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salerno e provincia news

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SALERNO E PROVINCIA NEWS La piscina della vergogna «Solo promesse e disagi»

28 Gennaio 2023, 15:54pm

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Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MORENA MOTTA Il grido d’allarme delle società che utilizzano la “Vitale” per gare e allenamenti. Docce fredde e impianti ko: «Il sindaco aveva assicurato risorse: dove sono?» SALERNO - Operai al lavoro fino a tarda sera per provare a mettere una toppa ai tanti problemi che affliggono la “Simone Vitale”, ma un cartello affisso all’indomani per annunciare l’assenza di acqua calda per le docce, “causa caldaia rotta”. Questa la contraddizione che fotografa la triste situazione della piscina sul lungomare cittadino. Non bastasse il malfunzionamento dell’Uta, unità di trattamento aria, mai entrata realmente in funzione dopo l’installazione della scorsa estate, anche la caldaia continua a fare le bizze, e a creare non pochi disagi alle società di nuoto e pallanuoto che provano non senza fatica a portare avanti le rispettive stagioni. «Questi continui problemi stanno mettendo a dura prova la nostra squadra e il nostro staff. I nostri atleti si vedono costretti ad allenarsi in condizioni precarie - spiega Enrico Gallozzi , presidente della Rari Nantes Salerno, che partecipa al campionato di serie A1 Non possiamo permetterci di allenarci male per settimane o di disputare tante partite nei campi sussidiari, il campionato è estremamente competitivo e tutti i punti persi a causa dei problemi dell’impianto sono molto difficili da recuperare. La situazione ha dell’incredibile e bisogna urgentemente pianificare dei lavori di straordinaria manutenzione che possano garantire i criteri minimi per poter fare sport». «Non è possibile - aggiunge Gallozzi - che l’impianto Uta, che è stato ormai acquistato da mesi, non possa essere messo in funzione perché manca la parte interna alla piscina e nessuno si occupa di ultimare i lavori, così come non è possibile che non si riesca a gestire la temperatura dell’acqua in piscina e che l’acqua delle docce sia fredda». «Siamo pronti a sederci intorno a un tavolo e provare ad aiutare nelle nostre possibilità l’amministrazione comunale - conclude Gallozzi - ma ci deve essere la ferma volontà di risolvere i problemi: in questo momento sembra addirittura mancare la voglia di farlo, e questo è quello che scoraggia di più». Situazione «drammatica» anche per Paolo Giarletta , presidente del Circolo Nautico, formazione che prende parte al campionato di serie B: «La nostra stagione è già compromessa, tra interruzioni continue, lo stop a causa della legionella, impianti di riscaldamento ko, filtri chiusi... E adesso come se non bastasse le difficoltà delle docce e per l’acqua della piscina. Per noi società è un dramma, con un campionato di serie B e tre campionati giovanili, c’è sempre la preoccupazione per gli allenamenti oltre alle difficoltà di poter garantire un impianto aperto e svolgere un campionato regolare». Difficoltà purtroppo che si ripetono da anni, e che con il tempo sembrano addirittura peggiorare. «C’è da sommare anche la mancanza di personale qualificato - aggiunge - in passato qualche toppa veniva messa. Non c’è alcun tipo di manutenzione, né ordinaria né straordinaria. La piscina è allo sbando totale, e la parte politica è completamente assente, non abbiamo referenti, un assessore allo sport, ad eccezione della Commissione Sport che ha tentato di fare qualcosa, ma non ha potere o risorse per risolvere questa situazione». «Il sindaco - sottolinea Giarletta - ci ha detto che probabilmente stanzierà risorse: attendiamo, sono anni che ci hanno promesso interventi importanti. Quest’estate hanno installato un impianto che doveva risolvere il problema dell’aria all’interno della struttura, ma non è stato completato e rimane tutto lì fermo a marcire». Difficile nascondere l’amarezza, così come le preoccupazioni: «Noi cerchiamo di alzare la voce, ma credo che non riusciremo a ottenere qualcosa, spero almeno che le promesse avanzate vengano mantenute, altrimenti società come le nostre abbandoneranno, non potendo fare allenamento, garantire un servizio ai ragazzi, che si allenano già in condizioni difficili, tra acqua fredda, ambiente freddo e docce gelide, non è delle migliori. E inoltre dobbiamo giocare molte volte fuori da Salerno per portare avanti il nostro campionato, così non si va avanti ed avremo senz’altro obbligo di chiudere ». L’appello arriva anche da Candido Di Giacomo , vicepresidente della Rari Nantes Arechi, pure iscritta al campionato di serie B: «Noi ci aspettiamo che la “Simone Vitale” torni ad essere la struttura sul mare più bella d’Italia. Solo la scorsa settimana abbiamo fatto due allenamenti fuori sede, senza considerare le solite docce fredde cui i nostri ragazzi sono costretti». Stefano Masucci LA CITTA

