Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Telefoni che si aprono a libro per fungere sia da smartphone che da tablet, e l'avvio del 5G, le nuove e veloci reti di telefonia mobile che si preparano a connettere a internet miliardi di oggetti, dal frigo all'auto, dalle macchine industriali alle luci delle città. E' uno sguardo sul futuro quello che offre il MWC19, la fiera della telefonia di Barcellona che quest'anno abbandona il vecchio nome - Mobile World Congress - per identificarsi solo con l'acronimo: un modo per togliere enfasi dal "mobile" e abbracciare tutte le nuove forme di connessione e comunicazione.
La kermesse aprirà i battenti lunedì 25 febbraio, su una superficie di 100mila metri quadrati dove troveranno posto 2.200 aziende. Da Qualcomm a Zte, da Facebook a Google, passando per l'automotive con Bmw, Seat e Mercedes, i big ci saranno tutti o quasi.
I riflettori si accenderanno anche nel weekend che precede la fiera, dove i protagonisti saranno i produttori di smartphone.
Oppo, Huawei e Xiaomi sono attesi con i loro pieghevoli. Nel segmento, che dovrebbe innovare e rivitalizzare il mercato dei cellulari, Samsung ha giocato d'anticipo presentando nei giorni scorsi il Galaxy Fold. In campo ci sono poi il marchio Nokia, con il primo top di gamma, e LG, con una nuova linea completa.
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di Michele Pappacoda Leonardo Pieraccioni: Regista tra i più noti del contesto italiano, le sue commedie si caratterizzano per una sapiente alternanza di romanticismo e humor... il tutto rigorosamente in "salsa" fiorentina.
Nato a Firenze, Leonardo Pieraccioni fa propria la proverbiale comicità toscana, fatta di battute rapide e irriverenti, fin dagli esordi come cabarettista, in TV locali, in compagnia degli amici Carlo Conti e Giorgio Panariello. A compimento di una lunga gavetta in TV e a teatro, nel 1995 fa il grande salto dirigendo il primo film, I laureati, che sbanca il botteghino.
La pellicola segna l'inizio di un sodalizio artistico con l'attore Massimo Ceccherini, che passa attraverso numerose commedie, quali "Il ciclone" (1996), "Fuochi d'artificio" 1997) e "Ti amo in tutte le lingue del mondo" (2005). È autore anche di racconti e di canzoni, utilizzate come colonna sonora dei suoi film. Del 2018 è il film "Se son rose...".
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DIMORENA MOTTA In arrivo la cometa di San Valentino. Si chiama Iwamoto, nome dell’astronomo non professionista giapponese Masayuki Iwamoto che l’ha scoperta, identificandone l’appartenenza al gruppo dei corpi celesti estremi trans nettuniani. La cometa, che passerà a 45 milioni di chilometri a distanza dalla Terra, compie un’orbita completa intorno al Sole ogni 1.371 anni. L’ultima volta che è venuta a farci visita risale all’anno 648, mentre il suo futuro approssimarsi al pianeta Terra è previsto nell’anno 3390.
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di Michele Pappacoda Charles Schulz: Fumettista famoso in tutto il mondo per aver creato la striscia a fumetti più popolare di sempre, è nato a Saint Paul, nel Minnesota, e morto a Santa Rosa nel 2000.
Dal carattere timido e riservato, ha combattuto come soldato nella Seconda guerra mondiale e, dopo aver lasciato l'esercito nel 1945, ha lavorato come insegnante. È dalla sua fantasia che sono nati i Peanuts (pubblicati per la prima volta il 2 ottobre 1950), ispirati all'infanzia dell'autore.
Diversi i tratti in comune specialmente con Charlie Brown: il lavoro dei genitori, padre barbiere e madre casalinga; un cane come inseparabile amico; il carattere timido e introverso; l'essere innamorato di una ragazzina dai capelli rossi. I Peanuts sono stati pubblicati per circa cinquant'anni, senza alcuna interruzione, fino al suo ritiro dall'attività, avvenuto nel 1999 a causa di un ictus ischemico, seguito da un cancro.
Le sue ultime volontà, di non lasciar continuare ad altri la serie, sono state rispettate e le vecchie strisce continuano a essere ripubblicate su quotidiani e riviste. Nel 2002 a Santa Rosa, in California, gli è stato intitolato un museo.
