Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Nella serata di oggi, nei pressi del Teatro Verdi a Salerno, un tragico incidente ha causato la morte di una giovane donna di 27 anni. La vittima, di origine straniera ma studentessa a Salerno, è stata investita e uccisa intorno alle 21.00. Sul luogo dell'incidente sono intervenuti i Vigili del Fuoco di Salerno, la Polizia Municipale, i sanitari del 118 e i Carabinieri della Compagnia di Salerno. La dinamica dell'incidente è al momento al vaglio delle autorità, che stanno indagando per determinare le cause esatte dell'accaduto. Foto e fonte: Telecolore
INSERITO DA MIKI PAPPACODA SALERNO - L’inaugurazione e la consegna ai salernitani (e non solo) di piazza della Libertà ha sancito la fine dei lavori e la chiusura del cantiere ma per il Comune continuano le spese per la realizzazione della maxi- opera. L’ultima spada di Damocle per le casse già dissestate di Palazzo di Città arriva dal Tribunale di Napoli (Sezione specializzata per le imprese) dove è in corso il giudizio promosso dalla società Comes che chiede all’Ente la liquidazione di 3 milioni 404mila euro in riferimento «al contratto di appalto per i lavori di completamento di piazza della Libertà e sottostante parcheggio interrato ». Si tratta - chiarisce Felice Rescigno, general manager del gruppo Comes che si è occupato della messa in sicurezza e degli aspetti statici della piazza dopo il crollo «di una procedura di carattere amministrativo che non rappresenta alcun elemento conflittuale rispetto al Comune di Salerno. Come accade per la gran parte delle opere pubbliche, a maggior ragione se si tratta di infrastrutture così imponenti, anche nel caso piazza della Libertà sono state svolte una serie di attività obbligatorie per la conclusione dei lavori che non erano state né previste né preventivate nella progettazione. La legge ci impone di terminare i lavori e, infatti, sono stati terminati anche una quindicina di giorni prima della scadenza prevista. Ora chiediamo che venga verificato il quantum di queste ulteriori spettanze e venga liquidato ». In pratica, quando gli operai della Comes sono arrivati sul cantiere della piazza dopo il crollo, si sono trovati a dover mettere in campo una serie di operazioni innanzitutto per sanare i problemi causati dall’impresa che aveva iniziato gli interventi di realizzazione dell’emiciclo ma si sono trovati anche davanti una serie ulteriore di lavorazioni da dover necessariamente realizzare per consentire alla piazza con annesso parcheggio sottostante di ancorarsi senza pericoli di staticità e di tenuta. Sul fronte di Palazzo di Città, considerato l’importo della liquidazione richiesta ma anche la complessità delle questioni tecniche che dovranno essere discusse al tribunale di Napoli, è stata decisa la nomina dell’ingegnere Bruno Giordano che, come si legge nella determina del dirigente del settore Ambiente, «dovrà supportare il consulente tecnico di parte». L’ingegnere conosce bene l’affaire piazza della Libertà dal momento che ha già svolto il ruolo «di ispettore tecnico di cantiere in merito alla sorveglianza dei lavori». Se il tribunale di Napoli dovesse accordare la richiesta avanzata dalla società, nella lunghissima lista dei costi per la realizzazione della piazza bisognerebbe aggiungere altri 3,4 milioni di euro. Poi c’è mezzo milione di euro recentemente liquidato come pagamento per le materie prime che sono servite per la realizzazione dell’emiciclo sul mare in base all’aggiornamento dei prezzi a cui vanno aggiunti altri 104mila euro (Iva esclusa) per dotare la piazza delle telecamere di videosorveglianza. Altri costi che si aggiungono a quelli che già sono stati sostenuti negli anni: 29 milioni messi a gara per la creazione della nuova piazza e del parcheggio, 2 milioni per i lavori aggiuntivo che sono stati necessari per stabilizzare la rampa Ovest, 17.595 euro per le forniture elettriche del parcheggio e 121mila euro per la creazione e l'attivazione del servizio di videosorveglianza, 4.400 euro per ripulire il muro dai graffiti comparsi poco dopo l’inaugurazione. Alla fine il totale dei fondi pubblici serviti per piazza della Libertà è di circa 31 milioni di euro. Cifra che schizza a 35 milioni se si sommano i soldi chiesti dalla Comes. Eleonora Tedesco LA CITTA