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SALERNO E PROVINCIA NEWS Eboli, rapina: fermato un malvivente in centro Blitz dei carabinieri ieri mattina in via Veneto davanti alla scuola Romano

27 Gennaio 2023, 16:38pm

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Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA EBOLI - Centro e periferia in balìa dei malviventi. Dopo la rapina di martedì pomeriggio in via Italia, c’è stato un furto a una farmacia di Santa Cecilia. Ieri mattina i carabinieri agli ordini del capitano Emanuele Tanzilli hanno fermato un pregiudicato in via Veneto. La scena è avvenuta alle 9, sotto gli occhi di alcuni genitori che conducevano i figli piccoli alla scuola materna Giacinto Romano. In zona sono piombate tre auto in “borghese” che hanno circondato il malvivente e lo hanno condotto in caserma. Dovrebbe essere lui l’autore della rapina all’agenzia di posta privata in via Italia. L’uomo era incappucciato, martedì pomeriggio quando ha realizzato il colpo. Sul corpo dovrebbe avere i segni di una “sediata”. Mentre fuggiva, infatti, il malvivente è stato colpito dall’oggetto “domestico” che il proprietario esasperato gli ha scaraventato addosso. La “sediata” non ha frenato la fuga del rapinatore. Per il gestore dell’agenzia è stata la seconda rapina in tre mesi. Il colpo precedente risale al 6 ottobre scorso. L’operazione è stata molto simile a quella di martedì pomeriggio. I malviventi agiscono all’apertura dell’agenzia, quando c’è il minor numero di persone all’interno. La posizione del negozio nei pressi di Fort Apache (le palazzine popolari al Borgo) si è rivelato un elemento importante nelle indagini. A Santa Cecilia, invece, il furto è avvenuto di notte. Ancora da quantificare il bottino, che di certo tra danni alla serranda e soldi in cassa supererebbe i mille euro. Il fatto di cronaca si è verificato nella notte tra martedì e mercoledì, intorno alle due e mezzo. I ladri avrebbero agito indisturbati fino a quando è suonato l'allarme. I malviventi sono riusciti a entrare nella farmacia lungo la Statale 18 e portare via i soldi in cassa. L'allarme di sicurezza li ha messi in fuga. Qualcosa è andato storto, infatti. I ladri hanno pianificato il colpo dopo alcuni sopralluoghi in zona. Anche alcuni mezzi per l'asfalto della statale 18, parcheggiati nel piazzale davanti la farmacia, hanno probabilmente coperto la loro fuga. Sul posto sono giunti i carabinieri di Eboli. I militari stanno reperendo le immagini delle telecamere, anche quelle di altri esercizi commerciali presenti in zona, per verificare quanti fossero i ladri e cercare di dare un identikit per consegnarli alla giustizia. Ieri mattina a Santa Cecilia in molti hanno saputo del furto in farmacia. La zona è molto frequentata, di giorno. Di notte, diventa terra di nessuno. Le indagini potrebbero avere a breve una svolta così come tutti in zona auspicano. Pochi giorni fa, sempre a Santa Cecilia, è stato tentato un furto ai danni del gestore di un noto bar. I malviventi sono arrivati in zona a bordo di una Maserati e di altre due auto di valore. Hanno forzato una finestra sul retro del negozio, per entrare nel locale. L’allarme sonoro li ha messi in fuga. C’era anche un furgone per la refurtiva, ripreso dalle telecamere. Antonio Elia LA CITTA