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DI MORENA MOTTA Un team di ricercatori del MIT è riuscito a sviluppare un sistema in grado di convertire l’energia associata ai segnali wi-fi in energia elettrica, eliminando, in teoria, la necessità dell'esistenza della batteria tradizionale.
La rectenna (contrazione di rectifying antenna, un’antenna a griglia in grado di catturare le onde elettromagnetiche, come quelle del wi-fi, e di trasformarle in corrente continua) ideata dal team di Tomás Palacios, docente presso il Department of Electrical Engineering and Computer Science del MIT, utilizza come componente principale il solfuro di molibdeno, un semiconduttore super sottile che può essere modellato in fogli dello spessore di appena 3 atomi.
Quali applicazioni pratiche potrebbe avere in futuro una tecnologia del genere? Tra le caratteristiche che si potrebbero sfruttare di questo nuovo tipo di rectenna, c'è la possibilità di "stenderla" su pareti o pavimenti: si potrebbe infatti ottenere una versione di dimensioni molto più grandi, che possa essere utilizzata per alimentare i dispositivi connessi di un intero palazzo o l’intera rete di sensori di un’autostrada intelligente.
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DI MICHELE PAPPACODA IL Centro Iris S.r.l., officina unica nel suo genere, rivolta alla soluzione dei problemi di guida e di trasporto delle persone diversamente abili, con sede in Via Montenuovo (P.co Azzurro) n°138 Pozzuoli (NA), propone un assistenza a 360°, atta a coprire tutte le richieste di una clientela che vuole sentirsi cautelata, grazie alla fornitura di dispositivi all'avanguardia, non trascurando il binomio qualità/prezzo. La sede, accogliente, priva di barriere architettoniche, dotata di ampio e comodo parcheggio riservato, è facilmente raggiungibile. Un'equipe giovane, sensibile e molto preparata guiderà il cliente nella scelta di soluzioni personalizzate, idonee alle proprie esigenze. La nostra idea nasce dalla rilevata mancanza, sul territorio, di un'officina che non solo effettui le trasformazioni e il montaggio di adattamenti necessari per la guida e il trasporto di persone diversamente abili, ma che sia realmente vicina alle esigenze dei clienti. La nostra equipe si compone di: - Un Consulente diversamente abile motorio; - Un Ingegnere meccanico; - Un Architetto per l'abbattimento delle barriere architettoniche; - Esperti allestitori e trasformatori di autoveicoli; Vieni a conoscerci... Ti offriremo un caffè
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Per la prima volta al mondo una mano robotica è stata impiantata in modo permanente e potrà essere utilizzata quotidianamente. L'intervento è stato eseguito in Svezia su una donna di 45 anni e la mano robotica è stata costruita grazie al progetto europeo DeTOP, guidato da Christian Cipriani, dell'Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa. Si sta lavorando in vista di altri due interventi, da eseguire in Italia e in Svezia.
La donna, alla quale la mano era stata amputata nel 2002, sta seguendo un programma di riabilitazione per riacquistare forza nei muscoli dell'avambraccio, indeboliti dopo l'amputazione e, utilizzando la realtà virtuale, sta imparando a controllare la mano robotica. Si ritiene che nelle prossime settimane potrà tornare a casa e usare quotidianamente la nuova mano.
"Grazie a questa interfaccia uomo-macchina così accurata - ha osservato Cipriani - e grazie alla destrezza e al grado di sensibilità della mano artificiale, ci aspettiamo che nel giro dei prossimi mesi la donna riacquisisca funzionalità motorie e percettive molto simili a quelle di una mano naturale".
Un momento della riabilitazione della donna con la prima mano robotica permanente (fonte: DeTOP project - Integrum - Chalmers University of Technology)
L'intervento chirurgico è stato eseguito a Gothenburg, nello Sahlgrenska University Hospital, dai chirurghi Richard Br†nemark e Paolo Sassu. Nelle ossa dell'avambraccio (radio e ulna) della donna sono stati impiantate delle strutture in titanio come ponte fra ossa e terminazioni nervose da un lato e la mano robotica dall'altro. Grazie a 16 elettrodi inseriti nei muscoli residui è stato possibile stabilire un collegamento diretto tra la protesi e il sistema nervoso.