INSERITO DA ANGELA CECERE SALERNO Inizieranno a breve i lavori sul vallone Fusandola e sul “Sentiero del Principe”, nella parte alta di Canalone. La provincia di Salerno, infatti, ha pubblicato una determina che prevede i due importantissimi interventi tesi alla messa in sicurezza non solo dello storico abitato di Salerno, ma anche dell’area sottostante fino a piazza della Libertà. L’intervento è frutto anche dell’accordo giunto dopo che tra Comune e Provincia di Salerno si era trovato un punto di incontro, facendo rimanere nelle competenze comunali i lavori di manutenzione della parte urbanizzata e in quelle provinciali l’area immediatamente al di sopra. Una soluzione individuata per tutta la città e che va sotto il nome di “metodo Fusandola” anche perché il primo intervento è stato pensato proprio per il torrente che attraversa buona parte del centro storico della città e che fu causa durante l’alluvione del 1954 di morti e distruzioni. Un risultato ottenuto grazie all’impegno dell’amministrazione comunale e alla spinta energica da parte dei residenti della zona. Su questo progetto si era speso in particolare l’assessore all’Ambiente
INSERITO DA MORENA MOTTA Questa mattina alle 5:30 circa, si è sviluppato un incendio in un bar sito in via Piave nel comune di San Marzano Sul Sarno Il Comando Vigili del Fuoco Salerno ha immediatamente inviato la squadra competente per territorio del distaccamento di Samo. All’arrivo sul posto, i caschi rossi hanno constatato che si era sviluppato un incendio nell’area antistante il locale adibito ad attività di bar, coinvolgendo tavoli sedie suppellettili e la struttura di protezione dalle intemperie (tendaggi con struttura in alluminio), a servizio dello stesso bar. Immediatamente l’incendio è stato estinto, e si è provveduto alla messa in sicurezza provvisoria dei locali. La reazione del sindaco “L’ennesimo incendio nella nostra città impone una seria riflessione. Penso che sia terminato il tempo degli incontri, dei summit e delle analisi. La mia comunità vuole risposte. Dallo scorso settembre siamo sotto assedio e non penso di esagerare quando dico questo. Da sindaca mi aspetto una svolta immediata nelle indagini. Non possiamo più restare inermi davanti a tutto questo“. Così Carmela Zuottolo, sindaca di San Marzano sul Sarno, commenta l’incendio che, questa notte, ha devastato la parte esterna del bar, noto punto di ritrovo dei giovani e non solo in città. “Ai gestori e ai proprietari del bar, storica attività commerciale marzanese, va la mia piena solidarietà. A chiarire se l’episodio è stato accidentale o meno ci penseranno carabinieri e magistratura. Come Comune segnaleremo l’ennesimo fatto di cronaca avvenuto nel nostro territorio comunale alla prefettura, alla Procura di Nocera Inferiore e alle forze dell’ordine. Ma va chiarita una cosa: la gente a San Marzano sul Sarno è stanca. Stanca di alzarsi la mattina e vedere andare in cenere i sacrifici di una vita. Auto, scuolabus ed ora anche le attività commerciali. Cosa stiamo aspettando? Il morto? La mia comunità, laboriosa e che paga le tasse, vuole una risposta dallo Stato. E da sindaca la pretendo anche io. Vanno assicurati alla giustizia i responsabili di questi episodi“. LA CITTA
INSERITO DA ANGELA CECERE L’obiettivo è chiudere la liquidazione di “Salerno sviluppo”, la società che gestisce l’area della ex Mcm a Nocera Inferiore. Ma anche integrarla con l’attigua zona industriale di Fosso Imperatore. Non c’è riuscito, in un decennio nei panni di liquidatore, Francesco Ruggiero. Proverà a farcela Umberto Mauriello. Ieri mattina, infatti, il presidente dell’Ordine dei commercialisti di Nocera Inferiore è stato investito dell’incarico di liquidatore di “Salerno sviluppo” durante l’assemblea della società. L’amministrazione comunale nocerina era andata spedita verso questo obiettivo sin dal suo insediamento. Il primo cittadino aveva toccato la questione in un paio di consigli comunali. Nell’ultimo, quello del 29 dicembre, aveva anticipato l’assemblea di ieri, annunciando che il liquidatore sarebbe arrivato dimissionario e si sarebbe discusso dell’eventuale nomina di uno nuovo. È ciò che è avvenuto. Mauriello si è ritirato da tempo dalla politica attiva, dopo essere stato consigliere comunale e dirigente al Comune di Nocera Inferiore. Si era concentrato esclusivamente sulla sua professione e sulla tutela della sua categoria. Ora c’è stata la chiamata al servizio pubblico per la chiusura di una questione pendente da troppo tempo. Il commercialista