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SALERNO E PROVINCIA NEWS Salerno, inchiesta coop: avviso di conclusione indagini per venti persone Nell'atto non compaiono i nomi del sindaco Napoli, del governatore De Luca e di altri otto

26 Gennaio 2023, 11:47am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SALERNO E PROVINCIA NEWS Salerno, inchiesta coop: avviso di conclusione indagini per venti persone Nell'atto non compaiono i nomi del sindaco Napoli, del governatore De Luca e di altri otto

INSERITO DA ANGELA CECERE Salerno. È stato notificato in queste ore un avviso di conclusione delle indagini preliminari per l’inchiesta sui presunti appalti truccati al Comune di Salerno. Il provvedimento emesso dalla Procura di Salerno riguarda venti persone. Tra queste c’è Fiorenzo Zoccola che, secondo l’accusa, sarebbe stato “capo ed organizzatore” dell’associazione che avrebbe gestito gli affari delle cooperative sociali. L’imprenditore, che sta affrontando già il processo insieme al consigliere regionale Nino Savastano, per la Procura avrebbe avuto rapporti con la politica e con funzionari del Comune, influenzando le decisioni per l’affidamento degli appalti. L’inchiesta che ad ottobre 2021 coinvolse la politica salernitana vede indagate 30 persone. Nell’attuale avviso non compaiono dieci di queste, tra cui anche il sindaco di Salerno, Vincenzo Napoli ed il governatore della Campania, Vincenzo De Luca. Non è chiaro ancora quali saranno le successive mosse della Procura di Salerno per entrambi e per altri otto degli indagati.

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SALERNO E PROVINCIA NEWS Una faida familiare dietro la bomba alla macelleria: 5 indagati, anche 2 minori Le indagini dei carabinieri: a piazzare l'ordigno dei giovani in sella ad uno scooter

25 Gennaio 2023, 16:33pm

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Pubblicato da Miki Pappacoda

una faida familiare dietro la bomba alla macelleria 5 indagati anche 2 minori

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Scafati. Una bomba contro la macelleria, esplosa nella notte di San Silvestro di due anni fa: episodio che aveva fatto scattare nuovamente l'allarme racket a Scafati e nell'agro nocerino-sarnese. A distanza di tempo da quel grave fatto di cronaca, arriva la risposta dello Stato. Il gip del tribunale di Nocera Inferiore ha disposto cinque misure cautelari, delle quali a carico di minori. Gli indagati sarebbero gli autori dell'attentato, maturato nel contesto di dissidi familiari. L'ordigno sarebbe stato fatto esplodere per ritorsione di alcuni parenti: è quanto ricostruito dai carabinieri della Tenenza di Scafati, che hanno dato esecuzione alle misure cautelari. Come immortalato dalle videocamere di sorveglianza, si vedono due giovani in sella ad un motorino che piazzarono la bomba carta davanti al negozio: a distanza di due anni gli investigatori sono certi di aver chiuso il cerchio e dato una risposta all'attentato: decisive anche le celle telefoniche, che hanno collocato gli idagati sul luogo dell'esplosione. OTTOPAGINE

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SALERNO E PROVINCIA NEWS Nuova sospensione idrica a Salerno: ecco dove mancherà l'acqua In programma interventi di manutenzione straordinaria

24 Gennaio 2023, 12:17pm

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SALERNO E PROVINCIA NEWS Nuova sospensione idrica a Salerno: ecco dove mancherà l'acqua In programma interventi di manutenzione straordinaria

INSERITO DA ANGELA CECERE Salerno. Nuova sospensione idrica a Salerno. Il gruppo Salerno Sistemi ha comunicato che, al fine di eseguire intervento di manutenzione straordinaria in Via Casa Gallo, si rende necessario sospendere l’erogazione idrica Giovedì 26 gennaio dalle ore 09.30 alle ore 16.30, alle seguenti strade e traverse limitrofe: Le strade interessate Casa Gallo Casa Gallo di Brignano Via Casa Manzo (parte alta) L'avviso del Gruppo Salerno Sistemi Si avverte che, nella fase di ripristino dell’esercizio, pur in costanza dei requisiti di potabilità, l’acqua che esce dai rubinetti potrebbe presentarsi torbida e opalescente. Il fenomeno è naturalmente superabile lasciando scorrere l’acqua dal rubinetto prima di utilizzarla.