fonte: Prensilia, Scuola Superiore Sant'Anna, DeTOP project
In questo modo la mano robotica può essere controllata in modo più efficace e diventa possibile anche ripristinare il senso del tatto. L'impianto è stato sviluppato in Svezia dal gruppo coordinato da Max Ortiz Catalan, dell'azienda Integrum, in collaborazione con la Chalmers University of Technology. La mano robotica è stata realizzata dalla Scuola Superiore Sant'Anna e dall'azienda Prensilia, spin-off dell'Istituto di BioRobotica della Scuola Sant'Anna, nell'ambito del progetto DeTOP (Dexterous Transradial Osseointegrated with neural control and sensory feedback), finanziato dalla Commissione Europea all'interno del programma Horizon 2020. Al progetto partecipano inoltre le università svedesi di Lund e Gothenburg, quella britannica dell'Essex, il Centro svizzero per l'Elettronica e la Microtecnologiay, l'Università Campus Bio-Medico di Roma, il Centro Protesi dell' Inail e l'Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna.
fonte: Prensilia, Scuola Superiore Sant'Anna, DeTOP project
Il prossimo impianto in Italia
Sarà eseguito in Italia il prossimo impianto di una mano robotica permanente, ha detto Cirpriani all'ANSA. "Per il futuro - ha proseguito - sono previsti altri impianti e il prossimo sarà eseguito in Italia, dal Campus Biomedico di Roma e dall'Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna". E' anche in programma un altro intervento in Svezia.
"Stiamo cercando un candidato che si presti a un intervento simile a quello eseguito in Svezia, ma che abbia una casistica diversa", ha aggiunto Cipriani. Per questo motivo al momento è difficile prevedere i tempi del prossimo intervento. Il futuro dipenderà inoltre dai finanziamenti perché il progetto europeo DeTOP, della durata di quattro anni, ha davanti a sé ancora un anno.
Il futuro
"Allo scadere dei suoi quattro anni, il progetto europeo - ha rilevato Cipriani - lascerà ai suoi partner industriali una tecnologia sviluppata per nuove mani robotiche e nuovi impianti". Ulteriori interventi, che permettano di trasformare questi impianti in interventi di routine, potranno dipendere da queste aziende e da nuovi eventuali investitori. Il traguardo raggiunto con questo primo intervento segna una pietra miliare: "abbiamo a disposizione uno strumento incredibilmente versatile connesso col cervello, che ci aiuta a studiare la connessione tra il cervello e la periferia del sistema nervoso e utile per capire altre patologie".
fonte: Prensilia, Scuola Superiore Sant'Anna, DeTOP project
Dall'uomo alle macchine
Proseguire lungo questa strada è importante perché "avremo l'opportunità di vedere molte altre cose: dal modo in cui si apprendono nuovi compiti a come restituire le percezioni, come la presa della mano sa adattarsi alla manipolazione". Si apre, ha detto ancora, "un mondo molto grande" ed è anche chiaro che queste tecnologie costituiscono anche "il ponte verso nuove mani robotiche destinate alle macchine è già chiaro: la stessa mano capace di adattarsi può essere utilizzata nei robot", a partire da quelli che lavorano in aziende e che hanno il compito di afferrare e manipolare oggetti.
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Merlo: Il merlo, nome scientifico Turdus merula, è un uccello appartenente alla famiglia dei Turdidi. E' un uccello di medie dimensioni con un dimorfismo sessuale tra maschio e femmina molto accentuato. Il maschio, oltre ad essere più grande (può raggiungere i 25 centimetri di lunghezza), ha una livrea nera che ricopre tutto il corpo, il becco è giallo-arancio e le zampe sono scure. La femmina, che raggiunge al massimo i 20 centimetri, è ricoperta di piume di colore grigio-bruno e la gola è più chiara. Il merlo vive in Africa nord-occidentale, in Asia e nelle Canarie. E' diffuso in quasi tutta l'Europa, eccetto in Scandinavia. Vive nei boschi, nei frutteti e nei vigneti. E' un animale onnivoro, mangia principalmente bacche, frutta e piccoli invertebrati. Gli ultimi tre giorni di gennaio sono i cosiddetti "giorni della merla, cioè, secondo la tradizione, sono i tre giorni più freddi dell'anno. Questo modo di dire ha diverse origini tra le quali secondo una leggenda: una merla e i suoi pulcini in origine bianchi, per ripararsi dal gran freddo, gli ultimi giorni di gennaio si rifugiarono dentro un comignolo, dal quale emersero il 1º febbraio, tutti neri a causa della fuliggine. Da quel giorno tutti i merli furono neri. Una curiosità è che questo uccello è un bravissimo imitatore: impara il canto di altre specie con le quali condivide l'ambiente. Il merlo è protetto in Italia ed è vietata la vendita e la detenzione dei soggetti non anellati e sprovvisti di certificato di nascita in cattività.