ha accettato e si appresta, ha dichiarato, «ad effettuare una ricognizione» dello stato e un confronto con il liquidatore uscente. Una verifica per capire i motivi del mancato raggiungimento della liquidazione e indicare i tempi per portarla a termine. Ruggiero, invece, lascia senza rancore, consapevole che con il cambiamento amministrativo ci sarebbe stato lo spoil system, tant’è che ha comunque messo a disposizione la sua esperienza in caso di necessità. Mauriello, inoltre, coglierà le indicazioni espresse dal sindaco De Maio per l’integrazione delle aree industriali di Fosso Imperatore. «Con questa nomina – ha dichiarato il primo cittadino di Nocera Inferiore puntiamo alla conclusione delle attività liquidatorie nel più breve tempo possibile e al raggiungimento dell’obiettivo di mandato dell’integrazione dell’area industriale facente capo a “Salerno Sviluppo” con la zona industriale di Fosso Imperatore, già rientrante nelle Zona economica speciale per un rilancio ulteriore. Presto adotteremo altri provvedimenti in consiglio comunale, inerenti alle zone industriali». Una nomina che non è del tutto bocciata dall’opposizione. Grandi aperture dal consigliere Antonio Romano: «Un professionista serio. Una nomina di qualità. Per altro è stato un mio dirigente. Sono contento che coloro che hanno contribuito con me alla crescita della città, come Mauriello, siano chiamati ancora a dare una mano. Vuol dire che avevo scelto bene i miei collaboratori. Sono certo che chiuderà in tempi brevi una liquidazione che si trascina da troppo tempo». E la consigliera Tonia Lanzetta ha sottolineato: «Mi auguro non sia una cambiale politica della recente campagna, valuteremo il suo operato sui fatti attesi i disastri del precedente liquidatore».
INSERITO DA ANGELA CECERE Salerno. La Fials Salerno chiede chiarimenti riguardante l’ingresso al parcheggio aziendale del Ruggi ed al parcheggio di Salerno Mobilità riservato ai dipendenti dell’Azienda ospedaliera. "Nonostante la positiva e utile apertura della nuova area parcheggi, di 90 posti circa, con ingresso regolamentato unitamente e finalmente ai soli dipendenti dell’Azienda Ruggi, tramite l’apposizione di sbarra automatizzata, la Fials ha chiesto un’operazione di trasparenza sulla questione inviando una nota al direttore generale dell’Azienda ospedaliera di Salerno, nonché al direttore sanitario, al direttore amministrativo e alla direzione medica di presidio del Ruggi", si legge nella nota della sigla sindacale. "Vorremmo sapere quale criterio esistente e persistente viene usato all’ingresso principale, fronte strada, dove è posta l’unica sbarra che viene aperta discrezionalmente dall’addetto di turno in guardiola, nel vigilare l’ingresso di pazienti, muniti di permesso, fornitori dell’ Azienda e dipendenti", ha detto il segretario territoriale della Fials Salerno, Carlo Lopopolo, che porta avanti la battaglia con i vertici della segreteria aziendale della Fials al Ruggi. "Purtroppo dispiace sollevare un’evidenza palese e reale nell’ingresso indiscriminato da parte di qualsiasi automobilista che imbocca la corsia dedicata, dove la vigilanza è assente e, comunque, serve a poco. Inoltre, sarebbe giusto capire quale criterio viene utilizzato, invece, dai dipendenti di Salerno Mobilità, nell’occupazione dei posti riservati ai dipendenti nell’area individuata dal Ruggi - argomenta l'esponente Fials -. Poi, in conseguenza al fatto che la stragrande maggioranza dei dipendenti, sfidando chi non lo fosse, lamentano l’annoso e gravoso problema nel parcheggiare la propria autovettura è vero anche che l’Azienda Ruggi non può garantire il posto a tutti i dipendenti, ma può e deve mettere in atto misure di controllo e migliorative nell’assicurare un uso meno promiscuo, più vigilato, controllato ed efficiente nelle aree parcheggio". C'è però anche un altro dubbio: "In ultimo, ma non per importanza, constatiamo che durante le partite della Salernitana, il parcheggio interno all’Azienda viene bloccato all’ingresso in entrata a tutti, a prescindere se i dipendenti si recano in Azienda ad espletare il proprio turno lavorativo. Questo, a nostro avviso e non solo, è un modo alquanto preistorico di risolvere il problema, perché queste azioni stanno a dimostrare che il problema non si vuole risolvere ma solo non averlo. "asterebbe un controllo da parte della vigilanza addetta all’ingresso dell’Azienda", conclude Lopopolo.