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SALERNO E PROVINCIA NEWS Stuprata a casa dell’amica dopo la serata in discoteca La vittima è una giovane di 19 anni: la polizia arresta una coppia di fidanzati

23 Gennaio 2023, 11:27am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MORENA MOTTA SALERNO - Uscire con un’amica e collega di lavoro per poi ritrovarsi costretta a recarsi dalla polizia per denunciare gli abusi sessuali subiti. È l’inquietante episodio che la scorsa estate ha visto vittima una ragazza di 19 anni: ieri, su disposizione del gip del tribunale di Salerno dopo la richiesta del pm titolare delle indagini, Morris Saba , gli aguzzini della giovane sono finiti in manette. Una coppia di fidanzati. Gli agenti della Squadra Mobile della Questura di Salerno - che hanno condotto gli approfondimenti investigativi sulla vicenda con la Sezione operativa per la sicurezza cibernetica della polizia postale - hanno condotto in carcere un salernitano di 35 anni, già noto alle forze dell’ordine per furto, rapina e maltrattamenti in famiglia, ed eseguito la misura cautelare dei domiciliari nei confronti dell’amica della giovane, una ragazza di 21 anni. Entrambi sono indagati per il reato di violenza sessuale di gruppo. La serata in discoteca e le violenze. I fatti risalgono alla scorsa estate, al 31 agosto del 2022: secondo quanto ricostruito dalle indagini, la 19enne vittima delle violenze sarebbe stata invitata dalla collega di lavoro ora finita ai domiciliari a trascorrere la serata in una nota discoteca della Costa Sud di Pontecagnano Faiano anche insieme al suo fidanzato. Cose di amiche, la normale prassi di tanti giovani che cercano svago in particolare nelle giornate più calde dell’anno. I saluti, l’arrivo nel locale, la musica e qualche ballata. Tutto normale. Se non fosse che, all’improvviso, il post serata si è trasformato in un inferno. La 19enne, infatti, ha chiesto con forza alla coppia di essere riaccompagnata a casa anche perché - come riferito nel corso dell’incidente probatorio tenuto nelle scorse settimane - aveva accusato qualche malessere E, invece, la 19enne è stata condotta proprio nell’abitazione della sua amica. Dove è accaduto ciò che mai si sarebbe aspettata: la coppia di fidanzati, infatti, avrebbe abusato sessualmente di lei. Un trauma difficilissimo da cancellare. Subito dopo le violenze, la giovane non si è persa d’animo: il giorno dopo, infatti, si è recata dalla polizia per denunciare l’accaduto. Gli agenti, ascoltate le sue parole e accertato il fortissimo trauma subito dalla ragazza, hanno fatto scattare immediatamente la segnalazione del “codice rosso”, avviando le indagini su disposizione della Procura guidata da Giuseppe Borrelli e le verifiche per accertare le violenze subite. Fino alla svolta arrivata nelle ultime ore. «Quest’episodio è avvenuto in un contesto di fiducia», sottolinea l’avvocata Claudia Pecoraro che assiste la 19enne. «Si fidava di un’amica che non si è dimostrata tale». «Le denunce servono». La giovane di 19 anni, subito dopo la segnalazione del “codice rosso”, è stata seguita dal centro antiviolenza “Leucosia” gestito dall’associazione Differenza Donna. E proprio l’assistenza della struttura si è rivelata fondamentale per dare il via a un percorso di recupero e di “cancellazione” delle violenze subite. «Questo importante sviluppo nelle indagini testimonia quanto il costante lavoro dei centri anti-violenza possa fare la differenza nel sostenere le donne che subiscono qualsiasi forma di violenza», sottolinea Michela Masucci , responsabile del centro “Leucosia”. «Essere sostenute da un centro antiviolenza significa trovare un luogo specializzato in cui essere credute, accolte e accompagnate nel loro percorso, a più livelli, così da poter poi riuscire a raccontare tutto il doloroso vissuto ed intraprendere con consapevolezza, forza e determinazione importanti azioni di tutela, per se stesse e per altre donne. La vittimizzazione secondaria soprattutto nei casi di stupro di giovani donne conclude Masucci - è ancora troppo spesso presente e molte volte diventa l’ostacolo che porta le donne a non denunciare o a non essere credute». L’avvocata Pecoraro, che assiste la giovane dal punto di vista legale e che è anche componente dell’ufficio legale di Differenza Donna, sottolinea l’importanza del lavoro di raccordo e collaborazione portato avanti dalle strutture presenti sul territorio con la Procura: «Questa è anche la conferma di quanto il lavoro di rete fatto con la Procura di Salerno, pronto a riconoscere il lavoro e l’esperienza del centro antiviolenza di Differenza Donna, è determinante durante le indagini e nei processi delle donne ». (al.mo.) LA CITTA