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INSERITO DA MORENA MOTTA Spine e prese elettriche non seguono uno standard internazionale: se viaggiate molto lo saprete bene, se state per partire, attenzione, perché è possibile che la spina dei vostri apparecchi non sia compatibile con le prese che troverete. Ogni Paese (o quasi) ha infatti il “suo” tipo e qualcuno anche più di uno...
All'inizio fu la vite. La prime vere spine elettriche apparvero in Gran Bretagna a fine ’800, mentre l’americano Harvey Hubbell brevettò altri modelli nel 1904 negli Usa. Fino a quel momento nelle case la corrente era impiegata prevalentemente per l’illuminazione e i primi elettrodomestici venivano collegati alla rete elettrica con un attacco a vite, come quello delle lampadine. I nuovi sistemi, invece, rispondevano all’esigenza di rendere i collegamenti più pratici e sicuri. Solo più tardi arrivò la spina con tre lamine, che prevedeva il collegamento di terra necessario per prevenire il pericolo di scosse. Negli anni successivi in (quasi) ogni Paese i progettisti svilupparono modelli tenendo conto più delle tecnologie disponibili che della possibile incompatibilità con i sistemi impiegati all’estero.
In futuro? sempre uguale! Ancora negli anni Cinquanta, per esempio, la Gran Bretagna creò un suo standard che ignorava completamente quelli in uso altrove. E lo stesso capitò in altri Paesi. Ma anche dopo che viaggiare è diventato un fenomeno di massa (e questa “bizzarria” tecnologica si è trasformata in un vero problema pratico), ognuno ha continuato a sviluppare il proprio tipo di spina, soprattutto per ragioni economiche, anziché puntare su uno standard comune.
Arriverà mai, un giorno, la spina universale? Difficile, in realtà. Anche se tutti i Paesi dovessero mettersi d’accordo, resterebbe il problema della corrente, che, anche quella, non è la stessa in tutto il mondo. Per ragioni legate alla disomogeneità tra tensioni e intensità, chi viaggia molto continuerà ad avere a che fare come minimo con due spine: una per i 110 volt, con le lamine piatte, e una per i 240 volt, con gli spinotti cilindrici.
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INSERITO DA LEONE BUONGIORNO Oltre due miliardi di utenti nel mondo, il salto da una stanza di Harvard alla burrasca privacy, fino alle polemiche sulle fake news e sul Russiagate nelle elezioni presidenziali americane. In 15 anni di vita Facebook e Mark Zuckerberg non potevano immaginare il forte cambiamento del social network, andato di pari passo con la responsabilità e i rischi legati al fatto di connettere cosi tante persone nel mondo. E all'orizzonte c'è il progetto di unire la piattaforma alle sue tre app, Messenger, WhatsApp e Instagram, che ora crescono e godono del favore dei ragazzi, più di quanto non succeda alla casa madre.
Facebook fu lanciato il 4 febbraio 2004 da Mark Zuckerberg e dai suoi compagni di università Eduardo Saverin, Dustin Moskovitz e Chris Hughes. Originariamente progettato solo per gli studenti di Harvard, fu presto aperto alle altre scuole della zona per poi avere la diffusione mondiale che conosciamo. Il sito, aperto con soli mille dollari d'investimento, ha visto crescere negli anni il suo valore in maniera esponenziale.
L'ultima trimestrale ha confermato la solidità di fondo del business di Facebook, con un utile record e un balzo degli utili che sembrano non tenere conto del più generale rallentamento del settore high tech, ma anche in uno dei periodi più bui dei suoi 15 anni di storia. Prima l'accusa di veicolare fake news, poi il Russiagate e lo scandalo dei dati di Cambridge Analytica.
"Facebook ha rappresentato un tassello importante nell'educazione digitale della popolazione globale. Oggi si trova di fronte a naturali problemi di crescita, la sfida è arrivare ad un'integrazione dell'infrastruttura di WhatsApp, Messenger e Instagram. L'operazione non sarà facile, bisognerà farla digerire agli utenti e soprattutto agli enti regolatori", spiega all'ANSA Vincenzo Cosenza, esperto di comunicazione digitale e autore del blog vincos.it.