INSERITO DA MORENA MOTTA SALERNO - Kristina – sui social network si chiamava così – avrebbe istigato quel papà statunitense ad abusare sessualmente dei figlioletti che non avevano neppure 10 anni, promettendogli in cambio filmati ancor più hard. Non era davvero Kristina. A scrivere era un salernitano del ’72, A.I. le sue iniziali, che da dicembre 2019 è detenuto a Secondigliano (di recente ha pure ricevuto una riduzione di pena di 180 giorni per buona condotta) per la detenzione di sette film e ben 448 immagini di natura pedopornografica, alcune delle quali immortalavano pure le violenze “istigate”: reato valso una condanna a cinque anni e tre mesi di reclusione (e 9mila euro di multa), come deciso a giugno 2021 dai giudici della Corte d’appello, che rividero al ribasso il verdetto (sei anni e nove mesi di carcere con 11.500 euro di multa) emesso nell’estate del 2020 dalle toghe del Tribunale di Salerno. Le stesse che avevano ritrasmesso gli atti ai pm, ritenendo che al 51enne salernitano andasse contestato pure il concorso negli abusi sessuali che l’orco americano aveva inflitto ai suoi figli. Inchiesta archiviata. E così il pittore salernitano, che su Facebook , ricorrendo al falso nome di Kristina, si spacciava per fotografa artistica e che in passato aveva lavorato come educatore in una ludoteca a Parco Arbostella, era stato iscritto nel registro degli indagati pure per l’ipotesi di reato di concorso in atti sessuali su minori. Invano: nelle scorse ore Giandomenico D’Agostino , gip del Tribunale di Salerno, ha accolto la richiesta d’archiviazione del procedimento penale richiesta dal pm a seguito d’un supplemento d’inchiesta (successivo ad un primo rigetto, nel 2021, d’analoga istanza a firma del pubblico ministero) sul pedopornografo, assistito dall’avvocato Assunta Mutalipassi . «Appare – la motivazione – obiettivamente arduo operare una netta e chiara distinzione tra concorso nella produzione del materiale avente ad oggetto i figli minori dello statunitense e concorso nel delitto di atti sessuali posto in essere dall’americano ». Di qui l’archiviazione. Le indagini bis. A ravvisare l’ipotetica correità del salernitano per gli abusi sessuali oltreoceano erano stati i giudici della Terza sezione penale del Tribunale di Salerno – presidente Vincenzo Ferrara , a latere Cristina De Luca e Cesarina Ansalone – sulla scorta di differenti elementi emersi nel corso delle investigazioni condotte in solidum dagli agenti della polizia postale di Napoli e Salerno, dai colleghi inglesi (che avevano portato alla luce per primi il vasto giro di scambio di materiale pedopornografico) e da quelli americani. Innanzitutto dalle e-mail del salernitano allo statunitense: «Emerge – dissero – che il primo ha istigato in maniera insistente il secondo ad abusare sessualmente dei figli, cosa che poi è avvenuta, come dimostrano le immagini trasmesse ». E poi l’interrogatorio oltreoceano del papà “orco” americano: «In quell’occasione – la sintesi delle toghe – il cittadino americano avrebbe confessato gli abusi compiuti ed avrebbe chiamato in correità Kristina (alias del salernitano, ndr ), che lo avrebbe indotto a tanto promettendogli l’invio di materiale pedopornografico sempre più hard». Di qui l’esortazione ad indagare pure sull’ipotesi di reato del concorso in atti sessuali su minori. I precedenti. Di quelle violenze, però, il salernitano non è stato ritenuto responsabile. Dell’ingente mole di raccapriccianti file rinvenuti sui suoi hard disk, invece, sì. Reato al quale il 51enne salernitano non è nuovo: era già finito a giudizio una volta per detenzione di materiale pedopornografico ( Anno Domini 2015) ma il processo si concluse col non luogo a procedere per intervenuta prescrizione (i fatti contestati