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SALERNO E PROVINCIA NEWS Muore di legionella, clinica nel mirino La donna di 64 anni è spirata al “San Luca” a inizio dicembre dopo un intervento eseguito ad Arezzo: si indaga sul contagio

22 Gennaio 2023, 16:00pm

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Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA VALLO DELLA LUCANIA - Sono state chiuse alcune stanze di una clinica privata di Arezzo dove, lo scorso novembre, una donna di 64 anni di Vallo della Lucania sarebbe stata contagiata dalla legionella. Un’infezione risultata fatale alla donna, deceduta a inizio dicembre nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale “San Luca” dove era stata condotta al rientro a casa e all’insorgere di alcuni problemi salute. Ha fatto rumore l’ordinanza del sindaco aretino, Alessandro Ghinelli , che negli ultimi giorni, con una serie di ordinanze, ha disposto accurate analisi all’interno dei locali della struttura sanitaria privata che hanno ospitato la donna vallese e la chiusura momentanea alla scoperta di quanto accaduto. La vicenda è stata presto ricostruita: la 64enne salernitana, a metà novembre, si era recata presso la clinica di Arezzo per sottoporsi a un intervento chirurgico che prevedeva l’installazione di una protesti all’anca. Un intervento ortopedico ormai diventato quasi di routine visto che la tecnologia e la ricerca, su questo tipo di operazioni, hanno fatto passi da gigante. E, infatti, il ricovero della 64enne è durato soli cinque giorni: l’accesso nel reparto, l’intervento chirurgico eseguito nel migliore dei modi, le dimissioni rapidissime per seguire da casa il decorso post-operatorio. Ma, al rientro a Vallo della Lucania, sono insorti i primi problemi di salute. Non all’anca: la donna, infatti, ha iniziato ad accusare una sorta di stato influenzale con annessi problemi polmonari che, con il passare del tempo, sono andati peggiorando. Tanto da sollecitare l’intervento dell’ospedale “San Luca” di Vallo della Lucania: nel principale nosocomio del Cilento, all’inizio, si pensava a un possibile caso di Covid ma le immediate analisi effettuate hanno permesso di appurare la verità. La donna, in realtà, era stata contagiata dalla legionella. Pur non avendo problemi polmonari pregressi, il quadro clinico della 64enne è presto degenerato tanto da disporre il trasferimento nel reparto di terapia intensiva dove è stata intubata e dove, dopo alcuni giorni, ha perso la vita. Il contagio da legionella, ricostruita la “storia medica” della donna, è stato segnalato alla clinica di Arezzo e all’Azienda sanitaria competente che, già prima di Natale, aveva disposto la necessità di bonifiche e verifiche accurate. Fino allo stop delle ultime ore. (al.mo.) LA CITTA

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SALERNO E PROVINCIA NEWS SAN MARZANO, ANCORA UN ATTENTATO INCENDIARIO AI DANNI DI UN BAR

