e 4 diversi gradi di giudizio – ha dichiarato Ivo Tarantino, responsabile Relazioni esterne di Altroconsumo – ma alla fine l’impegno indefesso che ci ha visto in campo ha pagato. I pazienti si sono visti negati l’accesso alla cura di una malattia grave come la maculopatia e il servizio sanitario ci ha rimesso decine di milioni di euro per una scellerata concertazione illecita delle due case farmaceutiche”.

 
 

 

Due sentenze di ieri del Consiglio di Stato hanno segnato un punto importante sul caso Avastin-Lucentis. Nella prima, i giudici hanno confermato la multa da 180 milioni di euro che nel 2014 l’Autorità italiana garante della concorrenza e del mercato (Agcm) aveva inflitto contro Roche e Novartis. I due colossi svizzeri del farmaco, secondo l’Agcm, hanno intrapreso una pratica anticoncorrenziale volta a favorire le vendite del farmaco più costoso (il Lucentis, prodotto da Novartis, con un prezzo di 900 euro a iniezione) a discapito di quello più economico (l’Avastin, della Roche, da circa 80 euro a dose), sebbene equivalente ad esso, per la cura della maculopatia, una malattia degli occhi molto grave. Ora grazie a questa sentenza sia il ministero della Salute, sia il Mef, sia le Regioni potranno avanzare una richiesta di risarcimento danni. La perdita patrimoniale subita dal Servizio sanitario nazionale era stata quantificata dal dicastero della Salute in 1,2 miliardi di euro: “Circa 45 milioni nel 2012, 540 milioni nel 2013 e 615 milioni nel 2014”.  Spiazzate le industrie farmaceutiche. Roche in un comunicato ha espresso “il proprio disaccordo per le conclusioni a cui sono arrivati i magistrati”. “La sentenza – si legge nella nota – lascia privi di risposta tutti gli argomenti difensivi sollevati da Roche in questi lunghi anni. Non c’è stata alcuna collusione con Novartis riguardo ai due farmaci bevacizumab e ranibizumab”. “Tutti i contatti tra Roche e Novartis – conclude l’azienda – sono stati assolutamente leciti, basati su informazioni veritiere di farmacovigilanza”. Novartis, in un altro comunicato, dice di essere convinta che “che il caso antitrust sia stato guidato da motivi puramente economici, volti a forzare, nel quadro normativo italiano, un cambiamento atto a consentire il rimborso generalizzato di un farmaco in un’indicazione priva di autorizzazione (off label), nonostante la presenza sul mercato di medicinali autorizzati (on label)”. “Sebbene la sentenza della Corte sia stata sfavorevole, Novartis conferma la correttezza del proprio operato e rimane convinta che l’utilizzo di un farmaco fuori indicazione in presenza di farmaci appropriati costituisca una minaccia per l’esistente sistema legale, medico e regolatorio, istituito – termina Novartis – per monitorare l’uso efficace e sicuro dei medicinali nei pazienti”.

Ma la svolta forse più dirompente è contenuta nella seconda sentenza di Palazzo Spada. Quella in cui i magistrati riconoscono la liceità della determina 622/2014 di Aifa che ha introdotto nella cosiddetta Lista 648 – relativa ai farmaci a carico del Ssn – anche l’Avastin per il trattamento della maculopatia, quindi per un uso off label, cioè per un’indicazione terapeutica diversa da quella autorizzata. L’Avastin infatti era stato autorizzato dalla Commissione europea il 12 gennaio 2005 per la cura di diverse tipologie di tumori, tra cui quella del colon. Ma dimostrandosi efficace anche per la degenerazione maculare ed essendo molto più conveniente a livello economico del Lucentis bisognava difendere l’interesse pubblico al risparmio di spesa per il Ssn. La novità di Aifa avveniva sulla scorta del decreto Lorenzin (36/2014), che modificando la legge 648 del 1996 disponeva l’inserimento nel suddetto elenco anche quei medicinali per cui sussiste un’alternativa terapeutica on label (quindi autorizzata). Mettendo in discussione l’intoccabile ed esclusivo potere del titolare dei diritti commerciali di definire l’uso terapeutico della molecola, che appunto può portare a delle conseguenze negative se questa facoltà viene usata per azzerare la concorrenza e massimizzare i profitti. Ad appellarsi contro la determina di Aifa era stata Novartis. Il ricorso però è stato respinto sia dai giudici del Tar, sia ieri da quelli del Consiglio di Stato.