risalivano al periodo compreso tra il 2004 ed il 2006). Poi gli eclatanti arresti a gennaio del 2018 (l’uomo fu catturato ella piscina dell’Esercito): il salernitano era stato attenzionato dalla polizia inglese che aveva segnalato all’autorità italiana dei profili Facebook poi risultati riconducibili al pittore, messo ai domiciliari. Patteggiò una pena di due anni di reclusione con una multa di 2mila euro. Il 5 dicembre del 2019, allora, scattarono gli arresti a seguito delle investigazioni a cura degli agenti a stelle e strisce. Dalle intercettazioni telefoniche raccolte dalla Procura di Salerno (che delegò la polizia postale) s’appurò che il salernitano s’era proposto come collaboratore d’asilo, su Facebook promuoveva laboratori ricreativi per bambini e s’era iscritto perfino ad un sito Internet che offriva la possibilità di pubblicare annunci rivolti a genitori in cerca di maestri, baby sitter e intrattenitori. La sorella morta. La storia del pedopornografo salernitano scosse l’opinione pubblica pure per l’amara sorte toccata alla sorella affetta da sindrome di Down e da una grave bronchite: era legatissima al fratello e quando non lo vide più (pure se lei non sapeva il motivo, e forse neppure lo avrebbe capito) prese a rifiutare il cibo e a mostrare sintomi depressivi. Gli altri familiari del pittore lanciarono un appello alle autorità giudiziarie perché le consentissero di rivedere il caro congiunto ma alla fine la donna perse la vita. LA CITTA
INSERITO DA ANGELA CECERE Dopo le 83 assoluzioni, avvenute nello scorso mese di ottobre, sono 9 ora i dipendenti dell'ospedale Ruggi di Salerno che rischiano una condanna per truffa ed uso fraudolento del badge, nell'ambito dell'inchiesta "Just in time". Salerno. Dopo le 83 assoluzioni, avvenute nello scorso mese di ottobre, sono 9 ora i dipendenti dell'ospedale Ruggi di Salerno che rischiano una condanna per truffa ed uso fraudolento del badge, nell'ambito dell'inchiesta "Just in time" che nel 2015 ha travolto l'ospedale salernitano. Si è svolta, ieri, davanti al giudice monocratico della seconda sezione penale del tribunale di Salerno, la requisitoria del pubblico ministero che ha chiesto 2 anni di reclusione per uno dei dipendenti e un anno e 4 mesi per tutti gli altri imputati. Chiesta la messa alla prova, in base alla recente riforma Cartabia, per uno solo degli imputati. La precedente condanna Già condannata, invece, a sei mesi di reclusione, all'esito del rito abbreviato, la caposala Elena Dambrosio, immortalata in spiaggia con il compagno quando doveva invece essere in reparto. Estinzione del reato per l'ex sindacalista Carmine De Chiaro e il dipendente Santo Pepe, deceduti entrambi prima della fine del procedimento. Prossima udienza aggiornata alla fine di gennaio con le arringhe difensive degli avvocati Gino Bove, Michele Sarno, Francesca Sarno, Anna Sassano e Michele Tedesco. La ricostruzione Truffa ai danni dello stato e false attestazioni o certificazioni nell'utilizzo del badge, sono le ipotesi di reato contestate ai nove dipendenti, sorpresi dalle immagini registrate delle telecamere, nell'ambito di un'attività investigastiva portata avanti dalla guardia di finanza in seguito alla denuncia del sindacalista della Cisl Cicalese. Gli episodi risalgono al 2015 quando, secondo l'accusa, i furbetti del cartellino si allontanavano dal posto di lavoro usufruendo della copertura di altri colleghi che timbravano al loro posto.
inserito da Miki Pappacoda In occasione degli incontri di calcio Salernitana-Milan e Salernitana-Torino, oltre ai servizi di ordine pubblico, la Questura di Salerno ha predisposto mirati servizi volti al contrasto del fenomeno dei parcheggiatori abusivi nei pressi dello Stadio Arechi e delle sue adiacenze.