22 Gennaio 2023, 08:19am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Questa mattina alle 5:30 circa, si è sviluppato un incendio in un bar sito in via Piave nel comune di San Marzano Sul Sarno Il Comando Vigili del Fuoco Salerno ha immediatamente inviato la squadra competente per territorio del distaccamento di Samo. All’arrivo sul posto, i caschi rossi hanno constatato che si era sviluppato un incendio nell’area antistante il locale adibito ad attività di bar, coinvolgendo tavoli sedie suppellettili e la struttura di protezione dalle intemperie (tendaggi con struttura in alluminio), a servizio dello stesso bar. Immediatamente l’incendio è stato estinto, e si è provveduto alla messa in sicurezza provvisoria dei locali. La reazione del sindaco “L’ennesimo incendio nella nostra città impone una seria riflessione. Penso che sia terminato il tempo degli incontri, dei summit e delle analisi. La mia comunità vuole risposte. Dallo scorso settembre siamo sotto assedio e non penso di esagerare quando dico questo. Da sindaca mi aspetto una svolta immediata nelle indagini. Non possiamo più restare inermi davanti a tutto questo“. Così Carmela Zuottolo, sindaca di San Marzano sul Sarno, commenta l’incendio che, questa notte, ha devastato la parte esterna del bar, noto punto di “Ai gestori e ai proprietari del bar, storica attività commerciale marzanese, va la mia piena solidarietà. A chiarire se l’episodio è stato accidentale o meno ci penseranno carabinieri e magistratura. Come Comune segnaleremo l’ennesimo fatto di cronaca avvenuto nel nostro territorio comunale alla prefettura, alla Procura di Nocera Inferiore e alle forze dell’ordine. Ma va chiarita una cosa: la gente a San Marzano sul Sarno è stanca. Stanca di alzarsi la mattina e vedere andare in cenere i sacrifici di una vita. Auto, scuolabus ed ora anche le attività commerciali. Cosa stiamo aspettando? Il morto? La mia comunità, laboriosa e che paga le tasse, vuole una risposta dallo Stato. E da sindaca la pretendo anche io. Vanno assicurati alla giustizia i responsabili di questi episodi“. FONTE ZEROTTONOVE

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SALERNO E PROVINCIA NEWS Pastificio Amato: al via iter per l'abbattimento del vecchio mulino a Salerno Siglato in Prefettura l'accordo per la demolizione

20 Gennaio 2023, 12:07pm

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SALERNO E PROVINCIA NEWS Pastificio Amato: al via iter per l'abbattimento del vecchio mulino a Salerno Siglato in Prefettura l'accordo per la demolizione

INSERITO DA ANGELA CECERE RFI aveva chiesto di demolire l’ex pastificio Amato perché ritenuto pericoloso rispetto alla vicinanza alla linea ferroviaria che attraversa in quel tratto. Salerno. Si è svolto ieri pomeriggio, presso la Prefettura di Salerno, l’incontro conclusivo per il via libera all'abbattimento del vecchio mulino del complesso dello storico “Pastificio Amato”. Presenti all’incontro, oltre al Prefetto di Salerno Francesco Russo, Roberto Aversa, amministratore unico di Intesa Immobiliare, responsabile dei lavori di demolizione, e Rfi, rappresentata da Fabio Rapuano, direttore regionale,.  La nota “Le parti (Rete Ferroviaria Italiana e Intesa Immobiliare) – si legge nella nota della Prefettura – dopo aver partecipato ad alcuni incontri tenutisi presso la Prefettura di Salerno, hanno raggiunto, in seguito ad un’articolata trattativa, un “accordo” in relazione alle modalità di demolizione dell’immobile ed alla determinazione dei relativi oneri finanziari, che oggi hanno proceduto a sottoscrivere alla presenza del Prefetto Russo”. Alla firma hanno presenziato il Presidente della IV Commissione consiliare Urbanistica, Lavori Pubblici e Trasporti della Giunta Regionale della Campania, Luca Cascone, in modalità videoconferenza, e in presenza il Comune di Salerno, rappresentato dall’Assessore all’Urbanistica e Lavori Pubblici, ing. Michele Brigante. I motivi dell'abbattimento Con la firma dell’accordo si avvia di fatto l’iter che porterà all’abbattimento della struttura, ritenuta pericolosa per la immediata vicinanza alla linea ferroviaria, e che a causa delle condizioni di degrado, costituisce un pericolo per il distacco di calcinacci, che potrebbero cadere sulle linee ferroviarie in questione. Sarà demolito in 150 giorni, senza l’uso di esplosivi e senza interrompere il trasporto ferroviario. I lavori di demolizione dovrebbero rendere possibile l’inizio della costruzione di un nuovo complesso di 180 unità abitative, uffici e commerciali nell’area. L'accordo L’intesa raggiunta tra le parti prevede che la società Intesa Immobiliare s.r.l. procederà alla demolizione del fabbricato “Il Molino” e la messa in sicurezza dell’intera area. Soddisfatto dell'accordo il Prefetto Russo. Da Rfi hanno comunicato che sarà installato un sistema di doppio ponteggio ed i lavori verranno realizzati senza interruzione della circolazione dei treni, nelle ore notturne quando non ci sono corse sul tratto Arechi mercatello della Metrò. (00:00-05:00).