FONTE I FATTO QUOTIDIANO

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SEZ. VARIE Firmata la Costituzione degli USA lunedì 17 settembre 1787 (232 anni fa)

17 Settembre 2019, 09:38am

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Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

«Noi, popolo degli Stati Uniti, allo scopo di perfezionare ulteriormente la nostra Unione, di garantire la giustizia, di assicurare la tranquillità all'interno, di provvedere alla comune difesa, di promuovere il benessere generale e di salvaguardare per noi stessi e per i nostri posteri il dono della libertà, decretiamo e stabiliamo questa Costituzione degli Stati Uniti d'America».

È il preambolo che introduce alla carta costituzionale degli USA, firmata il 17 settembre del 1787, nella celebre State House di Philadelphia. Ai lavori parteciparono 74 delegati in rappresentanza delle tredici colonie protagoniste della Guerra d'indipendenza contro l'Impero britannico.

L'idea comune era di dar vita a un governo centrale, con maggiori poteri e che avesse una linea unitaria in materia fiscale e nella regolamentazione del commercio. Dopo una lunga fase di lavori, segnata da profondi contrasti, si arrivò alla stesura definitiva del testo che ebbe 39 firmatari, celebrati con l'appellativo di Padri fondatori.

Tra loro spiccano i nomi di Benjamin Franklin e Alexander Hamilton, ma soprattutto George Washington, due anni dopo eletto primo Presidente degli Stati Uniti d'America. Il testo entrò in vigore il 4 marzo 1789, mentre nel 1791 furono ratificati i primi dieci emendamenti costituzionali, raccolti sotto il nome di Bill of Rights.

Annoverata tra le più antiche costituzioni vigenti e fonte d'ispirazione per testi costituzionali di altre nazioni, la Costituzione del 1787 è ancora oggi la legge suprema degli USA ed è emendabile solo per volontà degli elettori. Una copia originale dello storico documento è conservata negli Archivi Nazionali di Washington.

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SEZ. VARIE NEWS Ecco l'app che consente di leggere i messaggi eliminati di Whatsapp

15 Settembre 2019, 09:16am

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Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

Ecco l'app che consente di leggere i messaggi eliminati di Whatsapp

Da qualche tempo, WhatsApp offre agli utenti la possibilità di eliminare i messaggi inviati, mentre il destinatario riceve la notifica con il testo «Questo messaggio è stato eliminato». Tuttavia, grazie a un'applicazione sviluppata per il sistema operativo Android, è ora possibile scoprire il contentuto dei messagi eliminati. Lo strumento, che si chiama WAMR, rileva i messaggi che sono stati eliminati dall'applicazione e invia una notifica, creando una copia di sicurezza basata sullo storico delle notifiche. Nella cronologia è possibile archiviare sia messaggi di testo che immagini, video, memo vocali, animazioni e adesivi che sono stati precedentemente eliminati. L'applicazione WAMR è gratuita e consente anche di scaricare gli stati dei contatti. Funziona anche con Telegram e Facebook Messenger.

di Marta Ferraro IL MATTINO

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SEZ. VARIE NEWS I dinosauri non furono sterminati solo dall'asteroide killer: ecco cosa successe davvero

12 Settembre 2019, 09:41am

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Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