Nel corso dello specifico servizio sono stati identificate sette persone dedite alla attività abusiva di guardiamacchine: due di loro sono state deferite ai sensi dell'art. 10 comma 2 D.L. 14/2017 in relazione alla L. 48/2017, in quanto avevano violato il provvedimento del c.d. Daspo Urbano, già emesso dal Questore della Provincia di Salerno.
Contestualmente ai deferimenti, sono state sanzionate - ai sensi dell'art.7 comma 15 bis del Codice della Strada - altre cinque persone, sempre dedite alla medesima attività. IL VESCOVADO
INSERITO DA ANGELA CECERE Loffredo punta sul turismo e sulla memoria storica dei monumenti cittadini: "Dobbiamo fare uno sforzo in più e concentrare energie e risorse su quelle che sono le tracce della nostra storia".MSalerno. Valorizzare i monumenti storici di Salerno per riprendere anche le radici e la storia della città: è questa la proposta lanciata dal presidente del consiglio comunale Dario Loffredo per restituire dignità a simboli illustri del capoluogo, recuperare la memoria e rendere il territorio sempre più attrattivo, non solo per i turisti, ma anche per gli stessi salernitani che spesso ignorano le loro radici. La proposta: Una rete, con il contributo di comitati, enti, associazioni, per recuperare un patrimonio prezioso “Un monumento è una storia. Su corso Garibaldi c’è quella dei martiri politici salernitani. Si tratta di un simbolo dell’identità salernitana, inaugurato nel 1912. All’epoca, fu voluto dal Comune di Salerno, dalla Provincia, dalle associazioni cittadine e dai reduci delle patrie battaglie, per ricordare i tantissimi salernitani uccisi, perseguitati, incarcerati ed esiliati per il loro ruolo nella lotta risorgimentale per la libertà costituzionale e l’unità nazionale. Furono loro ad avviare una importante sottoscrizione, che consentì al grande artista salernitano Gaetano Chiaromonte di realizzarla – spiega Loffredo - Se la guardiamo, attraversando il centro della città, possiamo vedere la bellezza della colonna di granito, insieme alla donna che rappresenta la libertà che strappa le catene della tirannide. Oggi, quel monumento, ricoperto di scritte e spesso maltrattato, può essere oggetto di un'importante valorizzazione. Al recupero, necessario ed urgente, della parte bronzea e di quella in pietra, si potrebbe affiancare una elegante e non invasiva illuminazione, insieme ad una semplice stele che ricorda e spiega ai cittadini e ai visitatori la storia e il significato di un monumento così importante”. L'idea è quella di creare una rete, con il contributo di comitati, enti, associazioni, per recuperare un patrimonio prezioso e renderlo fruibile per tutti. “Grazie a Luci d'artista abbiamo registrato, ancora una volta, un importante flusso di visitatori che hanno scelto Salerno per trascorrere le vacanze natalizie. Un dato importante, che conferma l'intuizione del nostro ex sindaco ed attuale presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, portata avanti con impegno e passione dall'attuale primo cittadino Vincenzo Napoli – continua Loffredo – Ma dobbiamo fare uno sforzo in più e concentrare energie e risorse su quelle che sono le tracce della nostra storia e della nostra memoria. Sarebbe utile, infatti, ragionare in rete per far conoscere la storia dei nostri monumenti, dei quadri che raccontano la città e, più in generale, di ogni singolo tassello che sia in grado di parlare di Salerno ai salernitani e non solo. Potrebbe essere l'occasione per creare itinerari dedicati e per valorizzare anche le numerose pubblicazioni che sono state dedicate a questi simboli. Il mio obiettivo è quello di inaugurare il 2023 così, nel solco della storia, della cultura e del turismo, certo che i colleghi e il nostro sindaco mi saranno vicini per portare a compimento questo ambizioso progetto”, le parole del presidente del consiglio.