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SALERNO E PROVINCIA NEWS Nocera Inferiore, cure sbagliate al bambino: c’è il maxi risarcimento Scambiarono una encefalopatia per un tumore: l’Asl deve pagare 2,4 milioni

19 Gennaio 2023, 16:19pm

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Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA NOCERA INFERIORE - Encefalopatia scambiata per un tumore al cervello, il Tribunale di Nocera Inferiore riconosce un risarcimento milionario ad un bambino e ai suoi familiari. L’Asl dovrà pagare 2.467.063 euro per «condotte negligenti ed imprudenti adottate dai sanitari» in servizio presso l’ospedale Umberto I di Nocera Inferiore. La vicenda risale a oltre dieci anni fa e vede protagonisti alcuni medici del Pronto soccorso e della Pediatria, che tuttavia non sono oggetto della condanna al risarcimento. Infatti, si legge nella sentenza del giudice Maria Troisi , «deve essere rigettata la domanda di manleva formulata nei confronti dei singoli sanitari da parte della Asl, non potendo essere ascritta loro alcuna responsabilità, in mancanza della prova, sulla scorta delle risultanze della consulenza tecnica, di specifiche condotte colpose in relazione alle diverse attività compiute dagli stessi». Il provvedimento del Tribunale nocerino ha dichiarato «l’Asl responsabile delle lesioni subite dal minore». Il bambino, che all’epoca aveva circa un anno, era stato portato al Pronto soccorso nocerino per un episodio febbrile. Dopo la prima visita era stato dimesso. Fu riportato dopo alcuni giorni nell’ospedale di viale San Francesco, accesso a cui seguì una nuova dimissione. Fu chiesto aiuto anche una terza volta, ma fu rimandato nuovamente a casa. Solo al quarto accesso al Pronto soccorso venne disposto il ricovero. Da questo momento inizia il calvario della famiglia, con passaggi in diverse altre strutture sanitarie: dal Santobono di Napoli al Bambino Gesù di Roma. Secondo le osservazioni dei consulenti tecnici, un ricovero precoce avrebbe potuto evitare il peggio al bambino che ora è affetto da una disabilità gravissima: «Grave tetraparesi spastica, cecità di tipo centrale, grave compromissione delle funzioni cognitive che conformano il quadro di stato vegetativo, disfagia severa con possibilità di alimentazione esclusivamente tramite stomia gastrica, incontinenza degli sfinteri, grave scoliosi dorso-lombare, encefalopatia epilettogena», si legge nella sentenza. Il magistrato ha condannato l’Asl al «risarcimento del danno in favore degli attori (i genitori del minore, ndr) , in proprio e quali esercenti la potestà genitoriale sul figlio, per il complessivo importo di 2.467.063 euro, importo calcolato all’attualità sul quale devono essere compiuti gli interessi legali sull’importo devalutato alla data del fatto e di anno in anno rivalutato fino al soddisfo, previa decurtazione dell’importo già versato a titolo di anticipo». Il Tribunale ha anche condannato l’Asl al pagamento delle spese processuali nei confronti dei ricorrenti per un importo di 46.988 euro. Un riconoscimento a sei zeri impugnato dinanzi alla Corte di Appello di Salerno. Tuttavia, l’Azienda sanitaria salernitana, «al fine di prevenire l’esecuzione in suo danno della sentenza», ha offerto alla famiglia 200mila euro in favore del minore, 100mila in favore di ciascun esercente la potestà genitoriale e 10mila in favore dell’avvocato difensore della famiglia. Si tratta di 400mila euro che serviranno a «sostenere le spese sanitarie occorrenti per il primo ricovero in America». Un acconto nel caso la sentenza di primo grado fosse confermata anche in Appello, che in caso contrario dovrà essere restituito all'Asl. Salvatore D’Angelo LA CITTA

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