Non fu solamente l'impatto di un asteroide killer ad uccidere i dinosauri fino a portarli all'estinzione. Secondo la ricerca «Il primo giorno del Cenozoico» dell'Università del Texas, pubblicata dalla rivista Pnas della National Accademy of Sciences degli Stati Uniti, a sterminare i grandi rettili del passato - e con loro molte altre specie animali e vegetali del nostro pianeta - è stato uno scenario da incubo che si è verificato intorno al cratere d'impatto di Chicxulub, sotto la penisola dello Yucatan. Uno scenario in cui si sono combinati tsunami, incendi e nubi tossiche di zolfo tanto da rendere la Terra invivibile fin dalle prime ore dalla collisione.




L'impatto, sottolinea lo studio coordinato - ed a prima firma - da Sean P.S. Gulick, ha infatti prodotto un raffreddamento globale del nostro pianeta provocato, 66 milioni di anni fa, da nubi tossiche di zolfo, praticamente irrespirabili, onde oceaniche e grandi incendi che hanno coperto i raggi solari gettando la Terra in un improvviso «gelido inverno». Nello studio, decine di geologi per la prima volta hanno valutato le rocce sul luogo di caduta dell'asteroide attraverso la perforazione del cratere di Chicxulub, sotto la penisola dello Yucatan, fra il mare e la terra. Analizzando i materiali raccolti nelle carote di materiali raccolte nel cratere, a 500 e fino a 1.300 metri di profondità, gli scienziati hanno così potuto delineare lo scenario catastrofico che ha portato alla perdita del 75% di vita sul nostro pianeta.

IL GAZZETTINO

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SEZ. VARIE NEWS Il ritorno del walkman ma la cassetta è virtuale

9 Settembre 2019, 09:22am

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Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

Il ritorno del walkman ma la cassetta è virtuale

Operazione nostalgia per Sony. A 40 anni dal lancio del Walkman, lo storico dispositivo che ha cambiato il modo di fruire la musica in mobilità, arriva una edizione limitata che riproduce virtualmente il movimento del nastro. Il nuovo riproduttore musicale è stato lanciato all'Ifa, la fiera tecnologica in corso a Berlino. Il nome del modello è NW-A100TPS e si rifà all'iconico modello TPS-L2 rilasciato per la prima volta nel mercato nel luglio 1979. Esteticamente i due modelli somigliano, ma il dispositivo non può riprodurre le tradizionali musicassette: il movimento del nastro, infatti, è virtuale e riprodotto dal display HD da 3.2 pollici. Il nuovo modello, poi, è in grado di riprodurre i formati audio più diffusi e può archiviare fino a 16 GB di dati e permette anche l'ascolto della musica in streaming. E non sarà necessario portare una scorta di pile in tasca, poiché il nuovo Walkman ha una batteria che promette un giorno di musica. Purtroppo il prezzo non è proprio alla portata di tutti. Era il 1 luglio del 1979 quando Sony introdusse sul mercato il lettore di musicassette, che sarebbe diventato una delle creazioni tecnologiche di maggior successo. Il primo modello, di colore blu e argento, fu lanciato in Giappone il 1 luglio del 1979 e venduto all'equivalente di 150 dollari. L'anno successivo arrivò anche negli Stati Uniti. E divenne l'icona della generazione degli anni Ottanta grazie ad una scena del film Il tempo delle Mele, in cui Sophie Marceau indossava un paio di cuffie e ascoltava musica romantica da un Walkman nella baraonda di una festa, assieme al suo fidanzato. Poi il declino a partire dal 2001 con l'avvento della musica digitale e l'iPod, infine il Walkman fu mandato in pensione definitivamente nel 2010. IL MATTINO

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SEZ. VARIE NEWS Maxi tv e smart home, il futuro del 'tech' a Berlino Alla Fiera Ifa anche monopattini elettrici e comandi vocali

8 Settembre 2019, 09:15am

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Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

 © ANSA

Mega-schermi tv anche da oltre 200 pollici e risoluzioni fin troppo futuristiche, evoluzioni nel campo dei comandi vocali, elettrodomestici che 'parlano' fra loro, cellulari pieghevoli o pronti per il 5G, tecnologia da indossare: nella sterminata gamma di prodotti in mostra all'Ifa di Berlino, la fiera dell'elettronica di consumo e dei dispositivi intelligenti più importante d'Europa, sono queste le tendenze principali.

Ad attirare l'attenzione per dimensioni, immagini in movimento ed esplosione di colori sono anche quest'anno i mega-schermi televisivi proposti da giganti come Sony e LG con risoluzione 8k, quindi 16 volte maggiore rispetto a un FullHD.

Samsung ne espone uno - per un target business, quindi destinato alle aziende - da monumentali 219 pollici: E uno, luxury, per private manie di grandezza da 146": anche gli schermi da 'solo' 98" sono uno spettacolo per gli occhi sebbene manchino ancora film e serie realizzati per questa tecnologia.

Nel tripudio di offerte dei quasi 1.950 espositori annunciati ci sono anche proposte mirate alla qualità della vita e al rispetto dell'ambiente come i monopattini elettrici dell'italiana Nilox. Nella smart home del futuro ormai presente in cui gli elettrodomestici interagiscono, spicca un'asciugatrice Bosch a cui la connessa lavatrice dice quanto bagnato è il capo da asciugare e quindi quanto lungo e intenso deve essere il processo.

Seguendo la tendenza "hand free" che sta decretando la fine dei telecomandi, sostituiti da quelli vocali anche se ci sono segni di stanchezza del mercato (-9,3%), Amazon e Grundig hanno appena presentato un nuovo televisore che si accende seguendo ordini impartiti da qualsiasi punto della stanza.

ANSA 

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SEZ VARIE NEWS Patente, sulle scuole scatta l'Iva al 22%. Le associazioni: "Rincari in arrivo"

7 Settembre 2019, 09:56am

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Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

SEZ VARIE NEWS  Patente, sulle scuole scatta l'Iva al 22%. Le associazioni: "Rincari in arrivo"

 Inserito da Leone Buongiorno Il chiarimento delle Entrate dopo una sentenza europea. Scuole guida in allarme per la retroattività del provvedimento fino al 2014. "Così il corso rischia di costare 1.200 euro"

 
MILANO - L'Agenzia delle Entrate chiarisce che le lezioni di scuola guida non rientrano nel novero degli insegnamenti scolastici o universitari che sono esenti dall'Iva. E subito scatta l'allarme: con una imposta al 22%, scatteranno i rincari per i consumatori.

L'Agenzia ha pubblicato una risoluzione che chiarisce il punto a seguito della domanda di un contribuente, basandosi su una sentenza della Corte di Giustizia dell'Unione Europea del marzo scorso. Decisione secondo la quale deve essere revocato il regime di esenzione Iva alle lezioni di scuola guida. Una presa di posizione che ha messo sul piede di guerra le autoscuole, anche perché riguarda anche le annualità passate.


Confarca, la Confederazione Autoscuole Riunite e Consulenti Automobilistici, ha subito annunciato una mobilitazione nazionale e si è detta "preoccupata" proprio per la retroattività del provvedimento. In concreto, si tratta di 3,8 milioni di patenti conseguite dal 2014 e dal 2018. E il timore è che - non potendo imporre le tasse ai propri ex allievi - le autoscuole debbano provvedere di tasca propria.

Il nuovo regime del corso di guida
Tutto ha origine dalla sentenza del 14 marzo scorso della Corte di Giustizia Ue che ha escluso dall'esenzione Iva le lezioni di scuola guida "in quanto questa categoria di insegnamento non rientra in quelle di ambito scolastico o universitario". Un pronunciamento ricordato dall'Agenzia delle Entrate nell'interpello col quale chiarisce che i corsi pratici e teorici necessari al rilascio della patente devono considerarsi imponibili agli effetti dell'Iva.

Di contro, a 'favore' delle autoscuole con la modifica del regime Iva scatta anche il "diritto alla detrazione dell'imposta corrisposta sugli acquisti di beni e servizi relativi all'attività esercitata". Di fatto, le scuole possono 'scaricare' i loro costi.

Scuole e consumatori allarmati
Contro il provvedimento, e come si diceva la sua retroattività, si scablia il presidente di Confarca, Paolo Colangelo, che ha posto l'accento sulla "conseguenziale regolarizzazione delle patenti già conseguite e fatturate secondo il regime in vigore dell'epoca", e sui possibili danni irreversibili per molti operatori. A giudizio della Confederazione "si rischia di allontanare i giovani dalla possibilità di accedere a un corso di guida, minando seriamente tutti gli sforzi fatti fino ad oggi per la sicurezza stradale". "Chiediamo fin da subito - afferma Colangelo - che si trovi quanto prima un rimedio a questa risoluzione, che incide tra l'altro in maniera pesante su un settore già in piena difficoltà, sia per la crisi economica che per i disservizi che gli operatori sono costretti a fronteggiare sul territorio nazionale. Nel frattempo abbiamo chiesto alla categoria di rimanere compatta, e di muoversi con cautela per non incorrere in pesanti sanzioni".

Anche i consumatori suonano l'allarme: "Una nuova stangata potrebbe abbattersi sulle spalle degli automobilisti italiani se si optasse per l'applicazione alle autoscuole di un regime Iva del 22% - dice il Codacons - il costo della patente di guida infatti lieviterebbe del 22% sforando quota 1.200 euro e portando l'Italia ai vertici della classifica europea del "caro patente

La Repubblica 

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SEZ. VARIE NEWS Su Facebook arriva dating, si potrà rimorchiare con un'App

7 Settembre 2019, 07:39am

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Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

Facebook cambia pelle. Ed ora punta sul dating, la funzionalità che facilita gli incontri reali con altri utenti presenti sulla piattaforma di Mark Zuckerberg. Da oggi, infatti, Facebook Dating debutta in 20 paesi, America compresa, ma Italia esclusa. Solo per ora, perché nel nostro paese l'opzione sarà diffusa nel 2020. Questa nuova implementazione ricalca quello che Tinder, rende già possibile da anni, e cioè la possibilità di conoscere nuove persone - non per forza il compagno o la compagna per la vita, ma anche solo una nuova amicizia - che abbiano interessi simili ai nostri. Infatti è l'algoritmo di Dating a suggerire chi potremmo incontrare: requisito indispensabile, prima di attivarlo, è che gli utenti iscritti siano maggiorenni. La creazione del profilo si potrà creare separatamente da quello di Facebook, che però consentirà di inserire tutti i nostri contatti, compresi i followers di Instagram (ed in futuro anche le stories) con l'obiettivo di incontrare l'anima gemella. Il suggerimento di Dating avverrà sulla base delle preferenze impostate dall'utente al momento della creazione del profilo, ma anche in base alla partecipazione a gruppi Facebook, alla vicinanza geografica o alle caratteristiche comuni.
 



Da Menlo Park, ci tengono a far sapere, che la sicurezza degli incontri viene prima del business e quindi l'utente avrà sin da subito l'opzione per segnalare o bloccare persone sgradite, ben sapendo che nei messaggi si potrà vietare l'invio di foto, video, collegamenti, e soprattutto pagamenti, per evitare situazioni di sfruttamento. A differenza di Tinder però, l'utente non potrà visualizzare la “vetrina” delle persone disponibili all'incontro, ma avrà la chance di scrivere un messaggio, magari commentando una foto, e solo se il destinatario risponderà al gradimento, si avvierà una conversazione aperta.

Un ulteriore aiuto, per far incontrare persone in cerca dell'altra metà, è offerto dall'opzione “secret crush” (cotta segreta) con cui l'utente segnala a Facebook il suo particolare interesse per una persona e solo se condivide lo stesso sentimento, i due cuori solitari, saranno avvisati della “cotta” reciproca.

PAOLO TRAVISI IL MATTINO

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SEZ. VARIE NEWS Zao, dopo FaceApp spopola la app cinese che ti fa diventare una star: ma è allarme per la privacy

5 Settembre 2019, 10:57am

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Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

Dopo FaceApp è il turno di Zao, la app cinese che ti fa diventare una star. È già allarme per la privacy

Dopo FaceApp, è arrivata anche Zao. È cinese la nuova applicazione che impazza sui social e che permette agli utenti di trasformarsi nel proprio divo di Hollywood preferito applicando un semplice filtro al proprio volto. Robert Downey Jr., Marylin Monroe, Leonardo Di Caprio o Sheldon di The Big Bang Theory, si può decidere di essere chiunque. Basta scaricare una scena da una serie tv, da un film o da un video musicale, fermare l'immagine al momento del fotogramma prescelto e al resto ci pensa la app che, appoggiandosi a un sistema di reti neurali, permette di prendere le sembianze delle star.




Dopo FaceApp è il turno di Zao, la app cinese che ti fa diventare una star. È già allarme per la privacy

Ma come già avvenuto per FaceApp, l'applicazione russa che invecchia o ringiovanisce l'utente diventata virale all'inizio della scorsa estate, Zao ha già suscitato molte polemiche in tema di rispetto delle privacy. Effettuando l'upload del proprio selfie o del proprio video infatti si cedono tutti i diritti di utilizzo a Mom Inc, società proprietaria dell'applicazione, anche a scopi commerciali e di marketing. Tanto che WeChat, il software utilizzato in Cina al posto di Whatsapp, ha bloccato Zao sulla sua piattaforma, avvisando chi la usa che «l'accesso a questa pagina è stato bloccato poichè contiene molti rischi sulla sicurezza».
La società avrebbe però già rassicurato gli utenti, annunciando l'intenzione di modificare a breve le condizioni d'utilizzo in modo da modificare questo passaggio. 

IL MA TTINO 

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SEZ. VARIE NEWS «Registrate con Siri coppie che facevano sesso», Apple si scusa e licenzia 300 lavoratori

29 Agosto 2019, 11:19am

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Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

Collaboratori per ascoltare una quantità limitata di dialoghi tra utenti e l'assistente vocale Siri con l'obiettivo di migliorarne la performance. Apple si è scusata per avere assunto personale che, in realtà, ascoltava anche conversazioni private e registrava «coppie che facevano sesso».

 


Privacy violata con Siri, class action in California

«Come risultato della nostra revisione abbiamo realizzato di non essere stati intermanete all'altezza dei nostri alti ideali e per questo ci scusiamo» afferma Apple, annunciando nuove pratiche per tutelare la privacy. Dopo lo scoop di inizio mese del Guardian, che aveva dato notizia di una tale pratica, il produttore dell'iPhone aveva sospeso tale programma controverso e lanciato un'analisi interna. «Abbiamo capito di non essere stati al passo con i nostri ideali più alti e per questo ci scusiamo», ha scritto il gruppo in un blog post nel quale vengono annunciate migliorie volte a proteggere la privacy associata all'uso di Siri.

Il programma riprenderà in autunno, fa sapere Apple, ma solo dopo alcuni cambiamenti. L'azienda non conserverà più automaticamente le registrazioni delle interazioni con Siri ma continuerà a usare trascrizioni generate da software per aiutare Siri a migliorare. Gli utenti potranno scegliere di dare il proprio contributo permettendo, se faranno opt-in, l'ascolto di file audio delle richieste fatte a Siri. «Speriamo che molte persone sceglieranno di aiutare Siri a migliorare, sapendo che Apple rispetta i loro dati e che ha forti controlli della privacy»  IL MATTINO

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